Anche questo è parlar d’amore (?)
Quello che fa male, nella voce e sugli “appunti” presi dalla studentessa con la maglietta incriminata durante la discussione con compagni e insegnante, è la frase “cagna in calore”.Fa male e offende perché pronunciata da una donna – adulta - a una donna, adolescente.Fa male a cinque giorni dal bistrattato e abusato 8 marzo che proprio lunedì festeggiava i suoi primi cento anni. Invano, viene da pensare. Inutili le lotte delle bisnonne d’inizio secolo, delle nonne di ieri e delle mamme di oggi se un’insegnante, per eccesso di zelo e magari in buona fede, impartisce una lezione di bon-ton scolastico ad una studentessa definendola “cagna”.Avrebbe reagito allo stesso modo la docente del Virgilio se ad indossare quella pudica t-shirt a maniche lunghe fosse stato un maschio? Non è dato saperlo poiché la classe in cui si è svolto il fatto è tutta al femminile, ma anche “Kiss me before my girlfriend comes back?” sporca il senso dell’amore puro, fedele e assoluto, istiga al tradimento e alla promiscuità sessuale. Forse - il dubbio viene - indossata da un maschio, quella t-shirt non avrebbe disturbato. Sul sito del Corriere sono decine i commenti, le fazioni, i giudizi. Maschili e femminili. Si sono levati più scudi per una t-shirt (e per le conseguenze scatenate) che per i tagli alla scuola, per i licei allagati in passato o per gravi episodi di violenza e bullismo. Moltissimi genitori e figli, insegnanti e allievi si sono “confrontati” in rete sul senso di un gesto (indossare una maglietta sconveniente per andare a scuola) e sulle reazioni che quel gesto ha suscitato.Non ci sono vincitori, almeno in rete. C’è, però, chi invoca il ritorno al “grembiulino” o alla divisa anche per i ragazzi delle scuole superiori.Come se nascondere un corpo, insegnasse a rispettarlo.Ci andavo (nel secolo scorso) a scuola in divisa. Un liceo pubblico milanese dove, nel 1974, sotto il grembiule nero con il colletto bianco, era vietato indossare i pantaloni. I nostri non erano corpi di ragazze “facili” (per dirla come l’insegnante del Virgilio) o semplicemente venivano nascosti in nome di una maggiore praticità e di “un’unitarietà di messaggio che non facesse distinzione di classe tra ricchi e meno abbienti”? I professori ci sbattevano fuori dalla classe per molto meno di una maglietta con le scritte, bastava che si alzasse la voce, si copiasse dal vicino di banco, ci si ribellasse anche solo un po’.Ci rispettavano, però, questo è certo, senza guardare sotto il grembiule, lo scafandro in cotone nero del quale ci liberammo per sempre nel 1976 .La scuola, oggi, ha tali e tanti problemi, ben più gravi di una t-shirt appena irriverente, in fondo giocosa, magari comprata per il colore o la foggia e senza eccessi di malizia, che di fronte all’episodio viene da scuotere la testa. Essere insegnanti oggi è diventato molto più complesso di un tempo. Essere ragazzi, oggi, lo è, se possibile, ancora di più. Con il grembiule o senza.Ma se per spiegare a una giovane donna che il corpo è sacro e va rispettato, che l’amore - magari il primo, che non si scorda mai - fra un ragazzo e una ragazza può essere pulito e non ridotto a slogan, si prende a prestito, per eccesso di zelo spero, un linguaggio da magnaccia, festeggiare l’8 marzo insieme alle nostre figlie è quanto di più utile - e urgente - si debba fare.
Cara Emma,
sono sempre stata stata rappresentante di classe sia quando Pietro andava a scuola (ora diplomato come ben sai), e sia di Manuel che frequenta il secondo anno del liceo scientifico.
Il problema è di tutti.
Io sono a favore di un abbigliamento consono ad un luogo come la scuola.
E non parlo da mamma di due maschi. Però è anche vero che le ragazzine e adolescenti di oggi sono scatenate sotto ogni punto di vista. Che addirittura i genitori valorizzano ed esaltano certi comportamenti. Ma scherziamo? Lungi da me fare la moralista ma vedere tredicenni e oltre nella pausa dell’intervallo con perizoma a vista e quant’altro non mi sembra un bello spettacolo. Mio figlio Manuel però non può mettere i bermuda quando a maggio il caldo si fa sentire perchè secondo la sua preside un abbigliamento del genere offende il luogo. Le ragazzine con il culo e le tette di fuori van bene, le gambe pelose di mio figlio no.
No, c’è qualcosa che non va. E oggi c’è un comportamento libertino da parte delle adolescenti che va oltre ogni immaginazione. Probabilmente la colpa è di tutti, famiglia, società e quant’altro. Probabilmente cagna in calore è esagerato. Però mettiamoci anche dalla parte di chi sta per mezza giornata con i nostri figli; ragazzi che partono da casa con disagi e un bagaglio di maleducazione che si riversa nelle aule scolastiche. Ci sono genitori che arrivano a giustificare le assenze strategiche dei figli, facendo finta di sapere al telefono che il loro figlio non è a scuola. Ci sono genitori che pretendono che l’educazione ai propri figli venga data dalle maestre d’asilo e dagli insegnanti tutti. Eh,no, troppo comodo. La base di partenza è la famiglia, maschi o femmine che siano, i nostri figli devono chiudere la porta di casa e portarsi dietro uno zaino pieno dei valori che solo un padre e una madre può loro dare.
Proprio perchè quei valori sono le fondamenta, il punto di partenza per affrontare il mondo dentro il quale devono vivere e confrontarsi giorno per giorno.
Perchè è solo grazie a quei valori che i nostri ragazzi possono affrontare il bene e il male della nostra società e della nostra vita e riuscire a districarsi tra mille strade tortuose e ingannevoli.
Essere genitori è la cosa più difficile. Però è un compito che dobbiamo assolvere nel migliore dei modi e ciascuno a modo proprio.
Per quanto riguarda me e mio marito la più grande vittoria è avere due figli che mi dicono tutto, nel bene e nel male e che sanno affrontare le insidie di questo tempo che ai giovani lascia poche speranze. Quella speranza dobbiamo darla noi che gli abbiamo messi al mondo e che li amiamo come nessuno li amerà mai!
Ciao Emma, che piacere rileggerti. Hai affrontato un caso che mi ha colpito molto.
Da insegnante mi sono interrogata e sicuramente mai avrei offeso nessuno - ragazzo o ragazza - però, leggendo e traducendo le parole della maglietta, avrei avviato un sano dibattito in classe. Viva la libertà, sempre, ma anche il dialogo, insegnanti-alunni, ma soprattutto genitori-alunni. Ai colloqui mi rendo conto che molti genitori o non sanno nulla della vita di questi ragazzi, oppure sono loro complici. ormai l’alleanza educativa che da anni ha funzionato, scuola-famiglia, si è - ahimè - spezzata e gli effetti sono, a volte, disastrosi.
Ti invio un abbraccio grande.
Buon we a tutti.
P.S: capofan, quanti tomi hai scritto in questi giorni?
