Emma al WFF di Matera: 24/27 settembre
Posted by emma on Set 11, 2009 in Noi due come un romanzo |
Parteciperò al Women Fiction Festival di Matera e manderò regolari post in diretta. Credo che sia uno dei luoghi italiani più interessanti dove parlare di letteratura “al femminile”: poteva mancare la libraia Emma?
Mi raccomando parlate di :
Grazia Deledda (superbo il suo Canne al Vento)
Simone de Beauvoir (Una morte dolcissimaoppure La forza delle cose)
Matilde Serao (La mano tagliata)
Francoise Sagan (Bonjour tristesse oppure Il tubino nero)
Lalla Romano (Diario ultimo)
Gina Lagorio (Càpita “splendio” e l’intramontabile “Tosca dei gatti”)
Oriana Fallaci (Un uomo)
Virginia Woolf (Diario di una scrittrice)
e se proprio dovete ispirarvi al mondo femminile acquistate il formidabile libro :
OTTO SECOLI DI LETTERATURA ITALIANA AL FEMMINILE . Ed.: Clandestine (anche su IBS)
Dal 1200 al 1900.
ppp
Dimenticavo
Paola Calvetti : L’addio oppure Noi due come un romanzo.
Mi scuso di nuovo per gli errori , sono di fretta …e si legge…basi PPP
Mi piacerebbe proprio venire a Matera (che non ho mai visitato oltretutto), ma purtroppo la scuola e la lontananza non me lo permettono.
Mi fa piacere che PPP citi Grazia Deledda, pensavo che nessuno la considerasse più. E’ stata la prima scrittrice che ho letto tanti anno fa in quarta ginnasio quando ho scoperto che non esisteva soloTopolino. Ho quasi tutte le sue opere nell’edizione Oscar Mondadori.
Buon pomeriggio a tutte/i (prima il femminile perchè siamo di più femmine in questo blog!!!)
Ottimi i consigli di Pablo…. Vorrei andarci anch’io a Matera, soprattutto per l’incontro con gli editor, devo essere sincera…. Vedremo, ora ci penso un po’ su.
Il misterioso (che per ora rimane tale) libro che mi ha inseguita è firmato da una donna, ed è la più bella lettura (emozionante, passionale ed introspettiva) che abbia incontrato di recente.
Buon pomeriggio anche a te Rita!!
Emma non poteva mancare, certo che no!
io contribuisco con questa poetessa, Louise Labè
Tant que mes yeux
Tant que mes yeux pourront larmes épandre
À l’heur passé avec toi regretter:
Et qu’aux sanglots et soupirs résister
Pourra ma voix, et un peu faire entendre:
Tant que ma main pourra les cordes tendre
Du mignard Luth, pour tes grâces chanter:
Tant que l’esprit se voudra contenter
De ne vouloir rien fors que toi comprendre:
Je ne souhaite encore point mourir.
Mais quand mes yeux je sentirai tarir,
Ma voix cassée, et ma main impuissante,
Et mon esprit en ce mortel séjour
Ne pouvant plus montrer signe d’amante:
Prierai la mort noircir mon plus clair jour.
e aggiungo in omaggio il celebre verso di gaspara stampa
“vivere ardendo e non sentire il male”
Emma a matera..che bello!!! In quella meravigliosa città ci sono le origini della mia famiglia. Perchè non vedersi tra i sassi? Sarebbe speciale. Quel posto è un luogo dell’anima.
Capofan con Ovidio e la Stampa..stai recuperando!
Un bacio milanese a tutti!!
