UNA TRAMA POSITIVA

Una nuova libreria. Una nuova storia. Quattro giorni di riposo, che per me significa mettere in ordine, pulire, ordinare carte sparse sulla scrivania, stare chiusa in casa. La mia vacanza e benedetto il ponte del 2 giugno. Ma significa scrivere e rispondere a voi, amici del blog e lettori, che scrivere ogni giorni mentre io riesco a farlo solo una volta la settimana: so che capite, la mia vita (che anno bellissimo!)dal 14 febbraio, quando ci incontrammo per la Maratona, trascorre tra ufficio, figli, romanzi e… librerie, con un’incursione notturna negli studi della Rai per Linea Notte. Ah, devo anche scrivere gli articoli per IO DONNA e sto lavorando a un libro sulla comunità di Case famiglia del CAF, al quale contribuisco come volontaria. Escusatio non petita… accusatio manifesta: mi sto giustificando perché mantenete un blog signficiherebbe, forse, intervenire ad ogni vostro commento, ma io preferisco che questa sia una piazza libera nella quale ogni tanto getto un tema o qualche riflessione. Bene. Dopo la mia presentazione a Chieri (ultima tappa dopo Biella e Ivrea) vi racconto la storia della Libreria della Torre di questo incredibile luogo a nemmeno mezz’ora da Torino. Incredibile per gli scettici per chi intende la cosiddetta imprenditoria al femminile, come la sintesi di storie di bulloni e fabbriche o commercio inusuale, invece la storia di Elena e Giorgia, giovani libraie di Chieri è pura imprenditoria al femminile, energia e creatività. Elena e Giorgia hanno più o meno 35 anni, sono molto carine e simpatiche e, come tante donne che sto incontrando (protagoniste della Guida alle librerie italiane che forse un editore mi farà scrivere…chissà), un bel giorno si sono decise. Apriamo una libreria. Come Angelita e come tante altre. Le fotografie dimostrano come in uno spazio di nemmeno sessanta metri quadri (Angelita guarda le foto alle pareti! Come dicevamo a Sondrio…) si possa realizzare un Sogno. Questo risponde anche a coloro che criticano Emma scrivendo (vedi blog francesi) che è troppo ottimista, troppo positiva eccetera… Invece di Emme è ricca l’Italia. Bene. Elena e Giorgia hanno creato questo luogo dell’anima in pochi mesi, si sono rimboccate le maniche, incuranti della concorrenza e sono diventate protagoniste della loro libreria, che quando ho presentato Noi due come un romanzo, era pienissima di amici e amiche con i quali abbiamo parlato del romanzo, certo, ma di altro. Anche. Dei romanzi, di come amiamo i libri in modo sconsiderato e totale, di come imperterrite, continuiamo a credere che sia possibile lavorare… vendendo libri. Non scrivo considerazioni particolarmente illuminanti, non rispondo ai vostri commenti sulla letteratura erotica e sugli argomenti che avete trattato la vanità! Cosa è la vanità? Mah, bene quello che scrivete) non voglio parlami addosso, né scuarmi per la mia latitanza, né lamentarmi per la stanchezza di girare librerie in tutto il Paese (mi aspetta la Toscana a metà giugno), ma dirvi che vi voglio bene, che sono felice, ogni volta, di trovare conferma al sogno di Emma: fare la libraia. Perché sono assolutamente certa che alla globalizzazione e al “pensiero unico” di una società sempre più devota ai centri commerciali e a negozi che hanno perso la loro vocazione alla relazione umana, si risponda con i fatti. E la Libreria della Torre è un fatto. E le persone che si ritrovano, di sabato pomeriggio, a incontrare una scrittrice o uno scrittore vagabondo di passaggio, sono la rappresentazione vivente di una possibilità. Quella del rapporto umano, carne con carne, occhi negli occhi, pensiero con pensiero. Sono una romantica? Non credo. Perché quando entro in una libreria come questa dimentico la stanchezza, le ore passate al computer a scrivere, la solitudine (sì, Cristina, capisco la solitudine della quale scrivi nel tuo post alla libreria di Angelita) svanisce, si eclissa… e non c’è schermo televisivo che tenga (anche se mi diverto molto a battibeccare con Mannoni a Linea Notte, suggerendo romanzi che altrimenti non arriverebbero al piccolo schermo…anche di autori morti o giovani… e poco televisivi…), non c’è concorrenza. Continuo a pensare (e a vivere sulla mia pelle) che incontrare un’autrice, uno scrittore, un artista, un libraio o una libraia condensi il suo valore nell’unicità della relazione umana.L’unica possibilità interessante per quella che, tra un romanzo e l’altro, tra un mestiere e l’altro, tra un dolore e l’altro… ci ostiniamo a chiamare vita.
“Continuo a pensare (e a vivere sulla mia pelle) che incontrare un’autrice, uno scrittore, un artista, un libraio o una libraia condensi il suo valore nell’unicità della relazione umana.L’unica possibilità interessante per quella che, tra un romanzo e l’altro, tra un mestiere e l’altro, tra un dolore e l’altro… ci ostiniamo a chiamare vita.”
Emma,
grazie per aver capito.
Sono partita a caldo, sgrammatica, incoerente … ferita …
Ma lo so che non è colpa nè tua, nè di Angelita, nè di tutti i librai e le libraie di cui hai parlato e parlerai.
No so nemmeno io contro chi gridare. Contro quella solitudine, credo.
