La mia vita con il Kindle: un articolo di Alessandra Farabegoli

Posted by emma on Mar 21, 2010 in Emma |

Questo articolo è tratto dal blog Girl Geek Life, con link a www.girlgeekdinnersitalia.comRingrazio l’autrice di averne concesso la pubblicazione sul blog.Ho prenotato il Kindle non appena Amazon, l’autunno scorso, ne ha annunciato l’edizione International; così il mio Kindle è arrivato con il primissimo cargo diretto per l’Europa, e l’ho avuto in mano 21 ottobre. Da allora non me ne sono mai pentita -)Dalla più tenera età sono sempre stata una divoratrice di libri, ma, col tempo, ho iniziato a considerare con distacco il possesso del libro come oggetto in sè. Traslochi, raptus di space clearing, l’arrivo di un figlio (divoratore di spazio e tempo) mi hanno fatto constatare che molti dei libri che ho in casa non li ho mai riletti e mai li rileggerò, e restano ad occupare spazio e prendere polvere togliendo respiro alle novità; così qualcuno l’ho regalato, qualcun altro l’ho lasciato in un bookcrossing corner, e ho cominciato a considerare con più attenzione se valesse la pena comprare piuttosto che prendere in prestito (il servizio bibliotecario di Ravennaè piuttosto fornito).Negli ultimi anni ho anche comprato (spesso per lavoro) molti libri su Amazon, sopportando il disagio di doverli aspettare per settimane prima di leggerli. E, a ogni partenza per le vacanze, ho affrontato il dilemma se fosse meglio appesantire la valigia piuttosto che rischiare di trovarmi a metà della vacanza senza nulla di interessante da leggere.Il Kindle ha radicalmente cambiato (in meglio) la mia vita di lettrice.Chi, senza averlo provato, dice che l’iPad sarà meglio, o che gli eBook si possono leggere anche sul computer, con tutto il rispetto non sa di cosa parla. Sullo schermo E-Ink gli occhi si stancano molto meno che su un video retroilluminato: un conto è fare zapping fra un sito e l’altro, usare la posta elettronica, leggere due cartelle, cose che facciamo comodamente ogni giorno sul nostro computer e che presumibilmente faremo altrettanto bene sull’iPad, e un altro è affrontare un testo più lungo di qualche pagina: alzi la mano chi di voi non si è stampata un documento un po’ lungo “per leggerlo con comodo”.Oltre che riposante per gli occhi, il Kindle è una salvezza per schiena e polsi: in tre etti scarsi (meno del peso e dell’ingombro di un numero di Wired) mi porto nella borsa più libri di quanti ne riuscirò a leggere in mesi di viaggio, e leggo la sera a letto senza stancarmi. Grazie ai consumi ridottissimi (l’E-Ink usa energia solo quando si cambia la pagina), se lo carico bene prima di partire posso tranquillamente lasciare a casa il caricabatteria, perché durerà almeno una settimana.Parlando di risparmio, ho pagato il Kindle circa 250 euro, compresa iva, dogana e spedizione. Da quando l’ho comprato, ho acquistato 11 libri, con un risparmio medio di 5 euro sul prezzo d’acquisto rispetto all’edizione normale, più (considerando i costi medi di spedizione da Amazon UK e il fatto che di solito compro un paio di libri alla volta), altri 5 euro abbondanti per l’invio; posso quindi considerare di aver già ammortizzato oltre il 40% del costo d’acquisto, in soli quattro mesi e mezzo. Inoltre, ho la soddisfazione di aver risparmiato anche un bel po’ di CO2, materie prime, costi ambientali di stampa, trasporto e smaltimento rifiuti: per me anche questo risparmio è una bella motivazione.Non solo ho avuto a disposizione i miei libri un minuto dopo averli acquistati, ma, nel frattempo, mi sono capitati sotto gli occhi decine di libri che mi facevano voglia: per molti di questi, mi sono scaricata un free sample, normalmente l’indice e uno o due capitoli che mi danno un’idea più chiara del fatto che valga o no la pena di comprare tutto il libro: molto più di quanto potrei fare sfogliando qualche pagina fra gli scaffali di una libreria.. Se alla fine del sample mi convinco a comprare il libro, mi basta cliccare su buy e, nel giro di un minuto, sono accontentata.Sul Kindle non ho solo libri acquistati da Amazon: ho convertito (gratuitamente) decine di documenti PDF nel formato AZW, con risultati accettabili quando si trattava di testi formattati in modo semplice, meno brillanti in caso di layout complessi o pagine illustrate. Devo ammettere che, quando ho visto dal vivo un Kindle DX (la versione più grande, in vendita al momento solo negli USA), ho invidiato il proprietario, che ci legge tranquillamente sopra documenti che io ancora devo sfogliare sul MacBook o stampare.Ho anche scaricato l’iPhone App, con la quale posso avere sull’iPhone tutti i libri acquistati nel Kindle Store. Molto comoda per impiegare utilmente quelle inevitabili pause – code, sale d’aspetto, brevi spostamenti sui mezzi – nelle quali non ho in borsa il Kindle, ma sicuramente ho in tasca il telefono. Ogni volta che leggo uno dei miei eBook sull’iPhone, mi viene in mente un’intervista a Umberto Eco, in cui il professore consigliava di avere sempre in tasca un libro per sfruttare tutti i tempi morti della vita quotidiana; e sorrido fra me al pensiero che ora non rischio più di dimenticarmene.Mi sono interrogata sulla natura ambigua dell’acquisto dei libri dal Kindle Bookstore: in effetti, la natura di questa transazione è più quella di un prestito a vita, in cui non solo Amazon sa quali libri ho acquistato, ma tiene anche traccia dell’ultima pagina che ho letto (e infatti me la ripropone cortesemente se apro sull’iPhone un libro che avevo chiuso sul Kindle). Per il momento accetto di lasciare queste informazioni, allo stesso modo in cui accetto che Google sappia quali siti frequento e cosa faccio in rete, in cambio dell’infinita comodità di uso che ne ho in cambio. Anche sulla questione formato proprietario vs. formato aperto, ho rinunciato volentieri a impegnarmi nei numerosi flame in rete, preferendo laicamente spegnere il computer e mettermi a leggere.Ovviamente, ci sono libri che non ha senso acquistare in versione elettronica: fra gli ultimi che ho comprato, slide:ology, che è un piacere per gli occhi a sfogliarlo, ma anche l’ultimo romanzo di Carofiglio in edizione Sellerio (qui la scelta è obbligata, vista la scarsità dell’offerta di eBook da parte di editori italiani..), e ogni libro illustrato o – per qualche motivo – prezioso.Non penso (né mi auguro) che il libro di carta scomparirà, ma spero che in futuro si sprechi molta meno carta e inchiostro, girino molti meno TIR e rotative, e gran parte dei testi – ad esempio quelli su cui studierà mio figlio a scuola – si dematerializzino. Useremo la carta quando serve, ma leggeremo il resto (qualunque forma abbia preso il libro) su lettori di eBook che nel frattempo saranno diventati molto migliori del Kindle -)Nota a margine: Kindle mi ha fatto anche sperimentare nuovamente il fatto che i prodotti veramente buoni trasformano spontaneamente i clienti in evangelisti: di Kindle ho parlato a tutti i miei conoscenti e amici, e ne ho scritto più volte sul mio blog, qui e qui. La “viralità” non si crea a tavolino in agenzia, ma scaturisce da sola dalle idee migliori!

