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emma on
Giu 29, 2009 in
librerie del cuore

Il arrive parfois de tomber sur un roman extraordinaire. C’est tout de même relativement rare, car vous conviendrez que la plupart de nos lectures sont des livres sympathiques, de bons livres, mais très peu éveillent en nous des sentiments d’émerveillement. Pour moi (et je ne suis pas la seule), L’Amour est à la lettre A en fait partie.
C’est un de ces livres que l’on ne peut lâcher sans avoir une raison pressante (prévoir d’arrêter quelques minutes avant le départ au travail par exemple, on se retrouve vite coincé entre l’envie de continuer de lire et l’obligation d’aller remplir son compte en banque). Un livre mérite qu’on lui consacre tout notre temps pour pouvoir se délecter sans avoir à penser à autre chose. Ma recette a très bien marché : s’installer dans un transat au soleil avec une petite tasse de thé, après s’être assuré que la famille ne viendra pas vous perturber.
L’histoire :
Vous êtes amoureux(se) ? Vous êtes pris dans les turpitudes d’un triangle amoureux ? Vous venez d’être la victime d’une rupture ? Il est alors temps pour vous de pousser les portes de la librairie Rêves & Sortilèges. Ce repère de la littérature amoureuse vous comblera en toute situation, même si vous souhaitez simplement lire un très beau roman sentimental. C’est ainsi que la créatrice de l’endroit, Emma, perçoit ce que doit être une vraie librairie : un endroit accueillant, où flâner se conjugue parfaitement avec plaisir de lire. Ouvrir une librairie était pour elle un rêve qu’elle décide enfin de réaliser à l’approche de ses 50 ans, qui plus est dans un écrin romantique, puisqu’elle est située à Milan. Une librairie spécialisée dans l’amour, voilà son idée, qui en a fait douter plus d’un, mais les clients fidèles prouvent bien sa réussite.
On découvre alors le quotidien de la librairie, avec le choix des titres pour les vitrines, des anecdotes sur des clients ou même sur les dédicaces qui y sont organisées. C’est aussi l’histoire d’Emma, cette femme un peu fantasque qui sait si bien nous raconter les livres qu’elle a lus (un roman qui donne envie de lire beaucoup d’autres romans !), et de sa rencontre avec son amour de jeunesse, qu’elle n’avait pas revu depuis 30 ans. Commence alors une amitié épistolaire pleine de souvenirs, d’échanges littéraires et de toutes ces petites choses qui font tout le charme d’une vie, d’un livre.
Bref, une vraie thérapie du bonheur ! Loin d’être un livre d’amour niais, la relation entre Federico et Emma entraîne une sorte de poésie, de philosophie de la vie.
Si vous voulez errer dans ses rayons, tels que “coeurs brisés” ou “géographies amoureuses” (un classement unique !), plongez dans ce si beau roman, L’Amour est à la lettre A.
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emma on
Giu 27, 2009 in
film da romanzi
Ho amato il libro. amerò anche il film.
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emma on
Giu 26, 2009 in
Noi due come un romanzo
| LibriSogni e bisogni180 romanzi d’amore in un unico romanzoIl romanzo di Paola Calvetti, “Noi due come un romanzo” sta diventando molto popolare, non solo in Italia. Al centro del libro c’è una storia d’amoreSaranno i tempi di crisi, sarà la saggezza suggerita dalla vacuità del villaggio globale, ma sta di fatto che da qualche tempo l’amore è salito al top nella scala dei “sogni e bisogni” di tutti. E Sogni&Bisogni si chiama la libreria che apre Emma, la protagonista del fortunato romanzo di Paola Calvetti In due come un romanzo che è già diventato un caso. Non solo in termini di copie (tre edizioni in tre mesi), ma anche come marchio forse consolatorio a fronte della desolante realtà contemporanea. Tanto che in Francia già esiste la libreria Rêves & Sortileges , dove qualche giorno fa è partito un gioco a quiz sui romanzi d’amore con in palio un soggiorno al mare , per due naturalmente. E presto in mezza Europa potrebbero nascere altre librerie similari, con il logoSogni&Bisogni rinominato in lingua locale.In Germania, per esempio, dove il romanzo uscirà in settembre per Random House, si chiameràLust&Liebe . Il romanzo è già in corso di traduzione in