Il Ghigno Libreria Molfetta: ecco cosa scrive il libraio
Inutile dire che condivido.Emma Perchè fare acquisti in una piccola libreria indipendente, in una attività economica indipendente?Quando acquistate in una piccola libreria indipendente,o in qualsiasi altra piccola realtà del vostro paese, l’intera comunità ne trae beneficio sotto molteplici aspetti:Ø EconomicamenteØ Parte del denaro speso localmente rientra in circolo nella comunità, grazie alle imposte locali e alle addizionaliØ Le piccole realtà agiscono in un’ottica più lungimirante di quella dei grandi gruppi,costretti a fornire elevati utili ai propri azionisti, a qualunque costo (con risultati sotto gli occhi di tutti, di questi tempi….)Ø L’ambienteØ Comprare locale significa meno packaging, meno trasporti, meno traffico e inquinamentoØ Fare acquisti in un centro storico anziché in un centro commerciale vuol dire meno infrastrutture da costruire in aperta campagna, meno costi per il loro mantenimento, più denaro a disposizione per la vostra comunitàØ La comunitàØ Il negoziante di una piccola realtà è vostro amico e vicino, sa consigliarvi e darvi attenzione come persona, prima che come cliente. Molte volte conosce voi e i vostri figli da decenni, e viceversa!Ø Le piccole realtà del vostro paese contribuiscono a sostenere le attività di scuole e organismi di carità, versando in beneficenza molto più delle catene, in proporzione.Ø I centri storici esistono da secoli, le piazze sono sempre state il fulcro della comunità, il luogo per incontrare persone e dare vita a nuove idee. Se i centri storici si svuotano, il degrado, sociale e culturale, avanza.Ø Più piccole librerie, più editori indipendenti . Equazione semplice per contribuire a creare una offerta culturale variegata, valore sostenuto anche dalla Comunità EuropeaØ Più piccole realtà significa più scelta, più diversità culturale, la possibilità di dare vita in ogni paese ad una comunità come nessun’altra, non standardizzata e omologata
x Emma
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&ID_articolo=2267&ID_sezione=80&sezione=Il%20libro
Comprare locale significa meno packaging, meno trasporti, meno traffico e inquinamento
Perché, questo libraio vende solo libri stampati a Molfetta?
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Le piccole realtà agiscono in un’ottica più lungimirante di quella dei grandi gruppi
In che senso? Normalmente è il contrario.
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Fare acquisti in un centro storico anziché in un centro commerciale vuol dire meno infrastrutture da costruire in aperta campagna, meno costi per il loro mantenimento, più denaro a disposizione per la vostra comunità
In centro debbono starci attività da centro: caffè, ristoranti, negozi di alimentari regionali, enoteche, antiquari etc: e qualche libreria di tipo regionale, cioè che venda prevalentemente libri di editori locali (questo tipo di librerie dovrebbe avere il sostegno di stato regioni comuni etc). Per tutto il resto il centro commerciale è insostituibile e speriamo se ne costruiscano molti e tutti in concorrenza tra loro, così i prezzi si abbassano: di recente a Grott hanno aperto un nuovo supermercato e subito quelli dei dintorni hanno abbassato i prezzi: due giorni fa mia moglie ha fatto incetta di pasta dececco praticamente a metà prezzo! VIVA I CENTRI COMMERCIALI!
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più denaro a disposizione per la vostra comunità
Questo libraio fa di cognome Comunità?
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sa consigliarvi e darvi attenzione come persona, prima che come cliente
cosa fa pensare al libraio che io abbia bisogno di attenzione come persona quando entro in libreria? a me se quando entro in libreria il libraio mi attenziona prima che sia io a rivolgermi a lui, esco all’istante. Farsi consigliare dal libraio sui libri è il colmo dei colmi…
Per finire, vorrei che il libraio in questione mi spiegasse perché un libro che costa 19 euro e che su Bol pago 16.50 dovrei comprarlo da lui piuttosto che su Bol: per la sua bol.la faccia??

Non fa una piega.
Emmaaaaaaaa, il piede s’è sgonfiato? come staiii?? il morale??? beneeee
cia’
toh, senti come si suona, altro che i Bitols
http://www.youtube.com/watch?v=PiYTaiWYii0
Anche questa non fa una piega.
sui temi del commercio consiglio questo bel romanzo di Zola, vi piacerà (piacerà anche a te, Emmà)
http://www.ibs.it/code/9788817167130/zola-eacutemile/paradiso-delle-signore
Un brano di letteratura contemporanea…. un piccolo esempio di quel senso della vita di cui parlavo con Cristina nel post precedente e che ha come oggetto il morire un po’ d’amore:
“Mi alzo, ho troppo freddo, voglio andarmene, non vederlo mai più, ucciderlo nei sogni.