Un liceo pubblico milanese dove, nel 1974, sotto il grembiule nero con il colletto bianco, era vietato indossare i pantaloni
Robe de pazzi
certo che a Milano eravate proprio arretrati
-poi la prof se ne accorse e invece di farsi i casi suoi, mi obbligò a finire l’anno col banco attaccato alla cattedra
)… 6 o 7 maschi per 360 e passa femmine… il lavoro si moltiplicò… Laura, Anita, Rosaria, tutte rigorosamente fidanzate con uno più grande ma che a scuola si annoiavano, e per fortuna c’ero…
noi in Abruzzo nel 1978 (ginnasio) vestivamo come ci pareva e Tania la mia compagna di banco era la più “sviluppata” e bona di tutte, aveva gambe lunghe portava i jeans e per alcuni mesi ci divertimmo un bel po’… lei “stava” con uno più grande, ma durante le noiosissime lezioni si accontentava dei miei servizi
quando dopo alcuni anni abbandonai il classico e passai al magistrale (refugium peccatorum
una prof scema come quella di cui parliamo comunque serve, rende tutto più divertente
in altre parole mi rifiuto di considerare una simile cretinata sotto il profilo “sociologico” o qualunque altro profilo che non sia quello che i giornali sono sempre più scemi e si occupano di scemenze, con le tutte le fabbriche che chiudono…
Ai miei tempi In CLASSE DISCUTEVAMO DI URSS USA CAPITALISMO SOCIALISMO ETC. e vi posso assicurare che non solo al ginnasio ma già dalle scuole medie
e specie le ragazze che erano eccitatissime) e quanti cazzotti prese in faccia il povero fascio credo che ancora se li ricordi, oggi che è un affermatissimo avvocato..
al ginnasio ervamo divisi in fascisti (tutti) e communisti (io, ma non che lo fossi veramente, era tanto per litiga’)
poi le discussioni qualche volta proseguivano fuori… specie una volta che il capo fascista mi disse “ti devo mena’, oggi, o vieni dietro al vicolo o ti meno in piazza… andai al vicolo (credevo fosse una cosa “informale” tra noi e invece c’era tutta la scuola L VOCE SI ERA SPARSA OVUNQUE
altro che le “cassate” di oggi, tempi di Pd
ma anche “Kiss me before my girlfriend comes back?” sporca il senso dell’amore puro, fedele e assoluto, istiga al tradimento e alla promiscuità sessuale
dell’amore puro, fedele e assoluto
Emma, questo è un tipo d’amore letterario inventato nell’ottocento, ma che non è mai esistito nella realtà umana.
nel settecento un concetto simile avrebbe fatto ridere, per dire
perché nel 2010 dovemmo ragionare come nell’800???
Ma se per spiegare a una giovane donna che il corpo è sacro e va rispettato, che l’amore - magari il primo, che non si scorda mai - fra un ragazzo e una ragazza può essere pulito e non ridotto a slogan
Ma se invece si insegnasse più semplicemente le cose come stanno senza “sacramenti” né “assoluti” eviteremmo di deformare sempre e comunque una materia che di per sé è naturalissima e di “relativamente” facile comprensione…
ma quando finirà nelle menti umane l’era del diluvio universale?
l’amore fra un ragazzo e una ragazza può essere pulito
Emma, ma non ti rendi conto che sono proprio questi concetti “pulito, assoluto, sacro” che deformano le cose semplici e normali, e le “sporcano” caricandole di significati ridicoli che provengono da un passato di “pastori nomadi” nel deserto?
Questa è l’incapacità degli “educatori”, quella di capire che siamo entrati nell’era quantistica da un pezzo.. e di continuare a ragionare secondo “categorie” che immaginiamo assolute e invece sono storicamente derminate… vengono dai deserti della penisola arabica… vabbè, lasciamo perdere, ciao
vengono dai deserti della penisola arabica
scherzavo: Più seriamente diciamo che “l’Amore pulito, assoluto, sacro” etc etc sono puro maschilismo, ve le hanno insegnate i maschi queste cose
leggete o rileggete attentamente “Cristo si è fermato a Eboli” e capirete quello che intendo.. la differnza tra le culture patriarcali nomadi e quelle matriarcali stanziali etc etc, la nostra storia e quella delle idee che crediamo nostre parte da lì..
baci, buon week end
E di quelli che vanno in classe con la maglietta “Fuck me I’m famous” oppure “Ritch Bitch”… bisognerebbe deportarli in Siberia ?
Viva le scritte sulle t-shirt .
Le cagne in calore sono proprio quelle che predicano bene e razzolano male (vedi le moraliste e invidiose della libertà d’esprimersi anche con scritte banalissime come quelle sulla maglietta) …
basi PPP 2010
Pablo e Capofan andate a vedere l’ultimo film di Otzepetk Le mine Vaganti.
E’ bellissimo, ambientato in Puglia, Lecce e parla della difficoltà di due fratelli entrambi omosessuali nel dichiarare questa loro verità nella propria famiglia, formata da una stirpe di pastai ricchi e conosciuti.
Ironico, divertente e commovente. 10+
Buona domenica a entrambi!
Ah quanto mi hanno deluso le donne… lo dico e me ne frego!
Vado a correre…
Capofan sull’isola menomale che c’è Busi, sennò una noia mortale eh eh…
Ovviamente i due attori Scamarcio e Preziosi fantastici gli occhi più belli del cinema e terroni entrambi. Pablo siamo er mejo, un pugliese e l’altro napoletano.
Essere infedeli è meglio del contrario, specie per le donne… il perché sta scritto qua
buona lettura
http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/03/Ecco_perche_siamo_infedeli_co_0_98030311451.shtml
l’importante è non farsi sgamare dal becco e che la signora sia ricca
http://www.youtube.com/watch?v=52m9VVLulHU&feature=related
A volte si tradisce paradossalmente per amare di più chi ci sta accanto.
Quando l’infedeltà è terapeutica. Però c’è anche l’infedeltà congenita, quella che ti circola nel DNA da quando nasci, che erediti dagli avi. C’è l’infedeltà vendicativa e l’infedeltà per solo sesso, quello di una serata…
L’importante è non puntare il dito e giudicare perchè oggi nessuno è esente…
Per parafrasare qualcuno più in alto di me:
Chi non è infedele oggi scagli la prima pietra.
Eppoi l’infedeltà è anche ricerca, rinnovamento e conoscenza.
Solo essendo infedeli a teorie e convicimenti ne abbiamo scoperti altri.
L’infedeltà è il rovescio della medaglia.
Io la penso così…
Catia la verità è che noi maschietti condividiamo tutti il sogno del Guido di 8 e mezzo
non perdetevi questo spezzone
http://www.youtube.com/watch?v=aCXlovPkL0U&feature=related
iO ho anche il numero “coevo” originale di Panorama
F. Fellini -Io a Mosca
Questo il titolo dell’articolo (Panorama n° 13, ottobre 1963) di Fellini che racconta la proiezione di Otto e 1/2 a Mosca: il film piacque ma c’era grande imbarazzo nel premiarlo perché per le idee sull’arte del socialismo reale non abbastanza “impegnato” (ho riassunto con qualche semplificazione e forzatura, per sintetizzare).
Ecco il pensiero di Fellini sulla poetica:
“… l’unico modo per essere attuali per un artista è di dire le cose che gli vanno e non di fare della cronaca o della politica…” etc.
Alla fine il film fu premiato dai rappresentanti dalle Repubbliche Popolari in quanto “testimonianza del travaglio di un artista alla ricerca della verità”: Saviano però avrebbe votato con i “bulgari
ovviamente ognuno condivide il sogno di Guido a modo suo… io ad esempio le manderei al secondo piano solo a 59 anni

cioè starebbero in servizio dai 29 ai 59, ognuno ha i suoi gusti e a me la donna piace ben matura, prima m’annoia
la genialità di Fellini consiste nell’aver descritto deliziosamente in quello spezzone un modo “istintivo” di percepire l’universo femminile che il maschio riesce a contenere solo con una continua e dura battaglia con se stesso e con l’educazione
non con le donne, come verrebbe da pensare… perché le donne per lo più -anche loro forse “istintivamente”- ti assecondano, insomma proprio come nello spezzone…
vabè, ciao, vado a prepararmi…tra un po’… indovinate? si riparte, ebbene sì
baci&abbracci
Io sono fedele solo al mio profumo di Hermes e una ghiacciatissima bottiglia di Piper… Siamo tutti infedeli dalla nascita…si cresce poi con la convinzione di riaggiustare questa nostra naturale tendenza illudendoci che cuore,amore, dammi tre parole , basteranno a farci star meglio.L’infedeltà gratuita è uno stimolo situato sotto la cintura che serve per rimettere in risalto il nostro essere animale …l’infedeltà fatta bene, quella di testa che ti porterà ad una esplosione di sensi poi, è pura arte… non si è mai bugiardi difronte alle nostre contraddizioni … siamo esseri umani. Nell’imperfezione siamo perfetti …quindi perché biasimare tanto l’essere fedeli. L’infedele è molto più sincero di uno che fa della propria sincerità bandiera…l’infedele ha una chance in più di migliorarsi … il fedele NO!
Così parlò Zaratustro…
Catioscia il film me lo regali al mio compleanno in dvd…e ti bacio.ppp
Ehi ehi, era solo un commento scritto per il Corriere, da qui, perchè l’insegnante ha detto Cagna in calore alla studentessa…
viva le t-shirt!
