Leggere un romanzo sulle pagine del Kindle

Posted by emma on Dic 6, 2009 in Emma |

kindle-dx.jpg

Leggere Cuore di tenebra sulle pagine del Kindle

Repubblica — 21 novembre 2009   pagina 43   sezione: CULTURA

Ho riletto Cuore di tenebra sul Kindle. Anzi, Heart of darkness, perché in italiano non c’ è. Non c’ è quasi niente in italiano nel negozio virtuale di Amazon, dove sei obbligato ad acquistare i tuoi libri elettronici. Ho scelto il romanzo di Conrad perché è breve. Senza sapere quanto la brevità si sarebbe rivelata cruciale, molto più di quello che immaginavo quando, entusiasta, tiravo fuori dalla scatola il mio libro elettronico. Così simile, bianco ed elegante, a un Corallo Einaudi, o un qualsiasi volume Gallimard. L’ oggetto in sé è bello. Comodo, leggero, somiglia a un libro tradizionale quanto basta per non averne nostalgia. Lo accendi, ti registri e pagando con la tua carta di credito ci scarichi dentro il libro che vuoi. Non serve nessuna connessione internet perché funziona come un telefonino, col sistema 3G. Il tuo libro, una volta acquistato, viene archiviato in un posto che si chiama “home”. Per raggiungerlo basta schiacciare un tasto. La prima sorpresa del Kindle è quanto è bello, la seconda quanto è semplice. Usa una tecnologia elementare: cinque tasti e un joy stick. Lo schermo grigio e le lettere non troppo nere, rendono la lettura agevolee riposante.A patto che intorno ci sia luce sufficiente. Nella penombra, sotto il getto fioco dell’ abat jour, a letto, non si riesce a leggere. Lo poggio sul comodino e lo lascio lì qualche minuto. Mi alzo, accendo una luce più forte. Quando lo riprendo, trovo sullo schermo un ritratto in grigio e nero di Alexandre Dumas. In stand by, Kindle produce immagini di scrittori dell’ Ottocento. Riparto da pagina venti, anzi no. Pagina è espressione impropria. Kindle indica infatti la porzione di storia già letta con un numero percentuale. Non più pagina venti, ma tredici per cento di libro, per capirsi. Chi se ne frega, certo. Così come chi se ne frega se manca la vecchia sensazione tattile della carta e il suo troppo famoso odore. Kindleè leggero e maneggevole. Molto più di un libro. Il lettering e lo spazio tra le righe hanno perfezione auree: se non fosse per le dimensioni dello schermo, un po’ più piccolo della pagina alla quale siamo abituati, sarebbe perfetto, altro che carta. He has to live in the midst of incomprehensible… leggo, e mi scatta il riflesso condizionato della sottolineatura. Non si può. Si può invece inserire una nota, anche se l’ operazione è un po’ macchinosa. Apro lo spazio a disposizione. Ci penso un attimo e poi lo richiudo: cosa dovrei scrivere? Che bella frase? Rinuncio. Vado avanti. Arrivata al quattordici per cento lo appoggio di nuovo sul comodino, solo per il gusto di vedere apparire dopo qualche minuto il volto di un altro scrittore: Jane Austen! Poi con un tasto torno nello shop Amazon, per vedere se per caso trovo un libro di qualche scrittore italiano che conosco per poterlo chiamare e dirgli ehi, sei su Kindle! Digito qualche nome: niente. Torno alle impostazioni. Poi vado nel menu e scopro che c’ è un comando “cover”. È la cosa più triste che abbia mai visto in vita mia: il disegno di un libro grigio con su scritto Heart of darkness e sotto Joseph Conrad 1857-1924. Sulle copertine siamo molto scarsi. Poi torno al menu e …Sì, ma cosa sto facendo? Ci ho messo un tempo esagerato a leggere quelle misere cento pagine, quel 100 per cento del libro. E, lo confesso, non l’ ho proprio finito. Perché? Se avessi letto Cuore di tenebra per la prima volta sul Kindle, avrei pensato che è un libro ostico, e un po’ noioso? Mi sa di sì. Non ho mai planato, non ho mai ceduto alle storie di Marlow e di Kurtz come mi era successo ogni volta che le avevo lette su carta. Appena stavo per arrivare nei mari del sud, qualcosa mi riportava in fretta nella mia stanza o nel vagone della metropolitana. Leggevo, ma non mi abbandonavo. Non sono mai entrata in quello stato di grazia che mi ha consentito di divorare le migliaia di pagine de La Recherche o di scalare i classici russi. Quella condizione di malia, che è il dono della letteratura, e che ha salvato milioni di adolescenti dal suicidio, promettendo e accordando un’ altra vita, una sospensione dal pungolo del dolore e della disperazione. Il Kindle è figo, comodo, facile. Non odora di carta ma chi se ne frega. È perfetto, ma non è un libro. Intendo che non appartiene all’ universo simbolico dei tappeti magici, delle sfere di vetro. È piuttosto un cuginetto tonto del computer. E ti ci relazioni come a un computer, o a un Iphone: spippolando, giochicchiando, gironzolando. Senza fare mai una cosa per volta. Con quel tipo di concentrazione che conosciamo bene: nevrotica, incostante, affamata di qualcos’ altro. Come siamo noi. Il Kindle è come noi, questo è il suo limite, mentre il libro non è mai stato simile alle persone che lo leggevano. Non a caso esiste più o meno da quando gli uomini portavano le calzamaglie e senza aver subito grosse metamorfosi. Una copia di Che la festa cominci di Niccolò Ammanitiè quasi identica a un incunabolo del quattrocento. Chi ha inventato il Kindle ha pensato che un pezzo di plastica quasi inerte, tecnologicamente avanzato quanto un orologio al quarzo anni Settanta, potesse essere un primo passo non troppo traumatico verso l’ eliminazione simbolica del libro di carta. Ma ha sottovalutato la nostra debolezza. L’ infantilismo di noi occidentali, adolescenti giocherelloni e senza volontà. Secoli fa, uomini e donne migliori di noi resero “sacri” i libri, seria la lettura. Come faremo noi a battezzare i libri elettronici, a nobilitarli con quel po’ di rispetto che rende possibile una relazione funzionale e non ludica? Chi di noi scriverà parole tanto forti da resistere alla distrazione dello schermo, chi avrà la forza morale per divorare il 100 per cento di Proust? Mi piace Kindle, ma ho un unico timore. Non vorrei che in un mondo pieno di foreste, (gli alberi non dovranno più fornire carta alle case editrici) e in case dalle pareti sgombre dalle terribili librerie, ci troveremo tutti a leggere soltanto perfettissimi haiku: «la vecchia mano / ancora scrive versi / per dimenticare» (Jorge Luis Borges, 1899-1986).

