addio dolce meravigliosa Nanda. cantrice d’amore.

Posted by emma on Ago 18, 2009 in la cerimonia degli addii |

Non posso non dedicare un pensiero da convividere con voi dedicato alla “Nanda”, così dolce, intelligente, spiritosa e… dolente. Nanda bella e meravigliosa, caustica e tuttavia dolcissima. addio Nanda, che ci ha lasciato, un mese fa, l’ultima parte della sua biografia. dolce, dolcissima amica. un’anima grande, alla quale aspirare, alla quale chiedere consiglio, anche adesso, che sulla terra non ci sei più. L’ULTIMO ARTICOLO DI UN MESE FA. Da il Corriere della sera.

L’ULTIMO TESTO SCRITTO PER IL CORRIERE NEL GIORNO DEL SUO 92ESIMO COMPLEANNO

La mia giovane vecchiaiae il dono di Gore Vidal

di Fernanda Pivano Questo è l’ultimo intervento di Fernanda Pivano scritto per il Corriere della Sera. E’ stato pubblicato il 18 luglio di quest’anno, giorno del suo 92esimo compleanno. E’ un testo dedicato agli interrogativi posti dalla vecchiaia, ai ricordi e alla nostalgia degli anni della gioventù, nei quali si innamorò della nuova letteratura americana, i cui autori proprio lei contribuì a far scoprire con le sue traduzioni.Ah, la vecchiaia. Gli anni che pesano. Le parole cariche di amara rassegnazione di Guido Ceronetti, alle quali ha risposto con affettuoso ottimismo Arrigo Levi, mi hanno costretto a pensare, ancora una volta, alla mia di vecchiaia. A interrogarmi. E a scavare un po’ nella memoria.

Fernanda Pivano con Alice B. Toklas

Mi è tornata in mente Alice B. Toklas che a quasi ottant’anni aveva uno strano modo di giggling, di fare una risatina silenziosa stringendosi nelle spalle, come una ragazzina. Regale e tenerissima, era molto premurosa nei miei confronti, forse a causa dell’ ammirazione che avevo dimostrato per Gertrude Stein con cui aveva condiviso molti anni della sua vita. Nell’ aprile 1954 Alice era venuta a trovarmi nella mia casa di via Cappuccio a Milano, città a lei piuttosto sconosciuta, per «vedere» dove e come abitavo. Si era molto rassicurata quando aveva visto la terrazza deliziosa che dava sul parco di non ricordo che cardinale con la deliziosa vista sulle montagne lontane, illuminate dal tramonto rosato.

Fernanda Pivano con Allen Ginsberg

Allora ero giovane, con il sangue che scorreva veloce nelle mie vene. Solo molti anni dopo ho capito il coraggio che i ragazzi possono dare a chi è già vecchio. Ho molta nostalgia di quegli anni. Ma mi consola chi viene a farmi autografare i libri di Ernest Hemingway, di Jack Kerouac, di Gregory Corso, di Allen Ginsberg, di tutti gli autori che hanno permesso loro di sognare e che io sono orgogliosa di poter dire di aver contribuito a far conoscere. A questi sognatori ricordo sempre che devono ringraziare la follia di Gregory, la visioni di Ti Jean, le preghiere di Allen e tutti i miei amici che se ne sono andati. E che rimpiango. Tutti loro hanno raggiunto gli immensi spazi profumati dell’ eternità quando al massimo avevano compiuto settant’ anni. Troppo presto.Ma se penso ad Henry Miller, penso che anche un genio come lui se n’ è andato troppo presto. E di anni ne aveva 88. Non ho mai voluto accettare le malattie dell’ età e ne ho le scatole piene di dover prendere tutte queste pastiglie che i medici mi prescrivono. Ho sempre cercato di vivere di passioni e tutto questo mi riporta solo alla disperazione dei miei 92 anni, con le vene che non reggono la pressione di una semplice iniezione. Ma grazie a Dio ci sono questi ragazzi di 18 anni che mi mandano le loro poesie, i loro racconti, i loro auguri e mi chiedono suggerimenti su come fare a superare le tragedie della vita. Ahimè. A 92 anni ancora non so cosa rispondere. Dico loro di sperare. Di battersi per vivere in un mondo senza guerre volute solo da capitani ansiosi di medaglie. Di sorridere senza il rimorso di non aver aiutato nessuno. E proprio questi giovani sono una grande, meravigliosa, consolazione. Il segno che qualcosa di ciò che hai fatto ha lasciato un piccolo segno, un piccolo seme.Posso confidarvi che l’ ultima volta che ho incontrato Gore Vidal per la presentazione di un suo libro, nel gennaio 2007, io ero appena uscita da un ricovero in ospedale e lui camminava aiutandosi con un bastone. Ma a cena, quando gli ho chiesto cosa potremmo fare insieme, lui mi ha risposto: «Let’ s make a baby - facciamo un bambino». Forse è questo il segreto per riuscire a sopravvivere anche a questa età. Forse è questo il segreto del vecchio Suonatore Jones dello Spoon River caro alla mia giovinezza «che giocò con la vita per tutti i novant’anni»Fernanda Pivano © RIPRODUZIONE RISERVATA

