| 13 ottobre 2009 |
In e out - Scrivere bene, lavoro difficile: dritte “d’autore” per scrivere testi efficaci e corretti
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| di Fabrizio Buratto |
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Scrivere bene sul lavoro e nella vita è molto importante: essere chiari permette di fare bene il proprio lavoro, in alcuni casi di fare carriera, mentre toccare le corde giuste con una lettera, una mail, un sms può risultare determinante nella sfera privata. La sovrabbondanza di comunicazioni che ci raggiunge e che inviamo ogni giorno non favorisce la cura della scrittura. Questione di padronanza della lingua, di sensibilità, di galateo, di etica. Eccole le parole chiamate in causa da Paola Calvetti. Direttrice della comunicazione del Touring Club Italiano,”direttrice, non direttore, siccome noi donne dobbiamo tornare sulle barricate perché c’è un maschilismo di ritorno nelle aziende”, ha gestito l’ufficio stampa del Teatro alla Scala dal 1993 al 1997; prima ancora si è occupata a lungo di spettacoli per le pagine milanesi di Repubblica. Ed è autrice di cinque romanzi, tradotti in diverse lingue. Ma non le piace essere definita scrittrice: “quando mi chiamano così sono a disagio, non mi sento all’altezza, preferisco narratrice. Mi sembra meno arrogante, perché in realtà la cosa che amo è scrivere delle storie. Ci sono tanti scriventi e ancora pochi scrittori.” Le regole per scrivere bene Il mio abc è: accuratezza, brevità, chiarezza. Una parola che non sopporta ”Evento”. E’ stata mutuata dall’inglese “event”, che vuol dire semplicemente avvenimento. Ormai tutto è un evento, anche se tu mi inviti a casa tua con altre quattro persone. Non sopporto le parole abusate, in genere, perché purtroppo le parole si corrodono. Più vengono pronunciate, più perdono di significato. Altro esempio: “polisensoriale”. Era geniale all’inizio degli anni Novanta, ora è tutto polisensoriale, anche il biglietto del tram. La polisensorialità ha sostituito, a volte danneggiandola, la funzionalità. Dunque polisensoriale è una parola da non usare più, anche se si sta descrivendo qualcuno che viene immerso in una vasca di Nutella. Una parola caduta in disuso che le piacerebbe resuscitare ”Villeggiatura”. Invece che dire turismo, travel, “villeggiatura”, senti che senso di riposo. Ma anche “accuratezza” mi piace molto, e si usa poco. Quando ero bambina negli uffici c’era il servizio accuratezza. Adesso si chiama “customer care”. Un errore ricorrente che fa chi scrive per lavoro Esprimersi con un linguaggio aggressivo. E’ un tipo di linguaggio da considerare obsoleto. Per molti anni si è usata una terminologia come se si andasse in guerra: “invadere il mercato” è un linguaggio di guerra, non è un linguaggio di pace. Il sotteso inconscio di questo linguaggio era la guerra. Oggi, invece, il sotteso deve essere la condivisione, la pace, l’amore, la tenerezza. La comunicazione, qualsiasi tipo di comunicazione, è vincente solo se riesce a comunicare sentimenti, anima. Altre espressioni da evitare? Al Touring club mi occupo di turismo. Chi scrive “nell’incantevole scenario”, secondo me va licenziato senza giusta causa. Così come i cronisti che usano “fragoroso silenzio”. Al TG5 si sente spesso. C’è stato un periodo in cui l’aggettivo più pronunciato al TG5 era “clamoroso.” Cosa la infastidisce di più nel modo di porsi di chi scrive? L’uso del tu: “vieni”, “vai”, “compra”, “abbonati”, “iscriviti”. E’ una questione di galateo. Come per “evento”, l’abbiamo mutuato dall’inglese, e poi dal marketing: “go”, “let’s go”. Con i termini inglesi, come la mettiamo?Va vietato, con decreto legge d’urgenza, l’uso dell’inglese quando ad una data parola può corrispondere un termine italiano. In qualsiasi forma di scrittura, in qualsiasi comunicazione, dal comunicato stampa al depliant, ma anche in una mail di comunicazione interna, si deve usare il termine italiano quando