Intervista (in attesa che scriva un nuovo post)
Posted by emma on Ago 17, 2009 in Noi due come un romanzo |
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Il Blog di Paola Calvetti
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Brava Carlotta!
benvenuta nel club degli antiFederico! (e antiRenzino. E LA TORTA ALLE CAROTEEE: Emmaaaa, ma come ti ci viene in mente?????????????????????????????? quetsa è peggio dei formaggini di “perché tu”!)
Poi: LA FOTO DI EMMA NELL’ARTICOLO è LA MIA PREFERITA!
poi: ma queste giornaliste cui sembra così strana una vicenda semplice e assolutamente verosimile come quella tra Federico e Emma, ma in che mondo vivono?
Io A SEDICI ANNI feci dichiarazione a un signora di forse trentacinque? sul treno, scrivendo un bigliettino in cui mi dichiaravo superINGRIFATO dalle sue magnifiche gambe, e glielo gettai sul sedile di fronte, e quella lo raccolse e lesse avidamente…
(poi, sto Direttore della Comunicazione del Touring, a me mi fa sempre impressione: me lo immagino un tipo con baffi e favoriti, panciotto con l’orologio, cilindro e finanziera
baciba’
http://www.youtube.com/watch?v=GC4V6MFatl0&feature=related
menù tipo di Emma
antipasto: julienne di carote
primo: pastina col formaggino
secondo: branzino al vapore
contorno: patate novelle
dolce: torta di carote
caffè: americano
ammazzacaffè: succo di more
bevande: acqua minerale liscia
BUON APPETITO!
Bonjour Madame Calvetti,
Je voulais vous dire un grand merci pour votre livre ‘L’amour est à la lettre A’.
Difficile de vous exprimer toute l’émotion que sa lecture a suscité en moi. Disons que j’ai vécu une rencontre extraordinaire avec des personnages… et leur auteur. Les mots ont résonné très fort en moi. Ils ont fait écho à des sentiments qui me sont familiers et ils m’ont aussi apporté beaucoup de joie et de force.
Pour tout cela, un grand merci.
Il me tarde de faire un nouveau voyage, portée par une belle histoire et par vos mots futurs.
Je vous souhaite une bonne continuation dans le monde de l’écriture et de la magie des mots.
Et je vous adresse mes salutations les plus sincères,
Stéphanie Maieron
A COLPI DI FRANCESE
M’immagino la riviera francese, un agosto afoso, una villa che da sul mare, i miei libri, la mia giovinezza, la mia noia ed il sole che mi rende ancora più bello…
Piano piano le parole si fondono … pensieri onomatopeici…entro nelle psiche e nel cuore di Francoise Sagan…
ESITO AD APPORRE IL NOME, IL BEL NOME GRAVE DI TRISTEZZA SU QUESTO SENTIMENTO, DEL QUALE LA NOIA, LA DOLCEZZA MI OSSESSIONANO. E’ UN SENTIMENTO COSI’ COMPLETO, COSI’ EGOISTA CHE IO QUASI ME NE VERGOGNO MENTRE LA TRISTEZZA MI E’ SEMPRE PARSA ONOREVOLE. NON CONOSCEVO LEI, MA LA NOIA, IL RIMPIANTO, E PIU’ RARAMENTE I RIMORSI. OGGI, QUALCOSA SI RIPIEGA SU ME COME UNA SETA, SNERVANTE E DOLCE, E MI SEPARA DAGLI ALTRI (da “Bonjour tristesse).
Un bacio dalla mia ultima estate e prossima rinascita dalle mie ceneri.
PPP
“Ho sempre pensato che se desideri fortissimamente qualcosa…e la determinazione è più forte di qualsiasi logica..i miracoli o come dir si voglia accadono”. Personalmente ho sempre pensato che le cose belle capitano quando uno meno se lo aspetta e soprattutto quando uno non ci pensa, ma se Emma è “riuscita” a far decollare il suo aereo per Parigi nonostante una tormenta di neve chissà…Magari tra le pagine di questo bellissimo romanzo, di cui per una volta tanto non riesco ad indovinare il finale, troverò il modo per imparare a navigare a vista e arrivare nella mia Belle-ile.