52 Comments

pablo paolo peretti Copenaghen
Ago 18, 2009 at 20:15

Nel ricordo … si rende immortale chiunque.
PPP


 
emma
Ago 18, 2009 at 20:18

Pablo Paolo posso assicurarti avendo lavorato con lei in due occasioni e avendola frequentata durante il mio periodo Bompiani che era una persona non speciale, ma unica. parlava solo d’amore. credimi.


 
capofan
Ago 18, 2009 at 20:52

Io della mia ignoranza non mi stupisco (anche perché in qualche misura la coltivo), per cui è la prima volta che sento parlare di questa donna. Anche perché la letteratura americana non è proprio la mia passione. Però rispetto il dispiacere di Paola, che poi la conosceva e quindi..

copioincollo dal suo sito

“Con molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perche’ ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue.”

beh, qui sarebbe difficile non ironizzare ( dopo Kant…) per cui mi asterrò dal commentare.


 
Barbara
Ago 18, 2009 at 21:21

Che tristezza leggere di questa notizia. Mi unisco al dolore di Paola, per una scomparsa tanto importante nel panorama della cultura italiana, ma non solo.
Di lei ricordo in particolare la grande amicizia e predilezione per Fabrizio De André…. chissà, magari ora si saranno ritrovati in qualche angolo di cielo.


 
Barbara
Ago 18, 2009 at 21:42

«Io vivo sognando, specialmente da sveglia». Perché soltanto in questo modo «le cose diverse da come appaiono» prendono forma e ti fanno compagnia. Fernanda Pivano parlando con Francesco Guccini.

Qui di seguito un articolo dell’ottobre 2005 del Corriere della Sera, in occasione dell’uscita del libro “I miei amici cantautori”.

http://archiviostorico.corriere.it/2005/ottobre/16/Pivano_miei_amici_Chiamali_vuoi_co_9_051016054.shtml


 
Catia
Ago 19, 2009 at 08:56

Una grande Donna che ha vissuto per la letteratura e l’amore.
Ho letto “Sulla strada” di Kerouac oscar Mondadori 1989 con un’appendice di Fernanda Pivano scritta nel ‘58 e drammaticamente contemporanea. Leggete:
” Questo quadro sconfortante non vale soltanto per i giovani artisti ma comprende anche l’adolescenza diciamo così borghese. Come i giovani artisti ribollono sotto lo strato della cultura conformista, così i giovani borghesi, in superficie apatici e indifferenti, sotto lo strato del conformismo morale ribollono in segreto passoni morbose, che inducono per esempio ragazzi tredicenni al suicidio per una bocciatura o a scappare di casa per una sgridata. Sono per lo più ragazzi maturati troppo in fretta da un’esistenza sempre più promiscua alla vita degli adulti, partecipi attraverso la televisione e i giornali illustrati dagli stessi mezzi di informazione, superficiali e grossolani di cui si servono gli adulti medi. Costretti a vivere in una società anonima nella quale non riescono a credere, e pertanto ritengono incapace di rispondere alle loro domande, spesso la sfuggono creandosi una società autonoma e vivono in piccole bande più o meno segrete secondo un codice primordiale basato sull’inviolabilità dell’amicizia e delle confidenze.”
Questo un piccolo stralcio della prefazione del 1958. Quante generazioni sono passate dopo la pubblicazione di questo cult-book? E’ davvero stupefacente il grido di dolore di questa donna,
affresco di un passato sempre più recente.
Addio Fernanda