Mi era solo sembrato esagerato dire a una donna, ragazza di 14 anni, cagna in calore.
Magari non sapeva nemmeno cosa ci era scritto sulla maglietta…
vabbè,
ciao a tutti da una freddissima Parigi
P.S. Stasera vado a una strana “lettura” pubblica. Se ne vale la pena ve ne parlo… bisou a tous.
e comunque io all’amore continuo a credere…
Come tutti Emma, altrimenti la vita non ha senso.
Pablo il film te lo regalo eccome!
Capofan ma sei sempre in movimento accidenti… guardo il filmato e dopo ti dico.
Buon viaggio.
bisou à toi
e comunque io all’amore continuo a credere…
moi aussi… et vive l’amour
bon la cigarette c’est termineè, je vais prepares mes bagages (?)
la revedere
LA FRASE MIGLIORE SULLA MAGLIETTA CE L’AVEVA MADONNA
ITALIANS DO IT BETTER: meglio sarebbe stato ABRUZZISH DU IT BITTER
provare per credere uah uah (oggi sono più scemo del solito, cia’)
grazie Catiosca… la mer (la mer? lu mare, insomma) m’attend, mercoledì incontro sindacale, poi lavoro e scrittura
à bientot
Paola, perchè strana lettura? Poi raccontaci, sono curiosa.
Buona domenica, a chi resta e a chi parte.
Anch’io credo all’amore…ci mancherebbe…MA COME LO VOGLIO IO!
ppp
AMO COSI’ TANTO L’AMORE DA NON VIVERLO SE NON SCRIVENDOLO! ppp 2010
Capofan visto spezzone…
No comment… ma non sapresti mai gestire tutte quelle donne, soprattutto a eh eh…
V.M.
Catia, stasera andrò a vedere mine vaganti. Poi vi dirò
brava Chiara! m’interessa il tuo parere…W LA PUGLIA, ovvio.
Pablo mi hai chiamata ero fuori… ieri ho incominciato un libro che adori:
Chiamami con il tuo nome…
soprattutto a eh eh…
V.M.
Catiaaaaaaa, solo quello saprei fare invece!!!
(suppongo che VM stia per Volerle Mont.. ehm, Monitorare
comunque alla mia età meglio la qualità che la quantità
quelle di 8 e mezzo non me ne piace una, io mi prendo la Loren e quelle le lascio a Mastroianni…
(qui sotto spezzone da guardare fino in fondo…
ciao, ci sentiamo a Giugno da domani solo lavoro
http://www.youtube.com/watch?v=YoSWbVahm2s
no vietato ai minori…
perdona ma Anouk Aimee era bellissima, la Falk intellettuale ma molto affascinante…
la Loren stratosferica, pensate che quando si va all’estero, e a me è capitato, tipo MAR ROSSO o giù di lì, ho ricevuto complimenti da russi e arabi i quali mi dicevano: sei bella come la Loren!
Inteso che ancora oggi di tutte quelle insignificanti siliconate dell’era moderna, dagli zigomi pompati e dalle labbra a canotto, il riferimento femminile della bellezza italiana all’estero è SOFIA LOREN. Essendo terrona ringrazio e mi compiaccio.
buona settimana a tuot le mond!
mi stiracchio sopra questo lunedì che sa di dejà vu …evvvavvvBè… e se vi raccontassi che le cose belle aleggiano? Sento che nell’aria e senza l’aiuto della De filippi “ci sarà POSTA PER ME”…Pieno di aspettative vi abbraccio e vi auguro un buon inizio… PPP
E se invece la scritta sulla maglietta voleva solo essere un po’ ironica? Ma perché dobbiamo prendere tutto così sul serio? Se c’è qualcosa per cui indignarsi è per la professoressa che insulta così pesantemente un’alunna. Bell’esempio educativo!
A mio parere Ozpetek è uno dei più bravi registi contemporanei. Pur confermando la mia preferenza in assoluto per Le fate ignoranti, mine vaganti è un film corale, divertente e profondo nello stesso tempo. Gli stereotipi e le convenzioni si combattono vivendo e senza paura, in un sud arcaico ma non troppo, e la nonna dei due fratelli in questo è una donna straordinaria.
Musiche stupende - la Zilli è bravissima - e poi lu salentu, lecce e piazza sant’Oronzo, il mare cristallino..
L’unica cosa che manca nel film è la bravissima Serra Yilmaz.
besos
Pablo, qualsiasi cosa, sono contenta per te! un abbraccio
e se invece quello fosse il vero pensiero della studentessa? non avrebbe il diritto di pensarla così? è vietato da qualche legge?
la prof invece la legge l’ha violata e deve pagare, ha fatto benissimo la famiglia della ragazza a querelarla (mi pare)
io penso che sia altamente immorale trascorrere il tempo dell’attesa (del proprio fidanzato/a oppure moglie/marito che sia) senza baciare qualcun altro!
Non ho il diritto a pensarla così?
io penso che sia altamente immorale trascorrere il tempo dell’attesa (del proprio fidanzato/a oppure moglie/marito che sia) senza baciare qualcun altro!
cioè io credo nell’amore che è diverso dal credere alla fedeltà
la fedeltà nei sentimenti non è un obbligo, se è spontanea è, altrimenti è una pazzia
invece baciare qualcuno può essere un puro divertimento, e nessuno ha il diritto di stabilire diversamente
punto e accapo
Certo master, ognuno è (dovrebbe?) essere libero di pensarla come vuole.
appunto
solo se si studia “Amore” sui romanzi ottocenteschi si confonde un bacio con l’amore… chissà che c’entra… può entrarci come non entrarci, ce depend
Ovviamente quella Katia non sono io eh eh…
Chiara fantastico vero?
Torno a lavorare
La Bovary di Flaubert fu rovinata dal sentimentalismo dei romanzi ottocenteschi, e finì male.
Flaiano si/ci interroga: se la Bovary avesse letto la Bovary avrebbe fatto quella fine? Probabilmente no, risponde. Perciò non c’è niente di più dannoso del sentimentalismo, di quella che lui chiama “pornografia dei sentimenti”… voglio dire che bisognerebbe smetterla di confondere sovrapporre e drammatizzare ogni stupidaggine … un bacio è un bacio e può significare mille cose oppure proprio nulla e non c’è da farne un “caso”, né serve ergersi a educatori o altre cappellate simili
l’amore e il sesso possono coincidere o essere assolutamente separati, e questo vale per entrambi i sessi, e le donne lo sanno benissimo
si può amore intensamente una persona senza provare il minimo desiderio fisico nei suoi confronti, oppure detestarne una e però desiderarla da quel punto di vista, ad esempio
concludendo «In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All’occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie.»
(Ennio Flaiano)
ovviamente quando parlo di desiderio “fisico” è per modo di dire, il desiderio è sempre qualcosa di molto più articolato, anche negli uomini (siamo stanchi di sentirci descrivere come macchinette a “stimolo-risposta” immediata, sono balle, anche noi uomini siamo complicati, solo un po’ meno delle donne)
vabbè, dopo questa tirata mi ritiro fino a Giugno davvero, devo proprio
ciaooo
«La religione è finita. Non c’è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora.»
Ennio Flaiano
http://www.youtube.com/watch?v=bz4ZSW5DerQ
Catia, davvero un bel film, ormai capita così di rado.
master, a proposito della tirata, buon ritiro (pure l’allitterazione)
Grazie Chiara! mi ritiro davvero perché è proprio necessario. L’articolo di Emma (con cui su queste questioni non sono mai stato d’accordo
) mi ha fatto però ritornare in mente i baci più belli di tutta la mia adolescenza… Manuelà (l’accento c’era davvero) era francese ma di origini italiane… appena conosciuta subito rendez-vous pour la soir (elle, moi, la soeur et un mon copain, eravamo in 4) … durante la promenade (ovviamente in zona romantica poco illuminata) mi sento mordere la spalla (era alta quasi quanto me) … mi giro ed è come se ancora la vedessi, con un sorriso ironico che mi guardava fissa e attenta, con tutti quei capelli… l’incollarsi delle bocche fu la cosa più automatica e naturale del mondo… e continò per tutta l’estate: ma non si faceva altro perché, mi spiegò, il suo ragazzo era stato chiaro: en Italie tu fais ce que tu veux me tu vas pas trop loin hein 
bravo ragazzo illuminato!
lei fu fedelissima alla consegna, putroppo
ma non la dimenticherò mai perché i suoi baci erano appassionatissimi e tali da compensare la mancanza del resto
c’era amore? ma neanche per sogno
era puro piacere fisico da parte di entrambi
ed era una cosa pulitissima, garantisco…
ok, a bientot vite (Giugno)
ciao a tutti
Capo ….bellissima quella di Flaiano… ora mi compro il libro …così la smetto di giudicare senza aver letto
Tra i miei più grandi amici del cuore, alcuni sono passati attraverso il sesso che quella volta lì si combinava perfettamente con l’amore. Poi rimase l’amore e dalle ceneri di un gesto meccanico e bellissimo nacque l’amicizia; l’amicizia vera.