Spagna, Argentina, Olanda Romania e Russia, nonché in lettura in Gran Bretagna e Stati Uniti col titolo P. O. B. Love. Mentre in America, a tempo di record, hanno approvato il soggetto per farne un film, una romantic comedy di stampo europeo.Ma In due come un romanzo non è solo una storia romantica. Sofisticata e tenera mette in scena gli incontri reali e quelli possibili citando una serie infinita di romanzi d’amore con ricchezza e precisione e ti prende per mano in un viaggio che fa bene alla mente e al cuore. Racconta la storia di Emma, una donna che, alla soglia dei cinquant’anni , carriera patinata, figlio adolescente e matrimonio naufragato , decide di cambiare vita e di aprireSogni &Bisogni, dedicata solo ai libri d’amore. Un luogo magico dove scorre una galleria di personaggi di tutte le età, uomini e donne, che lì si rifugiano per portare le loro vite e inventarsene altre. Finché Emma ritrova Federico, fra Milano e New York…..Paola Calvetti, Sogni&Bisogni vende solo i libri d’amore. Quanto è importante l’amore nella vita di tutti noi?In un recente sondaggio, alla domanda, quale è la parola più importante per lei? “amore” sta alla pari, ai primi posti, con la parola “pace”. Ci si vergogna, spesso, a “parlare d’amore”, eppure tutti lo desideriamo, tutti aspiriamo ad essere amati, ad amare. Uomini e donne. L’amore è “il movente” per eccellenza, persino nelle sue forme malate che determinano continui episodi di cronaca , anche nera . Penso al caso recente dei due ragazzi di Firenze: quanti uomini - fragili - uccidono per “eccesso d’amore”. Quello è amore malato. Io ho scritto un romanzo che legittima l’amore “sano”, quella tra Emma e Federico è la storia di un amore possibile, ma detesto la definizione di letteratura rosa . La provocazione contenuta in Noi due come un romanzo è semplice: ogni romanzo racconta l’amore, persino nei gialli c’è sempre l’amore. Un esempio? Guerra e Pace: 1400 pagine faticose e bellissime, dense e ineguagliabili che parlano di politica, di storia, di Russia, di sconfitte napoleoniche, di battaglie cruente, poggiando sul filo, robusto, del percorso amoroso di una giovane donna, Natasha. È l’amore, nel senso più assoluto e composito, che determina tutto ciò che facciamo. Persino nell’avidità, che caratterizza questo periodo storico così dolente e difficile, c’è, sottesa, una forma d’amore: il possesso.Citazioni colte, Milano, New York, la Bretagna. La trama in poche righe.Noi due come un romanzo è anche un atto d’amore per la letteratura, è catalogo letterario, vi sono citati 180 romanzi che hanno accompagnato generazioni di lettori. Emma è libraia, Federico è architetto: lavora con Renzo Piano a New York nel magnifico progetto della Morgan Library , la biblioteca-gioiello del finanziere J. P. Morgan. Emma e Federico si erano amati da ragazzi, si incontrano per caso ( o volontà del destino?) trent’anni dopo. Si scrivono. Si rivedono. Capiscono di amarsi sul serio . Tra loro e con loro, altri personaggi: i trentenni Alice e Manuele, i diciottenni Mattia e Carlotta, gli anziani Lucilla e Ernesto e i clienti del negozio di Emma, la libraia, simboli dell’amore per ogni età e ogni generazione. Quando tutto, fra i due amanti, sembra finire, il colpo di scena: sarà Mattia a salvare l’amore tra sua madre e Federico, un passaggio di testimone, nel quale sono i giovani i veri protagonisti. Sono loro, il futuro. E’ stato definito un romanzo “impudico”, quasi che parlare di una felicità possibile sia un oltraggio al buon senso. Eppure sono convinta che se non educhiamo i ragazzi, i nostri figli, le nuove generazioni ad avere coscienza delle immense potenzialità della relazione affettiva, se non diamo loro un’educazione sentimentale, significa che abbiamo fallito.Secondo lei, gli uomini leggono romanzi d’amore?Certo che sì e con questo vorrei sfatare un altro luogo comune che indica nelle donne le lettrici di romanzi d’amore, anche se, in generale e lo dicono statistiche e dati di mercato, il 70% dei lettori di narrativa sono donne. Collezioniamo primati… noi… Io ho lettori maschi che mi scrivono e che incontro durante le presentazioni del romanzo e ammettono con una certa ritrosia… la loro passione per la