44 Comments

Pablo paolo peretti
Mar 21, 2010 at 10:50

Le novità creano sempre “troppa” paura ingiustificata. Per esempio con il mio ipod mi registro tutte le canzoni che voglio (e ne ho trovate anche di introvabili ) senza comprarmi l’intero cd, che normalmente contiene un 50% di scarto o quasi. Meno soldi per cd e più soldi investiti su quello che mi piace… Il libro non cartaceo…è una bella idea e soprattutto un’idea pratica…meno polvere, meno stress nei traslochi etc… L’ideale la combinazione del libro carta e libro pc… l’importante non smettere mai di leggere quello che ci piace.
ppp2010


 
Katia
Mar 23, 2010 at 09:34

il kindle è il libro della razionalità (in pochissimo spazio hai un’intera biblioteca, meno polvere, meno stress nei traslochi…)
il libro cartaceo - per me quello vero e unico - è il libro del cuore e dell’anima: il piacere di sfogliarlo, di scrivere a margine i tuoi commenti, di regalarlo con una dedica indelebile e che lo seguirà per tutta la sua vita, di lasciarlo in un bookcrossing, di annusare il profumo di nuovo o di vecchio….
come direbbe una pubblicità: tutto questo non ha prezzo!


 
Alessandra
Mar 23, 2010 at 19:04

Bizzarro trovarmi anche qui, no? beh, spero che sia perché il mio Guest Post sul blog delle Geek Girl ti è piaciuto :-)


 
Sara Maternini
Mar 23, 2010 at 22:58

Grazie per aver riportato il post di Alessandra Farabegoli comparso su Girl Geek Life (http://www.girlgeekdinnersitalia.com).
Il nostro sito è protetto da una licenza creative commons che permette a tutti di utilizzare i contenuti da noi prodotti, con l’unica avvertenza di inserire il link di rimando al post originale e di condividere allo stesso modo i propri contenuti.
Potresti gentilmente aggiungere il link al post (http://www.girlgeekdinnersitalia.com/2010/03/la-mia-vita-con-il-kindle/ ) e specificare con più chiarezza che si tratta di un post scritto da Alessandra Farabegoli?

Grazie


 
emma
Mar 24, 2010 at 22:46

Fatto!


 
master
Mar 29, 2010 at 07:56

(dal sito della Camera: ed è tutto vero

PETERLINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, della difesa, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’istruzione, dell’università e della ricerca - Premesso che:

in molte parti d’Italia (Umbria, Abruzzo, Campania, Toscana, Veneto, Sicilia, Sardegna e Marche), da alcuni anni sono state rilevate scie chimiche (chemtrails), rilasciate da aerei non meglio identificati;

diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione a dispersione quasi immediata, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell’aria attraverso sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo;

da denunce di cittadini - alcune dirette anche all’autorità giudiziaria - e da servizi della stampa locale, sembra che da tali scie chimiche derivino conseguenze disastrose sulla salute dei cittadini, stante, per esempio, l’alto numero di tumori rilevati nelle zone maggiormente sorvolate da tali aerei;

il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), nel 2005, ha rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidente con il rilascio di scie chimiche, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute in quanto cancerogene;

da precedenti interrogazioni fatte ai dicasteri competenti, non sono mai arrivate risposte chiare, convincenti ed esaustive, sì da rafforzare il convincimento che si tratti di fenomeni pericolosi da tenere nascosti;

sia nella XV Legislatura che nella XVI, nei due rami del Parlamento, sono state presentate interrogazioni con contenuto analogo ma esse non hanno ricevuto risposta;

solo in data 16 dicembre 2008 il Ministro della difesa nella risposta alla interrogazione n. 4-01193 (pubblicata il 15 gennaio 2009) con la quale si chiedevano informazioni relative alla presenza nel territorio delle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini di formazioni nuvolose anomale rilasciate da aerei militari affermava che «le indagini svolte hanno consentito di escludere il coinvolgimento degli aeromobili dell’Aeronautica militare nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo. L’Aeronautica militare, inoltre, non ha in dotazione aeromobili adibiti allo spargimento di sostanze chimiche, né si hanno evidenze relative ad aeromobili militari che, operando a bassa quota sul territorio italiano, abbiano disperso o irrorato sostanze chimiche». Nella stessa risposta il Ministro sottolineava che l’Aeronautica militare non ha sottoscritto alcun accordo con gli Stati Uniti sulla specifica problematica;

considerato che è necessario, a giudizio dell’interrogante, fornire ai cittadini, fortemente preoccupati dalla crescente presenza di scie anomale, un’adeguata e documentata informazione affinché sia data loro ogni forma di assicurazione sulla tutela della salute,

si chiede di sapere:

quali ricerche scientifiche siano state effettuate, quali indagini siano state svolte e quali elementi siano stati raccolti sull’insieme dei voli, militari e non, effettuati nello spazio aereo nazionale da qualunque soggetto, che abbiano avuto come effetto il rilascio di scie chimiche;

se il Governo non ritenga opportuno monitorare e registrare i tempi, i luoghi e le modalità entro cui nello spazio aereo nazionale si formano scie chimiche in modo di realizzare una banca dati utile a definirne la natura e le eventuali conseguenze sulla salute, il clima e l’ambiente;

se l’Aeronautica militare o altri soggetti pubblici siano coinvolti e con quali compiti nel progetto di cooperazione Italia/Stati Uniti su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici.