Così la mia prima morosa Daniela, dopo 35 anni siamo ancora in contatto e ci divertiamo come tanti anni fa, Paolo dopo 21 anni, Rita dopo 20, Massimo dopo 18 insomma… non tutto il sesso vien per nuocere… ora con il mio ex amore … che strano a dirsi, si va molto più d’accordo come “fratelli” acquisiti che prima…strana la vita!!!!!! PPP 2010
Ciao mia (quasi) omonima Catia… ovviamente “quella” Katia non sei tu ;-)… la K non è un vezzo ma così appare sui miei documenti…
buona giornata!
Vuoi scrivere un libro? Mettici dentro qualcosa di non meno interessante delle cose del mondo; e senza compiacenze verso quanto va per la maggiore sul mercato. Sapendo pure che scrivere richiede di muovere a partire dalla propria perizia conoscitiva, da rinnovare e potenziare ulteriormente vivendo e scrivendo: ’scrivivendo’…
Cominci a scrivere, dapprima, per la meraviglia di vivere. Per sentirti e saperti vivo e per esserlo davvero e ancora, di più. Poi perché ti piace immaginare. Perché la realtà non ti basta, Per la manutenzione dei sogni. Per curiosità. Per conoscere, nominare, esaudire i desideri. Per carezzare e schiaffeggiare le parole. Per giocare. Per metterti in gioco. Per giocare d’azzardo, Per essere amato. Per travestire l’esistenza con le parole. Per essere libero.
Più tardi, scrivi perché puoi, Perché hai qualcosa da dire. Per cercare un ordine personale nel caos del mondo. Per capire che succede. Perché ti manca qualcosa e vuoi sapere cosa sia. Perché scrivendo non ti manca niente. Per porre domande. Per dare risposte. Per scoprirti e per nasconderti. Per non sentire freddo. Per scaldarti. Per evocare i fantasmi e i mai esistiti, Per condividere la solitudine. Per farti compagnia, Per ingannare la morte. Perché solo la morte non ha parole. Per viaggiare. Per lavoro, Perché scrivere non è un lavoro. Per essere letto. Per non chiederti più perché scrivi. Perché scrivere non si lascia spiegare. Perché scrivi anche quando non scrivi. O perché sta giungendo un tempo senza più scrittura…
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Pagina 19
La pretesa di potere insegnare la scrittura è ingannevole quanto l’idea qualunquistica secondo cui ‘tutti scrivono’. Al contrario, sono pochi a scrivere: come sono pochi i lettori. Tanto che oggi, in Italia - riferisce lo storico della lingua Tullio De Mauro nel settimo volume del Gande Dizionaro Italiano dell’Uso pubblicato dall’Utet -, il 5% degli adulti non è in grado di leggere e il 33% ha gravi problemi a leggere e scrivere.
Inoltre, secondo le statistiche, nell’ultimo trentennio la percentuale degli italiani che in un anno riesce a leggere almeno un libro non arriva al 40%, mentre il numero del lettori va riducendosi di anno in anno.
Da rilevare, in aggiunta, che quattro italiani su dieci non capiscono il significato d’una frase anche semplice; e che il 70% dei libri in commercio non vende nemmeno una copia.
Preliminarmente, più d’un corso per scrittori servirebbe una pratica della lettura che s’interrogasse anche sul perché in Italia non si leggono libri. Potrebbero risultarne illuminanti risposte, ognuna di esse un argomento per utili rifiessioni.
Non si leggono libri anche per demerito degli scrittori. Poi, perché non va di moda. Perché domina la chiacchiera. Perché la vaga, superficiale, confusa, assordante ciarla televisiva suborna l’attenzione richiesta dalla scrittura. Perché il libro non fa spettacolo. Perché leggere non fa rima col successo spettacolare e, tanto meno, con la carriera e il guadagno economico. Perché non si vogliono cambiare le proprie idee (specie quando non se ne hanno). Perché i libri mettono troppi grilli per la testa e rovinano la gioventù. Perché i libri li scrivono gli odiosi intellettuali (detto anche da chi incolpa gli altri della propria ignoranza). Perché la vita è difficile e i libri lo sono ancora di più. Perché bisogna tenere i piedi per terra. Perché s’impegna tutto il tempo libero coi videogiochi e col sesso virtuale. Perché ci si perde in mezzo al traffico. Perché c’è altro da fare. Perché i film sono più veri e non si devono sfogliare. Perché i libri prendono troppo spazio in casa. Perché le biblioteche non funzionano. Perché un libro, oggi come oggi, costa quasi quanto una pizza (!).
Se malgrado ciò si legge l’ultima chiassosa novità, ‘il libro di cui si parla’, il ‘romanzo-scandalo’, è tanto ‘per passare il tempo’ oppure ‘per divertirsi’. Ma niente come un libro - un buon libro, quello ‘inconsumabile’ cui si può tornare in ogni momento - è meno adatto a far passare il tempo o a divertire. Semmai, esso serve per pensare, sentire, scoprire, rivelare il rimosso, vivere più intensamente.
Ma chi, avendo perso il contatto con se stesso, non ha vita interiore, chi è già morto, non può capire tutto questo. Chi è morto non legge.
Effimera è ogni cosa, ma vi sono libri non caduchi e autori eterni. Non importa che Omero sia vissuto al tempo della guerra di Troia o nel VII sec. a.C., che Dante sia morto da centinaia d’anni o che di Montaigne, Shakespeare, Cervantes e Dostoevskij, di Nietzsche, Freud, Kafka e Céline non restino nemmeno le ossa.
Sovente trattati come paria dai loro contemporanei, spesso poveri ed emarginati, derisi e vessati dai mediocri ma più vivi dei vivi, essi restano partecipi testimoni del mondo. Inesauribili, ardui eppure prodigiosamente veri, ti parlano di tutto quanto è umano, ti mostrano a te stesso, ti salvano dalla criminale stupidità della storia dettata dalla tirannia, dalla schiavitù delle abitudini, dal conformismo alienante e dalla propaganda o malafede del potere.
Non sono innocui, come non lo è la loro scrittura. Se possono inquietarti o anche ferirti, ti ripagano con gli interessi ribadendo quella dignità creativa, la sola vera, che rende la vita degna d’essere vissuta.
Pagina 89
Leggere
Se, come si dice, più della grammatica contano la pratica, la conoscenza, il confronto, non c’è dubbio che l’azione dello scrivere sia strettamente connessa all’attività della lettura; per la quale scrittore e lettore finiscono per scambiarsi i propri pensieri e desideri.
Un uomo che scrive è certamente degno di stima; ma, non di rado - secondo un geniale editore, Valentino Bompiani -, “un uomo che legge ne vale due”.
Ah, bada bene: leggere non è sicuro sia più facile che scrivere.
Il leggere come passione, desiderio di ricerca e scoperta, come piacere di trovare e sperimentare sensazioni e impressioni nuove, è, non meno della vita, il serbatoio conoscitivo e una base d’ogni lavoro di scrittura non solipsistico e autoreferenziale. Pertanto, leggi in modo ‘attivo’, cioè critico e dialettico (cercando di modulare le gradazioni delle parole, delle frasi, dei paragrafi e dell’intera struttura d’un testo), non solo i classici e i contemporanei ma anche un giallo sagace, un fumetto di qualità e gli stessi giornali e rotocalchi.
