How to buy a love of reading
Manco da troppo tempo. Vi leggo ogni giorno. Grazie di essere voi a riempire di pensieri, frasi, emozioni questo blog. Torno dalla Puglia: serata a Selva di Fasano e poi al Festival di Polignano e ora, Milano. Ho trovato questo booktrailer dall’America, non credo sia un romanzo per “noi”, ma le immagini rimandano a quel bianco e nero che mi solleva… oggi… da pensieri complessi… Ogni “presentazione” o incontro con i lettori (chiamatela come volete, ma il senso è quello) è differente, e non è solo commerciale (equazione tu sei lì, presenti li romanzo e le persone lo comprano), ma può nascere da incontri e presentare sorprese: Marialuce Giannaccari è una di noi, conosciuta sul forum anni fa, poi incontrata a bari mesi fa e presenza/assenza alla nostra maratona di febbraio…A Selva di Fasano la sorpresa di una presentazione fuori dal comune: un giornalista (Carlo Nicotera), un attore che è un imprenditore ma che ama le parole e due straordinari musicisti (violino e pianoforte) e le mie parole, mescolate da un romanzo all’altro, dall’Amore Segreto a Noi due come un romanzo… una sorta di omaggio monografico con sorpresa: alle parole corrispondeva un oggetto, Carlo estraeva dalla borsa un calamaio, l’archetto di un violoncello, un foglio di carta da lettere, una candela profumata, quasi a voler rendere “fisico” il mondo delle mie donne: Costanza, Nora, Emma…Nella mia ormai lunga carriera di presentatrice di romanzi è stata una delle più emozionanti, oh non perché pettinava il mio narcisismo (chi mi conosce sa che non sono narcisa, casomai un poco vanitosa), ma grazie alla poesia, alla tenerezza, all’amore che metteva in scena… amore per ciò che avevo scritto in 10 anni di attività da romanziera… parole che, ad ascoltarle.., facevano un certo effetto perché non le ricordavo più. E poi, atmosfera completamente diversa al Festival di Polignano, a picco sul mare, dove il centro storico era un palcoscenico brulicante (la parola non è scelta a caso) di scrittori, scrittrici, romanzieri, saggisti, giornalisti, programma fittissimo di incontri, quasi troppi, una bulimia di parole e gesti e profumi di mare…bellissimo. Vitale. Ecco: non scrivo mai dei miei incontri, ma questi giorni sono stati troppo ricchi di parole, mi sono chiesta se vale ancora la pena, se ha senso scrivere ancora romanzi già che non abbiamo il tempo di leggere tutto ciò che è stato scritto. Se le parole sono pressanti, se così tante persone scrivono non è per “commercio” e basta; certo c’è anche il bisogno di mettere nero su bianco quello che abbiamo dentro, una buona dose di narcisismo c’è, ma è forse, anche, un tenersi aggrappati ad esse, le parole, per sentirsi vivi. Insieme ai profumi e alla bellezza (quanto è bella la Puglia) della natura. Sentirsi persone, ecco questo. A prescindere. Come, mi pare, diceva Totò.Il video è divertente e persino malinconico: frames in bianco e nero, montati in un booktrailer da romanzo, utile a ricordarci come eravamo, quale è il senso e il potere (anche imperativo) dei libri.Buona domenica e grazie per i vostri messaggi e le vostre conversazioni, alle quali non sempre rispondo perché amo che, come scriveva Emma per il suoi romanzi; “se la vedano tra di loro, la notte”. Scriveva Sandor Marai“Corposi cataloghi di case editrici, uno o due alla settimana. Libri a migliaia, a decine di migliaia, tutti pubblicati di recente, centinaia e centinaia per ogni genere. Rischio di soffocare per la nausea. Scrivere proposizioni semplici. Oppure soltanto parole. Leggere il dizionario. La letteratura è morta, viva il commercio librario” (27 gennaio 1984)
Vale la pena di scrivere ancora eccome, io già aspetto il tuo prossimo romanzo. Chi dice che tutto è stato detto, secondo me non ha idea del fatto che siamo appena, e solo in parte, usciti dalla preistoria.