Erika, sei tu? Mi fa piacere che tu abbia trovato il tempo di passare di qua e scrivere due righe. Grazie…. e sono davvero felice di averti consigliato il libro di Paola, meritevole assolutamente di essere letto e diffuso.
A presto, su queste pagine.
Cara Sig.ra Calvetti, ho da poco completato la lettura di “Noi due come in un romanzo” e sono ancora sotto l’effetto della meravigliosa storia che ci ha saputo regalare. In Emma ho ritrovato una me stessa un poco più fortunata. Come lei ho cinquant’anni, come lei da tempo coltivo il sogno di aprire una libreria-incontro nel mio paese, lasciando un lavoro che non mi appaga più, ma soprattutto come lei vivo una storia d’amore a distanza, intensa, travolgente e tanto, tanto complicata. Per questo, leggere il suo libro mi ha emozionato, commosso, fatto arrabbiare e anche sorridere con il suo dolcissimo finale. Mi piacerebbe tanto farle avere una piccola raccolta di poesie che ho pubblicato su “Il mio libro.it”. Giusto per condividere le mie personali aritmie del cuore con una donna che saprà comprenderle appieno. Un abbraccio da Nadia
cara nadia, grazie del suo commento al romanzo.
perchè non posta le sue poesie su questo blog, in modo da poterle condividere?
E se ha librerie belle da segnalare, lo faccia, noi stiamo iniziando una raccolta in vista di un nuovo progetto del quale vi parlerò prestissimo.
erika: scrivi dopo che hai terminato.
quanto a quella frase, sai che ogni tanto me la rileggo per… darmi forza?
Cara Paola,
Mi viene naturale darti del tu e, perché no, chiamarti Emma.
Siamo coetanee, più o meno, e pur avendo in casa incorniciato e curato come una reliquia l’autografo di Paul Auster, è la prima volta che scrivo ad una scrittrice, guarda la stranezza tu Paola e lui Paul, sarà il nome che fa la differenza.
Ti posso dire solo …GRAZIE!!!
Mi sono tuffata nel tuo nuovo romanzo, prima di leggerlo, appena comprato l’ho dato da leggere alla mia vicina-amica che, conoscendo la mia rifornita libreria, è venuta a chiedermi un buon libro che la distogliesse dalla chemioterapia che sta affrontando in questa calda estate. Il tuo libro era appena stato appoggiato sul tavolino del salotto e, io senza alcuna esitazione, gliel’ho dato dicendole che era quello che ci voleva. Letto il titolo me lo stava per restituire, dicendomi che non era più tempo d’amore per lei (ha 60 anni portati alla grande nonostante la malattia) e, soprattutto, non era quello il momento per una storia del genere. Io ho insistito, pur non avendolo ancora letto, perché il mio istinto mi diceva che era di quello che aveva bisogno.
Non ci crederai, l’ha divorato, è tornata dicendomi di leggerlo subito e che avevo fatto bene ad insistere, non aveva parole per definirlo, continuava a ripetere: - devi leggerlo, è stato scritto per te, non hai idea di cosa ci troverai dentro.
Ovviamente ha voluto altri libri da leggere, ma mi ha detto che pur leggendoli e trovandoli belli non riesce a trovare la magia del tuo.
Aveva regione, è incredibile, questo libro è stato scritto per me.
Lei andrà in libreria a comprarsene una copia, perché dice che è un libro che devi avere per poterlo rileggere ogni tanto, nei momenti bui.
Sei terapeutica, mi auguro ti faccia piacere.