(4-02216)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell’articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

4 a Commissione permanente (Difesa):


 
master
Mar 29, 2010 at 11:13

dal Messaggero

I romanzi d’amore saranno libri di serie B
ma fanno crescere vendite e lettori
[Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]
di Pietro Piovani

ROMA (28 marzo) - La cosa più difficile è trovare una definizione: di cosa parliamo quando parliamo di romanzi d’amore? Dove va tracciato il confine di un genere che pure tutti pensiamo di conoscere? In fondo quasi l’intera Storia della letteratura è costruita sulle vicende del cuore, dalle Metamorfosi di Apuleio ad Anna Karenina di Tolstoj. Da sempre la molla che fa muovere i personaggi di una narrazione, quando non è l’investigazione (“il giallo”), è l’amore (il “rosa”). E allora, come si distingue il romanzo rosa dal romanzo e basta?

Esiste una risposta ufficiale a questa domanda. L’ha fornita l’associazione Romance Writers of America, che riunisce ben 10 mila scrittori di letteratura rosa, oltre 9 mila dei quali vivono negli Stati Uniti. Dunque, secondo la RWA il romanzo d’amore deve avere due caratteristiche: primo, una storia sentimentale al centro della trama; secondo, un lieto fine. Così il campo si restringe, ma non di molto. E infatti tanti classici vengono spesso inclusi nella categoria, come nobilissimi antenati: la Pamela di Richardson, la Jane Eyre della Brontë, e tutta Jane Austen ovviamente.

Da un secolo all’altro, il rosa resta una formula di grande successo, e un fenomeno di attualità. Tanto è vero che la “Festa del libro e della lettura” in corso a Roma ha voluto dedicare al tema una delle sue tavole rotonde, invitando a discuterne cinque scrittrici: Camilla Baresani, Stefania Bertola, Paola Calvetti, Sveva Casati Modignani, Brunella Schisa.
Stiamo parlando del genere che in tutto il mondo occidentale traina l’industria editoriale più di qualsiasi altro. Secondo l’istituto di ricerche Simba Information, in America i romanzi d’amore raccolgono un fatturato annuo di quasi un miliardo e mezzo di dollari, una cifra che equivale al 13,5 per cento degli incassi di tutta l’editoria statunitense. Se poi si guarda al solo settore dei tascabili, oltre il 50 per cento delle copie vendute sono rosa.

Certo, nell’esaminare questi numeri si ripropone il solito problema di capire che cosa si intenda per romanzo rosa. Il popolarissimo Nicholas Sparks, ad esempio: può essere considerato un autore di romance novels? «Io scrivo di amore, ma quello che scrivo non verrebbe accettato dagli editori di romanzi d’amore» ha risposto l’interessato in un’intervista al sito Bookreporter.com. «Il genere romance richiede l’osservanza di una serie di regole e io le infrango tutte. Scrivo storie d’amore, che sono un genere completamente diverso».

Sono certamente rosa i romanzi di Danielle Steel, la donna che ha venduto più libri al mondo dopo Agatha Christie. O quelli di Debbie Macomber, che è stata più volte in testa alla classifica dei bestseller del New York Times e può vantare una carriera da 75 milioni di copie. O quell’altro incredibile fenomeno di massa chiamato Nora Roberts, una che nella sua vita ha pubblicato 165 romanzi e venduto 280 milioni di copie: molto più di Dan Brown. Si calcola che, soltanto negli Stati Uniti, ogni quattro minuti un lettore acquista un libro della Roberts.

Il romanzo d’amore moderno è certamente un’invenzione americana. Per convenzione la sua nascita viene fissata nel 1972, anno in cui uscì Il fiore e la fiamma di Kathleen Woodiwiss. Fu il primo romanzo sentimentale ad essere pubblicato direttamente in edizione economica e ad essere distribuito nei supermercati. E fu un grande successo.

In Italia vanno ancora forte i romanzi della collezione Harmony, da comprare in edicola o al supermercato. La Harlequin-Mondadori, che li pubblica dal 1981, dichiara 6 milioni di copie vendute all’anno. «Noi tiriamo su il tasso di lettura degli italiani. Ci sono lettrici che arrivano a comprare quindici romanzi Harmony al mese» dice Alessandra Bazardi, direttrice editoriale. Negli ultimi anni l’offerta è stata ampliata, probabilmente per tenere conto di una popolazione di lettrici più istruite e smaliziate. Sono nate le collane “Passion” (con descrizioni erotiche più esplicite), “Blu notturno” (con storie paranormali), “History” (romanzi storici), “Suspence” (gialli e thriller).

Si potrebbe osservare che il rosa non ha ottenuto la stessa riabilitazione di cui hanno goduto gli altri generi. Oggi sono ammessi nell’olimpo dell’alta letteratura tutte le varianti del giallo, del noir, del thriller; sono considerati grandi scrittori tanti autori di fantascienza; ma i romanzieri rosa no. «E giustamente» commenta Sveva Casati Modignani. «Mica vorremo prendere sul serio quei romanzetti che finivano nei fustini del detersivo?». Ma lei che è probabilmente la regina del rosa italiano (venti romanzi e 10 milioni di copie vendute) non rifiuta l’etichetta di romanziera d’amore.

«Io resto dell’idea che esistano solo libri buoni e libri illeggibili. Quello che conta è dare ciò che si ha, con onestà. Da ragazza mi appassionarono le letture di Tolstoj, delle sorelle Brontë, di Colette. Poi un giorno mi spinsi fino a leggere il Cyrano, e quella descrizione del bacio, “un modo lungo e lieve di respirarsi il cuore”, fu una scoperta magica. Fu allora che mi innamorai dell’idea di scrivere storie d’amore». La Casati Modignani è convinta che i libri di Liala abbiano contribuito a educare generazioni di donne italiane («i personaggi si lavavano le mani ogni due per tre: un modo per insegnare l’igiene alle sue lettrici»). E spiega che in trenta anni il suo modo di scrivere è cambiato, anche perché è cambiata l’Italia.