ELENA STANCANELLI

93 Comments

capofan
Dic 6, 2009 at 11:04

mai e poi mai leggerò su kindle!
il vino non si può sostituire con le pallette chimiche! va fatto con l’uva, per forza!
così il libro e la letteratura sono fatti di libri, che kindle non sarà mai in grado sostituire.
kindle è inutile


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:05

dirò di più, kindle è un prodotto stupido


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:06

checchè ne dicano gli addetti, kindle non passerà!


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 11:07

Paola tu prova pure il kindle… ma temo che la tua reazione sarà ancora più triste di quella della giornliasta di Repubblica.
Il libro è il libro. Punto. Nessuna tecnologia potrà mai sostituirlo. Magari inventeranno la carta non carta, fatta chimicamente senza abbattere le foreste, ma il libro resterà sempre il libro…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:13

Con quel tipo di concentrazione che conosciamo bene: nevrotica, incostante, affamata di qualcos’ altro. Come siamo noi. Il Kindle è come noi, questo è il suo limite, mentre il libro non è mai stato simile alle persone che lo leggevano. Non a caso esiste più o meno da quando gli uomini portavano le calzamaglie e senza aver subito grosse metamorfosi

MA QUANTE CAZZATE! scusa ma qua ci vuole


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 11:24

E’ come fare il presepio con il muschio finto, quello rattrappito made in China che lo tiri fuori dal sacchetto ed è un unico blocco di un qualcosa di misterioso di cui preferisci ignorare la natura, lo posi e non riesci mai a modellarlo perchè è talmente sintetico che nemmeno si adatta alla forma della base… E usare invece il muschio vero, quello appena colto, che profuma di Natale, umido, con il terriccio ancora attaccato sotto, che lo cogli in montagna o sui colli in quei pomeriggi che le donne tirano fuori le decorazioni dagli scatoloni con su la scritta “Natale” e gli uomini indossano gli stivali di gomma, un cesto di vimini al braccio e il coltellino in mano… Poi lo metti sul tuo presepio e lo dividi come vuoi, si adatta mansueto, dà vita e colore…
Così è per il libro!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:33

sono in completo disaccordo con l’articolo, che è un cumolo di fesserie: il libro è insostituibile nella forma che lo conosciamo perché più pratico in tutto e per tutto, quindi più tecnologico di kindle
ma per favore, non siamo ridicoli e passiamo appresso.


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 11:37

Alla maratona solo libri veri, in carta e costola!! Niente kindle…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:48

il libro non sarà sostiuito da nulla nemmeno tra diecimila anni, per motivi squisitamente tecnologici, perché è inimmaginabile un oggetto fatto meglio e più adatto alla lettura.
quindi nulla sostituirà mai il libro, fino a che esisterà la letteratura
checchè ne dicano gli addetti ai lavori
altro è il computer, stiamo parlando di due cose assolutamente diverse che soddisfano bisogni completamente diversi
il kindle è una cazzata per ragazzotti e qualche femminetta che magari lo tirerà fuori dalla borsa credendosi alla page… potranno anche venderne un bel po’, ma non diventerà mai una cosa seria, né sostituirà il libro in alcun modo, tranquilli


 
capofan
Dic 6, 2009 at 11:49

à la page, vabbuò, alla moda va


 
capofan
Dic 6, 2009 at 12:32

ecco, questo mi sembra un buon articolo sull’argomento. che Emma da ottima libraia ha fatto benissimo a sollevare
ma continueremo a leggere i libri com’erano per i prossimi centomila anni, secondo me

