Recensione dal Canada

Posted by emma on Ott 18, 2009 in l'amour est a la lettre a |

L’amour est à la lettre A

 1001067_gfDu bonbon…À la moindre seconde de répit qui s’offrait à moi, je ne pouvais faire autrement que d’ouvrir cette petite douceur…  Cette communication maintenant hors du commun de ces deux personnages (Frederico et Emma) est tout à fait savoureuse.  Je ne m’en lassais pas.  Sous ses airs plutôt banales, la délicatesse et la tendre subtilité qu’ils nous offrent est un véritable délice tant pour les yeux que pour le coeur.  Chacun, trouvant sa façon de tisser un lien entre sa propre passion et celle de l’autre (lui étant architecte et elle, libraire).  C’est avec un sourire charmé que j’ai fait cette lecture.  Lecture, que nous devons prendre le temps de déguster…À tout moment, je me disais que j’allais finir par être déçue.  Que tôt ou tard, j’allais me lasser de cet échange.  Alors je poursuivi ma lecture à petites doses, de peur que toute cette magie s’arrête.Même si on ferme définitivement ce livre… ce que je viens de faire à l’instant.  Cette magie, cet amour, ne peuvent s’arrêter .    Parce que l’Amour.  Le vrai.  Celui que l’on accepte comme il est.  Celui qui nous fait accepter les choses telles qu’elles sont.  Cet amour ne meurt pas, il chemine, il évolue, il s’enrichi.Ce livre me touche… au plus profond de mon être.  Il me touche trop, parce que c’est trop près de moi dans la réalité qui est la mienne…  Mais merci infiniment à cette auteure…  pour nous offrir cette lecture d’Amour et aussi pour nous proposer autant d’autres romans d’amour oubliés…

72 Comments

capofan
Ott 18, 2009 at 18:16

Bella recensione, vive le Quebec Libre!


 
capofan
Ott 18, 2009 at 18:16

rexVenerdì, 02 Gennaio 2009

Bellow e Silone

Leggendo Bellow mi sono reso conto dell’importanza di Silone. Praticamente unico italiano preso in considerazione, Bellow cita più volte solo lui fra “le stelle del firmamento europeo di quegli anni” (la seconda metà della mia vita, da “i conti tornano”)

-Cominciammo con l’essere subito appassionatamente d’accordo che Fontamara era un libro meraviglioso e quello fu il nostro punto di partenza (William Arrowsmith, da “i conti tornano”)

Divertente il racconto dell’incontro con gli intellettuali romani, Bellow va a parlargli dell’importanza della… Bovary. Ingenuo americano! Prevedibile la reazione “romana”…

-Chiaromonte affondò il mento nel colletto e sprofondò nella sua poltrona in silenziosa disapprovazione. Alberto Moravia ignorò quanto dicevo. Bill (…) “sono solo due bastardi” disse, “quei due intellettuali pidocchosi sono talmente sicuri di aver già sentito tutto che diventano sordi non appena si dice qualcosa di nuovo. (William Arrowsmith, i conti tornano)

Spero di avervi convinto dell’interesse di questo libro. Sennò pazienza, sarà per un’altra volta.

rex ex-ex

Di Stefano Venerdì, 02 Gennaio 2009
Convinti, caro rex


 
capofan
Ott 18, 2009 at 18:27

rexDomenica, 25 Gennaio 2009

Martin Walser sceglie Silone

Sono sempre più stupefatto dalla reputazione di Silone all’estero, ne avevo una qualche idea ma non fino a questo punto. Come Bellow, anche Walser sceglie Silone (Corriere di sabato), unico italiano accanto a… Balzac, Stendhal e Dostoevskij!


 
Barbara
Ott 18, 2009 at 19:42

Se non ci fosse l’Abruzzo…. ;) Almeno qualcuno che sa cosa accadde e accade dove vive!!
Buon esempio, da seguire.


 
 
capofan
Ott 18, 2009 at 22:25

buonanottee

http://www.youtube.com/watch?v=XbTWR3If2Gc


 
capofan
Ott 19, 2009 at 08:37

la più bella canzone degli uddue LO vedi ecco Marinooo

http://www.youtube.com/watch?v=64FzHQJcTc4


 
capofan
Ott 19, 2009 at 08:39

larallalerolallerollà :-)

http://www.youtube.com/watch?v=m2IcpE4skQM


 
capofan
Ott 19, 2009 at 08:58

buona giornata e buon lavoro!

http://www.youtube.com/watch?v=OrYmI96o8m4&feature=related


 
capofan
Ott 19, 2009 at 11:37

Il geniale Fellini. Non so, spesso non capisco, a volte sì. Come in questo caso, questa è veramente “geniale”

http://www.youtube.com/watch?v=CYzRL9YIswQ&feature=related


 
capofan
Ott 19, 2009 at 12:01

L’argomento di qualche giorno fa

http://forum.corriere.it/leggere_e_scrivere/


 
Chiara
Ott 19, 2009 at 13:26

un saluto a tutti!!
Felice di rileggervi..latitante ma ci sono!
C.


 
capofan
Ott 19, 2009 at 13:42

rexLunedì, 19 Ottobre 2009
51 anni, padre e lavoratore precario
questa è la lettera di un operaio al Messaggero: non sembra Volponi?

Salve mi chiamo Paolo, ho cinquantuno anni sono un uomo, un padre e un lavoratore precario. Vorrei raccontarvi come lavoro adesso e chiedervi se vi sembra giusto. Ho lavorato per tanti anni in fabbrica come operaio finche l’azienda dove stavo non ha spostato la produzione nel Vietnam ed allora: “ciao tutti a casa”.

