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Lug 28, 2009 in
Emma
Angeli napoletani a Milano. Capita. Capita di andare al cinema con un’amica in un’afosa sera d’estate. A Milano. Pochi spettatori, la fila G tutta per noi. Una pacchia. Fino a quando le luci ci riaccendono e ci si accorge che – paf! – il portafoglio non c’è più. Una manina deve averlo sfilato dalla poltrona della fila H. Pochi denari, molte carte di credito, bancomat, tessera fedeltà del supermercato, tesserino dell’Ordine, abbonamento ATM, documento d’identità, gli appunti per un nuovo romanzo, quattro idee che non torneranno più, finanche un bigliettino d’amore, datato e dunque prezioso. Capita a molti, sul bus o per la strada, al mercato e nello scompartimento di un treno. Da ieri, capita anche al cinema. Rassegnata, immagino il pellegrinaggio delle prossime ore: banca, commissariato, numeri verdi, numeri oro, password dimenticate chissà dove. Pochi minuti e suona il cellulare: hanno chiamato a casa annunciando di avere ritrovato il portafoglio, che mi aspetta in un albergo. Che c…, penso. Sono una ragazza fortunata. Ritirato il prezioso bottino in pelle, senza denaro ma gonfio di carte e con il biglietto d’amore sempre più prezioso, chiedo chi è il benefattore che mi ha fatto grazia di quel dono. “Sono quei ragazzi là fuori”, dicono. I miei angeli sono tre, camicia e jeans, facce ridenti, da persone per bene. “Era per terra, accanto ad un portone e nessuno lo raccoglieva. Ci siamo quasi insospettiti”, dicono, con raggiante accento napoletano. Complice il sollievo e l’afa che non induce al sonno, chiacchieriamo. “A Milano per lavoro?”, chiedo. Reticenti, ma gentili, sorridono, mostrando il distintivo di metallo. Carabinieri. Ragazzi della benemerita in borghese. Angeli senza ali. Con il cuore gentile. Magistrato? Uomo politico? Insisto, poiché non perdo il vizio di fare troppe domande. “No, un suo collega”, rispondono prudenti. Capisco che si tratta di Roberto Saviano. Il giovane scrittore di talento. Famoso e braccato da che ha scritto pagine di straziante verità. E loro, gli angeli dal volto sicuro, sono 3 dei 5 fratelli maggiori che gli stanno accanto da qualche anno. Lui dorme sonni inquieti nella stanza dell’albergo. Loro, nelle ore libere, nella notte di Milano, fanno gli “straordinari” proteggendo autrici distratte e fortunate. Angeli napoletani a Milano. Da ieri, nella bacheca dei patroni, stanno ufficialmente accanto a San Cassiano, protettore di dattilografi e scrittori.
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Lug 22, 2009 in
Noi due come un romanzo
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Lug 19, 2009 in
Noi due come un romanzo
E’ quasi imbarazzante, per una timida, ricevere una cartolina fotografica come questa: mi mette in vetrina, con tutto quello che ho scritto finora, in una libreria “di casa”: scaffali che denunciano fedeltà, ammirazione, amore. E’ una foto bellissima inviatami al mio indirizzo di posta elettronica. Ci sono i miei cinque romanzi, ma c’è un mondo, dietro e dentro questa immagine: una cassettiera come quelle che stanno nelle nostre case e, se penso a emma, c’è lo spirito delle sue vetrine. Voglio condividerla con i blogger e con voi, amici, che mi conoscete. Non sono esibizionista e forse ha ragione pablo paolo che parlo e scrivo sempre e solo di librerie… ma un libro è la sintesi di un percorso sentimentale, e la mia anima sta racchiusa qua dentro. Il resto? Il resto è la vita.
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Lug 15, 2009 in
librerie del cuore
Spécialisée en littérature américaine, l’enseigne Brentano’s est la victime directe de la hausse des loyers dans la capitale.

Elle avait plus d’un siècle et tenait solidement sur ses pieds. Installée avenue de l’Opéra, à Paris, la librairie Brentano’s, spécialisée dans la vente de livres américains, faisait partie du paysage historique parisien. L’enseigne vient de fermer ses portes. Définitivement. Et avec cette nouvelle, c’est un long chapitre de la littérature qui se clôt.