 
capofan
Ago 19, 2009 at 12:00

Personalmente non sono mai riuscito a leggere Hemingwey (spero di aver scritto giusto), o Miller, Kerouac, Spoon River, etc.; ci ho provato, ho comprato di questi libri ma li abbandonavo dopo poche pagine causa idiosincrasia totale (idem per libri americani più recenti); mi sono sforzato di leggere fino in fondo alcuni romanzi di Roth (Pastorale americana e Everyman) solo per essere assolutamente certo che la letteratura americana è inutile e posticcia, così come la “cultura americana” più in generale (dico questo precisando di non essere affatto “antiamericano” in politica).

A Orace Hengdhal, segretario permanente dell’Accademia di Svezia, gli scrittori americani non piacciono affatto: li giudica “isolati e provinciali”. Del resto anche l’inglese, come lingua letteraria, non lo convince: “per niente universale”, l’ha definita di recente. (dal Corriere del 9-10-08)

Europa es el único continente que tiene un contenido (Ortega y Gasset)

Concordo, anch’io sono eurocentrico per quanto riguarda la cultura. Per cui personalmete non sono grato alla Pivano, che a mio parere ha diffuso una sottocultura (tale a me pare la cultura americana, in tutte le sue manifestazioni principali) più che una controcultura.
Comunque il mondo è bello anche perché la pensiamo in maniera differente, per cui…

(L’unico americano che mi piace sul serio è Fante, ma solo perché si tratta di letteratura europea al 100%. Ciao)


 
capofan
Ago 19, 2009 at 12:43

comunque, sono grato a Emma per questo post, che mi è stato utile, sono andato a ri-sfogliare parecchi vecchi libri
(ecco un video della Pivano con Kerouac)

http://www.youtube.com/watch?v=kOMyzslIP-o&feature=related


 
capofan
Ago 19, 2009 at 13:05

in particolare, ieri sera ho riletto tutto il capitolo di Camus su “arte e rivolta”, da “L’uomo in rivolta” (Bompiani), un vecchio libro che in certe parti ancora “si fa leggere”.
va bene, a presto.

(gli “anti-beat” del rock?? beh, qualcuno stenterà a crederlo, ma sono proprio questi… basterebbe ricordare quella copertina con la scritta “bob dylan’s dreams” e con la freccia che conduceva direttamente “nder posto” eh eh…

http://www.youtube.com/watch?v=Gb7t5LZ1uXM&feature=related

ciaooooooooooooooooo


 
Barbara
Ago 19, 2009 at 14:23

Non concordo sulla definizione di “sottocultura” americana, semplicemente perchè non ritengo esistano culture di serie A o di serie B. Che poi un continente abbia maggiore storia e varietà culturale e artisitca, questo è un altro discorso.
D’altro canto il nuovo continente non può basarsi su radici fonde e importanti come il vecchio continente europeo.
In ogni caso, non limiterei Fernanda Pivano al legame esclusivo con la beat generation americana. Mi piace ricordarla come grande estimatrice e amica dei nostri maggiori cantautori italiani, De Andrè in testa.

E, Capofan, Hemingway è la scrittura corretta…. sono certa che il tuo è stato un refuso.

Riporto qui alcune battute dell’intervista che Fernanda Pivano ha fatto a Fabrizio De André in occasione dell’uscita del disco “Non al denaro, non all’amore né al cielo”:

Pivano: E allora possiamo concludere con la vecchia proposta di Masters, che a trionfare sulla vita è soltanto chi è capace di amore?

De André: Sì, a trionfare sono i “disponibili”.

http://www.prato.linux.it/~lmasetti/percorsi_incrociati/spoonriver/intervista_pivano_de_andre.php

QUi di seguito De André che parla della sua versione dell’Antologia di Spoon River, alla presenza di Fernanda Pivano:

http://www.youtube.com/watch?v=NY411fRDO1U


 
Catia
Ago 19, 2009 at 15:54

D’accordo con Barbara. Capofan è sempre molto estremista nei suoi giudizi.
Già il fatto di aver portato a conoscenza la letteratura americana, che può piacere o no, mi sembra importante. Noi europei abbiamo un patrimonio culturale ed artistico senza eguali direi, ma di sottocultura ne abbiamo prodotta anche noi.
La Beat generation ha segnato un’epoca precisa emulata in altre epoche storiche, seppur in maniera minore. Ha innescato una reazione a catena affievolità con l’andare del tempo. Di quell’epoca sono rimasti solo i chiodi e la violenza gratuita di una generazione senza cultura.
Chi potrebbe scrivere oggi ” sulla strada?”