Chiarissima, potrei stupirti con gli effetti speciali. Ma mi limiterò a elencarti alcuni autori presenti nella mia libreria che dovrebbero essere di tuo interesse, e mi limiterò ulteriormente a quelli latini, tralasciando i greci
li trascrivo così come stanno sullo scaffale
plauto, cesare, svetonio, tacito, petronio, giovenale, catullo, properzio, lucrezio, seneca, orazio, cicerone, tibullo, livio, virgilio, marziale
allora, mi prendi come allievo o no?
ho dimenticato ovidio, ma quello era scontato
(con l’occasione aggiungo un po’ di greci)
platone, aristotele, plutarco, eschilo, aristofane, senofonte, strabone, ESIODO! (perfino), sofocle, il volume “lirici greci”, e ancora, epitteto, epicuro (ah tra i latini ho scordato apuleio)
vabbè, puff.pant… allora, Chiara?
Chiara, tutto bene in quel di Milano?
“vivere ardendo e non sentire il male”…. allora perché io, che ardo quasi costantemente, mi sento piena si scottature? Passeranno certo, ma intanto….
Dal mio libro misterioso:
“Non è cambiato. Una parola e siamo nudi, uno di fronte all’altra.”
dimenticavo l’ovvio omero, tertulliano, marco aurelio…
Ecco perché poi diventa difficile gustare certa letteratura: parlando di letteratura al femminile, la Yourcenar io l’ho comprata. Ma le “memorie di Adriano”, per chi abbia letto direttamente le fonti, risulta un “romanzo” noioso e piuttosto improbabile,
per cui ho dovuto abbandonare dopo un centinaio di pagine.
va bene, ciao, sigla
http://www.youtube.com/watch?v=ptTTho6A7LY
A proposito di Gaspara Stampa (peraltro patavina come me)….
Arsi, piansi, cantai; piango, ardo e canto;
piangerò, arderò, canterò sempre
(fin che Morte o Fortuna o tempo stempre
a l’ingegno, occhi e cor, stil, foco e pianto)
la bellezza, il valor e ‘l senno a canto
che ‘n vaghe, sagge ed onorate tempre
Amor, natura e studio par che tempre
nel volto, petto e cor del lume santo;
che, quando viene, e quando parte il sole,
la notte e ‘l giorno ognor, la state e ‘l verno,
tenebre e luce darmi e tormi suole,
tanto con l’occhio fuor, con l’occhio interno,
agli atti suoi, ai modi, a le parole,
splendor, dolcezza e grazia ivi discerno.
Ma forse ognuno gusta meglio la letteratura scritta dal proprio sesso perché è più facile immedesimarsi. Almeno nel mio caso credo si tratti di questo. Infatti prima di Paola, di cui ho letto tutto dall’inizio alla fine col massimo piacere (con qualche sofferenza solo per la storia di Morgan, che per me era e rimane il pirata del Salgari della mia infanzia), le scrittrici non sono mai riuscito a terminarle, né la Beauvoir (ho letto metà della “forza delle cose” e anche metà de “i mandarini”), né Colette, né né né… e questo senza avere nessun pregiudizio, ci mancherebbe, e da ammiratore assoluto delle donne (che oltretutto considero mediamente superiori agli uomini)
ma se uno non ce la fa a un certo punto deve arrendersi. Non che la letteratura al femminile sia di seconda scelta, è che sicuramente sono io un lettore di seconda scelta.
vabbene, ciao
Secondo me ci sono autori in grado di calarsi pefettamente nel mondo dell’altro sesso e altri no. Scarpa in Stabat Mater non si è nemmeno lontanamente avvicinato al sentire femminile, secondo me. L’idea che lui ha della nascita è deviata, non può sapere, né immaginare, cosa significhi avere una vita che ti cresce dentro e quali sentimenti contrastanti si formino nel cuore di una donna in attesa. Più ripenso a quel libro e maggiormente mi convinco che abbia tratto ispirazione da Lettere a Marina della Maraini, in cui la nascita è perdita, il parto è morte, di un figlio mai arrivato a vedere la luce ma immensamente amato, tanto da augurarsi di farlo tornare nel ventre materno e morirne insieme. L’immagine della testa dai capelli di serpente la vedeva già la giovane Marina. Cecilia interagisce con lei dal buio dell’ospitale, così come faceva Marina. La scena dell’agnello sgozzato è presente in entrambi i testi, così come il sesso malato e morboso nel collegio. Insomma, per me troppe assonanze…. e un’unica dissonanza. Nel sentire dell’autore. La partecipazione della Maraini è maggiore. Lei è donna che scrive di donna. Lui è uomo che scrive di donna…. Naturale.