«Prima raccontavo vicende di donne che nascevano povere e con il tempo riuscivano ad emergere. Oggi preferisco descrivere la crescita interiore di un personaggio. Il Paese è diverso, e le donne non si vedono più come negli anni Settanta e Ottanta. Direi che hanno fatto un passo indietro: si sono lasciate catturare di nuovo dalla spirale perversa del maschilismo. Mussolini metteva le donne in cucina, Berlusconi porta le veline in Parlamento: alla fine l’operazione è la stessa».
————

Da un secolo all’altro, il rosa resta una formula di grande successo, e un fenomeno di attualità. Tanto è vero che la “Festa del libro e della lettura” in corso a Roma ha voluto dedicare al tema una delle sue tavole rotonde, invitando a discuterne cinque scrittrici: Camilla Baresani, Stefania Bertola, 8) PAOLA CALVETTI 8), Sveva Casati Modignani, Brunella Schisa.


 
master
Mar 29, 2010 at 11:14

Da un secolo all’altro, il rosa resta una formula di grande successo, e un fenomeno di attualità. Tanto è vero che la “Festa del libro e della lettura” in corso a Roma ha voluto dedicare al tema una delle sue tavole rotonde, invitando a discuterne cinque scrittrici: Camilla Baresani, Stefania Bertola, 8) PAOLA CALVETTI 8) , Sveva Casati Modignani, Brunella Schisa.


 
Pablo paolo peretti
Mar 29, 2010 at 20:05

Dal sito “librid’amore.it”

I romanzi d’amore Rosa, gialla, nera o priva di colore che sia, quasi tutta la narrativa narra dell’amore. L’amore in tutte le sue forme, e con tutte le sue facce: il desiderio, il sesso, il peccato, il rimorso, il tradimento. L’amore preso e l’amore perso, che non di rado vanno in coppia: la fine dell’amore, e l’amore a lieto fine.
Dopo le inevitabili peripezie, gli innamorati coronano la loro favola. “E vissero tutti felici e contenti”: un finale al plurale, che coinvolge i due protagonisti, e probabilmente anche i lettori della storia.
Quando la fine non è delle migliori (per dirla tutta, è una tragedia: si pensi alla triste sorte di Emma Bovary e di Anna Karenina), a vincere è comunque l’amore. Se non altro, quello che i lettori nutrono da sempre per gli eroi e le eroine tragiche.
Le storie d’amore narrate nei romanzi non fanno che replicare i tre-quattro plot narrativi che, insieme a pochi altri, costituiscono l’essenza dei comportamenti umani.
Non sempre, va detto per onestà, i libri d’amore fanno bene all’amore. Quello vero, non letterario. Nei libri, troppo spesso l’amore è un lampo. E’ il colpo di fulmine che cambia tutto. La freccia di Cupido assassina una vita banale, che meritava di morire, in nome di un Rapporto Amoroso che schiude le porte del paradiso.
Il colpo di fulmine esalta, anzi prescrive la passività: quella stessa del lettore, che prende in prestito le emozioni altrui, invece di andarsi a cercare le proprie (col rischio di non trovarle). Il messaggio nascosto (letteralmente) tra le righe è: siamo nelle mani del Destino. E’ lui che può farci felici, o condannarci all’infelicità. Perché scocchi la magica scintilla, è sempre un problema del Destino fare in modo che noi si possa incontrare l’Anima Gemella: soltanto se lo vorrà Lui, troveremo l’altra metà della mela.
Perciò, mela prendo comoda: non posso far altro che aspettare. Magari, leggendo un bel libro d’amore. Alla faccia del “quisque faber fortunae suae”.

ppp


 
Pablo paolo peretti
Mar 29, 2010 at 20:07

e poi…

I saggi sull’amore Il saggio non parla d’amore: parla dell’amore. La sua meta è il meta (ancora una volta, maschile e femminile).
I saggi sull’amore cercano di spiegare che cosa sia. Su quali basi biologiche si basi, e perché non possiamo farne a meno. La conclusione è che questo sentimento che ci fa aderire totalmente all’Altro risponde a una logica precisa e inesorabile: la conservazione della specie umana.
L’Amore, nella sua travolgente follia, è stato lucidamente progettato a tavolino da Madre Natura: l’archetipo di quelle madri terribili che dicono “so io quello che ci vuole per mio figlio”.
L’Amore è un’imposizione fatta a fin di bene: senza di lui, che spinge irresistibilmente l’uomo e la donna l’uno verso l’altro, come sarebbe possibile la procreazione prima, e l’accudimento subito dopo?
Il cucciolo d’Uomo - è bene ricordarlo (a noi: la Natura lo sa benissimo) - è il più lento e il più imbranato dei cuccioli: un piccolo di gnu impiega poche ore a reggersi sulle gambe, e poco di più a correre speditamente.
Insomma: l’Amore, eroe eponimo dell’irrazionalità, non è che lo strumento chirurgico mediante il quale la Natura persegue i suoi piani super-umani.
La società non ha capito, ma si è adeguata: la famiglia è stata indotta a comportarsi secondo le regole dettate dall’amore (convivenza, aiuto reciproco, fedeltà) anche in mancanza di esso: questa “imitazione” di un comportamento evoluzionisticamente vincente ha assicurato il mantenimento e la prosecuzione della specie.
Nei saggi, il meccanismo dell’amore viene spietatamente analizzato sotto il profilo psicologico, sociologico e antropologico. Di saggi veramente saggi sull’amore ce n’è a bizzeffe: da “L’arte di amare” di Erich Fromm, del 1957, a “Innamoramento e Amore” di Francesco Alberoni, “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, “anatomia dell’amore di Hoffman, ecc. .
Assai meno saggi sono invece quei manualetti che pretendono di spiegare l’amore in quattro parole: i Bignami che promettono in poche righe la conoscenza dell’inconoscibile.
Questi agili, semplici (e semplicistici) volumetti sono particolarmente insidiosi (e fastidiosi) perché non vogliono essere istruttivi: pretendono di dare istruzioni.
“Come si fa a conquistare chi volete” proclama la fascetta del libro.
I manuali sull’amore sono il supermarket delle seduzione a buon mercato: spesso nient’altro che supermarchette (”devi vestirti così, sorridere così, muoverti in questo modo”).
Partendo da qualche notizia “scientifica” sul linguaggio del corpo e sulla comunicazione non verbale, sciattamente presentata, questi libretti contengono tutta una serie di suggerimenti per ottenere vantaggi: come e quanto a lungo guardare la persona che si vuole accalappiare, come accavallare le gambe per ottenere il maggior effetto seduttivo, come, quando, e quanto toccarsi i capelli, ecc.

