W EMMA e la sua INSOSTITUIBILE RUBRICA!
(su quanto è bella non dico niente, perché so che è assolutamente insensibile al tacchinaggio e quindi farle i complimenti è tempo perso
capofan
Set 25, 2009 at 18:07
Ma si può raccontare meglio un libro, di come fa la nostra Emma???
Isabel Fonseca non l’ho letta ma mi pare SLURPPP
(mi sa che qusto libro me lo compro…)
Oggi ultimo giorno di Finlandia, purtroppo domani torno a casa e lunedì si riprende il solito tran tran.
Molti sono già partiti quindi ho la postazione Internet dell’albergo tutta per me.
Un pensiero a Paola e al suo piedone.
Io sono qui con una borsa di studio del programma europeo LLP (Long Life Learning Programme) per l’azione Comenius per l’aggiornamento in servizio dei docenti. Questo programma è lo stesso del Socrates quello che organizza la permanenza all’estero degli studenti.
Una volta le borse coprivano ampiamente tutte le spese, ma da un paio d’anni con l’ingresso dei paesi dell’est nell’Unione e il conseguente aumento dei paesi membri si sono ridotte e a volte non coprono le spese di viaggio come nel caso di paesi cari come la Finlandia. Infatti il viaggio me lo pago io. A dire la verità per ora ho pagato tutto io perché l’Agenzia italiana (a differenza di altre agenzie come per esempio quella finlandese) paga solo dopo aver ricevuto tutta la documentazione dell’avvenuto viaggio e la relazione finale. Tre anni fa sono andata in Olanda e la mia scuola mi ha pagato dopo un anno!
Tuttavia è un’esperienza che consiglierei a tutti gli insegnanti con conoscenza dell’inglese (o di altra lingua di lavoro del paese ospitante) perché è molto istruttivo vedere scuole di altri paesi e soprattutto parlare con colleghi stranieri.
Stamattina abbiamo assistito ad uno spettacolo in inglese messo in scena in palestra dai ragazzi della Saari Skuol.
Botta di depressione immediata: i ragazzi entrano in fila per due, si dispongono ordinatamente davanti al palco e si siedono a terra. Nessuno si muove, nessuno si sposta per sedersi vicino all’amico, nessuno cerca di parlare con il compagno di un’altra classe, nessuno chiede di andare in bagno. E’ una storia ambientata nel Vecchio West messa in scena con la collaborazione di due attori inglesi che insieme a molti altri fanno questo lavoro in giro per il mondo (anche in Italia).
Poi i due attori tengono un laboratorio di animazione per noi e mi diverto a giocare a “Duck Duck Goose…”
Ieri sera di aurora boreale neppure l’ombra, l’unica che ho visto è stata quella proiettata sul maxischermo dell’Arkticum, un centro studi sull’Artico che ho visitato oggi pomeriggio.
Chiara
Set 25, 2009 at 21:44
Ho appena visto la rubrica di Emma..ieri ero fuori a cena e ringrazio capofan per averla trovata..
Paola, come va il piede?? spero meglio..nonostante tutto perfetta..che curiosità la Fonseca, “moglie intelligente”..
buon rientro Rita..ma questi alunni sono reali?? poi ci racconterai..
dolce notte
C.
capofan
Set 25, 2009 at 22:42
grazie a te, Chiara.
rita
Set 26, 2009 at 15:38
Buon pomeriggio a tutti
sono tornata sul suolo patrio ed ho un sacco di cose da fare anche perchè domani sono di nuovo fuori ad una rimpatriata con dei vecchi amici di 25 anni fa
Ci sentiamo in seguito
Buon weekend
bentornata rita, ciao amici.
il mio piede rotto (cioè dita rotte) è viola come una melanzana. e io sono molto triste. non per il piede. perdonate se non posto nulla di nuovo, ma sono chiusa in casa da mercoledì.
capofan
Set 26, 2009 at 20:36
Emma per tirarti su non mi viene in mente niente di meglio che farti vedere qualche libreria
(Emma, è uscito anche in Spagna, il romanzo?)
Emma, in questa libreria scommetto che non ci sei mai stata
(se vuoi visitarla devi andare a MILANO, e chiedi “per la galleria”. Non preoccuparti, non è pericoloso, digli che ti mando io)
avrei voluto scrivere un post sulla tristezza. era tanto tempo che non pensavo alla tristezza. perchè è troppo tempo che non mi fermo. e io so, sono certa, che faccio una vita che non mi corrisponde. e perchè la fai, direte voi? E cosa deve dire un operaio, un disoccupato (fra poco lo sarò anche io…), una persona sfortunata, ammalata, disperata… anche loro non fanno la vita che desiderano.
giusto.
sono blindata in casa da mercoledì e l’unica cosa che riesco a fare è pensare. ho 38 di febbre dunque prendete con beneficio d’inventario ciò che scrivo, ma continuo a pensare che - se si esclude la natura, il mare, ad esempio che mi fa sentire immersa nella pace e in qualcosa che dà serenità -faccio un sacco di “cose” e quando le faccio mi vengono pure benino, ma non c’è nulla, o quasi nulla, che MI PIACE, che faccio per piacere e non per dovere. mi chiedono un articolo? Lo scrivo. ma non mi diverto mai, non provo il minimo piacere nel fare nulla. adesso devo scrivere un libro gratuitamente per le case famiglia del CAF, parla di bambini abusati, abbandonati, trovatelli… ce l’ho tutto in testa e, soprattutto, nel cuore. NON RIESCO. riesco solo a stare ferma. m sembra tutto inutile, ho la sensazione, quasi l’allucinazione, di vivere in un immenso mercato, anche quello che scrivo, libri, è un prodotto dunque sono dentro il sistema immersa anche io… i figli, sì, i figli, sono concreti. e non prodotti. ma il resto? vi è mai capitato di desiderare di buttare giù tutto a casa e desiderare una casa quasi spoglia, con l’essenziale per vivere e basta? Di voler buttare tutti i vestiti e le scarpe perchè tutto è orribile? Dite che sto impazzendo?
le tre cose più importanti sono la salute, il tempo e la libertà. oggi vorrei queste tre cose. vorrei il tempo di fermarmi, la libertà di stare a lungo a pensare e ripensare alla mi avita.
pensateci: non è il massimo del lusso?
capofan
Set 26, 2009 at 21:38
EMMA, NON BUTTARE LE SCARPE SENNò POI DEVI RICOMPRARLE
I libri, sono prodotti da sempre, EMMAAAAAAAAAAA! e quando non lo sono c’è da preoccuparsi.
Devi solo guardare oltre e “relativizzare”, siamo tutti pieni di problemi e difficoltà varie
Emma, le lamentazioni risalgono almeno ai tempi di Giobbe. leggi qua
3,1
Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: “E’ stato concepito un uomo!”.
7,1
Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
14, 1-2
L’uomo, nato di donna, breve di giorni e sazio d’inquietudine, come un fiore spunta e avvizzisce, fugge come l’ombra e mai si ferma.
17, 1
Il mio spirito vien meno, i miei giorni si spengono; non c’è per me che la tomba!
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e Macbeth?
Consumati, spegniti, piccola candela! La vita non è che un’ombra che si muove. Un mediocre commediante che si pavoneggia etc etc
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Insomma, la vita è una vitaccia, ed è così da sempre!!!
capofan
Set 26, 2009 at 22:01
quando i libri sono prodotti, ovvero merci che si comprano e si vendono, vuol dire che comunque c’è una civiltà sviluppata che funziona e le cose vanno alla grande. Ci sarebbe da preoccuparsi se i libri non fossero prodotti, casomai. Per fortuna tu sei nel sistema e con i tuoi romanzi contribuisci alla produzione, e stampando e vendendo i tuoi prodotti (cioè anche grazie a te) molte famiglie portano a casa lo stipendio.
Poi un altro discorso è il capitalismo selvaggio, ovvero l’imbecillità ridicola fatta sistema economico e che ci stressa tutti… ma qui il discorso sarebbe troppo lungo, per cui è inutile incominciarlo.
Eppure nella pazzia ci si può di colpo ritrovare. Quella pazzia che è un j’accuse a tutto e a tutti…un volersi ripulire di qualcosa che continua a macchiare la nostra anima. Un riprendersi in mano e decidere da capo quello che dev’essere fatto. Una botta alla staticità emotiva. Un sentirsi forti e cattivi sapendo d’essere fondamentalmente buoni. Un dire a noi stessi : LE LANCETTE LE GIRO IO, IL TEMPO FARA’ IL RESTO!!
Non sei pazza, sei solo stanca. I pazzi non si dicono pazzi. Riposati. Non si va all’inferno per così poco. Buttare dalla finestra dei libri non fa mai male…solo i migliori rimagono nello scaffale!
PPP
nell’albergo del finale di questo spezzone (porta rossa) anni fa ho alloggiato tre giorni, è uno dei più antichi d’italia e comodissimo per visitare Firenze, e nemmeno troppo caro
consigliabile
Per favore Capofan risparmiami la solfa del ” grazie a te campano un sacco di persone.”
Se scrivo un libro primo è perchè mi piace, secondo perchè mi piacerebbe avere successo e condividere con tantissime altre persone quello che ho costruito scrivendo. Un dare e avere che non moritifichi il mio essere e quello degli altri.
Se la frustrazione di Paola nasce dal fatto che il suo libro è un prodotto editoriale, e non soddisfa le sue esigenze culturali e neanche quelle dei lettori, da scrittrice consumata qual’è doveva capirlo in tempo. Allora è il tempo di fermarsi e riflettere sulla qualità della propria scrittura e su ciò che si vuole esprimere scrivendo, a prescindere dal mercato editoriale. Il tuo lamento cara Paola è una frustrata nei confronti di coloro che scrivono libri bellissimi e che non riescono a pubblicare e tu ti senti stritolata da questo meccanismo? Perdona la franchezza cara ma è davvero arrivato il momento che incominci a riprendere in mano ciò che ti era sfuggito: il perchè scrivi.
Con affetto, nonostante le distanza, Catia.
capofan
Set 27, 2009 at 09:36
“Se scrivo un libro primo è perchè mi piace, secondo perchè mi piacerebbe avere successo e condividere con tantissime altre persone quello che ho costruito scrivendo”, dici tu.
Catia, queste sono le tue motivazioni, assolutamente legittime. Io invece se scrivessi lo farei solo ed esclusivamente per guadagnare soldi, ognuno la pensa a modo suo
Catia
Set 27, 2009 at 09:41
Quello si era capito Capofan, anche a discapito della qualità letteraria, però…
ma sono mie opinioni
capofan
Set 27, 2009 at 10:00
non è detto, Catia. Cervantes scriveva dichiaratamente con la speranza di ricavarne fama e soldi ed è considerato da molti il maggior romanziere di sempre (ad esempio, Leopardi disprezzava il romanzo con l’eccezione del don chisciotte, lo riferisce Calvino
Catia
Set 27, 2009 at 10:14
ma guarda Capofan che tutti scrivono per fama e soldi. Il problema è riuscire a coniugare la qualità con le vendite. A quanto pare pochi ci riescono. non ne faccio assolutamente un problema di moralità ci mancherebbe altro. Se poi pensi al tutto quello che può portare il successo di un libro tipo film, gadget, ospitate a pagamento ecc. ecc.