 
capofan
Ago 19, 2009 at 17:18

Sono perfettamente d’accordo con Catia.
Y ahora… alegrias!

http://www.youtube.com/watch?v=xxfwm9N1L_4&feature=related


 
Barbara
Ago 19, 2009 at 17:28

Io considererei Fernanda Pivano parte della cosiddetta “scuola genovese”, perchè in qualche modo vi ha preso parte per la collaborazione con alcuni cantautori….

Consiglio a chi non pratica il dialetto genovese di ascoltare questa splendida canzone, attivando i sottotitoli…. una poesia che merita di essere assaporata a pieno:

http://www.youtube.com/watch?v=Mq1wJcQlDZY


 
capofan
Ago 19, 2009 at 17:42

anzi, meglio un po’ di sevillanas con caballo!

http://www.youtube.com/watch?v=FsgQKsggFP0


 
Catia
Ago 19, 2009 at 18:17

Capofan d’accordo con me?! azz stasera nevica.
Senti caro sarai d’accordo con me, e scusate se devio su un altro argomento molto più terra terra, anzi mare mare, che riguardo la cultura del pesce -parlo di pescato e cucina - noi della fascia Adriatica partendo da Chioggia fino a Bari, siamo imbattibili? Ne ho discusso l’altra sera con il mio capo, di origine padovana. Io credo che non siamo secondi a nessuno, semo la fish generation!
Mi dispiace per campani, sardi e siciliani ma è così.i
Emma perdonami ma la vita è anche questo. Fine dell’intervallo, torno seria.


 
capofan
Ago 19, 2009 at 18:34

Sì! anche sul fish siamo d’accordo, viva la “fish generation”. Se ci capiti, assaggia questo ristorante, CONSIGLIATISSIMO

http://www.morenocedroni.it/madonnina/main.php


 
Catia
Ago 19, 2009 at 18:44

dedicata a tutti Voi! obbedisco Capofan
http://www.youtube.com/watch?v=Zva9mnZCrWU


 
capofan
Ago 19, 2009 at 18:53

oppure a SBT va bene anche questo; anzi lì è stato il mio primo, mooolti anni fa

http://www.messerchichibio.it/html/gallery_01_piatti.cfm


 
pablo paolo peretti Copenaghen
Ago 19, 2009 at 19:43

Io vi consgilio al Baccaro a Noventa di Piave (Ve) uscita autostrada (PER TRIESTE)…Ostaria dove anche Gianna Nannini si ferma obbligatoriamente , quando ha concerti nel veneto orientale e/o friuli. Tipica cucina contadina che devi stoppare al 12esimo dei 29 assaggini. Splendidi i proprietari. Si ritorna anche per loro.
Bene: stasera va così. Sto pensando a cosa fare di questa mia vita. La Pivano se n’è andata e con lei il suo insegnamento ad amare, così hanno fatto altri grandi pensatori , così le mie stelle di genitori, così tanti cari , adorabili amici, anonimi per gli altri, dei per me. Io sono vivo e quindi devo seminare. La semina va fatta ad hoc. Si rischia, piantando troppi semi, di vedere un orto diventare una discarica di piante immangiabili, con frutti prematuri e deformi. Voglio universalizzare il mio messaggio …ed in questa selva di wannabe rischio di apparire, se non accorto, come loro. Allora come si fa ad essere sinceri e vedersi sbattuti su pagine di chi crede in te? Come si dà credibilità? Ho spedito in giro per il mondo tantissimo mio materiale. Ho il mio pubblico, soprattutto femminile che mi ama e che mi spreme a dare, dare , dare…Io voglio vedermi sul mio libro… perché so che non essendo moderno, lo diventeró. Allora, mi rileggo questo pezzo, e mi domando: “Ma scusa è un problema tuo, non degli altri”… ma non m’interessa… ho il mio spazio da Paola e scrivo, scrivo bene, male, in ogni caso scrivo…e se scrivo sopravvivo…anche nello scrivere cazzate. Che mi si perdoni come sempre…essere confusi e dirlo non è così semplice!
Vi amo. PPP


 
capofan
Ago 19, 2009 at 20:14

PPP, guarda che alla fine ognuno parla solo di sé, qualunque cosa dica. Quindi non temere che nessuno ti dirà che “è un problema tuo”…