non sia prettamente necessario il termine inglese. Ormai più nessuno scrive a mano, se non i bigliettini di auguri. Che differenza c’è fra una lettera e una e mail? Se devo scrivere una lettera a mano, il mio tempo di scrittura cambia. E’ una questione morfologica, fisica. Mentre sto scrivendo, assumo un senso di responsabilità diverso. E’ una questione di lentezza del gesto. Siamo corpi, ce lo stiamo dimenticando. Se invece scrivo e invio una mail, tutto accade subito. Nel linguaggio amoroso le e mail hanno evirato, evaporato, eliminato, il senso dell’attesa. Quindi la scrittura privata via internet ha un altro valore, ma anche usare la mail in modo inconsulto, specialmente nella comunicazione interaziendale, ci ha rovinati tutti. Quando si scrive una mail di lavoro, quali criteri bisogna seguire? Sono diverse le ragioni per cui si manda una mail di lavoro, dunque occorre usare un vocabolario specifico a seconda dell’interlocutore, e anche un galateo specifico. Non parlo solo di educazione, ma di efficacia. Anche se la buona educazione non guasta mai. Chi usa solo acronimi, diminutivi, verbi compressi, non si sta servendo di un nuovo linguaggio, bensì ha perso di vista la ragione per cui sta mandando la mail. La sovrabbondanza di mail crea nevrosi, fa perdere tempo, ed è una finta liberalizzazione delle comunicazioni. In realtà, nelle grandi aziende, questa proliferazione di comunicazioni provoca un maggior controllo. Un ufficio stampa quali regole deve seguire? Nella prima fase di internet il problema per un comunicatore era: come faccio a comunicare? Poi, fino ad un paio di anni fa, era: come faccio a farmi riconoscere? Adesso il problema è etico: cosa devo fare per non diventare uno spamming, per non disturbare? Un concetto che mi sta a cuore è questo: l’ufficio stampa è al servizio non della sua azienda, ma del suo interlocutore. Io riesco a ottenere un risultato da un giornalista, ovvero farmi pubblicare una notizia sulla mia azienda, se penso all’interesse del giornalista. Il comunicato va scritto in funzione del ricevente, non del mittente. La moltiplicazione dei media, con il web, ha moltiplicato i comunicatori, e le occasioni per scrivere… Certo, ma non ha moltiplicato le persone che lo sanno fare. La mia generazione ha ricevuto un altro tipo di formazione, e se vuole si può aggiornare, mentre i giovani laureati non sanno scrivere. E’ un paradosso: tanti mezzi e poi manca il contenuto Sì, perché alla moltiplicazione dei mezzi di comunicazione non ha corrisposto la formazione di diversi linguaggi. Ma il paradosso ancora più grande è che i primi a non conoscere le tecnicalità della comunicazione sono i manager. Non sanno qual è il lavoro del loro direttore di comunicazione, dunque o si fidano, o non conoscendone il lavoro danno disposizioni sbagliate. Quindi spesso c’è un doppio errore: quello del comunicatore e quello, a monte, del manager.
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Altro esempio: “polisensoriale”. Era geniale all’inizio degli anni Novanta, ora è tutto polisensoriale, anche il biglietto del tram. La polisensorialità ha sostituito, a volte danneggiandola, la funzionalità. Dunque polisensoriale è una parola da non usare più, anche se si sta descrivendo qualcuno che viene immerso in una vasca di Nutella.
questa è la Paolina che preferisco, la simpaticissima POLEMISTA!
E’ un paradosso: tanti mezzi e poi manca il contenuto
VERO!
BENE, BELL’ARTICOLO, CIA’
Parole sante.
“l’ufficio stampa è al servizio non della sua azienda, ma del suo interlocutore”.
Secondo me l’ufficio stampa deve essere al servizio prima della sua azienda e poi del suo interlocutore. La carta vincente è e sarà sempre il lavoro di squadra. L’ufficio stampa deve conoscere nei dettagli ciò di cui va a parlare e in base a quello giocarsi al meglio le sue carte. Essere determinato e convincente, capace di attirare l’attenzione e “vendere” al meglio il messaggio che propone.
