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Esilarante e un poco triste messaggio sulle librerie indipendenti.

Posted by emma on Nov 29, 2009 in librerie del cuore

 
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Da Repubblica di oggi: ovviamente Emma adora questa libreria on the road

Posted by emma on Nov 24, 2009 in librerie del mondo
Ciao, ecco un articolo pubblicato su repubblica di oggi. Mi ha fatto tornare in mente LA SOVRANA LETTRICE di Bennett.


Mursia, per battere la crisi, da gennaio diventa anche “una casa editrice da strada”Per la prima tournée camion con quasi 40 mila volumi in 24 piazze

I Tir dei libri lungo l’Italiaper conquistare lettori

di MICHELE SMARGIASSI

MILANO - Libri con le ruote. Per inseguire il lettore che fugge, le autostrade reali sono più utili di quelle informatiche. “Da gennaio saremo la prima casa editrice on the road”, annuncia Fiorenza Mursia tra gli scaffali della sua (ancora sedentaria) libreria milanese.Tutto il catalogo della cinquantenne e prestigiosa sigla dell’editoria italiana sarà caricato su quattro Tir: 3.800 titoli, 9 mila volumi per camion. Freccia a sinistra e via per lo Stivale, ventiquattro le “piazze” già prenotate per la prima tournée, nomadi come un circo, a vender libri nei piccoli centri dove le librerie muoiono come le farfalle d’inverno.Papà Ugo, che fondò il marchio, sarebbe contento: era un appassionato di Salgari e di Verne, cioè di viaggi e di avventure. E questa è un’avventura viaggiante che sa di moderno e di antico assieme. “Cercavamo idee per uscire dalla morsa di un mercato editoriale sempre più rigido - spiega Fiorenza - ci aspettavamo proposte di negozi online e cose così”. Invece i guru del marketing hanno soppesato tutte le possibilità offerte dalla tecnologia e hanno concluso che il futuro sta nell’antico. In strada. Come i colporteur, venditori ambulanti di Bibbie e fogli volanti nella Francia dell’Ottocento: andare nelle piazze, con i libri veri, da far vedere e toccare.Certo, Internet funziona, eccome. Le vendite di libri in rete sono aumentate quest’anno del 22%, più del prevedibile. Ma cosa compra il lettore in rete? Solo i titoli che già cerca. Non è lì che si farà sedurre da un libro sconosciuto. Ma ormai neanche nelle librerie di catena, dove spadroneggiano le novità (il tempo di permanenza in scaffale è sceso a tre mesi). E le librerie tradizionali, quelle col libraio che dà consigli? Perdono clienti (meno 7%). L’insieme è letale per editori che, come Mursia, vivono di un enorme catalogo di long-seller. Come proporlo al lettore-massa? Sbarcare negli ipermercati? Anche lì, a sorpresa, le vendite calano nonostante i supersconti (meno 2,5%).In queste condizioni, l’incontro tra i libri non-da-classifica e il lettore si fa difficile. Bisogna sparigliare. Inventare. Copiare da altri settori, per esempio la moda, che con i temporary shop approfitta dei negozi provvisoriamente sfitti. Anche Mursia aveva carezzato l’idea: ma l’ha scartata. “Siamo una casa editrice con una tradizione, non ci piace dare l’idea del mordi-e-fuggi”. Più suggestivo il modello alimentare: sbarchi, apri, cucini e servi ben caldo. Non c’è solo la porchetta: raffinati ristoranti sushi su ruote spopolano negli Usa. Ed è questo che farà Passapartù, il progetto Mursia.Per ora i camion sono due, ma la flotta dovrebbe raddoppiare entro il 2010. Ciascuno porta un container lungo nove metri, che una volta posato a terra si apre da solo come un carillon e in pochi minuti diventa uno stand di cento metri quadri, design firmato da due giovani architette milanesi, Valeria Manzini e Yuri Mastromattei, scaffali colmi di novemila volumi, saletta conferenze da 30 posti, computer, video e angolo cocktail. Tre settimane stanziali e una di viaggio ogni mese. Piazze scelte con cura per setacciare la provincia italiana. Sindaci entusiasti di ospitare un’animazione culturale a costo zero: “Nessuna difficoltà a ottenere i permessi”.Come ogni buona idea, ha precursori. Un altro grande editore italiano, Valentino Bompiani, ci pensò nel 1955. Il suo “Librimobile”, furgoncino-libreria-salotto con grandi finestre-vetrine, lo fece carrozzare da un designer prestigioso, Enzo Mari (che apparteneva, non a caso, al movimento dell’”arte cinetica”). Anche gli editori di opere a fascicoli, come Fratelli Fabbri, disponevano di un proprio parco-mezzi motorizzato. E sempre negli anni Cinquanta i servizi di pubblica lettura di alcune province raggiungevano con camioncini i paesi più sperduti per prestare e ritirare libri, tradizione rifiorita qua e là con i “bibliobus”. Albe Steiner propose perfino scompartimenti-libreria sui treni. Ma allora non c’era Internet. La sfida era far arrivare il libro dove altrimenti non sarebbe arrivato. Oggi la gara è fra libreria reale e libreria virtuale? “Non sono mercati in competizione” per Giovanni Peresson dell’ufficio studi dell’Associazione italiana editori. “Il lettore di oggi - spiega - è multi-canale, compra in rete ma ama anche frugare sulle bancarelle”. Ma è proprio la stessa cosa? “Internet è velocità - ammette Fiorenza Mursia - ma il libro è “pensiero lento”, cioè ascolto, maturazione, scambio: il lettore ha bisogno di tempo e spazio per innamorarsi, noi proviamo a regalarglieli”.