Depuis 1895, Brentano’s, fondée par Simon Brentano, constituait un passage obligé pour les plus grands auteurs américains en voyage à Paris tels que Scott Fitzgerald ou Mark Twain. La librairie inquiétait les nazis, qui avaient confisqué les milliers d’ouvrages des rayons - en priorité des atlas et des cartes ! - pour y mettre des livres de propa gande allemands. Et, à l’occasion, la librairie avait aidé des Français à trouver du papier pendant les années de pénurie. André Maurois et Pierre Lazareff en ont bénéficié. Alors, pourquoi cette mort inattendue d’une entreprise historique qui réussissait bon an mal an à vendre pour plus de 3 millions d’euros de romans, essais et autres documents ?
La faute n’en incombe pas aux clients. Ils n’ont pas déserté, loin s’en faut. La librairie était toujours un lieu apprécié des Américains de passage et des Français férus de littérature anglo-saxonne. La fermeture de Brentano’s illustre malheureusement le véritable fléau qui touche les librairies : la flambée des loyers à Paris.
Cela faisait près de huit ans que la directrice, Chantal Bodez, se trouvait en conflit avec le propriétaire des murs, la BNP Paribas. La banque, comme la réglementation l’y autorise, avait décidé de déplafonner le loyer. L’addition présentée au couple de libraires, Chantal et Jean-Marc Bodez, était salée : 200 000 € par année, contre 75 000 € auparavant, pour quelque 400 mètres carrés. Finalement, la BNP a revu à la baisse son loyer. Mais le chiffre proposé, 175 000 €, restait bien trop élevé.
La librairie Brentano’s a d’abord été placée en redressement judiciaire en 2008 par le tribunal de commerce, puis elle a dû mettre la clé sous la porte il y a deux semaines. Quatorze employés ont été licenciés. Le couple de libraires serait en quête d’un autre local, plus petit, et toujours dans le même quartier de l’Opéra.
Cette fermeture fait suite à d’autres tout aussi symboliques. La Librairie Universitaire de la place de la Sorbonne avait, voici trois ans, connu le même sort. Un magasin de vêtements est désormais installé à son emplacement.
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Lug 12, 2009 in
Noi due come un romanzo
Manco da troppo tempo. Vi leggo ogni giorno. Grazie di essere voi a riempire di pensieri, frasi, emozioni questo blog. Torno dalla Puglia: serata a Selva di Fasano e poi al Festival di Polignano e ora, Milano. Ho trovato questo booktrailer dall’America, non credo sia un romanzo per “noi”, ma le immagini rimandano a quel bianco e nero che mi solleva… oggi… da pensieri complessi… Ogni “presentazione” o incontro con i lettori (chiamatela come volete, ma il senso è quello) è differente, e non è solo commerciale (equazione tu sei lì, presenti li romanzo e le persone lo comprano), ma può nascere da incontri e presentare sorprese: Marialuce Giannaccari è una di noi, conosciuta sul forum anni fa, poi incontrata a bari mesi fa e presenza/assenza alla nostra maratona di febbraio…A Selva di Fasano la sorpresa di una presentazione fuori dal comune: un giornalista (Carlo Nicotera), un attore che è un imprenditore ma che ama le parole e due straordinari musicisti (violino e pianoforte) e le mie parole, mescolate da un romanzo all’altro, dall’Amore Segreto a Noi due come un romanzo… una sorta di omaggio monografico con sorpresa: alle parole corrispondeva un oggetto, Carlo estraeva dalla borsa un calamaio, l’archetto di un violoncello, un foglio di carta da lettere, una candela profumata, quasi a voler rendere “fisico” il mondo delle mie donne: Costanza, Nora, Emma…Nella mia ormai lunga carriera di presentatrice di romanzi è stata una delle più emozionanti, oh non perché pettinava il mio narcisismo (chi mi conosce sa che non sono narcisa, casomai un poco vanitosa), ma grazie alla poesia, alla tenerezza, all’amore che metteva in scena… amore per ciò che avevo scritto in 10 anni di attività da romanziera… parole che, ad ascoltarle.., facevano un certo effetto perché non le ricordavo più. E poi, atmosfera completamente diversa al Festival di Polignano, a picco sul mare, dove il centro storico era un palcoscenico brulicante (la parola non è scelta a caso) di scrittori, scrittrici, romanzieri, saggisti, giornalisti, programma fittissimo di incontri, quasi troppi, una bulimia di parole e gesti e profumi di mare…bellissimo. Vitale. Ecco: non scrivo mai dei miei incontri, ma questi giorni sono stati troppo ricchi di parole, mi sono chiesta se vale ancora la pena, se