Deve pensare anche al giornalista, ma non solo a quello. La professionalità non deve mai venire meno, sia chiaro. Come rendere interessante un comunicato stampa? Non perdendosi in inutili giri di parole, essendo chiari e diretti, aggiungendo un tocco di cortesia e gentilezza. E poi mantenere buoni rapporti con l’interlocutore, facendolo sentire in qualche modo parte del progetto.
Per quanto riguarda l’essere scrittrici, è chi legge che dovrebbe dare il giudizio sulla capacità di scrivere. Chi scrive deve solo scrivere, con umiltà e dedizione.
Per fortuna in questo paese Paola sta in buona compagnia nell’olimpo delle scrittrici.
Capofan, se qualche scrittrice capitasse da queste parti preparati: andresti via come il pane!! Sei un sostenitore di raro entusiasmo. Oltre che un fervido difensore dei lavoratori.
Credo che farai grandi cose, se continuerai su questa strada. Non perderti.
Ovviamente non identifichiamo una importante “azienda” (azienda si fa per dire, formalmente pare che si tratti di un’associazione “no profit”) con alcuni sui pessimi dirigenti che “utilizzano i blog per attaccare”… un’azienda che ha realizzato opere importantissime (di cui io ho dodici eccellenti “prodotti”)
Ma a quei pessimi dirigenti bisogna ricordare innanzitutto il “codice etico” dell’azienda, raccomandargli di non violarlo, e informarli che il pubblico vigila… e non siamo vigili da prendere sottogamba.. se dobbiamo fare casino sappiamo come farlo!
arriveremo mooolto in AltO!
scriveremo a tutti i deputati!, se serve
al presidente della Repubblica!
guai a chi tocca Emmà!!!
Cristina mi fa morire, troppo divertente il suo tono sempre ultradepresso: aspetti addirittura il 2012? sarebbe la fine del mondo, no???
Vaiiiiii Cristinaaa, su con la vita!!!
(non ho idea di come tu sia, ma ti immagino un po’ così…
http://www.youtube.com/watch?v=jnPMmzKEqqM
Finalmente riesco a leggere il blog e sono un po’ intimorita da tutti i vostri post su aziende , scrittrici, lettere scritte a mano o on-line, veramente io in questo momento non ho tempo di scrivere lettere nè a mano nè al pc bensì devo scrivere le programmazioni e i progetti da presentare entro la fine di ottobre. Inoltre sono occupata con attività molto prosaiche tipo trovare il modo di far stare zitto e fermo un ragazzino di prima che praticamente occupa tutto il tempo dalle otto alle 13 a parlare, fare versi, dire parolacce e girare per la classe1
Buona giornata a tutti
Rita, quando torni dall’Islanda? si stanno sciogliendo i ghiacci, lassù? buona giornata a te
(dal Messaggero) di Germana Consalvi
Aridatece il maschio ruspante, quello col chiodo fisso, e per chiodo non si intende il giubbotto di pelle da macho. S’è rivoltato il mondo, e forse non solo da oggi, ma a “certificare” la top ten delle scuse per non farlo adesso sono soprattutto i maschi (27% contro il 18% delle donne). Ciò suscita pensieri preoccupati e forse, si spera, anche qualche mea culpa femminile.
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sono le prime righe di un articolo del Messaggero, ormai non ci si capisce più nulla: DONNE, DECIDETEVI, COME CI VOLETE, RUSPANTI O CHE?
mio suocero è un grande! sta sempre al centro dei cataclismi: a L’Aquila il terremoto gli è partito praticamente da sotto il letto
adesso che sta a mare che capita? la tromba d’aria che gli passa sul balcone…
http://www.sambenedettoggi.it/2009/10/14/80657/questo-pazzo-pazzo-tempo/
Capofan in realtà io sono nostalgicamente razionale.
Una sognatrice razionale. Forse con qualche eccesso di idealismo…
Ma non depressa.
Vedi? Qui accanto a me nessun kleenex nè gocce per dormire o strani manuali di auto-aiuto. Al massimo un po’ di cioccolato, ma solo perchè il freddo fa venire voglia di qualcosa di dolce e di saporito.
Se poi vogliamo dirla tutta non sono nemmeno una che riempie le schiere dei catastrofisti in merito alle ipotesi sul 2012.