Non esiste la lettura cosiddetta d’evasione. Perché non si evade da se stessi…
Non essere, soprattutto, dello “sterminato esercito di coloro che” scrive un severissimo Papini in Le disgrazie del libro in Italia “non comprano libri”: analfabeti costituzionali e stolti ignorantoni, “mentecatti e dissennati”, talvolta scrocconi “di vocazione e di professione, che pretendono di avere i libri gratis et amore Dei”: borghesi e proletari che “trovan sempre il modo di spendere […] per vedere un film o per assistere a una partita di calcio ma che, a sentir loro, non hanno in tasca una lira quando si tratta di comprare un bel libro che darebbe un po’ di luce e di riposo alle loro povere anime”.
Un originale modo di leggere lo suggerisce, sulla rivista “Edison Square” del gennaio 2004, Amilcare Di Francesco, libraio, già collaboratore di Giangiacomo Feltrinelli responsabile della libreria Edison di Firenze. “Io i libri” racconta “li ho amati davvero. E infatti non ne ho mai finito uno, perché non ho mai potuto sopportare di metterli via e di poterli dimenticare. Mi sono sempre fermato qualche pagina prima della fine, magari anche una o due pagine, per poterli lasciare lì, accanto, che potessero continuare ad accompagnarmi e ad aspettarmi, mentre ne cominciavo un altro e poi un altro ancora”.
Non c’è scrittore che, prima di tutto, non sia un forte lettore. Allora leggere, che è sempre tempo guadagnato perché sottratto al ‘tempo perso’ dell’inane inconsapevolezza, è un esercizio parallelo, nonché indispensabile, alla scrittura.
Valgano anche per te le parole di Blanchot: “Devo confessarlo, ho letto molti libri” (La follia del giorno).
(S. Lanuzza)
Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze. Tutte:
“Sociali.”
“Professionali.”
“Psicologiche.”
“Affettive.”
“Climatiche.”
“Familiari.”
“Domestiche.”
“Gregarie.”
“Patologiche.”
“Pecuniarie.”
“Ideologíche.”
“Culturali.”
“O narcisistiche.”
Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi.
E, soprattutto, leggiamo contro la morte.
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L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenza tra la vita e lui. Piccolissime, segrete connivenza che dicono la paradossale felicità di vivere, nel momento stesso in cui illuminano la tragica assurdità della vita. Cosicché le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.
(D. Pennac)
Che cosa leggo? Di tutto. Non leggo. Divoro. Sono un lavandino. Sbocconcello le parole, mando giù le frasi prima di averle lette, le intuisco, le indovino. Come leggo? Leggo con il cuore in gola. Attuo nella lettura il rapporto problematico fra reale e immaginario. Leggo in stato di vaga ebbrezza, sospeso fra calcolo razionale e ombre allucinatorie. La lettura è la mia droga.
-
Le parole non sono le cose. Ma le cose stanno dietro le parole e le parole decisive, per tutto un destino, sono le parole della madre, la lingua materna fin nei movimenti, nei meandri e nei rutti prenatali. Tutte le altre lingue sono le lingue e le parole dell’esilio. Scrigni abbandonati per strade polverose o negli anditi bui delle case e della storia, i libri sono i custodi discreti, silenziosi delle parole. Attendono pazienti i loro lettori, attendono coloro che li faranno parlare, che sapranno ascoltarli, raccolti, concentrati, in silenzio, talvolta solo con un quasi impercettibile movimento delle labbra.
Per questo torno ogni anno al greco, al latino, all’ebraico, alle lingue dei padri e delle madri, a quelle che il senso comune, sbagliando in maniera grossolana e masochistica, chiama lingue morte, che sono invece le radici vive delle propaggini linguistiche odierne. Gli uomini del libro sanno che tutto ciò che è profondo ama la maschera e che il morto, apparente, è più vivo del vivo. Certe notti limpide di tardo autunno, certe notti di vento, quando Roma è finalmente deserta e i platani di via Nomentana di malavoglia restituiscono alla terra tutte le loro foglie, e le colonne del Foro resistono, dritte e solitarie, alle rudi carezze della tramontana, certe notti di vento… sono quelle le notti che cerco al buio nel letto accanto al mio letto la compagnia congeniale e discreta. Non c’è più nessuno. Non indovino alcuna forma umana. Non posso più dire, in un bisbiglio a fior di labbra: dolce collina che mi dormi accanto. Mi vegliano solo, in silenzio, i vecchi amici libri, ammucchiati alla rinfusa e occhieggianti dagli interstizi fra mucchio e mucchio con mezzo titolo da completare a tasto. Adesso lo so. Lo so con certezza assoluta. So che morirò con un libro in mano. Sarà la mia estrema unzione.
(F. Ferrarotti)
Ecco intanto le articolazioni sommarie di una storia della scrittura: l’allinearsi cronologico di alcuni momenti di apparizione o di mutazione, senza dimenticare tuttavia che ogni cronologia essendo classificatoria (insieme selezione e ordinamento), essa comporta ab ovo un certo effetto mitologico: nello specifico (poiché si tratta del nostro sapere, quello di noi uomini del moderno Occidente) il ricorso a uno schema lineare, stemmatico, che fa «discendere» le «scritture» le une dalle altre, secondo il modulo della filiazione e dell’evoluzione.
1) Grafismi, incisioni ritmate sulle pareti di caverne preistoriche, sono attestati alla fine del Musteriano e si manifestano con abbondanza intorno a 35000 anni prima della nostra era.
2) La scrittura propriamente detta (scrittura lineare) è attestata in Mesopotamia 35000 anni a.C., vale a dire 2500 anni dopo l’apparizione dei primi villaggi nella società umana. Questa scrittura (cuneiforme), praticata dai Sumeri, poi dagli Accadi (Assiri e Babilonesi) è stata in vigore sino all’era cristiana.
3) I piú antichi monumenti della scrittura egizia (geroglifica) risalgono all’inizio del secondo millennio precedente la nostra era.
4) Nel corso di quello stesso millennio (verso il 1700 a.C.) è attestata una scrittura cinese (testi divinatori tracciati su scaglie di tartaruga).
5) Il primo alfabeto (di tipo consonantico) è fenicio (scribi di Ugarit, XIV secolo a.C.). Da quell’alfabeto discende una cospicua serie di alfabeti posteriori, tra i quali: l’aramaico (e da esso l’ebraico, il nabateo, l’arabo, il sanscrito) e il greco (e da esso l’etrusco, il latino, il cirillico).
6) L’alfabeto greco è stato attinto da quello fenicio, intorno all’VIII secolo a.C. La sua originalità consiste nell’inclusione regolare delle vocali nell’alfabeto.
7) All’altezza del IV secolo a.C., in Cina e in Grecia appaiono due fenomeni concomitanti: da una parte si assiste alla unificazione delle scritture regionali (in Cina si ha unificazione imperiale, centralizzazione politica, progresso dello Stato; in Grecia, a Atene, si ha unificazione della scrittura a partire dall’alfabeto di Mileto, detto ionico); dall’altra compare, in Cina e in Grecia, una scrittura corsiva.
9) Nel III secolo d.C. una grande rivoluzione modifica il supporto di scrittura: si passa dal rotolo di papiro (rotulus, volumen) al fascicolo di fogli (codex).
10) In Occidente, dal VI secolo, la riproduzione manoscritta dei testi è assicurata da vere e proprie officine di copisti (scriptoria).
11) Nel X secolo, le prime cifre arabe sono introdotte in Occidente (si diffonderanno nel XIII secolo e trionferanno nel XV); alla stessa epoca arriva, dalla Cina, la carta.
12) La penna (d’uccello) era apparsa nel VII secolo d.C.; l’uso del calamo (punta di canna) dispare verso il XII secolo.
13) Lo zero comincia ad essere usato nella numerazione nel XII secolo.
14) Nel XIV secolo ogni parola è tracciata senza piú levar la penna.
15) Le principali scritture latine (per l’antichità e il Medioevo) sono state le seguenti:
- “la maiuscola” (I-II secolo) dalle forme massicce;
- “la scrittura comune classica” (corsiva) (I-II secolo);
- “l’onciale” (III secolo), nella quale le linee curve predominano;
- la minuscola carolina (VIII secolo), elegante e chiara;
- “la scrittura spezzata o gotica”, scrittura della Rinascita del XII secolo, scrittura delle Università, in vigore in tutta la Cristianità;
- “la scrittura umanistica”, scrittura italiana del XV secolo (è una scrittura rotonda e inclinata); essa è all’origine del nostro corsivo a stampa.
