Una specie di sogni&bisogni a lisbona
La poesia è un dono
di Suketu Mehta
Nella triste Lisbona il giovane Changuito ha aperto una libreria dove vende solo versi: un negozio interamente dedicato alla poesia internazionale

Centro storico di LisbonaPortami nel luogo più triste di Lisbona, ho chiesto a una studentessa della capitale portoghese quando si è offerta di farmi girare la città.Ogni città ha la sua dose di tristezza. La tristezza di Bombay è negli occhi dei suoi bambini, e te ne accorgi subito già percorrendo il tragitto dall’aeroporto all’hotel e incontri gli occhi di quei bambini che corrono e vengono a chiederti l’elemosina contro i vetri del taxi. Una grande tristezza è scesa anche sulla città di New York quell’11 settembre 2001, una tristezza dai cui postumi la Grande Mela sta ancora cercando di guarire.La tristezza di Lisbona è la tristezza dell’impero perduto. Questa è la città da cui diversi navigatori salparono alla conquista del mondo. Oggi è una città che conta mezzo milione di abitanti, considerata di secondo ordine in un continente che non domina più il mondo. È questa la tristezza che descrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: “Aggiustiamo il passato / come si aggiusta un vestito / Nell’inquietudine che la quiete deve portare nelle nostre vite / Quando tutto ciò che facciamo è pensare a ciò / che eravamo, e fuori / c’è solo la notte”.È risaputo che la poesia è la forma espressiva che meglio comunica la tristezza. Quindi non c’è da meravigliarsi che la città più triste d’Europa che io abbia mai visto abbia anche compiuto lo sforzo più donchisciottesco in cui io mi sia imbattuto negli ultimi anni. A Lisbona ho incontrato un giovane di nome Changuito, che lo scorso novembre ha aperto una libreria che si chiama Poesia Incompletainteramente dedicata alla poesia. La libreria consta di due stanze e un giardino; nelle due stanze ci sono scaffali pieni di libri di poesia e, dietro i libri, scatoloni pieni di volumi di poesia non catalogati. Il negozio non vende nessun altro tipo di libri: niente fiction, non fiction, niente cd, niente giochi, caffè, vino, musica dal vivo, nulla, nessun happening. È un negozio che si frequenta solo se si ama la poesia, ci si siede all’interno o nel giardino e si leggono libri che Changuito e la sua fidanzata comprano durante i loro viaggi in giro per il mondo.Per me una libreria, che si trovi a Bombay, Roma o New York, passa l’esame in base alla sua sezione di poesia. È da quel reparto che si può capire se il proprietario è lì per passione o per avidità di ricchezza. La maggior parte delle grandi catene di librerie americane relegano la poesia nel retro o nel seminterrato del negozio, come se fosse un segreto colpevole. La poesia non porta soldi a nessuno; è un dono. Da questo punto di vista, la libreria di Changuito è un vero tesoro, un concentrato di doni. Mi ha fatto piacere vedere, ad esempio, sul sito Internet del negozio (http://www.poesiaincompleta@blogspot.com), il miglior libro di poesia indiana in lingua inglese degli ultimi anni: ‘Jeuri’ di Arun Kolatkar. È la sola libreria interamente dedicata alla poesia che io abbia mai visto.Ma chi legge poesia di questi tempi? Tutti noi. Ogni volta che ascoltiamo musica pop, ascoltiamo il testo, un’elegante condensazione di esperienza dentro il linguaggio. Dio ci parla esclusivamente in versi. Quando ci rechiamo in chiesa o in una moschea o in un tempio, le scritture che ascoltiamo o gli inni che cantiamo sono tutti scritti in metri. La poesia ci plasma più di quanto immaginiamo e siamo pronti a riconoscere.La studentessa cui ho dato l’incarico di portarmi nel luogo più triste di Lisbona mi ha accompagnato, com’era prevedibile, in un piccolo ristorante dove suonano il fado, quella musica esclusivamente triste che parla di perdita. Ma la libreria Poesia Incompleta è un luogo ancora più triste - e non intendo una tristezza nel senso tragico del termine. Il negozio è pieno di saudade, la tristezza nostalgica - quella che lo scrittore turco Orhan Pamuk chiama ‘huzun‘, o malinconia, “uno stato d’animo che in definitiva afferma e nega la vita contemporaneamente”. Quando ci penso ora, l’impresa impossibile diChanguito nel centro di quella dolorosa città, mi rende inesplicabilmente felice.traduzione di Rosalba Fruscalzo
A volte i propri sogni si esprimono nell’incontro dei bisogni altrui. La storia di Changuito è molto bella e dimostra come se ai sogni si unisce la determinazione nel realizzarli questi escano dal cassetto e diventino realtà. Ancor più toccante la conclusione, per cui dalla tristezza della città in cui si trova la libreria di Changuito nasca la felicità nel frequentare lo spazio di un sogno.
Cari amici buongiorno a tutti!
Ho letto il post. Paola sono sempre più convinta che tu devi realizzare la guida di cui mi hai parlato. Sto prendendo nota di librerie per poter organizzare dei viaggi in futuro collegati alla passione per la lettura. Sarebbe una guida rivoluzionaria, intervallata da versi e pensieri di grandi poeti e non. Come sarebbe bello mettere in movimento la cultura attraverso questa iniziativa, smuovere le coscienze delle persone, la voglia di conoscenza, di ricerca e di curiosità attraverso la letteratura e la poesia. Potremmo darti una mano tutti noi, cercare versi, frasi, abbinamenti enogastronomici (Capofan in primis) per realizzare quest’opera.
Che ne dite?
Il regalo più bello è stato, oltre i vostri auguri, stampati e archiviati nei miei ricordi più belli (la poesia di Pablo verrà incorniciata a breve) il libro che mi hanno regalato i miei figli Pietro e Manuel, l’ultimo di Saviano, scrittore coraggioso, e discutibile, che esordisce con questa frase:SCRIVERE, IN QUESTI ANNI, MI HA DATO LA POSSIBILITA’ DI ESISTERE…
La scrittura è vita, sono d’accordo. Si muove, respira, traccia delle vie, delle possibilità, allarga gli orizzonti, la scrittura è infinito.
Emma mi rivolgo a te, martedì prossimo sarò a Dublino per lavoro, puoi indicarmi qualche libreria? Sarai pubblicata anche lì? regalerò una copia del tuo libro al mio capo, una gran donna che si chiama Karen.
Abbracci a tutti.
l’ultimo di Saviano, scrittore coraggioso, e discutibile…
” scrittore coraggioso e discutibile” scusate riscrivo, la virgola non c’entrava nulla.
Sennò qualcuno mi fa le contropulci, Capofaaaaan torna, sto blog aspietta a ttè!
Catiuzza, se mi vuoi bene non chiamarmi: ho bisogno della massima concentrazione, almeno per 10 giorni. Ieri ho mandato un pacco di post al Capo, adesso proprio devo scomparire per un po’. Non per scortesia ma per necessità.
Una guida alle librerie secondo me venderebbe 3.000 copie massimo, nella migliore delle ipotesi… come dici tu, abbinandoci altre cose, potrebbe FORSE funzionare. Se Emma la facesse in collaborazione con la Baresani, ad esempio, che è una grande intenditrice di ristorazione (ho letto alcune sue recensioni, è davvero brava), allora forse sì.. noi potremmo fare la nostra parte, certo. Ma insomma, a me sta guida proprio non entusiama… poi, se esce me la compro, mica no. Da Emma compro tutto… ma io la incito soprattutto al romanzo, scriva romanzi, il resto secondo me è inutile.
Portogallo e fado… Rolling e Ana Mora
http://www.youtube.com/watch?v=Y9VKRbq6hDc
Ciao Catia, Emma, Barbara, Principe, Cristina e tutti… a tra dieci giorni.