Vanitosa? Ma tutti lo siamo! Poi i tipi di vanità sono diversi: io ad esempio mi vanto d’aver mangiato ieri sera una chitarrina al sugo di gamberi per SEI persone!!!
La mia risposta al video americano invece è questa (a me toglimi gli arrosticini di pecora, i maccheroni alla chitarra, il montepulciano, il pecorino, il mare adriatico e quello che ci si pesca, il gran sasso, il saltarello, i cori folcloristici: è meglio mori’! SONO PROVINCIALE!)
Pe’ canta’ ci vòle Zi’ Nicola (i-hà i-hà i-hà)
http://www.youtube.com/watch?v=Mcr6EwSxHYA
viva Emma!
Ciao Paola!
Sono felice, per te, per questo tuo racconto fiume, traboccante di emozioni ancora vivide, di profumi, di volti e profili in chiaroscuro, di suoni … quello delle voci che si mescolano fra loro, quello del mare, quello di un violino e di un pianoforte, di gesti … come l’estrarre oggetti che evocano parole, ricordi, pagine vissute. Sguardi che si incontrano, si avvicendano. Rimangono.
E’ vero a volte le parole sono pressanti… non c’è il tempo per leggere tutto. Ma una storia è sempre una storia e prima o poi arriva un momento in cui se ne sente il bisogno. In cui qualcosa dentro di noi desidera perdersi e ritrovarsi nell’anima altrui, fermata nel tempo, impressa in qualcosa che puoi percorrere con gli occhi, respirare col cuore, quasi rallentare.
Uno specchio fatto di parole che vanno oltre la superficie, in profondità.
Parole, per sentirsi vivi.
Per trattenere gli anni che se ne vanno, i ricordi che sbiadiscono, la bellezza di un qualcosa di altrimenti inesprimibile.
Parole per rompere gli argini e dare un volto a tutto ciò che si è vissuto. Ad ogni sensazione.
Parole che forse vale la pena infiliare pazientemente in collane da donare a chi ci passa accanto brevemente oppure più lungamente … come il benvenuto hawaiano.
Come le ghirlande sulle pire indiane … briciole di vita sopravvissuta che si sospingono fino alle soglie del silenzio più grande.
Parole. Semplici parole.
Su libri, su muri, sulla sabbia, nel vento…
Il resto poi chissà…
Un abbraccio!
E un saluto a tutti.
@ Catia: buona scrittura!!!
Teniamo vive le nostre emozioni. Emozioniamoci difronte al nostro piacerci. Amarsi un pò non ha mai ucciso nessuno. L’importante ci sia un confine tra il criticarci e il coccolarci. Poi se non lo facciamo noi , alla nostra inimitabile maniera, chi lo fa?
Stasera è una sera strana. Nessuna voglia d’essere allegro. Allora scrivo. Non tutto il male vien per nuocere. Il negativo , supporto del positivo. Bisogna perdere la ragione del tutto per continuare ad essere contenti ad oltranza! Shit!
PPP 2009
[…] Fonte Articolo: Sogni&Bisogni » Blog Archive » How to buy a love of reading […]
Raccontare le emozioni vissute, in special modo quelle positive, è anche un modo per riviverle e impremerle ancora una volta nella memoria.
Capita, in un momento particolare della vita, di incontrare un libro che ti cambia la vita; nel quale trovi quelle emozioni che avevi perduto per strada o che non ti avevano ancora sfiorato.
Nasce la curiosità e ne attrae un altro, e un altro e un altro ancora. Allora da lì si scopre il piacere della lettura.
Che a volte è anche immedesimazione con ciò che si legge; altre volte è immersione in un mondo lontano che non conosciamo o che non avremmo il coraggio di conoscere altrimenti.
Bentornata Paola. Eri in Puglia? Allora assente giustificatissima sei eh eh…
Polignano è fantastica, vero? Hai mangiato u pulp rizz e le cozze arraganate?!
Bentornato a Capofan, almeno se non vuoi farti riconoscere cambia stile, camaleontico blogger
Pablo anche la tristezza a volte serve. Io con la pancia piena non scrivo.Mi manchi!
Cristina tu mi hai ispirato per un personaggio dei miei racconti.
Barbara fai troppe ferie eh eh, dai scherzo.