16) In Cina, alla fine del VII secolo, già si provò l’impressione di caratteri su carta fine. In Europa le prime impressioni xilografiche datano del 1420 circa; l’olandese Coster fa uso di caratteri mobili, a rilievo inchiostrato. L’officina di Gutenberg entrerà in funzione a Magonza e a Strasburgo alla metà del XV secolo. I caratteri, dapprima gotici, sono romanizzati da Nicolas Jensen, stabilitosi a Venezia verso il 1470. Nel XVI secolo, verso il 1540, Claude Garamond crea i caratteri Romani dell’Università e i Greci del Re.
17) Puntuazione e accenti si affermano nel XVI secolo.
18) Nel Cinquecento, la scrittura manoscritta è lassa: rapida e personale. All’inizio del Seicento, in Francia, ad imitazione del modello della tipografia e seguendo la moda italiana (scrittura umanistica), il ductus manoscritto è regolarizzato e mira a un certo universalismo. La Compagnia dei Maestri scrivani esercita una scrittura ufficiale; Colbert accorda la sua protezione ai calligrafi [alle «belles mains»].
19) Viene creata in Francia, nel XVIII secolo, un’Accademia di scrittura, che sparirà poi, assieme alle corporazioni di artigiani, con l’avvento della Rivoluzione.
20) La penna metallica fa la sua apparizione nel XIX secolo.
21) La macchina da scrivere, inventata nel 1714, e perfezionata nel XIX secolo, è entrata nell’uso corrente dal 1875.
(R. Barthes)
Secondo un recente libro bianco sull’editoria i dirigenti italiani spendono quanto gli operai per acquistare libri. I libri non compaiono in molte case e c’è chi pensa che averne uno sia già abbastanza. E se l’umanità che legge smettesse di leggere? Interromperemmo una catena virtuosa, che ci consente di collegarci, anche senza internet, con il mondo del passato e del presente lontano da noi. La lettura è esplorazione, esposizione di sé all’esperienza altrui. Poi, si sa, c’è anche l’arte, l’emozione di incontrare l’opera d’arte sotto forma di poesia, di romanzo o di racconto. In breve diventeremmo molto piú poveri.
(P. Mauri)
I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provate a leggervi tutta la Divina Commedia, anche solo un’ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere.
Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta.
(U. Eco)
bye bye bye
http://www.youtube.com/watch?v=Q_TpkWHFqnk
anzi no, mi congedo con Minozza
http://www.youtube.com/watch?v=soc8EDIECe4
Chapeau, dott. luglio!!
Che bella e dotta carrellata, e anche l’accompagnamento musicale!
e gli occhiali da sole?? come si fa?!
l’otto con chiudi parentesi attaccato

e grazie!
Che bella e dotta carrellata
Chiara, per forza: se sono dottore!!!
in pratica così 8 ) solo senza spazio
Vedi, la possibilità di essere originale, di avere un’esperienza diversa da quelle comuni, a mio parere risiede nel dilettantismo. Io, ad esempio, non so nulla, ancora oggi, di molte cose che sanno gli altri, gli intellettuali di professione. Ignoro le varie epoche della letteratura italiana, così come sono descritte nei manuali universitari, e tante altre cose. Allora io dico che è proprio da queste mancanze, da queste grosse lacune colmate troppo in fretta, che proviene la mia libertà di intellettuale. E certo, da lì proviene anche lo strafalcione, che è il rischio perenne del dilettante. Comunque, aveva ragione Longanesi: “Tutto quello che non so”, diceva, “l’ho imparato a scuola”. Come me.
(R. La Capria)
Non solo: ma quella borghesia che veniva affascinata dal formalismo teatrale di Pirandello, avrebbe avuto, in realtà, da pensare a problemi molto più concreti, come i comportamenti civili, la riedificazione dello Stato, l’idea della convivenza civile, se ne andava per la tangente, inseguendo postulati metafisici che in pratica, con la realtà, non avevano più nulla a che fare. Era una strana evasione: nel sofisticato, nel complicato… Ma non c’era, non c’era mai stato il vero punto di partenza di quell’evasione! Lo stesso controsenso si era verificato anche riguardo al decadentismo di d’Annunzio. Perché non era assolutamente chiaro da che cosa si decadesse! Questi fenomeni io, nato in un mondo borghese per giunta molto marginale e culturalmente deperito come quello napoletano, li conosco bene, per esperienza diretta. Quando parlo della visione del mondo di quella borghesia, bisogna subito aggiungere che era di tipo inguaribilmente piccolo-borghese. È vero che a Napoli ci sono anche stati dei ‘grandi’ borghesi, come Benedetto Croce (già i suoi allievi, d’altra parte, rappresentavano spesso un’appendice deleteria, una provincializzazione del pensiero del Maestro), ma l’omologazione in basso era una forza invincibile. La stessa vita privata di Croce, messo da parte il suo pensiero, è lì a dimostrare questo assioma. Quanto a me, che vengo fuori da quell’ambiente di piccola borghesia, ne ricordo bene anche l’altezza delle aspirazioni, delle pretese. Ma, assieme, la fatale mancanza di mezzi, così ben stigmatizzata, in tempi più recenti, da Ennio Flaiano.
(R. La Capria)
Grazie dott.
in effetti, visto il titolo, era lapalissiano, pardon!
Continuo dal bravo Pennac:
“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…
bene! finalmente si può ricircolare, la tirreno-adriatico è finita anche quest’anno… ieri sera la rotonda di sbt era piena di mezzi della rai per riprendere questi che pedalano
e io.. ehm… pago il canone!!!
ok, ciao
http://www.youtube.com/watch?v=e2zqsMDSd8U
di nulla Chiara
“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”
GIUSTO!
sottoscrivo
Un abbraccio grande grande ad Angelita!
Angelita sei per sempre nel mio cuore…ppp
Regalo questa serata , gratis, alle persone che gratuitamente seminano zizzagne travestite da buoni propositi. C’è una giustizia per i mistificatori; sempre!
Chi la fa l’aspetti… e c’è una coda immensa in lista d’attesa …
L’essere sinceri comporta contraddizioni, ripensamenti , scontri e riappacificamenti…chi non fa la guerra non può conoscere il senso della pace.
Dedico questa sera ai disperati di cuore… a quelli che non sanno presentarsi e che si nascondono dietro una pelle di pecora che lascia intravedere le zampe del lupo… meglio pagare con il proprio modo d’essere originali che far finta di essere originali essendo poveri resti umani comuni.
Così parlò Zaratustro…
Emma, qui leggo velate minacce in stile mafioso/terroristico che, a chiunque siano rivolte, sul tuo blog non mi stanno per niente bene e non mi sembrano affatto da sottovalutare.
Anzi, sto già valutando una denuncia alla Polizia di Stato.
Ma master …cosa vuoi denunciare…sei sempre lì con le denunce in mano… va bene essere sempre al centro delle attenzioni , ma il mio era un pensiero generalizzato che non ti sfiora minimamente … Al massimo ti mando Di Pietro ad arrestarti. Tranquillo … Come punizione : il perchè ti piace così tanto Controcorrente!
Un abbraccio a tutti ed anche a master e anche alla polizia di stato.
ppp 2010
Cara Emma, il tuo blog purtroppo è diventato infrequentabile. Peccato perché con la presenza di Chiara ci sarebbe stata l’opportunità di alzare un po’ il livello, finalmente. Per cui da oggi in poi ci sentiremo solo in privato.
O anche sul prossimo blog, se però regolarai gli accessi in modo selettivo.
Un bacione
(mi congedo con la pizzica, in onore di Chiara
http://www.youtube.com/watch?v=mEVB_QAtgwI
Caro Capofan,
ho letto con attenzione tutte le tue esternazioni sulla scrittura e dintorni in stile pirandelliano un nessuno e centomila.
D’accordo con Eco, il libro è come la ruota ecc. ecc. un’invenzione eterna che non può essere sostituita con nessun aggeggio elettronico.