 
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Volevo essere come Colette. Sì, la scrittrice

Posted by emma on Nov 15, 2009 in Emma

colette.jpgPer loro - le under14 - è stato inaugurato pochi giorni fa a Milano un vero e proprio centro di bellezza (sic). Noi, alla petulante domanda “cosa vuoi fare da grande bella bambina?” rispondevamo all’unanimità: “la parrucchiera!” Nel centro vietato alle maggiorenni, agguerritissime mini clienti chiedono unghie viola ed extension fluorescenti. Noi inseguivamo la mamma, le amiche della mamma e le vicine di casa brandendo forcine, pettini e spazzole di plastica, implorando il permesso per poter praticare “se non un taglio, almeno una cotonatura”. Le bambine del terzo millennio vogliono assomigliare alla Barbie. La Barbie della mia infanzia è sopravvissuta a dieci traslochi, due mariti e due figli e sta ancora nascosta sull’ultimo scaffale in alto nella libreria di casa, con i capelli raccolti in un raffinato chignon a bottoncino.Potete immaginare la mia gioia e l’intimo senso di rivincita quando il Corriere della Sera mi ha chiesto di fare la cronista-parrucchiera in uno degli istituti più eleganti di Milano? Le ex bambine immagineranno senza troppi sforzi e capiranno la goduria: qualche volta i sogni diventano realtà.Pedalando verso il mio nuovo lavoro di coiffeuse pour dame, penso all’augusto precedente della scrittrice-estetista-parrucchiera più famosa d’Europa, Sidonie-Gabrielle Colette, prima scrittrice di Francia ammessa nella maschilissima e maschilista Académie Royale de Langue et de Littérature Françaises, donna venerata da Cocteau e da molti altri, geniale autrice che, tra un romanzo e l’altro, tra un marito e l’altro, poco più che cinquantenne aprì un salone di bellezza nel centro di Parigi.La storia della letteratura insegna che stilografica e bigodini sono un binomio possibile.Con questo confortante pensiero che si insinua nel mio ordinato caschetto di capelli (mai presentarsi al primo giorno di lavoro meno che impeccabile d’aspetto) e convinta che finalmente avrò giustizia dei torti subiti in tenera età, parcheggio la bicicletta in uno degli angoli che rendono amabile e bella Milano, Piazza San Fedele. Faccio il mio timido ingresso all’Istituto Kérastase. Mi accoglie il mio nuovo “titolare”, Angelo (di nome e di fatto) Taverniti, 36 anni, chef per pochi mesi e parrucchiere da diciannove anni, per intuizione di mamma Domenica, che lo mandò a bottega dal barbiere di Vibo Valentia e che lui, la sera, prendeva a modello guardandola incantato sciogliere le trecce e spazzolare i lunghi e setosi capelli scuri. “Lui mi capirà”, penso, perché sa cosa significa avere la vocazione. Il boss Taverniti, che di questa raffinata bottega è artefice assoluto – atmosfera calda e accogliente, parquet a listoni incerati e, soprattutto niente schermi accesi alle pareti - assegna l’aspirante cronista-parrucchiera alla istitutrice Barbara Allegretti per il primo colloquio. Immaginavo di iniziare dal basso, con il rango di shampista, invece no; lascio al piano terra le mie future clienti nella grazia da boudoir ottocentesco del salone e seguo la mia