Preferisco pensare ad una svolta radicale di pensiero, dovuto alla magnetizzazione dei poli, nonchè all’allineamento del nostro pianeta con il centro della galassia … tutto questi flussi di campi magnetici si suppone potrebbero avere un qualche influsso (di tipo evolutivo) sulla ghiandola pineale.
Insomma più che in una inversione della rotazione terrestre io spererei in una inversione economica e psicologica.
Una frattura netta con quanto è stato finora.
Quindi alla fine vedi che faccio comunque il tifo per la vita?
Certo una vita molto ma molto diversa, con regole completamente opposte.
Buona giornata!
Capofaaaaaaan!
Ma te che concezione hai dei complimenti da rivolgere ad una donna??????????????
Non so se proprio volevi rifarti ad una scrittrice bella e maledetta, vagamente gothic, magari potevi pensare ad una Patrizia Valduga, oppure ad una Silvia Plath (che infilò la testa nel forno…), che cavolo Morticia Addams????
No no … va mica bene, sai?
Comunque: non vesto mai di nero.
Unica eccezione, per jeans, shorts, gonne … ma mai il total black.
Se poi vuoi ulteriori delucidazioni prego rivolgersi a PPP o a Catia e chiedere della mia simpatia per il rosa (che non è il colore delle varie Lolite di turno, o di mode passeggere alla Paris Hilton), bensì il colore dell’ottimismo. Proprio come recita il detto: indossa gli occhiali con le lenti rosa.
Io ho un profluvio di magliette e maglioni rosa.
Anche se poi non è che funzionino molto, in effetti …. Ma, ehm, questa è un’altra storia.
Infine i capelli: non sono neri. E nemmeno lunghi.
Neanche gli occhi sono scuri.
Quindi di Morticia potrei forse solo avere una certa macabra ironia…
E adesso mi aspetto un mazzo di margherite per farti perdonare…..

No, anzi … una pioggia di petali di glicine…
Ciao!
La ghiandola pineale si usa per fare la coda alla vaccinara, mi pare, e sì, l’ho sentito dire anch’io che magnetizzata è più buona. però va magnetizzata prima di magnarla (perlomeno secondo il Mummsen, il Parkinson invece non è d’accordo)
Le due cantanti che hai citato non le ho mai sentite, ma io ho una certa età e sono scusabile, sono rimasto alla KC & The Sunshine Band
(niente margherite, io regalo solo rose rozze, pos, sop, ops, rosse
http://www.youtube.com/watch?v=pWYeQhJZ-BA&feature=related
Cantanti??? O_o

Patrizia Valduga è una poetessa! E Silvia Plath una scrittrice!
Ma … ma … no, dev’esserci il trucco da qualche parte.
Il Capofan che mi cita i classici latini e greci non può non conoscere quanto meno la seconda
Bè … ho capito, ti eri distratto per far apparire il mazzo di rose rozze …
‘Spetta che devo ancora guardare il link che hai messo…
Non conosco la KC & The Sunshine Band …
in effetti le mie preferenze sono un tantino più “moderne”.
Piuttosto:
http://www.youtube.com/watch?v=Y7ujeHnrT8A&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Tn8UNebS82A
niente, Cristina, non ci siamo: io ho bisogno di profondità e sobrietà, e tu mi proponi barocchismi leggeri e di poco sugo.
siccome però mi sei simpatica, ci penso io a rimediare! visto che ti chiami Cristina come l’Aguilera, almeno questa la saprai ballare, spero
(e mi raccomando, questa volta mettiamoci un po’ d’impegno!!!
http://www.youtube.com/watch?v=aSqDqP6bBB4
A Capofan visto che ti piace fare il tombeur des femmes almeno cambia musica, la Aguileira l’hai già dedicata a me altre volte.
CONFERMO CRISTINA HA MERAVIGLIOSI OCCHI BLU.
CIAOOOOOOO
Catia su tombeur hai dimenticato una “r”
E comunque Cristina ha pure i capelli chiari….Insomma Catia, è finita l’era di noi moraccione .
Meglio che ci dedichiamo ai biondi, …. che dici?
http://www.youtube.com/watch?v=8PedtPtjP2w
Catia, hai ragione!