La cultura secondo me è anche un fatto soggettivo. Chiara la esterna con la classe che la contraddistingue, io magari con la mia irruenza che a qualcuno può sembrare volgare, Pablo con i propri tormenti interiori e tu con dei cambi di scena pazzeschi e divertenti.
Sai Capofan quello che penso di te è che tu voglia provocare delle reazioni e anche metterci alla prova. Ci sta tutto. Credo che dobbiamo finirla di prendere tutto come un attacco personale. Ognuno può dare il contributo culturale come meglio crede e secondo la propria personalità. Tutto qui. Anch’io posso fare l’erudita con il copia incolla, ma penso che la cultura sta anche nel far valere le proprie opinioni senza saccenza e nozioni inutili.
Posso parlare semplicemente di un libro o dire la mia opinione e rispettare quella degli altri condividendo o meno il parere dato.
Bella l’evoluzione di Barthes sulla scrittura, l’uso della penna e della macchina da scrivere.
Buona giornata a tutti e un caro saluto anche a te.
In questo momento dobbiamo essere vicini ad Angelita con tutto il cuore!
Catia, da un lato trovi interessante quello che ho postato, dall’altro lo consideri un’inutile esibizione culturale. Essere originali (credersi tali), cara Catia, non è da nessuno dei frequentatori di questo blog, perché qui non c’è nessuno che abbia una sola cosa di numero da dire che non sia involontariamente comica (più spesso patetica quando non decisamente meschina) oppure “derivata”. L’originalità è possibile solo all’intellettuale o all’artista vero, e pure in misura limitatissima…
La supponenza sta nel credersi interessanti e originali quando invece si è al di sotto della banalità più mediocre: l’unica differenza (ossia la cultura, proprio) sta nel rendersene conto o meno.
La seccatura maggiore sta in questo continuo voler “interagire” da parte di alcuni e dare la direzione di marcia al blog: se io ho attaccato quei post è perché a volte uso questo blog come “taccuino”, ho copincollato brani che m’interssavano per rileggerli in ordine: pensavo contemporaneamente di rendere un “servizio” anche a qualche blogghista, e infatti Chiara ha apprezzato. E SICCOME IL BLOG NON è VOSTRO NON DEVO CERTO RENDERNE CONTO A VOI, MA SOLO ALLA PROPRIETà, OSSIA EMMA.
i miei cambi di nick non sono per mettere alla prova qualcuno, ma semplicemente il tentativo di vivacizzare e “spersonalizzare” il blog, almeno per quanto mi riguarda (Emma sa benissimo che sono sempre io quando accredita un mio nick, difatti la mail è sempre la stessa): al tempo stesso, dando anche ai frequentatori abituali una chiara traccia del fatto che si tratta sempre di me, spero a torto di far capire il messaggio: non mi interessa e non ci sto a interagire continuamente e con chi desidero interagire lo scelgo io, se ricambiato bene sennò il problema per me non esiste
TI ACCORGI CATIA CHE NON FATE CHE RIVOLGERVI A ME QUANDO IO A VOI NON DICO MAI NULLA PER PRIMO? potreste semplicemente ignorarmi e parlare tra voi o con Emma?
Sono stufo di dover continuamete fare chiacchiere inutili con personaggi di cui non m’interessa assolutamente nulla: se vogliono e sanno “convivere” senza rompere le scatole, io sul blog continuo a starci e a usarlo a mio modo, che può essere utile anche agli altri
Se invece devo continuamente “inciampare” in gente che ritiene di dover attribuire anche a me le proprie ridicole velleità di protagonismo blogghistico e non fa che rompere le scatole, semplicemente rinuncio a questo taccuino e basta.
a pescindere dal fatto che comunque per alcuni al blog rinuncerò comunque perché c’ho da fa’
a prescindere dal fatto che comunque per alcuni mesi al blog rinuncerò comunque perché c’ho da fa’
intendevo
Tanto perché sia chiaro una volta per tutte: questo è il blog di Emma, e a lei esclusivamente mi rivolgo: non mi interessa parlare con nessun altro dei frequentatori ad eccezione di Chiara se e quando vuole.
Se a Emma va bene così, ok, altrimenti me lo dice e non scrivo più: a nessuno devo rendere conto di nulla che non sia Emma.
Per il resto c’è il codice civile e quello penale, il fatto di ignorarne l’esistenza non significa che non funzionino, basta attivarli.
Caro Capofan credimi non volevo essere per nulla polemica con te.
il mio era un modo per dissipare un malumore momentaneo, perchè di polemiche ce ne sono state tante tutto qui.
Infatti quello che hai scritto l’ho letto e l’ho trovato interessante.
Se poi non mi ritieni all’altezza della tua persona e della tua “cultura”, è un problema tuo, per carità non voglio imporre la mia presenza a qualcuno. Io do il mio contributo con quello che conosco e di quello parlo. non m’invento nulla. Sono quello che sono nel bene e nel male.
Ricordati che ti ho conosciuto personalmente così come tu hai conosciuto me, così come ricordo con piacere quel pomeriggio e i discorsi culturali e non, fatti in un piacevole contesto davanti a una pizza e un bel bicchiere di birra..
Tutto qui. I tuoi tentativi di vivacizzare il blog sono utili e se ti sei dato questo ruolo se va bene per Emma va bene per tutti.
Mi pare di essermi espressa in maniera pacata ed non averti assolutamente offeso.
Mi auguro di leggerti ancora.
Ancora un caro saluto.
Catia cara, io non mi sono dato nessun ruolo. E proprio questo il punto, il fatto di immaginare o supporre che esistano ruoli blogghistici… i blog non portano da nessuna parte, carissima (per conto mio li ritengo abbastanza superflui anche dal punto di vista della funzione per cui questo è nato, ossia “pubblicizzare”, diciamo semplicemente, il libro, ma su questo Emma avrà dati e conoscenze più specifiche: secondo me funzionano solo per alcuni segmenti e target, diciamo così) se ci ci si limita a scambiarsi due chiacchiere in pieno relax e senza rotture di scatole, possono essere un momento piacevole, sennò diventano assolutamente inutili anche in questo.. non possono esserci obblighi né vanno presi sul serio.. per il resto anch’io ricordo il pomeriggio trascorso con te e Emma con molto piacere…
un caro saluto anche da me
vado che oggi c’ho un incontro sindacale FONDAMENTALE
Qual è il problema? Non esiste. In questo blog si legge e si scrive di tutto e di più. L’originalità sta proprio nella franchezza e onestà di scrittura… da quella comune a quella non comune. Non c’è stato assegnata alcuna cattedra e se uno vuole interagire su di un argomento da altri proposto lo fa o non lo fa a secondo della sua voglia di interagire. Non vedo perché master te la prendi su cose che non ti sono state dette personalmente , non ho mai fatto riferimento al tuo nome per prima cosa … il mio lamentarmi come tanti altri miei soliloqui, verte su di un momento che sto passando e dedicato alla persona che stavo pensando in quell’istante…e non è detto che la stessa sia per forze di cose un blogghista della Calvetti. Paola ci ha fornito una lavagna, dove ognuno si esprime come può … ce chi lo fa peggio o meglio di qualcun’ altro … questo poi è tutto da vedere …c’è sempre stato il primo della classe come l’ultimo della classe…l’importante è andare avanti e non farsi bocciare …
The show must go on!
PPP2010
scusi ma cosa Le fa pensare che mi riferissi a Lei? non mi pare di aver fatto il Suo nome. Guardi che anch’io parlavo di fatti miei, ci mancherebbe. Io mi impiccio esclusivamente dei casi miei, per formazione e per convinzione.
Tanto Le dovevamo.
Distinti saluti.
C’è chi nello squilibrio trova il suo equilibrio … c’è chi è squilibrato e si pensa equilibrato.
Com’è bella, interessante e varia la natura umana.
Pensando!
ppp2010
http://www.aldamerini.it il nuovo sito dedicato alla grande poetessa…vi invito a visitarlo.
Un ‘emozione. Capito poeti?
Bel sito, Catia. Peccato solo per il ricordo più postumo che in vita.
Ho l’antologia Folle, folle, folle di amore per te ed è davvero una chicca.
Vi riporto questa, dedicata ad Eugenio Montale:
I tuoi acini d’oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro,
di aver fatto l’amore
con quelli
che non ho mai conosciuto.