Mentre ho trovato estremamente credibile, per sentimenti ed emozioni, pensieri e pulsioni, il Manfred della Comencini.
Questione di sapersi immedesimare.
Non si tratta di essere lettori di prima o seconda scelta. La vita è una e non c’è il tempo materiale di leggere tutto quanto è stato scritto. Bisogna fare delle scelte, ovvio. Io sento più vicine le donne, da donna. Non leggo determinati generi perchè li sento troppo lontani dalle mie corde. Faletti ad esempio (che pur campeggia nella mia libreria, non scelto da me) proprio non riesco ad affrontarlo. Così come Grossmann. Apprezzo però McInerney.
E’ solo questione di sentirsi bene con il libro che si ha tra le mani.
Catia…. Bentornata!! Ho appena letto il tuo messaggio sul post precedente. Mi sa che forse appartengo ancora alla categoria delle persone impressionabili…. Mi riprometto però di migliorare, così quando andrò in Sicilia seguirò il tuo consiglio. In fin dei conti essere coraggiosi non significa non avere paura, ma avercele le paure e affrontarle!!
Aspettiamo foto…. bene, ora vado a cena (vinta scommessa, quindi incasso il premio in palio…. ristorante giapponese).
Ciao Barbara, ciao a tutti.
Chiara sei a Milano?A un’ora da me, se vuoi fai un salto a Verona dalla Giulietta e dal Romeo, insomma vieni a toccare le tette alla Capuleti che porta beneeeeeeee…
minchia quanto mangiai in Sicilia.
Capofan trattoria AI FRUTTI DI MARE Lungomare che da Villabate porta a PALERMO.
Praticamente un capannone, tovaglie di carta, servizio spartano ma ragazzi ho mangiato una frittura di calamaretti, una spaghettata con la polpa di ricci e un antipasto di polpo che erano la fine do mundoooooooooooo, a seguire gelato al pistacchio e budino di anguria. Per non parlare delle briosce ripiene di gelato e della caponata.
Firmato Catia presidentessa fish generation.
Paola iniziativa lodevole. Viva le donne scrittrici e non.
Ah la foto l’ho fatta stasera, sono sempre in linea nonostante le prelibatezze sicule.
Pabloooooooooooo dieta e aerobica che in Sicilia metterai su la panzetta credimi.
OMO DE PANZA OMO DE SOSTANZA!
trattoria AI FRUTTI DI MARE
mi piace già dal nome!
poi
OMO DE PANZA OMO DE SOSTANZA! VERO, VERISSIMO SONO D’ACCORDO!
bentornata Catiosca, e speriamo che Emma carichi al più presto la foto della tua libreria!
L’uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più.
Woody Allen
Corpo di Bacco!, questa è proprio giusta
l’importante è che il pesce lo peschi il pescatore giusto
io mi fido solo di mario cossazezza (gambasporca eh eh)
(un povero pescatore stressato dalle bolle commerciali : la bolla di resa al caiano -ossia il gabbiano- è troppo forte!)
http://www.youtube.com/watch?v=80Rnc-IoOmY
Cara Catia e Capo
par condicio …a Belluno dicono “te crese a panza e se seca el manego”…più pancia hai , meno la parte bassa spicca!
