Noi, lettori da tram
Chi sostiene che gli italiani non leggono non ci conosce.Noi, i «lettori da tram», a Milano siamo legioni e fino a non molti anni fa eravamo persone felici. Luglio era il mese più bello dell’ anno. Spediti in Riviera i bambini trainati dalle mamme, sconfitti dai debiti scolastici gli adolescenti con lo zaino che pare un baule, in vacanza intelligente quelli che «ad agosto Milano è così chic», il tram era la nostra isola felice.Era il luogo eletto per la lettura, mentre oggi, nella città dell’ efficienza di questi sudatissimi giorni di fine estate, è stipato come uno stadio tedesco. Nelle nostre ore canoniche (otto e trenta/nove all’ andata, diciotto e trenta/diciannove al ritorno) ci tocca leggere in piedi come d’ inverno e con educata lentezza, per voltare le pagine senza infilare il gomito nell’ occhio del vicino. Siamo in tanti a leggere sul tram, ci riconosci con un’ occhiata: teniamo il cellulare spento, sbirciamo il libro del passeggero accanto con a ria complice, evitiamo i tomi in edizione originale, al massimo un tascabile o un romanzo dalla copertina morbida. Il tram è il posto dove le parole non svaniscono nel trambusto cittadino, stanno lì, impigliate fra i capelli arruffati dello studente universitario tuffato nella «Gazzetta dello Sport» con gli appunti per l’ esame che sbucano dallo zainetto. Al suo fianco un giovanotto incravattato, neppure fossimo in novembre, che scartoccia il quotidiano rosa pesca, rapito da stravaganti tabelline; ecco la signora minuta, fresca di parrucchiere, con l’ occhio sognante da romanzo, arrivata a pagina 167 dell’ ultima Mazzucco in edizione Pocket, mentre pochi sedili più in là la badante dagli occhi a mandorla legge le notizie sullo smilzo e gratuito quotidiano che ha trovato sulla pila dell’ apposito contenitore. Tenta un complice sorriso al pensionato, camicia azzurra e calzoni in tela grigia, che se la prende comoda e, beato lui, se gli va continua a leggere il suo giallo fino al capolinea. Il fanatico lo riconosci dalla pensilina, ha lo sguardo rapace ed è pronto allo scatto già dal marciapiede, con il nuovo Laarson stropicciato tra le mani e il carnet dei biglietti infilato a mo’ di segnalibro: ambisce al sedile e sa che i migliori sono i singoli. Noi lettori da tram siamo socievoli, ma conosciamo il fastidio di chiedere «permesso, mi scusi» al passeggero immerso nel sonnellino prolungato. Durata tipo della corsa casa-ufficio: una ventina di minuti, una manciata di pagine da portare a mente pregustando il piacere del ritorno. La variabile è il traffico, il nemico ha il muso di automobili e motorini, che a noi, veterani della pagina stampata, non danno tregua. Saremmo ancora felici, forse, se non fosse per i finestrini: i vetri sporchi, ricoperti di una patina grigia, ostruiscono la vista. Al lettore da tram il paesaggio della città di pietre non interessa, ma la fermata sì, saltiamo quella giusta perché la trama, si sa, è ciò che conta e se ti prende l’ anima, sbagliamo la discesa. Lo sferragliare, poi, quello che una volta dava il ritmo: oggi, sul percorso-tipo del lettore-tipo, il numero 12 ad esempio, nel tragitto Monumentale-corso di Porta Vittoria, fa un rumore che è un fracasso, sobbalziamo a ogni scambio, il suo clic-clac è un salto pagina, un sussulto insopportabile. Osiamo il jumbo su rotaia, il 14 via Cenisio-via Torino: vermone verde e sinuoso come un serpente cittadino, è inadatto, se non pericoloso per la salute, lì si rischia la congestione e persino le pagine più dolci ci vanno di traverso. Tradire il tram è un malinteso, ma tentiamo, passando al soffocato pulsare del mezzo gommato. Saliamo sulla 94 che percorre la Circonvallazione, un tempo girotondo serpeggiante intorno alla città, ma oggi è diventata un sobbalzo intermittente, a ogni frenata la faccia si stampa sulla pagina e gli ammortizzatori ti scassano la schiena. Ah! Beati i fratelli londinesi che leggono romanzi su autobus a due piani che avanzano placidi come l’ acqua del Tamigi, mentre la Signora Dalloway passeggia fra le strade, a sbirciare le vetrine. Incalliti da lettura, non resta che la terza via: la metropolitana. La linea Rossa è ancora la migliore, ma la folla è una suburbia e da Loreto a Duomo è tutto un accalcarsi. Il tragitto sulla Gialla va già meglio, se non fosse per il fiotto di quel vento artificiale che gonfia le parole fino a renderle indigeste. A Parigi, quella sì che funziona! Il percorso è silenzioso, viaggia su gomma e va via liscia che è un piacere per le orecchie, ogni stazione è un soffio che trascina dentro un sogno. La 14, poi, è una chimera: da Place de la Madeleine ti porta alla Bibliothéque Nationale senza nemmeno il manovratore che disturba. Noi lettori da tram siamo libere creature, viviamo tra la carta e non amiamo la voce afona e metallica dell’ altoparlante che ci imbottisce di notizie, gridandoci nelle orecchie il suo «per informazioni digitate www.atm-mi.it».Non vogliamo informazioni, ci restano i festivi, e fa niente se l’ ufficio è chiuso: i tram di noi lettori sono deserti, e libri e foto e ritagli paiono messi lì ad accumulare la polvere dei ricordi che si solleva dolcemente nel pomeriggio domenicale della nostra Milano.