Fortuna che ho trovato riparo in una delle tante cooperative della provincia di Roma. La paga è meglio di tante altre cooperative anche se i diritti(pochi) che abbiamo sono gli stessi. Serviamo vari stabilimenti, tra cui una nota azienda americana (con il sito a Santa Palomba di Pomezia) dai saldi principi di libertà e di democrazia,o almeno così è scritto nel loro CREDO (una serie di comandamenti che indicano la strada giusta per il successo dei dipendenti e quindi dell’azienda).

Noi della cooperativa lavoriamo come “addetti al confezionamento” sulle linee di produzione. In pratica il personale effettivo si occupa di gestire le linee di produzione e noi di confezionare il prodotto finito. Si tratta di un lavoro di abilità manuale dove è richiesta grande fatica e sveltezza. Abbiamo dieci minuti di pausa ogni due ore circa (in totale tre) e mezz’ora per la mensa.

Il motivo per il quale vi scrivo è su come vengono gestite queste pause. Anche se non ci crederete noi della coop dobbiamo compilare un foglio dove c’è scritto il nostro nome e cognome e a fianco compare l’orario di partenza dalla linea per andare in pausa e l’orario di ritorno. Il foglio viene riempito da un collega che ci dà il cambio e a fine turno viene consegnato al coordinatore di produzione. Ovvio che il periodo che intercorre tra andata e ritorno deve essere minore-uguale a dieci minuti (anche se tra andata e ritorno passa la metà del tempo).

Noi siamo lavoratori precari e siamo costretti a subire questa umiliazione anche l’estate quando le temperature all’interno dello stabilimento superano di molto i 30°. Gli operatori di linea non stanno tanto meglio… nel senso che non hanno un foglio dove c’è scritto quando e quanto godono della loro pausa ma un pc di linea dove registrano il tempo di andata e quello di ritorno. In pratica non hanno un controllo cartaceo ma elettronico.

Noi siamo cooperativa: oggi lavoriamo qui, domani altrove (se lavoriamo, altrimenti restiamo a casa) non possiamo scioperare, etc.

mala tempora currunt…

rex ex-ex

Di Stefano Lunedì, 19 Ottobre 2009
interessante: un Saluggia aggiornato i nostri anni


 
capofan
Ott 19, 2009 at 13:43

rexLunedì, 19 Ottobre 2009
51 anni, lavoratore precario -2
Non abbiamo il sindacato che ci protegge (anche perché se il sindacato esistesse veramente forse le cooperative non ci sarebbero) ma chi lavora qui a tempo indeterminato può fare quello che noi per paura (di perdere il lavoro) non facciamo, ed invece qui tutto sembra normale.

Perché arrivare a questo? Forse qualcuno se ne approfitta e si fa pause troppo lunghe, ma perché per l’errore di pochi bisogna umiliare tutti? Perché la Rsu tace? Perché i lavoratori tacciono? Chi ci guadagna veramente a stressare le persone? A che serve scrivere un CREDO con tanti bei valori e poi non metterli in pratica?

La cosa che mi fa inorridire di più è il fatto che tutto questo controllo è solo per chi lavora in produzione o magazzino, per tutti gli altri (impiegati e manutenzione) no. Ognuno fa il suo lavoro con tanti pro e contro, ma nessuno può dire che i carichi di chi sta in reparto sono gli stessi di chi sta davanti ad un pc. La pausa dovrebbe essere uguale per tutti e non troverei scandaloso se chi suda di più allungasse di cinque minuti. Qui si fa la pausa guardando fissi l’orologio, con la paura di essere ripresi. Qui la pausa non è più il meritato riposo tra una fatica e l’altra ma un torto che si fa all’azienda: “il lavoratore cattivo che spreca il tempo, per cui viene pagato per lavorare, a sedere”.

L’azienda che ci ospita dovrebbe trattarci meglio di chiunque altro: pensate al vantaggio di avere lavoratori super flessibili come noi che non diciamo mai di no a fare ore in più di straordinario, che quando c’è molto lavoro riempiamo lo stabilimento e che quando invece cala restiamo tutti a casa, zitti, senza fiatare. In pratica ci usano solo quando serviamo, e per premio ci controllano le pause.

Ultimamente ho girato in parecchi stabilimenti ma una cosa del genere non mi era mai capitata. Pensate all’umiliazione che un uomo di cinquantuno anni deve subire quando un tuo collega (magari una ragazza di venti anni) ti dà il cambio per la pausa chiedendo e annotando il tuo nome su un foglio di carta assieme all’orario che sei partito.

Ricordo con nostalgia il sessantotto e gli anni settanta quando mio padre combatteva per dare dei diritti ai lavoratori, ai suoi figli e nipoti, quando stava a casa per mesi di sciopero, rinunciando così a mesi di stipendi. Oggi ci stanno togliendo tutti quei diritti per cui la gente come mio padre ha lottato tanto.