Partnerwww.innamorata.itwww.innamorato.itwww.donnaideale.itwww.uomoideale.itwww.separata.itwww.separato.itwww.calorie.itwww.agenziediviaggio.it

ciao Paolo cara tuo ppp


 
Pablo paolo peretti
Mar 29, 2010 at 20:11

e per chi ama “bella”, “grazia” “mani di fata” “io donna”…voilà…

L’essere (uomo/donna) totale
L’essere totale potrebbe essere definito dalla capacità di mantenere vivi dentro di sé i suoi tre centri energetici principali - grossomodo localizzati nella pancia, nel cuore e nella testa. Essi si esprimono attraverso tre diversi tipi di attività, riconducibili, rispettivamente, all’istinto, all’amore, al pensiero.
L’uomo dei nostri giorni è, ahimè, identificato soprattutto con un sé “pensante”, il che vuol dire che l’attività mentale, soprattutto logico-razionale, governa le nostre vite e questo ci porta a vivere soprattutto di astrazioni, ovvero di ricordi del passato o di proiezioni riguardanti il futuro. La persona ossessionata dal pensare perde piano piano la capacità di sentire: emozioni, feelings, percezioni più o meno sottili, e i sentimenti incominciano ad abbandonarlo. Quella persona quasi solo mentale dimentica di avere un cuore. E senza il cuore non c’è amore.

Ma cos’è l’amore?
“E’ l’impulso profondo a essere tutt’uno con l’esistenza, il bisogno profondo di dissolvere l’io e il tu, in un’unica unità. Il bisogno d’amore nasce perché siamo separati dalla nostra sorgente; da questa separazione nasce il desiderio di ricadere nella totalità, di tornare a essere un tutt’uno con esso”: così parla dell’amore Osho, il grande mistico indiano contemporaneo, in “The wisdom of sands”. Egli, inoltre, precisa: “… quando sei vuoto, è presente l’amore. Quando sei colmo di ego, l’amore scompare. L’amore e l’ego non possono convivere” (da “The Divine melody”).
Esiste un amore animale, che attiene alla nostra biologia ed è specialmente connesso con il sesso; è il gradino più basso, dal momento che non richiede alcuna consapevolezza. Solo gli ormoni sono determinanti perché esso accada.
Esiste poi un amore umano, che può essere un desiderio della mente, puramente psicologico, connesso con la dimensione temporale del passato e del futuro, oppure può essere una qualità del cuore, il quale aspira ardentemente a ciò che non ha fine, non nel senso di permanente, ma di eterno. Il cuore aspira a Dio.
L’amore che si manifesta attraverso il cuore è, di fatto, una qualità essenziale del proprio essere originario e della propria essenza che è una estensione individualizzata del divino. Questo amore non è una creazione della mente.
Questo tipo di amore appartiene a ogni essere umano, in quanto è una sua qualità originaria; esso è molto spesso misconosciuto, ma può essere ri-scoperto e ri-conosciuto attraverso la meditazione, vale a dire, attraverso la pratica di uno stato di non-mente. L’amore umano va dunque conseguito, non esiste a priori.
Esiste infine l’amore divino: uno stato traboccante di gioia da condividere non più con una sola persona ma con tutta l’esistenza. Esso è lo stato di grazia di chi è riuscito a trascendere la personalità, a dis-identificarsi dall’ego.

Il “giusto” amore per se stessi
Non è di natura egoistica (in quanto non nasce dall’ego/personalità). Esso può essere ricondotto al “giusto rimembrarsi di sé”, che è il significato della parola sammasati, usata da Buddha.
Con questa espressione viene indicata la comprensione intuitiva, non razionale di essere parte dell’Esistenza. Si consegue nello spazio silenzioso della solitudine, dove si può ri-trovare se stessi non come essere isolati, ma come parte del Tutto.
Richiede, attraverso la pratica della meditazione, l’accrescimento della propria consapevolezza con la possibilità di ri-trovare se stessi, di trovare il significato della vita, il suo senso, il suo splendore.

La prevenzione e l’amore
Alla luce di quanto detto nei paragrafi precedenti risulta evidente che il prendersi cura di se stessi fonda su un atto d’amore grande, accompagnato da un grande rispetto. Un atto d’amore incondizionato per noi stessi così come siamo, senza nulla giudicare, e al tempo stesso senza pregiudizi su come si dovrebbe essere.
In questo tipo di amore è implicito un grande sì alla nostra realtà attuale, non solo esteriore ma anche interiore.
Sì al nostro corpo, malato o sano che sia, bello o brutto, ecc.
Sì anche al nostro corpo psico-emozionale, conscio e inconscio.
Solo l’accettazione di quello che è “nel qui e ora” permette al nostro essere psicofisico di dis-velarsi in tutta la sua ricchezza. L’assenza di giudizio permette l’accettazione e con essa la comprensione di quello che accade di momento in momento dentro di noi.
E solo dalla comprensione, senza sforzo, nascerà la naturale trasformazione.


