Job Marathon: un successo. Ma allora leggere piace davvero a tutti!
dalla viva voce di Rosanna Santonocito.
Job Marathon! / Cinque ore di parole per raccontare il lavoro scritte e lette in un sabato di giugno: il punto esclamativo ci sta…C’erano i selezionatori e i selezionati, i cacciatori di teste e i “cacciati”. C’era l’inedita coppia del riccio: le due signore che elegantemente si sono divise le pagine dello stesso libro, c’era un’avvocatessa che leggeva della vita del fisico Majorana e un garbato direttore del personale in pensione che dava voce a Dino Buzzati quando voleva essere pittore. C’era un’esperta finanziaria con un racconto pieno di strofe di canzoni, e quindi le cantava. C’erano un’assistente di direzione e un filosofo della lentezza. C’erano Pietro Ichino ed Enrico Bertolino. C’era Pinuccia della Libreria delle Donne. C’erano i blogger senza computer e gli scrittori che leggevano i libri loro e/o, ma più “o”, i libri di altri scrittori: Calvetti, Rimassa, Baccomo, Furini, Palumbo, Buratto, Tagliabue. Michela Murgia che non è riuscita a conquistare il podio e non ha letto (peccato!!). Ada Grecchi con la sua storia di amore e politica, sindacato e Br negli anni 70, non lontana nello spazio e nel tempo dalla fabbrica Vismara di Costantino Corbari e dall’ostinazione di Donnarumma che voleva solo “faticare” . E poi Marta Abbà vestita di rosso per presentare Rosso Malpelo, omaggio esplicito ai tipi con un cattivo carattere, quelli che prima o poi ti capita di incontrare, negli uffici di vetro delle organizzazioni internazionali o nelle redazioni dei giornali. C’erano gli ingegneri elettronici che raccontavano il lavoro come musica: corde rotte di violino e il testo della “Miniera” dei New Trolls, con la voce di Enrico che si incrinava, ma solo un filo, sulla dedica agli operai della Thyssen Krupp e a tutti morti sul lavoro. C’erano le parole per dire il mobbing e quelle per dire la fortuna di fare un lavoro che si ama, c’erano, recitate, la passione degli artisti e la noia dei creativi, il padre giardiniere del cimitero e la coppia che lavora lui di notte e lei di giorno,Malausséne e Miranda Pristley, i medici senza frontiere. Mafuz, Gibran e la Szymborska (che è viva, è viva!..) Proprio alla fine è arrivato anche Bartleby con lo spiazzante eterno “preferirei di no”…Da qualche parte, il buon Raymond Carver compiaciuto ci ascoltava: amore e lavoro in fondo si assomigliano, è vero, avrà pensato, diavolo di una blogger cocciuta…Tutto questo c’era ieri in un pomeriggio di inizio giugno, con il sole il vento e le elezioni, alla JobMarathon di Job24.it e JobTalk, oltre 250 persone tra i quadri argentini in mostra nello spazio di PriceWaterHouse per cinque ore filate a leggere e ascoltare il lavoro narrato nei libri e recitato a voce alta, chiamati da Internet, Facebook. Twitter, blog, radio, perchè come dice Umberto Eco “non ci libereremo facilmente dei libri”, o portati da un ‘amico o dalla fidanzata che insisteva “Vedrai che non ti annoi”Non ci siamo annoiati no, e allora grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che sono stati in piedi, che hanno aspettato, chi più chi meno pazientemente, il turno per venire a leggere e quelli che non ci sono riusciti tanti erano i dicitori in coda, ai Jobtalkiani presenti, a tutti i siti e blog che hanno “rimbalzato” il reading, a Radio24 e a RaiTre. Grazie a Rossella Caravita e a Giuseppina Floris di PWC che ci hanno creduto subito e non hanno creduto dopo a chi diceva “Siete matte”, ai coblogger della mia squadra Luigi Ballerini, Antonella Appiano, Fabrizio Buratto che hanno ceduto cavellerescamente il passo e il podio ai lettori ospiti per conquistare anche loro il microfono a tempo quasi scaduto, a Paola Calvetti maestra severa che mi rabbuffava. “Parlano troppo, devono leggere..” …..Grazie a chi ha fatto foto, se ce le manda le pubblichiamo, domani arrivano una fotogallery, la lista dei titoli letti, in settimana c’è pronto anche il video….Scritto alle 13:12 nella JobMarathonPermalink
Ero stato invitato anch’io alla Maratona…ma per motivi tecnici (ospiti) non ho potuto presenziare. In ogni caso spero sia riuscita tanto quanto quella di Paola (indimenticabile).
Camibiamo pagina
Cara Cristina… il virtuale, è virtuale. Ci sono delle amicizie che porto avanti da anni con cui non mi sono mai confrontato di persona (vis a vis)…in ogni caso importanti e vere. Altre amicizie nate dal virtuale sono diventate realtà belle e buone. Con alcuni amici di forum sono in contatto da anni ed ogni tanto ci si vede in giro per il mondo ospite io , ospite loro. Alcune amicizie del virtuale si sono rivelate trappole, specchietti per le allodole. Alcune amicizie, si sono rivelate falsissime. Di approfittatori e di doppifaccisti ce ne sono a bizzeffe sia nel virtuale che nel reale. Per chi non è abituato, per chi non ha fiuto e per chi non è mai stato scottato dal computer, consiglio calma e sangue freddo. Troppi entusiasmi a lungo/ breve termine possono dare l’esatto contrario dell’aspettato. Gioca molto, non potendoci vedere di persona, la sensibilità e l’intuito. Ci sono delle prove del nove che difficilmente vengono superate da gente non portata alle sensazioni. Essere quello che si è , e dire apertamente quello che si deve dire al momento. Quando si scrive pubblicamente , almeno per me, lo si fa perchè non si ha niente da nascondere. Le nevrosi, e i difetti miei, come quelli di tutti vengono poi fuori col tempo, e col tempo si deve accettare la persona nella sua globalità inclusi i pregi. A malincuore ho dovuto troncare con alcune persone che si spacciavano per sorelle e/o fratelli virtuali….dimostrandosi poi opportunisti, volgari, ignoranti e cattivi, aggiungerei altro, perfidi…questo è il prezzo da pagare…stare sempre, con le orecchie in alto. Per le poesie scrivimi a casa se vuoi, la mia e-mail paolopablo57′@yahoo.it…La poesia non è commerciale, ed è un mondo a parte. Si scrive per puro piacere e con la voglia d’essere pubblicati da chi crede al tuo messaggio. Autopubblicarsi è deleterio. Preferisco regalare via e mail dove ho un foltissimo pubblico.
Barbara:
Scusami tanto…ho ancora un fratello da rimandare (con dispiacere) in Italia domani poi ti scrivo a casa.
A CATIA
ti amo
ALINA
idem
ANGECRI
idem
e tutto quanti voi di questa bella famiglia.
PAOLA non ho parole ti abbraccio!
PPP2009
PPP che grande Anima!
Ho letto tutto d’un fiato. Condivido quanto dici in merito all’amicizia via internet. Solo che non sempre ho quella lucidità, quel sangue freddo.
Però ho imparato a prendere tempo…
La sensibilità, l’intuito … ‘mazza il mio exploit qua dentro è stato tutto tranne che sensibile e intuitivo. In compenso penso si siano visti tutti i miei difetti in un colpo solo: priva di senso dell’ironia, brusca, gelosa, istintiva…
Insomma, almeno su questo piano, ho anticipato i tempi e sto apposto.
Riguardo alla poesia: devo dirti che ti ammiro.
Ammiro quel tuo regalare via mail le poesie piuttosto di autopubblicarti o di essere pubblicato da chi non condivide il tuo messaggio.
Ti ammiro perchè (sulla scia dei difetti più sopra elencati) io tendo a condividere pochissimo i miei versi. Anche e, soprattutto, per insicurezza personale.
Se poi la condivisione dovesse essere allargata su spazi tipo forum, blog o simili … non ce la farei proprio.
Eppure “l’arte” (sia in piccolo che in grande) dovrebbe essere per tutti, di tutti.
Dovrebbe essere libera, raggiungere l’altro e confrontarsi e migliorarsi, senza chiudersi sempre nel buio di un cassetto…
Però PPP se non ti autopubblichi, almeno all’inizio, come fai? Voglio dire io, nella mia realtà, conosco persone che si sono fatte conoscere soltanto grazie a questa via.
I concorsi mi lasciano un po’ perplessa. Ho inviato materiale ad alcuni … ma mi sembravano, a parte un paio di casi, tutti un po’ “fai da te”. Annessi alle sagre di questo o quello. Alla commemorazione di Tizio o Caio, alla memoria del tal dei tali… E ha vinto tutta gente del posto.
Al Premio Nazione di Poesia del Lions di Milano sono arrivata in semifinale. Sugli oltre 2.000 autori, mi sono piazzata tra i 137 semifinalisti. Non so se sia un buon risultato o meno, come prima volta. Ad ogni modo la perplessità rimane.
Del resto mi pongo anche la domanda: da dove cominciare?
Nel frattempo scrivo. Per piacere. Questo sì. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo.
Ma non voglio occupare tutto lo spazio qui, parlando di poesia.
Rinvio ad una mail al tuo indirizzo.
Passo invece a ringraziarti per la franchezza e per la disponibilità.
A te Emma
dico che, leggendoti, m’è sembrato di essere lì con tutte voi.
Bella l’emozione che traspare. L’entusiasmo e il clima sotteso a questa inedita maratona.
E me l’immagino Paola che rabbuffa Emma “parlano troppo, devono leggere”…
Ma Paola agli incontri con i suoi fanLettori è una gran chiacchierona!!!
Parlare, leggere … in questi giorni m’è capitato di rivedere un telefilm e un film che m’hanno fatto pensare a Paola. Il telefilm “La signora in giallo”. La simpatia e la curiosità di Jessica Fletcher … quel suo fare domande sempre. La stesso fare domande di Paola. Me la ricordo a Treviso appena entrata nella saletta della Libreria.
Diane Keaton nel film “Tutto può accadere”. La sua eleganza, la sua ironia. In quel film Diane scrive sceneggiature, parla benissimo francese …
E s’innamora di uno squinternato Jack Nicholson.
Spero adesso che Paola non s’offenda per queste stralunate esternazioni!
Il mio è tutto affetto! Ma ci pensi tu, vero Emma, a rassicurarla su questo punto?