letteratura… La narrativa non va banalmente suddivisa “per generi” o colori, gialla, rosa, nera… Semplicemente ci sono buoni romanzi o cattivi romanzi. E i grandi narratori dell’amore, i migliori, sono spesso proprio gli uomini. Come catalogareEspiazione di McEwan se non come una grande storia di sentimenti? Vedi alla voce amore , grandissimo titolo, lo ha scritto un uomo, David Grossmann. Alessandro Baricco è uno scrittore emozionale, ma nessuno si sognerebbe mai di definirlo “scrittore rosa”… Usciamo dal qualunquismo, allora, e diamo ai maschi, lettori e scrittori, lo spazio che meritano negli scaffali di Emma, la libraia di Sogni&Bisogni .http://www.saenaiulia.it/_multimedia/2009/05_maggio/sogni_bisogni/audio.mp3 |
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emma on
Giu 22, 2009 in
librerie del cuore
La poesia è un dono
di Suketu Mehta
Nella triste Lisbona il giovane Changuito ha aperto una libreria dove vende solo versi: un negozio interamente dedicato alla poesia internazionale

Centro storico di LisbonaPortami nel luogo più triste di Lisbona, ho chiesto a una studentessa della capitale portoghese quando si è offerta di farmi girare la città.Ogni città ha la sua dose di tristezza. La tristezza di Bombay è negli occhi dei suoi bambini, e te ne accorgi subito già percorrendo il tragitto dall’aeroporto all’hotel e incontri gli occhi di quei bambini che corrono e vengono a chiederti l’elemosina contro i vetri del taxi. Una grande tristezza è scesa anche sulla città di New York quell’11 settembre 2001, una tristezza dai cui postumi la Grande Mela sta ancora cercando di guarire.La tristezza di Lisbona è la tristezza dell’impero perduto. Questa è la città da cui diversi navigatori salparono alla conquista del mondo. Oggi è una città che conta mezzo milione di abitanti, considerata di secondo ordine in un continente che non domina più il mondo. È questa la tristezza che descrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: “Aggiustiamo il passato / come si aggiusta un vestito / Nell’inquietudine che la quiete deve portare nelle nostre vite / Quando tutto ciò che facciamo è pensare a ciò / che eravamo, e fuori / c’è solo la notte”.È risaputo che la poesia è la forma espressiva che meglio comunica la tristezza. Quindi non c’è da meravigliarsi che la città più triste d’Europa che io abbia mai visto abbia anche compiuto lo sforzo più donchisciottesco in cui io mi sia imbattuto negli ultimi anni. A Lisbona ho incontrato un giovane di nome Changuito, che lo scorso novembre ha aperto una libreria che si chiama Poesia Incompletainteramente dedicata alla poesia. La libreria consta di due stanze e un giardino; nelle due stanze ci sono scaffali pieni di libri di poesia e, dietro i libri, scatoloni pieni di volumi di poesia non catalogati. Il negozio non vende nessun altro tipo di libri: niente fiction, non fiction, niente cd, niente giochi, caffè, vino, musica dal vivo, nulla, nessun happening. È un negozio che si frequenta solo se si ama la poesia, ci si siede all’interno o nel giardino e si leggono libri che Changuito e la sua fidanzata comprano durante i loro viaggi in giro per il mondo.Per me una libreria, che si trovi a Bombay, Roma o New York, passa l’esame in base alla sua sezione di poesia. È da quel reparto che si può capire se il proprietario è lì per passione o per avidità di ricchezza. La maggior parte delle grandi catene di librerie americane relegano la poesia nel retro o nel seminterrato del negozio, come se fosse un segreto colpevole. La poesia non porta soldi a nessuno; è un dono. Da questo punto di vista, la libreria di Changuito è un vero tesoro, un concentrato di doni. Mi ha fatto piacere vedere, ad esempio, sul sito Internet del negozio (http://www.poesiaincompleta@blogspot.com), il miglior libro di poesia indiana in lingua inglese degli ultimi anni: ‘Jeuri’ di Arun Kolatkar. È la sola libreria interamente dedicata alla poesia che io abbia mai visto.Ma chi legge poesia di questi tempi? Tutti noi. Ogni volta che ascoltiamo musica pop, ascoltiamo il testo, un’elegante condensazione di esperienza dentro il linguaggio. Dio ci parla esclusivamente in versi. Quando ci rechiamo in chiesa o in una moschea o in un