Poi ci sono le eccezioni…mia cugina, bellissima, adora gli uomini con pancia e maniglie dell’amore …dice che ci si aggrappa meglio… io, probabilmente con il senso dell’estetica mi troverò a parlare e lodare il mio riflesso (me tapino) …
Stasera è una sera speciale…il mio skype con la mia amica di Milano che ci si vede ogni sera, il mio aperitivo e la mia voglia di non fare nient’altro… adoro crogiolarmi …. Domani partenza per l’isola di Fionia. Non vedo l’ora di vedere la fattoria…l’ultima volta m’ha visto smarrito e sconvolto alle 2 di notte quando mi telefonarono che mio padre entrò in coma …sembra tantissimo tempo fa … ed è solo passato un mese e mezzo… Bah! Non voglio fare strane associazioni. Domani mi ritornerà la creatività davanti al mar BALTICO … baci vs. ppp
ragazzi, come sempre vi trovo adorabili. stasera sono un po’ giù di morale… sapete quelle sere in cui vi chiedete a cosa serve tutto ciò che si fa - se si esclude la banale risposta che è per guadagnarsi d vivere eccetera… perchè “tutto questo “sbattimento” in generale per … per che cosa???? senso di confusione…
notte
emma
Emma, intanto posto uno spot commerciale, una supercar di quelle che piacciono a Catia. Poi proverò a tirarti su il morale, vediamo se mi riesce
http://www.youtube.com/watch?v=vrLOsDqv0eg&feature=related
ti gha razon, Paolino, ma mi la pansa la teng miga, giusto un pochettin dopo le abboffat
el manego el funziona alla perfezion, garantido
qualche problemin comenza dopo il secon liter de vin, ma xe normal
sciavo
Cara Emma, dice un famoso fisico che quand’anche si scoprisse e capisse tutto dell’universo, resterebbe la domanda fondamentale: perché c’è qualcosa anziché niente?
la domanda è dello stesso ordine o quasi di quelle che poni tu… Emma, dalle mie parti si dice tira a campa’, arriva dove puoi e non ti sbattere troppo, e chi vuole cristo che se lo preghi
Paola se molli è finita….ti sta scoprendo mezza Italia, in quanto dico che io sono una tua creatura…e curiosità crea curiosità… Il senso delle cose ha un suo preciso senso. Ci sono degli attimi che mi sembra di morire di malinconia, che subito scaccio pensando a quello che posso e devo fare per superare il momento indesiderato. Si, ci sono dei giorni che dico “Cazzo, quando ho bisogno di amicizia, di sostegno, di vedere qualcuno”… e sono tutti impegnati… Quando sto benissimo da solo mi arrivano milioni a rompermi le palle” …E’ tutto già scritto…è la vita che comporta questo altalenarsi di momenti si e momenti no. Quello che fai è importante tanto quanto quello che non fai…perché sei tu LA COSA PIU’ IMPORTANTE IN QUESTO MOMENTO…e non DIMENTICARLO MAI! SEI VIVA! ppp
Paola, tesoro, non sentirti giù…. siamo qui noi per “distrarti” dai tuoi pensieri tristi. Vedrai che un po’ di tempo in nostra compagnia e ti sentirai già meglio.
Ora provo a strapparti un sorriso….
La settimana scorsa, in pieno traffico di camion, stavo guidando in autostrada (sì Paola, hai capito bene…. da quando ci siamo viste mi sono fatta molto più coraggio), poi però mi sono detta “Accosta e cedi il volante, sennò il tuo appuntamento di lavoro salta se non acceleri il passo”…. Detto fatto. Giornata ventosa, gonna lunga a pareo e tac!! Scendo dall’auto, raffica di vento improvvisa…. in una frazione di secondo mi ritrovo praticamente tutta la gonna alzata, con relative gambe scoperte…. Per poco non mi prende un colpo per lo spavento!! Di cosa ti chiederai tu, giustamente…. Dell’assordante rumore del clacson di un tir che ha suonato alla mia vista, seguito da altri due simpaticoni!! Bé, mi sono detta, almeno ho interrotto la monotonia del loro viaggio….
Sarà, ma la prossima volta mi metto i pantaloni! Meglio evitare certe situazione, anche per tutelare l’udito….