Ho perso il filo del discorso …
e comincio a non connettere più. La sera scrivere è un’impresa. Meglio la mattina…
Perciò penso sia bene passare ai saluti.
Un grazie ancora a tutti, a Barbara e a te PPP.
Ed un abbraccio e un “complimenti” a Paola e ad Emma per questo suo pittoresco ed avvincente resoconto.
A presto!
Cara Paola, mi sono persa la prima Maratona d’amore a febbraio…. ancora non ero parte di questo blog…. Non è che per caso, e per passione, se ne potrebbe organizzare un’altra?
Pablo Paolo, nessun bisogno di scusarsi…. scrivimi pure quando hai tempo….
Cristina, la condivisione è una cosa bellissima…. veicolare il proprio piccolo talento arricchisce non solo chi riceve, ma anche chi da….
Ragazzi le Maratone funzionano, vi assicuro che vedere tutta quella gente, a MILANO, di sabato pomeriggio, il 6 giugno, nella sede (seppure fichissima realizzata dal mitico Renzo Piano) del Sole24Ore, a leggere pezzi bellissimi (lì il tema era il lavoro) è stato magico: sono rimasta lì quattro ore ad ascoltare…
Allora funzionano e sono momenti di incontro fantastici.
Propongo di organizzarne un’altra, noi del blog e coinvolgiamo anche il forum di Di Stefano. Decidiamo il tema e vi posso assicurare che è fantastico.
Posso anche parlarne a Rosanna…
Che ne dite?
Hanno letto testi divertenti, impegnativi, classici, contemporanei… bertolino ha letto delle poesie fantastiche…Il professor Ichino un testo di Primo Levi sul tema del lavoro, insomma pensiamoci perchè già ci pensavo.
Potremmo farlo diventare UN APPUNTAMENTO QUASI STABILE, UNA O DUE VOLTE L’ANNO, SE VOLETE IN QUESTO CESSO DI CITTA’ alla Libreria Mondadori, altrimenti ci troviamo un’altra Piazza…
Io faccio l’imbonitrice…
Sì Paola, facciamolo diventare un appuntamento quasi fisso…. anche due volte l’anno…. Una a Milano, l’altra piazza su vuoi la cerco io a Padova….
Sei grande!!
Sì sì! Grandi Paola e Barbara.
Io ci sto.
Notazione a margine: Paoletta, non dire di Milano “sto cesso di città” … Vuoi che ti proponga un temporaneo scambio di location? Io finalmente a Milano e tu qui? Scommettiamo che dopo due giorni quel “cesso” di città ti mancherà e ti apparirà molto più bella e ricca di come la pensi adesso?
Io proporrei di parlare di ciò che muove il mondo …
che non è il lavoro, bensì … indovinate un po’?
Che bello sarebbe però organizzare questa cosa qui?
E se si dovesse fare, ditemi come posso essere utile!
Per il momento buona giornata e buon inizio di settimana a tutti!
Dall’entusiasmo m’è scappato un punto interrogativo senza un motivo.
Chissà a cosa stavo pensando.
A tutte le mie mille domande. A come non scriverle. A come essere sintetica.
Mah…
Sto in fissa con le ville della Riviera del Brenta.
Nella mia mente s’è dipinta una scena, con molte persone, libri e autori, a parlare di QUELL’argomento, sullo sfondo di … Villa Pisani, per esempio….
Certo è tutto da vedere tra autorizzazioni, diponibilità e quant’altro. Però per chi l’ha vista, non si può non dire che non renda l’atmosfera suggestiva…
Villa Pisani ha sempre il suo perchè, certo…. Ma temo sia un tantino grande per essere riempita con facilità…. Vero è che noi non demordiamo e possiamo essere convincenti….
Potremmo fare così, ognuno fa la sua proposta (chi ne ha voglia, ovvio) e poi si decide quale posto è più indicato….
…. Cristina, chiedi pure… poi con il tempo ti risponderemo….
[…] Fonte Articolo: Sogni&Bisogni » Blog Archive » Job Marathon: un successo. Ma … […]
Grazie Barbara!
Le domande sono per me…
Solite insicurezze. Magari quando saranno un po’ meno intense (il che, per me, corrisponde a riuscirne a scrivere in maniera sintetica) le scriverò per parlarne con voi. Per adesso sono ancora una galassia pulsante ed incandescente. Devo farci i conti con calma, dentro un paesaggio di silenzio.
Proponiamo anche i temi, però oltre alle possibili location!
A meno che Paola non abbia già in mente qualcosa.
Ciao a tutti! Mi metto all’opera altrimenti qui finisce che cincischio tutta la mattina!
Emma ci sto!
Buongiorno a Barbara e Cristina…
Buongiorno a te Catia, e bentornata!!
Buongiorno anche da parte mia!

Io farei così
MARATONA DEI SENSI :
- PASSIONE : poesie e/o racconti che richiamano la passione con la P maiuscola, 5 minuti a lettore, durata un’ora.
- MALINCONIA : poesie e o/racconti che parlano di dolce malinconia/ricordi , 5 minuti a lettore, durata un’ora.
-ALLEGRIA : poesie e o/racconti che ti mettono l’allegria addosso, voglia di vita e di ridere, 5 minuti a lettore , durata un’ora.
- PAZZIA : poesie e o/ racconti surreali-strani-inusuali. Paroliberismo a manetta. 5 minuti a lettore, durata un’ora.
- L’ABBANDONO-L’ADDIO: poesie e o/racconti che parlano di abbandoni-adii volontari e involontari e relative sensazioni .5 minuti a lettore , durata un’ora.
TOTALE 5 ORE : luogo MILANO oppure PADOVA. Un’ora , non sarà mai esattamente un’ora, ma 50 minuti. 10 minuti per fumare, bere e mangiucchiare. Ci vuole la pausa fra senso e senso.
Così disse il principe danese.
PPP 2009
Mio principe scelgo l’allegria…
Buona idea Pablo Paolo, io quasi quasi scelgo la passione….
Io propongo come location il Caffè Pedrocchi, magari al piano nobile….
PPP condivido mi piace come idea!
Io ero partita con “ciò che muove il mondo” ovvero l’amore … ma effettivamente si tratta di un tema troppo vasto. La tua idea invece è più circoscritta e intrigante.
Sarà che mi sento mooooolto in sintonia coi temi “malinconia, addio, passione”…
Sarà anche che ho una voce da aggiungere: l’amore mancato. L’amore impossibile e quindi, in una parola, lo Struggimento.
La variante potrebbe essere una maratona dei sensi, i 5 sensi proprio:
vista, udito, tatto, gusto, olfatto.
Una maratona trasgressiva… La maratona dei 7 vizi capitali…
Una maratona Folle … La maratona Sinestetica … (dove i sensi si mescolano e si confondono tra loro. Le vocali di Rimbaud. Corrispondenze di Baudelaire. Insomma la sintesia…)
Una maratona delle Arti, dove le arti si toccano e si contaminano. Dove si può partire da un quadro per finire dentro i versi di una poesia. Si può sentire una melodia e immaginare un colore, un dipinto astratto e giungere ad una pagina di narrativa o di poesia…
Per ora questo.
Mi ritiro per deliberare…
Se arriva qualcos’altro posto.
PPP, appena ho un attimo di tempo ti scrivo.
Devo solo riordinare le idee … e anche qualche poesia.
Ciao a tutti e intrepida serata!
Cristina mi piaci, bella idea usare la pittura come metafora.
Una grande tela bianca e noi a disegnare linee e contorni di questo meraviglioso quadro che chiamiamo vita!
Grandiiiiiiiiii (per dirla alla renato Zero)
Pablo porta L’ASSENZIO…
CRISTINA la malinconia
Barbara l’amore in versi
Alina tutta te stessa
Emma tutti i tuoi libri
Capofan una damigiana di buon vino e la tua immensa cultura
AngeCri la passione
e chiunque porti una briciola della propria essenza interiore in pillole letterarie.
Buonanotte a tutti!
Entro in punta di piedi perchè ho appena scoperto questo blog, e non sto nella pelle all’idea di entrare in contatto con Paola / Emma!
Non posso credere di averti mancata al salone del libro a Torino, mannaggia a me, ancora non conoscevo “Paola Calvetti”, ancora non avevo letto il libro… “Noi due come un romanzo”.
Ora l’ho letto, divorato avidamente, mentre lo leggevo mi sembrava di viverlo, e da quando l’ho letto sogno di parlare con Paola e chiederle tante cose. Ok, non ho scambiato il blog per la posta del cuore, state tranquilli, e mi sforzerò di ricordarmelo.
Però leggendo qualche post più vecchio sono rimasta inchiodata su quella recensione dell’8 febbraio, lo so per voi è storia vecchia, avete già scritto e commentato, allora è giusto riportarlo qui o dovevo commentare là? Come funziona il galateo dei blog? Non sono pratica… viaggio più su e-mail, forum e cose del genere, quindi siate clementi.
Dunque, la frase era questa:
“È probabile, credibile, statisticamente verosimile che una cinquantenne simpatica però bassina, magretta e un po’ incolore, come la protagonista Emma, si innamori - ricambiata di pieno cuore - di un suo amico d’ infanzia, bel cinquantenne di successo, ricomparso sulla scena trent’ anni dopo? In verità, non lo è. (I.B.Fedrigotti)”
Mi ha congelato! E’ statisticamente verosimile? Secondo voi, secondo te, Paola, lo è? Io me lo chiedo da quasi tre anni.
Se gli anni passati dal perduto amore sono 20 invece di 30, se i cinquantenni invece sono due 45enni, se invece delle lettere fermo posta si scrivono e-mail, se invece di vivere in due città sulle sponde opposte di un oceano lavorano a 800 metri di distanza uno dall’altro, e se invece di vedersi una volta l’anno lui si rifiuta di trasformare le parole e i pensieri in fatti….
Allora, in definitiva, io sono un essere probabile, credibile, statisticamente verosimile oppure no?
Chiaramente questa mia storia non prelude un lieto fine… ma ecco, dovevo comunicare a qualcuno cosa ha significato per me leggere quel romanzo.