tempio, le scritture che ascoltiamo o gli inni che cantiamo sono tutti scritti in metri. La poesia ci plasma più di quanto immaginiamo e siamo pronti a riconoscere.La studentessa cui ho dato l’incarico di portarmi nel luogo più triste di Lisbona mi ha accompagnato, com’era prevedibile, in un piccolo ristorante dove suonano il fado, quella musica esclusivamente triste che parla di perdita. Ma la libreria Poesia Incompleta è un luogo ancora più triste - e non intendo una tristezza nel senso tragico del termine. Il negozio è pieno di saudade, la tristezza nostalgica - quella che lo scrittore turco Orhan Pamuk chiama ‘huzun‘, o malinconia, “uno stato d’animo che in definitiva afferma e nega la vita contemporaneamente”. Quando ci penso ora, l’impresa impossibile diChanguito nel centro di quella dolorosa città, mi rende inesplicabilmente felice.traduzione di Rosalba Fruscalzo
(19 giugno 2009

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Giu 21, 2009 in
Noi due come un romanzo
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| il libro della settimana |
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| Un intreccio d’amoresul filo delle pagine |
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«Che mondo sarebbe senza romanzi? I romanzi parlano di noi». Come i megaliti innamorati Jeanne e Jean si ricongiungono ogni dodici mesi, sciolti dall’incantesimo che li ha pietrificati, così Emma e Federico sulla stessa isola di Belle-Île si incontrano ed amano solo cinque giorni all’anno, lasciando Milano e New York. Gli altri 360, nutrono il loro sentimento di parole scritte, quelle parole che Emma vende e regala nella sua libreria Sogni&Bisogni. Intelligente, colto ed emozionante, «Noi due come un romanzo» racconta di un amore impreziosito dai libri, sussurrato tra citazioni, innervato di passioni letterarie e comunicato attraverso una casella postale. Teatro della vicenda è una libreria che vende unicamente testi d’amore, suddivisi in sezioni: Amori impossibili, Triangoli, Cuori infranti, e altri. Qui Emma coccola i suoi clienti con tisane, candele all’odore di libri, tartine titolate alla Austen, quasi Lucy dei Peanuts, educatrice sentimentale, perché, dopo la separazione dal marito, vive amori di carta («I libri sono un approdo ogni volta che mi sento perduta» dice), coltiva bisogni per sé e per chi frequenta la sua libreria-casa, persone la cui intimità si rivela attraverso le sottolineature sui testi. Così tra gli scaffali si incrociano solitudini e si svelano tradimenti. Finché un giorno un biglietto scritto con inchiostro verde riserverà anche ad Emma la realtà di un sogno che giunge dal passato, invitandola a rileggere la propria biblioteca interiore. «Quando la parola scritta combacia con quello che accade realmente la magia di un romanzo è compiuta. E le parole, si sa, hanno un sacco di pazienza e sanno aspettarci». Così aspettano i lettori - lettrici! - per i quali Paola Calvetti, giunta alla quinta pubblicazione, con sagacia delinea tutta la sintomatologia amorosa: inizi trepidanti, attesa, estasi, fine dolorosa, in una narrazione che raduna frammenti letterari per tessere una sapiente tela. In un processo di immedesimazione tipico del romanzo nel romanzo, il personaggio della protagonista risulta così vivido che i lettori/fan della giornalista milanese l’hanno indotta a creare una virtuale Sogni&Bisogni, dando vita a un frequentatissimo blog. Qui lettori di ogni età si confrontano e confortano proprio come i membri di un circolo letterario. Libro pharmakon, «Noi due come un romanzo» coadiuva nella cura del mal d’amore, perché con leggerezza e ironia insegna a leggere e cantare («cantando il duol si disacerba», Petrarca) per saper voltare pagina, dimentichi di sé nella lettura di più vite in parallelo. «Per salvarsi si legge. Ci si consegna a un gesto meticoloso, un gesto di difesa geniale. Leggere è fissare un punto per non alzare lo sguardo sulla confusione del mondo». Leggere, sorseggiando dalla tazza-gadget di Sogni&Bisogni con su scritto «Shhh, I’m reading».Serena Scionti20/06/2009
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Giu 7, 2009 in
Maratonadamore
dalla viva voce di Rosanna Santonocito.