.-)
e cambiamo musica, quello che è giusto è giusto! alla prossima maratona io canterò questa, chi vuole esibirsi con me studi il ballo di Lisa Fisher con le piume di stuzzo!
http://www.youtube.com/watch?v=EkDs7y-m-A8&feature=related
Piume di struzzo e petali di glicine CRISTINA PREPARATI. Con Capofan farai un’accoppiata perfetta: il diavolo e l’acquasanta! Sì perchè Cristina, caro Capofan, sembra una creatura fiabesca, è lieve, fragile e delicata. Gli opposti si attraggono credimi.
IO INVECE COME JOSEPHINE BAKER MI METTERO’ UNA CINTURA DI BANANE E CANTERO’ ‘ o sole mioooooooooooooo
Catia, nooooooooo! tu vuoi scaricarmi a tutti i costi e ammollarmi a Cristina! Ammettilo!!!
comunque, scherzi a parte, dopo scriverò a Emmà sulla questione della lingua, che è un argomento interessante
Hai perfettamente ragione Catia!! Cristina ha una leggerezza quasi eterea, saranno gli occhi chiari…. Capofan invece, io me lo immagino sempre pronto alla battaglia, con il fuoco che brucia alle sue spalle e se non gli piaci più brucia pure a te
Capofan tu mi hai mollato per inseguire altri miraggi, eppure ti ho amato, mannaggia a Cristina, le piume e i petali di glicine eh eh
Cristina ovviamente si scherza, questa liason tra te e Capofan è intrigante!
Emma, in un articolo del 1965 (Il Giorno) Pasolini dice in sintesi che un nuovo spirito investe la nostra lingua, quello tecnocratico, che prende il posto dell’umanistico. La lingua tecnocratica è omologante e perciò COMUNICATIVA.
Dice bene Pasolini (che io in generale stimo poco) quando scrive che ormai “LE AZIENDE SOSTITUISCONO I MONASTERI, I MUNICIPI, LE CORTI, E LE UNIVERSITà COME CENTRI ELABORATORI DI LINGUA… chiaro?
Mentre il linguaggio “brutalmente funzionale” nelle altre nazioni avanzate è la norma, in Italia è una rivoluzione… e da “umanista elegiaco” come si definisce, Pasolini trova orrendo un futuro tecnologico. Ma non posso nemmeno fare come gli struzzi, aggiunge: “IL FUTURO MI SI CONFIGURA COME UNA LOTTA TRA COMUNICATIVITà ED ESPRESSIVITà
“Quando io parlo di spostamento linguistico dall’asse Roma-Firenze (quello letterario ed espressivo) all’asse Torino-Milano (quello tecnocratico e comunicativo), ne parlo con dolore” (Pasolini)
INSOMMA, EMMA: UN CONTO è FARE LETTERATURA, ALTRO COMUNICAZIONE.
(e come vedi la colpa è tutta di VOI MILANESI TECNOCRATI!!!
CAPOFAN AMORE MIO,LUCE DELLA MIA VITA… A PROPOSITO DI COMUNICAZIONE RICORDI IL POLITICHESE? PER FORTUNA SORPASSATO. OH NON SI CAPIVA UNA MAZZA DI QUELLO CHE DICEVANO NELLE TRIBUNE POLITICHE… SEMBRAVANO ALIENI. PER FORTUNA E’ ARRIVATO UN NOTO GIUDICE CHE HA SDOGANATO IL LINGUAGGIO BURINO EH EH… TU DIRAI CHE C’AZZECCA? C’AZZECCA C’AZZECCA…CERTO HANNO SDOGNANATO ANCHE LE PAROLACCE IN POLITICA, INSOMMA PENE AL… MMH… PARDON PANE AL PANE E VINO AL VINO ( IL PENE E’ UN BARESISMO PARDON EH EH!)
Catia, non a caso quello è abruzzese: tu dirai molisano, ma io rivendico IL GRANDE ABRUZZO di prima, che includeva molise e metà dell’attuale provincia di Rieti: ANZI, FONDO UN PARTITO! e ci prendiamo pure l’ascolano, che è abruzzo al 100%!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
e ci prendiamo pure metà lazio che è abruzzese pure quello!!!!!!!!!!!