Abbracci a tutti.
Si avverte la gentile sig.ra Barbara che il suo server di mail inoltra alla sottoscritta fogli bianchi, risposte nulle.
Barbaraaaaaaaaaaaa
Catia: Ti ho rimandato la mail…. speriamo beneeeeeeeeeeeee…..
Riguardo alla vanità citata da Paola…. Oggi ho incontrato un vero talento, una persona che conoscevo da un pò, ma che aveva tenuto segreto un lato artistico di sè….
Forse, senza un pò di vanità (intesa come voler palesare il proprio talento), le proprie doti rischiano di non essere mai condivise….
oh oh oh, ma chedè stu PULP RIZZ?? ih ih vabbè, se me lo dici io poi ti dico che pesce è la “furbe da ciutte” nel dialetto stretto della marineria sanbenedettese, così facciamo uno skambio di AltA KulTura uah uah uah
(capofan? mai sentito nominare)
http://www.youtube.com/watch?v=q7o-9JuzlD4
se Emma viene in Abruzzo la vestiamo così e la facciamo canta’
Je vaije all’orte a coije li fiche
scontre Federiche scontre Federiche
cinquelabellaseilasettelallà senza lu spose l’amor ‘nse po’ faaaaaaaaaa…
(uah uah uah)
http://www.youtube.com/watch?v=V1Sx02sIPbg&feature=related
x Master….
Per fortuna non sei capofan!! Che imbarazzo se lo fossi davvero e io, che sono la sua vice, non ti avessi riconosciuto!!
Abruzzo…. mi fa venire in mente Cosimo Savastano….
Amore pe rejale
Amore amore e parleme d’amore
e parleme de suonne e tenerezze
damme la pacia tu che le carezze,
damme de ss’uocchie tia ru splendore…
Amore amore e parleme zettenne
amore amore quande vè le stelle
famme purtà pe’ le lucecappelle
tanta parole che n’ ce puone ‘ntenne…
Tanta parole nate da ssu core
che sta luntane e sbatte tale e quale
che sta luntane e palpeta d’amore.
L’amore é rusce come lu crugnale
e come pane-e-casce tè l’addore
amore damme amore pe’ rejale…
N’allucche
Alla ‘ndrasatte ‘n ciele ce scurette
e che’ na botta jù re vuttelune
come crellà de vrite e de cumbiette
iettate a vranche ‘n miezze a re candune.
E quande fu nu chiòvere appacate
na screiazzata a frunne de chiuppera
freiette all’aria pe’ n’urle straziate.
N’ ce sa chi fu. Na risa de sammuche
sgrellate a viente doce, a prima sera,
doppe l’acquata de le ciammaruche.
Barbara tu di Capofan non hai capito ancora nulla…
si è di tradito con il Capo, cara il Capo è il sciur Di Stefano di leggere e scrivere che leggerà il libro di Paola. Capofan è un birbante che conosco da tre anni o poco più, un simpatico camaleonte, ascolta cara chi ne sa più di te.
Ciao Master, Capofan…e chi più ne ha più ne metta
Ah il miglior pesce si mangia a San Benedetto senza dubbio, dopo… Bari.
Pomeriggio svagato…
Spero di non essere troppo strana e di non fare una brutta fine … Ma comunque la cosa mi piace. Chissà che “vita” avrai inventato sulla carta, per me … o per il mio ologramma-con-varianti.
Barbara: belle le tue parole sulla vanità. Posizione che condivido.
Catia: caspita! Lusingata ma anche un po’ spaventata!!!
Magari un giorno mi racconterai un po’ di questo personaggio…
Purtroppo non posso ricambiare, però. Almeno al momento. La poesia non prevede personaggi. Solo ombre cinesi … orme, bagliori, evanescenze di ricordi, figure in controluce. Bassorilievi. Origami di carta velina che cambiano forma come nuvole…
Forse l’incontro con te, con PPP, con Paola, le suggestioni che si avvicendano fra queste pagine, si sono tutte distillate in brevi tocchi di colore fra le mie parole. Quelle emozioni e quei sentimenti che evocano immagini per metafore.
Ma che però non posso essere scissi dall’insieme.