Se ne va, lasciala andare. Così doveva finire. Infila le mutande, cerca il reggiseno, le calze, i pantaloni, il pullover, prende la giacca, il cappello nero col fiore rosso. Sono un pezzo di ghiaccio, come nel letto in ospedale. Si volta verso di me.
- Vado via, Manfred, non dovevo venire.
Mi volta le spalle, un dolore al petto, buio davanti agli occhi. Mi metto in piedi, urlo.
- Non te ne vai.
Le vado addosso, le strappo la giacca dalle mani, tolgo il pullover, il seno in bocca, labbra incollate, saliva sul mio corpo, sul suo, la mano tra le gambe. Marina, la mia donna, la mia carne.
Senza fiato toccami, Manfred, prima che muoia di nuovo, in un attimo, questo che mi lega a te per la vita.”
da “Quando la notte” di Cristina Comencini. Un libro da leggere, e da regalare….
Domanda: senza nulla togliere allo stralcio dal libro della Comencini riportato da Barbara.
Solo così, perchè in un forum mi ci sono imbattuta e sono rimasta un po’ di tempo a rifletterci su.
Ma è l’amore o sono i soldi a muovere il mondo?
Certo è che, buttando giù quel velo di politically correct, mi sembra che di solo amore non si viva.
Più che morir d’amore, morir di … stenti…
Ma è l’amore o sono i soldi a muovere il mondo?
bella domanda, che ho subito inviato alla domanda alla trasmissione giusta, vediamo che ci risponde
http://www.youtube.com/watch?v=rXn5Y_77Zvc
1) Aiutati che il ciel t’aiuta
2) Chi è causa del suo mal pianga se stesso
Io ero disoccupata e ora sono responsabile di un ufficio stampa. Venerdì ho avuto il piacere di incontrare Dacia Maraini, della cui grandezza interiore conservo un meraviglioso ricordo visto che ho avuto l’onore di trascorrere un po’ di tempo da sola con lei. Poi, in queste settimane, ho conosciuto giornalisti, radio e televisioni. Non ultimo un gentilissimo giornalista del TG5….
Insomma…. io ci metto del mio. Punto e basta!!
Se quello che hai non ti piace, non dipende solo dagli altri….
http://www.youtube.com/watch?v=_XWNcvCEmg4&feature=related
Per rispondere a Cristina: è l’amore che muove il mondo.
Perchè dietro ai successi più grandi c’è sempre il sentimento profondo, la passione per quello che si fa, l’emozione di chi ci sta vicini. Il supporto di chi ci ama ci regala la carica per affrontare qualsiasi cosa.
Nessuno è privo di dolore, altrimenti non sarebbe umano. Molte delle scelte che facciamo sono il risultato, spesso inconscio, di ciò che ci è accaduto in precedenza. Il segreto sta nell’ammettere come stanno le cose, guardarle dritte negli occhi e affrontarle a viso aperto, senza sotterfugi. Spesso gli altri ci infliggono dolori gratuiti, ma se ci piegassimo ad ogni singolo attacco faremmo semplicemente il loro gioco.
E’ naturale che ognuno di noi abbia la tendenza a parlare di se stesso. E’ la cosa che ci riesce meglio. Anche tu, cara Cristina, con le cose che dici parli di te stessa. E’ naturale, non c’è assolutamente nulla di male in questo.
Basta non farsi schiaccare dai propri timori.
Pensi forse che io o Catia o Pablo o Capofan non abbiamo i nostri problemi quotidiani da affrontare? Credi forse che le nostre vite siano costellate solo da successi sfavillanti? Non è così. Tutti noi abbiamo i nostri problemi, ma li affrontiamo e andiamo avanti. Catia con la sua schiettezza e determinazione, Pablo con la sua sensibilità disincantata, Capofan con la sua passione sconfinata per la letteratura e la sua terra, io con la mia personale determinazione a non arrendermi mai.
Vedi, il dolore vero sta anche negli altri. Fermati un attimo a riflettere su quello che hai e ti accorgerai che non è poco.
Faccio un esempio di coraggio femminile, di una giovane donna che ha lottato con tutta se stessa per realizzare il suo sogno. E alla fine, anche se in maniera diversa da come se l’era immaginato, è riuscita a realizzarlo.
“Voglio dire a chi soffre che ci si può rialzare, a chi ha perso il senso del proprio cammino di credere nell’amore, a chi non conosce il dolore di apprezzare la vita.”
da “Mamma col cuore” di Erika Ferraresi.