Tornando a me ne ho già acquistate altre due copie, una per mia sorella che vive in Calabria, pur essendo nata e cresciuta a Milano, e una per mia figlia che l’esperienza lavorativa l’ha portata a vivere e sposarsi in Irlanda. Ecco qui il primo richiamo al tuo libro, se non avessi mai letto “La parola amore nella terra di Clare” di Williams e, se non avessi detto a mia figlia (si chiama Sara - sempre il caso) che lei che l’inglese lo sapeva bene (laureata in lingue) doveva andare a vederli quei posti splendidi, io forse ora non avrei un genero nativo della Contea di Clare.
Secondo Paul Auster il caso non esiste, comincio a crederlo anch’io, semplicemente le cose accadono e poi nel corso della vita in situazioni diverse le ritroviamo e così si creano legami particolari e creativi.
Era un sogno mio e di mia figlia aprire una libreria con caffè come Sogni&Bisogni, e devo dire che avevo nel cassetto anche un altro sogno, quello di aprire un piccolo alberghetto con stanze tutte diverse per colore, nome e non numero e arredamento, dove gli ospiti si sarebbero sentiti a casa e accolti, dove non sarebbero mancati i momenti in comune per condividere letture ed esperienze di vita, insomma dove raccontarsi e sentirsi protagonisti nonostante il mondo vada in senso contrario.
Ritrovo nel tuo libro gran parte della mia piccola biblioteca di casa, circa un migliaio di libri, ho perso il conto e non li catalogo più da quando Sara è partita.
Non per pigrizia ma perché era una passione comune, amavamo trascorrere lunghe serate con una cioccolata in mano a chiacchierare di libri letti e film visti scambiandoci le nostre opinioni, devo dire che mi manca molto e nel tuo libro ho ritrovato un po’ del mio mondo perduto.
Mi sono ritrovata nella Signora Donati, pur non avendo la sua età non ho molta libertà di movimento a causa di problemi di salute, e pur avendo anche un figlio che ama leggere, spesso mi trovo a pensare a chi lasciare la mia adorata raccolta, spedirla in Irlanda sarà poco pratico, anche se spesso mando libri italiani, tanto perché mia figlia non perda lingua e radici. Per cui la tua signora Donati è stata illuminante.
Sarebbe bello se parlassimo d’amore, considerato un argomento frivolo e banale credo sia l’unico antidoto alla guerra e alla violenza.
Una buona lettura e la condivisione della stessa unirebbe persone e popoli indipendentemente dalle culture e dall’età.
Non riesco mai, in questi tempi dove il telegiornale fa solo paura, a dimenticare “Farenheit 451”.
Vivo in un piccolo paese in provincia di Milano, dove la cultura è una parola quasi sconosciuta, sono circondata da parenti che se non parlano di detersivi spettegolano, e io mi sento un pesce fuor d’acqua.
Anche il tuo amore per i cani condivido, il 30 Aprile (strano mese) di quest’anno la mia dolce cagnolona Carol ci ha lasciati dopo una lunga malattia, grazie al tuo libro sono riuscita a tornare a leggere dopo quel giorno, ti sembrerà buffo ma le leggevo Dante, fin da piccola, e lei si accoccolava e sembrava mi ascoltasse…mi manca.
Sono una persona piena di interessi e come mi dice chi mi conosce, ho sempre un libro per tutti e una canzone pronta per ogni argomento o un personaggio di un film da assimilare a qualcuno. Amo fare tante cose che i tempi moderni considerano “out”, per me sono il sale della vita, la mia famiglia dice che io sono la memoria storica e che dopo di me tante tradizioni e storie andranno perse. Non sono così vecchia, ho appena compiuto 55 anni, ma ho sempre amato apprendere, curiosa per natura di tutto ciò che mi accade intorno devo sapere il perché.
Altra cosa fantastica che ho ritrovato nel libro sono state le città.