Allora Catia, ti lascio semplicemente un abbraccio. Non vale quanto un personaggio, ma è ciò che ho in questo momento.
Magari, se un giorno passerò alla narrativa, chissà …
Mi rituffo tra le pagine di qualche libro.
Sto “studiando”. L’estate come raccoglimento. Un vigile letargo al contrario, per poi tornare ad esplorare paesaggi con l’arrivo dell’autunno…
Un sorriso a voi tutti!
Cara Catia…. meglio non scoprire troppo il gioco di mister o capofan, o entrambi…. Lasciamo che si muova/muovano indisturbati…. chissà, magari il camaleonte si paleserà un giorno, per la sua vera natura (quella che quel giorno sentirà di indossare)!!
I meglio cuochi della costa adriatica (e d’Italia) per il pesce sono Uliassi e Cedroni, entrambi a Senigallia e superstar dei fornelli. Dei due ho mangiato da Cedroni, più famoso per la ricerca, ed effettivamente è un’esperienza da farsi. La moglie Mariella mi spiegò che la Puglia aveva un’importanza notevole per il crudo.
Nella “Riviera delle palme” si mangia bene quasi ovunque senza eccellenze particolari (ho assaggiato tutti -tutti- i migliori e buona parte dei peggiori) ma con una buona qualità media e prezzi onesti: si possono mangiare decenti spaghetti ai frutti di mare, fritturina, contorno, vino alla brocca fino a ‘mbriacarsi e caffè, perfino a soli 10 euro! (uno ce l’ho sotto casa ed ecco perché con i colleghi stiamo sempre ciucchi: un giorno propone uno, il giorno dopo l’altro, quello dopo io, poi arriva giovedì e c’è n’è sempre uno che dice ” oggi gnocchi, perché non andiamo a magna’ a dieci euro?”, come fosse chissà che idea, uah uah ma se non facciamo altro!
vabbè, uno spaccato di vita di provincia, noi provinciali…
Visitateci!
(se volete pedala’ -non è il mio caso- ci sono chilometri e chilomtri di piste ciclabili)
http://www.youtube.com/watch?v=6cUBJoFHWm4
quest’uomo vuol dire New York, d’amore si parla, siamo in tema. In realtà è che questo suono mi piace infinitamente
http://www.youtube.com/watch?v=Xp-5V3PJ90E
matinèe musical à cure du master (sto master lo devo cambiare, credevo fosse un tipo di cacio americano)
senti che sound, per svegliarsi è perfetto SVEGLIAAAAAAAAAAAA!
http://www.youtube.com/results?search_query=child+of+vision&search_type=&aq=f
acc! ho sbagliato la linkata, la rifaccio
http://www.youtube.com/watch?v=svXJ2iJv9WE
vabuo’ fra un po’ si va. Ciao carine e carini buon lavoro
http://www.youtube.com/watch?v=RVEdYYMlOJ4
però prima cantiamo questa.. il testo è di D’Annunzio musica di Tosti (insomma, tutta una cosa abruzzica anche se in napoletano)
‘A VUCCHELLA
Si comm’a nu sciurillo…
tu tiene na vucchella,
nu poco pucurillo,
appassuliatella.
Méh, dammillo, dammillo,
è comm’a na rusella…
dammillo nu vasillo,
dammillo, Cannetella!
Dammillo e pigliatillo
nu vaso…piccerillo
comm’a chesta vucchella
che pare na rusella…
nu poco pucurillo
appassuliatella…
FACCIAMO CHE FEDERICO LA DEDICA A EMMA???
(Pavarotti in napoletano è esilarante)
http://www.youtube.com/watch?v=uuLOwmFpdsU
Se tu mi dimentichi - Pablo Neruda
Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata “
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
http://www.youtube.com/watch?v=dyP9sut7clM
I prossimi giorni, come già stamattina, andrò spesso a Sulmona, per la giostra cavalleresca, la seratina eno-gastronomica e via dicendo
Perché gli innamorati devono visitare Sulmona:
1) perché città natale d’Ovidio, poeta dell’amore per eccellenza
2) perché produce i migliori confetti d’italia, questo si sa
3) perché l’oreficeria è famosa e la “presentosa” è il gioiello delle fidanzate
unico problema: il vostro fidanzato potrebbe lasciarvi perché a Sulmona s’incontrano alcune tra le donne più belle del mondo!!!