Come sapete Woodstock fu il festival beat/hippy, tre giorni di peace and love, o qualcosa del genere; ne venne fuori un album doppio, che ricordo benissimo (anche se non mi piaceva affatto)… e qui abbiamo una canzone che piace di sicuro a Emma, almeno nella versione originale dei beatles (qui la canta Joe Cocker a modo suo)

http://www.youtube.com/watch?v=oQDakdp5WZ0


 
Barbara
Ago 19, 2009 at 20:23

Catia, concordo sulla fish generation…. per la parte alta dell’Adriatico io propongo questo, imbattibile per qualità e freschezza…. nonchè per i tramonti mozzafiato.

http://www.momolo.eu/

Provincia di Venezia, ovvio…. Grande Repubblica Marinara!!

Pablo scrivi, tesoro, che noi ti adoriamo!!


 
Catia
Ago 19, 2009 at 21:52

Sì Pablo scrivi e non fermarti mai.
A cosa servono le tue parole? A me, per lenire le mie pene, per colmare la mia solitudine,
per ridere, riflettere, gioire e piangere.
Sono la puttana di cuori non ricordi? Le tue parole sono mie ora e sempre.
Je t’aime mon amour

Consiglio di andare a mangiare alla Grotta Palazzese in prvincia di Bari, un ristorante ricavato in una grotta, pesce e vino a fiumi e sotto un mare verde che non vi dico.
Suggestivo e di grande impatto visivo, per una serata indimentcabbileeeeeeeeeeeeee!
Firmato Fish generation la presidentessa Catia


 
Catia
Ago 19, 2009 at 21:55

Dimenticavo a Polignano, bellissimo paese che Emma conosce bene, vero?


 
capofan
Ago 20, 2009 at 08:50

Wake up!

http://www.youtube.com/watch?v=c-VeOakGGPQ&feature=related

Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaa! giù dalle brande, forz!


 
capofan
Ago 20, 2009 at 08:57

EMMMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
(niente, niente, era solo un saluto: comunque visto che sei Direttore, impara qua come devi fare con i sottoposti!

http://www.youtube.com/watch?v=wN6K-3bfpqw&feature=related


 
capofan
Ago 20, 2009 at 09:06

VIVA VIVA IL DIRETTOREEEE

http://www.youtube.com/watch?v=t-3Mfvn2SP4


 
Barbara
Ago 20, 2009 at 09:52

L’estate, si sa, scioglie i freni inibitori che solitamente ci accompagnano durante l’inverno. Ecco così che anche una lettura può in qualche modo lanciare messaggi, seppur inesatti.
Sotto l’ombrellone, in una spiaggia lungo la costa popolata da vacanzieri ferragostani, leggevo “Lettere a Marina” di Dacia Maraini. Un testo duro e diretto, fatto di racconti passati intrecciati a sensazioni presenti. Una donna, Bianca, delusa e in qualche modo spaventata dal suo amore per Marina. Un’infanzia fatta di povertà e collegio femminile, iniziazioni al sesso rudi e moleste, amori giovanili per lo stesso sesso alla ricerca della soluzione di un rapporto da sempre irrisolto con la madre. Una narrazione priva di falsi pudori o scrupoli perbenisti.
Una storia d’amore malata, coperta dall’ombra di un legame morboso, con una fisicità a tratti dolcissima che si alterna a momenti di quasi violenza. Con gli uomini in sottofondo, pronti ad soddisfare voglie passegere,ma mai del tutto appaganti emotivamente. Un romanzo epistolare, quasi una chiacchierata diretta con l’amata, scritto da un luogo di esilio volontario dal quale solo al termine Bianca fuggirà, senza però tornare a casa.
Un testo impegnativo, coinvolgente ed emozionante. A tratti vibrante e commovente per l’alternanza di dolcezza e brutalità.
Mai avrei pensato che un libro avrebbe in qualche modo potuto dare un’idea non reale di me, come se la lettura di quel romanzo potesse in qualche modo far luce su una natura più profonda e nascosta.
La mia vicina di ombrellone ha così iniziato un corteggiamento garbato e gentile, fatto di sguardi inequivocabili ma non invadenti, cortesie accennate, sorrisi timidi e frequenti. Forse quel libro tra le mie mani le ha fatto pensare che, in qualche modo, avessi potuto essere interessata anche al genere femminile.
Devo ammettere che mi sono sentita in leggero imbarazzo di fronte a tale, del tutto inaspettato, corteggiamento. Però la gentilezza era tanta da parte sua, come la discrezione e la dolcezza. Per cui ho semplicemente agito da persona educata, rispondendo ai sorrisi con i sorrisi e agli sguardi frequenti indossando sempre gli occhiali da sole. Non volevo ferire la sensibilità di quella donna che in fondo era solo gentile.
Molto più di alcuni uomini che ho incotrato pochi ombrelloni più in là, sfacciati e diretti, pronti a finalizzare alla prima occasione senza tanti scrupoli.
Tutto per un libro….