Contro qualcosa che nella mia tesa, come nella mia vita, continua a girare a vuoto. Un motore con la quinta ingranata, ma inceppata. Su cosa, in quale punto e perchè, devo ancora scoprirlo.
Quello che sento, vedo e so è soltanto questo senso di prigionia. Di soffocamento.
Ma ho una domanda Emma. Tu scrivi dell’ unicità della relazione umana.
E io che sento questa verità pungermi dentro, ti chiedo: come fai a dare densità, gravità, proprio fisica, ecco, fisicità a quella relazione umana?
Come fai se le persone che ti sanno leggere dentro, tirando fuori gli spigoli, ma anche i petali dalla tua anima, stanno tutte troppo lontane?
Come fai a superare le parole? Perchè io mi accorgo che le parole da sole non possono bastare.
Si ritorna in quel girare a vuoto. In quell’eco di solitudine metallica.
In quel sogno mancato, ma nemmeno condiviso.
Come fai se sei assetata di relazione umana, ma non riesci a stabilirla e la senti sfuggire tra le dita?
Quella possibilità Emma, che hai sentito, sfiorato, un paio di volte e che ti ha aperto tutto un mondo… e che poi quando torni nel tuo mondo, ti sembra di disperdere in tutto quel silenzio e quel parlare di nulla?
Io vorrei volare Emma, dare alla mia anima la possibilità di incontrare altre anime affini, di scoprire la vita, il mondo, ma non so come fare…
Mi sento un aquilone legato ad un filo troppo spesso che non so bene dove affondi le sue radici.
E lo ammetto Emma, leggere di tutte queste librerie create da giovani che hanno appena 2 anni più di me, mi ferisce, apre un qualcosa nell’anima che io continuo a tenere nascosto.
Il salto, dalla metafora, alla realtà brucia ferite lasciate da un migliaio di scelte sbagliate.
Ma anche quella, più profonda e viva, lasciata da un futuro che non c’è. Fatto di tanto tanto silenzio e sole parole. Le mie. Che per fortuna ancora trovo in me…
Sì … mi svenderei, porterei il caffè, la valigia o i panni in lavanderia a chiunque. Tutto pur di andare via da dove sto. Tutto pur di circondarmi di voci, di spunti, di idee che possono portare ad altre idee, al posto di quest’aridità. Tutto pur di costruire con pazienza e con attenzione quelle relazioni umani di cui dici tu. Ma relazioni che lascino qualcosa …
Non i 4 amici al bar a sbevazzare e a parlar di calcio o di veline. Perchè questa è esattamente la mia realtà. Il mio personalissimo Nulla.
Cristina,
so, esattamente SO, cosa intendi. Io sono stata salvata dalla scrittura, dalla lettura e dai figli. Li guardo e penso che posso anche morire in pace, adesso che QUALCOSA ho fatto. Arrivare alle persone con i miei romanzi non è appagare la vanità (non la conosco bene, se escludi il desiderio di venire bene almeno in fotografia…sui gornali, poca roba, in realtà), ma comunicare. Dove arrivano, poi le parole, non so.
Se e quando mi sento soffocare, IO ME NE VADO.
Il mondo è grande e sei davvero ancora troppo giovane per gettare la spugna.
Ci sono tante, tantissime persone da aiutare e dare appaga.
Almeno, credo.
Fa di te stesso un’isola (G. D’Annunzio)
L’inferno sono gli altri (J.P. Sartre)
Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene tranquillo in una stanza (B. Pascal)
L’uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto. (E. Flaiano— questa non è in tema ma è troppo divertente)
I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.
(E. Flaiano)
La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia. (E. Flaiano–mo vado a magna’)
Cara Emma,
mi trovi in sintonia con il “io me ne vado”.
Anche se, al momento, avrei un bel po’ di difficoltà a metterlo in pratica, pertanto l’unico viaggio che posso fare è dentro me stessa, ma senza inciampare nel solito errore del troppo analizzare.
Mentre non sono in sintonia con il dare. C’è un gran conto in sospeso.
Vedi … se qualcuno mi dice/scrive “sto male”, o “sono triste” e simili tonalità dell’anima, io non son capace di tirarmi indietro e, per quanto mi è stato possibile, ho sempre cercato di aiutare. Poi però quando sono stata io quella a lanciare un sassolino, un messaggio più o meno nella bottiglia, a nessuno è importato di quel dolore.
Non volevo compatimento, comprensione, o chissà che, mi sarebbe bastato anche un semplicissimo e rispettoso silenzio. Un accogliere silenzioso, fatto solo di uno sguardo. Di un sorriso che si concede piano.
Da quei giorni e, soprattutto, dopo il triennio di Servizio Sociale in cui ho avuto modo di scendere negli abissi della mia anima per sciogliere i nodi rimasti e farcela da sola, ho capito che non avrei mai più aiutato nessuno. Che avrei restituito al mondo la fuori esattamente quello che a me è stato dato.
No Emma, dare in questo caso mi sembra anche una scorciatoia. Perchè io dentro di me so, che non è questo il mio desiderio, ma bensì PRENDERE, trovare quel posto nel mondo che penso a tutti, con i dovuti aggiustamenti, riflessioni e prese di consapevolezza, spetti.
Non voglio dare Emma.
E il giorno in cui darò non sarà un dare generalizzato, tanto per risollevarsi da terra, ma sarà un dare scelto, sentito sino all’ultima goccia d’anima. Sarà un dare vero.