Comunque visitateci! (Emmaaaa, visitaciii)
http://www.youtube.com/watch?v=PkFcxJdBziA
Si può avere qualche dettaglio in più sulla “presentosa”?
Master, ma se a Sulmona ci vado pure io, che non sono di Sulmona, posso rientrare nella sfera delle più belle donne al mondo?
O vale solo per le nate lì….
Eh, no, le regine d’abruzzo sono solo quelle native… non c’è competizione possibile, dispiace dirlo ma è così
http://www.youtube.com/watch?v=0jgLgGjW7y8&feature=related
Non a caso Madonna la cantante più strafiga (e… straricca) del mondo è originaria di Pacentro, a 10 km da Sulmona… vi dico che non è un caso!
(e ne abbiamo spedita una mini, modello esportazione, le migliori ce le teniamo noi!!! uah uah
(come la prima che ho visto stamattina arrivando, una cinquantenne che mi ha attraversato la strada… da sbandata! e infatti l’ho presa subito (prima con la macchina, poi col resto eh eh)
http://www.youtube.com/watch?v=inBMxTa9qeQ
Master, ma non mi hai detto cos’è la “presentosa”….
Comunque, finita la giostra cavalleresca a Sulmona, risali un pò e vieni a vedere Il Palio dei dieci comuni…. sono certa che anche qui qualche bella donna la incontri….
http://www.palio10comuni.it/
Che Madonna sia bella… O_o
Però è vero la bellezza è un concetto relativo.
Il gioiello d’Abruzzo: la presentosa
La “Presentosa” è un gioiello tipico della tradizione orafa abruzzese di origine quasi certamente settecentesca e diventato famoso per la descrizione che ne fa Gabriele D’Annunzio nella sua opera “Il trionfo della morte”. La Presentosa è un vero capolavoro, si tratta di un ciondolo a forma di stella composta da tanti triangolini in lastra lucida disposti a cerchi con le punte verso l’esterno, gli spazi tra i triangoli e il centro del cerchio e la sua circonferenza esterna, sono riempiti da stilemi in filigrana. Questo gioiello veniva spesso ricevuto dalle giovani donne quale promessa d’amore: era un “presente” ossia “dono”, da cui deriva la definizione dialettale “presentenze” e la successiva “presentòse”; questa usanza, spiega perché tra tanti, prevale il motivo simbolico del cuore e, a fronte di un analisi più approfondita del contesto socio culturale, si è portati a credere che questo gioiello costituiva un vero e proprio mezzo di comunicazione visiva. Si possono riconoscere diverse varianti e tipologie di “Presentosa” abruzzese. Un cuore al centro della stella rendeva noto infatti lo stato nubile dell’indossatrice e in genere veniva relegata dalla madre o da entrambi i genitori in età maritale. Il monile recante due cuori, legati da una chiave o da un nastro, era donato dai genitori di lui come “pegno d’amore, come patto di promessa sposa. Il messaggio era: “sono sentimentalmente impegnata”. Il ciondolo con al centro una nave, veniva donato dal padre dello sposo o anche dallo sposo il giorno delle nozze e stava a simboleggiare l’inizio di una navigazione in due verso una nuova vita, quella matrimoniale. La “Presentosa” poteva, poi, essere donata in occasione della Prima Comunione e in quel caso riportava al centro la colomba dello Spirito Santo. I luoghi di produzione più antichi di questo particolarissimo gioiello sono Agnone (fino al 1811 in territorio abruzzese) e Guardiagrele. Nel corso degli anni,poi, l’uso si diffuse soprattutto in area frentana, peligna e nell’aquilano. Altri importanti centri di produzione divennero L’Aquila, Sulmona, Pescocostanzo e Scanno. In una fase successiva la produzione si diffuse anche nell’Italia meridionale, in particolare in Campania e sul Gargano, legata al fenomeno della transumanza. Per non incidere troppo sul costo la “Presentosa” veniva sempre realizzata in oro a basso titolo (8 o 12 carati). In tempi in cui la manodopera costava piuttosto poco, a compensare lo scarso valore dell’oro c’era la lavorazione in filigrana che permetteva di realizzare con piccole quantità di materiale oggetti molto preziosi. Questa tecnica consiste nell’intrecciare un doppio filo di metallo prezioso che mostra segmenti trasversali simili ad una spiga di grano (di qui il termine filigrana). Tuttora, nei centri di Pescocostanzo, Scanno e Sulmona vengono realizzati raffinati esemplari di “Presentosa” dai maestri orafi locali, abilissimi nella tecnica della filigrana tradizionale.