Spero di non essere stata troppo fuori tema o inopportuna… spero di entrare a partecipare con voi a questo blog, e magari partecipare a una maratona di lettura… mi sembra che debba essere una bellissima esperienza
Cara Paola, cari tutti, che divertente essere Emma in disguise! Rosanna non è così saggia e ispirata, è irruenta, testarda, litigiosa e vive su Internet, ma in fondo e neanche tanto in fondo ha un cuore tenero e allora devo dire che mi sono commossa, persino, nel leggere questi bei commenti nel tuo blog sulla JobMarathon , JobTalk, che già è il luogo meno asettico tra i luoghi del Sole 24 Ore, sito madre-matrigna che lo ospita, è molto più sobrio nell’esprimere sentimenti e impressioni. Potete immaginarvi l’impatto che ha avuto una iniziativa così: lunedì erano tutti basiti! Rifare la Jobmarathon: mah, sul lavoro forse no, Rossella Caravita di Price pensa invece ad altri temi come i viaggi o lo spor.. si fuò fare (non subito..) un abbraccio! Ros
Ciao a tutti e ben trovati……
Bella l’idea della maratona forse più difficile esserci….
Catia ben trovata e ancora grazie della tua generosità.Devo ancora sentire la mia amica ma non preoccuparti giungeranno a destinazione i tuoi libri regalo.
Con Paola ormai non parlo più troppo impegnata…….
comunque io mi defilo per un pò provo a farmi un giro sul blog di Di Stefano di cui Catia mi ha raccontato meraviglie.
Buona estate a tutti e buone ferie quando arriveranno.
Alina
Carissimi tutti, grazie a Lia: non sei fuori dalle statistiche… e Oceano o 8000 metri… indicano lo stesso percorso del cuore. Grazie di essere intervenuta. Alina, io non rispondo, a volte, perchè non ce n’è bisogno…questa è una piazza dove mi sembra ve la caviate benissimo.
Prossima Maratona? Io la farei sul tema VIAGGIO - significa tutto, viaggio fisico, geografico, avventuroso, mentale, spirituale, sentimentale…
dove?
Mah! Coinvolgerei Di Stefano e il Forum: glielo scriverò.
a più tardi
Ciao tutti!!!
Sembro Sbirulino …
son gli effetti delle ristrettezze di tempo. Scrivo al volo e poi volo in cucina a preparare il pranzo a marito che sennò poveretto cosa mangia? Non gli piacciono le pagine scritte troppo
f(r)itte, gli sono indigeste…
Prima che mi dimentichi: un grazie a Catia.
Un benvenuto a Lia …
Paola ti ha già risposto ed anch’io mi sento di pensarla al suo stesso modo.
A questo proposito mi vengono in mente due cose: la prima, da Imagine “you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one”. E da brava sognatrice mi ci metto e ti dico Lia di vivere tutti gli istanti che la vita ti pone dinanzi. Di non chiederti se è verosimile o se è solo un sogno, o che altro. Vivi. Vivi tutto, intensamente, con amore.
Altra cosa: “È probabile, credibile, statisticamente verosimile che una trentenne simpatica (non lo so) però bassina, magretta e un po’ incolore, come la sottoscritta, si innamori (in senso astratto, affettuoso e amichevole) - ricambiata (mah … questo è un mistero) di pieno cuore - di una sua amica (non d’infanzia), bella cinquantenne di successo, (ri)comparsa sulla scena tra mail e altre “note a margine” di dettagli e spazi troppo ampi, entro una distanza da decifrare, circoscrivere, imparare ad amare? In verità, (non) lo è.
Anche se tra venti avversi, alla ricerca di un ritmo ogni volta da riaccordare, tra contrasti del cuore, che dimenticano completamente la ragione … sì si può. E anche se non fosse possibile io non smetterei lo stesso di sognare e di crederci.
Rosanna: un saluto. Emma e Paola hanno contagiato anche lei, vedo!
Alina: ciao!
Emma: finalmente!!!
Dici “Il viaggio” dunque. Ed io e PPP che siamo lirici … naufraghiamo nel viaggio dei sensi.
Il viaggio della passione. Dell’addio, che preannuncia un distacco, un viaggio, una lontananza.
Il viaggio fra le pieghe degli amori perduti, mancati, vissuti.
Il viaggio dentro il tempo e dentro lo spazio. In bilico tra interno ed esterno. Tra corpo e anima.
Una domanda: ma non li dobbiamo scrivere noi? Oppure sì?
O dobbiamo cercare le migliori pagine inerenti il Viaggio nelle sue varie sfumature?
No, perchè al solito io mi sono lanciata senza paracadute…
Volo ai fornelli.
Buon pranzo e buon proseguimento a tutti!
Alina, ciao e buone vacanze….
Vacanze, che bella immagine….
Il tema del viaggio mi sembra interessante…. mi piace l’idea del viaggio della passione (oddio, sono veramente mossa da questo sentimento in questi giorni)…. cercherò qualcosa o magari mi applico un pochino e lo scrivo io….
Cristina, posso dirti che ti vedo bene? Mi piace questa tua nuova apertura…. brava!!
Caraissima Alina, spero non ci sia stata una nota di rimprovero nel tuo post… ne morirei…
Il blog è impostato come se io lanciassi un sassessto nello stagno (pensiero, riflessione, cronachetta) e voi poteste commentare a piacere e dialogare fra voi. Io come molte/i di voi lavoro, non ho tutti i giorni qualcosa di nuovo da dire sull’argomento/i che ci è/sono cari, ma sono davvero felice se voi amate visitare e parlare tra di voi sul blog. Il blog è come un piccolo condominio: invece delle finestre ci sono questi riquadri bianchi nei quali scrivere. Quello che ci accomuna è la passione per i libri…il resto è libertà.
Per parte mia sto aspettando le foto e il video di Parigi per raccontrarvi come gira lì, per i romanzi, come sono les blogeuses e come era la città il 3 e 4 giugno scorso…
buon pomeriggio
Preparare i bagagli si parte :
VIAGGIO ANDATA E RITORNO :
LOCALITA’ : IL MONDO ESTERIORE/INTERIORE
SOSTE PREVISTE : LUOGHI ED ANIME
QUOTA D’ISCRIZIONE : UN SORRISO, IL PROPRIO LIBRO O LIBRO ALTRUI CHE PARLA/RACCONTA DI FANTASTICI VIAGGI.(viaggi turistici, viaggi astrali, viaggi spirituali, viaggi artificiali)
TEMPO DI VACANZA : 5 MINUTI CHE SEMBRERANNO UN’ETERNITA’. PIU’ INTENSI E FAMOSI DEI 15 DI ANDY …
Così … un pomeriggio di giugno!
PPP
Un viaggio è paura e coraggio, cantava qualcuno…i miei, ultimamente, sono proprio così: paura di ciò che inesorabilmente muta; coraggio nel voler fermare polaroid seppur di un tempo dolce amaro.
Peccato essermi persa la maratona, anche quel sabato era popolato di paure e coraggio…
un bacio ad Emmola
Cara Emma, alla Feltrinelli di Bari ho trovato scritta su una parete questa frase di Calvino:
SCRIVERE E’ SEMPRE NASCONDERE QUALCOSA IN MODO CHE POI VENGA SCOPERTA.
Sarebbe un’ottima introduzione per la Maratona che ne dici? Cosa nascondete dietro le vostre parole, cosa volete che la gente scopra di voi? Ecco che torna il viaggio come metafora: la ricerca e e la riscoperta di se stessi, ai nostri occhi e a quelli degli altri.
La scrittura mi svelato un mondo che mi scoppiava dentro da anni.
Alina noi siamo qui che ti aspettiamo.
Lia…. l’amore vale sempre la pena di essere vissuto, non importa se lui non ha il coraggio di tenerti la mano in pubblico o di rendere reale ciò che per il momento è solo virtuale…. Un attimo di fremito, quell’eccitazione irrazionalmente irresistibile che ti prende quando pensi a lui valgono tutte le lacrime che versi negli altri momenti….
Catia, ho scritto un’altra poesia…. finchè nessuno palesa la scarsità del mio talento poetico io continuo, magari miglioro anche….
Chiudo gli occhi e incontro i tuoi
Uno spazio misterioso e sconosciuto circonda i nostri volti
Mentre le tue mani frugano dolcemente nella mia anima
Come un archetto accarezza le corde di un violino
D’improvviso sono tra le tue braccia
Mi sollevi e il mio corpo si posa sul tuo completamente
Sento il cuore accelerare i battiti nel petto
Il respiro si fa intenso
Tutto il mio essere freme per te
Mi posi su un letto di foglie mature
Esplori le mie forme con grazia e generosità
Sussurri parole senza tempo
La tua voce si insinua maliarda nel mio cuore
e lo espugna senza che io possa oppormi
Non resisto alla tentazione,
le parole salgono veloci lungo la gola,
incontrollata reazione ai tuoi sguardi,
incapace volere di attesa,
ineluttabile desiderio di averti
Ti amo. Ora lo sai.
Cara Barbara
Bella… ma un pò troppo narrativa… Si legge bene, di poesia c’è il concetto…ma non l avede poesia… la vedrei più come lettera per un romanzo!
Il principe PPP
Bravo Pablo Paolo, hai colto l’essenza…. io e la sintensi non ci conosciamo ancora bene…. diciamo che ci stiamo annusando ma lei si ritrae…. Hai ragione, magari la inserisco nel mio romanzo…. se mai sarà….
Grazie per il parere, sono davvero onorata che tu me lo abbia scritto….
CARA BARBARA
Pardon…gli errori, non trovo più gli occhiali da lettura… Pensa che per un anno, mi sono ritornate indietro le mie poesie, da un sommo GRANDE critico di poesia…mi diceva “FANNO SCHIFO”… riguardale… dopo averle riguardate e corrette mi sono sentito dire ( NON MALE… STUDIATI QUESTO E QUELLO …) ED IO PER UN ANNO E MEZZO ho studiato notte e giorno, accorgendomi , che quello che scrivevo lo scrivevo perché convinto di essere un sommo “chissàchi”…Solo con studio e perseveranza si possono ottenere dei risultati discreti. Io sono ancora sotto esame. Dopo un anno e mezzo di “NO” puoi “FARE DI MEGLIO”…mi sono guadagnato un “SEI SULLA BUONISSIMA STRADA” ed un bravo anche da me… ora ho il coraggio di leggermi. Il mio ultimo lavoro (mi sta portando via giorni e giorni di correzioni e lavoro)… sono arrivato solo a 74 composizioni che ogni settimana , ricorreggo e modifico, come un restauro … questa raccolta dev’essere per forza di cose FAVOLOSA, e non ti nascondo che mi ci vorrá quasi tutto quest’anno per poterla finire. Fra un pò ti/vi dirò il titolo che ho scelto e confermato definitivamente.Sono fortunato, perché , automaticamente sono protetto ed amato da gente che crede in quello che sto facendo e che mi sta aiutando a crescere e credere nelle mie capacità… Un vero dono divino!