 
Catia
Ago 20, 2009 at 12:11

Scusate ma volevo condividerela mia gioia con voi e annunciarvi che pubblicheranno il mio primo racconto su una rivista letteraria che uscirà settembre.
Ringrazio Pablo, Capofan e Barbara che lo hanno letto e che mi hanno incoraggiata ad andare avanti. E’ un primo passo, una grande soddisfazione, segno che la gavetta letteraria serve, perchè dopo un anno che scrivo racconti qualcuno ha creduto in me.Step by step magari…
Sono al settimo cielo e stasera festeggerò con un’amica conosciuta sul forum leggere e scrivere
e brinderò alla vostra amici miei!


 
Barbara
Ago 20, 2009 at 12:16

Complimenti Catia!! Sono davvero felice per te!!


 
marialuisa
Ago 20, 2009 at 13:42

Ho un grandissimo debito verso Frenanda Pivano: grazie a lei ho letto, nella mia lontana giovinezza, Faulkner, Hemingway e Scott Fitgerald ed imparato ad amare Cesare Pavese. Le sue non erano semplici traduzioni, ma testimonianze di amore e di adesione verso un mondo ed una cultura che meritavano, allora, di essere conosciuti non superficialmente. Grazie, Nanda e grazie papà (neppure lui c’è più) che compravi i libri e di nascosto me li leggevo.


 
capofan
Ago 20, 2009 at 18:07

uno dei film più spettacolari è di sicuro “Zulu dawn” che racconta un episodio storico. ecco di che si tratta

(da wikipedia)

Alla fine del mese, i britannici attraversarono il Tugela, dando inizio alla Prima Guerra Zulu del 1879. Gli Zulu, forti della migliore tecnica bellica delle popolazioni africane, dalla “nuova” arma per il combattimento ravvicinato (assegai) all’organizzazione militare divisa in Impi, al pari dei reggimenti europei, ottennero - grazie alla soverchiante superiorità numerica e ad un attacco a sorpresa - una prima vittoria nella battaglia di Isandlwana, il 22 gennaio, distruggendo di sorpresa un accampamento britannico di oltre 1500 uomini tra regolari e truppe ausiliarie, rimasti in retroguardia, attaccandolo con 44.000 uomini.

http://www.youtube.com/watch?v=1csr0dxalpI&feature=related


 
Barbara
Ago 20, 2009 at 18:18

Paola ha aperto questo post con la dolcezza e l’amore di Fernanda Pivano, io mi permetto di suggerire un film dolce e d’amore, non sdolcinato però né melenso, che per me é sempre un piacere guardare, “Pane e tulipani”….

Una dichiarazione d’amore che profuma di altri tempi, garbata e al tempo stesso intensa, preziosa, direi….

http://www.youtube.com/watch?v=BEYjgRjr4tw


 
capofan
Ago 20, 2009 at 18:52

ancora storia, Spartaco (da wikipedia)
Il preannunciato arrivo delle truppe di Pompeo e di Marco Terenzio Varrone Lucullo proconsole di Macedonia diede la scossa a Crasso, che, a quel punto, non voleva dividere la gloria dell’impresa con i suoi rivali, anche perché a Roma si rumoreggiava sulla lunghezza della campagna stessa. Nei pressi del fiume Sele si svolse la battaglia finale, preceduta da numerosi e molto cruenti scontri, prima di questa battaglia Spartaco uccise il suo cavallo dicendo che se avesse vinto avrebbe avuto tutti i cavalli che voleva ma se avesse perso non voleva essere tentato di scappare: 60.000 schiavi morirono. I romani persero solo 1.000 uomini e fecero 6.000 prigionieri

