LA MIA LIBRAIA DEL CUORE
Posted by emma on Mar 7, 2009 in librerie del cuore |
Raramente mi “faccio pubblicità”, ma vi segnalo l’intervista che è pubblicata su IO DONNA di oggi, magazine femminile del Corriere della Sera. La protagonista dell’incontro è Nancy Bass, proprietaria della mitica Strand di New York. Mi fa piacere se la leggete e se vorrete commentarla.
Ricevo e pubblico.
Annalisa | annamarmorato@virgilio.it | IP: 79.26.227.155
Cara PaolaEmma …
al solito arriva il momento in cui prendo il pc e comincio a scrivere….
nessuna velleità semplicemente il desiderio di mettere nero su bianco le idee… forse nel mio caso sarebbe perfetto pensare quel che disse W.Woolf: ossia come “le parole abbiano una scarsa propensione ad essere utili “( …chissà dove l’ho letto!!!;-)).
Lo credo, nel momento in cui la mia timidezza mi porta ad immaginare “che non sono così importante ”
“…ma perchè leggere me ?”mi domando, ma poi sento che i pensieri “nulla sono senza parole”per usare una frase non mia e così comincio a digitare sulla tastiera.
Ho letto il tuo libro…
Come tutti gli altri…mi ha fatto compagnia nelle fredde e piovose sere del mese scorso….
Ho aspettato a lungo prima di scriverti, perchè ho ritenuto fosse giusto elaborare quel che avevo letto.
Lo sai e lo vedi , non so affatto scrivere…semplicemente vorrei trasmetterti le mie emozioni ..i pensieri suscitati dalle tue parole.
Ti conosco fin dal prima romanzo..quello sul quale con enorme timidezza a Roma ti chiesi l’autografo, alla presentazione di “Perchè tu mi hai sorriso”.
Il tuo è stato un “crescendo”… ma la forza, il trasporto e la cura dei particolari avuta in “Noi due come un romanzo” è stata unica.
L’ho letteralmente “divorato”…
Bello, pulito, come ovviamente merita la sua geniale personalità, il ritratto di R. Piano.
Marginale senza esserlo.
L’ho sempre ammirato ed altrettanto ho fatto per come lo hai descritto.
Penso sia uno dei pochi italiani che ci fanno sentire fieri di essere tali in qualunque angolo dell’universo.
Hai descritto la sua figura con la giusta cura.
Brava.
Questo ti rende una vera professionista….
Della Morgan Library ne hai parlato con un entusiasmo e una minuziosità di particolari tale da renderla ai miei occhi tanto interessante da cercare notizie, foto e spunti su tutti i siti di internet.
Un solo libro mi ha fatto ridere (l’ultimo di Fabio Volo…lo sò…è “comico” ma io quel tipo lo adoro)…tanti mi hanno lasciato indifferente.
Alcuni autori mi ostino a leggermi ed ogni volta mi ripeto “anche stavolta non sento, ne vedo essere rimasto nulla dentro di me”…
Uno solo mi ha fatto piangere…il pianto, che tocca l’anima, che ti fa sentire qualcosa dentro… in fondo giù giù …nel mio cuore.
E’ stato il tuo…e se c’è stata commozione per Paolo, perchè era come se lo vedessi lì in piedi, nella sua splendida giacca, immerso nel tepore avvolgente della libreria di Emma, mentre legge la poesia dedicata alla sua adorata Elena, altre calde lacrime sono scese nel dialogo finale fra Mattia, ormai uomo e Federico….
Lo aspettavo, ero lì, spettatrice silenziosa dei due amori di Emma che si parlavano…
Fragilità, desideri, emozioni, tante a non finire ma pronte a sfinire cuore a anima per capire che le affinità esistono, che c’è chi ha parole che restano dentro di noi e germogliano.
…e poi Emma…non so se l’ho scritto a Paolo…ma quanto “tanto”c’è della Piccola grande donna Paola in Emma?.