Baci. Adesso proprio non mi vedrete più per un po’. Ciao carine, ciao Principone.
Ana Moura, o fado…
http://www.youtube.com/watch?v=Djc3151ebcs&feature=related
Ana Moura
http://www.youtube.com/watch?v=w277Foklf1M
Ci risentiamo a Luglio.
http://www.youtube.com/watch?v=ToCOlIjgO9U
Capofan, ti dico nuovamente buon ritiro! La concentrazione è fondamentale, soprattutto per immergersi nell’atmosfera giusta. Ognuno ha i suoi personalissimi modi e tempi. Nessuno trae ispirazione dalle stesse cose, o sensazioni. Poi stai tranquillo, noi qui ti aspettiamo…. Sei Capofan, non cambiamo mica idea….
Ti lascio queste pochissime righe, a me piacciono…. Non so a te….
Scrivere comporta tempo, anche per le chiacchiere di un concerto. Ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso ad una frase. (Fabrizio de André).
Sono rimasta senza fiato dalla lettura della storia della Libreria Poesia Incompleta di Lisbona.
Le parole mi si sono rapprese come la cera raffreddata di una candela.
Troppo in profondità dentro un sentire che risuona di fronte ad un amore che fa fare cose così grandi e così belle.
E per me che vivo sconsideratamente di poesia è come un tendersi dell’anima, verso parole inarrivabili che non si lasciano cogliere… e per questo, dunque, impossibili da scrivere qui.
Nella malinconia descritta da Pamuk respira la libertà di un sogno che fa di tutto per resistere, per contaminare questo mondo così frettoloso e disattento. In quella tristezza tutta la bellezza di una vita vissuta in ascolto della poesia.
Perchè, se la sai guardare, la poesia è ovunque ed è proprio un dono.
Sopravvive anche agli uomini che vi si dedicano e tentano di scriverla… perchè un aflatto dell’anima. Forse è il suo volto più vero.
In tema: pensavo, in questi giorni e vi giro la domanda, secondo voi, qual’è il simbolo della poesia? Per esempio la chiave di violino, per la musica. Se la vedo mi viene subito in mente uno spartito musicale, una canzone. Esiste un qualcosa di simile anche per la poesia? Al di la della classica immagine di pennino e calamaio, intendo.
Che immagine è che vi viene in mente pensando alla poesia?
Di nuovo grazie, Barbara. Quanto al senso delle frasi, io vado pazzo per il nonsense quindi in genere auspico vivamente che le frasi non ne abbiano. Purtroppo ce l’hanno quasi sempre, ma non significano niente lo stesso, con l’aggravante della noia.
Ci sentiamo a Luglio, ciao a tutti.
(Idea per la guida: a tre mani, Sgarbi, Baresani, Calvetti. Arte, ristoranti, librerie… eh, magari così potrebbe funzionare…)
Emma, facci sapere. (sì, ho capito, stai a laura’ …ma i milanesi, si sa, se non lavorano non godono! è una vocazione, proprio…
LAVORARE LAVORARE LAVORARE, preferisco il rumore del mare…
http://www.flickr.com/photos/14291876@N02/3341344771/
Una spiaggia al tramonto. La montagna alle spalle, una distesa d’acqua di fronte ai miei occhi. Una mano che stringe la mia mentre il sole và a morire dietro la linea dell’orizzonte, per l’ennesima volta.
Non so se fosse questo il tipo di risposta che ti aspettavi, Cristina…. in realtà non mi sono fermata a pensarci, l’immagine è venuta così, d’impulso. Ma potrei aggiungerne tante altre, la poesia è vita…. difficile da stringere dentro ad una sola immagine….
E tu cosa ti immagini pensando alla poesia?
Capofan…. mi hai preceduta. La mia immagine della poesia si rispecchia perfettamente nel video che hai indicato….
anche se l’ambientazione che più si confà alla mia immagine è questa:
http://www.youtube.com/watch?v=xOQzzEik3U8
Però…. devo ammettere sto scoprendo una San Benedetto che non conoscevo, non ti piacciono tanto le guide alle librerie, ma come guida turistica sai cosa proporre….
Buon lavoro!!!!
E’ la libreria ideale per PPP…
Capofan tanto so che leggi continuerò a romperti i… bè hai capito, eh eh…
Emma è la libreria ideale per tutti noi.
Buon pranzo a tutti, ciao Cristina… ma Pablo ndoè… Pablooooooooooooo
Capofan non puoi scrivere dieci post a Paolo e lasciare noi a bocca asciutta non ci sto!
Trattasi di scambio di post alternati a vari blog equo e solidale. Mi appello al quinto emendamento e alla Costituzione! Tornaaaaaaaaa
Il Capo è il Capo, da un suo righino, anche banale, ricavo dieci utilità… è un tipo di confronto che non potrei mai avere con una donna, anche la più intelligente e preparata del mondo. Perché una donna non mi interessa “demolirla”, per dire, mentre del pensiero di uomo cerco subito di trovare il punto debole… e lì nasce l’utilità, per me. Il Capo è un “nemico” irrinunciabile, se vuoi capirmi.
Mentre le femmine quello che dicono dicono, io le CONCUPISCO e basta, il resto che mme frega!uah uah uah…..
Ciao Catia
SIGLA FINALE!
http://www.youtube.com/watch?v=LPnAx5SO-PY
JJJJJJJJJEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH
Certo, che sarebbe la mia libreria ideale. Bellissimo pezzo Paola cara…ho capito il tuo messaggio ed é anche il mio : in assoluto!
La poesia non vende, ma fa sognare. E cosa c’è di più bello per un sognatore poter volare e regalare un paio di ali a chi ti legge e ti fa tuo. E’ questo che distribuisco alle anime predisposte scrivendo il mio diario vita : strumenti per sperimentare il proprio volo.
La poesia è tristezza… quella tristezza che io chiamo dolce malinconia, la poesia è forza, la poesia è un fiore ed uno schiaffo, una porta aperta ed un’altra con l’allarme impazzito. La poesia è musica e volgarità… un concerto d’arpe oppure il suono di un sassofono stonato . La poesia è dolore e voglia di superarlo. La poesia è il vento che ti entra nelle orecchie e che ti fa parlare con l’universo. La poesia, la mia poesia è la sera…il colore incerto di un giorno che muore ed una notte che ti arriva stellata… è una falena che sfida il sole e che perderà le ali. La poesia è cristallizzare per sempre le proprie lacrime sottoforma di parola scritta…la poesia è gioia; la gioia che precede il “patatrac”… La poesia non ha una faccia…ma un viso!
La poesia è il mare, è l’attesa sulla riva di quel galeone che un giorno mi rapirà per sempre da questo bellissimo inganno chiamato “esistenza”!
Vostro ppp2009
Buon lavoro a Capofan, Baci a Catia, Cristina, AnnaMaria, AngeCri, Barbara e tutti quelli che scrivono e che ci leggono.
Un abbraccio fortissimo alla mia Paola adorata.
PPP
PPP 2009
Grazie, Principe.
Capofan a te l’universo femminile piace sia cul-turale che culturale ah ah ah… te possino.
Sì anche, ma lo amo soprattutto front-ale ih ih ih, te possino pure a te…
A posteriori direi che hai ragione, e qui fermiamoci sennò la Capa ci butta fuori eh eh
Certo, a posteriori ma sempre raiuno, come diceva una certa signora un bel po’ d’anni fa… poi anche raidue e raitre, oh, mica…
Vabbè. (Emma, se non ci ha cacciati fin qui… ci caccerà in futuro!!! )
http://www.youtube.com/watch?v=2uc6MJPen00
Mannnaggia te PPP!