http://www.youtube.com/watch?v=CzRnrV5ptgM


 
capofan
Ago 20, 2009 at 19:11

Catiaaaaaaaaaaa, non avevo ancora letto del tuo racconto. Bene, mi fa davvero piacere e perciò ti dedico una canzoncina che mi piace e secondo me ti somiglia un po’ nel ritornello… CUORE SOLE AMORE

http://www.youtube.com/watch?v=hSdpuU_QPVs


 
capofan
Ago 20, 2009 at 20:30

cinema e letteratura
le mepris (da “il disprezzo” di Moravia)

http://www.youtube.com/watch?v=TiOa27ppgrs&feature=related


 
capofan
Ago 20, 2009 at 21:52

superSordi

http://www.youtube.com/watch?v=l5GhfMquSes&feature=related


 
capofan
Ago 20, 2009 at 22:44

una delle più celebri e meglio descritte (Hugo, i Miserabili) battaglie della storia è quella di Waterloo, ovvio
qui vediamo l’entrata dei veterani della Guardia

http://www.youtube.com/watch?v=l5GhfMquSes&feature=related


 
capofan
Ago 20, 2009 at 22:47

o meglio, la vediamo qui

http://www.youtube.com/watch?v=1oLflPilcMc


 
capofan
Ago 20, 2009 at 23:27

va bene, ho scherzato un po’ a caricare battaglie, qui dove avremmo dovuto parlare di “peace&love”
perché in fondo le guerre, chi le fa in realtà? ecco, facciamocelo spiegare da Sordi

http://www.youtube.com/watch?v=4SNPcdYUyq8


 
capofan
Ago 20, 2009 at 23:41

oggi mi sono sfogato a postare alla grande (Emma perdonamiiii) perché adesso per un mesetto debbo lasciarvi, a causa di molti e improrogabili impegni
per cui ci risentiremo a metà settembre, ciao
(e, vista l’ora, la canzone giusta mi pare questa

http://www.youtube.com/watch?v=GKR1q6e94a0


 
paolopabloperetti57
Ago 21, 2009 at 08:13

Oggi la giornata parla da sola. Un pò di nuvole a proteggere i pensieri. La malinconia è anche pensare ai bei giorni …seduti sulla riva del mare , mentre da lontano senti le grida di gente festante. L’ufficio si riempie di conchiglie e la stampante prende le sembianze di un mare bellissimo e in tempesta. Un gabbiano mi passa vicino e mi grida il suo esserci…NO: acc… era il mio capo…ritorno con i piedi per terra e riprendo a controllare le fatture sospese…
Baci PPP 2009


 
Barbara
Ago 21, 2009 at 08:16

Si può vivere di eccessi e sregoletezze? Per Cécile e suo padre evidentemente sì. Ci si può rifugiare nel falso calore dell’alcol, del lusso sfrenato e delle compagnie amgibue, dimenticandosi della vera essenza della vita. Dei sentimenti profondi che spesso comportano delle limitazioni per essere mantenuti caldi e vividi.
Si può fingere che tutto vada bene? Sì, per Cécile e Raymond basta un abito elegante, la vicinanza di qualche personaggio stravagante e un bicchiere mezzo pieno in mano.
Ma la vita non può essere racchiusa in un bicchiere, mai. Ci si può illudere di questo, certo. Un’ illusione falsa e fugace, fatta di oblio e assenza.
Tant’è che all’alba, quando l’effetto dei vizi svanisce, i ricordi tornano nitidi, con dolce prepotenza, nella mente della donna Cécile. Anne e il suo viso riemergono dal passato e a Cécile rimane una sola cosa da fare, accoglierli con un semplice e disarmante “Bonjour tristesse”.

