Meno 2 giorni alla maratona!!!!

Posted by emma on Feb 11, 2010 in Maratonadamore |

40 Comments

Chiara
Feb 11, 2010 at 18:49

Emma carissima, solo ora sono riuscita a vederti. Elegante come sempre, il fiore stupendo!Penso che non avresti potuto usare parole più intense per il romanzo, proprie di chi empaticamente l’ha amato subito. I miei alunni se ne sono innamorati e lo stanno leggendo tutti.
Da prof. ti ringrazio, per aver messo in luce il lavoro più difficile che, silenziosamente, ogni giorno cerchiamo di fare, quello di appassionare. Mi ricordo le parole che un giorno un professore della scuola di specializzazione mi disse …noi prof. siamo solo una “porta”.
Non vedo l’ora di abbracciarti sabato, prima che Parigi ti rapisca.

Catia, Barbara, capofan, Pablo….-2 anche per noi!!!!!!!!!

à bientot
C.


 
capofan
Feb 12, 2010 at 07:43

Chiara purtroppo per me… -2 è solo per voi… non ci fossero altri motivi basterebbe questo raffreddore terribile a impedirmi di partecipare, non faccio che starnutire e mi s’è pure gonfiato un occhio -lacrima a più non posso.
Mi sarebbe piaciuto esserci, anche perché il romanzo che domani esce in economica io lo amo e l’ho amato tanto e proprio ieri ne stavo rileggendo alcune parti come la bella lettera di Federico a pag 73… (pensa, cercavo proprio questa pagina e l’ho trovata alla prima apertura :-) e così ho capito che l’unico difetto di Noi due è di essere troppo ben scritto, troppo maturo saggio e serio… e invece qui occorrono le ca@@@te totali per vincere le streghe e ottenere i favori dei criticonzoli…
PER EMMA VOGLIO LO STREGAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
O almeno IL CAMPIELLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

va bene, BUONA MARATONA A VOI TUTTI

Emma ci sarà la diretta web? così vi seguo da casa..


 
Barbara
Feb 12, 2010 at 09:59

Il punto focale di “Bianca come il latte, rossa come il sangue” è la determinazione di Leo. Il ruolo del professore “Sognatore” rimane in secondo piano, come una nenia che culla ma non sovrasta. D’Avenia da vita a dei personaggi assolutamente verosimili, ma non per questo davvero comuni. Il ragazzo che osa e si butta a capofitto in una storia d’amore dai contorni impossibili, non è mosso solo dal sogno che gli viene ben suggerito dal professore, ma da un carattere positivo e battagliero che si è formato all’interno di una famiglia speciale. I suoi genitori lo ascoltano, lo consigliano, suo padre si apre a lui con i ricordi della sua gioventù. E’ un romanzo assolutamente “corale” sotto certi punti di vista, perché Leo non sarebbe il personaggio che é senza l’amico Niko, senza la fidata Silvia, o senza il sogno di Beatrice.
In realtà non c’è una vera e propria storia d’amore, quanto piuttosto un amore a senso unico, che divampa e brucia, portando co sé l’afflato di un raggio di sole, rimasto impigliato tra i capelli di Beatrice.
La bravura di D’Avenia sta nel rimanere entro i confini dell’adolescenza, dando voce ai turbamenti di un giovane che sta imparando a conoscere il mondo e la vita.
Il dolore, che pure è presente, è permeato da Beatrice, che si affida senza timore al suo destino.
Il messaggio che arriva è l’eccezionalità del prof. sognatore, non l’eccezionalità della categoria insegnanti.
Non tutti sono come lui, anzi pochissimi sono così… Per questo D’Avenia è riuscito a dare fiato ad una storia reale e dolorosa con il garbo dell’amore giovanile.


 
capofan
Feb 12, 2010 at 11:21

Mi domando perché ormai tutti (o quasi) gli scrittori adottino punti di vista adolescenziali… una vera inflazione: Scarpa, Ammaniti, Giordano, Scurati, adesso D’Avenia (ci mancava), Moccia, e non so quant’altri…
gli uomini non leggono romanzi? certo che se il 90% di quelli che vengono scritti sono per donne è un po’ dura per noi trovarne di leggibili