Concordo a pieno con Pablo: la cosa più importante sei tu!! Non dimenticarlo mai, amati, dedicati sempre un po’ di tempo prezioso in tua compagnia e vedrai che tutto il resto viene da sé…. E tu, oltretutto, di cose belle e importanti ne stai facendo tante!!
Emma, se capisci l’abruzzese tirati su con questo scherzo telefonico
http://www.youtube.com/watch?v=9aaAy9D99qg
bah, più che altro tirava giù, di solito è più divertente. Vabbè, allora tirati su con questa musica
http://www.youtube.com/watch?v=gqPz5B-TA1w
oppure con questa ricettina facile facile
http://www.youtube.com/watch?v=V2636Cq7QXQ
Emma non ti rispondo, perchè quel senso di confusione … hi … chiedi a Barbara, Catia o PPP, da quanto tempo pizzico loro l’anima e i giorni con le mie filosofiche domande tutte in tal direzione? Io ho perso il conto, loro non credo
Un’amica m’ha detto che il senso è relativo, che non va pensato in senso ampio e generale, ma trovato e ritrovato ogni volta, giorno per giorno.
A me sembrano ugualmente delle fondamenta troppo insicure, labili.
Sarà che mi manca la mia “base sicura” - in termini proprio psicologici - quella che nel tempo, dinanzi a mutamenti e scossoni ti dà comunque la misura di ciò che sei, ti fa percepire la tua completezza, e allora ho bisogno di radici ben salde. Di un terreno che non sia sabbioso.
Altrove riflettevo anche con altre ragazze, c’è chi dice che il senso si identifica nelle piccole cose, nel saperle vedere e gioirne. E son d’accordo, perchè questo ha sempre fatto parte di me, ma mi accorgo che non basta.
Che il fuori, con le sue regole che stridono nel confronto con la mia interiorità, mi investe e mi confonde. Mi fa smarrire. Io che punterei tutto sull’essere più che sul fare, io che la fiche del mio senso della vita l’ho sempre posta nello spazio dell’essere.
Altre sostengono l’autorealizzazione personale.
Io sfumo i toni e dicono la realizzazione della mia unicità…
Ed infine, il senso si può trovare anche in tutto ciò che sta a margine e che ti definisce con maggior onestà rispetto allo “sbattimento” cui sei costretta. Il che significa il modo in cui avrai vissuto la vita e ne avrai saputo cogliere la bellezza, l’intensità … che è un po’ il modo di approcciarsi ai giorni e agli avvenimenti del nostro (invidiabile) PPP.
E poi ciò che avrai lasciato dietro di te. L’eredità spirituale, nei figli, nelle persone che ti hanno conosciuta. Nell’amore.
Un gran guazzabuglio di finestre dalle quali guardare Emma.
Ma nessuna risposta definitiva.
Del resto, credo, e a maggior ragione dinanzi ad un quesito così profondo e personale, sebbene universale, come il senso di tutta una vita, nessuno può dare una risposta che valga per tutti. Poichè ognuno di noi è chiamato a dare forma alla propria.
Forse solo nell’ultimo istante quella risposta ci salterà agli occhi. Chiara e incontrovertibile.
Perchè tutti i pezzettini del puzzle saranno stati ricomposti e avranno dato luogo ad un disegno unico e irripetibile, diverso per ciascuno di noi.
Forse il senso ultimo è racchiuso all’interno del viaggio stesso. Tra amletici dubbi, domande senza risposta, intemperie e momenti che sono briciole d’eternità.
Bentrovata Cri ;)…. certo che i tuoi inizi di giornata sono davvero profondi, ma bellissimi e toccanti!!
Grazie Barbara!
Stasera sono di frettissima …
Mi fermo giusto il tempo di dare una sbirciatina, lasciare un saluto e dire grazie…
Un abbraccio
leggere l’intero blog, pretty good