Devo dire che mi ispira.
Vado a cercare qualche foto.
Saluti a tutti!
Master…. Abbiamo una che ne sa più di te sull’Abruzzo…. Brava Cristina!! Attendiamo la foto….
ottima Cristina! (saperne più di me sull’Abruzzo è un po’ difficile ma non impossibile, ce ne saranno alcuni che ne sanno più di me, ma sicuro tutti di qui… circa vent’anni fa chiacchierai per un’ora con un letterato tedesco -nonché traduttore, anche di poesia- e a un certo punto mi disse “sai che ho capito di più dell’Abruzzo in quest’ora con te piuttosto che dopo tre giorni di conversazioni con il professor Tal dei Tali? -arcinoto docente universitario e “abruzzesista”. Beh, questa è una mia piccola soddisfazione, che ricordo con piacere)
Ecco il gioiello dell’amore (ce l’abbiamo SOLO QUI, IN PROVENZA NON C’è!!! eh eh, frecciatina a chi so io)
http://www.orafomancinelli.it/home.asp?pag=pagina&id=24
Il palio dei comuni? Ma dopo la giostra di Sulmona, mi sposto di solo 10 km e comincia la rievocazione di Corfinio!
Come sapete questa fu la prima capitale di uno stato chiamato Italia. La Lega italica (a differenza di quella tutta trote ponti di legno e cappellini alla Asterix di Bossi, eh eh) passò subito ai fatti mettendo in campo un esercito di 100.000 uomini: fu il più grande pericolo per la sua esistenza che Roma abbia mai corso nella sua storia millenaria (sulla durezza delle coorti abruzzesi - peligni, marsi etc.- è piena la storiografia, non occorre inventare nulla), altro che Bossi e Annibale uah uah uah
Visitateci!
http://www.youtube.com/watch?v=Qbt1WkNCWSo
La Lega siamo noi, altro che Padania!!!
Ecco le più antiche monete italiane, con la scritta ITALIA, simili alle vecchie lire solo …un po’ più antiche, di circa 2000 anni: trovate a Corfinio, in Abruzzo, la capitale della Lega italica, dove si coniavano. Quindi a soli 15 km da Sulmona, trovate le rovine della più antica capitale d’Italia.
Venite a trovarci, siamo nel cuore più antico dell’Italia, non è retorica ma semplice storia
http://www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l‘Aquila/A-C/Corfinio%20-%20archeologia/foto-CorfinioARCH015.html
Master, ora cerco di scoprire la tua identità:
1) Sindaco dell’Aquila;
2) Sindaco di Sulmona
3) Sindaco di Corfinio:
Di certo non sei Capofan, a questo punto…. Lui avrebbe nominato una bella trattoria a Corfinio…. e una a San Benedetto….
Vabbè, accettiamo il tuo mistero….
La presentosa può essere donata anche a una donna non abruzzese?
Sì, secondo coscienza. Io che vado sul tradizionale, ad esempio, lo donerei e l’ho donato solo a un’abruzzese, “mogli e buoi dei paesi tuoi”, si sa.
Ma non facciamo solo presentose: e gli orecchini? gurdate gli “sciacquajje” di Luisa dipinti da Michetti (l’amico di D’Annunzio), se vi piacciono ne trovate di tutti i i tipi e fogge
http://www.profesnet.it/dabruzzo/images/michetti_1.jpg
Insomma, caro master…. non riesco a farti pensare ad altro che non sia l’Abruzzo o le donne abruzzesi….
Ci sarà pure qualcosa al di fuori della tua terra che ti interessa…. ho provato anche con la poesia abruzzese, ma non ha funzionato….