(Paolo, lettera al Messaggero)

copincolla by rex ex-ex


 
Barbara
Ott 19, 2009 at 16:37

Il mondo del lavoro in Italia, oggi, ha un sistema tutto per conto suo. Nel senso che chi dovrebbe essere tutelato non riceve tutela e chi dovrebbe essere controllato non ha controllori. Nell’azienda in cui lavoravo io, piccola industria del settore del mobile, eravamo quattro gatti (otto per la precisione) e la cassa integrazione veniva fatta con criteri molto discutibili. Sostanzialmente spettava sempre a chi a casa aveva famiglia (elemento considerato riduttivo della capacità produttiva, in quanto chi ha figli è più a rischio assenza secondo loro) e ovviamente chi era single o semplicemente fidanzato lavorava tutti i giorni senza alcun decurtamento dallo stipendio. Poi, con una scusante alquanto discutibile, tutti a casa. A scaglioni, ovvio. Prima i padri di famiglia, poi le madri e infine i single. La scusante poco logica e del tutto infondata era stato il calo di lavoro. Certo, il calo. Ma se un tuo cliente ti propone un contratto annuale per 30.000.000pz/anno e in cambio ti chiede di togliere 2 cent. dal prezzo tu che fai? Rifiuti, mi pare ovvio! E così rifiuti pure 300.000€ di fatturato. Aggiungiamo al cliente in questione altri quattro o cinque con simili pretese e si evincerà il motivo della chiusura.
Il problema è che spesso chi si fregia del titolo di imprenditore in realtà non ha la minima idea di come si conduca un’azienda.
Chi vede il proprio dipendente come un costo, mi dispiace ma non capisce un cavolo di imprenditoria!
Il dipendente è colui che ti consente di arricchirti. Senza i lavoratori i paperoni di tutto il mondo cosa farebbero?
Il punto è che la qualità non va più di pari passo con le esigenze di mercato. Il famoso made in Italy ora vale solo per il lusso, tutto il resto è quasi ed esclusivamente made in China.
Quando Paolo, il lavoratore citato da capofan, dice che “se il sindacato esistesse veramente forse le cooperative non ci sarebbero” ha ragione. Almeno in parte. Il governo (o meglio i governi degli ultimi quindici anni) dov’erano?
Il lavoro interinale non è e non sarà mai una conquista per il lavoratore. Passare di mese in mese (sei al massimo) da un’azienda all’altra non fa crescere professionalmente (se non a livello pratico), anzi abbassa le capacità di relazione. Non è facile inserirsi in ambienti nuovi, con mentalità spesso discordanti.
E lo Stato che fa? Parla, legifera, tace, pensa, metabolizza, studia, inventa, decreta…. Ma agire? Mah…
Insomma, ora la cassa integrazione è stata innalzata, ci sono molti meno limti rispetto a qualche mese. E chi nel frattempo è stato licenziato? Come glielo spiega lo Stato che lui è un lavoratore di serie B?
Lo stesso Stato che fa e disfa, tanto a pagare ci sarà qualcuno prima o poi.
Nel 1994 quando io ho scelto di fare l’Istituto Magistrale la legge prevedeva che al termine del quinquennio (sperimentale il mio, ad indirizzo psico-socio-pedagogico) si avesse l’abilitazione all’insegnamento. Bene, passano i cinque ma dell’abilitazione neanche a parlarne. Serve la laurea ora per mettere piede in una scuola. Perchè? Era cambiato il ministro durante i cinque anni!! Naturale….
Che poi, onestamente, può uno che ha fatto il liceo scientifico e si è laureato in matematica fare il maestro unico in una scuola elementare? Non sa un accidenti di pedagogia, di pof, piani didattici, psicologia infantile…. Eppure anche questo accade in Italia.

Io, intanto, mi indigno.


 
capofan
Ott 19, 2009 at 18:47

L’Italia ha il peggior sindacato d’occidente, e la prova è che i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa. Ha anche la peggiore impresa (prima era la svalutazione a renderla competitiva), che supera quelle degli altri paesi solo per evasione fiscale e corruzione, oltre che per la capacità di succhiare denaro allo stato (si fanno sovvenzionare dallo stato e in più evadono il fisco: quasi il 30% dell’evasione viene dalla grande impresa. E gli utili poi prendono la via dei paradisi fiscali. E periodicamente Confindustria torna a bussare allo stato per chiedere di aumentare l’età pensionabile)
Qui parliamo del Nord-Centro, dall’economia semilegale (ovvero formalmente legale, ma raramente per non dire mai nella sostanza). Il capitolo Sud non apriamolo neppure.

ovviamente siccome imprese e banche in Italia possiedono i giornali, inutile aspettarsi di essere informati

Per quanto riguarda la precarizzazione del lavoro, Berlusconi ha dato la prima spallata: ma il grosso del lavoro l’hanno fatto i governi tecnici appoggiati dal centrosinistra, che da allora ottenne il sostegno di Confindustria, che fece (e fece fare dai suoi giornali, Corriere tra gli altri) campagna per il centrosinistra.

Il sindacato fu complice della precarizzazione, naturalmente, in testa la Cgil (mai uno sciopero per tutta la durata dei governi del centrosinistra): per incapacità, pochezza culturale e carrierismo. Il sindacato è la più verticista delle organizzazioni, contano solo le segreterie nazionali. Pure bisogna starci dentro e criticare dall’interno, sennò se ne subiscono solo le decisioni senza partecipare: due anni fa a Bologna, durante un congresso nazionale di categoria fu un vero piacere alzarsi e smascherarli: tentavano di far passare l’abolizione della professionalità -sia in verticale che in orizzontale- per una straordinaria conquista. Dopo tre ore di spiegazioni e applausi mi alzai e come diciamo con gli “amici miei” tatà tatan tatà tatan gliele cantai a chiare lettere: erano seriamente imbarazzati, avevano fatto dei bellissimi discorsi per non far capire il trucco, e il fatto che noi l’avessimo capito alla perfezione gli scocciò un bel po’