Milano che io adoro, per me è la CITTA’, tu l’hai riportata a quella che è nel cuore di tutti quelli che la amano.
Parigi, tre vacanze da sogno di cui una con i miei figli (l’ultima tutti insieme sebbene già grandi), e la città dove ho festeggiato i miei “primi 50 anni”.
New York, ultima ma non ultima, io credo di aver vissuto una vita precedente a questa e vivevo a New York e facevo la bibliotecaria, non ridere ma ho dei ricordi vividi e mi piace e mi ritrovo a girarla nei libri di Auster.
Non so se leggerai mai questa mia lettera, ma mi piace pensarlo.
E’ stato un grande respiro, un soffio di vita, anche perché io non ho un’amica come Gabriella alla quale poter raccontare le mie emozioni, perciò il tuo libro è stato anche questo: amicizia.
A differenza di Emma io il mio amore delle superiori l’ho sposato, l’ho incontrato che avevo 15 anni e giusto quest’anno (per noi il 10 dicembre, un numero a caso?) sono 40 anni di amore e passione ancora oggi, nonostante qualche zona d’ombra durante il percorso.
C’è la mia vita nel tuo libro!
Se sei arrivata fino a qui ti ringrazio, ovviamente ora leggerò anche gli altri tuoi libri, questo era il primo, ho cominciato veramente bene e sono certa che non resterò delusa dal resto.
Un abbraccio anche se non ci conosciamo, ma ormai siamo amiche,
Vanna
P.S. a te piacciono i p.s., scusa per come scrivo, ma io sono una lettrice non una scrittrice, e per citare … a ciascuno il suo…
cara vanna,
ho divorato la tua lettera e… mi sono commossa.
perchè queste non sono coincidenze.
è la mia vita.
tutti i giorni cerco - e trovo - segni e quando il segno è una persona come te… sono felice di avere scritto quel romanzo.
Buongiorno cara Paola, passo anch’io al tu, perchè insieme ad Emma sei entrata di diritto a far parte delle mie “amiche del cuore”. E’ straordinario rendersi conto di quante donne riescono a riconoscersi nella storia che ci hai regalato, sia pure con sfumature e annotazioni diverse, a seconda del proprio vissuto. Come ti avevo scritto tempo fa, il pensiero di Emma e Federico mi accompagna da quando ho letto il tuo splendido romanzo. Da sei anni ormai vivo una storia d’amore a distanza con un uomo intelligente, affascinante, e terribilmente complicato. Per lui, come ti dicevo nel mio precedente post, ho scritto alcune poesie, pensieri che avevano bisogno di uscire dallo spazio ristretto del cuore. Da appassionata lettrice di grandi autori, non ho alcuna velleità, se non quella di dare voce a quelle aritmie che molte donne provano, quando non trovano un senso alla loro condizione di amanti. Ne riporto qui un paio, brevissime, sperando di non risultare troppo invadente. Un grande abbraccio da Nadia.
“Sorridersi”
Ore trascorse a conoscersi,
a svelarsi segreti
mai rivelati,
a confessarsi desideri
mai espressi,
A toccarsi il cuore
per capire i nostri pensieri,
a carezzarsi le labbra
per imprimere nella mente
la forma dei nostri baci.
A respirare l’alito,
l’odore della pelle,
Il profumo del nostro desiderio.
E non sentire il rumore del mondo,
le voci degli altri,
non vedere la vita che scorre,
intenti a sorridersi,
come inebetiti
da tanta inattesa felicità.
“Il tuo mondo”
Quante volte ho cercato
di far parte del tuo mondo.
Quante volte ho provato
a forzarne l’ingresso,
a violarne i confini,
ad entrare senza permesso.
Ma il tuo mondo è protetto
da filo spinato,
da un muro di cinta
con i vetri taglienti,
da inferriate di bronzo
e serrature blindate.
E così ho rinunciato
ad esserti compagna,
consapevole apolide
per scelta d’amore.