http://punto-informatico.it/2124284/PI/Commenti/contrappunti-kindle-pensavo-peggio.aspx


 
capofan
Dic 6, 2009 at 12:39

Gli editori di giornali hanno preso il Kindle sul serio, soprattutto perché garantisce un modello di business. Il Kindle consente di ricevere il giornale la mattina appena sfornato dalla redazione, pagando la singola copia o con un un abbonamento mensile. Un abbonamento che può apparire abbastanza oneroso e il cui prezzo è stabilito da Amazon: in molti casi costa più o meno come l’abbonamento a un bouquet di programmi per la tv satellitare. Quanto all’impaginazione… può migliorare: i giornali si leggono sul Kindle un po’ come fossero libri, senza la visione panoramica della pagina cartacea e senza neppure la visione sintetica di una pagina web. Si possono sfogliare articolo per articolo, come fossero le pagine e i capitoli di un libro, oppure si può andare all’elenco dei titoli di ciascuna sezione. Non è un effetto del tutto negativo: senza colori, senza impaginazione, i giornali sembrano seri come i libri, ma anche lenti come i libri.
Sta di fatto che la connessione perenne del Kindle – ad Amazon non confermano che per l’Italia sia offerta da Vodafone – lo rende un oggetto adattissimo agli acquisti d’impulso, ma dovrebbe capitalizzare di più su questa caratteristica offrendo l’accesso a un catalogo molto completo di libri e giornali: per molte persone è frustrante avere l’impulso di un acquisto e non poterlo soddisfare. (sole24ore)

appunto: manca la visione panoramica etc. kindle non sostituirà nemmeno i giornali, perché è tecnicamente inferiore pure a questi
Emma, ssi soldi vattel’a magna’ in qualche ristorantino fatto bene, dammi retta!!! kindle non è il futuro di niente, non gliela farà, niafa’ :-)
baci&abbracci


 
capofan
Dic 6, 2009 at 12:51

la tecnologia se non se fa un’uso intelligente complica la vita, più che semplificarla. Ho in mente l’esempio di due aziende concorrenti dello stesso settore che conosco abbastanza bene, di cui una completamente informatizzata, e la concorrente che invece va avanti a penne e taccuini: bene, i tempi di produzione di questi erano molto più veloci degli informatizzati, per cui sono ancora aperti e vanno a gonfie vele. L’azienda computerizzata invece ha chiuso i battenti.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 12:52

un’uso l’apotropho non ci vuole


 
Catia
Dic 6, 2009 at 13:24

A proposito di alberi vi parlo della mostra di Corot: è fantastica amici.
Tema i paesaggi, protagonisti principali delle meravigliose tele. Dietro la luce, piccoli spiragli d uomini e cose, infiniti dettagli di fronte alla bellezza della natura. Pablo Corot era l’artista preferito da Baudelaire, quindi ti consiglio di conoscerlo attraverso i suoi quadri.
Mi sono piaciuti tra i suoi e emuli Etna-Michellot, un’anima e una luce nei suoi paesaggi incredibile, per non parlare di Matisse Mondrian Sisley e Cezanne. Ovviamente nei loro quadri c’è tanta Italia, Roma in primis, Venezia e Firenze. A Roma Corot visse per un lungo periodo e ha scrutato, dietro i suo obiettivo a forma di pennello, angolazioni e atmosfere dei Fori imperiali e del Colosseo in maniera sublime.
Voto mostra 10… da vedere!
Chiara ssì capit?!
Emma sapere di cosa scrivere è la cosa più importante, quindi auguri di cuore e che le danze incomincino, vai!
Pablo ti ho chiesto un week end a giugno e non mi hai filato per niente, te lo ha chiesto Paola Calvetti e gli hai già organizzat il tour, aspetta che divento ricca e famosa e ti farò penare eh eh… stregaccia di un poeta veneziano…
Barbara il tuo albero e presenpe sono magnifici ed esagerati come il vestito che avevi sabato scorso che non lasciava nulla allimmaginazione. Da riporoporre alla Maratona.
Capofan bello parlare di sentimenti e sentimentalismi. Una linea sottile che tanti oltrepassano con conseguenze che possono far male.
un abbraccio, vado a mangiare un branzino al cartoccio con contorno di patate al vapore e erba cipollina. Da bere un magnifico rosso che adoro anche con il pesce. Naturalmente bevuto in calici di plastica di Boemia che, caro Pablo, ho acquistato ieri al mercatino di Santa Lucia in P.ZZA Brà a cinque euro l’uno. Cosa vuoi, noblesse oblige!
Non ti do tregua principe daneseeeeeeee…
A dopo


 
Catia
Dic 6, 2009 at 13:26

scusate gli errori ma ho la tastiera che fa le bizze. Chiedo venia.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 13:46

Catia, venia accordata! :-)

(abbasso kindle! )