formatrice tecnico-cosmetica al primo piano. Mi invitano a rispondere a un dettagliato questionario su bisogni, abitudini e, anzitutto, desideri. “Come vorrebbe i suoi capelli?”, chiede. Tralascio un banale “lunghi, folti, biondi e corposi” (ci ho rinunciato da decenni) e rispondo un più modesto, ma sincero: “morbidi al tatto e lucidi alla vista”. Pensavo che mi spiegassero come si fa uno shampoo e come si ci deve comportare per poi infilarmi un bel grembiule e dare sfogo ai miei deliri infantili, invece no: Barbara osserva i miei capelli ciocca a ciocca, analizza il cuoio capelluto con occhi dolci da felino e, come se il mio banale desiderio fosse un ordine risponde: “facciamo una diagnosi, poi sceglieremo il rituale più adatto”. Disserta di molecole, nano-sfere, principi attivi con tono da fata delle fiabe e capisco che il mio noviziato è già finito prima di cominciare e, che nell’istituto di Angelo Taverniti il motto “uno shampoo e via” ha sapore di eresia: al Coiffeur-Conseil Kérastase si fanno diagnosi ad personam e si applicano le tecnologie più specifiche che sapranno donare ai miei poveri capelli ciò che manca loro da troppo tempo. Giovinezza ed energia. Parrucchiere fast? Archiviato. Qui è tutto slow, professionale, tecnologico, un abbraccio sensoriale di profumi e gesti lenti. Un rituale contemporaneo, da esperti che hanno studiato. Tra i vari “Rituels” ben descritti sul menu, troverò una risposta su misura ai miei bisogni. Rinuncio alla speranza di sentirmi Colette per un giorno e mi abbandono alle ancelle che mi fanno accomodare su una poltrona bianca. Bulimica, esagero: “proviamoli tutti”! Da candidata parrucchiera a cliente coccolata, inizio ad abbuffarmi: il Rituel Relax (15 minuti che valgono mezza giornata al mare) mi concilia con il mondo; il Rituel Intense (20 minuti) tratta i miei capelli e massaggia il cuoio capelluto regalando – parole di Barbara dolci come miele – “alla pelle sensazioni tattili che agiscono sulle cinque funzioni vitali del suo organismo”; il Rituel Unique (30 minuti) dà il colpo di grazia alla mia testa ribelle: ogni capello diventa protagonista tra sapienti “digitopressioni” shiatzu da geisha e prodotti da laboratorio scientifico che li rivitalizzano come vecchietti accuditi in una beauty-farm di lusso. Stremati dalle attenzioni (anche il troppo amore può stordire) i miei capelli sono pronti al tocco finale: l’asciugatura, per la vulgata “piega”, che conclude il rituale con una piastra a 180°, il calore ideale per imprigionare i principi attivi nutrienti. Il tempo è trascorso nel silenzio di un rituale di iniziazione, un vero e proprio apprendistato da cliente privilegiata. Angelo, il sorriso acceso e il pizzetto sul mento, annuisce al risultato. Ha perso un’aspirante parrucchiera. Ha conquistato una devota. Alessandro Manzoni lo scrittore, sulla statua di Francesco Barzaghi che domina la piazza, pare annuire soddisfatto. Torno a casa in bicicletta, i capelli lucidi e corposi, il corpo rilassato, il cuor contento.La mia vecchia Barbie sonnecchia sullo scaffale. Le sciolgo lo chignon e comincio a pettinarla. Lentamente. Come in un antico rituale.