Quello che non mi piace è Capofan:
devo costruire un libro perchè abbia successo?
O devo scrivere un libro perchè abbia successo?
Sei un uomo intelligente e penso tu abia capito il senso della mia domanda.
certo i libri sono prodotti di vendita, sta a noi farli diventare letteratura. Lo scrittore ha questo potere mi pare…
capofan
Set 27, 2009 at 10:32
devo costruire un libro perchè abbia successo?
O devo scrivere un libro perchè abbia successo?
Catia, ho capito la domanda. Un romanzo va costruito e scritto, non vedo contraddizione. Quello che conta ai fini “culturali” è che la costruzione sia abitabile e non fine a se stessa, come ad esempio accade nei romanzi di Eco. Quelli sono romanzi “costruiti”, “macchine artificiali che non hanno altro scopo che di esibire se stesse”, come le definisce giustamente Petronio o Ferroni, non ricordo. Hanno sì ottenuto successo commerciale, ma non valgono niente: eppure certi criticonzoli li stimano molto, probabilmente perché l’autore è della loro stessa parrocchia.
Il romanzo di Paola, invece, può piacere o non piacere. Ma tutto si può dire tranne che sia “costruito” nel senso che intendi tu. E’ un romanzo sentito e per niente artificiale, per due motivi: primo perché Paola non è “artificiosa”, secondo perché anche se volesse non saprebbe costruire come un vero costruttore “alla Eco”, per capirci.
capofan
Set 27, 2009 at 10:40
Paola ha scritto un piccolo capolavoro “geniale” (perché tu mi hai sorriso: il finale per me era assulutamente inaspettato e sorprendente, e il “crescendo” serrato e progressivo in modo davvero magistrale, come si dice) che avrebbe meritato uno strega molto più di tanti stregati degli ultimi anni
“Noi due” invece è sicuramente il romanzo più sentito e autentico che lei abbia mai scritto. C’è tutta Paola, se piace lei piace il romanzo, sennò niente. Ma tutto è meno che artificiale
Catia
Set 27, 2009 at 10:46
“Noi due” invece è sicuramente il romanzo più sentito e autentico che lei abbia mai scritto. C’è tutta Paola, se piace lei piace il romanzo, sennò niente. Ma tutto è meno che artificiale
Sai Capofan mi piacerebbe tanto che Paola difendesse il proprio prodotto con la passione con cui lo difendi tu, invece di stare rinchiusa nel suo eremo da cui ogni tanto viene fuori un flebile grido, un lamento e poi il silenzio.
cari amici,
oggi la febbre è salita a 39 e il piede è viola non più come una melanzana, ma come una pozza di petrolio. adesso arriva l’ortopedico… per rispondere a catia: io ho cominciato a scrivere libri (prima lavoravo a repubblica e scrivevo articoli) perchè stavo a casa tutte le sere, dolorante: mio fratello si era ucciso a militare, mia sorella lo ha fatto nel 1997, mia mamma non ha retto ed è morta il 15 giugno 1997. il 16, 24 ore dopo, mi hanno licenziata dalla scala, senza giusta causa, difatti poi è accaduto a tutti gli altri, da ultimo come hanno scritto tutti i giornali del mondo al sovrintendente fontana. ero come un pugile suonato messo all’angolo. la sera, choccata per avere perso tutta la mia famiglia, scrivevo l’amore segreto. per curarmi, per sfogarmi. per scrivere. mi piaceva. non sto rivelando nulla di nuovo. lo dico nelle interviste. poi piero gelli, mitico e straordinario editor lo ha letto. lo ha dato all’editore dalai e lui lo ha pubblicato. poi ha venduto tanto. poi mi hanno chiesto di passare alla rizzoli, ho scritto l’addio e poi alla bompiani (gruppo rizzoli) nè con te né senza di te e perchè tu mia hai sorriso. poi noi due come un romanzo per mondadori. adesso devo scrivere un nuovo romanzo per bompiani. scrivo perchè mi piace e perchè gli editori mi fanno contratti, scrivo dedicando alla scrittura tutto il tempo lasciato libero da otto ore di ufficio al giorno, dalla famiglia, rinuncio alle vacanze (tranne quest’anno), scrivo alla sera, il sabato e la domenica. scrivo come tanti di voi. perchè mi piace farlo. le mie considerazioni di stanotte derivano da aver passato, causa piede, varie ore a leggere giornali e guardare la televisione: lo spettacolo che ci circonda è devastante, a livello mondiale. non era una considerazione intellettuale, la mia, o contro il mercato, erano pensieri. punto e basta. io sono stata fortunata perchè mi hanno pubblicata il primo romanzo e ho sempre trovato editori che hanno creduto in me. molto fortunata rispetto ad altri scrittori che non riescono a pubblicare. ma il mio percorso è sempre stato lineare, quasi semplice. se poi i romanzi vendono, meglio per tutti. tutti sono liberi di stroncare, ignorare, criticare. non ho mai detto nulla in proposito. io mi spendo per i miei libri, io vado in giro per l’italia facendo sacrifici di tempo ed energie, perchè da piccola mi hanno insegnato che bisogna impegnarsi, perchè mi sento responsabile nei confronti di editori e lettori. tutto qui. è una scelta. a volte non ci sono retroscena di alcun tipo. scrivo sul corriere della sera perchè me lo chiedono. scrivo su io donna perchè me lo hanno chiesto, dicono che le mie interviste vanno bene. e allora lo faccio. tutto qui. non ho retropensieri. solo idee: le propongo e le accettano. avranno le loro ragioni, certo anche commerciali, ma non sono io a stabilire le regole. ho una bravissima agente americana che vende i miei romanzi agli editori stranieri. brava lei. tutto questo non significa che io viva sulla luna, lo vedo quello che ci circonda, che il mondo stia cambiando, che ci siano profonde ingiustizie sociali lo vedo tutti i giorni, nel posto dove lavoro, nei luoghi di lavoro in giro per l’italia. volevo chiarire a catia che forse sono stata fraintesa, non mi sento stritolata in nessun meccanismo: parlavo in generale; ieri guardavo i servizi sul nucleare, sull’iran, sull’economia, sui bonus ai banchieri, e sentivo che tutto era profondamente ingiusto… eccetera e sulla disoccupazione, stavo immobile per il piede e ho visto tanta aggressività in tv, gene che si insulta, ieri persino una madre che intentava causa al figlio in una trasmissione del mattino, insomma mi sembra che qualcosa non vada, che ci sia in giro un’atmosfera di paura, violenza tra esseri umani senza dover andare in afghanistan. poi mi è capitato, causa piede, di vedere per la prima volta una trasmissione della de filippi, non ci ho capito molto, ma mi è sembrata carne da macello… insomma tutto qui. anche se emma la mia libraia è un condensato di ottimismo (ma e’ un personaggio da romanzo) io sono una persona normale, che vive calata nella realtà.
quanto al fatto che scrivo e del perchè scrivo è semplice: perchè mi viene. mi vengono in mente delle trame e le scrivo. non c’è altra ragione.
non ho scritto un lamento e se così fosse me ne scuso: hanno più ragione di lamentarsi le persone, operai e impiegati, che stanno perdendo il lavoro. o le persone ammalate, o chi vive la sofferenza sulla sua pelle.
non era un lamento.
erano delle considerazioni sul mercato in generale, su una società che non mi piace, ma che non piace quasi a nessuno. dalle città in guerra alle città in pace come milano, dove migliaia di persone stanno male, dove non c’è un giardino dove portare i bambini, dove le polveri sottili fanno venire l’asma ai suddetti, dove il caro vita sta falciando un’intera classe sociale.
dove migliaia di precari sono a spasso, dove i giovani non hanno futuro, dove molte aziende tagliano posti di lavoro approfittando della “crisi” eccetera eccetera.
questo non ha nulla a che vedere con la letteratura.
questa è la realtà.
un abbraccio
non sto in un eremo. vado al lavoro tutti i giorni, vado a fare la spesa, vado a pagare le bollette (non ho ancora capito come farlo su internet), porto i ragazzi dal medico, sono stata a feste di scuola materna, colloqui con i professori, insomma tutto quello che fanno le mamme. sono stata a promuovere il romanzo perchè così mi chiede la casa editrice e i librai, lil sabato e la domenica devo scrivere gli articoli per io donna, pulire la casa, fare pranzo e cena (male perchè non so cucinare), insomma faccio quello che fanno tutti. solo che avendo un lavoro fisso, il tempo che dedico alla scrittura è il cosiddetto tempo libero: sere, sabati e domeniche, e vacanze.
non ho mai, in dieci anni di scrittura e dalla pubblicazione di n mio lavoro, difeso un mio “prodotto”: lascio che ognuno giudichi da sè, come vuole, nei tempi e nei modi che vuole. non per snobismo, ma perchè tutto quello che dovevo dire l’ho scritto. se non pice, se piace, non è compito mio giudicare. ci mancherebbe. perchè devo difendere un prodotto? prodotto… se piace sono contenta, e ho tanti riscontri, se non piace pazienza. non è una ricerca scientifica, è narrativa. non sto nell’eremo. scrivo solo se ho qualcosa da dire. il lamento in quetso momento non è flebile perchè sto piede fa un male cane. comunque grazie delle osservazioni, sono preziose. forse bisogna scrivere solo se si è in forma, in buona salute. farò tesoro di questi suggerimenti.
capofan ama i miei romanzi e li difende con entusiasmo. a volte mi imbarazza pure. ma è libero di farlo. così come sarebbe libero chiunque altro volesse stroncarli.
quando chiedevano a dorothy parker perchè scriveva, lei, candida, rispondeva “ma per soldi, mia cara”.
Catia
Set 27, 2009 at 11:03
Paola ma allora esisti? bene e grazie della risposta.
Sai non dimenticarti mai che al di là di tutto, su questo blog ci sono i tuoi lettori,tra i quali la sottoscritta, e mi sembra doveroso ogni tanto che la SCRITTRICE PAOLA CALVETTI interagisse con loro, con tutto il rispetto per Capofan.
Quindi davvero grazie per la bella lettera che hai scritto. Di grandi dolori è costellata la vita di ciascuno e ti auguro che la scrittura, al di fuori delle motivazioni materiali, ti renda soprattutto FELICE! Finchè sarà così scrivi…scrivi…scrivi…
Catia
Barbara
Set 27, 2009 at 11:09
Torno a scrivere dopo un po’ di silenzio, e lo faccio qui per l’ultima volta.
Riguardo al fatto del romanzo di Paola, può piacere non non piacere. Come tutto del resto. Lo stesso vale per i vini, i quadri, le sculture ed ogni altra forma d’arte.