 
Chiara
Apr 1, 2010 at 20:26

Da oggi sono cominciate le mie vacanze - così tanto vituperate da tutti - eppure so già che questi giorni voleranno. Qui fa caldo, ormai abbiamo riposto i cappotti nell’armadio e attendiamo solo il mare.
Vi auguro una Buona Pasqua, da trascorrere con chi più amate.
C.


 
capofan
Apr 19, 2010 at 21:58

VIVA PAOLETTA. LOVE.. PER TE
http://www.youtube.com/watch?v=5k_iDUIxRMA


 
capofan
Apr 19, 2010 at 22:02

EMMMMMMMMMMMMMMMMAAAAAAAAAAAAAAAAH FOR YOU

http://www.youtube.com/watch?v=K4pWTygzCfQ&feature=channel


 
capofan
Apr 19, 2010 at 22:44

yeah 8)

http://www.youtube.com/watch?v=HR4bB_Dw4Qs


 
master
Apr 19, 2010 at 22:52

vabuò vado a dormì so’ mpo ciucco cia’

http://www.youtube.com/watch?v=uKSuG1LOaYI


 
master
Apr 19, 2010 at 22:56

lucio&mina ciao Emmà, sei una dea -love
8)

http://www.youtube.com/watch?v=1Yu9FA0rbyE&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 11:25

8-)
durududududupà

http://www.youtube.com/watch?v=32_tkje6NjU&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 11:33

8-)

dunsusambapatiteuramorèappapuatisesciòmeumeuscesciò

http://www.youtube.com/watch?v=y0uoaiOLc9Q&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 11:38

la fregatrice automatica :-)

http://www.youtube.com/watch?v=A1UPQpsFAoo


 
master
Giu 17, 2010 at 11:56

elevator nobis necesse est
non abemus cricche, desolatus. amen

http://www.youtube.com/watch?v=LoAGOE0O4Jk&feature=related

Emma buona estate, ripasso in autunno :-)


 
master
Giu 17, 2010 at 12:57

prima però un po’ di attualità
quello che guida la macchina è Bonanni. quello che “saluta” i lavoratori è Marchionne. quello dietro è Tremonti. come andrà a finire? esattamente come in questo spezzone :-)
(ok, buona estate Emma, ci sentiamo il 10/10/10 alle 10 e 10, baci :-)

http://www.youtube.com/watch?v=UKQdzDQqJ_U&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 13:04

Tremonti Bossi e il sorpasso: Guzzanti ha un solo difetto, la sorella… ma nessuno è perfetto
:-)

http://www.youtube.com/watch?v=hg2GFIYjSo4


 
master
Giu 17, 2010 at 16:49

la canzone/tomentone dell’ESTATE 2010, da canticchiare sotto la doccia

http://www.youtube.com/watch?v=dcCZBk5lqJY&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 19:04

Una vacanza che sia come un film? bene, allora visitateci! (io non ci sarò perché mi trasferisco per un po’)
I luoghi in ordine di apparizione
1La galleria è quella del gran sasso d’italia, lunga 10km
2Il paesino che si vede (nemmeno dei più belli) si chiama castel del monte (aq)
3Il ristorante dove mangiano è la taverna dei caldora a pacentro (aq)
4 la cittadina in cui passeggiano è sulmona
5 il fiume in cui lei sta per bagnarsi si chiama tirino
and more…
buone vacanze!!!

http://www.youtube.com/watch?v=WCZ4×0lCzvM&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 19:15

Per le vacanze marine, consiglierei questa cittadina, che è l’unica che batte non solo forte dei marmi, ma anche le ridenti località della california!!!
(mica lo dico solo io, anche il cinegiornale, guarda un po’)

http://www.youtube.com/watch?v=NbEEpTpPM9U&feature=related


 
master
Giu 17, 2010 at 19:24

ok Emma, è davvero tutto: ripasserò qui il 10/10/10 alle 10 e 10, non mancare!
bacione e buona estate! 8-)

http://www.youtube.com/watch?v=32_tkje6NjU&feature=related


 
 
master
Lug 25, 2010 at 08:43

fantastica questa lettera al Messaggero

Caro Sergio…

Caro Sergio, sono davvero onorato che lei abbia trovato il tempo e il desiderio di omaggiare me e i miei colleghi con queste sue parole. Non posso nascondere l’emozione provata quando ho trovato la sua missiva nella buca delle lettere,ho pensato fosse la comunicazione di un nuovo periodo di cassa integrazione e invece era la lettera del “padrone”, anzi, chiedo scusa: la lettera di un collega. Ho scoperto che abbiamo anche una cosa in comune, siamo nati entrambi in Italia.

Ma veniamo al punto, non vorrei farle perdere troppo tempo. Mi trova d’accordo quando dice che ci troviamo in una situazione molto delicata e che molte famiglie sentono di più il peso della crisi. Aggiungerei però, e spero mi passi la puntualizzazione, che sono le famiglie degli operai, magari quelle monoreddito, a pagare lo scotto maggiore, non la sua famiglia né probabilmente quella del suo vicino di casa.

Io conosco la situazione più da vicino e, a differenza sua, ho molti amici che a causa dei licenziamenti, dei mancati rinnovi contrattuali o della cassa integrazione faticano ad arrivare alla fine del mese. Ma non sono certo che lei afferri realmente cosa voglia dire quest’espressione.

Quel che è certo è che, puntualizzazioni a parte, lei ha centrato il nocciolo della questione: il momento è delicato. Quindi, che si fa? La sua risposta, mi spiace dirlo, non è quella che speravo di sentire. Lei sostiene che sia il caso di accettare “le regole del gioco” perché “non l’abbiamo scelte noi”.

Chissà come sarebbe il nostro mondo se anche Rosa Lee Parks, Martin Luther King, Dante Di Nanni, Nelson Mandela, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Emergency, Medici senza Frontiere e tutti i guerrieri del nonostante che tutti i giorni combattono regole ingiuste e discriminanti, avessero semplicemente chinato la testa, teorizzando che cose come il razzismo, le dittature, la mafia o le guerre fossero semplicemente inevitabili, e che anziché combatterle sarebbe stato meglio assecondarle, adattarsi.

La regola che porta al profitto diminuendo i diritti dei lavoratori è una regola ingiusta e nel mio piccolo, io continuerò a crederlo e ad oppormi a questo sistema di valori. Per quel che riguarda Pomigliano, sono sicuro che ci siano dei seri problemi da risolvere, d’altronde scovare i problemi e proporre soluzioni è il suo lavoro.