 
Barbara
Feb 12, 2010 at 12:24

Il filone adolescenziale sembra andare per la maggiore, forse perchè il lettore preferisce tornare indietro con la memoria, piuttosto che affrontare le verità del presente. L’identificazione a volte può essere dolorosa, perché porta ad una riflessione su un sé attuale che non sempre piace. Ricordarsi di come eravamo solletica la parte già andata di noi, quella addolcita dalla polvere del passato, scevra dai difetti della maturità.
C’è comunque spazio per l’età adulta nella letteratura contemporanea. Cito, così, in ordine sparso e solo per memoria di recente lettura, la Comencini, Evans, la Maraini, Baricco.
Tra quelli che parlano di giovani e che è sicuramente leggebile da un uomo “Il giorno prima della felicità” di De Luca.
Per il resto c’è chi legge libri che sente vicini, per rincuorarsi, e chi, invece, legge cose lontanissime da sé per paura di doversi fermare a riflettere sulla propria vita.


 
Chiara
Feb 12, 2010 at 13:50

capofan, per domani punto sull’aprosdòketon..
riguardo alle scelte dei vari moccia, giordano e così via..loro puntano tutto sui lettori forti del dopodomani ;-)


 
capofan
Feb 12, 2010 at 14:30

Il giorno prima della felicità” di De Luca.

interessante e valida riflessione: ma sul libro sopra non ci siamo, l’ho letto e m’è parso insignificante oltre che scritto rasoterra

Chiara, l’asproskedtòn :-) purtroppen in queste casen non porterà novità sto davvero cencio… colpa di una passeggiatina sotto la pioggina con gli amici a sbt qualche sera fa.. ormai l’età veneranda non consente più. mi sono acconcio per le feste.. è da ieri che bevo tachifludec a bicchieroni :-)

QUI AL MARE NAVIGAVO CON UNA CHIAVETTA WIND-ALCATEL ED ERA IMPOSSIBILE, LA LINEA CADEVA IN UN SECONDO..
ADESSO HO UNA CHIAVETTA “ONDA” E QUESTA FUNZIONA, CI VUOLE IL CAVETTO A DOPPIA PRESA.. ve lo dico in caso dobbiate comprare una chiavetta… ciao :-)


 
capofan
Feb 12, 2010 at 14:39

bellissima trasmissione ieri Santoro sulla sanità: quella è informazione!


 
emma
Feb 12, 2010 at 14:41

concordo con te capofan: ottima inchiesta.
inutile.
non cambia nulla…
devo fare una ricerca su romanzi intorno al tema della BELLEZZA: idee?


 
capofan
Feb 12, 2010 at 15:16

Emma, dipende che intendiamo per bellezza. Come spiega Massimo Modica (docente di estetica etc all’università dell’aquila) in un libro che però non ho qui al mare, l’estetica come disciplina autonoma nasce nel settecento

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-modica_massimo/sku-110515/che_cos_e_l_estetica_.htm

Nei romanzi diciamo che la bellezza acquista una priorità assoluta (cioè diventa il concetto chiave) solo col decadentismo massimamente con i romanzi della terna decadente per eccellenza: Joris Karl Huysmans “À rebours” , Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” e Gabriele D’Annunzio con “Il piacere”.


 
 
capofan
Feb 12, 2010 at 15:21

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_piacere_(romanzo)


 
capofan
Feb 12, 2010 at 15:25

Io li ho letti tutti e tre.. “controcorrente” non mi piace come traduzione, preferisco “a ritroso”..
secondo me comunque è il più datato dei tre

http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%80_rebours


 
 
Barbara
Feb 12, 2010 at 15:33

Non definirei affatto “Il giorno prima della felicità” insignificante o rasoterra. Tutt’altro, caro Capofan. In poco più di cento pagine c’è il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di un ragazzo cresciuto con un padre putativo e privato della “normalità” di una vera famiglia. C’è il pathos per il giorno prima della felicità, l’amore per una ragazza che era nato anni addietro attraverso il vetro di una finestra. E poi la difesa di quell’amore, con il sangue. Non ci trovo proprio nulla di privo di significato, né nella narrazione della vita del protagonista, né nella descrizione di Napoli. Sotto quella città, nel tufo, è arrivata la felicità, che, passando dal sangue alle lacrime, ha cambiato la vita.


