Ancora librerie per la nostra collezione: Trieste

Posted by emma on Giu 27, 2009 in librerie del cuore |

7 Comments

Barbara
Giu 27, 2009 at 09:00

Di librerie si può scrivere…. soprattutto se racchiudono storie come questa!


 
Catia
Giu 27, 2009 at 09:43

Cara Emma, mi permetto di postare un messaggio postato da me scritto a dicembre 2008 su Leggere e Scrivere che parlava della libreria di Umberto Saba…

Lunedì, 29 Dicembre 2008
Umberto Saba
Oggi nell’edizione del tg 1 delle 13 e 30 nella rubrica letteraria Gianni Riotta ha presentato un servizio sul grande poeta Umberto Saba e sulla libreria antiquaria di Trieste. Mi ha colpito ed affascinato tanto.
Potreste parlarmene qui sul forum? Quali sono le sue opere maggiori? E’ vero che aveva una personalità molto particolare. In un aneddoto è stato raccontato che avesse regalato un libro ad una persona indigente, interessata ad un testo molto costoso. Così come era capace di gesti di rabbia inconsulti.
Bentornato Paolo, bentornati tutti.
Un caro saluto da una Bardolino appena innevata. Negramaro ed Amarone: ottimi entrambi.
28-12-2008


 
Cristina
Giu 27, 2009 at 10:08

Saba è stato il poeta della mia pre-adolescenza.
Non saprei descrivere il suo sapore di allora, di come me lo ricordo.
Però ho una sensazione, di piccole cose, ma anche di spazi aperti, da qualche parte, ancora nascosti, oltre quel ricamo smerigliato che mi divideva tra il mio mondo ristretto e quell’aria che sentivo venire dall’orizzonte lontano, di fronte al mare.
Saba. Con la sua Trieste. Con il suo mare, in sottofondo.
C’è una poesia, trascritta a mano che ho portato con me in tutti gli anni di scuola.
Una poesia che parlava di me alla mia anima impreparata.
Devo ritrovarla…

Per ora mi resta il ricordo del Caffè San Marco, anch’esso con una storia che parla di libri, di scrittori e poeti.


 
Barbara
Giu 27, 2009 at 13:21

Paola, il libro sulle librerie, se scritto da te…. sarebbe perfetto.


 
pablo paolo peretti Copenaghen
Giu 27, 2009 at 20:20

POESIA , POESIA….SEMBRA CHE NON CI SIA….(recitava così una canzone famosa…)

Sono le ore 21, 15. La luce della sera d’estate danese è indescrivibile . Io sul divano del giardino d’inverno scrivo con la vista sul parco verdissimo, offeso da
rose di tutti i colori. Ci sono 25 gradi, il vento dell’isola , rinfresca. Stasera ho raccolto dall’orto due tipi di bietola, patate di tipo medio, fragole fresche, insalata di tutti i tipi, rucola e pomodori. Ho trasformato il dono di Dio in dono per il palato. Shiraz australiano a farmi perdere con i pensieri. Il tutto è pace ed armonia. Da lontano si odono le musiche sparatissime di un concerto di campagna. L’estate danese, è una donna bellissima e pigra. Domani, progetto biciletta e spiaggia di Føns a 4 chilometri da qui. Crema protezione 30 (sono bianchissimo da far paura ad un fantasma) … il libro di Houellebeq sulla poesia e ricerca della felicità, IPOD con tutte le mie canzoni preferite …ed il mare per sognare . La prossima settimana sarò nel veneto. Ogni tanto penso che non ho una terra , una nazione in particolare da sognare o da esaltare. Sono figlio del mondo, e mi fermo solo dove mi sento felice. Sono felice. Cari amici , due righe per condividere questo mio stato d’animo. Riguardo il cielo e vi penso.
Un abbraccio PPP


 
Catia
Giu 27, 2009 at 21:06

Pablo leggi le mail please…


 
Cristina
Giu 28, 2009 at 06:33

Ciao PPP!
Sembra la pagina di un libro che sa di cielo e mare.
Mi hai fatto sognare.

Mio marito, contro ogni mia remora da ex studentessa di tedesco, mi ha “tedeschizzata”, facendomi scoprire la Germania, ma tu mi stai “danesizzando” (e il tutto va sempre a benificio di mio marito che è innamorato della Danimarca, Svezia e Norvegia, nonchè dell’Islanda … Un posto caldo, mai!?) con queste tue descrizioni dei luoghi in cui ti fermi, vivi e sei felice.
Anche a me piacerebbe essere una figlia del mondo…
Ma, a parte i 15 giorni di vacanze estive, per il resto rimango una figlia dell’Italia…
Invece avere la possibilità di vagare e scoprire, fermandosi dove il cuore si sente più ” a casa” e lì, in quel posto, provare ad essere felici…
Credo che questo sia il sogno di quando avevo 16 anni. L’unico sopravvissuto all’operazione di sottrazione e disillusione che il diventare adulti comporta.
L’unico insieme a quello di continuare a scrivere, naturalmente.

PPP, ti va di descrivermi la spiaggia e il mare danesi?
Di che colore è la sabbia? Ci sono dune, fiori selvatici qua e la? Rocce? Scogli?
E il mare, com’è? Di che colore è l’acqua? Le onde sono alte e fragorose, oppure piccole e calme? C’è un faro lì vicino?
Ci sono case e hotel a ridosso della spiaggia, oppure è luogo più inviolato e percorso dal vento?

Infine, ti chiedo, il titolo del libro di Houellebeq e il tuo parere in merito ad esso.

Qui finalmente il sole, dopo giorni di pioggia più settembrini che estivi…
Oggi non lo so il mio programma. Devo ancora decidere.
In questo periodo sono un po’ stanca. E infatti puntualmente m’è ritornata la nausea e con essa anche il mio Ospite Indesiderato, il mal di stomaco.
Forse dovrei rallentare un po’. Mille cose per la testa. Una certa poetica disciplina autoimposta… Forse dovrei prenderla con più leggerezza e pensare che è estate, che non è un peccato concedersi qualche giorno senza scrittura… Ma mi è difficile passare dalle parole ai fatti.

Ti regalo un po’ di questo silenzio e la forma strana di una nuvola nello spazio di un abbraccio qui trascritto.

Un saluto anche a Catia, Barbara, Capofan ed Emma.

Buona Domenica a voi tutti!


 

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