Quello che non mi convince molto sono proprio le soluzioni da lei proposte. Aumentare la competitività riducendo il benessere dei lavoratori è una soluzione in cui gli sforzi ricadono esclusivamente sugli operai. Lei saprà meglio di me come gestire un’azienda e sarebbe quindi sciocco da parte mia dirle di farlo in un modo piuttosto che in un altro, però quando lei parla di “anomalie” nella situazione di Pomigliano, non posso non pensare che io non conoscerò l’alta finanza, ma probabilmente lei non ha la benché minima idea di cosa sia realmente, e mi passi l’espressione, “faticare”.

Non so se lei ha mai avuto la fortuna di entrare in una fonderia. Beh, io ci lavoro da tredici anni e mentre il telegiornale ci raccomanda di non uscire nelle ore più calde della giornata, io sono a diretto contatto con l’alluminio fuso e sudo da stare male. Le posso garantire che è già tutto sufficientemente inumano.

Costringere dei padri di famiglia ad accettare condizioni di lavoro ulteriormente degradanti, e quel che peggio svilenti della loro dignità di lavoratori, non è una strategia aziendale: è una scappatoia.

Ma parliamo ora di cose belle. Mi sono nuovamente emozionato quando nella lettera ci ringrazia per quello che abbiamo fatto dal 2004 ad oggi, d’altronde come lei stesso dice: “la forza di un’organizzazione non arriva da nessuna altra parte se non dalle persone che ci lavorano”. Spero di non sembrarle troppo venale se le dico che ad una virile stretta di mano avrei preferito il Premio di risultato in busta paga oppure migliori condizioni di lavoro. Oppure poteva concedere il rinnovo del contratto a tutti i ragazzi assunti per due giorni oppure una settimana solo per far fronte ai picchi di produzione, sfruttati con l’illusione di un rinnovo e poi rispediti a casa.

Lei dice che ci siete riconoscenti. Come vede ci sono molti modi di dimostrare riconoscenza. Perché se, come pubblicano i giornali, la FIAT ha avuto un utile netto di 113 milioni di euro, ci viene negato persino il Premio di produzione? Ma immagino che non sia il momento di chiedere. D’altronde dopo tanti anni ho imparato: quando l’azienda va male non è il momento di chiedere perché i conti vanno male e quando l’azienda guadagna non è il momento di fermarsi a chiedere, è il momento di stringere i denti per continuare a far si che le cose vadano bene. Visto? Non ho laurea eppure qualche rudimento di marketing l’ho imparato comunque.

Lei vuole insegnarci che questa “è una sfida che si vince tutti insieme o tutti insieme si perde”. Immagino che, nonostante il suo stipendio milionario, comprenda le mie difficoltà a credere che lei, io, i colleghi di Pomigliano e i milioni di operai che dipendono dalle sue decisioni, stiamo tutti rischiando alla pari.

Se si perderà noi perderemo, lei invece prenderà il suo panfilo e insieme alla sua liquidazione a svariati zeri veleggerà verso nuovi lidi. Noi tremeremo di paura pensando ai mutui e ai libri dei ragazzi, e accetteremo lavori con trattamenti ancora più degradanti e più svilenti, perché quello che lei finge di non sapere, caro Sergio, è che quello che impone la FIAT, in Italia, viene poi adottato e imposto da ogni altro grande settore della nostra industria.

Spero che queste righe scritte con il cuore non siano il sigillo della mia lettera di licenziamento. Solo negli ultimi tempi ho visto licenziare cinque miei colleghi perché non condividevano l’idea “dell’entità astratta, azienda”.

Ora chiudo, anche se scriverle è stato bello. Spererei davvero che quando mi chiede se per i miei figli e i miei nipoti vorrei un futuro migliore di questo, guardassimo tutti e due verso lo stesso futuro. Temo invece che il futuro prospettato ai nostri figli sia un futuro fatto di iniquità, di ingiustizia e connotato da una profonda mancanza di umanità. Un futuro diviso tra sfruttati e sfruttatori. Un futuro in cui si devono accettare le regole, anche se ingiuste, perché non le abbiamo scelte noi.

Sappia che non è così, lei può scegliere. Insieme, lei e noi possiamo cambiarle quelle regole, cambiarle davvero, anche se temo che non sia questo il suo obbiettivo, e temo che la differenza tra noi e lei sia essenzialmente questa. A lei le cose vanno già molto bene così. Sappia che non ha il mio appoggio e che continuerò ad impegnarmi perché un altro mondo sia possibile. Buon lavoro anche a lei.

Massimiliano Cassaro
operaio
Carmagnola (To)

(24 luglio 2010)


 
master
Ago 22, 2010 at 11:49

Les Dessous du Vatican

http://www.lecanardenchaine.fr/


 
master
Ago 22, 2010 at 14:02

Golf Variant 2.0 TDI DPF Highline
Prezzo “chiavi in mano” € 26.451

Potenza max/regime 103 kW (140 CV) a 4200 giri/min
Velocità max 210 km/h
Accelerazione 0-100km/h 9,7 secondi
—————————
Croma 1.9 MJT Dynamic
Prezzo “chiavi in mano” € 27.101

Potenza max/regime 88 kW (120 CV) a 3500 giri/min
Velocità max 195 km/h
Accelerazione 0-100km/h 11,0 secondi
——————————-

Queste due macchine si equivalgono, tranne che (indiscutibile superiore bruttezza della Croma a parte) per il rapporto qualità prezzo: la tedesca costa 26.400 per una sw da 140 cv… per avere una “stupenda” Croma sw con 20 cv in meno devo aggiungere 500 euri…

SENZA CONTARE CHE IN GERMANIA I SALARI SONO I PIù ALTI D’EUROPA E LA SETTIMANA LAVORATIVA LA PIù CORTA IN ASSOLUTO, 33 ORE.
AL CONTRARIO IN ITALIA GLI ORARI DI LAVORO SONO TRA I PIù GRAVOSI E I SALARI NATURALMENTE I PIù BASSI TRA QUELLI DEI “PAESI SVILUPPATI”.

lA SOLUZIONE STRATEGICA DELLA FIAT? licenziare tre delegati a Melfi perché si erano battuti in difesa della Costituzione: COMPORTAMENTO ANTISINDACALE, una cosa di una GRAVITA’ INAUDITA!!!

