Le Mille e una pagina
Prima notizia: complimenti a Barbara per la pubblicazione del suo primo romanzo!
Seconda notizia: librerie. Nuove e quasi nuove. Sarà per via di Emma la libraia, ma mi invitano a inaugurare nuove librerie (Voltapagina a Sondrio) e a festeggiare compleanni di librerie. IL Corriere della Sera continua nel suo dibattito sulle librerie che chiudono (Isabella Bossi Fedrigotti nella rubrica delle lettere ereditata da Giangiacomo Schiavi ne ha scritto di recente) e io annuncerò l’apertura di Linea d’ombra, nuova libreria milanese che aprirà il 24 settembre. Bene. Oggi pubblico le fotografie di Mille e una pagina, delle signore (libraie, ebbene sì, anche in questo noi donne superiamo i maschietti), Laura Fedigatti e Alberta Maffi, una ex-biologa e una mamma che torna al lavoro, con le quali ho festeggiato il primo compleanno della loro libreria di Mortara. Pienone, chiacchiere e discussioni, autografi e tanta allegria. Ce l’hanno fatta, sopravvivono alla grande e grazie a pacchetti ben confezionati, ordine tra gli scaffali, possibilità per i clienti di strasene in pace a leggere a un tavolino e su diverse postazioni di lettura sparse qua e là in libreria. Allora? Allora significa che “si può fare” e senza svenarsi con le banche (basta tenere poco magazzino e correre dal grossista se un libro in libreria non c’è e un cliente lo chiede). Fortuna? Non è quello il punto. Passione, tanta. Capacità di sacrificio (levatacce e orario continuato) e accoglienza. Un po’ come sta accadendo nel mondo del turismo italiano dove il rapporto prezzo-qualità è “sballato”, torna, in tempi di crisi, il valore impalpabile del cosiddetto “servizio”: vado e acquisto dove sono trattato come una persona, non come un utente, fruitore, un numero, ma un individuo. Pare semplice. Non lo è. Ma la buona stella di Laura e Alberta non è pura fortuna. Ma frutto di quella specie di amore per i libri, nella convinzione che il reparto bambini sia pronto ad ospitare i futuri lettori. Da coltivare con tenerezza, abnegazione e, lasciatemelo dire, onestà intellettuale.