ha senso scrivere ancora romanzi già che non abbiamo il tempo di leggere tutto ciò che è stato scritto. Se le parole sono pressanti, se così tante persone scrivono non è per “commercio” e basta; certo c’è anche il bisogno di mettere nero su bianco quello che abbiamo dentro, una buona dose di narcisismo c’è, ma è forse, anche, un tenersi aggrappati ad esse, le parole, per sentirsi vivi. Insieme ai profumi e alla bellezza (quanto è bella la Puglia) della natura. Sentirsi persone, ecco questo. A prescindere. Come, mi pare, diceva Totò.Il video è divertente e persino malinconico: frames in bianco e nero, montati in un booktrailer da romanzo, utile a ricordarci come eravamo, quale è il senso e il potere (anche imperativo) dei libri.Buona domenica e grazie per i vostri messaggi e le vostre conversazioni, alle quali non sempre rispondo perché amo che, come scriveva Emma per il suoi romanzi; “se la vedano tra di loro, la notte”. Scriveva Sandor Marai“Corposi cataloghi di case editrici, uno o due alla settimana. Libri a migliaia, a decine di migliaia, tutti pubblicati di recente, centinaia e centinaia per ogni genere. Rischio di soffocare per la nausea. Scrivere proposizioni semplici. Oppure soltanto parole. Leggere il dizionario. La letteratura è morta, viva il commercio librario” (27 gennaio 1984)
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Lug 5, 2009 in
librerie del mondo





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Lug 1, 2009 in
librerie del cuore


Carissima Paola (o dovremmo dire carissima Emma)
siamo le titolari di una libreria di Mortara (in provincia di Pavia, vicinissima a Vigevano). Abbiamo aperto il 12 settembre 2008, dopo aver scoperto che l’unica libreria della città e della zona avrebbe chiuso a fine 2008, dopo più di quarant’anni di attività. La decisione è stata ponderata, pensata, valutata, visto il momento difficile per tutti e, in particolar modo, per le librerie indipendenti. Poi abbiamo deciso di rischiare, tanto più che la nostra cittadina sarebbe rimasta senza libreria e, sicuramente, prima o poi qualcuno ne avrebbe aperta una. Meglio noi, questo punto.
Perché le stiamo dicendo tutto questo, Lei si chiederà? Perché, leggendo il suo romanzo, ci siamo ritrovate nella sua protagonista. Anche noi abbiamo lasciato la nostra vita precedente per scommettere tutto sulla nostra libreria. Anche se ci sono differenze tra noi ed Emma: lei è una manager di successo, divorziata con un figlio diciottenne. Be’, noi siamo una cinquantenne con una figlia di diciotto anni, sposata, casalinga e mamma dopo aver lasciato il lavoro da programmatrice informatica; l’altra (che sta scrivendo in questo momento) è un più giovane (ma non dico l’età), laureata in biologia, sposata, che ha lasciato prima il lavoro in una ditta chimica che odiava per fare la fotografa e poi anche lei ha deciso, con l sua amica, di rischiare il tutto per tutto in questa bellissima attività.
La nostra non è una libreria di libri d’amore, ma teniamo un po’ di tutto; però ci siamo ritrovate anche in tanti libri citati nel romanzo. Inoltre, ci diamo molto da fare per dare una scossa culturale ad una cittadina di provincia lenta, pigra, poco attenta, tele-dipendente.
Organizziamo incontri con gli autori (abbiamo appena avuto ospite Giuseppe Pederiali con la sua Vergine Napoletana, prima di lui Marco Albino Ferrari, direttore di meridiani Montagne, un mio caro amico tra l’altro, e con Marta Ottaviani, la giornalista di Cose da Turchi), poi organizziamo incontri di vario tipo, alle letture per la giornata della Memoria, al dibattito su Cuba Libre di Yoani Sanchez, agli incontri con psicologi e per bambini, al cioccolato, allo sport, eccetera. Nel nostro piccolo, visto che abbiamo solo dieci mesi, abbiamo già fatto tanti incontri e la gente, seppure con lentezza, sta incominciando a conoscerci.
Perché tutta questa introduzione, dicevo: volevamo farci conoscere da Lei e, magari, chiederLe, se Lei, dopo l’estate, non avesse voglia di venire da noi a conoscerci di persona e presentare il suo libro. Abbiamo davvero tanto bisogno di cultura e di bei libri, come il suo che ci ha fatto sognare e fa sognare i nostri clienti; anche se, noi due, il nostro sogno lo abbiamo realizzato.
Nella speranza di sentirLa (e magari vederLa) presto, la ringraziamo del tempo che ci ha dedicato.
Tanti cordiali saluti
Ah, le inviamo un paio di foto della nostra libreria, che si chiama Le Mille e una Pagina.
Laura e Lia