E da queste parole, anche gelide e affilate se vuoi, fuoriesce quella forza che ancora sento e che, anche se piango, mi sfogo, grido, scrivo sgrammaticato e ad istinto, mi fa dire “non ho nessunissima intenzione di gettare la spugna”.
Non ho nessuna idea sul futuro.
Ma non si prenderà certo la mia anima nè tantomeno le mie parole.
E se anche questa solitudine, questo silenzio e questo Nulla continueranno ad esserci, io sarò più forte. Cadò e mi rialzerò.
Prima o poi penserò anche a rappacificarmi con la mia Isola, ma solo quando avrò abbastanza anni da non desiderare più un nuovo capitolo, un nuovo libro proprio … e magari retrospettivamente vedrò anch’io quel Qualcosa. Un Qualcosa che forse mi avrà insegnato ad amare un po’ il posto in cui sono nata e vissuta.
la miseria, Cristi’, m’hai fatto venire la curiosity: che paesaccio sarà mai il tuo? castelluccio in aspromonte? roccasecca degli aurunci? passoscuro in barbagia? polentascotta della padania? INSOMMA PARLA! dicci il nome del posto, o almeno la provincia
comunque tutto questo discorso m’ha fatto fare una riflessione profonda (ogni tanto ci vuole, specie dopo i pasti)
http://www.youtube.com/watch?v=iGBC0-k_GnI&feature=related&pos=2
Caro carino, purtroppo la miseria non sempre stà nel posto in cui vivi…. Se fosse così basterebbe cambiare città e tutti i problemi si risolverebbero da sé….
D’altrone hai fatto un post perfetto prima “Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene tranquillo in una stanza (B. Pascal)”….
Ciao carinissima, e di queste di Longanesi che ne dici? (oggi mi sento sentenzioso)
È così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa e a un funerale il morto.
Due stupidi sono due stupidi. diecimila stupidi sono una forza storica
Esistono tipi che assumono una personalità soltanto al telefono.
I difetti degli altri assomigliano troppo ai nostri.
Il contrario di quel che dico mi seduce come un mondo favoloso.
L’ironia è il pudore della mia coscienza.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.
La nostra vita è un test. Se fosse una vita vera ci direbbero dove andare e che cosa fare.
La virtù affascina, ma c’è sempre in noi la speranza di poterla corrompere.
L’arte è un appello al quale molti rispondono senza essere chiamati.
L’intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto.
Non bisogna appoggiarsi troppo ai princìpi perché poi si piegano.
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee.
Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola.
Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.
Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione.
Carino, gli uomini liberi mancano perchè purtroppo a volte la libertà è un lusso che non tutti si possono permettere…. e anche una forma di coraggio dalla quale in tanti fuggono…. Spesso siamo noi i carcerieri della nostra libertà…. (oggi mi sento troppo seria….)
comunque strapreferisco (e di gran lunga) Flaiano
Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.
Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.
Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.
Il traffico ha reso impossibile l’adulterio nelle ore di punta.
L’amore comincia quando ci accorgiamo di avere sbagliato ancora una volta.
Oggi il cretino è pieno di idee.
Cosa fareste se scopriste che l’amante di vostra moglie la tradisce con un’altra?
Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire.
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un’ora a farsi brutta.
Oggi anche il cretino è specializzato.
A furia di leccare qualcosa sulla lingua rimane sempre.
Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.
E per finire la mia preferita, tanto che la farò incidere sul camino di casa appena possibile
LA SITUAZIONE E’ GRAVE MA NON SERIA
ariciao carina
Attendo, attendo, né a me giungon mai…(addio del passato…)
http://www.youtube.com/watch?v=yPwDDTYLddA
aaadddioooo oooooooooooOOOOOooooooOOOOOoo
a torto di viltade tacciato mai saròòò
http://www.youtube.com/watch?v=PH4gJWCV-8U
tutto a tue colpe è po.oco, vieni c’è un mal peggiooor
SARà QUESTA LA MIA FINE?? NO, PERCHé IO CI HO UNA MAZZA DA CINQUE CHILI PER SPACCARE LA LEGNA E LA STATUA l’assaggerà sul groppone!
(dovreste sentirmi cantare TUTTE LE PARTI! è la …ehm.. delizia di mia moglie quando canto il don giovanni) (in pratica m’insegue col mattarello)
Proverò con qualcosa di nuovo e originale : LA NEBBIA AGLI IRTI COLLI PIOVVIGINANDO SALE, E SOTTO IL MAESTRALE URLA E BIANCHEGGIA IL MAR…Ops! Sbagliato Blog? PPP Copenaghen
questa suonata da Campanella è uno strazio, è un ciuco inaudito, secondo me non capisce quello che sta suonando, esegue meccanicamente
http://www.youtube.com/watch?v=1_Apd-iaD30
Chi vive di aforismi , vivrà come un aforisma…
Chi di aforisma ferisce, di aforsima perisce…
Un aforisma è bello, due anche, tre ancora di più …ma dai quattro in poi si perde la vera essenza del messaggio dell’aforisma.
Il troppo se non storpia, stordisce.
Un unico aforisma vale mille messi assieme.
Così una sera di fine maggio!
PPP il dandy danese
bravo PPP dansi/dandy! ma no, che sbagliato blog! dove l’hai pescata quella,PPP??? scommetto che come al solito componevi seduto sul masso davanti alla sirenetta (a proposito, l’hanno segata di nuovo??? aggiornaci!)