 
Barbara
Feb 12, 2010 at 15:41

Chiara, non credo che Giordano puntasse allo stesso pubblico di Moccia quando ha scritto “La solitudine dei numeri primi”, né credo che il target del lettore sia lo stesso. Ammetto di non aver mai letto nulla di Moccia, e per questo mi astengo da ogni commento, ma ho l’impressione che i temi trattati non siano gli stessi. In Giordano l’amore è un concetto molto intimista e non viene mai del tutto realizzato, essendo i protagonisti impegnati a fare i conti con un’infanzia sofferta che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro.
Noto che non citi D’Avenia, come lo consideri rispetto agli altri che hai nominato? Cosa pensi del titolo di “erede di Giordano” che molti vogliono attribuirgli?


 
capofan
Feb 12, 2010 at 15:51

Ognuno trova il significante in rapporto alla propria esperienza. Se si sono letti mille buoni libri, per dire, De Luca è insignificante. Se uno ne ha letti tre De Luca è un genio. Se hai letto mille Harmony, idem. Insomma tutto è relativo.

Emma, sulla bellezza nei romanzi il tema puoi considerarlo esaurito con la terna sopra, poi esce di scena in quanto protagonista (gli altri sono epigoni)
Se poi per “bellezza nei romanzi” intendiamo tutti i romanzi in cui ci sia un protagonista bello/a allora quasi tutti, lo sai meglio di me.. bacioni


 
Barbara
Feb 12, 2010 at 16:02

Capofan il mio era solo un punto di vista, che ho peraltro spiegato con esempi chiari tratti dal testo. Non vedo il motivo di scaldarsi tanto, soprattutto senza addurre alcuna spiegazione alla sostanza insignificante di cui parli. Certo che se hai letto mille buoni libri il termine di paragone cambia. Purtroppo non so risponderti in base ai criteri di chi ne ha letti solo tre o solo Harmony, nessuno dei due casi è il mio.
Essendo io una lettrice buona, non eccellente in quanto con una famiglia e un lavoro il tempo per le letture è limitato, considero i miei termini di paragone abbastanza soddisfacenti.
Poi, sai, tutto è relativo. Anche il giudizio di chi ha letto mille buoni libri può essere parziale, se non ne ha saputo cogliere gli insegnamenti di vita.


 
capofan
Feb 12, 2010 at 16:20

Non vedo il motivo di scaldarsi tanto. E infatti non mi sono affatto scaldato. Abbiamo espresso ciascuno il proprio parere, direi che ognuno rimane col proprio e a posto così per quanto mi riguarda


 
Barbara
Feb 12, 2010 at 16:26

Bene, mi era parso male allora. Amici come prima.


 
capofan
Feb 12, 2010 at 16:26

Emma questo ne ha ispirati di personaggi estetizzanti…

http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_de_Montesquiou


 
capofan
Feb 12, 2010 at 16:32

Godeva anche della stima e dell’amicizia di Gabriele D’Annunzio, conosciuto durante il soggiorno del poeta italiano ad Arcachon.

dice l’estensore della voce wikipedica.. in realtà non è proprio così (bisogna leggere la documentatissima biografia della Andreoli), diciamo che d’annunzio se ne serviva un po’ ma se la svignava non appena possibile :-)
questo era il supersnob arciaristocratico per definizione e solo d’annunzio poteva permettersi di snobbarlo a sua volta :-)


 
capofan
Feb 12, 2010 at 18:11

Emma mi sono ricordato che c’è questo sito che pubblica l’opera completa di Huysmans

