How to buy a love of reading
Manco da troppo tempo. Vi leggo ogni giorno. Grazie di essere voi a riempire di pensieri, frasi, emozioni questo blog. Torno dalla Puglia: serata a Selva di Fasano e poi al Festival di Polignano e ora, Milano. Ho trovato questo booktrailer dall’America, non credo sia un romanzo per “noi”, ma le immagini rimandano a quel bianco e nero che mi solleva… oggi… da pensieri complessi… Ogni “presentazione” o incontro con i lettori (chiamatela come volete, ma il senso è quello) è differente, e non è solo commerciale (equazione tu sei lì, presenti li romanzo e le persone lo comprano), ma può nascere da incontri e presentare sorprese: Marialuce Giannaccari è una di noi, conosciuta sul forum anni fa, poi incontrata a bari mesi fa e presenza/assenza alla nostra maratona di febbraio…A Selva di Fasano la sorpresa di una presentazione fuori dal comune: un giornalista (Carlo Nicotera), un attore che è un imprenditore ma che ama le parole e due straordinari musicisti (violino e pianoforte) e le mie parole, mescolate da un romanzo all’altro, dall’Amore Segreto a Noi due come un romanzo… una sorta di omaggio monografico con sorpresa: alle parole corrispondeva un oggetto, Carlo estraeva dalla borsa un calamaio, l’archetto di un violoncello, un foglio di carta da lettere, una candela profumata, quasi a voler rendere “fisico” il mondo delle mie donne: Costanza, Nora, Emma…Nella mia ormai lunga carriera di presentatrice di romanzi è stata una delle più emozionanti, oh non perché pettinava il mio narcisismo (chi mi conosce sa che non sono narcisa, casomai un poco vanitosa), ma grazie alla poesia, alla tenerezza, all’amore che metteva in scena… amore per ciò che avevo scritto in 10 anni di attività da romanziera… parole che, ad ascoltarle.., facevano un certo effetto perché non le ricordavo più. E poi, atmosfera completamente diversa al Festival di Polignano, a picco sul mare, dove il centro storico era un palcoscenico brulicante (la parola non è scelta a caso) di scrittori, scrittrici, romanzieri, saggisti, giornalisti, programma fittissimo di incontri, quasi troppi, una bulimia di parole e gesti e profumi di mare…bellissimo. Vitale. Ecco: non scrivo mai dei miei incontri, ma questi giorni sono stati troppo ricchi di parole, mi sono chiesta se vale ancora la pena, se ha senso scrivere ancora romanzi già che non abbiamo il tempo di leggere tutto ciò che è stato scritto. Se le parole sono pressanti, se così tante persone scrivono non è per “commercio” e basta; certo c’è anche il bisogno di mettere nero su bianco quello che abbiamo dentro, una buona dose di narcisismo c’è, ma è forse, anche, un tenersi aggrappati ad esse, le parole, per sentirsi vivi. Insieme ai profumi e alla bellezza (quanto è bella la Puglia) della natura. Sentirsi persone, ecco questo. A prescindere. Come, mi pare, diceva Totò.Il video è divertente e persino malinconico: frames in bianco e nero, montati in un booktrailer da romanzo, utile a ricordarci come eravamo, quale è il senso e il potere (anche imperativo) dei libri.Buona domenica e grazie per i vostri messaggi e le vostre conversazioni, alle quali non sempre rispondo perché amo che, come scriveva Emma per il suoi romanzi; “se la vedano tra di loro, la notte”. Scriveva Sandor Marai“Corposi cataloghi di case editrici, uno o due alla settimana. Libri a migliaia, a decine di migliaia, tutti pubblicati di recente, centinaia e centinaia per ogni genere. Rischio di soffocare per la nausea. Scrivere proposizioni semplici. Oppure soltanto parole. Leggere il dizionario. La letteratura è morta, viva il commercio librario” (27 gennaio 1984)