Emma, questo post però era del vecchio blog! eh eh, vedi come mi ricordo? va bene, comunque è sempre attuale, solo che io in tram non saprei leggere
Bollettino medico
EMMA
temperatura 33°
colore del piede: nero/giallo/verde
umore: mosso
statura: +2 cm. (causa gonfiore)
BENEEE!
quest’affresco è da non perdere, quando si visita Firenze (piccione permettendo)
http://firenze.repubblica.it/dettaglio/articolo/1693455
In questo stesso atrio si apre l’ingresso alla Chiesa dei Re Magi ovvero di Propaganda Fide.
Bisogna assolutamente visitare questa minuscola chiesa per comprendere due cose: come il genio di Borromini sia incredibilmente fertile di soluzioni nuove e come lo stile barocco, nelle mani dei suoi artisti più grandi, non dia affatto, mai, quella sensazione di troppo ricco, di sovraccarico che è la colpa che gli rimproverano gli incompetenti.
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anni fa ho insistito a lungo e alla fine me l’hanno aperta, anche senza prenotazione. E me la sono goduta in pace in compagnia di mia moglie.
http://www.rositour.it/RomaLazio/Borromini/Borromini.htm
ALLARME ROSSO.. vogliono trasformare 15 ettari di montepulciano doc in pozzi petroliferi
Maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, opponiamoci!
http://www.corriere.it/cronache/speciali/2009/italia-da-salvare/articoli/abruzzo_petrolio_ed40c81e-a9e3-11de-93d1-00144f02aabc.shtml
Sono molto stanca, ho ripreso a lavorare e ancora devo abituarmi ai nuovi ritmi..
Capofan..sei meglio del Foglio..ma la macchina con i post la vorrei pure io…
notte a tutti
C.
Ed è per questo che ho fatto il sondaggio, Chiara, per sapere se tu avresti gradito. Preparo i Foglietti e arrivo. A proposito che macchina è? scommetto una Oldsmobile 442 W30
come la mia
http://www.youtube.com/watch?v=–zx_hxrCmA
buongiorno, svegliaaaaaa!!!
(questa alla prossima Maratona so io con chi la ballerei! ma di questi giorni è incazzatella, per cui non ho speranze)
http://www.youtube.com/watch?v=AkAwdDWLi1E
Il ritorno dopo sette giorni di Finlandia è duro. Sto lentamente tornando al tran tran quotidiano fatto di lezioni, casa da pulire, compiti da correggere, figlia da seguire nei compiti, cena da preparare.
I have a dream: nascondermi in un paesino delle Cinque Terre (meglio Vernazza) in una sola stanza che guarda il mare in assoluta solitudine e silenzio e leggere tutto quello che vorrei leggere ma non ho il tempo di farlo.
Intanto quest’anno sarà un anno impegnatissimo perchè ho molta carne al fuoco a scuola (ho accettato l’incarico di funzione strumentale per il disagio e l’intercultura, sarà dura).
Buon pomeriggio a tutti
funzione strumentale per il disagio e l’intercultura???
Rita, ma ha un nome sovietico, roba da soviet supremo
mah, se l’hanno chiamata così…
buon pomeriggio
http://www.youtube.com/watch?v=XrtnnLor2UM&feature=related
paul mccartney senza beatles è un grande! poi mi piace tantissimo il suono del gruppo, molto più di quello piuttosto scadente dei beatles. questa non mi stanco di riascoltarla, da qualche giorno
http://www.youtube.com/watch?v=8MWVo1fjRsQ&feature=related
questi grandi sono molto migliorati negli anni, musicalmente. e si esibiscono con musicisti davvro raffinati, senti che roba
http://www.youtube.com/watch?v=zz-7O7oIreY&feature=related
l’ho ripubblicato qui perchè nel vecchio blog era cancellato.
mi sembrava pertinente.
io leggo in tram.
e ho lo stesso sogno di rita.
leggerei e scriverei, davanti al mare.
non posso.
il piede va meglio, grazie.