PPP
Hai ragione Pablo Paolo, solo con l’esercizio e la determinazione si possono ottenere risultati…. Io avevo già scritto 150 pagine del mio romanzo quando mi sono detta “sei proprio sicura che questa sia la strada giusta?”. Allora ho cambiato punto di vista, aggiunto introspezione e tante altre cose…. Ma so già che ci sarà ancora tantissimo lavoro da fare…. Ora sono a un discreto punto, discretamente soddisfatta…. ma con la consapevolezza di aver ancora un lungo cammino davanti prima di vedere ben completata la mia opera….
La poesia è nata proprio per caso sulla scia di alcune emozioni…. non ho mai scritto poesie prima d’ora e non credo sarà quella la mia strada….
Certo ci sono momenti in cui si scrive meglio e altri in cui si scrive meno bene….
Rimarrete un apprezzabile mistero: Cardarelli, Govoni e pochi altri sono gli unici che son mai riuscita a tollerare; persino le pagine della Byatt ho saltato a pie’ pari
Mai fidarsi del troppo silenzio…. dei bambini….
Stavo in un’altra stanza a fare un pò d’ordine mentre il mio frugoletto se ne stava in salotto, zitto zitto…. Così mi sono detta che era meglio andare a controllare…. e lì stava il perchè del suo silenzio….
Una miriade di lego piccoli, tutti quelli meticolosamente collezionati in questi anni, copriva per intero il tappeto…. saranno stati migliaia di pezzettini, non esagero….
Giustificazione: cercavo un pezzo in particolare…. oh, trovato!
Come trattenere il sorriso di fronte a una risposta tanto pronta e ineccepibile?
Chinandosi a raccogliere i lego, perchè per lui farlo da solo era ovviamente un’ingiustizia….
Ha una risposta pronta per ogni occasione…. tra un pò mi mangerà i risi in testa, come si dice da queste parti!
Per esempio…ho letto alcune “cose” sorprendenti di Catia. Catia ha la chiave giusta per essere un’originale in questo periodo di ristrettezze creative. Catia ha la chiave giusta per ammaliare il lettore. Spero , un giorno, possa far parlare di sè. Se Catia fosse un libro, sarebbe già stata acquistata al difuori dell’amicizia che mi lega e che non centra per niente su come uno scrive. Per esempio un’altra fans di Paola , Anna Maria Ercilli, mi ha spedito a casa due suoi libri di poesie, che ho trovato delicatissimi… piccole pagine fatte merletto… il gusto del ricercare la parola giusta al momento giusto. Anna Maria è piú sul classico moderno … io sono più sul crepuscolare-decadente-Houllebequiano (?) … Scrivo del mio tempo, e delle situazioni del mio tempo, in chiave semplice, quasi banale…ma quel banale che si adatta come un guanto ad una mano alla società che mi ospita e che mi vede vivo e spettatore di quello che succede. Non mi piacciono i classici, e adoro la poesia dal 900 in poi sino a i nostri giorni. Tanti si improvvisano poeti, anch’io l’ho fatto…sulla scia di mia madre ammalata di poesia… ora la stessa è diventata una cosa seria e da cosa seria dev’essere curata come una pianta rara. I frutti? Ma chi se ne frega!!!! Arriveranno… seduto sulla riva del fiume , aspetto e vi saluto caramente!
Vostro PPP 2009
Pablo sei… te lo dico in privato eh eh…
baci
Non resisto alla tentazione,
le parole salgono veloci lungo la gola,
incontrollata reazione ai tuoi sguardi,
incapace volere di attesa,
ineluttabile desiderio di averti
Ti amo. Ora lo sai.
Barbara quest’ ultima parte in sintesi:
Tentazione,
Resistenza
Ineluttabile desiderio.
Le mie parole
attendono la risposta
del tuo sguardo.
Ti amo.
” che te ne pare Barbara?” Messaggio mail ricevuto! Il secondo…
Sto via un pomeriggio e qui si scrive di cose IMPORTANTISSIME!!!
Mannaggia alla spesa!
PPP, Catia: ma qui io ho trovato le persone giuste per me!!!!
Come Barbara, anch’io cerco di misurarmi con la sintesi … ma devo ancora imparare tantissime cose, mettermi alla prova, capire, aprirmi.
Finora non ho avuto che i miei occhi. Le mie mani. E, soprattutto, le mie INSICUREZZE, che mi hanno resa ipercritica nei confronti delle mie poesie, ma senza però riuscire ad arrivare ad una sintesi costante. PPP tu stai lavorando su 74 liriche … io ne scrivo ogni giorno, ho accumulato non so più quante pagine, ma chissà di tutte quelle composizioni quante veramente valgono. E la maggior parte sono da riprendere, rivedere, limare, fare esattamente quello che ha fatto Catia con la poesia di Barbara.
Il punto è che quello non mi sembra lavorare, non mi sembra creare. Son fatta strana. Se non scrivo almeno un poesia ogni giorno, quel giorno mi appare sprecato…
Vorrei chiedervi altre cose, sto decidendo in itinere, perchè le mie mi sembrano domande banali. Sciocche.
Ma che tuttavia potrebbero offrirmi una nuova prospettiva da cui guardare.
Per esempio voi scrivete ogni giorno? Cioè anche se non lo sentite, vi mettete al pc e dite, devo scrivere almeno un rigo, mantenendo così una certa disciplina, un certo esercizio?
Il lavoro di sintesi lo fate subito dopo, in seconda, terza, ecc. stesura? Cioè “a caldo”, oppure lasciate trascorrere un po’ di tempo?
Come riuscite a trovare quella mano ferma, quel necessario distacco per compiere quest’operazione così delicata?
PPP adesso che ho visto cosa ti piace, che tipo di poesia ti colpisce, ho quasi paura ad inviarti le mie poesie. Mi sembrano così banali… così … piccole.
Comunque PPP quando ti spedisco tutto, ti autorizzo a fare esattamente il MIO sommo grande CRITICO. Perchè con me nessuno l’hai mai fatto. Sono sempre andata ad istinto, a letture, a cuore … ma mai con un qualche suggerimento proveniente dall’esterno e da persone che scrivessero, che avessero percorso quella stessa strada prima di me.
E’ di questo che ho bisogno!
L’ho cercato a lungo questo paesaggio e guarda, era sotto i miei occhi e non lo sapevo!
E ci ho pure bisticciato, tra l’altro…
Ora scappo al telefono. Due telefonate mi attendono.
Sono felice.
Un saluto a tutti!
E, naturalmente, un grazie. Davvero.
Ma cara Cri… io sono passato esattamente per la tua stessa strada. Scrivevo ogni giorno una poesia, definendomi un poeta senza accorgermi che cadevo anch’io nella trappola dei quasi 4 milioni e mezzo di aspiranti poeti italiani. Sentirsi un poeta non significa esserlo. Le mie poesie, erano pezzi di narrativa, aforismi, prove generali di una bella composizione…infarcite dal mio ego che esigeva un titolo : IL SOMMO POETA. Invece il SOMMO CRETINO (ops. POETA), si autoproclamava tale senza mettersi in discussione, senza un lavoro duro e di ricerca, senza un confronto, senza basi. Scrivere spontaneamente è bellissimo, il fatto è , se si vuole rendere il nostro messaggio universale, mettersi in discussione con il mondo stesso e sentire oltre la nostra voce interiore cosa il mondo ci vuole dire. Prendere i consigli di tutti incluso il nostro e trovare un proprio equilibrio. Io scrivo quando ne ho voglia. Normalmente quando sto male interiormente scrivo ancor di più. Non scrivo quasi mai se sono felice . Sono diventato, studiando, studiandomi, molto più responsabile e critico nei miei confronti. Non sono un poeta finito. Sono un abbozzo di poeta, che ha superato lo scoglio d’aspirante. Quando scrivo , scrivo di getto. Poi chiudo il tutto. Lo riapro dopo giorni e mi leggo seriamente promuovendo quello che avevo scritto, o modificando quello che avevo scritto o, con un sorriso, cancellando quello che avevo scritto. Alla fine rileggo il tutto , e quando decido che il mio lavoro è terminato lo imbalsamo sul PDF per sempre. Ho una marea di amici lettori , che sono il campione, la misura di gradimento o fallimento di quello che ho scritto. Paola ha creduto in me inserendomi nel suo libro ed incitandomi ad andare avanti… io sono la continuità di una poetessa andata non proprio a buon fine….mia madre. Porto avanti la parte sua che vive in me…e di palle ne ho abbastanza per far parlare di me…tramite me, e da vivo, regalo il mio messaggio personale da fare proprio a chi mi legge. Voglio semplicemente leggermi da vivo sottoforma cartacea, libro… senza metterci un euro sopra … non m’interessa il guadagno ma quello che posso trasmettere di positivo agli altri … la poesia non vende, non è moderna… e allora … le sfide mi rendono ancor più vivo…e di questa vita ne voglio fare una scorpacciata!
Tuo PPP 2009
PPP grazie per queste tue parole.
In esse trovo tracce del mio sentire, sebbene sia un sentire ancora un po’ accelerato, con quegli slanci e quei malumori tipici di chi ancora la pacatezza e la serenità interiore, non la conosce.
Non mi sono mai definita poetessa, io continuo pensarmi (quando mi devo “dire”, ometto il dettaglio di scrivere a tempo perso/pieno) Dilettante-innamorata-delle-parole e delle domande.
Un’apprendista. Della vita innanzi tutto e della scrittura, poi.
Un’apprendista solitaria, fino a poco tempo fa. Ma con un gran desiderio di confrontarsi, di proseguire per questo percorso, cercando di tirare fuori ciò che ha dentro. Superando la linea di confine che segna le prove generali con qualcosa di più vibrante, di più denso e significativo, che vada oltre il mio solo sentire.
Qualcosa che possa far provare un’emozione, suscitare un pensiero, un interrogativo, oppure far dire “sì, anch’io mi sono sentito così”.
Non è l’euro, non è la mia foto in copertina di un libro o di un mazzo di pagine rilegate alla bell’e meglio che mi interessa. No. E’ il cuore della gente. E’ la parola che diventa ponte. Che diventa sentimento, emozione condivisi.
Mi manca il lavoro duro, la ricerca, il confronto con altre voci, il prendere consigli espressi con lucida fermezza. Mi manca questo scavare a mani nude. Al di la di me stessa, della mia sola prospettiva. Mi mancano gli amici lettori, che pazientemente e con gran cuore si prodigano a leggere e a dirmi il loro parere.