Mi hai troppo emozionata! E com’è che tu sei riuscito a trovare le parole …. mentre io niente. La poesia è Amore. Il mio Amore. E quando lo sento così profondamente finisco per … dire tutto con un vastissimo e dolcemente malinconico silenzio.
La poesia è una rosa con le spine.
Cercavo un simbolo Barbara. Un’immagine.
La rosa con le spine. Ma mi sembra piuttosto comune.
Al momento sono sguarnita anche d’immagini.
Mi verrebbe da pensare anche ad una foglia rossa d’autunno.
Ma non mi convince totalmente.
Ci penserò sù.
Sto tentando di scrivere una canzone.
Vi ricordate che vi avevo detto di quel compositore che mi aveva cercata proponendomi di scrivergli un testo? Bè lo sto facendo.
C’ho i neuroni in tilt.
Sto scoprendo che scrivere poesia è TOTALMENTE diverso dallo scrivere una canzone.
Ok ci sono delle somiglianze, il ritmo, la musicalità delle parole, la metrica … Ma per le canzoni devi usare parole molto molto semplici. Orecchiabili. E il fraseggio dev’essere il più possibile lineare.
Ma prima o poi riuscirò a fare del mio meglio su entrambi i fronti!
Me ne ritorno a meditare.
Un abbraccio a tutti!

Cristina, vedi questa è la differenza tra te e me. Tu sei poetessa e hai il dono della sintesi, un immagine in questo caso…. Mentre io sono scrittrice e ho il dono della descrizione, uno scenario in questo caso….
Perdonami se non ho risposto alla tua domanda nel modo in cui ti aspettavi.
Sono seduto su di un tramonto danese…stasera si festeggia Sant’Anna. Si brucia il falò sulle spiagge come noi lo facciamo il 6 gennaio. Qui è per salutare l’estate. Stasera 26 gradi; caldissimo. Io freschissimo dall’alto del mio quinto piano, guardo le mie torri e campanili dalla finestra e scrivo e vi penso.
Barbara non mi ami più?
Grazie Cristina per le belle parole. Le belle parole sono come una suonata di pianoforte desiderata; una sera d”estate malandrina. Auguri per il testo…lo sai che scrivi divinamente bene!
A Catia un riciao, … mentre gli altri festeggiano, io festeggio la mia ritrovata creativitá di questa sera.
…e Paola dov’è…ciao tesoro mio!
PPP 2009
Pablo Paolo, da cosa ti viene quel dubbio infondato? Dal quinto piano…. abitiamo alla stessa altezza allora…. vedi che ci sono delle cose che accomunano senza che noi stessi lo sappiamo….
Prima di creare l’uomo e la donna, Dio creò la poesia. Non sapeva ancora cos’era o a cosa serviva, ma faceva bene allo spirito… Se ne impossessò il suo angelo più bello Lucifero e la portò all’inferno . La poesia ora dorme nei pensieri della gente speciale.
PPP 2009
Cari tutti,
leggo di ricerca di ispirazione, di nuove fonti di ispirazioni, del mio amico Pablo che osserva un tramondo danese mentre in Italia le nuvole mi privano di un momento così intenso della giornata. Oggi ne ho combinata una delle mie e spero di suscitare un pò di ilarità, data la situazione alla Fantozzi che si è venuta a creare.
Orbene, ho parcheggiato l’utilitaria di mio figlio nel parcheggio di un centro commerciale, quando, a causa del mancato inserimento del freno a mano del suddetto veicolo, lo stesso ha preso velocità andandosi a schiantare su un paletto. Quindi la sottoscritta sig.ra Fantozzi, richiamata dalla direzione, si è precipitata all’esterno constatando l’accaduto. Danni rilevati: leggere abrasioni sul paraurti posteriore e rottura della luce fendinebbia. E conseguente cazziatone da parte del marito! Per fortuna stasera ci abbiamo riso su. E chi se ne frega, cose che capitano.
Smile, please…
Abbracci a tutti.
Purtroppo sono abituata a guidare supercar, eh eh…
Catia…. sorrido…. sono cose che capitano, prendiamola così.
Buongiorno a tutti!!!! Qualcuno di voi ha per caso incontrato l’estate in questi giorni? Qui si dorme con la coperta di lana, piove e fa freddo…. Anche se a me non dispiace troppo, con questo tempo mi concentro meglio….
Ciao a tutti!
Eh anch’io sto cercando l’estate? Ma dov’è finita?
E poi, perchè il mondo sembra girare alla rovescia? A Copenaghen dove “dovrebbe” fare più frescolino di qua ci sono ben 26 gradi e qui, invece, pioggia e golfini a manica lunga (perchè i gradi esatti non li so)?
PPP grazie. Ma un grazie con l’abbraccio mi piacerebbe dirtelo di persona, arrossendo. Perchè scrivertelo mi sembra sempre che finisca troppo presto. Che non sia abbastanza.
Speriamo bene per il testo della canzone! Ce la sto mettendo tutta. Poi chissà. In ogni caso sarà stata una sfida con me stessa, un misurarmi con le possibilità della mia scrittura ed un inaffiarla di un’esperienza nuova, di una luce diversa.
Che bella la nascita e il viaggio della poesia! Dalle mani di Dio, a quelle del suo angelo più bello, sino ai pensieri della gente speciale.
Poesia come fuoco. Come tormento. Tormento ed estasi.
Poesia come condanna ma anche come assoluzione e liberazione.
Poesia quest’eterno vagare nell’anima della malinconia del mondo, delle cose e delle persone.
Faccio ritorno a terra…
il pranzo mi chiama.
Catia, non ti preoccupare … son cose che succedono. E ne capitano anche di peggio.
Sapessi quante ne ho combinate io con l’auto di mio padre!
Ridici sopra e premiati con una bella brioche al cioccolato!
Un abbraccio a tutti.
TORNO A CASA
il veneto mi vedrà da papà in quel del veneto. Giovedì prossimo … 5 giorni. Papà senza la sua amata mamma (ciao amore mio che mi senti e mi vedi da lassù) … ha bisogno di sostegno morale e d’amore, e se c’è una cosa che non posso fare a meno è quella di dare amore a chi amo…incondizionatamente. Prendo la palla al balzo e propongo alle mie care amiche Cristina, Catia e Barbara di vederci, magari a pranzo a Venezia sino all’ora del tè! 4-5 ORE di puro piacere verbale! Ideale sarebbe lunedì prima della partenza…se no , dobbiamo rivederci in ottobre (primi di ottobre) vedete voi ed attendo la risposta.
Ciao PPP
Ci sto! Lunedì intendi 6 luglio?! Se sì arrivooooooooo…
Eccomi Pablo Paolo, rispondo positivamente al tuo invito…. più che volentieri…. Quindi l’appuntamento è per lunedì 6? Catia…. hai posta….
Cara amiche vi do il mio numeri di cellulare italiano in privato …via e mail …così da giovedì potremo sentire per prima cosa le nostre BELLLLLLLIIIIIISSSSSSSSIMMMMMMMME VOCI!
basi
PPP
Pablo Paolo…. che dici, ci lasciamo andare a un pò di lingua “nostrana” quando ci vediamo? I nostri dialetti sono leggermenti diversi, ma so sicura che se capiremo, sensa problemi!
Io ci sto!!!
In questo momento sto facendo due cose contemporaneamente…
Baseti e strucoti!!!
Ci sta diventando un blog tutto veneto in questo finire di giornata…. Ben, ben….
Come mi piacciono gli strucoti, non sono un abbraccio classico, ma non hanno una traduzione precisa in italiano…. bello!!!!
Risposto Barbara
emh scusate mi son terrona va ben uguale, eh eh?
Sei nostrana acquisita, quindi va ben isteso….
Questo mese di luglio è più fitto di “eventi” che non tutto il resto dei mesi dell’anno…
Che strana estate questa. Niente vacanze, ma appuntamenti e piccoli spostamenti mille volte più stimolanti ed emozionanti di un lungo viaggio.