Dammi un pò di tempo e qualcosa del resto del mondo che ti aggradi la troverò….
Cara Paola,
un caro saluto… mi preparo per le ferie.
Un saluto al blog, a Barbara, Cristina, Angelita Cris e chi ci legge e non scrive.
Pablo ci sentiamo in privato.
Ciao
Catia…. Buone vacanze!!
faccio gli SPOT solo ed esclusivamente per convincere Emma a venire qua!
e sennò il premio lo diamo alla Dacia!
http://www.youtube.com/watch?v=rlr8rXqn3fQ
tempo perso, al di fuori del quadrilatero Ancona-Perugia-Roma-Vasto per me non esiste niente, sono un povero provinciale e tale rimarrò a vita (anzi più passano gli anni e più peggioro)
(dico ancona-perugia per darmi arie internazionali, in realtà Ancona mi sembra già oltre il circolo polare artico: è che si dispone di una sola vita, e già “Roma, non basta una vita”, come si dice… è la verità, la visito da decenni e ancora me ne manca un buon terzo)
http://www.youtube.com/watch?v=qXcNQTa3zgs
va bene, viva Emma e federico, passo e chiudo.
http://www.youtube.com/watch?v=0adQWuV5V_8&feature=related
Master…. appunto, la vita è una…. Ripassa di qua nei prossimi giorni e magari troverai qualcosa che ti possa piacere….
Ora mi informo un pò riguardo al tuo quadrilatero…. hai visto mai che ci trovi qualcosa di interessante anch’io….
Magari ti incuriosisco con qualcosa del terzo di Roma che ti manca…. Un pò di pazienza….
Gentile Barbara, si risparmi la fatica, non si preoccupi, siamo già incuriositi da tante di quelle cose che è impossibile aggiungerne altre. La ringrazio per l’interessamento e cari saluti.
Master niente onori! Le informazioni sulla “presentosa” le ho trovate sul sito della Regione Abruzzo… Non ne so più di te, certamente!
Al massimo posso conoscere qualche aneddoto su Venezia
Le storie tramandate da nonna a madre e da madre a figlia … storie che mia mamma utilizzava, qualche volta, per farmi addormentare la sera
Il fatto è che mi avevi messo una tale curiosità che non ho saputo resistere e quando mi sono imbattuta nel “bottino” ho pensato di condividerlo con gli altri blogghisti, magari altrettanto incuriositi.
Poi quando si parla di tradizioni, di leggende, di tutto questo genere di cose, la mia vecchia passione per l’antropologia se ne esce fuori … Perchè non serve necessariamente recarsi troppo lontano per rimanere affascinati da gesti, pensieri e storie che affondano le radici in usanze e credenze tipiche di Regioni e popolazioni vicine, ma delle quali si conoscono forse gli aspetti più turistici.
Qui a Venezia, la similitudine con la Presentosa la troviamo nella leggenda del Boccolo di Rosa.
Ma poi chissà quante altre ce ne sono che non so…
Un saluto a te Master e grazie per l’immagine che mi ero dimenticata di allegare
Un saluto e un abbraccio a Catia, Barbara, Emma e PPP.
Catia: buone vacanze!
Io sarò assente per brevissime ferie la prossima settimana.
Buona Serata!
Io sono sempre in vacanza. Preparo ogni giorno una valigia; una piena di sogni, l’altra di speranza. Le destinazioni cambiano a seconda dell’umore. Nella quotidianità mi ritaglio minuti di “ferie”. Quelle vere e proprie capitano , come un’influenza inaspettata.
Sono innamorato della poesia di Fortini. Anche perdere la testa per qualcosa di astratto è come andare in ferie.
Baci e abbracci
PPP2009
D’accordissimo con Te, cara Cristina, non serve andare lontano ma conoscere quello che si ha vicino. Però ogni tanto una puntatina all’estero ci vuole, così si apprezza meglio e di più l’Italia
ciao, buOne Ferie
(Paoletta, che ci facevi con… Rosanna Lambrettucci? vabbè, cose che capitano, può capitare)
http://www.youtube.com/watch?v=W5owKow9sp4