CAPOFAN AMORE MIO,LUCE DELLA MIA VITA: Catia, questa è musica per le mie orecchie!!! oh, mi ricordi la mia barista di grott., che quando entro gli “ammore e tesoro” si sprecano
capito perché poi ci passo sei ore al bancone… mi fa pure la lap dance (quando non ci sono altri clienti, ovvio
UN CONTO è FARE LETTERATURA, ALTRO COMUNICAZIONE
tornando sul serioso, il problema della letteratura oggi è proprio questo: che non c’è più differenza tra letteratura e comunicazione, vedi Giordani e ammanniti e scuola Holden… ed ecco perché la nostra Emma non vince lo Strega, perché lei si ostina a fare letteratura… e le giurie MOLTO COMPETENTI DEGLI “AMICI DELLA DOMENICA”, ORMAI SONO DIVENTATE QUELLE DEGLI “AMICI DEGLI AMICI”: capitto mi hai??? va bene, smettiamola qui…
L’intervista non a caso è pubblicata sul sito del Sole24 ore e si parlava esclusivamente del linguaggio degli “uffici stampa”, dei comunicati stampa, del linguaggio aziendale. Non aveva niente a che fare con la letteratura. ciao
Sì Emma, hai ragione.
Il discorso sulla letteratura ce l’ho spostato io perché ho l’impressione che il linguggio piatto della comunicazione oggi sia diventato anche quello della letteratura, con qualche lodevole eccezione, tu tra queste. ciao
“Quando io parlo di spostamento linguistico dall’asse Roma-Firenze (quello letterario ed espressivo n.d.capofan) all’asse Torino-Milano (tecnocratico e comunicativo n.d.capofan), ne parlo con dolore” (Pasolini)
Quello che volevo dire io è che oggi c’è uno spostamento linguistico sull’asse Torino-Milano anche in letteratura: mi sembra che scuole come la Holden insegnino questo. E i premi Strega vanno a scrittori che seguono questi insegnamenti, vedi Giordano. la cui scrittura è stata definita da Ferroni “neutra e plastificata”: forse avrebbe fatto prima a definirla tecnocratica, nel senso di cui sopra.
ciao
A me piacciono sia il libro di Giordano, sia il Giordano stesso che ho avuto la fortuna di conoscere durante una presentazione dalle mie parti. Giovane e simpatico e molto meno ingessato dei vari maggiorenti di paese che lo intervistavano.
Quello che proprio non sopporto è il romanesco, cioè il gergo della città di Roma che va così tanto in TV.
Buona giornata
Il romanesco… fino al ‘500, più o meno, a Roma si parlava un dialetto di tipo meridionale. Poi ci fu il periodo di egemonia fiorentina e i romani cominciarono a imitarne la parlata. Quando i romani parlano “pulito” hanno la migliore pronuncia e il migliore accento d’Italia. Invece i piemontesi conquistatori non hanno mai ottenuto l’ammirazione dei romani e l’antipatia è sempre stata reciproca.
Buona giornata
Cioè i piemontesi sono sempre stati considerati “rozzi provinciali”: dalle mie parti alcuni anziani usano ancora dal del “savoiardo” a qualcuno per indicarne la buzzurraggine, e se non erro anche in Francia accade lo stesso
certo che il piemonte non è la savoia, però confinano, mi pare: CON I SAVOIA IN EUROPA NON VOLEVA IMPARENTARCISI NESSUNO, dalle altre famiglie regnanti erano considerati l’ultima spiaggia
Come capofan sa, anch’io credo che Paolo Giordano sia un bravo scrittore di talento. E sono contenta del suo successo.
Senza avercela con Rita, che è persona compitissima, ma solo per sottolineare come le antipatia regionali spesso siano reciproche, riporto qui parte della voce Treccani relativa alla definizione di buzzurro, che per i romani equivaleva a “piemontese”
buzzurro
bużżurro s. m. e agg. [etimo incerto]. – 1. s. m. (f. -a) Nome che si dava in Toscana ai montanari che scendevano dal cantone dei Grigioni e dal Canton Ticino a vendere castagne arrostite, dolciumi, ecc. A Roma dopo il 1870 furono così chiamati gli Italiani delle regioni settentr., specialmente Piemontesi, che vi presero residenza per il trasferimento della capitale. In seguito il termine è passato a significare persona rozza, zotica: sei proprio un b.; comportarsi da buzzurro. 2. agg. Di persona, modi, comportamenti e sim., sgarbato, grossolano, rozzo: maniere, parole un po’ b.; gente b. etc
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Lo so Emma, che consideri bravo Giordano: e credimi che io non ce l’avrei con Giordano, e anzi lo giudicherei passabile, se solo non avesse vinto lo Strega
2006 - Sandro Veronesi, Caos Calmo - Bompiani (la Costituzione Italiana conquista il “Premio Strega Speciale”)
2007 - Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda - Mondadori.