Mi ricorda quando da ragazzina trascorrevo l’estate in giro nei dintorni con gli amici. O quando venivano i miei zii dal Belgio e potevo stare fuori fino a tardi. Niente di speciale, erano le famose Feste dell’Unità a base di birra o vino e angurie, ma che bello ballare sotto le stelle e stare in mezzo ai grandi!
E quella volta che sono stata rimandata a settembre ed è saltato il mare? Mi sono divertita più che in vacanza.
Sarà stato il gusto delle prime trasgressioni … ma anche la semplcità della quotidianità resa però speciale da una strana alchimia di fantasia e stati d’animo.
Cristina se sei così loquace anche a Venezia te tappo la bocca ah ah ah scherzo dai ti adoro cara…
Catia dimmi, ma ti metti tutta in tiro a Venezia? Sai, giusto per adeguarmi…. Cristina rimandata a settembre? Vedi quante cose si imparano….
No no Catia. Mi sa che dovrete convincermi a parlare quel giorno a Venezia.
Di persona sono tutto il contrario di qua.
Sembro quasi una persona diversa.
Nell’incontro sono gli sguardi e i silenzi il mio alfabeto. Mi sento più a mio agio dentro lo spazio dell’ascolto.
Vi osservo e vi studio…
sarete fonte di ispirazione.
Di esperimenti etnografici sul campo …
Ma nel frattempo … Buona Serata!
Cristina…. che mezz’ora che abbiamo passato tutti più o meno in contatto contemporaneamente…. E’ come se fossimo stati attorno al tavolino di un bar, bellissimo!
Catia, si legge?
Già, già Barbara…
Il primo anno delle superiori: matematica (e ringrazio Dio che mi hanno rimandata perchè così finalmente ho potuto studiarla come si deve e non grazie ai 5 minuti al volo dell’insegnante delle medie, che per tutto il resto del tempo ci erudiva sul buddismo essendo lei appartenente a questa religione) e stenografia. Poi per tutti gli altri 4 anni ho vissuto di rendita da quanto mi ero impegnata quell’estate…
riportatemi una gondoleta in vetro di murino, per favore, tipo questa
http://www.youtube.com/watch?v=a4rSdvM1qe0
grazie!!!
Eravamo quattro amici al bar …
Ma nessuno ha portato un cockatail di quelli dal gusto un po’ tropicale?
Per Giulia e Pietro….
http://www.youtube.com/watch?v=99XKY6uNrOU
Capofan…. scusa, se avessimo saputo che eri in ascolto avremmo coinvolto anche te nel nostro dialettino…. Niente murino del genere, mi dispiace, ti dovrai accontentare di queste tre venete, una veneziana, una padova e una veronese acquisita…. Ti accontenti?
Temo sia un po’ complicato Capofan…
Io conosco un’altro tipo di gondeta de Murinho…
questa: http://www.youtube.com/watch?v=BAI5×4BBD6o
Dai, tre al prezzo di una…. Lo vale lo scambio, no?
Cri…. non è che il cocktail lo hai preso da sola…. Come mi piaci così rilassata…. E poi, dai che noi tutte insieme siamo meglio della Murino….
Ecco il clima de Venessia …
http://www.youtube.com/watch?v=TuAgKdsj4M8
Credo gli convenga Barbara!
Sempre meglio di Murinho!!!
No niente cocktail … ho pure bevuto una tisana rilassante, a dire il vero …
Ma mi sa che mi fa l’effetto contrario…
E’ ufficiale…. una nuova Cristina tra noi…. potere del blog!! Sei forte in questa nuova veste, brava!!
Sento un pò di euforia nell’aria, la senti anche tu….
Capofan, se per caso ci sei ancora, ci dai il tuo parere su questo scambio? Mi sa che taci per rispetto a noi…. in tal caso grazie….
Cri, ma che tisana era?
Grazie!
In effetti ogni tanto fanno capolino anche altre sfumature di me.
Poi l’euforia, l’allegria sono contagiose. Specialmente la sera, quando sono più distratta e spensierata.
La tisana era ai frutti di bosco, confezione blu. Non mi ricordo assolutamente il nome…
L’importante è che tu sia sicura che fosse una tisana rilassante…. Capofan tace, quindi acconsente. Preferisce il silenzio…. riteniamoci sollevate….Catia, sei sparita?
ma lo siete anche separatamente, meglio della murino, ci mancherebbe. La murino è brutta, bruttissima … però mi fa sangueeeeeeeeeeeeeee eeeeeee eee
http://www.youtube.com/watch?v=hSiuCyuKLB4
Barbara grazie a nome di Pietro, un pensiero a Giulia. BAcioni a Cristina la chiacchierona poetessa je t’ador… A Pablo lo svampito di Copenaghen, a Capofan a tutti e…
buonanotte.
Barbara dimmi quando posso chiamarti. Allora confermato il 6 Pablo? Mi fai sapereeeee
Capofan…. guarda che se continui con questi messaggi ti facciamo un bel video con i nostri visini deliziosi…. altro che la Murino…. Che fai, ci sfidi?
Catia chiamami pure quando vuoi…. magari non troppo tardi la sera…. per il resto non disturni mai!
Sì, sì su questo sono sicura.
C’è scritto proprio rilassante. Il medico l’aveva suggerita a mio marito per dormire, perchè la notte si sveglia ripetutamente.
Magari fa effetto quando si prende sonno, ecco perchè adesso si confonde invece con i tipici segni della caffeina!
Cri, ma adesso che tu l’hai presa…. il poverino di tuo marito riuscirà a dormire? Non è che ti metti a ribaltare casa da quanto energica ti senti?
No. La casa sta a posto.
Al massimo mi metto a parlare non appena viene a dormire…
@ Capofan: http://www.youtube.com/watch?v=x8dDMLFg8zE
Okay, è ufficiale…. la Cristina versione serale è tutta un’altra cosa…. Non commento cosa farai quando tuo marito verrà a letto…. perchè qua sennò ci si allarga troppo…. Ti facevo più una da Tom Cruise….
E dopo Jude Law …
mi sa che anch’io andrò a dormire …
Abbandonandomi fra le braccia di un Morfeo sosia del su menzionato attore.
Notte notte!
E se Paola passa di qua:
un pensiero e un in bocca al lupo a Giulia per domani, da parte di tutti noi
e un “auguri” per stasera a Linea Notte!
A domani
Naaa Tom Cruise è passato di moda!
Andava bene ai tempi di Top Gun. Adesso si è un po’ rincitrullito con scientology … dopo aver letto poi le condizioni del parto alla scientology alle quali ha dovuto scrupolosamente attenersi Katie Holmes, m’è scaduto ancora di più…
Dunque, tra i tanti meglio Jude Law.
quando farete la gita a roma verrò. portate pure la Paolina: l’andate a prendere al touring, la sollevate con tutta la poltrona e la caricate sulla supercar di Catia (tanto lei presa com’è dal lavoro non se ne accorgerà nemmeno e continuerà a rispondere al telefono: pronto, qui touring
ciao, torno all’opra.
(ma prima vi recito due poesie che ho scritto stamattina)
http://www.youtube.com/watch?v=-X0IbKJ5Lrw
Cara Cri, nessuna donna può partorire attenendosi a quelle regole, è contro natura!!
Buona opera, Capofan…. e lascia perdere le gondole sennò altro che concentrazione….
Ciao Capofan!
Operosa Notte.
E grazie per la benevolenza.
Non siamo sempre così. Questa sera abbiamo colorato gli attimi di sconsiderata leggerezza. E ridere insieme a tutti voi è stato bello.
Domattina torniamo serie e ci metteremo anche noi all’opera.