Quello che non è classificabile nei canoni scientifici è passibile di giudizi divergenti. Il romanzo di Paola è ben scritto, magari un po’ didascalico nella descrizione della Morgan e della sua storia, ma non lo definirei “artefatto” nel senso di costruito ad uso puramente commerciale in ogni sua parte.
Io non faccio molto testo, lo ammetto. Ho letto molto meno di tutti voi e quindi ho molto meno la possibilità di fare paragoni eruditi.
Io per scrivere il mio romanzo ho dovuto trovare la forza di superare un blocco interiore che mi portavo dentro da anni.
Ho dovuto innamorarmi di uno sconosciuto per innamorarmi anche della mia scrittura.
E non mi importa di girarci intorno, le ipocrisie non fanno per me.
Ho conosciuto Paola di persona, l’ho guardata negli occhi e mi è bastato.
Se il suo romanzo sia alta letteratura, puro commercio, editoria bassa e danarosa, non sta a me giudicare. Io leggendolo mi sono emozionata. Da lettrici questo mi basta. Non ho buttato via i diciannove euro di copertina.
Se poi abbia messo una frase di Baricco senza citarlo, affari suoi. Se abbia chiesto consigli per i titoli citati, altrettanto affari suoi.
Io senza il mio innamoramento “letterario” non avrei mai scritto un cavolo di niente. Come mi disse Pablo, avrei scritto qualche sceneggiatura da telefilmetto di prima di cena.
Cos’è un reato incontrare qualcuno che ti smuova qualcosa dentro?
Ho passato gli ultimi mesi ad arrovellarmi su questo. Cosa provavo o non provavo.
Mi è stato concesso di vivere un sogno. Di fare un volo pindarico ad alta quota, l’ho vissuto e ne sono felice. Ho scritto il mio romanzo e ne sono felice.
Basta ipocrisie. Io amo, con una piccola part di me folle e irrazionale, l’uomo che mi ha concesso di tirare fuori la vera me stessa.
Lo amo perchè ha saputo usare la testa quando io l’avevo persa. Che ha saputo fermarmi quando io non capivo la distinzione tra reale e immaginazione.
Voglio bene a Paola, chissenefrega se non ha parlato della mia presentazione per lei. Non avrà avuto tempo o voglia. Non cambia quello che ho condiviso con lei.
Insomma, non giriamoci intorno!! Che Paola abbia citato altri, che si sia fatta consigliare, chissenefrega…. Il libro è completo, tutto sommato armonioso e assolutamente leggibile.
E io, dal canto mio non mi pento di averlo letto.
Per il resto vado avanti con la mia vita. Pensando alla mia famiglia e al mio lavoro.
Basta con le ipocrisie!!
Paola ti voglio bene!!
Una piccola parte di me conserva con un bel ricordo l’ispiratore della mia scrittura e lo amerà sempre per quello che mi ha permesso (facendo nulla di rilevante, lo ammetto) di diventare quella che sono oggi.
Cara Emma, la storia della tua famiglia non la sapevo, però intuivo che dietro ai tuoi “mondi” romanzeschi -specie quelli che, come l’ultimo, assumono tonalità appena un po’ (deliziosamente) rosa-, doveva esserci un dolore.
E che nel tuo caso la scrittura è prima di tutto una necessità “emotiva” pure l’avevo capito. Poi c’è anche la bravura e il conseguente successo commerciale, com’è giusto.
Il romanzo perfetto non esiste (forse tra le “arti della scrittura” solo la poesia, in rari casi, può raggiungere una qualche “perfezione” formale), nessuno lo ha mai scritto.
Paola, io non ti “difendo” ed elogio per sport, ma perché sono convinto del tuo valore e so -come chiunque abbia letto i tuoi lavori- che molto di buono hai dato: e il meglio è ancora da venire, anche di questo sono convintissimo.
MA LASCIA PERDERE LA CRONACA, SE VUOI UN CONSIGLIO: il mondo è sempre stato così e anche molto-molto-molto peggio di così!!!
Non affliggerti con notizie che sono sempre le stesse e “drammatizzate” ad arte. I giornali ci servono e sono utili a patto di dargli il giusto peso. L’informazione televisiva, poi, tranne rare eccezioni parla di tutto meno che di quello che interessa.
Specie i Tg, non guardarliii (io cambio sempre canale quando c’è il tg), sono l’esatto contrario dell’informazione, vogliono solo farti credere che quelle che raccontano sono le notizie importanti, mentre delle cose veramente importanti non parlano mai nemmeno per sbaglio, anzi evitano accuratamente di parlarne: i TG sono la peggiore “disinformazione di regime”, qualunque esso sia, che governi Prodi oppure Berlusconi
“ieri guardavo i servizi sul nucleare, sull’iran, sull’economia, sui bonus ai banchieri, e sentivo che tutto era profondamente ingiusto… eccetera e sulla disoccupazione, stavo immobile per il piede e ho visto tanta aggressività in tv, gene che si insulta, ieri persino una madre che intentava causa al figlio in una trasmissione del mattino”
Emma, il nucleare dell’iran è tutto un chiacchiericcio: nemmeno tra tre secoli userebbe una bomba nucleare, l’iran, non preoccuparti. sa benissimo che verrebbe raso al suolo due minuti dopo, e a questo proposito ti ricordo la “gaffe diplomatica” di Chirac che lo disse a chiare lettere
non affliggerti per le notizie, il mondo non è mai stato tanto giusto come oggi… sapessi che accadeva in passato, al mondo… ciaooooooo
capofan
Set 27, 2009 at 11:59
sa benissimo che verrebbe raso al suolo due minuti dopo
anzi, probabilmente due minuti prima, se i servizi segreti fanno il loro lavoro, e sanno farlo, mossad in primis
capofan
Set 27, 2009 at 12:04
sul nucleare, pensa solo che se siamo vissuti in pace negli ultimi 50anni lo dobbiamo alla “reciproca distruzione assicurata” dovuta agli armamenti atomici
“Si vis pacem para bellum” dicevano i romani, dico bene, Chiara?
era per fare degli esempi. era per dire che anche se sei o credi o ti fanno credere di essere uno scrittore, non poi vivere lontano dalla realtà.
capofan
Set 27, 2009 at 13:40
Sì Emma, l’ho capito. Ma la realtà non è quella che si legge sui giornali. Ad esempio tu citi l’Iran, del cui nucleare siamo tutti preoccupatissimi. O meglio, lo saremmo se scambiassimo per realtà quello che è scritto sui giornali. Se invece non ci accontentiamo di questo, ma andiamo a informarci veramente, scopriamo ad esempio che la metà della spesa militare mondiale è di un solo paese, gli Usa. Il resto del mondo, Russia compresa, spende per gli armamenti quanto i soli Usa, grosso modo: vuoi davvero che il nucleare iraniano faccia paura a qualcuno? Il pressing sul’Iran ha il solo scopo di controllare il prezzo del petrolio, banale. Pensa che in Iran, uno dei maggiori produttori mondiali, spesso manca la benzina, mentre da noi non manca mai: capito mi hai? se non tenessimo sotto scacco continuo l’Iran, sanzioni economiche etc, quelli abbasserebbero la produzione, il prezzo del barile schizzerebbe alle stelle e le nostre economie crollerebbero. tutto qua. Quando hai capito questo non serve continuare a leggere servizi sull’iran e cumuli di notizie, utili sì, ma solo agli editori di giornali.
I bonus ai banchieri, il consumismo etc. sono effetti, non cause. Effetti del capitalismo, del tipo cosiddetto “selvaggio”. Sarebbe possibile e auspicabile un capitalismo ben temperato (di cui alcuni paesi scandinavi hanno offerto il modello più spinto, forse però esagerando) ma il mondo è stato volutamente “globalizzato” (questa volontà viene raccontata dai giornali come necessità) e quindi… il discorso sarebbe troppo lungo a volerlo fare seriamente.
Quello che voglio dirti, in sintesi, è che la realtà non è quella che altri fabbricano per noi (giornali e giornaletti e tg1.2.3.4.5.6.7.8.9.10), e lo scrittore in ogni caso con questa realtà “contingente” meno rapporti ha più la sua opera si rivela utile e duratura
LEGGI ATTENTAMENTE QUELLO CHE DICE BELLOW IN PROPOSITO
-Quando si apre un romanzo -e con ciò intendo un grande romanzo- si entra in intimità con chi lo ha scritto. Sotto le parole si sente una voce o, cosa ancor più significativa, un tono individuale. Questo tono il lettore lo identifica non tanto con il nome dell’autore, quanto con una qualità umana ben precisa e unica. Sembra scaturire dal petto, da un posto situato sotto lo sterno. E’ più musicale che verbale, ed è la firma di una persona, di un’anima. Uno scrittore simile è capace di governare la distrazione e la frammentazione, e da uno stato di angosciosa inquietudine, dal limitare del caos, sa ricondurci all’unità e a uno stato di attenzione intransitiva (…)
Narratori e romanzieri devono occuparsi delle qualità umane essenziali, trascurate e dimenticate da un mondo distratto (Il pubblico distratto, da “i conti tornano”, Saul Bellow)
ancora
-L’artista non può evitare il disordine della realtà contemporanea appellandosi a banchieri, costruttori e opinione pubblica, al fine di redimere la democrazia fabbricando con onestà o adottando teorie psicologiche, sessuali o politiche. Egli è destinato amaramente, nel migliore dei casi, all’amor fati, in termini nietzschiani, l’imperativo di abbracciare ciò che è. Un simile abbraccio non significa arrendersi; è soltanto l’accettazione necessaria di una serie di complessità (…) Questo cumulo di complessità è il dato supremo (da Le Jefferson lectures)
capofan
Set 27, 2009 at 13:48
è soltanto l’accettazione necessaria di una serie di complessità (…) Questo cumulo di complessità è il dato supremo (da Le Jefferson lectures?
grazie capofan. ma io non intendevo dire la mia sulla realtà, intendevo dire che lo scrittore - almeno io e altre migliaia - viviamo come voi, a prescindere da ciò che scriviamo. la realtà, i fatti (non la lettura dei fatti, opinabile) ci permeano, esistono. oriana fallaci era una solitaria. ma quando caddero le torri gemelle non poteva chiudere la finestra, lo stesso tutti quelli che erano LI’, a NY, hanno visto.
se io vivo nel quartiere cinese a milano, non posso fingere di non vedere ciò che vedo (irregolarità, mascalzoni, persone che non rispettano le leggi del vivere civile).
se vado a scuola alla scuola dei miei figli, non posso - in quanto scrittrice - esimermi dal vedere, capire, ascoltare.
se vado al supermercato vedo, magari, una persona anziana non rispettata.
io vado in tram, cammino, respiro ciò che esiste. anche se scrivo altro.
come tutti.
Catia
Set 27, 2009 at 14:05
Paola quello che vivi o senti tu prescinde dalla tua professione come per tutti.
E chi non si sente offeso dalle ingiustizie del mondo?
Non capisco l’ovvietà del tuo discorso. Ci sono scrittori che attingono dalla realtà, che scrivono della realtà come Saviano e ne pagano le conseguenze.