Stamattina, la prima di libera da impegni dopo mesi, avevo pensato di dedicarmi a un po’ di sano relax. Poi mi è capitato questo libro tra le mani, che avevo sempre scansato per paura di trovarci dentro troppo dolore, e ho deciso di leggerlo.
Perchè io sono stata più fortunata. Sei anni fa ho deciso di avere un figlio, e tre mesi dopo ero incinta. Ho avuto una gravidanza meravigliosa, da manuale, un parto naturale senza complicazioni. E ora ho un meraviglioso ometto che mi riempie la vita.
Il dolore sta anche altrove…. ma non tutti si fanno piegare.
Questa è la storia di Erika Ferraresi, spero possa aiutare a riflettere.
http://www.endometriosimalattiasociale.it/
Corriere della sera
Picchia due ragazze che si baciano
«Al nostro paese c’è la lapidazione»
Al Portello di Padova un magrebino si avventa sulle giovani
Due ragazze mano nella mano per le strade di Padova (archivio)
PADOVA — Infastidito dalle effusioni amorose tra due ragazze, un gruppo di magrebini l’altra sera in zona Portello a Padova ha usato le maniere forti: ne ha scaraventata una a terra e ricoperta di improperi. Tutto perché aveva palesato il più naturale dei sentimenti, l’amore, nei confronti di una sua coetanea. Un amore insano agli occhi di chi viene da un paese di stretta osservanza musulmana, dove l’omosessualità maschile è diffusa anche se è un tabù di cui non parlare mai e quella femminile quasi un crimine. Che può costare anche il linciaggio: «Al nostro paese queste cose vengono punite con la lapidazione », ha sibilato uno dei tre nordafricani in faccia alla ragazza lesbica dopo averla spinta a terra. Poi il giovane magrebino, evidentemente alticcio a giudicare dall’alito, ha riferito la giovane aggredita, se ne è andato via, sputando a terra in segno di disprezzo.
Il brutto episodio di intolleranza è successo l’altra notte in quartiere Portello. In un bar noto per essere «gay friendly», una ragazza di origini brasiliane stava ballando in compagnia della fidanzata. Tra un ballo e l’altro, un po’ per sfida nei confronti della compagna dello stesso sesso ed un po’ perché forse aveva bevuto uno spritz di troppo, la giovane si è intrattenuta in ammiccamenti sempre più espliciti con un’altra giovane del gruppo. La cosa non è andata giù alla fidanzata ufficiale che è andata su tutte le furie trascinando fuori dal locale l’innamorata per chiarire il suo comportamento. Ma più della baruffa tra compagne a scaldare gli animi è stato l’intervento non richiesto di un gruppo di magrebini che aveva assistito alla scena. Spintoni ed insulti hanno convinto una terza donna che ha assistito alla scena a chiamare la polizia. La volante, arrivata sul posto, ha raccolto la denuncia della giovane offesa e gettata a terra. La ragazza, una diciannovenne di origini sudamericane, ha raccontato quanto successo tra le lacrime di rabbia per una serata che doveva essere di divertimento ed è finita a verbale di polizia per colpa un gruppo di nordafricani. Magari gli stessi che, a torto o a ragione, sono pronti a muovere accuse di razzismo alle forze dell’ordine e agli italiani in generale.
Alberto Gottardo
13 ottobre 2009
LA SINISTRA CHE HA DETTO? SI è INDIGNATA? CON CHI? IL PD CHE DICE? AVETE SENTITO FRANCESCHINI IN PROPOSITO?
Il PD è troppo impegnato a scegliere il proprio leader. E poi Padova non è Roma o Milano, mica ci si può scomodare così. O no?
Da vedere a Padova in questi giorni la mostra “Quell’instabile oggetto del desiderio, l’immaginario del seno femminile nella fotografia d’autore”, 150 fotografie di famosi fotografi (Alvarez Bravo, Arbus, Brandt, Cartier-Bresson, Doisneau, Erwitt, Gibson, Mapplethorpe, Scianna, Uelsmann, Witkin) che conducono attraverso un viaggio culturale e sociale che si impernia su quell’instabile oggetto del desiderio che è il seno femminile.
Mostra ben curata e molto interessante, non scontata e non volgare. Dal punto di vista femminile io posso dire di essere tornata a casa felice. Di avere un seno non perfetto (plasticamente) ma comunque bello. Perchè questa mostra conferma che la bellezza non sta chiusa dentro a delle fattezze e dimensioni stereotipate, ma va ben oltre. Dove al corpo si unisce l’emozione dell’anima.