Emma à Paris (en poche) che vuole dire “in tasca”

Posted by emma on Feb 24, 2010 in l'amour est a la lettre a |

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13 Comments

master
Feb 24, 2010 at 15:47

bene, questa è un’altra di quelle copertine da capire che c’azzecca :-)
questi copertinari esteri sono persino più strani di quelli no.strani


 
Chiara
Feb 24, 2010 at 17:55

emma, effettivamente, l’immagine di una ballerina sospesa non la capisco molto.
l’unica conferma - almeno - è il rouge.


 
luglio dott. agostino
Feb 24, 2010 at 18:08

d’accordo con voi!!!
buonasera a tutti


 
luglio dott. agostino
Feb 24, 2010 at 18:08

Et bonsoir à Emmà


 
master
Feb 24, 2010 at 18:37

Emma Calvé, celebre sopranò ;-)

http://www.youtube.com/watch?v=KwZ8sEJ29CI&feature=related


 
Catia
Feb 24, 2010 at 19:31

Mah copertina discutibile, che c’azzeccano i petali, io avrei preferito una cascata di cuori in puro stile calvettiano in love…
complimenti per l’edizione francese. Menomale Emmà che sei in Francia perchè qua in italia ne stano accadendo di tutti i colori.
Come ho già detto a qualcuno, il fiume Lambro è la metafora dell’Italia oggi.
Una colata di petrolio sull’acqua contaminata dalla corruzione dilagante.
Povere papere innocenti che siamo noi, come il resto di una flora e di una fauna che non ne può più, compresa me, di assistere a questo schifo quotidiano.
Ti ricordi Paola? Ne parlavamo a tavola…


 
master
Feb 24, 2010 at 20:48

Emma à Paris (en poche) che vuole dire “in tasca”

une Emmà pochable, donc :-) ;-) :-) ;-)


 
master
Feb 25, 2010 at 12:06

da LA STAMPA

19/2/2010 (7:32) - REAGALA UN LIBRO E «READERE»
Tre idee per far leggere

La scrittura allena al piacere della lettura
+ Leggete e moltiplicatevi RAFFAELLO MASCI

Dopo i programmi del Centro presieduto da Ferrari
come si muove il mondo
della cultura e dell’editoria
RAFFAELLO MASCI
ROMA
Senza i soldi non si canta la messa» dice un proverbio, e ciò che vale per la messa vale per la promozione della lettura. Tant’è che se la Spagna (per dire un Paese a noi simile) ha un 47% di lettori, contro il nostro modestissimo 38%, è anche perché per la promozione del libro spende circa 30 milioni di euro l’anno, e l’Inghilterra che è al primo posto in Europa (67%) ne spende almeno 20. Il Centro per la promozione del libro e della lettura, appena varato, può invece contare su un più misurato budget (6 milioni di euro). Con questo Finanzierà un piano di interventi illustrato due giorni fa da Gian Arturo Ferrari, che ne è il presidente, presso la Biblioteca Casanatense di Roma (La Stampa ne ha dato conto ieri). Ma ciò che conta di più – si è capito – sono le idee, che a volte arrivano dai posti più lontani dall’aura accademica o dagli uffici degli «esperti». Su Facebook – per dire – l’idea di Alberto Schiariti, che ha collezionato quasi 200 mila adesioni, è stata ribattezzata «la figata». E di questo si tratta: il giovane in questione è nato nel 1988 a Empoli, di professione è informatico e – come lui stesso racconta ai numerosi fan sul suo blog «Pensoscrivo» – fa il pendolare tra la sua città e Prato. E legge. Legge e rilegge. E poiché vede ogni giorno le solite facce alle solite ore, ha pensato a questi suoi sconosciuti sodali come ai possibili destinatari di un «dono per la mente», cioè un libro. Ha così lanciato una iniziativa per il 26 marzo, vigilia del suo compleanno: regalare, a uno sconosciuto che si incontri di frequente, un volume a cui si sia affezionati. Un regalo che è anche «un’idea di rimorchio», ha commentato qualche burlone su Facebook, ma tant’è. La Stampa ha parlato di questa iniziativa già il 5 febbraio: una settimana dopo le adesioni all’idea erano già 60 mila. Oggi sono più che triplicate.

Ha un tono ludico e socializzante anche l’istanza della giornalista Giovanna Zucconi, presidente di una associazione che nel nome dice tutto: «Readere» (si legge ridere ma ha una radice nel verbo inglese to read, leggere), che si pone l’obiettivo di sdrammatizzare il leggere e togliere al libro la patina trombonesca che si porta dietro. Le truppe cammellate per la bisogna sono costituite da una squadra di ragazze in gamba che investono tanti aspetti della cultura - Rosellina Archinto, Paola Mastrocola, Evelina Christillin ed Eva Cantarella (unico ragazzo: Maurizio Luvizone) - e che il 2 marzo a Piacenza presenteranno la strategia di guerra. Ovviamente segreta, almeno fino ad allora. Ma qualcosa si sa: si creano situazioni e gesti legati al leggere. Per esempio: in consiglio comunale uno si alza e, prima del suo discorso, legge un brano. Sulla facciata di un palazzo verrà proiettato un video in cui illustrissimi testimonial (nomi top secret) appariranno mentre leggono. Si allestirà un «ReadTube»; insomma uno YouTube per chi legge (o vuole prendere il vizio di farlo).

In un popolo di santi, eroi e navigatori, ma anche di scrittori, Stefano Mauri, numero uno del gruppo editoriale Mauri-Spagnol, si appresta a lanciare un concorso, che costringe a leggere almeno chi scrive. Si tratta si una sorta di torneo a eliminazione, tipo quelli di tennis, in cui si invitano gli scrittori in erba (ma non solo) a mandare un loro testo al sito: http://www.ioscrittore.it (scadenza il 31 marzo). L’obiettivo è di arrivare a 2000 testi. «Riproponiamo – dice l’editore - un nuovo modo di affidare interamente al popolo della Rete il compito di giudicarsi eleggendo i migliori. Le opere più apprezzate diverranno e-book e il vincitore, ed eventualmente altri prescelti, troveranno la via della pubblicazione in una delle nostre case editrici».


 
master
Feb 25, 2010 at 12:13

questa mi pare una seria opportunità da non prendere sottogamba ;-)

http://ioscrittore.illibraio.it/


 
master
Feb 25, 2010 at 12:15

Emmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa quando ci racconti le novità da Paris?


 
master
Feb 25, 2010 at 12:17

gruppo editoriale Mauri Spagnol

http://www.maurispagnol.it/


 
Chiara
Feb 26, 2010 at 14:48

Ad un reality, per la prima volta, uno scrittore. Ha chiesto di portarsi sull’isola Platone, Petrarca, Gozzano, Wilde. Per questo è stato subito nominato????

bye!


 
edith
Gen 19, 2011 at 09:55

Un livre que j’ai découvert en faisant une de mes chambres d’hôtes. La personne qui le lisait m’a suggéré de m’en inspirer pour décorer ma maison d’hôte que le livre me ressemblait. Du coup je l’ai acheté, et oui cela me plait et j’envisage une bibliothèque de livre sur l’amour dans chaque chambre. Un moment de pur bonheur ce livre et de découvrir le site ce matin, il est à l’image de ce que je lis…
Bravo, continuez.
edith


 

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