 
Catia
Dic 6, 2009 at 15:40

Ma cosa c’è di più bello di un libro da sfogliare, accarezzare, da tenere stretto al cuore se è un regalo da parte di qualcuno che ci ama o ci ha amato.Cosa c’è di più bello di un libro chiuso nella propria biblioteca, con il titolo in bellavista e un autografo protetto dalla luce e racchiuso come un tesoro prezioso. Cosa c’è di più bello del sentire un libro sotto le dita, scorrere le parole con l’indice, e fermarsi, cogliere una frase e farla nostra. Cosa c’è di più bello che bagnare di lacrime le pagine color avorio di un amore che magari abbiamo già vissuto e o che vorremmo vivere e chiudere quelle piccole stille in un cassetto.
NULLA! La tecnologia aiuta a vivere meglio, ma non può sostituirsi alle emozioni tattili e visive della carta.
Così parlo Catia dopo il vino e il branzino.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 15:58

e parlò bene!

Emma, solo tu trascuri sbt e riviera: guarda, ci vengono tutti a presentare i libri! poi ci sono autorelli come Moccia che non se li fila nessuno…

http://www.labibliofila.com/


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:02

acc. per vedere gli scrittori si deve cliccare su “alcune foto”, ma il sito è pessimo, e comunque quella è una libreria che non frequanto molto (prima sì)
i libri si presentano ovunque, questo è travaglio nella sede del consiglio comunale

http://www.youtube.com/watch?v=EhkU6Xi66Vw


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:05

questo è sgarbi, al calabresi, dove si mangiano ottimi gamberi!

http://www.youtube.com/watch?v=7DGFGg3yL5U


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:09

questo è l’auditorium comunale

http://www.youtube.com/watch?v=e3oxYi5fLhk


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:10

questa è la palazzina azzurra…
Emmaaaa, manchi solo tu!!!

http://www.youtube.com/watch?v=ATD_qRZrUPo


 
Pablo paolo peretti
Dic 6, 2009 at 16:37

Eccomi…

Catia il weekend per te che non sei ricca e famosa è aperto da Gennaio in poi …casa mia è sempre open per te. Giugno è formato da 4 settimane , anche maggio, anche luglio :) eh eheeheh.
Libro virtuale: meno polvere, meno libri rovinati, meno spazi enormi per biblioteche in casa, minori problemi in caso di trasloco, meno produzione di carta e foreste salvate in più.
In ogni caso sono per il libro in carne e pagine.
Però se pensate bene : siamo passati dal 45 giri e LP al cd…con grande tenerezza nel vedere la mia raccolta di 33 giri e 45 giri lasciata lì… dalla cassetta al dvd … che verrà poi sostituito con …. e verrà di seguito sostituito con… Diciamocelo pure; la tecnologia è una gran bella cosa. Un ipod piccolissimo che mi porto dappertutto contiene 3000 delle mie canzoni favorite (figuratevi 3000 45 giri o 3000 cd quanto posto prenderebbero)…con la tecnologia scrivo da 1500 kilometri (da Milano) e spedisco in un secondo la lettera a voi. Dicasi lo stesso per le e-mail etc…
Siamo tutti, volenti o dolenti schiavi del progresso, il quale non si può fermare con la nostra ideologia romantica e decadente (anche se bellissima) … due sono le cose o vai di pari passo o vieni , semplicemente emarginato. Molto semplice. Pensate che trauma quella volta, sentire un film (sonoro) o vederlo a colori, o il telefono, o la lavatrice, o la lavastoviglie…sembravano cose da fantascienza eppure!
così…PPP2009


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 16:43

Barbara il tuo albero e presepe sono magnifici ed esagerati come il vestito che avevi sabato scorso che non lasciava nulla all’immaginazione. Da riproporre alla Maratona.

Catia??? Come non lasciava nulla all’immaginazione??? Era nero col collo alto… vabbè magari aderente e lungo, anzo corto, appena sotto il lato B…
Riproporremo, eh eh.


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 16:47

E comunque il libro è imperituro, non cerchiamo giustificazioni al kindle… E’ un oggetto di inutile consumo, proprio come il termometro in cui si accende la luce verde se sei sfebbrato e quella rossa se hai la febbre!! Inutile, se hai la febbre devi sapere se hai 37.5 o 39.0, non è mica la stessa cosa.
Il libro non è paragonabile ai dischi… Mi dispiace caro Pablo, ma libri e dischi non sono proprio la stessa cosa.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:54

Pablo, un conto è sentire la musica dentro l’ipod altro dal vivo, no? Beh, il kindle sta al libro come l’ipod al concerto dal vivo
secondo me


 
Pablo paolo peretti
Dic 6, 2009 at 16:57

Ma Barbi…cercavo di fare un ragionamento generalizzato…parlavo soprattutto tra me e me per trovare qualcosa di positivo nel negativo! Non tutto il male vien per nuocere.
Il nuovo non dovrebbe spaventare …lasciamoci prendere dal fascino del futuro e coltiviamo allo stesso tempo le nostre bellissime rose nel giardino (libri di carta da leggere distesi a letto sotto il piumone).
PPP