Un romanzo che obbliga alla riflessione. Che sottolinea come la sregolatezza non possa essere una forma costante e imperitura. Che la realtà torna comunque, senza possibilità di negazione totale.
La scrittura asciutta e diretta della Sagan ti imprigiona nelle pagine, fino a leggerle tutte, quasi d’un fiato. Ti rende partecipe di sensazioni e pensieri.


 
capofan
Ago 21, 2009 at 13:33

EMMA, ma questa mi pare la versione rumena, o sbaglio???

http://www.dol.ro/webapp/wcs/stores/servlet/product-YNE00718—-11521-121044


 
capofan
Ago 21, 2009 at 13:36

sbagliavo. era la versione rumena de L’amore segreto. vabbè, come non detto (tanto una più una meno..)


 
Barbara
Ago 21, 2009 at 20:27

Ripensando a Fernanda Pivano ho rovistato un pò nella mia vecchia cameretta di ragazza e ho trovato un’edizione de “Il vecchio e il mare” tradotta del lei, datata 1962.
E’ un piccolo volume con la copertina cartonata, verde; le pagine all’interno sono ingiallite, pregne di quel meraviglioso profumo di libro che solo il passare degli anni è in grado di conferire.
Poi, lanciando un’occhiata un pò sbadata sul comodino, ho notato la copertina della mia attuale lettura in corso: Good Life, di Jay McInerney. In alto, a piccole lettere, compare il seguente commento:

“Good Life è un’ininterrotta storia d’amore.” Fernanda Pivano.

Singolare che io abbia iniziato a leggerlo lunedì….


 
Barbara
Ago 21, 2009 at 20:45

Genova ha salutato Fernanda con questa commovente canzone:

http://www.youtube.com/watch?v=PA16-gr75W0


 
emma
Ago 21, 2009 at 22:29

sono stata a courmayeur a presentare il romanzo ieri e stamattina a Genova per salutare la Nanda. ho pensato al mio funerale. e c’era tanto, tanto amore vero nella chiesa, anche di lettori e lettrici che hanno conosciuto o anche solo letto le sue parole o solamente di lei.
Bello. adesso è lassù… e li ha rivisti tutti, i suoi scrittori e i suoi cantautori. io la penso così.grazie ragazzi delle vostre dissertazioni e… Catia come vorrei leggere i tuoi racconti.
quando alla guida, preparo il progetto che è più di una guida, e vi coinvolgerò tutti.
devo solo avere il tempo di scrivere il progetto.
domani e domenica presentazione a Ischia.
lunedì: ufficio!
vi voglio bene


 
capofan
Ago 21, 2009 at 22:53

Bene!


 
capofan
Ago 21, 2009 at 23:54

Una guida totale a responsabilità limitata, a me piacerebbe così. Non solo libri, ma anche dove si vende la porchetta migliore in zona e con quale vinello accompagnarla, e dove sta un bel capolavoro nei pressi etc., il tutto selezionato in base a un criterio puramente soggettivo.
Poi, il Direttore sei tu e quindi decidi tu.

Quanto al funerale, prima o poi tutti ne avremo uno quindi non mi pare il caso di invidiare troppo la Pivano; quanto al dove trasferirsi, io dopo morto vado a stare a a Capri al “Quisisana”, ma se voi preferite il cielo fate pure (io sono freddoloso e non posso accompagnarvi, ma voi venite pure a trovarmi quando volete, ci mancherebbe)

http://www.youtube.com/watch?v=4hwjDQkrNQ8


 
capofan
Ago 22, 2009 at 00:00

Ecco come sarà il mio arrivo da fantasma in quel di Capri

http://www.youtube.com/watch?v=2rOuVZ2uYcc&feature=related


 
Barbara
Ago 22, 2009 at 08:42

“Una guida totale a responsabilità limitata” Concordo, ottima idea.


 
Cristina
Ago 23, 2009 at 20:40

“essere confusi e dirlo non è così semplice” –> Un abbraccio PPP! Non sai quanto mi ci rivedo in questa tua considerazione. Ti ho letto, più sopra, avidamente. Ma con immensa delicatezza.
Un pensiero…

Barbara … eccchecccavolo!!! Dalle mie parti si dice “chi gà i denti no gà el pan e chi gà el pan no gà i denti”.

Quel libro della Maraini l’avevo incontrato anch’io più volte sul mio cammino, o per meglio dire, nel corso delle mie “scorribande” in libreria. Quasi quasi provo a leggerlo. Sono curiosa.
E non solo per gli effetti secondari… che tanto ormai le vacanze sono finite, così come l’estate. Quasi.
Me lo consigli?
E Good Life? Di che parla?

Un abbraccio a tutti!


 

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