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emma on
Mag 31, 2009 in
film da romanzi
Volevo fare esercizio di inglese: mi impongo di studiare almeno un’ora al giorno e stasera, per esercitarmi, ho tirato fori dal cassetto un DVD che acquistati mesi fa: Ladies in lavander. Non ne sapevo nulla, credo sia tratto da un racconto, ma mi sono così commossa vedendolo che non posso non suggerirvelo. In breve, la trama, che è esile ma struggente per la delicatezza dei sentimenti: siamo in Cornovaglia, nel 1936. Due anziane signore salvano uno straniero che in cambio ruberà il loro cuore. Due attrici straordinarie e la delicatezza, davvero struggente, di una di loro (Judie Dench) che anziana e dolcissima si innamora di un ragazzo naufrago sulla spiaggia del suo cottage in riva al mare. Cercatevi il dvd e guardatelo: vorrei riuscire a scrivere una storia d’amore così. Pronfondissima e, nel contempo, lieve.
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Mag 30, 2009 in
librerie del cuore



Una nuova libreria. Una nuova storia. Quattro giorni di riposo, che per me significa mettere in ordine, pulire, ordinare carte sparse sulla scrivania, stare chiusa in casa. La mia vacanza e benedetto il ponte del 2 giugno. Ma significa scrivere e rispondere a voi, amici del blog e lettori, che scrivere ogni giorni mentre io riesco a farlo solo una volta la settimana: so che capite, la mia vita (che anno bellissimo!)dal 14 febbraio, quando ci incontrammo per la Maratona, trascorre tra ufficio, figli, romanzi e… librerie, con un’incursione notturna negli studi della Rai per Linea Notte. Ah, devo anche scrivere gli articoli per IO DONNA e sto lavorando a un libro sulla comunità di Case famiglia del CAF, al quale contribuisco come volontaria. Escusatio non petita… accusatio manifesta: mi sto giustificando perché mantenete un blog signficiherebbe, forse, intervenire ad ogni vostro commento, ma io preferisco che questa sia una piazza libera nella quale ogni tanto getto un tema o qualche riflessione. Bene. Dopo la mia presentazione a Chieri (ultima tappa dopo Biella e Ivrea) vi racconto la storia della Libreria della Torre di questo incredibile luogo a nemmeno mezz’ora da Torino. Incredibile per gli scettici per chi intende la cosiddetta imprenditoria al femminile, come la sintesi di storie di bulloni e fabbriche o commercio inusuale, invece la storia di Elena e Giorgia, giovani libraie di Chieri è pura imprenditoria al femminile, energia e creatività. Elena e Giorgia hanno più o meno 35 anni, sono molto carine e simpatiche e, come tante donne che sto incontrando (protagoniste della Guida alle librerie italiane che forse un editore mi farà scrivere…chissà), un bel giorno si sono decise. Apriamo una libreria. Come Angelita e come tante altre. Le fotografie dimostrano come in uno spazio di nemmeno sessanta metri quadri (Angelita guarda le foto alle pareti! Come dicevamo a Sondrio…) si possa realizzare un Sogno. Questo risponde anche a coloro che criticano Emma scrivendo (vedi blog francesi) che è troppo ottimista, troppo positiva eccetera… Invece di Emme è ricca l’Italia. Bene. Elena e Giorgia hanno creato questo luogo dell’anima in pochi mesi, si sono rimboccate le maniche, incuranti della concorrenza e sono diventate protagoniste della loro libreria, che quando ho presentato Noi due come un romanzo, era pienissima di amici e amiche con i quali abbiamo parlato del romanzo, certo, ma di altro. Anche. Dei romanzi, di come amiamo i libri in modo sconsiderato e totale, di come imperterrite, continuiamo a credere che sia possibile lavorare… vendendo libri. Non scrivo considerazioni particolarmente illuminanti, non rispondo ai vostri commenti sulla letteratura erotica e sugli argomenti che avete trattato la vanità! Cosa è la vanità? Mah, bene quello che scrivete) non voglio parlami addosso, né scuarmi per la mia latitanza, né lamentarmi per la stanchezza di girare librerie in tutto il Paese (mi aspetta la Toscana a metà giugno), ma dirvi che vi voglio bene, che sono felice, ogni volta, di trovare conferma al sogno di Emma: fare la libraia. Perché sono assolutamente certa che alla globalizzazione e al “pensiero unico” di una società sempre più devota ai centri commerciali e a negozi che hanno perso la loro vocazione alla relazione umana, si risponda con i fatti. E la Libreria della Torre è un fatto. E le persone che si ritrovano, di sabato pomeriggio, a incontrare una scrittrice o uno scrittore vagabondo di passaggio, sono la rappresentazione vivente di una possibilità. Quella del rapporto umano, carne con carne, occhi negli occhi, pensiero con pensiero. Sono una romantica? Non credo. Perché quando entro in una libreria come questa dimentico la stanchezza, le ore passate al computer a scrivere, la solitudine (sì, Cristina, capisco la solitudine della quale scrivi nel tuo post alla libreria di Angelita) svanisce, si eclissa… e non c’è schermo televisivo che tenga (anche se mi diverto molto a battibeccare con Mannoni a Linea Notte, suggerendo romanzi che altrimenti non arriverebbero al piccolo schermo…anche di autori morti o giovani… e poco televisivi…), non c’è concorrenza. Continuo a pensare (e a vivere sulla mia pelle) che incontrare un’autrice, uno scrittore, un artista, un libraio o una libraia condensi il suo valore nell’unicità della relazione umana.L’unica possibilità interessante per quella che, tra un romanzo e l’altro, tra un mestiere e l’altro, tra un dolore e l’altro… ci ostiniamo a chiamare vita.
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Mag 27, 2009 in
Noi due come un romanzo