 
Catia
Dic 6, 2009 at 16:58

Concordo con Barbara la bonazza.
Pablo i libri si annusano, si sentono, si toccano, si leggono, si strappano, si conservano.
La musica puoi pure racchiuderla in un congegno micro, non si può racchiudere il sudore, l’emozione, la cura, la scrittura, il sentimento in un cavolo di congegno sterile e freddo come un MP3… ma dai…
La terra si può salvare in tanti modi. internet è un’occasione unica. E’ vero tanto meno spreco di carta. Però gli sprechi sono altri.
Viva il libro cartaceo. Vuoi mettere Pablo le tue poesie stampate e pubblicate su un libro?
pensaci…
HEI Barbie il vestito è ok, quindi non fare Santa Maria Goretti e osa please… tacchi compresi.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 16:58

sono certo che kindle riamrrà una cosa marginale rispetto al libro o al giornale, perché non è in grado di sostituirli tecnicamente
secondo me


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:06

secondo me l’ho impèarato dal CAPO e mi piace :-)
secondo me


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:07

impèarato-intendevo imparato… ma quando si scrive con la sigaretta in mano..


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:08

Il quotidiano online è una forma di praticità, ma andiamo a dire a tutti quelli (e sono tanti!!) che al mattino fanno la rassegna stampa, caffè in una mano, e pagine da stirare nell’altra, di sedersi davanti al computer e leggere i giornali online… Non è la stessa cosa.
La tecnologia va benissimo, ma ci sono cose alle quali è inutile applicarla. E’ solo uno spreco di tempo e denaro.
Sarebbe meglio investire i soldi di certe trovate nella ricerca scientifica per curare i bambini, le donne, gli uomini di mezzo mondo che soffrono… e non buttarli in assurdità che dureranno sì e no qualche anno.
L’ipod è comodissimo, io lo uso sempre per andare a correre… ma vuoi mettere sederti sugli spalti di uno stadio e sentire la musica che ti rimbomba nelle viscere?
Pablo… io la tua raccolta me la leggo sotto il piumone, stampata sulla mia carta… non seduta alla scrivania davanti al computer… vuoi mettere?

Catia… in tempo di crisi vince solo chi osa ;) E allora osiamo!! Anche tu però non scherzi, eh eh


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:10

Emma, kindle è bocciatissimo! dillo pure agli addetti ai lavori, non ci piace e non lo compreremo maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
e gli aggeggi tecnologici ce li ho tutti, ma il kinder non lo comprerò MAI!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:14

c’ho pure il barometro che prende la temperatura dentro è fuori!!! :-) 8IN QUETSO MOMENTO FUORI FA 10.4)

per dire che non è che sono troglodita: solo che il kindle maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, per me può fallireeeeeeeeeeeeeeee


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:31

Primo aforisma:
Le due cose più abbondanti sulla terra sono l’idrogeno e la stupidità.

Harlan Ellison

Capofan più lo guardo sto minkindle e più mi sembra orrido!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:32

per la maratona sto studiando, sperando che questa volta Emma non mi fulmini con lo sguardo a ogni minimo movimento :-) come nella precedente edizione
perciò sembravo timido, quando l’ho detto a mia moglie che secondo alcuni sembro timido lei ha fatto “questa di te è la prima volta che la sento” :-)
era Emma a intimidirmi!!! ha saputo “governarmi” benissimo con gli occhi, brava! :-)
(alla prossima però mi metto gli occhiali da sole :-)


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:33

La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi.

Georg Christoph Lichtenberg


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:34

Capofan più lo guardo sto minkindle e più mi sembra orrido!

Catia, pure per me è un’antipatia assoluta, siamo d’accordissimo! vogliamo produrre due megliette IO ODIO IL KINDLE e le vendiamo alla Maratona???


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:35

Il gelo della macchina è il gelo rappreso della vita. L’assenza non rimpianta dell’anima. La tecnica è la regressione progressiva all’inorganico. Essa è ritorno all’inorganico come progresso verso l’inorganico. L’uomo residuo è una fase attardata.

Manlio Sgalambro


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:37

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.
Albert Einstein


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:38

Einstein… perfetto!!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:39

ottima Catiaaaa!!!


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:40

per la moglie di Capofan:
gentile signora, suo marito è tutto tranne che timido!
Studia, studia Capofan… sono d’accordo sul fatto che fossi un po’ emozionato, ma timido no.
Come tutti del resto. E’ stata emozionante davvero.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:40

superCatia!!!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:41

gentile signora, suo marito è tutto tranne che timido!

lo sa, lo sa, Catia, staglielo pure a dire… :-)


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:41

Mio marito, che adora tutte le tecnolgie più avanzate, ha appena visto la foto del kindle… e ha commentato (in perfetto veneto):
“Se una pagina mi piace particolarmente come la segno sul kindle? Ghe pianto un ciodo e eo spacco?”
Che uomo!!


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:44

Catia… per la maratona è meglio che io e te ci troviamo la sera prima, serve preparazione zen per mantenere a bada le nostre emozioni. Di tutti i generi, ovvio ;)


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:44

Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.
Albert Einstein

questo è bellissimo e ironico. Grande Albert


 
Chiara
Dic 6, 2009 at 17:45

Catia, mi hai convinto su Corot.