Non puoi salvare il mondo con i tuoi libri ma qualche anima sì dai, puoi consolare, far sognare, far riflettere, accendere un amore, illudere, deludere ma non puoi salvare il mondo. Forse grazie alla scrittura hai salvato te stessa da un dolore che poteva annegarti in una disperazione senza fine.Tutto qui.
capofan
Set 27, 2009 at 14:28
Oriana Fallaci, ho letto il suo libro “post torri” (non mi ricordo il titolo), ma insomma, normale che fosse isolata, vedeva una realtà alquanto diciamo “personale”… lo dico da ammiratore comunque del temperamento della donna, ma le sue paure sull’Eurabia sono del tutto infondate.
Certo il tuo quotidiano, vivendo nel quartiere dove vivi e nella città in cui vivi, è probabilmente, anzi sicuramente più intenso, in negativo, della media degli altri italiani… e posso capirti, il tuo quartiere l’ho visto e ricordo una “scenetta” di vita quotidiana cui ho assistito.
Ma proprio per questo può offrirti un quadro distorto e un po’ angoscioso della realtà, che ad esempio vista da un bel ristorantino sul mar della riviera, è sicuramente più rosea… perciò tempo fa ti dicevo di trasferirti in provincia!!! (sì, lo so che non puoi, Emma)
ti capisco, ti capisco: tra quartiere cinese e cronaca dei giornali, insomma bella non è… se non puoi cambiare quartiere, cambia almeno giornali!!! scherzo, Paoletta
io non voglio salvare nessuno, catia.
scrivo romanzi e basta.
avevo solo espresso una sensazione, un parere.
se queste sono le reazioni che suscito continuerò a parlare di librerie, un argomento che mi è consentito.
capofan
Set 27, 2009 at 14:52
Non capisco l’ovvietà del tuo discorso
Catia, a me pare che Paola abbia voluto solo dire che se qualcuno immaginasse lo scrittore, o almeno un certo tipo di scrittore, come chiuso in un castello dorato, non è comunque il suo caso.
capofan
Set 27, 2009 at 14:58
Emma, no. Continua a parlare del mondo e della tua realtà, e non farti “rinchiudere in libreria” da nessuno. Impara solo ad accettare il confronto, anche un po’ sopra le righe, quando serve. Senza rinunciare a dire la tua, ma lasciando che altri esprimano un parere sulle tue opinioni, tranquillamente.
Catia
Set 27, 2009 at 14:58
Volevo intendere che purtroppo nessuno può salvare il mondo Paola, manco io, e il fatto che i tuoi libri possano consolare, divertire, far pensare, deludere o sognare voleva essere un complimento. Se mi sono permessa di dire che hai salvato te stessa è perchè tu stessa hai parlato dei tuoi dolori e come la scrittura ti ha aiutato a superarli: “la sera, choccata per avere perso tutta la mia famiglia, scrivevo l’amore segreto. per curarmi, per sfogarmi. per scrivere. mi piaceva. non sto rivelando nulla di nuovo. ”
Solo questo. La mia non era affatto una reazione negativa. Spero avrai compreso.
Catia
Set 27, 2009 at 15:00
Capofan ho abbastanza cervello per capire quello che leggo non c’è bisogno che ribadisci l’ovvio, grazie e comunque ho appena risposto a Paola nel post precedente.
capofan
Set 27, 2009 at 15:01
Ovvio, Emma, che la cosa è reciproca: quando non sei d’accordo con gli altri, dillo, siamo tuoi ospiti ma non sei mica tenuta a darci ragione per questo
Catia
Set 27, 2009 at 15:03
A me questa nuova versione di Paola intima e pubblica nello stesso tempo mi piace molto, soprattutto senza la tua ombra Capofan. Voglio dialogare con la scrittrice come vorrebbero tutti i suoi lettori e oggi ho avuto l’onore e il privilegio di farlo.
Quindi davvero grazie Paola per le tue risposte e per la luce che mi hai mostrato, una parte di te stessa che mi ha fatto piacere conoscere.
capofan
Set 27, 2009 at 15:03
Catia, io ribadisco quello che mi pare, con il tuo consenso o senza. Stai discutendo su un blog e ognuno decide quello che vuole ribadire. A me di ovvio mi pare ci siano solo le tue argomentazioni, finora.
capofan
Set 27, 2009 at 15:05
Catia la mia ombra lo decide la titolare del blog se dev’esserci o no. Non tu.
Catia
Set 27, 2009 at 15:09
Ci mancherebbe altro, infatti a me interessava lei e il suo pensiero su determinati argomenti che sono venuti fuori. Non il tuo. Grazie Paola davvero.
Buon pomeriggio a tutti.
capofan
Set 27, 2009 at 15:12
Sì, ma a me non interessava che a te non interessasse il mio pensiero, perciò l’ho espresso comunque e continuerò a farlo tutte le volte che voglio.
Buon pomeriggio.
Non so cosa dire. M’innamorai di Paola scrittrice, quando colsi, come le briciole di pane sul sentiero del bosco dell’illuminazione,la donna che c’era dietro la penna. Nei libri che leggo, non mi sfugge quasi mai l’autobiografico di un qualsiasi scrittore anche a storia inventata. Ero sotto al piumone un marzo di due anni fa quando feci fatica ad alzarmi. Stavo leggendo L’Addio …e capii da piccoli indizi che Paola sarebbe diventata una delle mie scrittrici preferite, cosí rimasi tutto il giorno a poltrire per terminare il racconto. Così seguirono gli altri suoi frutti… Lo stile di Paola è inequivocabile. Lo riconoscerei tra milioni di altre penne. Per me, l’importante, è che uno scrittore abbia il suo stile/modo personale che lo renda unico tra la jungla degli “altri”. Ci sono libri più o meno riusciti di un autore . Basti pensare ai cantanrti di successo…quando sperimentano nuove strade e/o musicalità. Anche Paola ha scritto dei libri più belli di altri, e sono contento che i gusti dei fans siano diversi. In ogni caso , anche l’amore non è esente da difetti. Se chi scrivesse fosse Dio sarebbe di una noia mortale. Essendo innamorato alla mia maniera di Paola (no, non te la porto via Capo) l’accetto in toto… e tutto quello che scrive mi va bene…riservandomi di mettere nella mia personale hit parade quello che mi garba di più.
Per le brutture del mondo basta fare delle piccole buone azioni ogni giorno. E’ la classica goccia. Ma se le brutture paralizzano, si rimane schiavi impotenti delle stesse.
Perché si scrive? Perché uno nasce scrittore. Non si diventa…assolutamente. C’è chi è scrittore e non lo sa di esserlo…ma chi scrive è perché gli è stato assegnato dal destino. Ai giorni nostri uno su un milione fa lo scrittore per trarne profitto economico. Gli altri, giustamente, scrivono e lavorano. Scrivere è un bel sacrificio e dev’essere preso per tale. Penso che lo scrittore abbia le parole nel sangue. La vita, lo scenario di questa vita diventano trasfusioni di creatività.
Io scrivo per piacermi e piacere agli altri. Mi piace condividere quello che amo. Se poi non piaccio a qualcuno pazienza. Cè sempre un fiore nel deserto.
BACI PPP 2009
capofan
Set 27, 2009 at 15:36
Caro Pablo, guarda che io non sono mai stato geloso in vita mia, e di Emma mi considero un ammiratore tra gli altri, non ho nessun timore che qualcuno me la porti via perché una copia dei suoi romanzi in libreria la troverò sempre. Il fatto di poterci dialogare direttamente è una bella cosa, che è servita a farmela scoprire, ma ormai è un di più. Un di più sempre interessante, ma non indispensabile. Se anche non ci scambiassi più un pensiero direttamente, come autrice continuerebbe sempre a interessarmi.
Comunque sul tuo post sono d’accordo, davvero un bel post.
Capo…era nel senso ironico… .
Grazie. Quello che scrivo è un ruscello che corre attraverso rocce, insenature e si snoda dalla mia anima alla foce del mare. Semplicemente.
Una bella, anzi bellissima serata a te e a tutti gli amici visibili ed invisibili.
PPP
PPP non appena sono in gradi di camminare vado alla posta e ti mando un nuovo pacchetto: è arrivata l’edizione tedesca, la copertina è inguardabile… ma le tue poesie sono belle anche in tedesco.
giovedì mi danno quella olandese, spero di riuscire ad andare… forse è meglio mandare entrambe le edizioni nello stesso pacchetto.ciao
capofan
Set 27, 2009 at 17:59
OOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHHHH, E A ME NOOOOOOOOOOOO???’ EMMA. LO VOGLIO PURE IO IL ROMANZO TEDESCO OLANDESE TUTTIIIIIIIIIIIIIII, IO FACCIO LA COLLEZIONE!
capofan
Set 27, 2009 at 18:02
HO PERSINO ALCUNI VECCHI “IO DONNA” CON LE tue interviste, non tutti ma qualcuno l’ho consevato
voglio TUTTI I ROMANZI STRANIERI PURE IOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
(però se devo scegliere tra quell otedesco e quello spagnolo E’ USCITO ANCHE IN SPAGNA? scelgo quelli in spagnolo
certo capofan. no, in spagnolo esce nel 2010.
ti ho mandato la francia e dunque…
capofan
Set 27, 2009 at 19:00
grazie Emma. Ho strillato un po’ solo per ricordartelo
2010, va bene, aspetteremo. E poi gli USA… ma chi ci arriva a tanto? Pochissimi, i migliori. Questa è l’unica critica che conta, il resto è aria.
scendo a cena, ciao
Chiara
Set 27, 2009 at 19:04
Sono io che non so che dire. Davvero.
Paola, solo silenzio dinanzi alla tua vita.
Rispetto a voi sono una neofita, ho scoperto Paola scrittrice quest’estate, mi ha colpito, più di ogni altra cosa, una sensibilità fuori dal comune nel descrivere, nel raccontare, nel vivere di Emma..sto cercando di recuperare..e quella sensibilità ritorna in ogni pagina..
un abbraccio a tutti
C.
capofan
Set 28, 2009 at 07:59
alle donne del blog: se vi conciassero la macchina così, come ci rimarreste?
impossibile postare la vignetta giusta, ma mi riferivo a quella « Avez-vous le livre dont on va parler tout l’hiver ? »
capofan
Set 28, 2009 at 09:19
Uno dei “capofanici” articoletti (questo è l’ultimo) che periodicamente appaiono sulla stampa locale (online e cartacea, messaggero etc), la battaglia sindacale si fa anche così. Ovviamente li scrivo in 5 minuti e senza stile, basta farsi capire
Strada facendo perdono frasi, virgole, ma l’importante è che arrivino. Questo è il testo integrale (invece, ad esempio sul messaggero ne è uscito metà
W EMMA e la sua INSOSTITUIBILE RUBRICA!
(su quanto è bella non dico niente, perché so che è assolutamente insensibile al tacchinaggio e quindi farle i complimenti è tempo perso
Ma si può raccontare meglio un libro, di come fa la nostra Emma???