PPP, tutto dipende dalla capacità cranica individuale
capisco che in certi casi oltre il quarto il problema possa diventare serio
mika non lo capisco
mitiko!
kapisco PPP, al quarto mi vai in tilt: leggili quattro a quattro! dammi retta
Questo special per PPP
“A vent’anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere” (Flaiano)
Eh?
Caro PPP, un’aforisma del genere vale un trattato di antropologia, non ti pare?
OK! Capo…I do! Ma il carino sei sempre “camaleontiscamente parlando” TU?
ppp
X PPP
DA! YES! JA! ciao simpaticone! (ogni tanto vi faccio gli scherzetti!)
gli è che fra un po’ mi staccano la linea causa trasferimento temporaneo, quindi vi lascio una scorta di capofanate per il prossimo mese che non ci sarò
…antropologia, non ti pare?
(ovviamente antropologia in senso mooolto lato, non strictu)
(PPP goes to Hollywood?)
http://www.youtube.com/watch?v=lyl5DlrsU90
Un mese senza capofan…. Annota i tuoi immancabili pensieri da qualche parte, così quando torni ci aggiorni….
Li guardo e penso che posso anche morire in pace, adesso che QUALCOSA ho fatto (Emma)
Emma, ma che morire! non si muore veramente, vita mutatur non tollitur!
ecco come morirò io (anche i miei amici sono così, con una differenza: questi ci fanno, i miei ci sono, ma il risultato non cambia) il funerale poi lo voglio proprio così, come nel film
http://www.youtube.com/watch?v=eY0md7UR50g&feature=related
Barbara, ma certo annoterò senza meno, e vi aggiornerò inesorabilmente!
Ecco come si suonano i Quadri (Campanella fa venire sonno)
http://www.youtube.com/watch?v=XNXRYJ3j62I
Cristina la scrittura mi ha aperto un mondo, uno scenario che era chiuso dentro di me e che tre anni fa mi ha aperto le porte del paradiso.
La scrittura intesa come comunicazione, lettura, scambio di opinioni, mail, incontri, scontri, poesie, baci, abbracci, cuori, maratone, meeting, scontri, riappacificazioni. Vita, vita nient’altro che vita!
La scrittura e il piacere della lettura mi hanno fatto conoscere un blog.
La scrittura e il piacere della lettura hanno messo in luce quella parte di me che ho sempre tenuto nascosta a chi mi viveva accanto. perchè non ne apprezzava il valore. Finchè qualcuno si è accorto di me e di quel buio che è diventato luce.
Quella luce oggi sono io, prima ero solo Catia.
Ho erroneamente scritto Cristina in luogo del mio nome… pardon.
Emma che bella libreria, calda e accogliente. Angelita hai visto le foto alle pareti?
una
http://www.youtube.com/watch?v=RwPSoOuD2ms&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=RwPSoOuD2ms&feature=related
per una
(anche se mi diverto molto a battibeccare con Mannoni a Linea Notte, suggerendo romanzi che altrimenti non arriverebbero al piccolo schermo…anche di autori morti o giovani… e poco televisivi…)
quella trasmissione ha preso colore solo da quando ci sei tu, Emma, sennò prima chi la vedeva mai; una noia, tutti quegli approfondimenti che non approfondiscono un bel niente
Per Carino/Capofan: direi “Polentascotta” della Padania…
Per Catia: se era una battuta non l’ho capita.
Per tutti: domanda—> ma questo blog è fatto solo da voi 4 anime????
Forse chi vi entra si sente scoraggiato.
Ma non dai post di Emma…
forse da te
perciò dico ai passanti: entrate pure, ché per fortuna non siamo tutti maniacodepressi qui
gente allegra dio l’aiuta
(con l’occasione faccio pure gli scongiuri, se sa mai… “ma che c’è il morto, ahò”)
http://www.youtube.com/watch?v=sEfrLqvRnME
Per tutti: domanda—> ma questo blog è fatto solo da voi 4 anime???
MEGLIO POCHI CHE MALE ACCOMPAGNATI. C’è chi lo legge e non scrive, c’è chi non lo legge e non scrive, c’è chi legge e scrive. Liberi. E’ l’unico spazio dove si stanno raccogliendo, oltre che amici e lettori, materiali sulle librerie. Non ne esistono di uguali. Nel prossimo post vi racconterò di avere trovato una Feltrinelli che mi piace e della Job Marathon del 6 giugno…
mi sto riposando mettendo a posto casa… ma oggi scriverò a chi devo scrivere. Anzi, voglio scrivere. Comunque molti di noi sono diventati amici negli anni grazie al mio vecchio forum e se anche solo una di queste amicizie (vero Pablo Paolo? Angelita? Catia? Capofan?…eccetera) resiste al tempo, significa che è giusto.
ciao a tutti
Emma ha ragione, e poi questo blog non è fatto solo dalle nostre quattro anime…. C’è chi è entrato incuriosito dai nostri commenti, vedi Davide, libraio di Torino che dopo un iniziale fraitendimento è stato accolto a braccia aperte…. Abbiamo avuto anche una gentile ospite d’oltralpe….
Il bello di questo blog è che c’è spazio per tutti…. Estroversi e timidi, chiacchieroni e taciturni…. ho incontrato una persona deliziosa in quel di Canda che mi ha detto di leggere con una certa costanza questo blog, ma di non scrivere per una sorta di pudore….
Cristina non preoccuparti del numero delle anime, ma della loro qualità!!
A me i miglioratori del mondo lamentoni risultano sempre molto sospetti e non credo mai alla loro sincerità né alle loro buone intenzioni.