A proposito di quotidiani:
“La lettura dei giornali è la preghiera del mattino dell’uomo moderno”
Hegel


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:47

Capofan metto zizzania eh eh eh… signora Capofaaaannn non è timido ah ah ah
Barbara quale Zen, adrenalina pura… le emozioni non mancheranno credimi…
ma il Principe sciccoso dov’è hei guarda che mi presenterò a gennaio sull’isola di Lofotten, u capisti?


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:49

Chiara o ti porto io la mostra a Bari e vieni tu a Verona, naturalmente sarò lieta di ospitarti a pranzo e portarti in giro per il lago e dintorni, non sono mica come il poeta veneziano che invita solo i VIP a Lofotten… eh eh…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:51

Catiaa, tranquilla che non metti zizzania, la signora Capofan conosce bene il suo pollo :-) oh se lo conosce (ma gli è simpatico lo stesso :-)


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:52

Lo so Santa Donna! Signora Capofan ha tutta la mia solidarietà, quella bestiaccia di suo marito è un timido pentito eh eh,


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:53

Chiara io e te faremo il viaggio insieme, suppongo, anche perché viaggeremo sullo stesso treno (prima classe, ovvio)
tra maratoneti tocca darsi una mano


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:54

Santa Donna
Parole Sante, Sante Parole!


 
emma
Dic 6, 2009 at 17:54

miracolo della tecnologia: sul programma del blog sono scomparsi ormai da due settimane i post taroccati, quelli porno. insomma apro e ci siete solo voi!
ragazzi, noi ci scherziamo epperò…epperò… devo dire che di tutte le vostre considerazioni, quella alla quale sento, in coscienza (non ditelo a Emma) di aderire, è quella di Pablo Paolo.
torno a pulire la casa


 
emma
Dic 6, 2009 at 17:54

Ah, domani vado alla carmen!!!!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:55

uan mano lava l’altra, tra maratoneti… :-)


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:56

Barbara io e te viaggeremo insieme, tra maratonete toccherà pure insegnarci come usare le mani giusto?


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:56

alla carmen doveee??? di bizet?


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:57

Catia io e te viaggiamo insieme, vediamo se riusciamo a trovare chi ci accompagni in centro senza volerle “usare” le mani…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 17:58

Catia, sapevi che da questa edizione sono esclusi i mariti? proprio non possono entrare, è il regolamento. l’ha fatto Emma, io non c’entro :-)


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 17:59

Catia tieniti libera… che a Milano ci stiamo tre giorni da sole ;)


 
Catia
Dic 6, 2009 at 17:59

Ma come Emma fa la libraia ODIA IL PC mail e tecnologia e l’alter ego Paola la contraddice?
Ammazza la coerenza!
Il problema è che la tecnologia serve, ma illudersi di salvare il mondo non stampando più libri è una stronzata abnorme Paola. Perchè forse la costruzione di quel minkindle non inquina?
Ma dai… ma smettiamola per favore


 
Catia
Dic 6, 2009 at 18:01

La Carmen l’ho vista all’aRENA regia di Zeffirelli. Fantastica! Il tenore era Josè Cura, indimenticabile!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:01

Ma come Emma fa la libraia ODIA IL PC mail e tecnologia e l’alter ego Paola la contraddice?

Catia, non solo! Emma difende le piccole librerie indipendenti e il kindle insieme: Emmaaa, noon si puòòò!!!!


 
Catia
Dic 6, 2009 at 18:02

Capofan grazie davvero, non sarai timido, ma per fortuna sei coerente e intelligente.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:04

komunque Kindle non ce la farà, vedrete
a sostituire il libro, intendo. Potrà affiancarlo ma il libro riamrrà tale per i prossimi 100.000 anni minimoooo


 
Catia
Dic 6, 2009 at 18:07

vabbè vado a dopo… mah!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:09

Catia, però Emma non è che abbia “difeso” questo kindle. Diciamo che suppone-teme (non credo si auguri) che possa sostituire il libro per motivi di progresso tecnologico. Non considera che il libro come lo conosciamo noi rappresenta di suo uno straordinario progresso tecnologico rispetto agli 8.000 anni di civiltà che l’hanno preceduto.
E il libro è più comodo e pratico del kindle, perciò non è sostituibile di fatto, al di là delle opinioni.


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:13

secondo me (me lo scordo sempre)


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 18:18

Vado a preparare le melanzane alla parmigiana, usando un classico ricettario di carta, ovvio! Ma il kindle come lo usi in cucina? E si ti cade un po’ di farina sopra, i tasti si inceppano? E se una goccia di sugo finisce sullo schermo, come la togli senza rovinarlo? Meglio la carta, che seppur segnata dall’usura, resiste sempre!!