C’ho provato, ma ci vogliono le persone giuste. Ed io ancora non le ho incontrate.
Persone che siano disposte a credere in te, ma non per rivolgerti il complimento, bensì per dirti nient’altro che la verità, nel bene e nel male. Persone che non considerino il compito di leggerti come un gioco, una perdita di tempo (realtà che io vivo tuttora), o come un’inutile fatica.
In questo senso, il mio equilibrio non l’ho ancora raggiunto. Perchè ho solo la mia visione. I miei difetti ed errori. Troppo poco per allontanarsi da se stessi. Per crescere e abbracciare quel sentire che si fa universale.
Anch’io scrivo di più quando sto male interiormente. Forse è per questa tensione, come una corrente sotterranea dell’anima, che scrivo a fiume.
Forse è per questo che devo aspettare un bel po’ di tempo, prima di riprendere in mano ciò che ho scritto. Col rischio poi di non farlo proprio… perchè quelle mareggiate sono ancora troppo vive in me. Allora da un po’ sto provando “a caldo”. In sede separata. Prima stesura da un lato e le successive su un file diverso. Così vedo che riesco a fare quella sintesi che altrimenti mi costa sempre una cancellatura totale. Poichè, essendo la mia l’unica voce in capitolo, spesso vedo o tutto bianco o tutto nero.
E Paola … Paola non lo so. Mille volte avrei voluto chiederle un parere da “esperta”. Ma mi sembrava di mescolare amicizia e lavoro.
La mia continuità caro PPP, salta una generazione. Mia madre è colei che mi dice che scrivere è una perdita di tempo. Mia nonna invece è la persona che mi ha lasciato in eredità le parole. Ma non perchè poetessa, bensì perchè analfabeta. Per quel suo desiderio di ottantenne di imparare a scrivere il proprio nome. Me lo chiedeva guardandomi da sopra il suo lavoro all’uncinetto, mentre facevo i compiti di scuola da ragazzina. Mi diceva “metti la tua mano sopra la mia e guidami per insegnarmi come si fa a scrivere il mio nome…”
Solo quando se n’è andata ed io sono cresciuta ed ho sentito questo amore dentro, per le parole, mi sono accorta di quegli istanti. Mi piace pensare d’aver eredita da lei la passione per la scrittura.
Ed è a lei che penso, quando un po’ mi smarrisco.
Quando le parole faticano ad arrivare.
O quando la vita ti mette in dubbio e ti fa pensare: ma è davvero questo ciò che voglio?
E poi, arriva un giorno, in cui inaspettatamente quasi tutti i pezzi iniziano a combaciare…
Un abbraccio PPP!
Grazie Emma per le tue parole, e grazie a Cristina e a Barbara
La cosa più triste è che fino a un certo punto è così, vale sempre la pena di amare, quei momenti in cui i battiti accelerano impazziti valgono qualsiasi lacrima. Ma a volte arriva quel momento in cui il cuoricino è talmente spezzato, ripetutamente, calpestato e frantumato che si vorrebbe rinnegare tutto pur di smettere di soffrire…
Emma… quando ho letto, nel libro, la lettera di Federico che ti diceva -finisce ora- ho sentito lo stesso identico senso di panico disperato devastante e indescrivibile di tutte le volte in cui lui mi ha scritto “interrompiamo la corrispondenza”.
Ma veniamo alla maratona… avevo capito che si trattava di cercare brani, non di scriverli.
Ma poi, anche scriverli, perchè no?
Il tema del viaggio mi appassiona già: dopo amare, leggere, ballare, è ciò che mi piace di più fare nella vita (eventualmente anche in ordine diverso da questo…)
La frase di Calvino è splendida, geniale, a volte troppo o purtroppo vera… E il “cosa volete che la gente scopra di voi” di Catia…. coglie esattamente nel segno.
Ammiro molto chi scrive poesie, mia nonna scriveva poesie, lunghe, in rima… mi riprometto sempre, un giorno, di riprenderle tutte e trascriverle, ho in casa centinaia di foglietti vergati in modo pressochè illeggibile… era una signorina dei primi del Novecento, capirete! E ha scritto poesie fino a novant’anni. Devo a lei il mio nome, tra l’altro
L’idea di avere tutto quel patrimonio e di non rileggerlo mai, di non goderne mai, da chissà quanto tempo… che terribile spreco di bellezza!
Quante cose che si vorrebbero fare, se ci fosse il tempo. Io sono una creativa-innamorata. Quando sono innamorata, nonostante io abbia la testa persa tra le nuvolette rosa, sono in grado di fare di tutto e di creare di più. Quando soffro mi richiudo in me stessa, e tutti i miei pensieri si mordono la coda dentro il mio cervello e non riesco a farli uscire… che fregatura!
a presto
Ciao Lia!
Che bello leggere questo riflesso della tua storia.
E’ vero ciò che dici, in merito all’amore: da un lato la sofferenza, il cuore a pezzi o comunque sempre in bilico, in attesa … il pensiero, magari fugace, di trovare il coraggio per metter fine a tutta questa sofferenza, dall’altro però l’impossibilità di farlo, perchè quell’amore c’è, pulsa ed è vivo. Perchè le parole “interrompiamo la corrispondenza” causano un tuffo al cuore.
Quante volte ho provato anch’io queste stesse sensazioni!
Purtroppo cara Lia però ognuno deve trovare le proprie risposte. Non ce ne sono di universalmente valide. Soltanto il tuo cuore può sapere cosa è meglio per te.
L’unica cosa che ti posso dire io, Lia, è scrivi! Vedi? Non è difficile. L’hai già fatto, con questo tuo messaggio nel blog.
Sia quando sei felice che quando sei triste, dai voce alla creatività di cui parli nelle tue ultime righe. E non importa il risultato in sè … quel che conta è l’aver fermato un istante. L’avergli dato forma. L’aver trasformato l’inverno in una brevissima primavera.
A volte è solo il primo passo che spaventa. Il più difficile da compiere. Ma poi tutto il resto è come luce…
Che bella l’immagine della tua nonna! Sì … non lasciare che quell’inchiostro sbiadisca irrimediabilmente. Fai rivivere quelle parole. Chissà, potresti scoprire una bella storia dietro a tutte quelle poesie… Una storia che nemmeno sapevi esistesse. Tracce di una nonna che conoscevi solo per certi aspetti, secondo i tuoi ricordi, ma che magari in quelle pagine si svela anche per altri aspetti di sè.
Chissà quando sarò vecchia e stralunata molto più di adesso, che fine faranno i miei scritti…
Spero che qualcuno li trovi… Questo pensiero, del dopo, graffia un po’…
Un buongiorno a Barbara, Cristina, Lia, Pablo, Alina, Capofan, Angelita e Cris.
Ma che bella discussione! Scrivere, scrivere, scrivere… senza mai dimenticare di rimanere se stessi. Questo il consiglio di una persona che scrive in questo blog che oltre a Pablo ha letto quello che ho scritto. E ha perfettamente ragione. Anche a costo di essere semplici, perchè anche in quella semplicità c’è l’essenza di ciò che siamo e vogliamo esprimere con le nostre parole. Impariamo ad accettare le critiche. Pablo mi ha esaltata ma mi ha anche massacrata perchè in alcuni racconti quella che scriveva non ero più io, ma un furbo sottoprodotto, un surrogato per compiacere gli altri. Il lettore non si prende mai in giro questo me l’hanno detto in tanti, editor, insegnanti di scrittura creativa e scrittori. Ma soprattutto non prendete in giro voi stessi con virtuosismi, ricami e ridondanze che arricchiscono inutilmente ma che nello stesso tempo deformano la vostra personalità di scrittori e poeti.
Barbara spero tu abbia gradito, la tua poesia è bella. Il mio un piccolo esercizio di scrittura per aiutarti a capire meglio. Ho fatto un corso di scrittura e il nostro insegnante ci faceva riscrivere brani di libri di vario genere. E’ utilissimo, credetemi.
Cristina ti ho scritto una mail ieri.
Paola ho iniziato a leggere l’Addio…
Che sia un giornata splendida e proficua per tutti voi!
Ciao Catia!
Gulp … devo ancora controllare la posta elettronica. Adesso sono ancora più curiosa.
Condivido pienamente quanto hai scritto. Sebbene un dubbio mi sorga: la semplicità. Ma non è che il confine tra ciò che per me è semplicità e ciò che per altri può apparire banalità è così labile da far incorrere chi scrivere in questa sorta di fraintendimento?
Anche se poi, pensandoci meglio, la semplicità se è vera, autentica, non dovrebbe confondersi con la banalità, con i luoghi comuni. Ma dovrebbe più che altro assomigliare ad una galassia. Una goccia di materia densa di significati possibili MA espressi nel modo più intelleggibile, leggero e incisivo possibile. Quindi semplicità, nel mio pensiero, sta a “senza orpelli”, senza abbellimenti.
Parole distillate e affilate come lame, che squarciano il tempo e lo sguardo. Fanno arrestare e sentire qualcosa.
Un duro, duro lavoro.
Un tempo ero molto D’Annunziana. Barocca. Troppo.
Ancora adesso, specie quando scrivo d’amore, devo stare attenta a questo genere di tentazioni. Oppure quando scrivo troppo a caldo.
Da un po’ di anni a questa parte leggere la letteratura orientale, giapponese in particolare, mi ha fatto scoprire un altro modo di scrivere. Che emoziona di più senza tutti i fuochi d’artificio di D’Annunzio. Una scrittura, appunto, semplice ed essenziale.
E poi mi sono innamorata degli haiku.
Scriverne con la classica suddivisione in sillabe, senza scadere nello scontato, in italiano è davvero un’impresa! Se invece si cerca comunque il verso breve, come una scintilla, anche senza rispettare lo schema delle sillabe, allora si riescono a cogliere un po’ più di sfumature, a dare un po’ più di respiro.
PPP tu hai mai scritto haiku?
Ritorno all’opera. Prima però un saluto e una buona giornata a tutti!
Ciao!