 
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Una su mille ce la fa! Brave a Elena e Giorgia

Posted by emma on Nov 13, 2009 in librerie del cuore

Elena & Giorgia della Libreria della Torre hanno inaugurato il nuovo locale della loro libreria di Chieri. Quando andai da loro si sognava, insieme, che quell’angolo accanto alla libreria si liberasse per… allargare lo spazio. Beh, è successo ed ecco le fotografie dell’inaugurazione. Da parte mia una gioia, vera, per chi non molla mai e continua, alla faccia della crisi, a inseguire i propri sogni&bisogni.

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e anche per chi capisce la lingua rumena: la copertina è bella, però!

Posted by emma on Nov 8, 2009 in Noi due come un romanzo

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Per chi capisce l’olandese….

Posted by emma on Nov 8, 2009 in Noi due come un romanzo

Ezzulia interview Paola Calvetti

Door Kim Moelands | Ezzulia.nl 


7 november 2009 | Bij Mistral uitgevers verscheen vorige maand de roman Voor liefde zie de letter L, een hommage van de Italiaanse auteur Paola Calvetti aan boekhandelaren, romantici en dromers. Calvetti was pr-directeur van het beroemde operahuis La Scala in Milaan en heeft de carrières gepromoot van musici, dirigenten en dansers. Voor liefde zie de letter L is haar vierde roman en eerder verscheen in Nederland De geheime liefde.Namens Ezzulia sprak Kim Moelands onlangs met de auteur. 

“Ik volg mijn hart in alles wat ik doe”