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:18

ok, comunque dibattito interessante.. e abbiam scoperto l’esistenza di questo aggeggio, che io non avrò mai il dis.piacere di utilizzare, questo è garantito!!!
viva la Carmen, viva noi!

olè (vado anch’io)

alla maratona vi farò sentire come canto questa…

http://www.youtube.com/watch?v=D8Ult8x-doE


 
emma
Dic 6, 2009 at 18:25

la carmen alla Scala.
comunque io non difeso proprio niente: mi documento, ovvio, e il kindle me lo regalano a Natale.
punto.
Questo non significa che io rinneghi me stessa: certo che anch’io leggo e continuerò a leggere i libri sulla carta, ovvio che sì, ma poichè questo lettore (e anche altri, l’e-reader della sony ad esempio) esiste, io voglio provarlo. siete lettori forti, voi, e mi sembra giusto, in un blog che nasce per parlare e raccogliere foto e testi sulle librerie, e film e video eccetera, essere aggiornati, informati…
ragazzi siete adorabili!
Emma comunque è un personaggio, no, così per ricordarlo.
Il risparmio energetico e di alberi, però….
comunque Noi due come un romanzo, ad esempio, è giù un e-book, si può comprare sul sito Mondadori in e-book (da scaricare sul pc), tanto per dire…
ciao ciao


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:43

bene, ciao e buona Carmen scalare!
va bene che un libro esca anche in e-book (sarei curioso di sapere quanti ne vende Mondadori, non del tuo ma in generale, con tutti gli e.book gratis su Google, che è l’unico tipo di e.book che frequento e frequenterò mai)
solo che è inutile pensare che il libro tradizionale sia sostituibile
il risparmio energetico è una bella cosa, ma anche alla Scala si consuma energia, perché la carmen non te la senti con l’ipod??
:-)


 
capofan
Dic 6, 2009 at 18:48

tutte quelle luci accese alla Scala… quanta energia sprecata! gli alberi? ma non ci sono mai stati tanti alberi al mondo! qui in abruzzo nei secoli scorsi con le greggi avevano fatto tabula rasa, le montagne tutte brulle e senza vegetazione -adesso per fortuna ci sono i rimboschimenti, piantano tanti di quegli alberi che non si erano mai visti prima da queste parti _e continuano a essercene a bizzeffe, nonostante gli incendi appiccati dai delinquenti


 
capofan
Dic 6, 2009 at 19:08

gli alberi il problema non è tagliarli, che anzi come si sa è utile al bosco. Il problema è farlo in maniera indiscriminata semmai, come avviene in certi paesi del terzo mondo.
La verità è che i kindle sarebbero un affare enorme per gli editori, che abbaterebbero i costi massimizzando al massimo: un conto sono i costi dei materiali necessari a fabbricare un libro, altro è farlo elettronico
con un libro da 20 euro l’editore ne guadagna cinque, poniamo
con un e.book da 10 euro l’editore ne guadagna nove, per dire
e questa è l’unica ragione per cui gli editori sono tanto preoccupati per l’ambiente


 
Pablo paolo peretti
Dic 6, 2009 at 19:09

I dualismi, le contraddizioni , l’essere due in una persona sola esistono in quanto portatori di due nomi : per esempio

EMMA-PAOLA
PABLO-PAOLO

capito???

Ora tocca a voi darvi il secondo nome!

Ehhhh…eehhhhe…eh….

PPP


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 19:09

E ora mi contraddico…
Fatta la letterina a Babbo Natale (mio figlio, ovvio) e appesa alla porta di casa. La prima copia.
La seconda spedita via e-mail… (lo so, va imbucata e spedita… ma se la spedisco come la conservo tra i ricordi dei Natali del mio piccolino?).
Ah, la tecnologia!!


 
Barbara
Dic 6, 2009 at 19:12

Pablo mi sa che il mio nome basta e avanza…

Santa Barbara

…È invocata contro la morte improvvisa per fuoco, perciò gli esplosivi ed i luoghi dove vengono conservati vengono spesso chiamati “santabarbara” in suo onore. È patrona dei minatori, degli addetti alla preparazione e custodia degli esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di morire di morte violenta e improvvisa. Molto invocata dai militari, è anche la protettrice della Marina Militare Italiana, dei Vigili del fuoco, delle armi di Artiglieria e Genio. È anche la protettrice dei geologi, dei lavoratori nelle attività minerarie e petrolifere, degli architetti, degli artisti sommersi e dei campanari, nonché di torri e fortezze.
Nel culto popolare è uso rivolgersi a Santa Barbara recitando la seguente preghiera: “Santa Barbara Benedetta, liberaci dal tuono e dalla saetta”…. (Wikipedia)


 
Pablo paolo peretti
Dic 6, 2009 at 19:13

Catioscia, quando fai la sciammannata “terrona” che mi vuol punire …mi fai morire dalle risate. Meno male che le amicizie servono anche a questo. A proposito compro anche libri usati nella mia chiesa sconsacrata in centro a Copenaghen …alcuni libri li compro solo per la dedica che c’é ad inizio pagina (la trovo così bella e romantica) … Periodo: fine 1800 inizi 900. La mia biblioteca, così avrà : libri antichi, usati, moderni, modernissimi, libri (che ho stampato dal mio pc) dei miei amici, libri da ascoltare e la leggere via computer. IL COMPROMESSO è fatto…viva le differenze!
PPP