Parli di me Capofan? A me le incazzature passano dopo cinque minuti.
Sono schietta e lo sai e no mi piace girare intorno alle cose. E non mi piace la gente che elude facendo finta di niente, ma non è il tuo caso. Eppoi tu ss’ incazzulino come moi, tresor… dunque.
Maratona? Dove e quando? Si fa o no? ma date una risposta certa se possibile.
la barzelletta l’ho girata a fornitori e clienti Capofan, se so ammazzati dalle risate,non ti dico sul versante lombardo eh eh…
SULLA CASA SUL MARE CONCORDO ANCHE IO: E’ IL MIO SOGNO!
A proposito di libri e cinema, ieri sera ho visto il film UOMINI CHE ODIANO LE DONNE.
Il libro non l’ho ancora letto, ma se emoziona e fa pensare come il film, bè…
Così come fa pensare l’alzata di scudi nei confronti di Polanski che ha stuprato una tredicenne anni fa e intorno a cui grandi attori e registi, e belloccie anzi belluccie semi-attrici italiane stanno facendo quadrato. Andate a leggere l’articolo della Rodotà sul Corriere on line di oggi. Completamente d’accordo con lei.
mi piacerebbe anche il parere di Emma, donna e madre e di tutte le donne e madri di questo blog.
“Certo, il suo arresto è un’eccellente diversione mediatica per il pubblico americano in un momento di crisi economica affrontata con fatica e di riforma sanitaria che non decolla; e c’è chi si chiede «ma il governo federale non aveva niente di meglio da fare che incastrare un settantaseienne?». È possibile. Ma Polanski non è stato rintracciato per aver scordato di pagare un po’ di multe, tenuto droghe per uso personale o costruito un gazebo abusivo nella sua villa di Los Angeles. Aveva stordito una quasi bambina e le aveva fatto di tutto.
È, e resta, un reato grave. E non, come si leggeva ieri su Libération, «une affaire de moeurs vieille de 30 ans». I moeurs, i costumi, sono liberi nell’occidente civile da decenni e si spera lo restino. Tra adulti consenzienti, magari. Il portavoce dell’Ump obietta — e il principio non è insensato — che «l’assenza di prescrizione nel diritto americano rende gli Stati Uniti una democrazia particolare». Però è una democrazia dove Polanski aveva scelto di vivere. E i tempi di prescrizione dovrebbero dipendere dal delitto commesso. E forse lo stupro di una tredicenne non dovrebbe andare mai in prescrizione. È un danno gravissimo al diritto di essere tredicenni, soprattutto. Insomma, non «tout le monde est derrière Polanski», non tutti sono con lui. Ma non spieghiamolo ai registi, agli attori e ai ministri francesi; spieghiamolo alle ragazzine (per favore).
Maria Laura Rodotà
… ma anche il parere dei maschietti di questo blog. Perdona Emma se utilizzo il tuo spazio ma a proposito di luoghi e letture non vorrei leggere un orrore del genere ( mi riferisco alla violenza, mai e mai più in vita mia).
Catia (ma sì, lo so che dopo ti passa, non a caso si dice avere i “cinque minuti”, no?), la barzelletta l’ho ricevuta da roma da mia cognata, in formato chilometrico fantozziano e l’ho accorciata di un quinto
mi fa piacere che abbia divertito
la maratona non lo so, ma credo che Emma per i prossimi mesi avrà parecchio da fare, ce l’ha spiegato. Io se potrò verrò (perché suppongo che si farebbe a Milano che per me sta oltre la cortina di ferro
baci
http://www.youtube.com/watch?v=FYW8Md07dTk&feature=related
Catia se comandassi io per questo genere di reati -incluso lo stupro nei confronti di una donna maggiorenne-, esisterebbe una sola pena, la ghigliottina. Ma siccome non comando io..
Viva la faccia Capofan! Finalmente qualcuno che non ha paura di dire quello che pensa…
dieci e lode! a dopo
In generale la cronaca non la seguo. Non dico che non sia interessante e utile, dico solo che io personalmente fatico a concetrarmi sulla cronaca. Polanski so a malapena che è un regista e il cinema mi interessa poco né lo capisco (devo ancora capire perché Fellini è un genio. Lo è di sicuro perché il fatto è universalmente riconosciuto, ma essendo il mio comprendonio limitatissimo putroppo a certe altezze non arrivo. In genere ci vuole un genio per capirne un altro, e difatti il mondo è pieno di geni, maggioranza assoluta)
La pena di morte in generale è sbagliata e in passato se n’è fatto un uso talmente orrendo che è più che giusto che oggi non sia più ammessa. La democrazia finora s’è dimostrata il migliore dei regimi che si sono succeduti nella storia e in democrazia decide la maggioranza. Però la maggioranza dovrebbe garantire i cittadini piuttosto che i criminali. Banale, ma non sempre accade.