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Mag 27, 2009 in
Noi due come un romanzo

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Mag 21, 2009 in
librerie del cuore

All’ingresso, come un benvenuto, c’è questa poesia.
Volta pagina.
Capitolo seguente: vita.
Emozioni;
fatte di inchiostri diversi,
pagine lette e corrette,
lacrime di mancata ispirazione,
…tutto lì sugli scaffali
della libreria dell’anima.
Volta pagina;
Ritrovo per viandanti dal cuore smarrito.
Ristoro per gente affamata di parole.
Speranza per occhi bramosi di frasi…
…E tu non ti voltare più indietro…
entra , guarda, stupisciti, annusa la carta
che come una sirena ti ammalierà e rapirà…
Lasciati rapire… lasciati stare per un momento:
ascoltati!
Stiamo per salpare.
No, niente valige, solo la tua voce.
Il mare grande ci aspetta, ma non ci fa paura.
”Benvenuto a bordo”, il vento è dalla nostra parte!
L’autore è il poeta italiano Pablo Paolo Peretti, membro di questo blog, ma anche del forum Leggere&Scrivere di Paolo Di Stefano. Blog e Forum hanno fatto incontrare tante persone, a dimostrazione che internet non è il diavolo e che, se non viene usato per COPIARE…, può davvero essere un eccezionale tramite per fare conoscere persone meravigliose. Come Angelita Pierro, neo-titolare della libreria Volta Pagina di Sondrio, inaugurata alla presenza della sottoscritta, e delle madrine Anna Maria e Catia, della splendida famiglia di Angelita, delle sue ex-colleghe…
Sì, perché Angelita fino a poche settimane fa era dipendente assunta di un’importante associazione, timbrava egregiamente il suo cartellino, ma… un po’ come Emma, sentiva che qualcosa doveva cambiare.
Ange ama leggere: lei ed io, insieme all’inseparabile Cristina, ci siamo conosciute in libreria, a Cremona, anni fa ed… è stato colpo di fulmine. Il forum e il blog ci hanno unite sempre più, sono venute alla Maratona, hanno conosciuto Pablo Paolo, Capofan, Catia, Anna Maria e tanti amici del forum di Di Stefano e mi sarei offesa se non fossi stata invitata a inaugurare l’inizio di un sogno (la libreria) e di una nuova scelta imprenditoriale e di vita. Ci siamo divertite moltissimo, ho staccato scontrini, venduto libri, chiacchierato con i presenti, suggerito romanzi, riso e mangiato.
Stravolta dopo Torino io, stanchissima dopo i lavori in libreria lei…. Insieme a Catia siamo partite in auto e poi e poi tutti insieme abbiamo sollevato Ange dall’inesorabile e inevitabile ansia che accompagnava il suo battesimo.
Librerie che chiudono. Librerie che aprono.
Pubblicherò le foto della festa di Sondrio.
La poesia di Pablo, però, racconta più di qualsiasi immagine.
Aiuteremo Angelita, parlerò della sua libreria a colleghi scrittori e giornalisti, insomma siamo tutti con lei.
Rosi dall’invidia.
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Mag 17, 2009 in
librerie del cuore
Sono stata, come molti, come quasi tutti gli scrittori/ici alla Fiera del libro di Torino: era la mia prima volta e vi assicuro che stordisce. Oh, non per l’ovvia calca, il rumore e la mancanza d’aria. Sono ovvie e sopportabili in tutte le fiere. Da bulimia di carta e libri, quello che mi è piaciuto, è stato… il numero di libri. Milioni, decine e decine le librerie/stand… Giornata breve ma densissima.Firma copie allo stand Mondadori, dibattito (immancabile) dedicato alla scrittura femminile insieme a Elena Loewenthal e Stefania Bertola allo stand IBS (che non è solo vendita via internet, ma donne deliziose e simpatiche e piene di energia), affollato e divertente: siamo così diverse Elena, Stefania ed io, che il dibattito c’è stato. Poi di corsa verso la Libreria Thérèse, piccola, deliziosa, animata libreria indipendente di Torino. Un sospiro di sollievo, fuori dalla ressa e dal casino, dentro un ambiente piccolo, riservato, che accoglie con una frase: ”Che se ne fa di tutti quei libri? Come se potesse leggerli tutti in una volta. Dalle mie parti a un tipo così si da del pazzo furioso, gli si tolgono i soldi perché non li sperperi e poi lo si manda a quel paese”. Davide, il libraio, ha 34 anni, una compagna libraia, Chiara e una bambina di due anni e mezzo, Anita. Ha lavorato come libraio i due diverse librerie di “catena” e dopo averci pensato e ripensato ha deciso di mettersi “in proprio”. L’ho deciso quando è nata Anita, mi ha detto. Una neonata dagli occhi scuri e grandi ha deciso per lui; così in quella che per decenni è stata una tabaccheria (e la tabaccaia di 84 anni, vivacissima e dagli occhi azzurri, era lì, seduta sulle panche, insieme ad altri clienti del quartiere) abbiamo iniziato a parlare. Di Noi due come un romanzo, certo, ma anche d’altro come se ci conoscessimo da anni, come se i libri che leggiamo e tocchiamo e acquistiamo, diventassero strumenti per vincere la timidezza da primo incontro. Davide avrebbe voluto altri scrittori presenti in Fiera, manco sapeva chi fossi (legittimo e assolutamente normale), ma aveva letto qualcosa di mio: essendo un libraio comme il faut si è dovuto leggere il romanzo e… sorpresa… gli è piaciuto pure. Doppia soddisfazione: Emma la libraia è arrivata al cuore di Davide il libraio. Farsi apprezzare da chi ci conosce è facile, farsi conoscere da esordiente, è fantastico. Davide mi ha scritto una mail bellissima che non pubblico per pudore. Dopo tre ore di incontro in libreria (abbiamo finito alle venti passate, ma credo che avremmo volentieri continuato…) li ho liberati dalla mia presenza, me ne sono tornata in albergo per andare a cena, pensando che se ogni quartiere avesse una libreria come Thèrese non avremmo bisogno d’altro, la smetteremmo di dire che i giovani non leggono e passano le ore a navigare su internet, la pianteremmo di piangerci addosso e giocare a chi urla più forte per vendere qualche copia o per farci notare, ci godremmo spazi come Thèrèse anche solo per incontrare persone come Davide e Chiara e come le sue clienti di quartiere, alle quali lui consiglia romanzi e saggi con semplicità e dolcezza. Luoghi che piacerebbero anche a Marc Augé che, dopo averci spiegato egregiamente cosa sono “i non-luoghi”, adesso ha pubblicato un saggio dedicato all’importanza della bicicletta. Bicicletta come mezzo per incontrare esseri umani, non solo come mezzo per andare da un luogo all’altro senza inquinare, come strumento per relazioni umane degne, serene, confortevoli e “normali”, tangibili, calde. Umane, per l’appunto. Come una piccola libreria lontana dal caos.
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Mag 12, 2009 in
Noi due come un romanzo