 
capofan
Dic 6, 2009 at 20:44

bene! questi editori è vero che sono ecologisti, infatti le studiano tutte per riempire le loro tasche di verdoni e lasciare le nostre al verde!
come gli “scrittori per le foreste”: in pratica ci vendono libri stampati su carta straccia e riciclata, al prezzo di libri stampati su carta buona! in nome dell’ecologia di cui sopra…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 20:45

e naturalmente dovremmo essergliene grati


 
capofan
Dic 6, 2009 at 20:50

basta con queste industrie di furboni del quartierone!
basta con le carmelle per gli orsi polari (se l’inventano tutte)
basta con i libri ecologici: quelli di carta riciclata voglio pagarli la metà!
basta con… esistono persino i jeans ecologici fatti con trattamento… ecologico.. che più inquinante non si può!
adesso il kindle ecologico

quando la smetterete, cari industriali del quartierone, di prendere -ritenere di prendere- per i fondelli la gente???


 
capofan
Dic 6, 2009 at 20:51

(alla demagogia si risponde con la demagogia, sempre :-)


 
capofan
Dic 6, 2009 at 21:43

Studia, studia Capofan… sono d’accordo sul fatto che fossi un po’ emozionato, ma timido no.

Catia, non voglio fare quello che non s’emoziona, il grande uomo, insomma. Ma alla Maratona stavo solo attento a non fare qualche svarione che dispiacesse a Emma, che mi guardava da sopra gli occhialetti da lettura… :-)
siccome sono molto portato a “sciogliermi” un po’ troppo, sia col linguaggio che col comportamento, lì cercavo di stare attento a non esagerare per non dispiacere a Emma… e pare che ci sono riuscito, e meno male
poi spesso sono distratto, tendo a distrami per eccesso di rilassamento, il contrario dell’emozione … mi è capitato l’ultima volta nemmeno un mese fa, quando ho preso la parola all’auditorium, c’era tutta la politica provinc e regionale (compresi i presidenti), confindus. etc -sono andato al microfono e mi sono scordato il discorso… vabbè, ho recuperato attaccando: siete ridicoli! ho detto rivolto ai politici :-) il sind. m’ha guardato con gli occhi sbarrati uah uah vabuò, una figuraccia ma chissenefrega, una più una meno…


 
capofan
Dic 6, 2009 at 22:03

l’ultima l’abbiamo fatta a O., un sollazzo: il tema era la sicurezza sul lavoro, e uno dei miei “amici miei” s’è messo a battibeccare dalla platea con la docente universitaria tal dei tali, cui ha spiegato lui la materia, che te volevi ride…
comunque alla prossima maratona sarò serissimo e preparato e soprattutto mangerò dopo… tendo ad abbandonarmi ai piaceri della tavola e insomma, poi mi scordo il discorso, capita :-)


 
Chiara
Dic 6, 2009 at 23:03

Catia, grazie per la tua ospitalità, ma verrai prima tu da me.
capofan, ormai si vola, il treno impiega troppo tempo.
Paola, sono curiosa della Carmen moderna della Dante. Chissà..

Notte a tutti


 
capofan
Dic 6, 2009 at 23:39

beh, certo in treno da Bari in effetti è un po’ lunga. Ok, allora verrò a prenderti, tu fatti trovare sul balcone e butta la treccia verso l’alto, al resto penso io

http://www.youtube.com/watch?v=up5jmbSjWkw&feature=fvst


 
Catia
Dic 7, 2009 at 09:09

Cari Pablo e Emma a proposito di contraddizioni e nomi, io sono Catia ma anche Simone uomo e donna.Più contraddizione di questa?! EH EH…
Paola lo so che Emma è un personaggio però questo blog si fonda sull’articolo n.1 della Costituzione: l’Italia è una Repubblica fondata sulle librerie. Vuoi mettere la filiera? Vogliamo mandare tutto a p…. per un kakkio di muostroso aggeggio elettronico senz’anima? Te lo regalano Rispediscilo al mittenteeeeee, anz portalo alla Maratona che io e Capofan lo usiamo per misurarci la pressione arteriosa dopo aver letto i nostri pezzi!
Dai per farti perdonare raccontaci domani nel tuo stile giornalistico la serata della prima, gossip compreso. Voglio sapere tutto delle dive della televisione che vanno lì a farsi paparazzare…
Ciao Cara Emma Paola Peretti Calvetti.


 
Catia
Dic 7, 2009 at 09:14

Dimenticavo buongiorno a tutti!
Pablo la sciammanaia terrona quando verrà a Copenaghen vedrai, prepara i cambi delle tue mutande griffatissime, sciccoso amico mio, perchè l’incontinenza regnerà sovrana nelle tue parti intimeeeeee e ti dedico questa finesse da terrona, Capofan che è un uomo di cultura apprezzerà lo so, questa è vera cultura popolare- terronica:
http://www.youtube.com/watch?v=0B2FNar-euw


 
capofan
Dic 7, 2009 at 10:04

Catia, del merolla mi piace solo o’zappatore :-)


 

Reply

Spam protection by WP Captcha-Free

Copyright © 2012 Sogni&Bisogni All rights reserved. Theme by Laptop Geek.