A ritroso è il romanzo che influenza Dorian Gray e gli apre gli occhi sull’importanza della bellezza. Huysmans è importante nella letteratura dell’estetismo -definiamolo così- perché è l’iniziatore della rivolta della “bellezza” contro Zola e il naturalismo.
Se può esserti utile…

http://homepage.mac.com/brendanking/huysmans.org/en/texts.htm


 
capofan
Feb 12, 2010 at 18:19

questa è una voce abbastanza corretta, che spiega l’importanza di A ritroso nella richerca che ti interessa.. va bene, per ora è tutto, ciao

http://it.wikipedia.org/wiki/Joris_Karl_Huysmans


 
capofan
Feb 12, 2010 at 18:42

Anzi voglio aggiungere qualcosa che riguarda il mio “percorso” tra queste letture. Il Dorian Gray l’ho letto intorno ai 19 anni perché ce li avevo in casa, così “una vita violenta”, “le anime morte” e altri, tutti di mio padre. poi mi prese la curiosità di leggere anche questo A ritroso cui si alludeva nel Dorian.. mi lasciò abbastanza freddo in sé ma mi piacque l’analisi della letteratura latina che contiene e comincia ad acquistare i primi autori latini (in seguito mi però mi orientai con critici di ben maggiore levatura, come Concetto Marchesi…

La dialettica tra naturalismo (realismo diciamo in termini più moderni, il naturalismo è un realismo con pretese di scientificità) e decadentismo, mutatis mutandis :-) prosegue oggi come eterna diatriba tra “impegno e disimpegno”… ognuno scelga come collocarsi, per quanto mi riguarda in medio stat virtus… dico bene Prof ? :-)


 
Chiara
Feb 12, 2010 at 19:00

Barbara, la mia era una semplice battuta, in riferimento ai protagonisti di quei romanzi che sono adolescenti. Lungi da me accostare Moccia a Giordano per pubblico, contenuto o altro. Ho letto entrambi (salvo, poi - per Moccia - abdicare dopo diverse pagine e regalare il libro alla mia cuginetta)
Su d’avenia e giordano il paragone non regge. Completamente diversi per stile e messaggio il confronto è stato messo in moto da vari fattori. Si sono accostate le età, la casa editrice, anche la copertina..diciamo la forma, ma la sostanza è altro.

capofan, perfetto. se citi marchesi poi :-)
io a soli 14 anni ho letto: Dorian Gray, dottor jeKyll, madame Bovary, il rosso e il nero, fontamara, cristo si è fermato e tanti altri…. colpa o buona pace della mia prof. del ginnasio e della sua lista di 30 libri per le vacanze. Non ho mai letto come quell’anno.

a proposito di bellezza, Paola, solo romanzi? dal punto di vista teorico importanti sono anche i pensieri di Croce, per esempio.

-1!!!!!!


 
capofan
Feb 12, 2010 at 20:05

pensieri di Croce, per esempio.
Chiara d’accordissimo, Croce è di un’attualità sorprendente quasi in ogni direzione
basta leggere La mia filosofia (adelphi) per rendersene conto

Sulla bellezza (e la questione impegno-disimpegno) mi sono ricordato di un ragionamento che Brancati fa in uno dei suoi romanzi …paolo il caldo, credo.. purtroppo qui non ce l’ho, ma il ragionamento -cito a memoria- era più o meno questo: sono per la terra ai contadini ma nulla potrà mai impedire che il polso ingioiellato di una bella ereditiera appartenga ai miei ricordi più cari” … insomma era più o meno così
Una “poetica” che sposo in pieno, non a caso Brancati è il mio siciliano preferito


 
capofan
Feb 12, 2010 at 20:13

non l’eredietiera eh… io ho gusti proletari, es la pizzaiola qui sotto :-)
BUONA MARATONA!!! :-) :-) :-)

http://www.youtube.com/watch?v=CPKl-X5qXj0


 
capofan
Feb 12, 2010 at 21:58

senza addurre alcuna spiegazione alla sostanza insignificante di cui parli. Certo che se hai letto mille buoni libri il termine di paragone cambia

il problema è proprio questo… il filone cui attinge De Luca per il “romanzo” di cui parliamo nasce …almeno… 5 secoli fa…

http://it.wikipedia.org/wiki/Lazarillo_de_Tormes


 
capofan
Feb 12, 2010 at 21:59

prosegue nei secoli ad alti livelli

http://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Oliver_Twist


 
capofan
Feb 12, 2010 at 22:05

e con De Luca precipita ai livelli più bassi del genere…

(quando, per varie ragioni, sfuggono questi aspetti si può pure godere di una lettura ed esprimere un’opinione personale, tenendo presente che però la letteratura ha una storia che non può essere ignorata se si vuole esprimere un parere competente. Non è il mio caso, perché non sono un critico letterario, però avendo letto qualcosa anch’io mi limito a esprimere una valutazione personale più spesso sbagliata che giusta, com’è ovvio