Uno dei pochi fatti di cronaca su cui ho visto una trasmissione in tv, è quello del Circeo. Uno di quei criminali fu fatto uscire e poi ammazzò di nuovo alcune persone, in tv trasmisero l’interrogatorio e un riassunto dei fatti.
Rispetto la Costituzione (le nostra è una delle più avanzate e va difesa) e le leggi, ma le leggi dovrebbero garantire l’incolumità delle persone. Nel caso in questione invece hanno consentito che un criminale chiaramente e inequivocabilmente e direi VISIBILMENTE (chi ha visto la trasmissione non può che essere d’accordo) irrecuperabile, di uscire e delinquere di nuovo nello stesso modo. Questo vuol dire che nella competenza di chi deve decidere c’è qualcosa che non va, oppure che le leggi sono inadeguate.
Nel caso riportato sono ovviamente d’accordo con la Rodotà (ma tengo a specificare che è la prima volta in assoluto! delle poche che la leggo) quel genere di delitti è simile a quelli perpetrati dai nazisti e non possono cadere in prescrizione.
Una violenza è violenza e come tale va perseguita. Nell’età della ragione si deve aver già capito quali sono i limiti da non oltrepassare. Quindi il regista è , per me, ancora punibile, e deve scontare la sua pena. Nessuno l’ha obbligato a violentare una minorenne. L’ha fatto contro la sua volontà…si può perdonare non mettendolo sul patibolo, ma bisogna condannarlo ad almeno 20 anni di cella , dei quali 3 di isolamento solo per fargli riprendere coscienza di quello che è giusto o sbagliato da fare, con un corso giornaliero di riabilitazione psicologica.
Odio i soprusi … di qualsiasi genere. Li odio , odio, odio…
Sto cominciando a pensare al mio tour italiano, mancano ancora 2 giorni alla partenza e sono sempre emozionato. Questa volta vado giù di brutto. Il due ho organizzato una mega cena con le persone più rappresentative che ho avuto l’onore di incontrare nei miei primi 52 anni…saremo in 35 …poi via con le parti burocratiche, salutare la mia grande e vuota casa che mi ha visto bimbo felice, parlare di procedure di eredità… poi via in Emilia Romagna la mia regione del cuore , e da lì …spostarmi a Modena, Maranello, Reggio, Parma, …poi a MIlano da altri amici ancora…poi ritorno a Bologna dove il 19 ingrassato (come sempre di 4 chili) e felice ritornerò nel paese di Babbo Natale. L’Italia rappresenta sempre il mio ombelico del mondo. La Danimarca la mia crescita embrionale.
Baci a tutti…e sul tram non leggo mai… La Paola quando scrive di MIlano scrive in tono dolce-amaro. Si legge che non la sopporta, però traspare che la ama. Amore e odio :insegnano.
Baci a tutti PPP
leggerei e scriverei, davanti al mare.
non posso.
Emma io invece potrei, non proprio sulla riva ma a cento metri. E’ da due o tre anni che accarezzo l’idea e finora non ho ancora scritto un rigo. Però ormai la cosa è diventata una fissa e di solito quando mi fisso realizzo, prima o poi. Sono pigro e cominciare qualcosa mi fa sempre una fatica enorme, rimando fino all’ultimo tutto, fare sempre domani quello che potrei fare oggi per me è la regola. Però quando incomincio sul serio-serio poi posso dire che termino di sicuro e va a buon fine, questo è sempre stato con rare eccezioni.
Domani vado alla marina, un’andata e ritorno rapida, gli “amici miei” mi reclamano per una mangiatella di pesce alla buona.
Ma ti annuncio solennemente (sì lo so che è il decimo annuncio, ma questo è quello definitivo) che il primo ottobre attacco e massimo a febbraio ho finito.
Non ci credi più? la vederemo!!!
come sarà il mio romanzo? più o meno così
http://www.youtube.com/watch?v=iy-19YyriDQ
questo è il “mio” mare, da 15 anni circa
http://www.youtube.com/watch?v=lfWvpHSDFro
altra spiaggia, stesso mare.
a vent’anni avevo già un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda ultratecnologica di questa cittadina. Posto fisso e persino quattordicesima… oggi cose così non esitono praticamente quasi più per un ventenne
va bene, adesso vi saluto davvero per un po’. Il primo Ottobre incomincia l’opera, stavolta senz fallo! ciao, forza Emmà!
http://www.youtube.com/watch?v=YU2v2kcuOko&feature=related
Buona scrittura….