Schiaffeggio il dolore riducendolo a pochi versi che vengono capiti da tutti. La grandezza di uno scritto sintetico e semplice sta nella sua complicatezza. Scrivere due capitoli in due tre righe non è facile. Talvolta alla ricerca della parola giusta si perde l’essenza della parola stessa. Una cosa banale messa in un contesto preciso racconta molte più cose di un minestrone di belle frasi fatte per colpire gli occhi degli altri dimenticando di venirne accecati per primi. E’ sempre la solita vecchia storia…talvolta si scrive pensando alla reazione del lettore …è la cosa che ho rimosso. Lo scrivere è una miniera interna dove il lavoro di trivella è continuo. Io cerco l’oro nero e le praterie della mia anima sono tutti ipotetici pozzi inesplorati.
Così parlò l’ultimo dandy
PPP 2009
CRISTINA
Il presentare quello che scrivi ad uno scrittore affermato è sempre a tuo rischio e pericolo. Puoi trovare la disponibilità come puoi passare per la solita opportunista.
Ci sono tantisismi modi per farsi conoscere, il primo ASPETTARE, VISUALIZZARE, CAPIRE e poi AGIRE…la fretta è D E L E T E R I A.
Mai scritto l’haiku… Io scrivo solo di cuori e metropoli amori andati a male , addii, e supermercati.
Leggendoti, ho già capito che sei molto brava…
Catia : Quella prima serie di racconti che hai scritto dev’essere finita. PIGRONA! Era una delle cose più originali mai lette prima d’ora.
Barbara: Spero tu l’abbia capito. Nessuno qui fa il professore. Ci si tiene per mano e ci si aiuta a capire. Nessuno è immune da critiche… e quando ci sono i complimenti ce li facciamo con la stessa sincerità che ci caratterizza, senza invidia od altro.
tesoro non è pigrizia è mancanza di tempo. Lo prenderò a luglio…
Ho un ufficio, due figli, una casa da seguire. E non voglio scrivere schifezze e lo sai ne ho fretta.
Un abbraccio mio principe dandyssimo
adesso sono in uff e vi seguo… Barbara dove sei finita?
Ragazzi, è fantastico quello che scrivete: e poi parlano di superficialità. Ma vi rendete conto? Fuori impazza il modello noemi (in generale…non ne faccio una questione politica, ma di gusto) e noi, anzi voi, dissertate di poesia. Bello. Bello. Bello. Poi vi invidio: io non so scrivere versi, ne leggo pochi e ogni volta che li leggo (Auden. La Dickinson…) mi innamoro della poesia…
Pablo Paolo è un poeta, ammiro chi si misura in estenuanti corpo a corpo con le parole.
Buona giornata a tutti voi
lo fai anche tu con i tuoi romanzi Paola, un bel corpo a corpo.
Concordo questo blog si fa sempre più interessante.
Manca tanto Capofan… mi piacerebbe un suo parere.
le parole sono la nostra vita
Eccomi…. Catia e Pablo Paolo grazie davvero per i suggerimenti…. Non avevo mai scritto poesi e prima d’ora e sinceramente non ho idea di come si faccia.
Dovrei fare anch’io un corso di scrittura, il talento da solo senza la giusta applicazione rischia di vanificarsi….
Sono davvero felice che abbiate dedicato un pò del vostro tempo a leggere i miei esercizi e che mi aiutiate a capirne pregi e difetti…. Vi abbraccio tanto!!
Manca tanto anche a me capofan….
Bonjour Emma!
Le lettere a Federico, la tua storia, cara Emma E’ già poesia!
Ci sono certe frasi che sono versi.
Basta solo cambiare prospettiva. Secondo me, un giorno potresti anche sentirli affiorare i versi che adesso dici non saper scrivere. Io credo abbiano solo bisogno di un tempo rallentato. Di un silenzio cercato. Di un Luogo Altro. Come quella volta della Lapponia.
Il corpo a corpo con le parole … è ardore, sudore, rabbia, dita che scavano nella roccia e che sanguinano … ma è anche ossigeno, palpito, linfa vitale, emozione, fusione…
Non credo che nemmeno la narrativa ne sia esonerata. Anzi.
Un pensiero e un saluto da quaggiù. Dove l’affair Noemi tace, dietro lo schermo spento della tv. La vita è altro.
Sono queste parole. Questo scoprire nuovi mondi dentro le persone. Sono scoprire le cose vere, che arricchiscono interiormente. Che lasciano una traccia nel cuore.
Sono quello che non si può comprare nè con i soldi nè con il potere.
E’ dono disinteressato, quel tenersi per mano aiutandosi a capire, di cui scrive PPP.
A proposito PPP: vero. A mio rischio e pericolo. Per questo le mie insicurezze sono come l’edera… e ho parlato di “persone giuste”.
Perchè prima le persone, scrittori o meno, le devi un po’ prima conoscere. Ma non per addolcirne il giudizio. Bensì per non irrompere dentro una vita di cui non sai praticamente nulla. Perchè prima delle competenze, della disponibilità e di ogni altra cosa, vengono le Persone. Persone esseri umani. Anima, corpo, cuore, sentimenti, tempi.
Quindi vedi che ci incontriamo lungo il sentiero? Aspettare. Visualizzare (ascoltare). Capire e poi agire. Senza fretta.
Anche se dalle mie parole-torrente la fretta sembra trasparire. Ma non è così. Se le mie incertezze certe volte rendono il mio cielo cupo e contrastato, dall’altro mi frenano. Mi costringono a considerare anche altri aspetti, scacciando via la fretta. Che più che fretta si tratta di entusiasmo, di slanci. Di intensità.
Anche a te … ti sto conoscendo
E scopro che scrivi di metropoli e amori andati male, di cuori, di addii… PPP mi sa che scriviamo un po’ delle stesse cose. Ma in maniera differente, ovviamente.
Anche se poi, riduci, riduci, pensa, pensa … alla fine, ogni libro non parla sempre un po’ d’amore? Amore in senso ampio. Non necessariamente per una persona.
La metropoli è una dimensione che mi intriga. Pur abitando in un paese di provincia, dove le città “grandi” a poca distanza non possono certo dirsi metropoli… I non luoghi, detti anche luoghi di transizione, la solitudine nella folla. I grandi agglomerati urbani dove non sai nemmeno il nome del tuo vicino di casa. Le finestre con le luci accese la sera e migliaia di vite che non conosci, che puoi soltanto immaginare, ma che senti così simili, in qualcosa di infinetisimale, alla tua.
Simmel, un sociologo ha scritto molto sull’uomo e la metropoli.
Ma anche Baumann.
Certe riflessioni me le hanno ispirate loro.
Gli addii … Su questo devo lavorare. Prechè tendo ad essere sempre nostalgica, troppo delicata. Come Chopin, con la sua salute malferma, che sfiora appena i tasti del pianoforte. Mentre nell’addio ci vuole anche la violenza dell’abbandono. La rabbia del sentire un vento freddo che improvvisamente investe gli istanti. Le lacrime che diventano schiaffi, parole affilate. Silenzi che stridono. Un’amica mi ha detto di tirare fuori tutti questi spigoli.
Anche questo è un aspetto del mio scrivere che mi era sfuggito. E che, non so, per un senso di purezza, forse, ho imparato a trattenere, a declinare in colori pastello. Quasi non volessi inconsciamente sporcare le parole. Mentre invece l’anima è fatta anche e soprattutto di ombreggiature. Devo fidarsi e lasciarle uscire. Senza pensare ai colori troppo forti.
Gli amori andati male … più che questi per me valgono gli amori rimasti inespressi. Non vissuti. Gli amori mancati. O quelli perduti.
In questo caso le spine vengono già più fuori…
Da ultimo … il supermercato??? Spiegami PPP il supermercato in che senso? Da che angolatura? Questa cosa mi sorprende e mi incuriosisce.
Grazie per il molto brava.
Ma io, quando sarà, voglio anche le critiche.
Voglio tutta la verità.
Catia: grazie per la mail. Ti ho risposto.
Un saluto a tutti!
PERCHE’ IL SUPERMERCATO
C’è chi va in chiesa e prega Dio per ritrovare sè stesso, io ho scelto il supermercato in quanto luogo di perdizione, riflessione , giardino zoologico umano, luogo di ispirazione e di creatività.
I colori delle verdure, dei prodotti esposti mi rapiscono e come un dolce stordimento mentale mi portano in un mondo fantastico: quello mio.
Al supermercato ho incontrato due grandi amori della mia vita. In questo luogo sono stato lasciato da Fabio di Bari…l’addio tra olio d’oliva e barattoli di pomodoro. In questo luogo ho dimenticato di gridare dal dolore quando m’e venuta a mancare Elena mia mamma lo scorso dicembre…al posto di andare in chiesa mi sono rifugiato tra spezie, detersivi e super offerte…pensando a cosa preparare per cena. (mi hanno dato la notizia al telefono quando stavo andando a fare la spesa)… I prodotti m’hanno sedato. Al supermercato mi sono innamorato di qualcuno addetto alla cassa. Al supermercato facendo finta di sbirciare un prodotto qualsiasi ho sbirciato a loro insaputa le persone più strane mai viste al mondo. Il supermercato mi aiuta con il mio YOGA quotidiano: CUCINARE.
Come vedi!
Gli ipermercati,centri commerciali, invece mi aiutano a descrivere l’angoscia umana di questo millennio!
PPP
Uhm prospettiva inedita PPP.
Ma sai che quasi quasi ci provo anch’io?
“Al supermercato facendo finta di sbirciare un prodotto qualsiasi ho sbirciato a loro insaputa le persone più strane mai viste al mondo”.
Chissà che ne esce….
Anche se, a dire il vero, se ripenso ai miei andirivieni al supermercato, specie mentre faccio la fila alla cassa, l’unica ispirazione - guardandomi intorno - che mi viene in mente è la seguente: la prossima vita rinasco Uomo!
Con l’annesso e connesso: ma io mica voglio ridurmi così…
Proverò a concentrarmi sui colori della verdura e della frutta …
Ciao Paola,
non voleva essere una nota di biasimo nei tuoi confronti solo una constatazione.
Credimi la libertà è la cosa migliore ben detto ed è per questo che abbandono un pò il forum.
A volte si sente l’esigenza di girare per altri lidi…
a presto e buone vacanze
Cara Lia, scusa per il ritardo con cui ti rispondo….
L’amore che tu descrivi è una passione che inevitabilmente porta con sè una parte di dolore. Ci sono dei momenti in cui questa parte ci sembra troppo grande, sproporzionata a tutto il resto, ti chiedi se davvero ne valga la pena o se invece non sia il caso di mettere la parola “fine” a questa storia d’amore a metà. Dico a metà perchè priva del quotidiano, di quei gesti che visti da fuori appaiono banali e a volte superflui, ma che se impossibili da attuare ti mancano, e tanto. Immagini di poter camminare per strada accanto a lui, baciarlo su un marciapiede, andare a fare la spesa. Magari litigare al ristorante per il suo ennesimo ritardo. Ma non puoi. Devi rilegare tutto in un angolo del tuo cuore, facendo attenzione a non fare troppo rumore perchè qualcuno potrebbe sentirti.