Io con le anime di questo blog mi ci trovo a mio massimo agio -con la padrona di casa Emma, e poi Catia Barbara Alina PPP e qualche altro occasionale-, e sono aperto a tutto e a tutti escluso i rompiscatole lamentoni.
Cristina non era una battuta, solo un errore come ho scritto nel secondo post.
Quattro anime?! Sì ma belle, positive, intraprendenti e propositive e con un bagaglio di dolore alle spalle che manco t’immagini e che ci ha trasformato in quello che oggi siamo, appunto anime belle.
Non vedo rompiscatole lamentosi, nè vecchi nè recenti…. Solo persone diverse unite da un comune denominatore, Paola…. Se fossimo tutti uguali sai che noia! Comunque lasciamo ai lettori/scrittori di questo blog il tempo di conoscerci meglio e capirci…. senza giudizi frettolosi, da nessuna parte….
…. concordo con Catia, nessuno di noi è immune dalla sofferenza, solo ognuno di noi la vive in modo diverso…. E poi siamo sei anime, non quattro!!
Barbara ti ho risposto in privato… che felicità la tua mail!
Un abbraccio a Emma, Alina che presto vedrò, Capofan che spero di vedere quanto prima, idem Pablo, Angelita, Cristina e tutti i librai d’Italia!
A settembre sarò a Palermo e andrò a visitare quella libreria di cui mi hai parlato a Sondrio cara Emma…
Vabé, se serve aumentare il numero di anime ci porto pure quelle dei morti miei e de’ mi’ nonno (se volete portateci pure i vostri così aumentiamo ancora); per adesso intanto siamo diventati 24 anime, cuntent?
(che non farei per il blog della mia Autrice del cuore)
Un abbraccione pure a te Catia, e anch’io spero d’incontrarti quanto prima.
Capofan noi valiamo per cento quindi non abbiamo bisogno di altro…
vado a riposare e a finire di leggere Firmino, ve lo consiglio uno spasso, un libro delizioso.
Qui è tornata la temperatura autunnale. A dopo cari.
Ieri ho ricevuto una telefonata da Pablo tanto per dire che i nostri rapporti sono veri, basati sulla stima, la fiducia. Condividiamo gli stessi interessi, l’amore per la cultura, l’amore per l’amore e l’amore per la vita.
E grazie Capofan tu sai perchè.
ricordo di aver letto anni fa “le anime morte” di Gogol, il mio trucco aumenta-anime è ispirato a questo romanzo
(rispondo a mia moglie ch edall’altro computer contesta anche il secondo pianista da me proposto: sì, lo so che piglia le ciacche -sì d’accordo, è tutta una- ma almeno con lui lo gnomo saltella.. con Campanella invece zoppica!)
ha risposto che lo gnomo po’ saltella’ quanto gli pare ma se non sa sona’ non sa sona’ -mi arrendo
Capofan noi valiamo per cento quindi non abbiamo bisogno di altro…
PAROLE SANTE, PAROLE DA SCOLPIRE, Catia… ovviamente siamo e restiamo aperti a chiunque voglia, basta che non gli salti il ticchio di sofisticare, sennò tiriamo fuori dalla naftlaina Gorgia in persona
Gorgia, chi era costui?
Se qualcosa esiste, esso deve essere:
“essere”
“non essere”
“essere” e “non essere” insieme.
Innanzitutto il “non essere” non è. Ora, se l’”essere” fosse “essere”, esso sarebbe:
eterno
generato
eterno e generato insieme.
Ponendo che l’”essere” sia eterno:
se è eterno non ha principio
se non ha principio è infinito
se è infinito non è in nessun luogo
se non è in nessun luogo non esiste
Ponendo che l’”essere” sia generato:
non può essere generato dal “non essere”, poiché questo non è
non può essere generato dall’”essere”, poiché, se così fosse, sarebbe già “essere”
Poiché non esistono né l’”essere”, né il “non essere”, un insieme di “essere” e “non essere” non sarebbe possibile. Per questi motivi nulla c’è: l’”essere” non esiste.
—–
E questo è zucchero, se ci scateniamo poi vedi
Dai Cristi’ facciamo pace (ma chi sei, quella che abbiamo ballato il dadaumpa in piazza a Milano? ho un ricordo vago e confiuso di un qualcosa del genere), vieni qua e lamentati a tuo piacimento; dai piangiamo in coro, comincio io: “mondocane, uaaahhh sigh”…
http://www.youtube.com/watch?v=UnXqEomFqM8
Scrivo e tu mi guardi
Illumini il mio volto dei tuoi sorrisi
Afferri le mie braccia stanche e mi stringi forte a te
Mi scaldi di un respiro regolare
Sento il profumo della tua pelle invadere il mio cuore
Afferro i baveri della tua giacca e dipendo da te
Scrivo e tu mi guardi
Ti perdi nell’esplorazione del mio volto
Sussurri parole gentili ad un animo dolente
Carezzo la tua guancia e una lacrima scende lenta
Vorrei che i miei silenzi ti bastassero
Ma tu chiedi, pretendi una risposta che non so darti!
L’unica certezza che ho è che non posso più ignorarti!
Ehi, ma che bella poesia! Poi dice che siamo quattro anime… sì, ma che anime (d’accordo, a parte la mia, che al momento l’ho pure portata in lavanderia)
qui piove a dirotto, bene!
Grazie capofan. Di solito non scrivo poesie, in realtà credo sia la prima volta che lo faccio…. e l’ho pure pubblicata…. Che sfrontatezza! La sola idea che un poeta vero, come il nostro caro Pablo Paolo, la possa leggere mi fa già arrossire dall’imbarazzo!