 
capofan
Feb 12, 2010 at 22:38

e in sussulto di estrema generosità (l’ultimo poi mi ritiro almeno tre mesi per i fatti miei che ho da fare) riporto uno dei momenti migliori del forum L&S e del nostro amato Capo… così sarà chiaro pure che intendo per “scrittura rasoterra” a proposito del romanzo di De Luca…
giustamente se uno fa delle affermazioni deve delle spiegazioni
——————————

“Ragazzi di vita” non l’ho letto, ma “una vita violenta” (che la critica dice migliore) mi sembrava abbastanza equilibrato quanto al linguaggio (altro è quel tono paternalistico, quell’”amore” per il sottoproletariato che si respira a ogni pagina: a me Pasolini non piace, sia chiaro, troppo piccolo borghese. Preferisco il “cinico” Moravia).

Il tuo paragone con Verga però mi lascia perplesso: non sarà che in Verga agisce un popolo antico e provinciale ancora rispettoso e timorato di Dio, che per forza ha un linguaggio misurato, e in Pasolini invece protagonista è un sottoproletariato urbano senza riferimenti e fuori controllo, che va reso quasi obbligatoriamente a furia di “mignotte” e “mortacci”, visto che proprio quella era (e continua a essere, con qualche aggiornamento) la lingua che parla?

Non che io sia un seguace del realismo, e ritengo -con Moravia- che i personaggi vadano inventati, e non copiati dalla realtà, operazione illusoria quest’ultima: ma come raccontare un Tommasino se non a furia di “mortacci”, che sono parte fondamentale del suo pensato, oltre che del suo parlato?

Quando narra in qualità di narratore onniscente, lì mi pare che Pasolini compia un piccolo miracolo: c’è un continuità piuttosto rara tra i dialoghi e la narrazione, sono molto ben amalgamati, il passaggio è lieve e non disturba.

Celine invece narra in prima persona, cosa che rende tutto più facile, per quanto concerne il linguaggio. Così mi pare, se è.

rex ex-ex
Risposta Di Stefano Mercoledì, 10 Settembre 2008

Molto belle, queste tue osservazioni, con le quali sono d’accordo solo in parte. In Pasolini io non trovo sempre una continuità tra la narrazione e il dialogo, ma questo non è necessariamente e sempre un male. Quel che mi pare è che contrariamente a quel che sostiene Moravia Pasolini, attraverso la lingua che presta ai suoi personaggi, alla fine non li re-inventi abbastanza, ma un po’ populisticamente ne riproduca le voci sulla pagina senza troppo elaborarli, quasi le loro voci e i loro gerghi valessero in sé (come testimonianze sociologiche). Il “verista” Verga invece mi pare inventarsi una sua (sua) musica che per quanto possa coincidere con il dato socio-linguistico acquista una forza sonora (o fonosimbolica) che lo trascende e che continua a risuonare con potenza. Ma è evidente che qui agisce anche il gusto del lettore e persino la sua biografia: io sono un siciliano che ha letto per la prima volta Verga a scuola, a dodici-tredici anni, in un paese straniero come la Svizzera. Sul suolo straniero, ho improvvisamente e miracolosamente sentito risuonare una lingua per me famigliare che riusciva a parlare a tutti, compresi i miei compagni ticinesi. In quel momento ho percepito come una forma di riscatto. I Malavoglia per questo hanno rappresentato per me la Letteratura con la maiuscola: meglio, hanno incarnato il senso profondo della letteratura come comunicazione universale.
Céline? Se ci pensi bene ti accorgerai che non è vero che la narrazione in prima persona è più facile, perché richiede una forma di empatia psico-linguistica totale


 
capofan
Feb 12, 2010 at 22:42

Va bene, ci risentiremo più in là. Marzo ce l’ho completamente impegnato (causa lavoro), diciamo verso Aprile. Emma Buon soggiorno a Parigi e ci risentiremo quando vuoi.
e buona Maratona a tutti voi! :-)


 
emma
Feb 13, 2010 at 23:05

E’ andata benissimo!
Capofan ci sei tanto tanto mancato!
Grazie a Chiara, Barbara, Catia, Pablo Paolo, Anna Maria e a tutti gli altri!!!!