Non posso darti consigli, perchè ogni storia è diversa nella sua unicità, ma se me lo permetti mi sento di dire che potresti provare ad ascoltarti. Se i singhiozzi sovrastano i sospiri, se le lacrime scendono troppo spesso per te, se il tuo cuore non accelera i battiti al pensiero del suo viso, forse allora è il caso di ripensarci. Ma se invece ti accorgi che il cuore batte ancora pensando a lui, chiediti il perchè. Non sempre ci innamoriamo della persona giusta al momento giusto. Capita che la nostra metà, quella unica e irripetibile, che ci fa sognare e soffrire, ma che al tempo stesso ci fa sentire incredibilmente vivi, non arrivi al momento giusto.
Allora che fai? Rinunci o lo ami comunque, perchè è lui il grande amore della tua vita?
Non posso darti una risposta a questa domanda…. Ma spero di averti in qualche modo dato un piccolo spunto su cui riflettere….
“Schiaffeggio il dolore riducendolo a pochi versi che vengono capiti da tutti.”
Pablo ti adoro, sei grande!
Barbara e Cristina voglio incontrarvi al più presto quando volete a metà strada tra Verona e Venezia Padova inclusa.
Ad AngeCris chiedo:
ma come vanno i fatturati, poesie a parte eh eh…
a Capofan: ti pensiamo.
Ad Alina dico:
nell’Addio Paola mi ha fatto una dedica bellissima:
a Catia perchè crediamo negli arivederci e non negli addii.
E’ un arrivederci Alina, io ti aspetto anche qui.
A Emma e a tutti: buonanotte!
Un abbraccio
Barbara… sarà stato quel parlare di supermercati, oppure non sono solo io che penso che fare la spesa, la stessa identica spesa al cui noioso rito non sfuggo ogni sabato, avrebbe un gusto diverso fatta insieme a quel lui?
Non sognare di stare insieme su una spiaggia tropicale in un resort a 5 stelle… ma sognare di stare in coda con i carrelli e guardarlo di nascosto emozionandosi? Quanto è romanticamente e perdutamente idiota un sogno del genere?
Hai espresso perfettamente molti pensieri anche miei, ed è sorprendente, per quanto poco io ho detto e per quanta intuizione tu dimostri.
Pensare che con la persona giusta non venga mai il momento giusto… che dopo la prima occasione il destino te ne ha data un’altra, ma non riuscirai a godere pienamente nemmeno di quella… toglie un po’ di fiducia nella vita purtroppo.
Penso che non sia possibile, con il raziocinio e la sensatezza, decidere di “rinunciare ad amare” una persona. Non è qualcosa che la mente può decidere senza vedersela con qualche piccolo germe annidato nel profondo dell’anima che si attacca a quell’amore come una cozza all’ultimo scoglio rimasto nell’oceano.
A volte però è il cuore che per tristezza per stanchezza o per sfiducia smette di amare, e solo a quel punto è davvero finita.
A me basta solo questo pensiero, lipotesi della fine di un innamoramento, per sprofondarmi nella tristezza, perchè il minuscolo germe urli più forte di tutto il mio raziocinio.
Forse, mi dico a volte, la cosa più importante è non doversi dire addio, continuare nell’illusione che ci fa battere il cuore e sentire vivi, anche senza ottenere mai quello che desideriamo davvero…
Magari mediterò su questo, stanotte, invece di disperarmi per la casella mail vuota…
Mi piace aver trovato questo posto… a tutti voi una dolce notte.
Buongiorno a tutti!
Catia: grazie per le mail, e sono contenta tu abbia lanciato l’idea di incontrarci tutti quanti.
Barbara: bella la chiacchierata di ieri sera. Ancora grazie, per tutto. ;o)
PPP: su facebook scopro un lato inedito di te. Di un colore così diverso dalla persona che qui parla di metropoli, cuori, amori andati male e prospettive sugli spazi e le ragioni d’essere in un supermercato … che rimango colpita.
Lia: come sono toccanti le tue parole. Leggendole mi sembrano screpolate, percorse da qualche venatura, in qualche punto un po’ scheggiate, ma questo perchè sono profondamente vissute. Quasi strappate di dosso. In un gesto che trova il coraggio di compiersi perchè vorrebbe vedere, capire, anche se il più delle volte l’amore non è razionalità. Proprio per questo non si può decidere con la mente di smettere di amare.
Non voglio aggiungere altro Lia perchè sciuperei la delicatezza di ciò che hai scritto, soltanto una cosa mi sento di lasciarti qui trascritta: in tutto, cerca, se puoi, di non dimenticarti di te stessa. Di non smarrirti. Anche tu sei una persona con un cuore che batte, con una vita. Una persona che merita e che ha tutto il diritto di essere felice. Insomma, prenditi anche un po’ cura di te. Del tuo cuore. Nonostante i silenzi, le lunghe attese. La solitudine che grida.
Provo a racchiudere questo primo spicchio di mattinata così silenziosa, cercando le parole…
anche se ho un po’ la testa da un’altra parte per una proposta che mi è stata fatta ieri sera e che suscita in me pensieri e sensazioni contrastanti.
Mi prendo del tempo per rifletterci ancora un po’ e poi magari ve ne parlo.
Anche perchè, per una volta, non voglio nè lasciarmi sfuggire un’occasione, se di questo si tratta, nè apparire troppo ingenua e non sapere come muovermi al meglio.
Un abbraccio!
Cara Lia,
c’è una frase di Sylvia Plath che recita:
“quando dai a qualcuno tutto il tuo cuore e lui non lo vuole, non puoi riprenderlo indietro.”
L’amore è il più inevitabile dei piaceri e il più inevitabile dei dolori: questo è quello che penso.
Piacere e dolore camminano di pari passo. Ma nonostante tutto senza aver mai provato l’amore -quello vero - la nostra vita non vale nulla.
Probabilmente non puoi riprenderti il tuo cuore, adesso. Probabilmente avrai un altro amore.
Quello che posso fare io è scriverti, schiaffeggiare il dolore, come dice il nostro Pablo, per esserti vicina.
Cara Lia, come ti dicevo ogni storia è diversa nella sua unicità, ma capita di vivere storie per certi versi simili…. La mia intuizione è dettata dal cuore…. E se poi davvero ti rendi conto che non ce la fai più a stare in questa posizione, tieni strette a te solo le emozioni positive che questo amore a metà ti ha dato…. ricorda, come diceva De Andrè “é stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati”….
Catia…. facciamo la maratona a Padova, così ci incontriamo tra Venezia e Verona….
Pablo Paolo, hai davvero una bella anima….
Padova per me è ok come qualsiasi altra destinazione. Adoro viaggiare dunque per me nessun problema… buongiorno Barbara
Cara Cristina;
qual è il colore che mi diversifica tra il blog di Paola e Facebook?
Tieni conto che sono così tanto profondo, quanto superficiale. Tanto malinconico , quanto compagnone ed amante dell’allegria …tanto di contradditorio , caratteristica che appartiene all’essere umano. Poi essere classificato e messo come barattolo sulla dispensa con tanto di etichetta , non mi confà (!)… Non sono fatto per la stabilità emotiva… sono uno che eccede nei propri limiti. Tanto normale da apparire anormale… nella banalità geniale al di fuori di quelli che cercano l’originalità ad ogni costo … Autopromozione fatta a spese mie … ATTENDO da CRI la risposta…
CATIA
Ostregheta! Ti xe proprio un amor!
BARBARA
Così quando verrò in incognito nel veneto da mio papà prendo il treno e ci conosciamo anche con Cri… dato che San Donà- Padova sono circa 60 km. Anche tu hai un’anima bella…Non per niente siamo degli angeli che hanno trovato la loro nuvola qui da Paola!
PPP, San Donà? E’ ad una fermata di treno da dove sto io…
Sì, sì … Padova, San Donà o dintorni … conosciamoci. MA vi avverto, di persona non pensate di trovare la chiacchierona che sono qui. Dal vivo, sono la Sintesi in carne ed occhi. Nella dimensione incorporea del tempo che lascia una traccia scritta sono un fiume di parole, nella dimensione fisica della presenza, la mia finestra privilegiata è l’ascolto, l’osservazione. Arrossisco e mi ci vuole un po’ per trovare il ritmo giusto, tra silenzi e voce.
Il colore che ti diversifica PPP tra il blog e Fb … qui sul blog, sei una Mutevolezza color pastello. Un colore variabile, che cambia a seconda degli argomenti, delle domande, delle emozioni suscitate.
Su fb, invece, mi sei sembrato un colore acceso, più “circoscritto”. Un rosso che scompagina. Che parla tra le righe, mescolando irriverenza, stravaganza (se mi passi il termine), con un sentire più profondo che si nasconde dietro il brusio - probabilmente più affollato, sicuramente meno intimo e per pochi, di questo luogo qui - di facebook.
Un arlecchino, ma che sotto indossa una maschera di Pierrot. E quella lacrima dipinta sulla guancia, in controluce, che c’è anche se non sembra.
Poi è vero che nessuno dovrebbe essere incasellato, perchè ci sono migliaia di sfumature che non conosciamo e che si svelano poco a poco nel tempo.
La mia è stato solo una sorta di lampo di luce. Come passare troppo rapidamente dal bianco al nero. Ecco, m’è parso di sentire come degli opposti. Degli estremi.
Estremi che poi si toccano, si fondono e danno luogo a quelle sfumature di cui dicevo.
Alle contraddizioni di cui tutti siamo fatti. A quella normalità dentro l’originalità, l’eccezione, lo scostamento che non t’aspetti.
La tua autopromozione in realtà è un ulteriore scorcio su di te. La franchezza di dirsi, di dipingersi con poche pennellate sicure.
Ed è bello riconoscere tutti questi chiaroscuri. Ascoltare e sintonizzarsi su quell’eccedere i propri limiti che mette in scacco il percorso più facile e comune della stabilità emotiva.
Il tutto però aderendo al cuore, a se stessi. Senza quella forzata ricerca di fuochi artificiali, per stupire, per distinguersi.