va bene, lasciamo perdere, oppure non la finiamo più


 
capofan
Ott 19, 2009 at 19:06

uno dei più grandi “sindacalisti” d’italia fu d’annunzio


 
pablo paolo peretti Copenaghen
Ott 19, 2009 at 19:32

Eccomi a casa…Copenaghen sembra essersi abbellita ancor di più. Dopo 19 giorni italiani, la mia matrigna m’è sembrata ancor più attraente. L’abbraccio del mio amore, la mia casa, le mie cose…che assieme a quelle che ho ritrovato nel veneto e nella soffitta di Paolo nell’Emilia, mi seguono dappertutto. Sono soddisfatto di appartenere al mondo. Non mi sento italiano o danese, ma europeo e ne vado fiero. L’Italia m’ha viziato con la sua cucina tentatrice e gente speciale. Milano m’ha fatto ritrovare cari amici , la Paola Calvetti sempre bella e sempre più vicina a me, Paolo di Stefano, Emanuela e tanti altri amici (un bacio enorme alla mia scrittrice del cuore)…poi Catioscia sia nel veneto che in lombardia…il mio alter ego al femminile … intelligente, elegante e speciale…poi la Barbara ancor più bella dal vivo , con il suo modo frizzante di porsi agli altri…e poi i miei amici del cuore, cene, abbracci e baci e e- mail. Non mi è mancato niente. Se volevo la conferma d’essere benvoluto, l’ho avuta alla grande. Ritornerò ai miei due e mezzo chili fa. Ma come si fa a dire di no ai tortelloni di zucca, al baccalà con la polenta, ai funghi porcini, al culatello di Parma, al radicchio trevigiano, alle pappardelle al sugo d’anatra etc… Sono le 20,30, ieri sera di nascosto dal mondo ho avuto una crisi di malinconia ed ho pianto. Poi con fare da duro ho detto ciao ed arrivederci a quello che ritroverò ad aspettarmi la prossima volta. Brutta bestia i ricordi…Intanto ben ritrovati a tutti. Vostro PPP.


 
Barbara
Ott 19, 2009 at 20:04

Bentornato in terra danese caro Pablo. Che dire dell’incontro con te? Straordinario. Sono stata felicissima di essere tua ospite nella bella casa dei tuoi amati genitori. Del nostro incontro conservo uno splendido ricordo, e a parlarne mi sembra quasi di rubargli un po’ di magia, quindi non aggiungo altro. Sei proprio un tesoro, mio caro poeta danese dalla dolcissima inflessione veneta!! Come diresti tu: basi.


 
Barbara
Ott 19, 2009 at 20:10

http://www.youtube.com/watch?v=hH9PhdK3mdQ


 
capofan
Ott 19, 2009 at 21:05

Il lavoratore precario che detiene una partita IVA o è comunque riconosciuto come libero professionista nelle varie tipologie contrattuali solo raramente è adeguatamente remunerato. Spesso il lavoratore precario che ha una partita IVA, si è visto costretto ad aprirla per permettere all’impresa che lo fa lavorare di non dover avere con lui alcun tipo di rapporto dal punto di vista previdenziale. La gran parte delle partite IVA aperte da precari, in questo modo, risultano solo da una precisa volontà di evasione contributiva da parte della controparte padronale. Il fatto di detenere una partita IVA, da un punto di vista economico, infatti, non costituisce alcuna garanzia di solvibilità, come si incaricano di dimostrare le banche quando un precario si rivolge loro. Che la sua professione non offra solide garanzie per il suo futuro appare talmente evidente ad una banca che quando questi vi si rivolge per chiedere un prestito od un mutuo, questi vengono negati perché il richiedente non può fornire solide garanzie di sicurezza economica.
(wikipedia)


 
capofan
Ott 19, 2009 at 21:06

La gran parte delle partite IVA aperte da precari, in questo modo, risultano solo da una precisa volontà di evasione contributiva da parte della controparte padronale.


 
capofan
Ott 19, 2009 at 22:07

Bindi vs Berlusconi

http://www.youtube.com/watch?v=oXGnZ0RK0k8


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 07:47

“La gran parte delle partite IVA aperte da precari, in questo modo, risultano solo da una precisa volontà di evasione contributiva da parte della controparte padronale.”
A questo aggiungiamo che spesso l’importo corrisposto al lavoratore non raggiunge un netto pari a quello che gli spetterebbe se assunto direttamente dall’azienda, ma ben inferiore. Infatti solitamente quasi il 50% dell’importo fatturato evapora in tasse!!
Questa è la mobilità… del nostro denaro. Che entra ed esce con un’agilità formidabile. Tanto che spesso abbiamo la sensazione che i soldi non siano mai transitati dalle nostre tasche!!


 
capofan
Ott 20, 2009 at 11:40

Fellini, E la nave va
andai a vederlo addirittura in prima nazionale, a Roma. Dopo mezz’ora la gente cominciò ad andar via, io me ne andai alla fine del primo tempo

http://www.youtube.com/watch?v=ap3BTnvp90k


 
capofan
Ott 20, 2009 at 11:44

(o forse prima, non ricordo, parliamo di oltre 25anni fa)

Amarcord invece l’ho persino comprato per “studiarlo” a fondo
BOCCIATO, senz’altro bocciato