PPP è un poeta buono e sarà clememte e incoraggiante, scommettiamo?
Vada per l’incoraggiamento…. ma non voglio clemenza, quanto piuttosto sincerità….
E brava Barbara! Promossa…
Ops la mia anima burlona mi suggerisce una poesia bondiana:
Piscine sassi mare
paparazzi topless tradimenti
presunte paternità impudico ciarpame
ah l’amore geriatrico!
L’unica poesia della mia vita l’ho scritta in lode d’un cane
ode a Dick
Va, triste e piana, dolce elegia:
morto è il cane della Ercilli,
che più in guisa umana che canina
sorrider solea.
Che mai morse gatto
se non costretto;
tal fu, sua natura gentil,
a segno che mai masticò osso
se non su fazzoletto di bisso.
Di un tal prodigio
s’è perso lo stampo;
di pelo fu grigio
e più veloce del lampo.
Il Dick Gran Can fu amato a tal punto, che
(ahi lasso! mi rimembra con disappunto)
morì proprio il dì in cui fu eletto,
del comunal consiglio membro diletto!
rex ex-ex
(e se morte crudele non gli avesse rubato l’ore,
di sicuro diventava pure assessore)
però rileggendola ci sono un pio di correzioni da fare
Va, dolce e piana, triste elegia:
morto è il cane della Ercilli,
che più in guisa umana che canina
sorrider solea.
Che mai morse gatto
se non costretto;
tal fu, sua natura gentil,
che mai masticò osso
se non su fazzoletto di bisso.
Di un tal prodigio
s’è perso lo stampo;
di pelo fu grigio,
più veloce del lampo.
Codesto Gran Can fu amato a tal punto, che
(ahi lasso! mi rimembra con disappunto)
morì proprio il dì in cui fu eletto,
del comunal consiglio membro diletto!
rex ex-ex
(e se morte crudele tolto non gli avesse l’ore,
di certo diventava pure assessore)
gli avesse .brutto- meglio “gl’avesse”
in effetti la vita del poeta è dura, già ho visto altri 4 errori minimo
4 anime belle con un’unica cosa che le accomuna…un’energia unica, speciale…con voglia di dire , fare, disfare, creare, annusare, assaporare le parole …scrivere, leggere e sognare…
E’ la voglia di sognare, che ci fa dimenticare … (Vanoni diceva) dimenticare anche chi scrive prima DI CONOSCERE chi siamo… Siamo i Calvettiani…che da ogni parte d’europa difendiamo il nostro bene in comune la Paola e noi stessi anime da circolo letterario fumoso , rari esempi di amici veri e amanti della vita. Brindo con un assenzio ghiacciato!
Baci PPP 2009
Capofan grazie per le tue parole. Almeno mi hanno schiarito le idee…
Grazie per il lamentosa e tutto il resto.
Scusate se ho pensato di scrivere qua. Se da un post di Emma ho pensato di trovare ascolto.
Mi spiace aver rovinato l’atmosfera.
Riconosco l’errore e per rispetto verso Emma, Barbara e Catia, passerò di qua ancora, leggerò, ma eviterò accuratamente di scrivere altro su di me.
Anch’io voglio bene a Paola, ma evidentemente, questo non fa nessuna differenza.
Io qui pensavo di trovare un confronto…
Cristina, se mi permetti vorrei inviarti una lettera che ho scritto ieri leggendo i tuoi post…. Vorrei farlo privatamente, così da rispettare i tuoi spazi….
Se per te non è un problema posso chiedere a Paola di fartela avere….
Non hai rovinato nulla Cristina anzi hai esaltato ancora di più il nostro spirito patriottico nei confronti della nostra madre terra calvettiana.
Benvenuta tra noi,
ridi piangi e gioisci quando vuoi
lamentati finchè puoi
ma continua a stare con noi.
Smile, please che la vita è bella ovunque tu sia,
a proposito: do you like a poesia mia?!
Capofan quanto assenzio hai bevuto oggi? Il cane della Ercilli, l’essere o non essere.
Mumble… mumle devo rileggere i tuoi post. Devo capire.
Temporalone in arrivo… e freddo.
Bello stare rintanati in casa a leggere, subire gli attacchi di un marito focoso e andare a fare un bagno caldo. Sweet Sunday!
Azz Capofan ho capito: cambiando l’ordine degli essere il risultato non cambia. L’essere non esiste. Moltiplicato per se stesso è sempre uguale a zero quindi non esiste.
Giusto?!
Catia, giustissimo!, come sempre, del resto: SEI UNA GRANDE, ma questo lo sapevi già!
Cara Cristina, per me personalmente fa come vuoi. Ma quando si cerca il confronto sereno, non si scrivono fesserie come questa
Per tutti: domanda—> ma questo blog è fatto solo da voi 4 anime????
Forse chi vi entra si sente scoraggiato.
Ma non dai post di Emma…
perché in questo caso vuol dire che più che altro si cercano rogne inutilmente, e le rogne arrivano INESORABILMENTE! (quanto mi piace sta parola)
Capofan quanto assenzio hai bevuto oggi?
Catia io non sono poeta, perciò bevo soprattutto vino di ogni genere e qualità: solo sulle quantità non transigo! eh eh
Cristina, non dare retta a capofan…. Devi ancora imparare a conoscerlo…. Non ce l’ha con te, fidati…. E’ fatto così lui…. prenditi un pò di tempo per stare con noi e poi se proprio non ti piacciamo sei liberissima di non passare più di qua….