Altri post si aggiungereanno a questi qui e chissà di che parleranno…
Siamo partiti dalla poesia e siamo arrivati fin quasi a Venezia, passando per Roma e per Paola dentro la supercar di Catia che dice “Pronto qui Touring”…
Che viaggi fanno fare le parole e le emozioni!
Sono tornata seria… Cioè, sono tornata in me.
Buon segno.
Posso andare a dormire tranquilla
Notteeee….
ragazzi vi adoro…
sto andando alla rai per la rubrica di eMMA
ANCORA tre puntate e poi bastaaaaaaa fino al 2 settembre.
scusate le mie assenze ma contrariamente a quanto scrive capofan, io devooo andare a lavorare… vabbè
vado a parlare di due romanzi e non c’è nemmeno il mio adorato mannoni, bensì il direttore di bella a condurre… sono terrorizzata…
a domani
grazieeeeeee!!!
domani giulia fa la prima prova alla maturità
sono più ansiosa io di lei
catia può capirmi
notte (linea)
‘notte Paoletta, scherziamo, lo sai… a vederti più tardi… se non c’è mannoni per me è tanto di guadagnato, io no nsapevo nemmeno il nome, lo chiamavo “santorino” (a raitre o sono santori o gotici)
Ciao Emma!
Ma va là che li stendi tutti!
Vuoi per caso provare la mia tisana?
Sono curiosa di vedere le facce in studio in merito al secondo libro…
Abbracci!
Cri, la tua tisana è meglio se non la diffondi, credimi….
Paola sarai assolutamente impeccabile, come sempre….
Charles Baudelaire
FIORI DEL MALE
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• DONNE DANNATE
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Coricate sulla sabbia come armento pensoso volgono gli occhi verso l’orizzonte marino e i piedi che si cercano, le mani ravvicinate hanno dolci languori e brividi amari.
Le une, cuori innamorati di lunghe confidenze, nel folto dei boschetti sussurranti di ruscelli, vanno riandando l’amore delle timide infanzie e incidendo il legno verde dei giovani arbusti;
altre, camminano lente e gravi come suore attraverso le rocce piene di apparizioni, dove Sant’Antonio vide sorgere, come lava, i seni nudi e purpurei delle sue tentazioni;
e ve n’è che ai bagliori di resine stillanti, nel muto cavo di vecchi antri pagani, ti chiamano in soccorso delle loro febbri urlanti, o Bacco, che sai assopire gli antichi rimorsi.
Altre, il cui petto ama gli scapolari e nascondono il frustino entro le lunghe vesti, mischiano, nelle notti solitarie e nei boschi scuri, la schiuma del piacere e le lagrime degli strazi.
O vergini, o demòni, mostri, martiri, grandi spiriti spregiatori della realtà, assetate d’infinito, devote o baccanti, piene ora di gridi ora di pianti,
o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro inferno, sorelle, tanto più vi amo quanto più vi compiango per i vostri cupi dolori, per le vostre seti mai saziate, per le urne d’amore di cui traboccano i vostri cuori.
Dedicata a Capofan… da Catia e da tutte le donne del blog!
Buongiorno a tutti, ho i crampi per Pietro… mi son permessa di dedicare questi versi al nostro Capofan vista la sequenza dei post notturni…
altro che Murino.
E questa al mio amore PabloCharles Baudelaire
SPLEEN E IDEALE
Ti dono questi versi, perché se un giorno il mio nome approderà felicemente alle epoche lontane e farà sognare qualche sera i cervelli degli uomini, vascello assecondato da un gran vento,
il ricordo di te, pari alle vaghe favole, affatichi il lettore come un timpano, e resti appeso come un fraterno e mistico anello alle mie rime altere;
essere maledetto cui, dagli abissi profondi sino al più alto dei cieli, nulla all’infuori di me risponde! O tu, che come un’ombra dall’effimera orma,
calpesti con piede leggero e sguardo sereno gli stupidi mortali che t’hanno giudicato amara, statua dagli occhi metallici, grande angelo dalla bronzea fronte!
ALLA MIA TERRONA UNICA E PREFERITA
CATIUSSSSIA
Piccola tempesta fatta donna.
Quando si ferma il vento
tu regali l’odore della pioggia e delle cose che verranno dopo di lei.
Quando il rumore si sposa col silenzio
tu diventi
la goccia che cade sulla finestra.
Quando tutto intorno è già passato
tu diventi il mio presente!
Apro la porta
e ci sei
trasparente e bellissima!
Pablo Paolo Peretti una mattina di fine giugno ore 9,13
PPP
Ho un’ansia per l’esame di Giulia….per il mio ero tranquillissima… era una vita fa, 1974! Non dicono i titoli su internet….
Catia sai qualcosa?
Macchè tutto tace Paola… aspetto una telefonata da Pietro, mi sa che avevano sei ore a disposizione… ti farò sapere
Io ho trovato questi titoli per la prova scritta di oggi:
La Coscienza di Svevo, Inammoramento a Amore: Catullo e altri autori, 2009: l’anno dell’Innovazione, I 20 anni dal crollo del Muro di Berlino, 2011: 150 anni dall’Unità d’Italia, Social Network e Internet. Questi i titoli dei temi della maturità di quest’anno.
Ormai staranno finendo la Giulia e Pietro…
Sarà andato tutto bene.
Cavolo però, il muro di Berlino c’era dai miei tempi…
Paola, 1974 … non ero ancora nata!
Uhm … le tracce dei temi sono troppo lunghe da riportare.
Vi segnalo, però, il sito dove le potete trovare: http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/3850/maturita-2009-ecco-i-titoli-ufficiali-dei-temi.aspx
A proposito di scuola…
Oggi pomeriggio vedo la mia prof. di lettere del mio 3° anno delle superiori.
Se faccio il conto, quanto tempo è passato!
Ora siamo amiche …
Un’amicizia nata sui banchi di scuola e che dura da 16 anni…
E che nemmeno i giudizi delle allora compagne di classe, nonchè di parenti e genitori è riuscita ad affievolire…
Che poi cosa c’è di tanto scandaloso nell’essere amica di una tua prof.?
A maggior ragione quando non detiene la cattedra in quello stesso istituto.
Paola, stai tranquilla…. ripensa al tuo esame e a come ti sentivi tu, vedrai che anche Giulia sarà tranquilla adesso…. E che andrà tutto per il meglio…. Però ti capisco, una mamma vive in maniera diversa le esperienze della vita quando i protagonisti sono i figli….
Cri, 1974…. mi sa che io e te ci siamo perse anni ben più interessanti sotto certi punti di vista…. io avevo fatto un tema su Ungaretti….
Catia, come và? Anche tu in ansia?
Intanto vi guardo, a te e Paola, e mi immagino come sarà quando toccherà a me fare la mamma in ansia….
Infine per stemperare l’ansia e ingannare l’attesa vi lascio qui un paio di titoli secondo me interessanti:
- La bussola di Noè di Anne Tyler
- Il giardino dei ricordi di Rachel Hore
- Stelle di Provenza di Simonetta Greggio
– Barbara, è una tua parente, per caso? Ho scoperto che l’autrice è di Padova …
- Da anima ad anima di Gary Zuckav
- In Armonia di Wayne W. Dyer
Ma soprattutto questo libro qui, del quale chiedo notizie anche a PPP, se per caso l’ha letto o l’ha adocchiato in qualche libreria danese, dato che - a quanto pare - è stato un romanzo d’esordio apprezzato tantissimo in Danimarca. “Tesi sull’esistenza dell’amore” di Torben Guldberg.
C’è un piccolo assaggio del libro, qualche pagina, niente di più … ne sono rimasta rapita.