Quale grande verità poetica Chiara… la dedico a tutti gli uomini che non ho mai avuto…
http://www.youtube.com/watch?v=lllNepYe2z8
Per Pablo stasera cucina e ballalaaaaaaaaaaa!!!
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio più grande desiderio
Ho passato il mio tempo solo pensando a te
Ogni singolo giorno, si, mi manchi davvero
E tutte quelle cose che eravamo abituati a fare
Hey ragazza, che c’è? di solito eravamo solo io e te
Ho passato il mio tempo solo pensando a te
Ogni singolo giorno, si, mi manchi davvero
E tutte quelle cose che eravamo abituati a fare
Hey ragazza, che c’è? che c’è?
Incontriamoci a metà strada, proprio al confine
Ecco dove ti aspetterò
Starò attenta, notte e giorno
Hai portato il mio cuore al limite,
Ed è lì che io rimarrò
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio più grande desiderio
Ragazza, viaggio per il mondo e
Navigo addirittura i sette mari
Attraverso l’universo raggiungo altre galassie
Dimmi solo dove andare, dimmi solo dove vuoi incontrarmi
Piloto me stesso per farmi giungere dove sei tu
Perchè ragazza io voglio, io ti voglio proprio ora
Vado nei quartieri alti, vado in centro
Voglio averti con me, come ogni singolo giorno
Ti amo sempre…
Possiamo incontrarci a metà strada?
(Ti incontrerò a metà strada)
Proprio al confine
Ecco dove ti aspetterò
Starò attenta, notte e giorno
Hai portato il mio cuore al limite,
Ed è lì che io rimarrò
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio unico desiderio
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio unico desiderio
Attraversiamo il ponte,
Fino ad arrivare dall’altra parte
Solo io e te (solo io e te)
Volerò, volerò in cielo, per me e te (per me e te)
Proverò, fino alla morte, per te e me…
Per te e me, per te e me…
Possiamo incontrarci a metà strada?
Possiamo incontrarci a metà strada?
Possiamo incontrarci a metà strada?
Possiamo incontrarci a metà strada?
Incontriamoci a metà strada, proprio al confine
Ecco dove ti aspetterò
Starò attenta, notte e giorno
Hai portato il mio cuore al limite,
Ed è lì che io rimarrò
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio unico desiderio
Non posso andare più avanti di così
Ti voglio tremendamente,
E’ il mio unico desiderio
meet
meet me halfway…
cara Chiara ….ciao, ti consiglio di leggere il suo “delirio amoroso”…piace tantissimo anche a paolo di stefano il quale è d’accordo con me di promuoverlo come il miglior libro in assoluto di alda merini. In ogni caso è da ringraziarla …se oggi i poeti vengono un pò alla volta rivalutati…c’è, e non c’è dubbio; bisogno di poesia… corti pensieri che racchiudono interi capitoli e che si leggono velocemente in questa societá che ha fatto del VELOCE la propria bandiera. Grazie alla Catia…ballo e penso a te mentre l’acqua per gli spaghetti attende la bollitura , mentre scrivo e ogni tanto mollo tutto per muovere i piedi … sono sere fatte di cose semplicissime eppure mi riempiono tanto. Nel banale, in questi giorni mi sento bene, a mio agio…forse lo sono anche …ma chi se ne freeeeeeegggggggggaaaaaaaaa!
Baci amiche care ppp2010
Grazie Pablo, lo leggerò sicuramente e poi ti dirò.
P.S: Beato te che ceni alle 19.30!!!
Busi unico e vero protagonista dell’isola
Franco Loi
” ho letto che in Italia ci sarebbero milioni di persone che si dilettano con i versi. è poesia ? no, sono diari. la gente scrive andando a capo e crede sia poesia. è un segno di vanità ”
Di Stefano Giovedì, 18 Marzo 2010
Grande Franco!!
Cosa ne pensate Chiara, Capofan e,soprattutto Pablo ( che un po’ vanitoso lo sei dai… su… eh eh)
vado in ufficio, a dopo.
Per me è verissimo quello che dice Franco Loi. La poesia, come la scrittura, non è frutto di improvvisazione. Ci vuole disciplina e rigore. Pablo, sei tu il maestro, dicci tu.
capofan, where are you?
Capofan chapeu! Sei un gran seduttore.
La poesia … va letta ,letta, letta ed ancora letta…ci vuole pazienza e pudore prima di affermare “ho scritto una poesia”. La voglia di dire al mondo “ho scritto i miei propri versi” m’è costata cara; quella volta confusi i miei pensierini banali per odi.
I veri conoscitori di quest’arte m’hanno saputo prendere per mano e mi hanno rimesso in gioco…ho letto poesia tutti i giorni per ben due anni esercitandomi a scriverla. Ottenendo i miei primi “fa schifo, cambia mestiere”, “discreta; potevi fare meglio” sino ” Finalmente ci siamo; s’intravede il tuo stile personale” e questo per me è uno dei più bei riconoscimenti che ho ottenuto dopo duro , durissimo lavoro. Sono solo all’inizio di questa splendida avventura e curo il mio orticello come dev’essere curato con passione e amore. Poeti si nasce , bisogna poi affinare questo dono , se no si rischia di improvvisarsi per quello che non diventeremo mai.
Baci…ed abbracci… ciao anche a capofan.
ppp 2010
Pablo, d’accordissimissimo.
bacio a te.
Busi buttato fuori mi sembra un pò eccessivo… premetto che è solo eccesivo davanti le telecamere…l’ho conosciuto e visto di persona negli anni ´90 , quando bazzicava Bologna e il mitico Cassero. Dal vivo è una persona timida, socievole e autoironica…e se non chiamato in causa solitario. Ha il dono di saper scrivere veramente bene. Stupendo il suo “SODOMIE IN CORPO 11…seguito dai suoi best seller : venditori di collant e seminari… specie quando consiglia la presentazione di un proprio libro all’editore…”…il resto è solo gusto di provocazione. La sua provocazione è dettata dalla rabbia di dover sempre fingere d’essere quello che non è per il quieto vivere….ma si sa che la sincerità eccessiva porta all’isolamento …e così sarà. Rispettare gli altri è basilare però il rispetto eccessivo è fuorviante.
A me Busi non dispiace e non mi piace del tutto come persona . Come scrittore, tanto di cappello!
ppp 2010
La vera pornografia e il vilipendio è altro. Leggo sulle Corriere adesso di donne usate a Bari come tangenti. Quale orrore. Altro che Busi da radiare.
Busi è Busi, o lo si ama o lo si odia. Si è solo prestat all’effimero reality pieno di nullità in cui l’unico contenuto era lui. E cosa ha detto mai: la verità.
La vera pornografia è pagare il canone e dover subire la censura da parte di un CDA che non ha le palle per ammettere ciò che la legge ha riammesso. Il confronto televisivo politico.
Ditemi cosa andremo a votare e chi. Io nn lo so. Non conosco programmi e persone perchè ciò che è passato è lo spettacolo indegno di una guerra che sta paralizzando l’Italia mentre tante persone perdono il lavoro a causa di una crisi, e ve lo dice una che lavora nel commercio, che ancora c’è e ci siamo dentro a dispetto delle bugie di chi ci governa.
A dopo, ho la nausea davvero. Scusate lo sfogo.
Busi radiato. Busi ha solo avuto il coraggio di dire la propria e se il prezzo da pagare per ciò è essere radiato chissenefrega. Rimarrà sempre libero e soprattutto lontano anni luce dai tristi protagonisti dell’isola. Non ho letto mai nulla di Busi, ma lo farò presto.
Sugli scandali in Puglia, l’arresto di ieri è solo l’ennesima goccia di un oceano di sudiciume. E la cosa più grave è che chi ne esce male sono proprio le donne. Prima si regalavano orologi e pasticcini, ora le DONNE. Che orrore!!!!!!
Ho finito ora le mie 5 ore e rimango a scuola per i corsi di recupero di greco.
THANK GOD IT’S FRIDAY!!!!!
Con questa si arriva a 100… felice weekend…io sono felice!
ppp 2010
Buon we a te Pablo..si vede dalla musica che ascolti e che adoro che sei felice :-)))
qui sole, sole, sole!! finalmente!
B.W A tutti voi… qui coperto e freddino sigh!