C’è chi chiude e chi apre. A Milano la libreria Babele
va bene. Alcune librerie chiudono. altre aprono: a Milano, nei prossimi giorni inaugura una nuova Libreria, la Babele, anzi riapre, in una zona bellissima, e con un giovanissimo proprietario. Ecco l’intervista uscita su Repubblica. Lo scorso dicembre aveva chiuso i battenti dopo 21 anni di attività, suscitando sconforto e rimpianti nella comunità gay milanese. Adesso, in piena estate, riapre la libreria Babele, la prima a tematica omosessuale d’Italia. Nuova proprietà e nuovo indirizzo, non più in via San Nicolao, ma in Viale Regina Giovanna 22/b, zona di corso Buenos Aires, non a caso in una delle aree più gay-friendly dell’intera città. la saracinesca si alzerà di nuovo, anche se per una formale inaugurazione si dovrà aspettare settembre, quando tutti saranno tornati dalle vacanze.”Ma noi ripartiamo subito, e intanto spargeremo la voce che siamo tornati - dice il nuovo gestore, il 29enne Christian Lunetta, che ha rilevato il marchio dall’ultimo libraio, Rolando Canzano - Per questo resteremo aperti anche la domenica pomeriggio, e non solo nei feriali”. Lunetta di Babele era solo un cliente assiduo, ma è al debutto come libraio: “Ho passato, cioè sprecato, 10 anni della mia vita lavorando in un call center. Ultimamente mi occupavo di formazione del personale. Ma non mi piaceva per niente, e invece volevo far qualcosa per la comunità di cui io stesso faccio parte. Così quando mi è stato offerto di acquistare il marchio non ci ho pensato su. Anche se l’ho un pò cambiato: ora ci chiamiamo LA Babele, perchè non venderemo solo libri, ma anche gadget e dvd. Faremo incontri e presentazioni di libri, stiamo studiando convenzioni con locali”.
Insomma, l’idea di Lunetta, che per il momento opera da solo, ma potrebbe avere un socio dal 2010, è che Babele torni a essere come negli anni Novanta (periodo in cui a Milano c’era un consigliere comunale gay, Paolo Hutter, che celebrò dieci simbolici matrimoni omo in Piazza della Scala), un punto di aggregazione, un riferimento: “Era incredibile che la città più gay d’Italia, molto più di Roma, avesse perso un posto del genere”. Concorda Paolo Ferigo, presidente del Cig Arcigay milanese: “Paradossalmente la nostra Babele era morta di troppo successo: noi omosessuali siamo usciti dal ghetto, le nostre tematiche sono state sdoganate e accettate da gran parte della società civile, uno scaffale dedicato all’argomento si trova facilmente in ogni libreria. Ma siccome le librerie specializzate esistono per qualunque cosa, è giusto che ce ne sia anche una gay. Se saprà essere qualcosa più di una operazione commerciale, e non ne dubito, prevedo un grande futuro per la nuova Babele”.