Emma, de hoofdpersoon uit Voor liefde zie de letter L, is de eigenaresse van een boekhandel die gespecialiseerd is in de liefde. Dat klinkt heel romantisch. Ben je zelf een romantisch persoon?Ik ben een romantische vrouw, maar sta wel met beide voeten op de grond. De liefde, bedoeld als een manier van zijn, leven en denken is een unieke benadering van het leven. We leven in moeilijke tijden, de economische crisis dwingt ons om een andere manier van denken aan te nemen, en boven alles om meer rekening te houden met ANDEREN. Liefde in de breedste zin van het woord staat daarbij centraal. Vanuit dat gezichtspunt kun je hoofdpersoon Emma dan ook beschouwen als een symbolische boekverkoper. Een metafoor. Wat heeft je geïnspireerd tot het schrijven van Voor liefde zie de letter L?Ik wilde heel graag een verhaal schrijven dat bevestigt dat liefde BESTAAT. Liefde is de bron van waaruit we onszelf uitdrukken. Daarnaast ben ik dol op taal. Boeken en novelles in het bijzonder zijn mijn beste vrienden. Het situeren van het verhaal in een boekwinkel voelde dan ook als een warm bad. Een boekwinkel is ook een middel bij uitstek om andere mensen te ontmoeten en ook daar houd ik van.  Hoofdpersonen Emma en Frederico schrijven elkaar liefdesbrieven. Tegenwoordig communiceren mensen meestal per mail en de handgeschreven brief is een beetje vergane glorie. Schrijf je zelf nog wel eens brieven en ontvang je ze ook nog wel eens?Jazeker schrijf ik nog echte, ouderwetse brieven. Een brief geeft je de mogelijkheid om een pas op de plaats te maken en goed na te denken over wat je nu eigenlijk aan iemand wilt vertellen. Het herwaardeert ook het begrip wachten. Als we verliefd zijn dan hopen we dat er continu een respons komt van die ander. Dat is de essentie van de liefde tussen twee personen en het maakt niet uit welke leeftijd ze hebben. Corresponderen per brief is veel spannender omdat je langer moet wachten op een antwoord. Een soort uitgesteld verlangen.  Emma is geen grote fan van moderne communicatie als e-mail, mobiele telefoon en internet. Geldt dat voor jou ook en is de belangrijke plek die de handgeschreven brief inneemt in je boek daar een uitvloeisel van? Heb je het boek geschreven vanuit nostalgische overwegingen?Neen ik ben geen nostalgisch persoon ten aanzien van dingen uit het verleden, maar ik vind het wel heerlijk om aan dingen van vroeger terug te denken en herinneringen op te halen. Ik kan me prima vinden in de huidige moderne tijdsgeest en de technische hoogstandjes die daarbij horen. Ik heb een profile Facebook, ik maak gebruik van e-mail en mijn i-Phone maar…ik beschouw deze dingen puur en alleen als nieuwe media. Niet meer en niet minder. Het is belangrijk om ook in deze tijd contact te houden met onszelf, ons innerlijk. Onze ziel staat centraal. En dat is niet nostalgisch bedoeld. Het is een diepe overtuiging die ik mezelf tijdens het schrijven van mijn boek eigen heb gemaakt.  Emma volgde haar hart door de liefdesboekenwinkel te openen en gooide daarmee haar leven radicaal om. Heb je zelf ooit de behoefte gehad om het eens helemaal over een andere boeg te gooien en je hart te volgen?Ik volg mijn hart altijd in alles wat ik doe, ook als dat mijn leven op zijn kop zet. Het verschil tussen dromen en illusies is dat je dromen kunt en zou moeten najagen. Wat moet je anders?  Emma kan zich haar eerste kus met Frederico niet herinneren. Kun jij je je eerste kus nog wel herinneren?De scene en de brief in het boek over de eerste kus van Emma en Frederico zijn puur autobiografisch. Het is erg frustrerend maar ik kan me mijn eerste kus niet meer herinneren. Bizar nietwaar! Mijn eerste vriendje, mijn eigen Frederico zou je kunnen zeggen, heeft me verteld over onze eerste kus precies zoals Frederico dat aan Emma vertelt in het boek. Sommige brieven komen recht uit mijn eigen leven en zijn waargebeurd.Was het moeilijker om in de huid van Emma of in die van Frederico te kruipen en waarom? Welk personage was leuker om over te schrijven?Ik ben Emma, ik denk zoals zij en leef zoals zij dus het was makkelijker om haar karakter te schrijven. Voor Frederico heb ik mijn inspiratie geput uit mijn laatste partner en veel mannelijke vrienden. Het was echt leuk om dit boek te schrijven omdat ik er zelf ook over droom om een boekwinkel te openen. Ik hou van kleine boekwinkeltjes, wellicht met een leuk cafeetje en een hotelletje zoals Emma die opende aan het einde van het boek. Ik hou van New York waar ik the Morgan Library ontdekte, evenals Renzo Piano’s prachtige bibliotheekrestaurant. Ik heb zelf ook verbleven op het kleine Engelse eilandje waar Emma en Frederico elkaar eens per jaar ontmoetten. Een geweldige ervaring.  Wat is het meest romantische boek dat je ooit hebt gelezen en waarom zou iedereen dat boek volgens jou moeten lezen?Dat is Oorlog en Vrede van Tolstoi. Een personage uit dat boek, Natasha, is een van de mooiste karakters uit de literatuur. Samen met haar kun je de verschillende aspecten van de liefde beleven: passie, romantiek en volwassen liefde. Vriendschap natuurlijk ook, een man en een vrouw moeten in basis ook vrienden zijn.  Bezoek je zelf vaak boekwinkels?Ik ben gek op boekwinkels. Mijn old time favourite is “The Strand” op Broadway in New York. Zes verdiepingen vol met boeken terwijl toch de intieme sfeer van een kleine boekwinkel is behouden.  Hoe sta je tegenover e-books? Vind je het een goede ontwikkeling en denk je dat mensen uiteindelijk een e-book verkiezen boven het ‘ouderwetse’boek.In Italië is Voor liefde zie de letter L al een e-book. Ik hou zelf van lezen op papier, lezen via de computer is niks voor mij. Audioboeken daarentegen vind ik weer wel heel fijn: ze herinneren me aan de tijden dat mijn moeder me nog sprookjes voorlas. Het is ook een geweldig medium om je mee te vermaken als je in de file staat, als je ogen niet goed genoeg zijn om te lezen, in trein of bus, je kunt er naar luisteren via je i-Pod. Legio mogelijkheden. Maar het genot van het lezen van een ‘echt’ boek, woorden op papier met een cover erom heen, zal altijd blijven bestaan. Daar ben ik van overtuigd. 