Isabel Fonseca non l’ho letta ma mi pare SLURPPP
(mi sa che qusto libro me lo compro…)
http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01128/arts-graphics-2008_1128458a.jpg
Oggi ultimo giorno di Finlandia, purtroppo domani torno a casa e lunedì si riprende il solito tran tran.
Molti sono già partiti quindi ho la postazione Internet dell’albergo tutta per me.
Un pensiero a Paola e al suo piedone.
Io sono qui con una borsa di studio del programma europeo LLP (Long Life Learning Programme) per l’azione Comenius per l’aggiornamento in servizio dei docenti. Questo programma è lo stesso del Socrates quello che organizza la permanenza all’estero degli studenti.
Una volta le borse coprivano ampiamente tutte le spese, ma da un paio d’anni con l’ingresso dei paesi dell’est nell’Unione e il conseguente aumento dei paesi membri si sono ridotte e a volte non coprono le spese di viaggio come nel caso di paesi cari come la Finlandia. Infatti il viaggio me lo pago io. A dire la verità per ora ho pagato tutto io perché l’Agenzia italiana (a differenza di altre agenzie come per esempio quella finlandese) paga solo dopo aver ricevuto tutta la documentazione dell’avvenuto viaggio e la relazione finale. Tre anni fa sono andata in Olanda e la mia scuola mi ha pagato dopo un anno!
Tuttavia è un’esperienza che consiglierei a tutti gli insegnanti con conoscenza dell’inglese (o di altra lingua di lavoro del paese ospitante) perché è molto istruttivo vedere scuole di altri paesi e soprattutto parlare con colleghi stranieri.
Stamattina abbiamo assistito ad uno spettacolo in inglese messo in scena in palestra dai ragazzi della Saari Skuol.
Botta di depressione immediata: i ragazzi entrano in fila per due, si dispongono ordinatamente davanti al palco e si siedono a terra. Nessuno si muove, nessuno si sposta per sedersi vicino all’amico, nessuno cerca di parlare con il compagno di un’altra classe, nessuno chiede di andare in bagno. E’ una storia ambientata nel Vecchio West messa in scena con la collaborazione di due attori inglesi che insieme a molti altri fanno questo lavoro in giro per il mondo (anche in Italia).
Poi i due attori tengono un laboratorio di animazione per noi e mi diverto a giocare a “Duck Duck Goose…”
Ieri sera di aurora boreale neppure l’ombra, l’unica che ho visto è stata quella proiettata sul maxischermo dell’Arkticum, un centro studi sull’Artico che ho visitato oggi pomeriggio.
Ho appena visto la rubrica di Emma..ieri ero fuori a cena e ringrazio capofan per averla trovata..
Paola, come va il piede?? spero meglio..nonostante tutto perfetta..che curiosità la Fonseca, “moglie intelligente”..
buon rientro Rita..ma questi alunni sono reali?? poi ci racconterai..
dolce notte
C.
grazie a te, Chiara.
Buon pomeriggio a tutti
sono tornata sul suolo patrio ed ho un sacco di cose da fare anche perchè domani sono di nuovo fuori ad una rimpatriata con dei vecchi amici di 25 anni fa
Ci sentiamo in seguito
Buon weekend
bentornata rita, ciao amici.
il mio piede rotto (cioè dita rotte) è viola come una melanzana. e io sono molto triste. non per il piede. perdonate se non posto nulla di nuovo, ma sono chiusa in casa da mercoledì.
Emma per tirarti su non mi viene in mente niente di meglio che farti vedere qualche libreria
(Emma, è uscito anche in Spagna, il romanzo?)
http://www.youtube.com/watch?v=yqTNJcoqZRo&feature=related
libri antichi a Milano
http://www.youtube.com/watch?v=4c3HD85eNzs&feature=related
va bene, va bene, pure la Morgan… auff, IO TI VIZIO!
http://www.youtube.com/watch?v=luHgveEnS_Y
per il piede a melanzana regolati così
http://www.youtube.com/watch?v=Pbcnkvc2Y0c
Emma, in questa libreria scommetto che non ci sei mai stata
(se vuoi visitarla devi andare a MILANO, e chiedi “per la galleria”. Non preoccuparti, non è pericoloso, digli che ti mando io)
http://www.youtube.com/watch?v=u8qEhtw6CTs&feature=related
avrei voluto scrivere un post sulla tristezza. era tanto tempo che non pensavo alla tristezza. perchè è troppo tempo che non mi fermo. e io so, sono certa, che faccio una vita che non mi corrisponde. e perchè la fai, direte voi? E cosa deve dire un operaio, un disoccupato (fra poco lo sarò anche io…), una persona sfortunata, ammalata, disperata… anche loro non fanno la vita che desiderano.
giusto.
sono blindata in casa da mercoledì e l’unica cosa che riesco a fare è pensare. ho 38 di febbre dunque prendete con beneficio d’inventario ciò che scrivo, ma continuo a pensare che - se si esclude la natura, il mare, ad esempio che mi fa sentire immersa nella pace e in qualcosa che dà serenità -faccio un sacco di “cose” e quando le faccio mi vengono pure benino, ma non c’è nulla, o quasi nulla, che MI PIACE, che faccio per piacere e non per dovere. mi chiedono un articolo? Lo scrivo. ma non mi diverto mai, non provo il minimo piacere nel fare nulla. adesso devo scrivere un libro gratuitamente per le case famiglia del CAF, parla di bambini abusati, abbandonati, trovatelli… ce l’ho tutto in testa e, soprattutto, nel cuore. NON RIESCO. riesco solo a stare ferma. m sembra tutto inutile, ho la sensazione, quasi l’allucinazione, di vivere in un immenso mercato, anche quello che scrivo, libri, è un prodotto dunque sono dentro il sistema immersa anche io… i figli, sì, i figli, sono concreti. e non prodotti. ma il resto? vi è mai capitato di desiderare di buttare giù tutto a casa e desiderare una casa quasi spoglia, con l’essenziale per vivere e basta? Di voler buttare tutti i vestiti e le scarpe perchè tutto è orribile? Dite che sto impazzendo?
le tre cose più importanti sono la salute, il tempo e la libertà. oggi vorrei queste tre cose. vorrei il tempo di fermarmi, la libertà di stare a lungo a pensare e ripensare alla mi avita.
pensateci: non è il massimo del lusso?
EMMA, NON BUTTARE LE SCARPE SENNò POI DEVI RICOMPRARLE
I libri, sono prodotti da sempre, EMMAAAAAAAAAAA! e quando non lo sono c’è da preoccuparsi.
Devi solo guardare oltre e “relativizzare”, siamo tutti pieni di problemi e difficoltà varie
Emma, le lamentazioni risalgono almeno ai tempi di Giobbe. leggi qua
3,1
Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: “E’ stato concepito un uomo!”.
7,1
Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
14, 1-2
L’uomo, nato di donna, breve di giorni e sazio d’inquietudine, come un fiore spunta e avvizzisce, fugge come l’ombra e mai si ferma.
17, 1
Il mio spirito vien meno, i miei giorni si spengono; non c’è per me che la tomba!
———-
e Macbeth?
Consumati, spegniti, piccola candela! La vita non è che un’ombra che si muove. Un mediocre commediante che si pavoneggia etc etc
———————————————————————————————————–
Insomma, la vita è una vitaccia, ed è così da sempre!!!
quando i libri sono prodotti, ovvero merci che si comprano e si vendono, vuol dire che comunque c’è una civiltà sviluppata che funziona e le cose vanno alla grande. Ci sarebbe da preoccuparsi se i libri non fossero prodotti, casomai. Per fortuna tu sei nel sistema e con i tuoi romanzi contribuisci alla produzione, e stampando e vendendo i tuoi prodotti (cioè anche grazie a te) molte famiglie portano a casa lo stipendio.
Poi un altro discorso è il capitalismo selvaggio, ovvero l’imbecillità ridicola fatta sistema economico e che ci stressa tutti… ma qui il discorso sarebbe troppo lungo, per cui è inutile incominciarlo.
Eppure nella pazzia ci si può di colpo ritrovare. Quella pazzia che è un j’accuse a tutto e a tutti…un volersi ripulire di qualcosa che continua a macchiare la nostra anima. Un riprendersi in mano e decidere da capo quello che dev’essere fatto. Una botta alla staticità emotiva. Un sentirsi forti e cattivi sapendo d’essere fondamentalmente buoni. Un dire a noi stessi : LE LANCETTE LE GIRO IO, IL TEMPO FARA’ IL RESTO!!
Non sei pazza, sei solo stanca. I pazzi non si dicono pazzi. Riposati. Non si va all’inferno per così poco. Buttare dalla finestra dei libri non fa mai male…solo i migliori rimagono nello scaffale!
PPP
notte Emma, e su col morale…
http://www.youtube.com/watch?v=fGWzfW5wzTw
questo un po’ l’anno girato dalle mie parti, non è un caso
http://www.youtube.com/watch?v=-gr94xIwsaE&feature=related
nell’albergo del finale di questo spezzone (porta rossa) anni fa ho alloggiato tre giorni, è uno dei più antichi d’italia e comodissimo per visitare Firenze, e nemmeno troppo caro
consigliabile
http://www.youtube.com/watch?v=zZI0aVyymRw&feature=related
notte Emmà!!! tirati su, mi raccomandoooooooooooooooooooooooo
http://www.youtube.com/watch?v=8MWVo1fjRsQ&feature=related
Per favore Capofan risparmiami la solfa del ” grazie a te campano un sacco di persone.”
Se scrivo un libro primo è perchè mi piace, secondo perchè mi piacerebbe avere successo e condividere con tantissime altre persone quello che ho costruito scrivendo. Un dare e avere che non moritifichi il mio essere e quello degli altri.
Se la frustrazione di Paola nasce dal fatto che il suo libro è un prodotto editoriale, e non soddisfa le sue esigenze culturali e neanche quelle dei lettori, da scrittrice consumata qual’è doveva capirlo in tempo. Allora è il tempo di fermarsi e riflettere sulla qualità della propria scrittura e su ciò che si vuole esprimere scrivendo, a prescindere dal mercato editoriale. Il tuo lamento cara Paola è una frustrata nei confronti di coloro che scrivono libri bellissimi e che non riescono a pubblicare e tu ti senti stritolata da questo meccanismo? Perdona la franchezza cara ma è davvero arrivato il momento che incominci a riprendere in mano ciò che ti era sfuggito: il perchè scrivi.
Con affetto, nonostante le distanza, Catia.
“Se scrivo un libro primo è perchè mi piace, secondo perchè mi piacerebbe avere successo e condividere con tantissime altre persone quello che ho costruito scrivendo”, dici tu.