2008 - Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi - Mondadori
2009 - Tiziano Scarpa, Stabat Mater - Einaudi
scusate, avevo incollato questi scrittori per dire che sono tutti “strega” immeritati, secondo me. Avrò diritto anch’io alla mia opinione
2006 - Sandro Veronesi, Caos Calmo - Bompiani
2007 - Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda - Mondadori.
2008 - Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi - Mondadori
2009 - Tiziano Scarpa, Stabat Mater - Einaudi
http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2009/ottobre/scriverebene-regole-13102009.php?uuid=a75ab86e-b744-11de-9bd4-23f993e486a5&type=Libero
bella questa! non l’avevo mai letta: Emmà, perché non scrivi un romanzo storico?????
ho cominciato a leggere e quand’è finito mi dispiaceva…
http://archiviostorico.corriere.it/2005/luglio/10/BRESCIA_Inganni_amore_nel_palco_co_5_050710001.shtml
bellissima intervista! la conoscevo ma l’ho riletta volentieri
http://www.dols.it/magazines_news.php?id_micro=57&id_sub=10019&id_news=1524
va bene che l’abruzzo è da sempre tutto un set, ma che non ci lascino nemmeno la pompa di benzina (dove d’estate si mangiano i migliori arrosticini che ho mai assaggiato) è esagerato!
Mica vanno a girarli in Provenza i film! vengono tutti qua!
Ecco il vostro Clooney alle prese col tempaccio di questi giorni
http://www.youtube.com/watch?v=DZwoORqM25Q
http://www.youtube.com/watch?v=3wlW5j5DSO4&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6zf13M22mLA
O_o La sottoscritta e Capofan???
non fa per me!
Ma tu guarda che si combina in assenza dell’altra “presunta” metà della mela…
Naaaaa … mi spiace per Capofan, ma nun se po’ fà….
Un po’ perchè siamo troppo diversi e un po’ perchè io da creatura lieve ed eterea sono più Leopardiana… e mi potrei innamorare più di un’ideale, un’opalescenza misto dannata misto angelica, MA perdutamente irraggiungibile…
In pratica il Desiderio sempre incendiario e mai conquistato è il mio volto dell’amore.
Amore struggente, amore disperato, amore lirico, amore maledetto, amore cantato, amore abitato, vissuto, consunto, bramato, indomabile e silenzioso e inarrivabile…
Capite che Capofan essendo lui umanamente umano, di carne e gusti musicali opinabili
Oh … Capofan, senza nulla togliere al tuo fascino dentro questo blog, dove mi pare tu abbia già numerose le tue fan/ammiratrici… tra l’altro certamente meno di alte pretese rispetto a me che ho appena scritto un farneticante ritratto dell’amor ideale, appunto così barocco da essersi fermato all’epoca mia prediletta (senti come scrivo Trobador [e non pensate sia una parolaccia o chissà che voi, che vi vedo eh ;)] oggi), ovvero al Romanticismo…
Infine, io gli occhi azzurri?
Ma sul serio sembrano tali? In realtà sono verdi….
Magari qualche sfumatura azzurrina ci sarà pure, ma io li ho sempre definiti sostanzialmente verdi. Come quelli di mio padre.
Ma … basta parlar d’occhi … che sono le specchio dell’anima
e sia mai che un etereo quanto anonimo lettore di questo blog non ne intraveda un riflesso…
Avventurosa domenica!
Anche se la mia è segnata da una forzata clausura, causa marito al tappeto per via di raffreddore, mal di gola e febbre.
Speriamo nei prossimi giorni che i bacilli non si propaghino troppo…