Voor liefde zie de letter LAuteur: Paola CalvettiOorspronkelijke titel: Noi Due, Come Un RomanzoUitgeverij Mistral ISBN: 978 90 499 5113 9PaperbackPrijs: € 19,95Verschenen: oktober 2009          Een charmante liefdesroman en een heerlijke hommage aan de boekhandel. Emma Valentini houdt van boeken. Na haar scheiding maakt ze haar droom waar en begint een kleine boekhandel, ‘Liefde en Lezen’, gespecialiseerd in boeken waarin de liefde een rol speelt. Ondanks de sombere voorspellingen van haar financieel adviseur, groeit Emma’s winkel snel uit tot een ontmoetingsplek voor de vele vaste klanten. De boeken zijn er gerubriceerd naar onderwerp, zoals ‘liefde en misdaad’, ‘onbeantwoorde liefde’ en ‘verliefdheid’. En het is door een boek in haar winkel dat Emma haar grote jeugdliefde terugvindt.Frederico woont in New York met zijn vrouw en dochter. Emma en Frederico beginnen een intensieve briefwisseling en zien hun langeafstandsvriendschap langzaam maar zeker veranderen in liefde. Maar hoe groot is de kans dat hun liefdesverhaal een happy end zal krijgen?Paola Calvetti was pr-directeur van het beroemde Scala in Milaan en heeft de carrières gepromoot van musici, dirigenten en dansers. Ze is de auteur van vier romans. Van L’amore segratore werden in Italië meer dan 100.000 exemplaren verkocht. 

 Wil je reageren op dit interview?Dat kan op het forum van Ezzulia, waar een apart topic is aangemaakt voor de discussie over dit interview met - en de boeken van - Paola Calvetti.Kijk hiervoor op ons boekenforum. 

Interviews

Op Ezzulia staan veel interviews en iedere week komen daar weer nieuwe bij. Kijk hier voor het overzicht van Kort & Krachtig en hier voor de grotere interviews.

 
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UNA LEGGE PER CHI LEGGE

Posted by emma on Nov 6, 2009 in librerie del cuore

LE LIBRERIE INDIPENDENTI CHIUDONO.

LO SAI?

SAI COSA SONO?

Le librerie indipendenti vengono così definite perché non sono di proprietà dei gruppi editoriali.

Si tratta di attività commerciali libere, senza altro interesse se non quello di vendere libri, tutti i libri. Luoghi

dove le persone parlano e si confrontano, dove il consiglio del libraio è ancora un bene prezioso, dove la

politica di assortimento e di presenza degli editori - anche quelli più di nicchia - è garanzia di pluralità e di

libera circolazione delle idee; dove la pratica del “consumo culturale” non degenera in “cultura consumata”.

SAI PERCHÈ STANNO SCOMPARENDO?

Le librerie indipendenti devono fare i conti con costi di gestione sempre più alti, ma soprattutto con gli sconti

indiscriminati sul prezzo di copertina, che è stabilito dall’editore, praticati dagli altri operatori del settore, le

catene editoriali e la Grande Distribuzione Organizzata: i margini diventano ogni giorno più esigui.

Il libraio indipendente che, per rimanere sul mercato, decide di aderire alla logica degli sconti, finisce per

soccombere ad essa. Se non accetta di svendere i libri, una parte dei clienti lo abbandona. La libreria, in un

verso o nell’altro subisce un danno irreversibile. A volte sopravvive a stento, sempre più spesso abbassa

definitivamente la serranda. Gli esempi sono numerosissimi in tutta Italia.

Si sta assistendo ad una vera e propria desertificazione culturale, con larghe zone della provincia italiana

totalmente prive di librerie, laddove storicamente avevano svolto un ruolo fondamentale di servizio alle

famiglie e alla comunità.

SAI SPERARE CHE LA LEGGE SIA ANCORA UGUALE PER TUTTI?

Le catene editoriali e la grande distribuzione possono oggi permettersi di contaminare il sempre più aggressivo

mercato del libro con i loro meccanismi di sconto seducenti, causando irresolubili problemi di sopravvivenza

per le piccole e medie librerie. Ciò è dovuto ad un clamoroso vuoto legislativo.

Da anni e da più parti si sollecita la promulgazione di una LEGGE SUL LIBRO che regolamenti una volta per

tutte il mercato editoriale-librario.

La scelta più opportuna è senz’altro quella di ispirarsi alle normative vigenti nella maggioranza dei Paesi UE,

quali ad esempio la Francia, la Germania, la Spagna dove le librerie e TUTTI i luoghi nei quali si vendono libri

non praticano sconto o questo è estremamente limitato.