Ecco la trama (ma non rende l’originalità e la delicatezza di quell’assaggio): Troppo vecchio e stanco per amare, ma impossibilitato a morire: per secoli la voce narrante di questo straordinario romanzo ha girovagato per l’Europa, raccontando le forme dell’amore. Ma ora, alle soglie del Cinquecento e della “rinascita” ha deciso di fermarsi. Non è più tempo di narrare, ma di ascoltare. Così per cinque secoli raccoglie le storie d’amore più significative. Quelle capaci di cogliere l’essenza stessa dell’amore e, al contempo, l’essenza del secolo in cui si svolgono.
L’autore ha soltanto un anno più di me.
Cavolo … ma come scrive.
Avrei voluto scriverlo io un libro così…
Oppure trovare la chiave d’accesso per condensarne il significato più profondo in una poesia di quelle che lasciano senza fiato e con mille sensazioni dentro.
Baci!
Cri, non è mia parente…. ma adesso mi hai incuriosita. Vado a leggermi qualcosa in più di questa mia concittadina emigrata in Francia e dal mio stesso, bellissimo (scherzo), cognome….
Chissà mai Barbara
che non ci sia un legame
Strane coincidenze, indizi …
Buona Ricerca!
Torniamo alle buone abitudini…. Capofan generosamete mi ha nominata sua vice, per cui da tale mi devo comportare….
Libri consigliati da Paola ieri sera a Lineanotte:
Cronaca di un disamore di Ivan Cotroneo
Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall
quando andavo a scuola la prof di latino e greco mi obbligò a stare col banco attaccato alla cattedra , alla sua destra, così poteva controllarmi da vicino. però siccome aveva due gambe statuarie, che accavallava e scavallava di continuo, stivali etc .. più che la lezione seguivo le gambe (non è il racconto di un film di alvaro vitali, ma il racconto vero delle mie lezioni a scuola)
ero uno studente modello (ecco la maturità, imparate)
http://www.youtube.com/watch?v=lQSZOQKk9aM
Non ci posso credere!!!! GRAZIE Capofan, non sai che regalo mi hai fatto con questo video…. Ora ti spiego: la sera prima del mio esame di maturità hanno mandato in onda su rai tre uno speciale con la Dandini e Guzzanti…. tutto incentrato su Lorenzo, con il suo motorino…. Torno indietro di dieci anni tondi tondi…. alla mia notte prima degli esami!! Era da quella sera che non lo rivedevo…. ancora grazie….
Adesso me lo guardo con tutta calma….
Giulia ha scelto il tema sull’amore…
deve essere tutta colpa mia!
Mio figlio ha scelto Social Network e Internet, Paola ci avrei scommesso che tua figlia avrebbe scelto quello, quando ho visto le tracce ho pensato a lei… comunque è andata e domani si replica con l’economia aziendale. Che sollievo, anche se non è ancora finita!
Abbracci a tutti.
Barbaraaaaaa ti ho chiamata ma non rispondi, vabbè vado a sistemare la cucina…
Catia…. ero in un’altra stanza…. Che bello sentirti!!
Bravi a Giulia e Pietro…. la prima è andata….
Cri, mi rivolgo a te…. che sei l’esperta dei moti interiori femminili: come ci si comporta quando hai la sensazione che ti abbiano pasticciato dentro? Esiste un modo infallibile per rimettere ordine? E, ti prego, non propormi una tisana rilassante….
Paola…. quando vuoi….
http://www.youtube.com/watch?v=mz1jazGHS3Q&feature=related
quando la facciamo la maratona due? a roma, però
Macchè Roma…. A Padova, siamo più “nordiche” che centrali…. Scherzo. Paola dacci tu il via e noi ci organizziamo….
http://www.youtube.com/watch?v=rOWvcP2TNR8&feature=related
a me vedere la pianura padana fa svenire… di noia
passare il rubicone è un trauma
messaggio ricevuto Capofan.
Facciamo a San Benedetto allora, così ci facciamo anche un bel bagno al mare….
Capofan ci sei? Rispondi…. Vuoi che facciamo a Bologna? Ti aggrada meglio?
O Firenze? Scherzi a parte, appena Paola ci dà il via libera potremmo mettere la location ai voti, che ne dite?
ciao paole’, ci vediamo sul prossimo blog del prossimo romanzo
Rieccomi dal mio pomeriggio in città e … libreria!
Stasera chiamatemi Papera. Papera e basta. (Il tono di lettura è “Bond. James Bond”)
Son tornata con 6 veschiche ai piedi … ispirata dai saggi consigli di “qualcuna” qui del forum che decantava le virtuù dei tacchi per noi povere tappe … declamando “per apparir belle bisogna soffrire” O_o Mondo Gitano, ma non così tanto!!!! Io sto bene tappa! Scarpe da ginnastica forever! E se prossima settimana ci si trova a Venezia vengo con quelle.
Paola, bello il tuo messaggio.
Mi sa pure veritiero …
sai com’è il dna, tutte quelle cose lì…
Catia: Pietro con economia aziendale??? Oddio che mal di pancia
Ne so qualcosa …
Barbara: definisci “pasticciarti dentro”. Che significa?
Violare lo spazio bianco dell’anima, di sentimenti o sensazioni ed emozioni soltanto tuoi?
Non credo questa sera di essere in grado di darti molti consigli (vedi messaggio pomeridiano su facebook).
Comunque ci provo. Come ci si comporta… O si chiariscono le cose, i confini.
Oppure ci si protegge di più la prossima volta che succede. Frapponendo una distanza. Se non fisica, direi spirituale. Indossi l’impermeabile e ti lasci scivolare sulla pelle i colori che ti pasticciano dentro. Come pioggia.
E diventi gelosa. Gelosa del tuo mondo. Di quel dentro che non vuoi venga contaminato.
Va svelato poco a poco e soltanto a chi lo merita ed ha “le mani pulite”.
E se invece quel pasticciarti dentro, significa un pensiero che fiorisce inaspettato, dove non avrebbe dovuto esserci… bè, è un gran casino. Ma qualcosa starà pure a significare se ha messo radici proprio lì.
Vado a mettere i piedi a mollo un’altra volta.
Abbracci a tutti!
Stasera non sono molto loquace … si vede che manca la tisana
Godere Il Silenzio ( A Capofan)http://www.youtube.com/watch?v=aGSKrC7dGcY
Parole come violenza
Rompono il silenzio
Arrivano schiantandosi
Nel mio piccolo mondo
Sono dolorose per me
Mi penetrano direttamente
Non puoi capire
Ragazzina
Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male
Le promesse sono fatte
Per essere spezzate
Le emozioni sono intense
La parola è banale
I piaceri rimangono
Così fa la paura
La parola è insignificante
E obliabile
Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui nelle mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male.
Cristina Pietro è terrorizzato, è una prova dura. Spero non gli capiti un bilancio.
Buonanotte a tutti. Barbara qualunque sia il tuo pasticcio o agisci o subisci… e se non puoi agire, subisci in silenzio, ti renderà più forte, altro non puoi fare.
Buonanotte a tutti. Giulia calma e pazienza, ti capisco… ti capiamo.
Paola sul forum di Paolo di Stefano c’è l’ intervento di un ottimo forumista che parla della traccia sull’amore. Magari lo fai leggere a Giulia e ne discutete.
Capofan ripensaci, so che lo farai.
Un in bocca al lupo speciale a Pietro allora!
Ed anche a Giulia, ovviamente, per domani, per la seconda prova.
Uh il bilancio … speriamo di no, dài.
La mia maturità la ricordo spensierata, tutto sommato.
Io non ero agitata. Avevo solo una gran voglia di andarmene da lì a prescindere dal risultato.
Sapevo di aver lavorato bene tutto l’anno e questo mi dava sicurezza.
Certo poi nelle prove “commerciali” ho finito per inventarmi di sana pianta 300 milioni spariti magicamente dal bilancio … già all’epoca c’erano gli ammanchi
Ancora oggi rimane un mistero la fine di quei 300 milioni. Scomparsi e poi magicamente ricomparsi per far quadrare la partita doppia.