Federico Fellini - Amarcord


 
capofan
Ott 20, 2009 at 11:44

Federico Fellini - Amarcord

http://www.youtube.com/watch?v=E7fpMqe4uls


 
capofan
Ott 20, 2009 at 11:51

in questo ristorante invece ho mangiato, bene.
Romolo (nel giardino di Raffaello etc), a porta settimiana

http://www.youtube.com/watch?v=gy_Io2xpVdM


 
Catia
Ott 20, 2009 at 13:35

PABLOOOOOOO TI ADORO. IL TUO COMPLEANNO E LA CENA A MILANO IL CON MEGLIO DEL FORUM LEGGERE E SCRIVERE IVI COMPRESI DI STEFANO E LA CALVETTI è STATA IL MASSIMO DELLO CHIC E PER QUALCUNO SARA’ UNO CHOC, BE’ CHE ROSICHI ALLA GRANDE!
BACIONI A BARBARA, CAPOFAN, CHIARA.
FACCIO PARTE DEL POPOLO DELLA PARTITA IVA A CUI QUALCUNO L’ALTRO GIORNO DA PARACULO HA CHIESTO SCUSA, IN MANIERA DEL TUTTO DISINTERESSATA.
CARO MIO NON MI AVRAI MAI!
V


 
capofan
Ott 20, 2009 at 13:43

MITIKAAAAAAAAAA

http://www.youtube.com/watch?v=-Mp115afFIA&feature=channel


 
Catia
Ott 20, 2009 at 13:48

confermo e sottoscrivo Barbara è una bambola!


 
Catia
Ott 20, 2009 at 13:50

vulevùcusceavecmoisecsua ma che è barese Capofaaaaaannnnnnn!


 
capofan
Ott 20, 2009 at 13:58

Catioscaaaa, sìììì, è bareseee, vuol dire che “aveme da sciuccà le mosche mo’!” :-)


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:09

Catia, grazie. Ricambio, ovviamente. Tra bambole ci capiamo ;)
Così pure tu donna con partita IVA…. pure io!! Ah, quanta pazienza che dobbiamo avere.


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:12

Catia… con Di Stefano!! Io gli ho parlato al tel. una volta, al Corsera, era così professionale e carino… Ah, questi uomini di cultura.


 
Catia
Ott 20, 2009 at 14:20

Signori si nasce cara Barbara… è davvero un gran signore concordo!


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:24

Pure signore si nasce, cara Catia. E noi, modestamente, ci nascemmo ;)


 
Catia
Ott 20, 2009 at 14:28

Cara mandami il tuo video con la sig.ra Dacia Maraini, please. Ho le amiche vip e me la posso tirare quanto voglio eh eh, io aspetto tesoro. Sei grande Barbara e parteciperò se posso alla rassegna che hai organizzato.


 
Catia
Ott 20, 2009 at 14:31

anzi se potrò, pardon sai com’è Barbara qui bisogna stare attenti a come si scrive…una grande scrittrice come me non può permettersi di sbagliare, eh eh…


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:33

Traditrice ;) E la privacy? Per il video stasera te lo mando… Poi vedi che Cristina mi dice che mi sono “infighettata” troppo e che ho cercato di mostrare il meglio esteriore invece di quello interiore.
Così prima ti faccio leggere il comunicato stampa della serata Maraini e poi vedi le immagini.
Venerdì 23 siamo a Villa Italia con Cinzia Tani, tema della serata: Donne Assassine.

http://www.asterisconet.it/news.php?n=7964


 
Catia
Ott 20, 2009 at 14:36

Ho letto il comunicato stampa che hai fatto Barbara: obiettivo centrato!
Hai perfettamente spiegato con grande proprietà di linguaggio l’evento Maraini. Hai grandi doti da public relation. SMACK, bella e intelligente come me d’altronde eh eh…


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:37

Per amore della precisione, la manifestazione è organizzata da un noto studio di marketing di Padova. Io sono la responsabile dell’ ufficio stampa. Sai com’é, meglio mettere i puntini sulle i.


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 14:38

Grazie Catia.


 
capofan
Ott 20, 2009 at 15:58

Confindustria torna alla carica

Viva Tremonti, l’unico politico di sinistra, ormai.

ROMA - Con poche parole gli industriali dicono no alle idee di Tremonti sul valore ancora attuale del posto fisso nel mondo del lavoro. «Riteniamo che la cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi» ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Ovviamente nessuno è a favore della precarietà e insicurezza in un momento come questo, in particolare. Però noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro che peraltro non si fa per legge» ha aggiunto.

FLESSIBILITA’ REGOLATA - Per le imprese, dunque, il problema è duplice: «da una parte serve fare riforme per rendere le imprese più competitive, dall’altra serve una flessibilità regolata e tutelata come quella fatta con Treu e Biagi che ha creato 3 milioni di posti di lavoro», ha aggiunto la Marcegaglia. «Noi siamo quindi dell’idea che bisogna investire in ammortizzatori, formazione e in un migliore incontro tra domanda e offerta come indicato nel libro bianco del ministro Sacconi», ha detto la presidente di Confindustria, ancora sottolineando comunque che il grosso del precariato non arriva dall’industria «dove il lavoro è più stabile», ma è da cercare nell’università, nella pubblica amministrazione e nella scuola. «È a questo che dobbiamo dare una risposta», aggiunge. «La forza di questo Paese - ha concluso - non è la cultura del posto fisso ma proprio come dice Tremonti sta nei 5 milioni di imprenditori piccoli e medi che rischiano, vanno sui mercati e cercano di fare tutto il possibile anche in un momento come questo».


 
capofan
Ott 20, 2009 at 16:00

remonti: «La mobilità non è un valore,
il posto fisso è la base per progetti di vita»
«L’incertezza e la mutabilità lavorativa per alcuni sono un valore in sé, ma non per me»

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No di Brunetta: «Così si va indietro»

Giulio Tremonti
Giulio Tremonti
MILANO - Il posto fisso è la base sulla quale costruire un progetto di vita e la famiglia, in quanto la mobilità lavortiva non è un valore di per sé. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, chiudendo i lavori di un convegno organizzato dalla Bpm. «Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia», ha affermato Tremonti.