 
capofan
Feb 14, 2010 at 07:34

Emma mi sono consolato parzialmente riguardando il video della prima edizione… alla prossima non mancherò

http://www.booksweb.tv/content/show/ContentId/1171

nel frattempo ho conosciuto una brava e bella libraia che ha un negozio come il tuo e non sapeva niente di te… bene, è stata felice della scoperta e adesso hai un’amica in più
(oh, una libreria così c’è solo quella, qui: è stata aperta da appena due mesi e proprio sotto la sede che frequento io … sarà un caso? :-)
ciao


 
emma
Feb 14, 2010 at 08:54

bella capofan!
Manda la foto al mio indirizzo e-mail così la mettiamo qui… nella raccolta.
e falle leggere il romanzo…
ciao


 
Catia
Feb 14, 2010 at 09:05

Capofan ti ho mandato un saluto dal palco.
E’ stata una serata anzi due per me fantastiche.
Grazie a Pablo(mio fratello)con il quale ho condiviso il mio primo autografo e per tutto quanto vissuto a Milano shopping, confidenze e celebrità; a Barbara(mia sorella) perchè la sento ancora più vicina a me. Tiratina d’orecchie a Chiara che ho sentito un po’ distante, lo so eri presa dal valzeri degli scrittori famosi eh eh… Annamaria e tutte le persone che ho conosciuto. Un bacio al piccolo Lorenzo che è stato bravissimo! Unico disappunto al rientro abbiamo visto le auto rivoltate dalla guerriglia, e noi pensavamo fossero incidenti stradali. Era tutto bloccato. Non si può andare avanti cosi’.
Per finire un abbraccio a Paola e in bocca al lupo (che crepi,ovvio) per l’avventura parigina.
Buona domenica a tutti!


 
capofan
Feb 14, 2010 at 09:09

Il romanzo lo leggerà di sicuro garantito!
Quanto alla foto glielo dirò ma non la rivedo prima di Marzo, tra un paio d’ore parto per la montagna e sarò di nuovo qui solo tra due settimane. Per ora posso dirti che è simpaticissima e molto professionale.
ciao :-)


 
Barbara
Feb 14, 2010 at 09:20

E’ stata una maratona davvero bellissima, anche se ammetto di non essere stata presente per tutto il tempo, ma Lorenzo esigeva anche altro, quindi passeggiata per il centro, concerto in galleria e una meravigliosa cioccolata calda dietro il Duomo.
Mi sono emozionata sentendo leggere il mio brano sul palco, da un marito (il mio) particolarmente coinvolto nella lettura, che ringrazio per aver dato voce alle mie parole.
Catia, straordinaria come sempre, frizzante e sensibile, la sorella che fino a un anno fa non avevo. Pablo, il mio caro poeta danese che ha decantato l’amore, il supermercato e la vita, con emozione, e che adoro. Anna Maria unica, sensibile e arguta, con le sue poesie e i suoi racconti di vita. Chiara, che non ho avuto l’occasione di conoscere perché seduta all’altro capo del tavolo. L’incontro piacevole con Emanuela e Barbara che è avvenuto grazie a Pablo.
Passeggiata quasi notturna con Enzo Napolillo, uno scrittore di cui non ho ancora letto il libro, ma che mi è parso una persona interessante ed onesta.
E poi, ovviamente, Paola, ottima capo maratona, con Rosanna e Donatella.
Come ha detto Catia, abbiamo visto le auto capovolte durante gli scontri di via Padova. Per fortuna nostra siamo passati di là che c’era già la polizia a rimettere ordine.

Una Milano assolata, non particolarmente fredda e caotica. Bellissima, perché era la prima volta che ci portavo mio figlio.

Capofan, ti abbiamo pensato…


 
Catia
Feb 14, 2010 at 09:24

Un caro saluto a Rosanna Santonocito e Donatella Costa! E Alessandra Appiano…


 

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