Una regola semplice, quella del prezzo fisso, alla quale devono attenersi, anche per le vendite attraverso

internet, tutti gli operatori: le librerie di catene editoriali, le librerie indipendenti, la Grande distribuzione e i

supermercati, che giocano i rispettivi destini su parametri di qualità, professionalità e offerta bibliografica.

Studi approfonditi e ben documentati evidenziano con chiarezza che la regolamentazione dell’offerta di sconto

sul prezzo di copertina contribuisce a mantenere stabile il prezzo dei libri.

In Francia grazie alla legge sul prezzo fisso, le librerie indipendenti sono cresciute di oltre il 30%, con

conseguente aumento dei lettori.

SAI IMMAGINARE UN PAESE SENZA LIBRERIE INDIPENDENTI?

COSA SI PUO’ FARE?

Molti, troppi italiani non leggono: oltre il 50% della popolazione con più di 6 anni di età non legge neppure un

libro all’anno.

Le librerie indipendenti garantiscono il pluralismo dell’informazione e l’assortimento della scelta in maniera

capillare sul territorio.

Il loro prezioso servizio contribuisce alla diffusione di cultura e allo scambio di idee fra i cittadini,

promuovendo il libro e la lettura con indubbi benefici per la crescita sociale del nostro Paese.

E in un Paese dove gli indici di lettura risultano fra i più bassi d’Europa, e nulla di serio ed efficace si è fatto

finora per incrementare la pratica della lettura, la scomparsa delle librerie indipendenti non farebbe altro che

contribuire al declino di una parte importante del nostro tessuto socio-culturale.

E’ veramente questo che si vuole?

I librai indipendenti faranno la loro parte per portare all’attenzione dei cittadini e delle Istituzioni le

argomentazioni esposte in questo manifesto, convinti che possa essere la base di partenza per ripensare una

politica globale a supporto del Libro e della Lettura in Italia.

UNA LEGGE PER CHI LEGGE

Una mobilitazione nazionale

per una Legge sul Libro

e la Promozione della Lettura

Chiunque tu sia, il tuo contributo è essenziale alla causa della sopravvivenza delle librerie indipendenti. C’è

bisogno dell’adesione di tutti:

Del frequentatore abituale di librerie. Nessuno meglio di te sa cosa rischia di perdere.

Di coloro che in libreria entrano di rado. Stiamo difendendo anche il tuo “diritto a non leggere”. Se un giorno

dovessi cambiare idea, è giusto che ci siano luoghi che sappiano accoglierti.

Della classe politica. Non è questione di schieramento. Ai parlamentari chiediamo come possa conciliarsi il

loro mandato con un caso così vistoso di latitanza legislativa.

Chi applica sconti selvaggi approfitta comunque di una legge che non c’è.

Del mondo della cultura e della comunicazione. Scrittori, giornalisti, intellettuali, non percepite un vago

accento monopolista quando riflettete sul fatto che questo o quel libro (magari il vostro!) “appartiene” a una

casa editrice che lo ha pubblicato, lo distribuisce attraverso una struttura di sua proprietà e addirittura lo

commercializza nei suoi punti-vendita a condizioni inaccessibili per le librerie indipendenti?

Il mercato in prospettiva non può che restringersi!

Degli editori. Piccoli, medi, grandi: senza una vostra catena di librerie quanto andrete lontano? Quando il

mercato sarà tutto o quasi in mano a due o tre soggetti, che forza contrattuale avrete per dare visibilità ai vostri

titoli e per non subire condizioni commerciali penalizzanti?

Delle Associazioni dei Consumatori. I consumatori devono sapere che le politiche di sconto non

regolamentato inducono gli editori ad aumentare il prezzo dei libri, vanificando l’ipotetico risparmio dei lettori,

in un futuro di sempre minore concorrenza.

Soltanto la pluralità di soggetti garantisce trasparenza, equilibrio e un vero mercato per tutti.

Ali Confcommercio

Associazione librai italiani

Roma, ottobre 2009

PER COMUNICARE CON I LIBRAI

E ADERIRE AL MANIFESTO:

Ali-Associazione librai italiani

via Nizza 22

00198 – Roma

tel. 06 85301970

fax 06 85301975

email: aliass@tin.it

web: www.libraitaliani.it

 
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La ballata dell’amore salato

Posted by emma on Nov 2, 2009 in Emma

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