L’ELOGIO DEL POSTO FISSO - «La variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no - ha aggiunto il ministro -. C’è stata una mutazione quantitativa e anche qualitativa del posto di lavoro, da quello fisso a quello mobile. Per me l’obiettivo fondamentale è la stabilità del lavoro, che è base di stabilità sociale».

LA «COMPARTECIPAZIONE» - «Questo Paese ha meno bisogno della cogestione e più bisogno della compartecipazione da parte dei lavoratori nelle imprese», ha proseguito Tremonti. «La cogestione, come nascita di figure imprenditoriali miste, mi sembra meno positiva, mentre credo sia più positiva l’informazione sulla gestione dell’impresa. Il meccanismo compartecipativo può anche avere forme diverse. Per esempio, un favore fiscale sulla detassazione degli straordinari».

LE REAZIONI - Al convegno erano presenti anche i segretari confederali dei tre princiali sindacati italiani. «Sulla mobilità chiedete un commento all Confindustria», ha detto Guglielmo Epifani. Il numero uno della Cgil ha però sottolineato che la compartecipazione dei lavoratori sarebbe una soluzione auspicabile per un maggior coinvolgimento dei dipendenti nelle imprese, mentre una loro presenza nell’azionariato «non è la strada principale». Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, ha invece sottolineato che «Tremonti parla come se fosse un nostro iscritto. Non so se gli farà piacere, ma è così». Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, giudica invece «condivisibili» le parole del ministro . «L’esigenza di avere posti di lavoro stabili - ha detto - è un obiettivo che inseguiamo anche noi. Oggi il problema è quello di superare l’idea distorta di flessibilità. Chi è precario o flessibile deve essere pagato di più e avere più tutele e garanzie degli altri. Questo è un punto su cui la Cisl insiste da tempo».


 
capofan
Ott 20, 2009 at 16:01

Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, ha invece sottolineato che «Tremonti parla come se fosse un nostro iscritto. Non so se gli farà piacere, ma è così».

Bavo Tremonti!


 
capofan
Ott 20, 2009 at 16:02

Lo tesseriamo sul serio, gli mando Sandrino, ci penso io


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 16:06

La Marcegaglia mi lascia un po’ perplessa. Forse non c’è precariato nell’industria perchè molte industrie hanno già chiuso….
Tremonti, come sempre il più realista della situazione. Un uomo che fa politca e non parla di politica.


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 16:12

Io sono sempre stata un po’ scettica riguardo al tesseramento sindacale. Ma devo ammettere che da quando sono stata licenziata provo molta più simpatia per i sindacalisti. Tutti quelli che ho incontrato hanno dimostrato di capire ciò di cui parlavano e di cercare di fare il bene del lavoratore. Il problema è a monte, secondo me. Se il tesseramento non è “indspensabile”, cioè non esiste una seria RSU, allora il datore di lavoro ti guarda strano se ti iscrivi al sindacato. Quasi che lo facessi per fregarlo e non per tutelarti. Io in dieci anni di onesto lavoro non sono riuscita a farmi spiegare mai come calcolassero il monte ore ferie e rol (dal commercialista aziendale, ovvio). Ogni volta una versione diversa…
E poi manca la vera lotta sindacale, per quello il sindacato è debole.


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 16:15

Catia… tornando a noi e alla nostra modestia che oggi mi pare abbondare ;)
Che dici, secondo te potremmo farlo anche noi un video così? Con le nostre belle faccine?

http://www.youtube.com/watch?v=r8m-3CTgg0o


 
Catia
Ott 20, 2009 at 16:25

Why not Barbara…
Secondo me Capofan il lavoro deve essere una libera scelta, ossia, riuscire a realizzarsi nel modo migliore. Studiare e avere la certezza di poter concorrere per un posto di lavoro in maniera pulita e trasparente, senza essere scavalcati da graduatorie truccate e dal nepotismo imperante.
Se non si comincia da qui, tutto il resto sono belle parole e propaganda.
la parola d’ordine deve essere in questo paese: MERITOCRAZIA!!!


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 16:31

Brava Catia… Meritocrazia prima di tutto. Purtroppo da noi meritocrazia va troppo spesso di pari passo con utopia…

Allora è fatta. Facciamo pure noi il video ;) Aspetto le foto…


 
capofan
Ott 20, 2009 at 16:52

una rsu valida sa gestirsi tra segreterie e azienda, senza farsi condizionare da nessuno. tenuto conto che se la rsu firma (anche contro il parere delle segreterie) l’accordo aziendale vale, il contrario no.
quando è il caso la rsu sa bacchettare anche le segreterie, ecco un tipico esempio (sapeste che polverone alza un articoletto del genere :-)
(le cadute di stile sono da attribuirsi ai “colleghi”, che se non gli fai spostare qualche virgola, aggiungere qulche punto esclamativo, e qualche tra parentesi inutile non sono contenti :-)

http://www.sambenedettoggi.it/2009/03/30/70624/itac-cgil-e-uil-criticano-antonucci-della-cisl/

CATIA, sulla meritocrazia sono d’accordo!