Però, Emma, la cosa che mi emoziona è aver sentito la voce del Pd, questa volta senza se e senza se… ;-) ciao

http://www.repubblica.it/economia/2010/08/21/news/fiat_reintegrati-6417451/?ref=HREC1-6


 
master
Ago 22, 2010 at 14:11

poi, il livello di sta gente lo capisci da questa dichiarazione:

La replica dell’azienza. “Abbiamo esercitato una nostra facoltà”: così dal Lingotto spiegano la decisione di non richiamare in fabbrica lunedì i tre operai di Melfi. “L’ordinanza - precisano le stesse fonti - viene ottemperata con il reintegro nelle funzioni e con il relativo trattamento economico. Ma l’azienda può dispensare i dipendenti dal prestare lavoro”. Alla Fiat aggiungono che si tratta di una prassi consueta in questi casi, seguita da tante altre società.

Ma l’azienda può dispensare i dipendenti dal prestare lavoro: E’ ASSOLUTAMENTE FALSO, è VERO IL CONTRARIO, ma a questo punto che aggiungano pure ridicolo al ridicolo, una più una meno perdono in ogni caso.


 
master
Ago 23, 2010 at 13:50

le ultime barzellette del Corriere :-)

(come apprendiamo da wikipedia la proprietà di questo giornale è di Tronchetti-provetti della Passera Agnelli Rotelli Pirelli Bindibondi, manca solo il famoso sbanchiere Puzza, ma forse pure c’è non ho guardato bene: INSOMMA, TUTTA BELLA GENTE DAVVERO!

es .Mediobanca S.p.A. - 14,209%
Giovanni Agnelli & C. S.A.p.A., tramite Fiat - 10,497%
Giuseppe Rotelli - 7,546%, tramite Pandette Finanziaria S.r.l.
Pirelli & C S.p.A rappresentata da Marco Tronchetti Provera - 5,166%
Intesa Sanpaolo rappresentata da Corrado Passera - 5,065%, etc etc etc

Bene un giornale indipendente come il Corriere non può che scrivere cose favorevoli ai lavoratori, ovvio.
Addirittura vogliono spartire GLI UTILI COI LAVORATORI, una roba COMMOVENTE!!!

«Fiat, i lavoratori partecipino agli utili»
Sacconi: giusto che condividano i risultati delle loro fatiche con un salario collegato ai risultati aziendali Uaah aaha :-)
il ministro del welfare al meeting di cl

MILANO - Sì alla «terza via». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi condivide la proposta del leader della Cisl Raffaele Bonanni per una partecipazione dei lavoratori agli utili di Fiat.
———-

In concreto significa che verrebbero proposti degli obiettivi irraggiungibili e con la scusa dell’interesse comune si potrebbe estorcere ulteriore lavoro a prezzi stracciati, ma gli utili i lavoratori non li vedrebbero mai. Come sa chiunque abbia fatto qualche contrattazione “integrativa” che non integra un bel niente: in pratica, in teoria quello che Bonanni finge di chiedere già c’è, e appunto è una fregatura

Bonanni, Saccone, Marchione, tornate alla zappa! come in vostro dna campesino esige :-)

musica! (ciao Emmà)

http://www.youtube.com/watch?v=YZpRscilXRE&feature=related


 
master
Ago 23, 2010 at 23:43

In Francia (wikipedia)
La legge sulla modernizzazione sociale del governo Jospin ha modificato a Gennaio 2002 la disciplina del licenziamento collettivo. La norma vieta il cosiddetto “licenziamento di borsa” per compensare una perdita operativa con un taglio dei posti di lavoro e mantenere gli utili attuali, ovvero per aumentare profitti e dividendi e ottenere un rialzo delle azioni della società.

Il licenziamento collettivo è consentito solo in caso di “serie difficoltà che non hanno potuto essere superate”, o in quello di “mutazioni tecnologiche, che l’azienda deve dimostrare, soltanto dopo aver introdotto una riduzione dell’orario collettivo fino a un massimo di 35 ore (”emendamento Michelin”).

Nelle aziende con più di 100 dipendenti, i Consigli di Fabbrica hanno obbligo di informativa e diritto di veto con carattere sospensivo delle decisioni della direzione.

PAESE CIVILE, VIVE LA FRANCE!!!


 
Msomaji dhidi
Set 22, 2010 at 15:46

I soliti soliloqui.
Le solite piume di struzzo rosa shocking.
La solita puzza di alcol.
Il solito vuoto.


 
Msomaji dhidi
Set 22, 2010 at 15:49

Fingersi grandi pensatori, critici, scrittori.
Per dare un peso specifico, una massa ad una vita che non c’è.
Nick name come personalità multiple.
Personaggi fittizi per una vita fittizia.
Pantomime per dare senso al tempo.


 
capofan
Set 26, 2010 at 11:23

superAmy!

http://www.youtube.com/watch?v=NVT-BokwmWY


 
capofan
Set 26, 2010 at 11:48

Nicola Conte apresenta Rosalia De Souza

http://www.youtube.com/watch?v=KH0ynbnognA&feature=related


 
master
Ott 1, 2010 at 08:06

particolarmente interessante quello che dice Deleuze, ma anche Fellini

http://www.youtube.com/watch?v=OKZEXj_Iy24&feature=related


 
master
Ott 3, 2010 at 20:13

Chicago Architecture Tour, Emma questo video ti piacerà ;-)

http://www.youtube.com/watch?v=DcvSpByI1Zs&feature=related


 
master
Ott 4, 2010 at 01:27

E se non l’avessi capito Amy è la mia cantante preferita di sempre!!! :-)

http://www.youtube.com/watch?v=fQTOGTV9_BA&feature=fvst


 
master
Ott 4, 2010 at 01:31

ciaooooooooo :-) ;-)

http://www.youtube.com/watch?v=QsyaFlVlmCg&feature=related


 
master
Ott 7, 2010 at 20:48

stupenda interpretazione di Amy Winehouse, da non perdere!
(e un bellissimo assolo di sassofono, strumento che non amo ma qui è super!)

http://www.youtube.com/watch?v=uuJscWYA-eI


 
Francesco
Ott 30, 2010 at 16:47

Non riesco a trovare il tuo libro…L’amore segreto….come posso fare per averlo??? Francesco


 

Reply

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