Catia, queste sono le tue motivazioni, assolutamente legittime. Io invece se scrivessi lo farei solo ed esclusivamente per guadagnare soldi, ognuno la pensa a modo suo
Quello si era capito Capofan, anche a discapito della qualità letteraria, però…
ma sono mie opinioni
non è detto, Catia. Cervantes scriveva dichiaratamente con la speranza di ricavarne fama e soldi ed è considerato da molti il maggior romanziere di sempre (ad esempio, Leopardi disprezzava il romanzo con l’eccezione del don chisciotte, lo riferisce Calvino
ma guarda Capofan che tutti scrivono per fama e soldi. Il problema è riuscire a coniugare la qualità con le vendite. A quanto pare pochi ci riescono. non ne faccio assolutamente un problema di moralità ci mancherebbe altro. Se poi pensi al tutto quello che può portare il successo di un libro tipo film, gadget, ospitate a pagamento ecc. ecc.
Quello che non mi piace è Capofan:
devo costruire un libro perchè abbia successo?
O devo scrivere un libro perchè abbia successo?
Sei un uomo intelligente e penso tu abia capito il senso della mia domanda.
certo i libri sono prodotti di vendita, sta a noi farli diventare letteratura. Lo scrittore ha questo potere mi pare…
devo costruire un libro perchè abbia successo?
O devo scrivere un libro perchè abbia successo?
Catia, ho capito la domanda. Un romanzo va costruito e scritto, non vedo contraddizione. Quello che conta ai fini “culturali” è che la costruzione sia abitabile e non fine a se stessa, come ad esempio accade nei romanzi di Eco. Quelli sono romanzi “costruiti”, “macchine artificiali che non hanno altro scopo che di esibire se stesse”, come le definisce giustamente Petronio o Ferroni, non ricordo. Hanno sì ottenuto successo commerciale, ma non valgono niente: eppure certi criticonzoli li stimano molto, probabilmente perché l’autore è della loro stessa parrocchia.
Il romanzo di Paola, invece, può piacere o non piacere. Ma tutto si può dire tranne che sia “costruito” nel senso che intendi tu. E’ un romanzo sentito e per niente artificiale, per due motivi: primo perché Paola non è “artificiosa”, secondo perché anche se volesse non saprebbe costruire come un vero costruttore “alla Eco”, per capirci.
Paola ha scritto un piccolo capolavoro “geniale” (perché tu mi hai sorriso: il finale per me era assulutamente inaspettato e sorprendente, e il “crescendo” serrato e progressivo in modo davvero magistrale, come si dice) che avrebbe meritato uno strega molto più di tanti stregati degli ultimi anni
“Noi due” invece è sicuramente il romanzo più sentito e autentico che lei abbia mai scritto. C’è tutta Paola, se piace lei piace il romanzo, sennò niente. Ma tutto è meno che artificiale
“Noi due” invece è sicuramente il romanzo più sentito e autentico che lei abbia mai scritto. C’è tutta Paola, se piace lei piace il romanzo, sennò niente. Ma tutto è meno che artificiale
Sai Capofan mi piacerebbe tanto che Paola difendesse il proprio prodotto con la passione con cui lo difendi tu, invece di stare rinchiusa nel suo eremo da cui ogni tanto viene fuori un flebile grido, un lamento e poi il silenzio.
Bene, mi fermo qui. Buona domenica a tutti.
cari amici,
oggi la febbre è salita a 39 e il piede è viola non più come una melanzana, ma come una pozza di petrolio. adesso arriva l’ortopedico… per rispondere a catia: io ho cominciato a scrivere libri (prima lavoravo a repubblica e scrivevo articoli) perchè stavo a casa tutte le sere, dolorante: mio fratello si era ucciso a militare, mia sorella lo ha fatto nel 1997, mia mamma non ha retto ed è morta il 15 giugno 1997. il 16, 24 ore dopo, mi hanno licenziata dalla scala, senza giusta causa, difatti poi è accaduto a tutti gli altri, da ultimo come hanno scritto tutti i giornali del mondo al sovrintendente fontana. ero come un pugile suonato messo all’angolo. la sera, choccata per avere perso tutta la mia famiglia, scrivevo l’amore segreto. per curarmi, per sfogarmi. per scrivere. mi piaceva. non sto rivelando nulla di nuovo. lo dico nelle interviste. poi piero gelli, mitico e straordinario editor lo ha letto. lo ha dato all’editore dalai e lui lo ha pubblicato. poi ha venduto tanto. poi mi hanno chiesto di passare alla rizzoli, ho scritto l’addio e poi alla bompiani (gruppo rizzoli) nè con te né senza di te e perchè tu mia hai sorriso. poi noi due come un romanzo per mondadori. adesso devo scrivere un nuovo romanzo per bompiani. scrivo perchè mi piace e perchè gli editori mi fanno contratti, scrivo dedicando alla scrittura tutto il tempo lasciato libero da otto ore di ufficio al giorno, dalla famiglia, rinuncio alle vacanze (tranne quest’anno), scrivo alla sera, il sabato e la domenica. scrivo come tanti di voi. perchè mi piace farlo. le mie considerazioni di stanotte derivano da aver passato, causa piede, varie ore a leggere giornali e guardare la televisione: lo spettacolo che ci circonda è devastante, a livello mondiale. non era una considerazione intellettuale, la mia, o contro il mercato, erano pensieri. punto e basta. io sono stata fortunata perchè mi hanno pubblicata il primo romanzo e ho sempre trovato editori che hanno creduto in me. molto fortunata rispetto ad altri scrittori che non riescono a pubblicare. ma il mio percorso è sempre stato lineare, quasi semplice. se poi i romanzi vendono, meglio per tutti. tutti sono liberi di stroncare, ignorare, criticare. non ho mai detto nulla in proposito. io mi spendo per i miei libri, io vado in giro per l’italia facendo sacrifici di tempo ed energie, perchè da piccola mi hanno insegnato che bisogna impegnarsi, perchè mi sento responsabile nei confronti di editori e lettori. tutto qui. è una scelta. a volte non ci sono retroscena di alcun tipo. scrivo sul corriere della sera perchè me lo chiedono. scrivo su io donna perchè me lo hanno chiesto, dicono che le mie interviste vanno bene. e allora lo faccio. tutto qui. non ho retropensieri. solo idee: le propongo e le accettano. avranno le loro ragioni, certo anche commerciali, ma non sono io a stabilire le regole. ho una bravissima agente americana che vende i miei romanzi agli editori stranieri. brava lei. tutto questo non significa che io viva sulla luna, lo vedo quello che ci circonda, che il mondo stia cambiando, che ci siano profonde ingiustizie sociali lo vedo tutti i giorni, nel posto dove lavoro, nei luoghi di lavoro in giro per l’italia. volevo chiarire a catia che forse sono stata fraintesa, non mi sento stritolata in nessun meccanismo: parlavo in generale; ieri guardavo i servizi sul nucleare, sull’iran, sull’economia, sui bonus ai banchieri, e sentivo che tutto era profondamente ingiusto… eccetera e sulla disoccupazione, stavo immobile per il piede e ho visto tanta aggressività in tv, gene che si insulta, ieri persino una madre che intentava causa al figlio in una trasmissione del mattino, insomma mi sembra che qualcosa non vada, che ci sia in giro un’atmosfera di paura, violenza tra esseri umani senza dover andare in afghanistan. poi mi è capitato, causa piede, di vedere per la prima volta una trasmissione della de filippi, non ci ho capito molto, ma mi è sembrata carne da macello… insomma tutto qui. anche se emma la mia libraia è un condensato di ottimismo (ma e’ un personaggio da romanzo) io sono una persona normale, che vive calata nella realtà.
quanto al fatto che scrivo e del perchè scrivo è semplice: perchè mi viene. mi vengono in mente delle trame e le scrivo. non c’è altra ragione.
non ho scritto un lamento e se così fosse me ne scuso: hanno più ragione di lamentarsi le persone, operai e impiegati, che stanno perdendo il lavoro. o le persone ammalate, o chi vive la sofferenza sulla sua pelle.
non era un lamento.
erano delle considerazioni sul mercato in generale, su una società che non mi piace, ma che non piace quasi a nessuno. dalle città in guerra alle città in pace come milano, dove migliaia di persone stanno male, dove non c’è un giardino dove portare i bambini, dove le polveri sottili fanno venire l’asma ai suddetti, dove il caro vita sta falciando un’intera classe sociale.
dove migliaia di precari sono a spasso, dove i giovani non hanno futuro, dove molte aziende tagliano posti di lavoro approfittando della “crisi” eccetera eccetera.
questo non ha nulla a che vedere con la letteratura.
questa è la realtà.
un abbraccio
non sto in un eremo. vado al lavoro tutti i giorni, vado a fare la spesa, vado a pagare le bollette (non ho ancora capito come farlo su internet), porto i ragazzi dal medico, sono stata a feste di scuola materna, colloqui con i professori, insomma tutto quello che fanno le mamme. sono stata a promuovere il romanzo perchè così mi chiede la casa editrice e i librai, lil sabato e la domenica devo scrivere gli articoli per io donna, pulire la casa, fare pranzo e cena (male perchè non so cucinare), insomma faccio quello che fanno tutti. solo che avendo un lavoro fisso, il tempo che dedico alla scrittura è il cosiddetto tempo libero: sere, sabati e domeniche, e vacanze.
non ho mai, in dieci anni di scrittura e dalla pubblicazione di n mio lavoro, difeso un mio “prodotto”: lascio che ognuno giudichi da sè, come vuole, nei tempi e nei modi che vuole. non per snobismo, ma perchè tutto quello che dovevo dire l’ho scritto. se non pice, se piace, non è compito mio giudicare. ci mancherebbe. perchè devo difendere un prodotto? prodotto… se piace sono contenta, e ho tanti riscontri, se non piace pazienza. non è una ricerca scientifica, è narrativa. non sto nell’eremo. scrivo solo se ho qualcosa da dire. il lamento in quetso momento non è flebile perchè sto piede fa un male cane. comunque grazie delle osservazioni, sono preziose. forse bisogna scrivere solo se si è in forma, in buona salute. farò tesoro di questi suggerimenti.
capofan ama i miei romanzi e li difende con entusiasmo. a volte mi imbarazza pure. ma è libero di farlo. così come sarebbe libero chiunque altro volesse stroncarli.
quando chiedevano a dorothy parker perchè scriveva, lei, candida, rispondeva “ma per soldi, mia cara”.
Paola ma allora esisti? bene e grazie della risposta.
Sai non dimenticarti mai che al di là di tutto, su questo blog ci sono i tuoi lettori,tra i quali la sottoscritta, e mi sembra doveroso ogni tanto che la SCRITTRICE PAOLA CALVETTI interagisse con loro, con tutto il rispetto per Capofan.
Quindi davvero grazie per la bella lettera che hai scritto. Di grandi dolori è costellata la vita di ciascuno e ti auguro che la scrittura, al di fuori delle motivazioni materiali, ti renda soprattutto FELICE! Finchè sarà così scrivi…scrivi…scrivi…
Catia
Torno a scrivere dopo un po’ di silenzio, e lo faccio qui per l’ultima volta.
Riguardo al fatto del romanzo di Paola, può piacere non non piacere. Come tutto del resto. Lo stesso vale per i vini, i quadri, le sculture ed ogni altra forma d’arte.