Credo sia proprio un percorso di questo tipo, che non è una retta, bensì una spirale, che permetta di sentire più intensamente, di scovare nella quotidianità uno sguardo sempre nuovo, che vede le cose normali, da angolature inedite, che sanno ancora emozionare.
Credo sia così che ci si accorge del proprio sfuggire a qualsiasi definizione, etichetta, trovando ad ogni passo contraddizioni e colori che non sapevamo di possedere, ma che, in fondo, se amate, ci rendono ciò che siamo … ovvero un Cosmico Mistero. Un puzzle di migliaia di tessere che si scompongono e ricompongono in disegni sempre diversi. Umanamente umani. Bellissimi. Complicati (nel senso buono del termine). Specchio di un’infinità di sentimenti.
Ti avrò risposto? Oppure sarò partita per la tangente?
Non lo so.
Certe volte è prorio difficile districare i pensieri…
Pescare tutti i fili, uno per uno, dal gomitolone centrale e variopinto al centro del cuore.
Buongiorno anche a te Catia, anche se siamo ormai al primo pomeriggio….
Libro consigliato da Paola ieri sera a Lineanotte:
Good life di Jay McInerney
Presentato in maniera eccezionale, le parole usate da Paola fanno venire voglia di andare in libreria a comprarlo….
Nell’Addio il personaggio di Cecilia è di Bari. Grande Paola!
E la lettura continua in questo pomeriggio ventoso…
Io sto aspettando L’Addio da quasi un mese, ma in libreria non arriva….
ALLA CATIA
L’ho conosciuta, come si può conoscere un folletto che impertinente si fa scoprire. Di solito le persone con slanci enormi mi spaventano (tanto quanto …le acque chete). Così mi ritrovai spaventato ad affrontarla. Come tutte le amicizie, le circostanze ci hanno provato…Siamo passati tra amici comuni, scartando i falsi e gli ipocriti. Abbiamo fatto quello che in natura viene chiamata “la naturale selezione”. Ci siamo sbarazzati delle persone “piccole” che ci hanno usato e cercato di metterci uno contro l’altro. Via virtuale si possono combinare più casini che dal vivo. Ma noi, amanti dell’acqua, le tempeste non ci hanno mai spaventato. Ci siamo letti, annusati, criticati ed amati (metafora…se il marito legge) … Poi ci siamo rincorsi tra Blog, e forum ed approdati al nostro circolo privato…questo di Paola Calvetti.
Da Paola ci siamo visti e stretti forte forte. Catia è tutto ciò che il sud può rappresentare, bella , passionale, intelligente ,con due occhi neri come il carbone e vera …tanto vera da sembrare un fumetto, gli manca solo di profumare di cedro, arancio, mandarino , mandorle e mughetto… Catia scrive molto bene ed è originale… Ci siamo sempre incoraggiati nel portare avanti i nostri sogni, noi moriremo felici e nel sogno. La nostra amicizia sta andando a gonfie vele e continua ad essere innaffiata da noi giardinieri delle cose belle.
Un bacio alla mia cara amica Marcella Bellissima e Catiuscia
Tuo principe danese PPP2009
GRAZIEEEEEEEEEE!!!
Però i miei occhi sono verdi mon tresor.
Je t’aime!
amore mio quando voglio immaginare più della realtà …i colori prendono il sopravvento!
PPP
Un buongiorno a tutti voi!
Ieri sera sono stata latitante. E in più sono andata a letto piuttosto presto.
Passo più tardi, dopo il ballo della mattonella (che sarebbero le pulizie … sigh) e, al momento ne approfitto per mettermi un po’ all’opera.
Un abbraccio!
Ciao Cristina!
Pablo l’assenzio fa brutti scherzi. Ok vada per il colore letterario eh eh…
Barbara se ci sei batti un colpo.
Insomma buon venerdì a chi ci scrive e chi ci legge.
Sono qui Catia, buongiorno a tutti! Come Cristina dovrò ballare il ballo della mattonella stamattina, ma con poco entusiasmo….
Eh Barbara a chi lo dici!
E infatti, sto ancora qui … passando di pagina in pagina.
Ho appena visto Paola “in differita”.
E prendendo spunto dal suo introdurre “Good Life”, vi chiedo e chiedo anche ad Emma (che tanto lo so che se scrivo su Fb, da lì non mi risponde…):
ma voi pensate che esista il colpo di fulmine? Anche quando l’adolescenza è trascorsa e, gli anni, ci hanno forse reso più diffidenti e cauti, nonchè più esigenti?
E poi, secondo voi, esiste - da qualche parte nel mondo - la nostra anima di gemella?
Che cos’è poi l’Anima Gemella? Cosa la differenzia da tutti gli altri amori? Dalle persone che incontriamo nella vita e che comunque in qualche modo ci colpiscono? Cos’è che rende un’altra persona, la metà che combacia perfettamente con il nostro angolo di Anima?
Oggi sono complicata e scandaglio il cosmo con domande troppo grandi, forse.
E però, se mi guardo le punta delle dita, scopro di averne ancora molte di queste cosmiche domande…
Blaaahhhhhh!!!! (disgusto)
sto completando il quadro ferie per i dipendenti… che palle! Oggi ci si mette anche il vento… e la pioggia ci ha regalato 9 gradi. Pazienza. Mi aspettano ancora due tre giorni di tranquillità , prima della venuta dei barbari (pardon) amici di Firenze…che adoro… Mi capitano in una settimana che coinciderá con i SALDI , quindi super frenetica… meno mane che sono predisposto per le situazioni stressanti; e poi: vedere qualcuno a cui vuoi bene fa passare la stanchezza. Scusa Catia ma anche dal vivo ho visto i tuoi occhi color carbone, forse immaginare troppo storpia…oppure è l’assenzio che scolora la vista :):):)
La Paola è migliorata (TV) me l’ha confermato una mia amica di Udine… s’è riumanizzata (vedi sorrisi) meno robotizzata come all’inizio.
Ieri sera per scrivere 5 righe c’ho messo quasi un’ora. Poi ho spento e riaperto il tutto vero le 24,00 ed ho partorito la mia 79esima bimba! Non male!
FORSE A CATIA L’HO GIA’ SCRITTO MA IL TITOLO DELLA RACCOLTA S’INTITOLERA’
“DA MEZZANOTTE E UN SECONDO IN POI”
(metafora dopo il secondo ho sconfitto la morte e sono entrato nel giorno a venire)
BACI PPP 2009
Cristina, scrivimi in privato così ti do il mio punto di vista…. E comunque il colpo di fulmine esiste….
cara paola e cari tutti,
c’è il video della jobmarathon! con l’aiuto di placido losacco ieri abbiamoo fatt l’editinge, ecco qua. Mi ha emozionato molto vederlo, ma io sono la padrona di casa e non vale…ros
http://www.multimedia.ilsole24ore.com/media/ff69faf4-5747-11de-afed-83f96488e200/ff69faf4-5747-11de-afed-83f96488e200.shtml
Bella la Paola, di nero elegantemente vestita e con gli occhiali!!!
Grazie a Rosanna per il video della JonMarathon.
Barbara: a parte le domande che ho trascritto non c’è molto altro.
Si trattava solo di interrogativi fermati in una mattinata. Interrogativi che sono sempre uno strato sotto la superficie, ultimamente…
Libri, articoli di giornali, coincidenze riportano a galla il colpo di fulmine, l’anima gemella, ed io mi ritrovo a pensarci … proprio perchè mi sembra che ci sia una risposta che non è mai compiuta, ma sempre un puzzle che si scompone e ricompone a seconda delle stagioni della vita.
PPP: bello il titolo che hai scelto!
Duro lavoro … 1 ora per 5 righe…
Ma anche la scrittura è un po’ come la scultura. Non trovi?
E noi siamo lottatori, quasiScultori, senza scalpello … scaviamo a mani nudi nella roccia della vita, dei roveti, dei fiori più belli, dell’immensità solitaria dell’anima.
Cari,
ho visto il video anche io, che bella Paola con la sua voce grintosa e graffiante.
Mi ha fatto venire voglia di maratona.
Sig.ra Rosanna bella l’idea del casco di sicurezza in testa. Bisogna sempre sensibilizzare le persone sul tema della sicurezza sul lavoro anche se, nonostante gli incidenti quotidiani e i rischi, siamo indietro anni luce. Davanti a casa mia ci sono dei cantieri aperti, e purtroppo non vedo nessun casco, nè attrezzature che favoriscano la sicurezza sul lavoro. Solo tanti accenti stranieri e troppa omertà da parte di tutti.
Sarebbe bella una maratona sulle donne. Penso questo proprio oggi dopo che un capo di Stato arabo è venuto a dare lezioni di eguaglianza sociale e di pari opportunità accanto ad una signora che è l’esatto contrario del concetto di pari opportunità.Nulla contro questa signora, per carità,ma la storia si sta ripetendo un po’ troppo ultimamente.
Scusate lo sfogo! Emma comprenderai.
Sì proprio tu che di donne in gamba cara Emma/Paola ne hai conosciute, famose e non. Donne che hanno un volto e nomi di cui andare orgogliose. So che mi capirai.
Per favore soppiantiamo la cultura del velinismo. Basta, non se ne può più davvero!
Catia, hai trovato un’altra alleata in questa cosa qui.
Ora sono di frettissima e non posso trattenermi, ma condivido in pieno quanto hai scritto più sopra.
Un abbraccio a tutti!
Stasera sono ad un concerto di musica classica.
Perciò tornerò qui domani.
Uhm … il blog è silenzioso…
E’ iniziato il week-end. Allora la mattina si indugia nella pigrizia, oppure si va a fare la spesa, o al mercato…
Voi, che state facendo di bello?
Io al solito ho provato un po’ a scrivere.
Sono un paio di giorni che le parole faticano a farsi trovare.
E Paola ed Emma, saranno già in viaggio verso la Toscana?
Vi lascio un saluto …
Barbara e Catia: grazie per le vostre mail!
Non avete però risposto alle domande sull’anima gemella …
Ma va bene lo stesso.
Aspetto di leggervi tutti e di inturfolarmi nella conversazione.
Buon Sabato! :*
Com’è bello e vivace il forum. Le vostre voci arrivano anche qui, in fondo al ventun giugno.
Grazie principe danese, continuo a sentire la parola che morde per uscire.
Ciao Catia amante dell’allegria.
Ciao a tutte le belle e fantasiose donne che trasmettono energia.
Ciao D. capo.
se volete date uno sguardo a dopoilmattino.blogspot.com
Un abbraccio
anna maria