Non paga, ho costretto un povero rappresentante a vivere con uno stipendio mensile di 200 mila lire…
E con questo dev’essersi capito che la scuola non era quella giusta per me…
Però poi son finita lo stesso a far la segretaria O_o
Non so come siano le commissioni di adesso, ma all’epoca non si guardava esclusivamente alla maturità. Si faceva una valutazione complessiva.
In ogni caso, ottimismo! Ottimismo e fiducia.
Niente profezia che si autoavvera.
A domani!
Cri, le vesciche ti sono venute per via delle scarpe strette e non dei tacchi…. Fidati, una bella zeppa tacco dodici non ha mai fatto male a nessuno…. E non dimenticarti della nostra scommessa!
Buongiorno!
Farrah e Michael sono andati via. Per chi ha più di quarant’anni questi due personaggi sono stati un pezzo di storia televisiva e musicale.
Farrah per me era come la Barbie, la ricordo bellissima come un angelo, adoravo i suoi capelli, la dentatura perfetta. E non perdevo una puntata degli angeli detective. Avevo più o meno nove- dieci anni.
Billy Jean ha rivoluzionato il pop, la camminata lunare ha rivoluzionato il ballo.
Quando è uscito questo brano avevo 12 anni e la ballavo nelle classiche feste del sabato sera.
Ne ignoravo il significato doloroso. E nel frattempo nasceva un mito che la morte oggi consacra e consegna all’eternità.
La vita è anche questo.
Baci a tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=_4fkOQPNxSc
Sono così tanto triste…che mi vesto e vado a farmi un’ora di palestra. La morte non mi fa paura, mi spiazza semplicemente e mi lascia un vuoto interno che ve lo raccomando.
Spero che mia mamma da lassù me li possa salutare per me …Un bacio a Farrah ed uno a Billy Jean…
PPP
Oggi è un giorno triste, grigio fuori come dentro. La mia migliore amica stà male…. e io con lei. Un dolore fisico il suo, che si è insidiato senza rispetto e ha preso dimora senza permesso. Un dolore affettivo il mio. Le ho fatto una promessa, che ora devo assolutamente mantenere. Inizialmente era uno scherzo, quello di dedicarle il mio primo romanzo, ora è diventato una missione per me. Scriverò anche per lei, farò di tutto per farmelo pubblicare. Cascasse il mondo lei leggerà quella dedica…. Per cui mi concentrerò al massimo, con massimo impegno e dedizione. Con la consapevolezza che non sono sola in questo cammino. Mi è stata donata una storia su cui scrivere…. che io donerò alla mia carissima M.
Questo articolo è uscito uguale identico su “l’Espresso” num. 25 del 25 giugno 2009: come mai? L’hai scritto tu? Collabori per “L’Espresso”????
Barbara, un abbraccio alla tua migliore amica.
Auguro ad entrambe di vedere realizzato questo sogno.
Oggi sono stralunata.
Mille pensieri.
E poi le vicende di Farrah, alias Chris Morrow, e l’improvvisa scomparsa di Michael Jackson.
Non è esattamente come quando la Dama Nera ti colpisce molto più da vicino, però questi avvenimenti mi turbano ugualmente.
Mi fanno pensare alla brevità della vita. A come tutto passa e a come tutto può, in un solo fuggevolissimo istante, cambiare.
E quando le sedie vuote iniziano a toccare il tuo mondo, volti e destini divenuti familiari, che hanno segnato la tua adolescenza, è come un vento freddissimo che ti ferisce in pieno viso. Non è Claudio Villa che appartiene ai tempi della nonna e di mia madre. Che se se ne va porta via con sè solo un’immagine confusa in bianco e nero.
Adesso sono pezzi di un passato che ti sembra a due passi da te, ma che se guardi bene, così non è…
E incominci a dirti “ma se era l’altro giorno che ballavo in quel bel locale, con una sua canzone in sottofondo?” e ti accorgi che l’idea di invecchiare ti mette un po’ paura.
Ma non paura di morire, anche se il dolore della morte, a volte ci penso … che tipo di dolore è? Vorrei andarmene nel sonno. Ma non a ragione di una lunga ed insostenibile malattia… Vorrei che fosse come volare. Non come gocciolare minuto dopo minuto. E non avere le parole per dire tutto questo. Per dire il corpo. Per dire l’anima che lo senti che è lì e che è come prigioniera… che veglia e che aspetta, anche se non sa bene che cosa…
Io ho paura dei rimpianti.
Di arrivare alla riga che indica la somma e scoprire di non aver rischiato… vissuto.
Nemmeno la solitudine mi spaventa.
Mi spaventa molto di più l’oblio della mente… il cortocircuito della mente.
Mi spaventa la fragilità del corpo. Quel corpo che io non ho mai veramente amato, sentendomi sempre e prevalentemente Spirito. Energia. Voce.
Quel corpo che sarò costretta a vedere dentro uno specchio e che non riconoscerò.
Un mistero fitto la vita.
Il tempo. Le tracce prima e dopo di noi…
Le storie che s’intersecano.
Vorrei ancora capire e scoprire tante cose… Ma in questo tentativo di comprensione, mi accorgo che sono più le domande che le risposte. Cerchi di risolverne una, o quanto meno, di venirne a patti, dentro di te, e lungo il tragitto non trovi certezze o soluzioni, bensì altre domande, come gli anelli nella corteccia degli alberi…
Penso alla mia nonna che da lassù mi strizza l’occhio e pensa: eppure se sapessi che è tutto così facile… Lasciale lì le domande. Sentile, assaporale, falle tue ma non cercare le risposte, perchè non esistono. Esiste solo la vita. Il tempo che hai adesso e che le lancette stanno già consumando…
Quando il dolore ti sfiora fà male, ti lascia dubbi e perplessità, ti fa riflettere.
Ma quando il dolore si impossessa di una persona a te cara, allora ti senti solo impotente. Vorresti entrare nel suo corpo ed estirpare con forza quel male che la fà soffrire. Guardarlo negli occhi e dirgli che ha perso tempo. Che noi siamo più forti! Ma non funziona così. Non siamo davvero liberi di scegliere. Dobbiamo solo vivere al meglio, senza recriminazioni e senza inutili tremori.
Per obiettivi. Sono quelli che ci tengono vivi, che non permettono al tempo di ingrigirci.
Credo di non essermi mai sentita come in questo periodo. Gioie e dolori, eccitamenti e stordimenti. Se questo significa “invecchiare” mi stà più che bene. L’importante è non farsi travolgere, saper riconoscere le cose che davvero contano. Dove vogliamo andare, che prezzi siamo disposti a pagare. Tra un mese compirò ventinove anni…. ma giugno d’ora in avanti e per gli anni a venire rappresenterà sempre un periodo di rinascita per me.
Ho ricevuto tanto, l’ispirazione, un dono specialissimo che tengo stretto come un tesoro prezioso, generosità inaspettata. E il rovescio della medaglia, con questo dolore che è arrivato maleducato, senza nemmeno bussare.
Questa è la maturazione…. rendersi conto di quanto hai e saperlo far crescere al meglio. E rispettare le diversità di chi ci stà intorno…. i loro tempi che non sono i nostri, i loro metodi che spesso divergono dai nostri…. ma che ce li fanno apprezzare ancora di più.
Cara Barbara,
mi dispiace molto per la tua amica. Spero che ci sia una via d’uscita e che il danno non sia irreparabile.
E’ davvero una giornata triste per tutti. E l’estate sembra non arrivare mai neanche negli umori della gente.
Le stagioni non collimano più con i desideri personali, ormai i confini climatici sono così labili e fragili che passiamo dalla tempesta al sereno in men che non si dica. E questa schizofrenia metereologica fa star male anche me.