Quello che non è classificabile nei canoni scientifici è passibile di giudizi divergenti. Il romanzo di Paola è ben scritto, magari un po’ didascalico nella descrizione della Morgan e della sua storia, ma non lo definirei “artefatto” nel senso di costruito ad uso puramente commerciale in ogni sua parte.
Io non faccio molto testo, lo ammetto. Ho letto molto meno di tutti voi e quindi ho molto meno la possibilità di fare paragoni eruditi.
Io per scrivere il mio romanzo ho dovuto trovare la forza di superare un blocco interiore che mi portavo dentro da anni.
Ho dovuto innamorarmi di uno sconosciuto per innamorarmi anche della mia scrittura.
E non mi importa di girarci intorno, le ipocrisie non fanno per me.
Ho conosciuto Paola di persona, l’ho guardata negli occhi e mi è bastato.
Se il suo romanzo sia alta letteratura, puro commercio, editoria bassa e danarosa, non sta a me giudicare. Io leggendolo mi sono emozionata. Da lettrici questo mi basta. Non ho buttato via i diciannove euro di copertina.
Se poi abbia messo una frase di Baricco senza citarlo, affari suoi. Se abbia chiesto consigli per i titoli citati, altrettanto affari suoi.
Io senza il mio innamoramento “letterario” non avrei mai scritto un cavolo di niente. Come mi disse Pablo, avrei scritto qualche sceneggiatura da telefilmetto di prima di cena.
Cos’è un reato incontrare qualcuno che ti smuova qualcosa dentro?
Ho passato gli ultimi mesi ad arrovellarmi su questo. Cosa provavo o non provavo.
Mi è stato concesso di vivere un sogno. Di fare un volo pindarico ad alta quota, l’ho vissuto e ne sono felice. Ho scritto il mio romanzo e ne sono felice.
Basta ipocrisie. Io amo, con una piccola part di me folle e irrazionale, l’uomo che mi ha concesso di tirare fuori la vera me stessa.
Lo amo perchè ha saputo usare la testa quando io l’avevo persa. Che ha saputo fermarmi quando io non capivo la distinzione tra reale e immaginazione.
Voglio bene a Paola, chissenefrega se non ha parlato della mia presentazione per lei. Non avrà avuto tempo o voglia. Non cambia quello che ho condiviso con lei.
Insomma, non giriamoci intorno!! Che Paola abbia citato altri, che si sia fatta consigliare, chissenefrega…. Il libro è completo, tutto sommato armonioso e assolutamente leggibile.
E io, dal canto mio non mi pento di averlo letto.
Per il resto vado avanti con la mia vita. Pensando alla mia famiglia e al mio lavoro.
Basta con le ipocrisie!!
Paola ti voglio bene!!
Una piccola parte di me conserva con un bel ricordo l’ispiratore della mia scrittura e lo amerà sempre per quello che mi ha permesso (facendo nulla di rilevante, lo ammetto) di diventare quella che sono oggi.
Ciao ragazzi…. Buona vita a tutti!!
http://www.leiweb.it/people-e-news/news/09_a_cristina-dalai-intervista.shtml
http://www.leiweb.it/people-e-news/news/09_a_monique_veaute_palazzo_grassi_venezia.shtml
Cara Emma, la storia della tua famiglia non la sapevo, però intuivo che dietro ai tuoi “mondi” romanzeschi -specie quelli che, come l’ultimo, assumono tonalità appena un po’ (deliziosamente) rosa-, doveva esserci un dolore.
E che nel tuo caso la scrittura è prima di tutto una necessità “emotiva” pure l’avevo capito. Poi c’è anche la bravura e il conseguente successo commerciale, com’è giusto.
Il romanzo perfetto non esiste (forse tra le “arti della scrittura” solo la poesia, in rari casi, può raggiungere una qualche “perfezione” formale), nessuno lo ha mai scritto.
Paola, io non ti “difendo” ed elogio per sport, ma perché sono convinto del tuo valore e so -come chiunque abbia letto i tuoi lavori- che molto di buono hai dato: e il meglio è ancora da venire, anche di questo sono convintissimo.
MA LASCIA PERDERE LA CRONACA, SE VUOI UN CONSIGLIO: il mondo è sempre stato così e anche molto-molto-molto peggio di così!!!
Non affliggerti con notizie che sono sempre le stesse e “drammatizzate” ad arte. I giornali ci servono e sono utili a patto di dargli il giusto peso. L’informazione televisiva, poi, tranne rare eccezioni parla di tutto meno che di quello che interessa.
Specie i Tg, non guardarliii (io cambio sempre canale quando c’è il tg), sono l’esatto contrario dell’informazione, vogliono solo farti credere che quelle che raccontano sono le notizie importanti, mentre delle cose veramente importanti non parlano mai nemmeno per sbaglio, anzi evitano accuratamente di parlarne: i TG sono la peggiore “disinformazione di regime”, qualunque esso sia, che governi Prodi oppure Berlusconi
“ieri guardavo i servizi sul nucleare, sull’iran, sull’economia, sui bonus ai banchieri, e sentivo che tutto era profondamente ingiusto… eccetera e sulla disoccupazione, stavo immobile per il piede e ho visto tanta aggressività in tv, gene che si insulta, ieri persino una madre che intentava causa al figlio in una trasmissione del mattino”
Emma, il nucleare dell’iran è tutto un chiacchiericcio: nemmeno tra tre secoli userebbe una bomba nucleare, l’iran, non preoccuparti. sa benissimo che verrebbe raso al suolo due minuti dopo, e a questo proposito ti ricordo la “gaffe diplomatica” di Chirac che lo disse a chiare lettere
ciaooooooo
non affliggerti per le notizie, il mondo non è mai stato tanto giusto come oggi… sapessi che accadeva in passato, al mondo…
sa benissimo che verrebbe raso al suolo due minuti dopo
anzi, probabilmente due minuti prima, se i servizi segreti fanno il loro lavoro, e sanno farlo, mossad in primis
sul nucleare, pensa solo che se siamo vissuti in pace negli ultimi 50anni lo dobbiamo alla “reciproca distruzione assicurata” dovuta agli armamenti atomici
“Si vis pacem para bellum” dicevano i romani, dico bene, Chiara?
era per fare degli esempi. era per dire che anche se sei o credi o ti fanno credere di essere uno scrittore, non poi vivere lontano dalla realtà.
Sì Emma, l’ho capito. Ma la realtà non è quella che si legge sui giornali. Ad esempio tu citi l’Iran, del cui nucleare siamo tutti preoccupatissimi. O meglio, lo saremmo se scambiassimo per realtà quello che è scritto sui giornali. Se invece non ci accontentiamo di questo, ma andiamo a informarci veramente, scopriamo ad esempio che la metà della spesa militare mondiale è di un solo paese, gli Usa. Il resto del mondo, Russia compresa, spende per gli armamenti quanto i soli Usa, grosso modo: vuoi davvero che il nucleare iraniano faccia paura a qualcuno? Il pressing sul’Iran ha il solo scopo di controllare il prezzo del petrolio, banale. Pensa che in Iran, uno dei maggiori produttori mondiali, spesso manca la benzina, mentre da noi non manca mai: capito mi hai? se non tenessimo sotto scacco continuo l’Iran, sanzioni economiche etc, quelli abbasserebbero la produzione, il prezzo del barile schizzerebbe alle stelle e le nostre economie crollerebbero. tutto qua. Quando hai capito questo non serve continuare a leggere servizi sull’iran e cumuli di notizie, utili sì, ma solo agli editori di giornali.
I bonus ai banchieri, il consumismo etc. sono effetti, non cause. Effetti del capitalismo, del tipo cosiddetto “selvaggio”. Sarebbe possibile e auspicabile un capitalismo ben temperato (di cui alcuni paesi scandinavi hanno offerto il modello più spinto, forse però esagerando) ma il mondo è stato volutamente “globalizzato” (questa volontà viene raccontata dai giornali come necessità) e quindi… il discorso sarebbe troppo lungo a volerlo fare seriamente.
Quello che voglio dirti, in sintesi, è che la realtà non è quella che altri fabbricano per noi (giornali e giornaletti e tg1.2.3.4.5.6.7.8.9.10), e lo scrittore in ogni caso con questa realtà “contingente” meno rapporti ha più la sua opera si rivela utile e duratura
LEGGI ATTENTAMENTE QUELLO CHE DICE BELLOW IN PROPOSITO
-Quando si apre un romanzo -e con ciò intendo un grande romanzo- si entra in intimità con chi lo ha scritto. Sotto le parole si sente una voce o, cosa ancor più significativa, un tono individuale. Questo tono il lettore lo identifica non tanto con il nome dell’autore, quanto con una qualità umana ben precisa e unica. Sembra scaturire dal petto, da un posto situato sotto lo sterno. E’ più musicale che verbale, ed è la firma di una persona, di un’anima. Uno scrittore simile è capace di governare la distrazione e la frammentazione, e da uno stato di angosciosa inquietudine, dal limitare del caos, sa ricondurci all’unità e a uno stato di attenzione intransitiva (…)
Narratori e romanzieri devono occuparsi delle qualità umane essenziali, trascurate e dimenticate da un mondo distratto (Il pubblico distratto, da “i conti tornano”, Saul Bellow)
ancora
-L’artista non può evitare il disordine della realtà contemporanea appellandosi a banchieri, costruttori e opinione pubblica, al fine di redimere la democrazia fabbricando con onestà o adottando teorie psicologiche, sessuali o politiche. Egli è destinato amaramente, nel migliore dei casi, all’amor fati, in termini nietzschiani, l’imperativo di abbracciare ciò che è. Un simile abbraccio non significa arrendersi; è soltanto l’accettazione necessaria di una serie di complessità (…) Questo cumulo di complessità è il dato supremo (da Le Jefferson lectures)
è soltanto l’accettazione necessaria di una serie di complessità (…) Questo cumulo di complessità è il dato supremo (da Le Jefferson lectures?
chiaroooooooooooo????
http://www.youtube.com/watch?v=wJOhQ-eOims
grazie capofan. ma io non intendevo dire la mia sulla realtà, intendevo dire che lo scrittore - almeno io e altre migliaia - viviamo come voi, a prescindere da ciò che scriviamo. la realtà, i fatti (non la lettura dei fatti, opinabile) ci permeano, esistono. oriana fallaci era una solitaria. ma quando caddero le torri gemelle non poteva chiudere la finestra, lo stesso tutti quelli che erano LI’, a NY, hanno visto.
se io vivo nel quartiere cinese a milano, non posso fingere di non vedere ciò che vedo (irregolarità, mascalzoni, persone che non rispettano le leggi del vivere civile).
se vado a scuola alla scuola dei miei figli, non posso - in quanto scrittrice - esimermi dal vedere, capire, ascoltare.
se vado al supermercato vedo, magari, una persona anziana non rispettata.
io vado in tram, cammino, respiro ciò che esiste. anche se scrivo altro.
come tutti.
Paola quello che vivi o senti tu prescinde dalla tua professione come per tutti.
E chi non si sente offeso dalle ingiustizie del mondo?