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 17:14

Questo è lo spirito che devono avere le rsu serie…

http://www.sambenedettoggi.it/2009/09/24/79585/itac-la-rsu-«danno-lok-al-nostro-licenziamento-sara-battaglia»/

Battersi per i propri diritti.


 
capofan
Ott 20, 2009 at 17:31

Quella è una rsu mitika nella zona, che gestisce direttamente anche la segreteria di categoria ed è interamente composta da membri del direttivo provinciale di categoria

so’ “casi amari” per chi ci sbatte il muso eh eh
e all’occorrenza potrebbe mobilitare anche i “diffidati”, il tipetto uno e novanta che dirige il coro è un dei loro tesserati: e questi se si piazzano sotto le finestre della direzione generale si fanno sentire eccome! :-)

http://www.youtube.com/watch?v=KA-dl0YZHiE


 
capofan
Ott 20, 2009 at 17:42

GRANDE BERLUSCONI! BRUNETTA, PIJALA ‘NSACCOCCIA (per usare un eufemismo)

Berlusconi: «Io sto con Tremonti,
posto fisso e partite Iva sono un valore»

Il premier: «Lo dimostrano i provvedimenti del governo». No della Marcegaglia: «Ritorno al passato»
NOTIZIE CORRELATE
Tremonti: «La mobilità non è un valore, il posto fisso è la base per progetti di vita»
No di Brunetta: «Così si va indietro»

Emma Marcegaglia (Ap)
ROMA - «La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul posto fisso è l’ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell’occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un ‘valore’ le cosiddette partite Iva». Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Il governo - aggiunge il premier - è a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sé e per i loro collaboratori, nell’interesse dell’Italia». «Il governo lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà. A questi principi dell’economia sociale di mercato - dice il presidente del Consiglio - si ispira anche la tutela della famiglia come prezioso elemento di stabilità sociale ed economica, in piena sintonia con la Carta dei Valori del Popolo della Libertà, Carta che è esattamente la stessa della grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa che è il Partito del Popolo Europeo».


 
capofan
Ott 20, 2009 at 17:43

Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell’occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un ‘valore’ le cosiddette partite Iva

CATIA, tocca rivota’ Berlusconi :-)


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 17:46

Ops, per un momento mi era parso che qualcuno avesse letto quello che scrivo…. ;)


 
Catia
Ott 20, 2009 at 18:27

lo voto e lo rivoto come l’ho sempre votato!


 
capofan
Ott 20, 2009 at 18:54

Io questa sono capace di ballarla stando sul cubo! Tu?

http://www.youtube.com/watch?v=pWYeQhJZ-BA&feature=related


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 18:58

cvd

Catia, fatti bella che facciamo un video da paura ;)


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 19:17

Vedi a non guardare la cassetta della posta…
Mio marito è appena tornato con in mano la posta, un paio di bollette (immancabili) e una busta per me… da una casa editrice… la risposta è:
Le scriviamo dopo aver letto con interesse la Sua Opera… che ci ha bene impressionato. Di qui la convinzione che il Suo lavoro sia pronto ad entrare nel nostro progetto di pubblicazione e lancio nuovi autori.

Stavolta mi sento di ringraziare me stessa. E basta. Nessun ispiratore, nè aiuto morale nè altro.


 
capofan
Ott 20, 2009 at 19:55

sic transit gloria mundi: morto un papa se ne fa sempre un altro

http://www.youtube.com/watch?v=XEk4D5cnNls


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 20:08

Appunto. Morto un papa se ne fa sempre un altro. Quello che conta è la qualità del papa morto… se vale la pena di ricordarlo oppure no.
Io, solitamente, ricordo… non sono avvezza all’oblio. Forse invecchiando diventerò smemorata. Intanto mi godo la memoria buona e il buono che contiene.


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 20:14

Questo è quello attuale…

http://www.youtube.com/watch?v=q33EPnDe1xk&feature=PlayList&p=9AB0740E0E24F02D&index=0&playnext=1

…. mio marito ha gli stessi occhi e le stesse braccia ;)


 
capofan
Ott 20, 2009 at 20:17

sempre in testa la ranocchia gialla (boh)

http://www.youtube.com/watch?v=XCxZ2ClmTVg


 
Barbara
Ott 20, 2009 at 20:30

Un po’ di nord… la scena iniziale mostra sullo sfondo i Colli Euganei…

http://www.youtube.com/watch?v=iv7GDl8Cp9A

Capofan, facciamo pace?


 
capofan
Ott 20, 2009 at 20:55

Barilla…

http://www.youtube.com/watch?v=Ym3sdmHnsJ4


 
capofan
Ott 20, 2009 at 21:15

notte cari amici, ci risentiamo a primavera, col tempo bello.

http://www.youtube.com/watch?v=hNjsbmQ4Em0


 
Cristina
Ott 22, 2009 at 16:43

Telegraficamente:
- d’accordo con Barbara per quanto concerne l’argomento lavoro;
- leggendo qua e là fa “piacere” vedere la genuinità dei sentimenti, la sensibilità e il tatto: chi non è stata invitata, in questo momento, si sente ancor più parte del gruppo.
- Ma ovviamente, dimenticavo … io sono eterea …
Vento, appunto.

E comunque questo sta ad indicare quanta ipocrisia trasudi da questo posto qui, dove A PAROLE, tutti siamo belli, buoni e bravi, ci si appella con tesoro, amore, fata, anima spiritual-gemella, ecc., poi con i FATTI la realtà diventa immediatamente evidente e contraddice il castello di carte che le parole hanno costruito.

Passo e chiudo.
Definitivamente.
Capitolo nuovo.