Ti fa onore scrivere per lei e anche se non riuscirai a pubblicare, avrai comunque fatto qualcosa per lei. Anzi senza rendertene conto è lei che avrà compiuto qualcosa per te, condividendo un dolore che tradurrai in frasi, dialoghi e scene. E la dedica più bella che potrai farle è la testimonianza di un libro che esporrai nella vetrina della tua vita.
Un abbraccio forte forte da parte mia.
Grazie Catia, davvero di cuore. Il fatto è che c’era qualcosa nell’aria da qualche giorno…. ma stamattina mi ha parlato, e mi ha detto ciò che mai avrei voluto sentire. Con una dignità unica. Con un sorriso, triste e malinconico, per il quale io non posso fare un granché, se non mantenere la promessa fatta.
PER DOMANDA:
L’articolo che ho postato E’ STATO PUBBLICATO SULL’ESPRESSO: lo si evince dalla firma che non l’ho scritto io! L’ho postato perchè è bellissimo e si addice al nostro blog, nel quale si parla di tutto, ma soprattutto di libri e librerie.
E così si chiude anche un’era…. Ultimo giorno di scuola materna di mio figlio. Ho evitato di soffermarmi a guardare la sua aula, le pareti ormai spoglie, gli armadietti vuoti.
Ho evitato di dare libero sfogo al magone.
E così si apre una nuova era. Una nuova tappa nel percorso di crescita di mio figlio, e nel mio, di mamma.
In tema:
poco fa mia mamma mi chiama al telefono e, tra le tante cose, mi dice “sì perchè non sono importanti la casa, i regali, pulire (cioè se mi dici che posso venire li e aiutarti meglio…) tutte ’ste cose qui … è importante il tempo con te e il tuo con tua madre, che sarei io. Succedono talmente tante cose brutte, sapessi … Poi un giorno magari non potrò esserci, non potremmo più parlare…”.
Deve aver sentito qualcosa di qualcuno in treno.
Non Michael Jackson perchè lei è l’unica persona al mondo che conosca alla quale dà fastidio qualunque tipo di musica. A sopresa esclusi due brani: Que serà di Doris Day e No tengo dinero. Vai a capire…
Comunque, volevo mettermi a scrivere e invece … cavolo, m’ha “incastrata”…
Mannaggia ’ste mamme…
Io non sempre capisco perchè ho solo la mia prospettiva di figlia.
E pure un po’ egoista “in ritardo” … essendo figlia unica che tenta di seguire il percorso della propria anima, non troppo lontano ma nemmeno troppo vicino a chi le vuol bene…
La morale di tutto il precedente discorso … che argutamente avevo dimenticato di aggiungere è: che vado a trovare mia madre.
Puff … la bolla di tutti i miei intenti poetici, svanita.
Speriamo di ritrovarla questa sera… chissà …
Ieri sera 5 amici e Maria l’unica donna tra uomini un pò speciali… serata divertentissima. Mattinata con la notizia delle due morti…un pò lugubre…Poi incontro nel pomneriggio una mia vicina di casa 84 anni e le dico “Sono veramente triste è morto Michael…non le dispiace?” e lei “Chissenefrega io ho perso mio marito due anni fa”…Vi giuro che la giornata m’è ritornata BLU… La schiettezza che terribile e bellissima virtù. Ora sto benissimo, tirato per la serata. Stasera mi aspetta un compleanno da un famoso DJ della televisione danese. Domani partenza per l’isola di Fionia alla fattoria e mare… Ho il computer ocn me e vi penso. Ciao dai miei insoliti 28 gradi.
PPP
Ciao Pablo da una ormai solita Bardolino in burrasca…ennesimo temporale, dopo un paio d’ore di sole. Divertiti matto.
Ciao PPP!
Buona serata … che dolci si mangiano in Danimarca?
Perdona la caduta “di classe” … sarà l’ora
Ma anche la curiosità. Non ho assaggiato nulla di danese, a parte dei biscotti regalati da un’amica, nemmeno in occasione del mio viaggio di nozze. Uscita con i tempi ristrette e poi ritorno a bordo.
Ho visto le foto della tua fattoria … che bella, wow!
Sembra proprio un posto dove cogliere con le mani colori, sapori, odori e sensazioni … come faresti con dei fiori di campo. Un luogo dove il silenzio porta con sè l’ispirazione…
Un abbraccio e un pensiero anche da qui!
Pablo Paolo, divertiti!! E poi racconta se ti và, i tuoi racconti sono sempre interessanti…. conditi di un punto di vista tutto originale e singolare.
Com’è possibile che chi, come me, pensa di vivere di parole resti ammutolito? Mi muovo sicura nel mondo delle parole, mi sento a mio agio. Eppure difronte al dolore di una persona cara non so cosa dire. Non ci sono parole per consolare. Nessun vocabolo in grado di alleggerire la pena. Solo impotenza. Incapacità di dare sollievo.
E paura, la mia, di perdere una persona importante. Di vedersela strappare via troppo presto. Stasera ho preso una decisione. Non smetterò di scrivere fino a quando non avrò raggiunto l’obiettivo. Non posso permettermi di perdere tempo, nè tanto meno di sfidarlo.
Gli chiederò di essere clemente, di aspettare. Di non esaurirsi troppo in fretta.
E non piangerò stasera, anche se è l’unica cosa che vorrei fare. Arrendersi non serve a niente.
Barbara, a volte le parole sono superflue.
A volte è molto più importante la presenza. Il tuo sguardo, il tuo calore, il tuo incoraggiamento silenzioso. La tua condivisione che allunga le mani e cerca di prendere con sè parte del peso di questa situazione.
A volte Barbara basta rimanere accanto. Con il cuore. Senza bisogno di nient’altro.
Io questo, sono sicura che la tua amica, lo sente. Lo sta sentendo adesso.
No. Non piangere. Cerca di essere forte. Anche se hai paura, se vorresti gridare, disperarti. No. Non adesso. Scrivi, piuttosto.
La cosa più bella che tu possa fare e farle percepire una forza nuova. Inaspettata.
La pienezza di ogni istante.
L’allegria, sì, anche. La riscoperta delle cose da fare insieme. La vita che ancora c’è. Perchè fino all’ultimo ci sono affetti da far sentire, da condividere, piccolissimi dettagli, paesaggi dell’anima e non da ascoltare, da cogliere, scoprire, assaporare.
Adesso è il momento di concentrarsi sulla luce, sui colori, non sul buio. So che non è facile, ma tu trascinala… Dipingi, per quanto possibile, tutto un arcobaleno per lei, insieme a lei.
So che sono parole strane le mie.
Ma un po’ le ho vissute. Mio zio convive con questa spada di damocle sopra la testa da 19 anni. Ci sono stati momenti terribili e momenti di gioia insperata e sfrenata.
Ero soltanto una ragazzina. Non sapevo, non capivo tutto. Lui poi si confidava solamente con mia madre.
Ma piano piano ho messo insieme i pezzi del puzzle. E anche se non mi dice nulla direttamente io osservo, ascolto. E imparo.
Imparo la vita guardandola attraverso i suoi occhi. E’ il mio unico zio. Lo zio “figo” che spacciavo per il mio ragazzo ai tempi delle medie. E’ lo zio che mi ha fatto scoprire i Beatles e la Marmolada. E’ lo zio forte, che nei momenti di tempesta prende una tenda e si accampa in montagna, con la neve o con il sole e da solo affronta tutti i fantasmi e le paure.
E’ il mio umanissimo eroe.
E non abbiamo mai pronunciato una parola. Solo abbracci. E silenzi carichi di vicinanza, di vita. Di attimi vissuti sempre come doni … perchè quella spada è sempre lì.