Ciao Barbara,
ti ringrazio del tuo pensiero, ho già dato a Paola il mio indirizzo mail, le ho scritto cinque minuti fa. Aspetto dunque di leggerti.
Catia grazie anche a te. Per quest’ultimo messaggio.
Rimango, come ho scritto, perchè, credo in questo suo progetto, in ciò che mi ha dato attraverso la storia di Noi due come un romanza, ma anche di un altro suo precedente libro e perchè questo è il blog di Emma/Paola e le voglio bene … ma per il momento - a parte quest’ultimo intervento - in silenzio.
Quello che ho scritto è ciò che sto vivendo, forse troppo intensamente, ma che mi brucia e mi fa stare inquieta, con troppa emotività. Dunque penso sia meglio se prima metto un po’ di ordine in me, imparando nel contempo a conoscervi, leggendovi, seguendovi un po’ in disparte.
Ecco, ottima Cristina: un po’ di autocritica e si torna come nuovi, pronti a spiegare le vele… non è necessario stare in disparte; basta non pretendere di dare la direzione al “dibattito”
Non c’è bisogno che tu stia in disparte Cristina, basta che tu non te la prenda troppo se a volte i commenti che seguono il tuo non sono esattamente quello che ti aspetti…. Vedrai che con il tempo troverai questo spazio un piccolo porto sicuro dove venire a rifugiarti quando il mare della vita si fa grosso…. Tutti a modo nostro ti siamo vicini….
Emma, due giorni di post e ottanta commenti…. stiamo diventando bravi….
Ma dai Cristina quale disparte, rimani tra noi.
Poco a poco ti convertiamo al fancazzismo letterario, nuova corrente rexiana-catiana su cui si basa la dialettica in “essere” di questo meraviglioso blog calvettiano, con la partecipazione del sommo poeta Pablo Paolo Peretti della corrente assenziana, della puerpera poetessa (visto che hai partorito le prime rime qui oggi, mi sembra il caso di denominarti così) Barbara.
Accogliamo nuovi adepti…
Viva Emma, viva la vita, viva la libertà!
Catia che dire? Sono stata una puerpera, giovane non attempata, ma puerpera poetessa non mi aveva mai definita nessuno…. Certo mio figlio mi è venuto mooooooooooooolto meglio della poesia!!
un tempo lo fui anch’io puerpera, ben diciannove anni fa…
Mi batti Catia, il mio essere puerpera risale a cinque anni e mezzo fa….
nuova corrente rexiana-catiana
questo è un’asse ormai consolidato, mi pare
tratto dal libro che sto leggendo:
“Per capire se valesse la pena di leggere un certo libro, bastava che sbocconcellassi una porzione di carta stampata. Per questo tipo di indagini, imparai ad utilizzare la pagina riservata al titolo, lasciando il libro integro. Da allora il mio motto divenne: quel che è buono da mangiare e buono da leggere”
E ancora… ” C’è un passaggio nel fantasma dell’opera in cui il fantasma, un grande genio che vive nascosto da tutti per via della sua spaventosa bruttezza, dice che quel che più desidererebbe al mondo è semplicemente passeggiare di sera sui boulevard sottobraccio a una bella donna, come un qualsiasi altro borghese. Anche se gaston Leroux non era un Grande, questo è, a mio avviso, uno dei passaggi più commoventi della letteratura”
Questo grande topo è un collega di Emma, lui lavora nella libreria Pembroke Books.
Eh sì, nei libri tutto può accadere…
Come nella vita, a prescindere dalle assi e dai… materassi eh eh
Sì, ma senza materassi… non ci sarebbe vita (capisciammé…) eh eh
Ragazzi, ho finito di mettere a posto casa e sono stata lontana dal pc per tutto il giorno: una boccata d’aria. Ho studiato inglese per un’ora e per studiare ho anche visto un film che giaceva da qualche parte. Beh, sono le undici di sera e non ho resistito nello scrivervi un post: capofan non potrà apprezzarlo, credo sia lontano dai suoi gusti,ma le ragazze sì. Cristina, questo è un blog sui libri, sui film e sulle librerie, ma è anche un luogo di confronto, di chiacchiericcio, una sorta di condominio dove ognuno scrive ciò che vuole, dal come stanno i figli all’ultimo romanzo letto. Perciò sono sicura che ti affiaterai con i nostro blogger, che sono amici, lo siamo diventati un po’ tutti… e scherziamo, certo che scherziamo: già vivere è una faticaccia, già ognuno di noi ha i guai suoi come si usa dire, che noi ce la ridiamo un po’ su. Senza alcuna mancanza di rispetto per i guai altrui. E’ che forse noi sappiamo di essere sulla cosiddetta stessa barca… domani vado a un funerale: vedete, non era previsto dai miei 4 giorni di riposo a casa, ma accade, accade che un tuo collega che fino a ieri cazzeggiava con me in libreria, il direttore editoriale del Touring Editore, una persona davvero simpatica, non ci sia più da qualche ora. E dunque questa è la realtà. E forse film e romanzi servono anche a questo, no? A entrare in vite che altrimenti non conosceremmo, trame scritte da altri nelle quali ci specchiamo. Tutto qui? Tutto qui.
Mercoledì e giovedì Parigi: incontro con librai parigini, premierò chi ha partecipato al concorso e se ne va a Belle-ile e incontrerò le famigerate blogger in serata dedicata (ah! le massacrerò di bugie… su Emma e Federico) e vi racconterò tutto.