Notare che perfino Rita e Chiara hanno incominciato a latitare…..
Passano, salutano e voltano pagina.
Sintomo, FORSE, di coinvolgimento e appartenenza ZERO.


 
capofan
Ott 22, 2009 at 21:49

Cara Cristina, sto per lasciare anch’io definitivamente il blog (e il forum L&S, lo dico da quasi un anno però ormai ci siamo davvero). Ma per motivi di semplice stufa relativa al mezzo, che per tre anni mi ha dilettato alquanto.
Fino a tre anni e mezzo fa il computer ce l’avevo sì, ma lo usava solo mia moglie (io non volevo saperne non perché abbia qualcosa contro la tecnologia ma per pura pigrizia). Visitando il sito Bompiani poi ho scoperto la Paolina e il suo vecchio blog, e cominciato a scriverle. Ne è nata una bella amicizia a distanza che in oltre tre anni non ha mai vacillato, mi pare di poterlo dire. Ci siamo incontrati una sola volta, in occasione della maratona. Alla maratona c’erano anche PPP e Catia, che con Paola sono le tre persone di questo blog che ho conosciuto, abbiamo trascorso insieme poche ma piacevolissime ore. Di Catia posso dire che è di una simpatia travolgente, di PPP che si rivelò un simpatico e applauditissimo (io mi spellai le mani :-) ) interprete della sua produzione poetica, e di Emma che è persona di una dolcezza e disponibilità tale che io ne ho conosciute poche paragonabili.

Tu invece, Cristina, non ti rendi conto di come “appari” (non dico “sei”, bada bene, ma “appari”), e cioè piuttosto egocentrica, non fai che lamentarti. Partecipi poco o nulla ai discorsi degli altri e pretendi che si parli di quello che a te sembra importante.
Così facendo secondo me perdi un’ottima occasione di “crescita”, perché a te questo blog può dare molto. Io lo uso (l’ho usato) soprattutto come un flipper :-) con cui giocherellare attaccandoci canzoni sparando ca@@@te a raffica etc, sapendo che la tolleranza della Paolina è sovrumana :-)

C’è invece chi lo usa in maniera più seria, e cioè -anche- come mezzo per intrattenere rapporti che poi possono diventare belli e reali, come quelli che intercorrono tra gli altri frequentatori. Se vuoi anche tu essere della partita, smettila di lagnarti a ogni post e di stigmatizzare il comportamento altrui e vedrai che ti accetteranno. Ciao.

cari amici vi saluto tutti,
viva Emmà!
:-)

http://www.youtube.com/watch?v=aPKbCRkMlUM&feature=channel


 
Cristina
Ott 23, 2009 at 22:59

Capofan ti ringrazio per il tuo messaggio, ma mi permetto di dissentire.
Posso apparire come dici tu, certo molte volte mi sono “lamentata” come dici tu, anche se io a questa definizione preferisco quella di “ho messo i puntini sulle i”…
Passi anche l’egocentrismo se vogliamo… ma non credo - qui dentro - di essere l’unica.
Ci sono due cose: quelle che tu chiami lamentele, in realtà, molte volte sono state provocazioni. Denuncia. Scrollata di spalle.
Come a dire: la realtà è molto diversa da quella che si vuol far credere tra queste pagine.
L’altra cosa è una questione di sfumature. Di attenzioni.
Posso anche esser stata scontrosa, tutto quello che vuoi, ma se una persona è un minimo corretta, specialmente dopo che ti ha anche incontrata di persona, perchè come per te, anche per me, c’è stato un incontro con Barbara, PPP e Catia e - a parte - Paola, almeno avanza un pensiero, fa la figura di ricordarsi, di non tagliarti fuori a prescindere.
E non credo che questo sia egocentrismo.
Egocentrismo è l’evidenza. Guarda: c’è una risposta di qualcuno che non sia tu?
No.
E allora a chi appartiene l’egocentrismo?
Probabilmente avrei comunque declinato l’invito.
E il punto è che c’è stato tutto uno sbandieramento del tour veneto e milanese. Per non parlare del tatto e della sensibilità dimostrata nel parlarne allegramente, scambiandosi messaggi qui.
Almeno il buon gusto di parlarne in privato.

Vedi? A volte le persone le conosci davvero da questi minuscoli dettagli.

L’amicizia, il far parte di un gruppo, te ne rendi conto da qui.
Io almeno un messaggio scritto di auguri l’avevo lasciato. Possono esserci stati scontri, incomprensioni, vedute differenti, ma per lo meno, da parte mia, un pensiero c’è stato.

Qui sta la differenza.

Allora cos’ho da imparare qui dentro? A pensarla come tutti quanti? A dire la vita è come un libro?
Oppure solo per aver detto anche con durezza e ruvidezza le cose che pensavo e che sentivo, alla fine, diventi una persona che non ha più nè un volto nè un nome?

Troppo comodo. Troppo facile.
Perfino saltare a piè pari un confronto, una discussione qui.

Queste Capofan, sono lagne?
Io credo di essermi lamentata, cercando di oppormi allo scollamento dalla realtà che vedo qui dentro.
All’ipocrisia che sempre più noto.
Perchè qui dentro nessuno ha mai avuto il coraggio di dire la verità?
Perchè questo finto buonismo?

Se una persona mi ha deluso, se mi sento ferita da qualcosa io lo dico. Mi parte lo sc@zzo.
Invece solitamente qui è tutto un amore, tesoro, cara … per poi alla prima occasione di assenza dell’interessato/a in questione sparlarne alle spalle e dire “non mi è piaciuto come si è comportato/a, quello che ha scritto o detto…”.

E se questo è il mondo che gira attorno ai libri, agli scrittori e alla scrittura … bè, preferisco semplicemente non farne proprio parte.

Buona Fortuna Capofan.
Da chi ti segue a ruota, solo per la propria direzione.


 

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