Non capisco l’ovvietà del tuo discorso. Ci sono scrittori che attingono dalla realtà, che scrivono della realtà come Saviano e ne pagano le conseguenze.
Non puoi salvare il mondo con i tuoi libri ma qualche anima sì dai, puoi consolare, far sognare, far riflettere, accendere un amore, illudere, deludere ma non puoi salvare il mondo. Forse grazie alla scrittura hai salvato te stessa da un dolore che poteva annegarti in una disperazione senza fine.Tutto qui.
Oriana Fallaci, ho letto il suo libro “post torri” (non mi ricordo il titolo), ma insomma, normale che fosse isolata, vedeva una realtà alquanto diciamo “personale”… lo dico da ammiratore comunque del temperamento della donna, ma le sue paure sull’Eurabia sono del tutto infondate.
Certo il tuo quotidiano, vivendo nel quartiere dove vivi e nella città in cui vivi, è probabilmente, anzi sicuramente più intenso, in negativo, della media degli altri italiani… e posso capirti, il tuo quartiere l’ho visto e ricordo una “scenetta” di vita quotidiana cui ho assistito.
della riviera, è sicuramente più rosea… perciò tempo fa ti dicevo di trasferirti in provincia!!! (sì, lo so che non puoi, Emma)
Ma proprio per questo può offrirti un quadro distorto e un po’ angoscioso della realtà, che ad esempio vista da un bel ristorantino sul mar
ti capisco, ti capisco: tra quartiere cinese e cronaca dei giornali, insomma bella non è… se non puoi cambiare quartiere, cambia almeno giornali!!!
scherzo, Paoletta
io non voglio salvare nessuno, catia.
scrivo romanzi e basta.
avevo solo espresso una sensazione, un parere.
se queste sono le reazioni che suscito continuerò a parlare di librerie, un argomento che mi è consentito.
Non capisco l’ovvietà del tuo discorso
Catia, a me pare che Paola abbia voluto solo dire che se qualcuno immaginasse lo scrittore, o almeno un certo tipo di scrittore, come chiuso in un castello dorato, non è comunque il suo caso.
Emma, no. Continua a parlare del mondo e della tua realtà, e non farti “rinchiudere in libreria” da nessuno. Impara solo ad accettare il confronto, anche un po’ sopra le righe, quando serve. Senza rinunciare a dire la tua, ma lasciando che altri esprimano un parere sulle tue opinioni, tranquillamente.
Volevo intendere che purtroppo nessuno può salvare il mondo Paola, manco io, e il fatto che i tuoi libri possano consolare, divertire, far pensare, deludere o sognare voleva essere un complimento. Se mi sono permessa di dire che hai salvato te stessa è perchè tu stessa hai parlato dei tuoi dolori e come la scrittura ti ha aiutato a superarli: “la sera, choccata per avere perso tutta la mia famiglia, scrivevo l’amore segreto. per curarmi, per sfogarmi. per scrivere. mi piaceva. non sto rivelando nulla di nuovo. ”
Solo questo. La mia non era affatto una reazione negativa. Spero avrai compreso.
Capofan ho abbastanza cervello per capire quello che leggo non c’è bisogno che ribadisci l’ovvio, grazie e comunque ho appena risposto a Paola nel post precedente.
Ovvio, Emma, che la cosa è reciproca: quando non sei d’accordo con gli altri, dillo, siamo tuoi ospiti ma non sei mica tenuta a darci ragione per questo
A me questa nuova versione di Paola intima e pubblica nello stesso tempo mi piace molto, soprattutto senza la tua ombra Capofan. Voglio dialogare con la scrittrice come vorrebbero tutti i suoi lettori e oggi ho avuto l’onore e il privilegio di farlo.
Quindi davvero grazie Paola per le tue risposte e per la luce che mi hai mostrato, una parte di te stessa che mi ha fatto piacere conoscere.
Catia, io ribadisco quello che mi pare, con il tuo consenso o senza. Stai discutendo su un blog e ognuno decide quello che vuole ribadire. A me di ovvio mi pare ci siano solo le tue argomentazioni, finora.
Catia la mia ombra lo decide la titolare del blog se dev’esserci o no. Non tu.
Ci mancherebbe altro, infatti a me interessava lei e il suo pensiero su determinati argomenti che sono venuti fuori. Non il tuo. Grazie Paola davvero.
Buon pomeriggio a tutti.
Sì, ma a me non interessava che a te non interessasse il mio pensiero, perciò l’ho espresso comunque e continuerò a farlo tutte le volte che voglio.
Buon pomeriggio.
Non so cosa dire. M’innamorai di Paola scrittrice, quando colsi, come le briciole di pane sul sentiero del bosco dell’illuminazione,la donna che c’era dietro la penna. Nei libri che leggo, non mi sfugge quasi mai l’autobiografico di un qualsiasi scrittore anche a storia inventata. Ero sotto al piumone un marzo di due anni fa quando feci fatica ad alzarmi. Stavo leggendo L’Addio …e capii da piccoli indizi che Paola sarebbe diventata una delle mie scrittrici preferite, cosí rimasi tutto il giorno a poltrire per terminare il racconto. Così seguirono gli altri suoi frutti… Lo stile di Paola è inequivocabile. Lo riconoscerei tra milioni di altre penne. Per me, l’importante, è che uno scrittore abbia il suo stile/modo personale che lo renda unico tra la jungla degli “altri”. Ci sono libri più o meno riusciti di un autore . Basti pensare ai cantanrti di successo…quando sperimentano nuove strade e/o musicalità. Anche Paola ha scritto dei libri più belli di altri, e sono contento che i gusti dei fans siano diversi. In ogni caso , anche l’amore non è esente da difetti. Se chi scrivesse fosse Dio sarebbe di una noia mortale. Essendo innamorato alla mia maniera di Paola (no, non te la porto via Capo) l’accetto in toto… e tutto quello che scrive mi va bene…riservandomi di mettere nella mia personale hit parade quello che mi garba di più.
Per le brutture del mondo basta fare delle piccole buone azioni ogni giorno. E’ la classica goccia. Ma se le brutture paralizzano, si rimane schiavi impotenti delle stesse.
Perché si scrive? Perché uno nasce scrittore. Non si diventa…assolutamente. C’è chi è scrittore e non lo sa di esserlo…ma chi scrive è perché gli è stato assegnato dal destino. Ai giorni nostri uno su un milione fa lo scrittore per trarne profitto economico. Gli altri, giustamente, scrivono e lavorano. Scrivere è un bel sacrificio e dev’essere preso per tale. Penso che lo scrittore abbia le parole nel sangue. La vita, lo scenario di questa vita diventano trasfusioni di creatività.
Io scrivo per piacermi e piacere agli altri. Mi piace condividere quello che amo. Se poi non piaccio a qualcuno pazienza. Cè sempre un fiore nel deserto.
BACI PPP 2009
Caro Pablo, guarda che io non sono mai stato geloso in vita mia, e di Emma mi considero un ammiratore tra gli altri, non ho nessun timore che qualcuno me la porti via perché una copia dei suoi romanzi in libreria la troverò sempre. Il fatto di poterci dialogare direttamente è una bella cosa, che è servita a farmela scoprire, ma ormai è un di più. Un di più sempre interessante, ma non indispensabile. Se anche non ci scambiassi più un pensiero direttamente, come autrice continuerebbe sempre a interessarmi.
Comunque sul tuo post sono d’accordo, davvero un bel post.
Capo…era nel senso ironico…
.
Grazie. Quello che scrivo è un ruscello che corre attraverso rocce, insenature e si snoda dalla mia anima alla foce del mare. Semplicemente.
Una bella, anzi bellissima serata a te e a tutti gli amici visibili ed invisibili.
PPP
PPP non appena sono in gradi di camminare vado alla posta e ti mando un nuovo pacchetto: è arrivata l’edizione tedesca, la copertina è inguardabile… ma le tue poesie sono belle anche in tedesco.
giovedì mi danno quella olandese, spero di riuscire ad andare… forse è meglio mandare entrambe le edizioni nello stesso pacchetto.ciao
OOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHHHH, E A ME NOOOOOOOOOOOO???’ EMMA. LO VOGLIO PURE IO IL ROMANZO TEDESCO OLANDESE TUTTIIIIIIIIIIIIIII, IO FACCIO LA COLLEZIONE!
HO PERSINO ALCUNI VECCHI “IO DONNA” CON LE tue interviste, non tutti ma qualcuno l’ho consevato
voglio TUTTI I ROMANZI STRANIERI PURE IOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
(però se devo scegliere tra quell otedesco e quello spagnolo E’ USCITO ANCHE IN SPAGNA? scelgo quelli in spagnolo
certo capofan. no, in spagnolo esce nel 2010.
ti ho mandato la francia e dunque…
grazie Emma. Ho strillato un po’ solo per ricordartelo
2010, va bene, aspetteremo. E poi gli USA… ma chi ci arriva a tanto? Pochissimi, i migliori. Questa è l’unica critica che conta, il resto è aria.
scendo a cena, ciao
Sono io che non so che dire. Davvero.
Paola, solo silenzio dinanzi alla tua vita.
Rispetto a voi sono una neofita, ho scoperto Paola scrittrice quest’estate, mi ha colpito, più di ogni altra cosa, una sensibilità fuori dal comune nel descrivere, nel raccontare, nel vivere di Emma..sto cercando di recuperare..e quella sensibilità ritorna in ogni pagina..
un abbraccio a tutti
C.
alle donne del blog: se vi conciassero la macchina così, come ci rimarreste?
http://www.sambenedettoggi.it/2009/09/27/79729/i-romantici-esistono-ancora/
aua’ (in pescarese: guarda)
http://www.sambenedettoggi.it/2007/04/10/35816/%c2%abcamilla-ti-amo%c2%bb-ecco-il-romanticismo-dei-tempi-moderni/
buona questa!
http://www.lefigaro.fr/livres/2009/09/02/03005-20090902DIMWWW00224-l-humour-des-livres.php
una lettrice che chiede di “L’amour est à la lettre A”
http://www.lefigaro.fr/livres/2009/09/02/03005-20090902DIMWWW00224-l-humour-des-livres.php
impossibile postare la vignetta giusta, ma mi riferivo a quella « Avez-vous le livre dont on va parler tout l’hiver ? »
Uno dei “capofanici” articoletti (questo è l’ultimo) che periodicamente appaiono sulla stampa locale (online e cartacea, messaggero etc), la battaglia sindacale si fa anche così. Ovviamente li scrivo in 5 minuti e senza stile, basta farsi capire
Strada facendo perdono frasi, virgole, ma l’importante è che arrivino. Questo è il testo integrale (invece, ad esempio sul messaggero ne è uscito metà
http://www.presidiomanuli.net/cgi-bin/pw/epap2.pl?pagina=mostra&articolo=ART052
qui aveva già perso una frase
http://www.picusonline.it/scheda.php?id=20329
qui frasi e virgole
http://www.sambenedettoggi.it/2009/09/24/79585/itac-la-rsu-%c2%abdanno-lok-al-nostro-licenziamento-sara-battaglia%c2%bb/