Un universo intero… oltre alle numerose affinità del quotidiano.
allora…allora ecco la EmmaPaola che adora Anna Karenina, che si domanda come mai le chiese sono chiuse all’ora di pranzo come se ci fossero degli orari anche per pregare….
La EmmaPaola con la sua capacità sistematica di dimenticare sempre tutto, anche le cose belle, l’odio per la guida della macchina e l’uso collettivo dei termini inglesi o degli sms….
…e le scarpe con il tacco… grande passione di noi piccole donne.
Una deliziosa “carrellata” di libri e parole sull’amore…e ad ogni titolo ero li..felice di ricordare trame dimenticate “nella soffitta della mia mente ” e contenta di seguire in ogni particolare il filo del racconto
Penso di averti un pò conosciuta in questi quattro anni sul sito.
Ti ho raccontato tanto di me, (..e non ti dico “ricordi?”, perchè avrai dimenticato, con tutti quelli che ti scrivono..sarei assurda a pensarlo), della mia toga, del mio cuore dei miei sorrisi.
Mi scuso ancora per averti disturbato (desideravo solo aiutare un amico disperato) e ti ringrazio perchè con il sito di “perchè tu mi hai sorriso” sono un pò cresciuta anch’io, come penso anche le persone “belle e vere”che lo hanno animato:Alina, Donatella, il “grande”Diego e quel fuoco di vitalità e passione (ma non avrò mai parole giuste per descriverlo totalmente ) che è il nostro caro PPP (adorabile, dolce Paolo)…
Senza di te ora la sua amicizia non sarebbe nella mia vita, nella mia quotidianità, e di questo non mi stancherò mai di ringraziarti.
Ho seguito poco questo nuovo sito dove “mi perdo”….ma la forza che ci sta mettendo Diego è geniale…
Non ti crucciare per chi criticherà negativamente….
Ho smesso di pensare che si possa piacere a tutti…hai messo tanta fragilità e dolcezza in questo romanzo, noi che ti vogliamo bene lo abbiamo apprezzato…
…ancor di più…ancora e ancora di più dei precedenti…
Hai fatto sorridere “l’amore”….cosa molto difficile …lo hai reso forte e in grado si sconfiggere le avversità….perchè quello vero vince su tutto.
Grazie…
Spero di venire a salutarti a Roma.
Con sincera stima
Annalisa
Cara Annalisa,
che dire? Grazie. Per questo romanzo, lo sapete, io credo fermamente (un po’ come Emma del resto) all’onesto passaparola. Noi due come un romanzo non è stato “sdoganato”: nessuna recensione (se non le vostre), nessuno che si è preso la briga di leggerlo (intendo gli addetti al lavori della critica). Ho chiesto lumi, più per curiosità antropologica che per stizza, e mi è stato risposto da chi se ne intende:” non fanno recensioni alle romantic comedy”. Beh, io credo, ma posso sbagliare che Noi due come un romanzo non sia una “romantic comedy”… è un romanzo con una storia, e io che amo i romanzi CHE RACCONTANO UNA STORIA, lo vedo, lo sento, lo leggo così. Pazienza. Puoi immaginare quanto tenga ai vostri giudizi. l’amore (in senso lato) viene considerato LATO B, argomenti di donne (donnette per alcuni), come se non ci riguardasse tutti, donne, uomini, eterosessuali, omosessuali, a tutte le latitudini. Ho un sospetto: se lo stesso romanzo fosse uscito in libreria firmato da una scrittrice anglosassone o francese… sarebbe stato considerato diversamente, lo prova il fatto che in Francia, dove uscirà il 16 aprile… sta piacendo a giornalisti e librai che lo hanno avuto in anteprima. Non lo dico io, lo scrive il mio editore.
Nemo propheta in patria.
Letta l’intervista. Il commento che faccio è questo: personalmente non credo che i librai (parlo di quelli reali, non di te, Emma, che sei una libraia “pezzo unico”) siano commercianti speciali, non lo sono né culturalmente (perlomeno a me non ne è mai capitato uno) né in nessun altro senso. Come categoria di commercianti mi appassiona di più quella dei ristoratori, ad esempio, e lì qualcuno decente l’ho conosciuto.