Job Marathon! / Cinque ore di parole per raccontare il lavoro scritte e lette in un sabato di giugno: il punto esclamativo ci sta…
C’erano i selezionatori e i selezionati, i cacciatori di teste e i “cacciati”. C’era l’inedita coppia del riccio: le due signore che elegantemente si sono divise le pagine dello stesso libro, c’era un’avvocatessa che leggeva della vita del fisico Majorana e un garbato direttore del personale in pensione che dava voce a Dino Buzzati quando voleva essere pittore. C’era un’esperta finanziaria con un racconto pieno di strofe di canzoni, e quindi le cantava. C’erano un’assistente di direzione e un filosofo della lentezza. C’erano Pietro Ichino ed Enrico Bertolino. C’era Pinuccia della Libreria delle Donne. C’erano i blogger senza computer e gli scrittori che leggevano i libri loro e/o, ma più “o”, i libri di altri scrittori: Calvetti, Rimassa, Baccomo, Furini, Palumbo, Buratto, Tagliabue. Michela Murgia che non è riuscita a conquistare il podio e non ha letto (peccato!!). Ada Grecchi con la sua storia di amore e politica, sindacato e Br negli anni 70, non lontana nello spazio e nel tempo dalla fabbrica Vismara di Costantino Corbari e dall’ostinazione di Donnarumma che voleva solo “faticare” . E poi Marta Abbà vestita di rosso per presentare Rosso Malpelo, omaggio esplicito ai tipi con un cattivo carattere, quelli che prima o poi ti capita di incontrare, negli uffici di vetro delle organizzazioni internazionali o nelle redazioni dei giornali. C’erano gli ingegneri elettronici che raccontavano il lavoro come musica: corde rotte di violino e il testo della “Miniera” dei New Trolls, con la voce di Enrico che si incrinava, ma solo un filo, sulla dedica agli operai della Thyssen Krupp e a tutti morti sul lavoro. C’erano le parole per dire il mobbing e quelle per dire la fortuna di fare un lavoro che si ama, c’erano, recitate, la passione degli artisti e la noia dei creativi, il padre giardiniere del cimitero e la coppia che lavora lui di notte e lei di giorno,Malausséne e Miranda Pristley, i medici senza frontiere. Mafuz, Gibran e la Szymborska (che è viva, è viva!..) Proprio alla fine è arrivato anche Bartleby con lo spiazzante eterno “preferirei di no”…Da qualche parte, il buon Raymond Carver compiaciuto ci ascoltava: amore e lavoro in fondo si assomigliano, è vero, avrà pensato, diavolo di una blogger cocciuta…Tutto questo c’era ieri in un pomeriggio di inizio giugno, con il sole il vento e le elezioni, alla JobMarathon di Job24.it e JobTalk, oltre 250 persone tra i quadri argentini in mostra nello spazio di PriceWaterHouse per cinque ore filate a leggere e ascoltare il lavoro narrato nei libri e recitato a voce alta, chiamati da Internet, Facebook. Twitter, blog, radio, perchè come dice Umberto Eco “non ci libereremo facilmente dei libri”, o portati da un ‘amico o dalla fidanzata che insisteva “Vedrai che non ti annoi”Non ci siamo annoiati no, e allora grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che sono stati in piedi, che hanno aspettato, chi più chi meno pazientemente, il turno per venire a leggere e quelli che non ci sono riusciti tanti erano i dicitori in coda, ai Jobtalkiani presenti, a tutti i siti e blog che hanno “rimbalzato” il reading, a Radio24 e a RaiTre. Grazie a Rossella Caravita e a Giuseppina Floris di PWC che ci hanno creduto subito e non hanno creduto dopo a chi diceva “Siete matte”, ai coblogger della mia squadra Luigi Ballerini, Antonella Appiano, Fabrizio Buratto che hanno ceduto cavellerescamente il passo e il podio ai lettori ospiti per conquistare anche loro il microfono a tempo quasi scaduto, a Paola Calvetti maestra severa che mi rabbuffava. “Parlano troppo, devono leggere..” …..Grazie a chi ha fatto foto, se ce le manda le pubblichiamo, domani arrivano una fotogallery, la lista dei titoli letti, in settimana c’è pronto anche il video….Scritto alle 13:12 nella JobMarathonPermalink