Non perdiamoci.
Emma, mi dispiace per il tuo collega….
Ti prepari per Parigi…. ricordati che noi ti sosteniamo sempre alla grande, ne avrai bisogno davanti alle blogger francesi…. Noi le abbiamo invitate più di una volta, ma loro niente…. chissà cos’hanno loro più di noi? Niente credo, la differenza forse sta solo nel fatto che noi siamo più aperti a commenti e discussioni, loro sono forse un pò troppo diffidenti….
Tieni alto l’amore di Emma e Federico e chi ti dice che non è verosimile il successo della libreria di Emma o l’amore tra lei e Federico lo fa solo perchè non conosce posti come Sogni e Bisogni, che in Italia ci sono e funzionano, o perchè forse un amore come il loro lo sognano, ma non lo hanno….
Non ci perdermo, non ti preoccupare!!
… incontrerò le famigerate blogger in serata dedicata (ah! le massacrerò di bugie… su Emma e Federico) e vi racconterò tutto.
Falle a pezzettini le blogger francesi, Emma; e un “tze” a loro anche da parte mia!
Quanto al collega morto che fino a ieri cazzeggiava con te in libreria, ebbè il fatto ha un precedente illustre nella vicenda del famoso Cavaliere La Palice, che morì all’assedio di Pavi
Monsieur d’la Palisse est mort,
il est mort devant Pavie,
Un quart d’heure avant sa mort,
il ètait encore en vie. Il fut par un triste sort
blessé d’une main cruelle,
On croit, puisqu’il en est mort,
que la plaie ètait mortelle. Regretté de ses soldats,
il mourut digne d’envie,
Et le jour de son trépas
fut le dernier de sa vie.
Il mourut le vendredi,
le dernier jour de son âge,
S’il fut mort le samedi,
il eût vécu davantage. »
TRADUZIONE
Morto è il signor de la Palisse,
morto davanti a Pavia,
Un quarto d’ora prima di morire,
era in vita tuttavia. Fu per una triste sorte
ferito da mano crudele,
Si crede, poiché ne è morto,
che la ferita fosse mortale. Rimpianto dai suoi soldati,
morì degno d’invidia,
e il giorno del suo trapasso
fu l’ultimo della sua vita.
Morì di venerdì,
l’ultimo giorno della sua età,
Se fosse morto il sabato,
avrebbe vissuto più in là. »
—
per dire che così è la vita!
Grazie Emma.
Mi dispiace per il tuo collega. Quello che hai detto su di lui mi ha dato la “misura”, delle cose e dell’atmosfera di questo forum, di quella barca in cui siamo tutti.
E credo di capire quello che stai cercando di dirmi.
Sul ruolo dei libri e dei film, non avresti potuto essere più incisiva di così. Hai descritto le sensazioni di una lettrice avida di storie, di trame di vita, di specchi nei quali rintracciare indizi del famoso disegno della cicogna di Karen Blixen … La cicogna d’altri, per capire meglio la tua di cicogna. Che poi non è detto sia sempre una cicogna, ma anche altro… qualcosa di diverso per ciascuno di noi.
Quelle poche pennellate sul dvd mi hanno messo voglia di cercare di che film si tratta.
La storia mi ricorda un po’ quella dello smemorato pianista ritrovato in riva al mare. Non parlava, non ricordava nulla di sè, solo suonava…
La differenza d’età.
Croce e delizia.
E’ vero si può imparare tanto e comunque l’amore è amore e basta. L’amore non ragiona con la testa, ma con il cuore, per lui i numeri non significano nulla.
Ma poi, perchè conteggiare gli anni?
Non sarebbe meglio tenere il conto piuttosto degli istanti?
Di quanti istanti è fatta la vita?
Però a volte, penso, e qui mi riferisco forse ad un altro tipo di amore, ovvero quello tra genitori e i figli, ma forse anche l’affetto che intercorre tra amici appartenenti a generazioni diverse, sia più facile inciampare in fraintendimenti. O non avere quell’apertura, che implica anche la pazienza, che l’amore invece concede. C’è chi si trova ad aver vissuto già alcune esperienze di vita e chi invece deve ancora conoscerle.
In questo caso può succedere che si pensi che l’altro, chi non ha vissuto quelle esperienze, non possa capire. A volte bisogna inventarsi un alfabeto per raggiungere e farsi raggiungere.
Però, nella mia esperienza con persone più grandi me, i tesori più grandi li ho colti proprio da tali differenze e “distanze”.
Anche le ferite più grandi. Ma che poi son state quelle che più mi han fatto crescere.
Cara Paola,
le tue storie d’amore sono già lievi.
Ma ti auguro lo stesso di trovare quell’ispirazione e quella levità che cerchi.
Ancora Amiche (ho temuto… credo si sia capito dal messaggio di ieri sera)?
Scrivmi un monosillabo “di là”. O anche qui è lo stesso.
Cristina, entri in punta di piedi in questo blog…. Aggiungi il tuo commento in coda agli altri, su post precedenti a quelli attuali….
E’ bello vedere il tuo desiderio di passare comunque di qua…. Dico comunque riferendomi alla piccola discussione di ieri…. Come vedi ci piace averti tra noi, una nuova voce che deciderà che posto prendere nel coro….
Grazie Barbara.
Voglio leggere quello che avevi da dirmi: evelyn1976@libero.it
Ti aspetto, se ancora lo vorrai.