Dell’intervista la cosa più divertente è la faccenda di Tom Cruise e colleghi, che acquistano libri d’arredamento… non che sia una novità (anche in Italia la maggioranza ha un po’ di libri in casa al solo scopo di arredarla), ma figurarsi un Tom Cruise che legge è divertente, quasi meglio che immaginare Totti alle prese con la “fenomenologia dello spirito” di Hegel.
Quanto alla grande distribuzione in genere, librerie comprese, nulla da eccepire se non che a me personalmente non picciono le librerie stile supermercato e non le frequento (non riuscirei mai ad acquistare un libro in un multicenter tipo quello di Milano, per dire, con tutto quel via vai manca la concentrazione, per uno come me che prima di acquistare un libro ne legge un bel tocco prima di decidere; in compenso però raramente esco da una libreria senza aver comprato qualcosa).
New York, il solo pensiero mi manda in depressione, ci sono stato una sola volta per 3 giorni molti anni fa e raramente mi è capitata una città più insignificante, dal mio punto di vista, che, inutile precisarlo, è del tutto soggettivo. New York è un ammasso inutile, un accumulo di non sa bene cosa, brutta come poche città al mondo (ammesso che di città si possa parlare). Allora meglio Chicago, quella sì che è una città nordamericana che potrebbe avere un suo fascino “orrido” tipico (non ci sono mai stato ma l’ho “studiata” un po’).
New York non è questo più quello più quest’altro; piuttosto, né questo né quello né altro, chi vuole capire capisca.
Per finire, il tipo di libraio che preferisco è quello che non s’impiccia senza essere interrogato, mi fa pagare senza chiedermi se li ho spicci, sorride e (possibilmente) s’inchina quando esco.
SO GIA’ CHE Né EMMA Né MICHELE SARANNO D’ACCORDO, ma ce l’ho messo in conto.
Cara Annalisa (ma non troppo lisa, al contrario, mi sembri bene in forma), ben rivista e grazie delle tue parole, mi/ci mancavi sul nuovo blog. Ti aggiorno sugli ultimi sviluppi: ricordi che ero fidanzato con Alina, ma poi lei mi ha lasciato? Bene, sono sempre sfidanzato e disponibile, sono sul mercato e costo poco, facci un pensierino. Ciao e fammi sapere.
Capofan,
ovviamente, ma tanto lo sai già, non sono d’accordo su nulla… tranne che anche io preferisco le librerie ai megastore eccetera. Ma come si fa a giudicare una città se non la si è mai o quasi mai vista? Comunque inutile discutere… dal mio romanzo si evince che amo New York e ti posso assicurare che la STRAND è una libreria EMOZIONANTE.
Spero che Michele risponda. Lui almeno è un libraio vero, mica finto come me e ha titolo per parlare.
Romantic comedy, ho avuto un brivido quando ho letto questa definizione, secondo me ha danneggiato un po’ il libro. La critica comunque in Italia non esiste, cara Emma, quindi poco male se non ti hanno recensita. E’ che ci vogliono gli strumenti culturali adeguati per saper recensire un romanzo e, a parte Ferroni (e nemmeno lui sempre-sempre), non è che ci siano tutti sti gran cervelli in Italia, in campo letterario.
Prendi De Luca, che sto leggendo oggi: primo in classifica, pura para-letteratura. E come tale facile da recensire, perché facile da “leggere” (leggere si fa per dire, De Luca è talmente rasoterra che è impossibile definire sensatamente il rapporto con un suo libro: io lo sto più che altro sfogliando con un disgusto anche fisico per l’oggetto). Ecco perché lo recensiscono, perché sanno leggerlo. “Noi due” è troppo complesso e articolato per un critico medio italiano, non saprebbe da dove cominciare.