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Mag 10, 2009 in
librerie del cuore
Questa fotografia, scattata da Giada, meravigliosa e appassionata libraia di Corato, un piccolo paese in provincia di Bari, sintetizza molto bene questo ultimo periodo della mia vita di scrittrice, aspirante libraia. La libreria di Giada, 48 metri quadri nel centro storico di Corato è una libreria per bambini, una delle più belle librerie che io abbia mai visto in vita mia ( e vi assicuro che ne ho viste tante): che ci facevo io in un posto così? Ci facevo la scrittrice, in un lungo fine settimana in Puglia. Ci scrivono anche dall’estero, adesso: la pubblicazione di L’amour est à la lettre A, sta suscitando dibattiti nel blog francesi: il romanzo suscita sentimenti opposti. Qualcuno scrive - come direbbe Villaggio - che è una boiata pazzesca, altri lo adorano. Meglio, che una storia d’amore susciti sentimenti contrastanti lo rende vivo. Così come la mia nuova rubrica sul TG Tre, nata perchè Emma è piaciuta: tutti i mercoledì a Linea Notte Emma dispensa consigli, Paola indica un romanzo d’amore che vale la pena di leggere. Se non è un successo questo! La protagonista di un romanzo trasformata in “libraia” via etere con Paola che dialoga con i telespettatori da mezzanotte all’una: io, che alle ventidue sono già a dormire. Contraddizioni dell’epoca contemporanea, vittoria indiscussa dei libri, della parola. Dell’amore.