Quanto alla pubblicità: Paola, non è che invece potresti informarci sistematicamente di quello che fai? ALLE ORE TOT DEL GIORNO TOT SARò IN TV, ovvero il giorno tot uscirà l’intervista su Io donna: INSOMMA, qui c’è una fanseria militante che ha diritto a una maggiore informazione: io l’altro giorno ho perso il tuo intervento a mattino 5 PER COLPA TUA, che non ci hai informati!
Da oggi in poi potresti scrivere sul blog ogni informazione utile a seguirti?? Vogliamo sapere anche a che ora vai dal parrucchiere! (vebbè, non esgeriamo) .
Io sono un fanatico di Paola Calvetti e voglio sapere tuttooooooooooooooooooooooooooo! E non voglio perdermi nienteeeeeeeeeeeeeeeeeeee.
Va bene. Mercoledì sera TG LA SETTE delle ore 20. Sarò lì.
Ho segnalato l’intervista al libraio-mito e lui mi ha risposto con una bella lettera. La pubblico, certa che non lo consideri uno sgarbo e visto che in questo blog si parla di librerie, ci racconta anche inediti dettagli.
Cara Paola,
del tuo affetto per la Strand, sapevo. E comprendo la tua emozione di
intervistare la tua libraia preferita.
Mi ha molto sorpreso il servizio della libreria al metro, ma non mi
meraviglia affatto che gli americani sappiano generare profitti anche
laddove noi non immagineremmo mai. (a suo tempo, però, li ho venduti a
“peso”. Forse lo ricorderai anche tu: era il 1990 ed ero ancora in
Feltrinelli)
I Bass, per l’ambiente, sono una leggenda. Sono molto contento della tua
intervista, le poni questione di grande puntualità: l’hai stuzzicata in
pieno fino a farle confessare la stabilità dei loro conti rispetto alle
catene. Cosa non comune per chi dirige, negli USA, qualsiasi cosa: la loro
riservatezza è davvero proverbiale.
I librai indipendenti USA sono una comunità molto unita, capaci anche di
bocciare intere tirature di un titolo qualsiasi nonostante che la parte del
leone la faccia ancora Barnes & Noble con più di 2000 punti vendita, dei
veri monopolisti che, sì, loro possono far addirittura decidere ad un
editore se fare o non fare uscire un libro. (Andrè Schiffrin, per anni a
capo della Pantheon books, diceva solito che se B&N con comprava un titolo,
era forse meglio non pubblicarlo).
Certo, la Bass fa una vitaccia: tra libreria, figli, il marito al Senato, il
negozio con i suoi orari terribili ecc. I librai si somigliano davvero tutti
quanti. Non so se davvero i tuoi progetti di felicità di avvereranno (e se
sono tali, te lo auguro di tutto cuore) ma sappi che dovrai fare i conti con
questo. E lo dico senza rammarico o nostalgia di altro.
Grazie davvero per la lettura.
E io sarò davanti al teleschermo, e certamente non solo io. E grazie, Emma.
New York lo so che ti piace. A me no, ma poco importa: quello che conta è che ci piace “Noi due”, e quanto ci piace!
Un altro conto è l’intervista in sé: bella come tutte le altre, credo di non averne persa nemmeno una o quasi.
la critica: se ce ne fosse una in Italia, non avrebbe tardato ad accorgersi che “Noi due come un romanzo” è un libro imparentato con il più grande romanzo di tutti i tempi, ossia il “Don Chisciotte”.
Non è un’esagerazione, se ci riflettete ci arrivate da soli.
Buona festa delle donne a tutte le madames del blog
baci&abbracci
Grazie capofan, anche se sta storia della festa delle donne mi disturba…non so perchè ma mi sembra un bla bla bla…e poi non cambia niente.
Quanto al Don Chisciotte…. non so. credo solo di avere scritto un buon romanzo. Ma ti adoro comunque, perchè sei davvero il capo dei capifan
La festa delle donne è importante perché l’8 marzo cento e più donne che scioperavano morirono in un rogo appiccato da un lercio capitalista infame; a me dà fastidio piuttosto che questa festa venga banalizzata e non ricordata per quello che è, una festa contro lo sfuttamento del capitalismo selvaggio. Sembrano frasi vecchie ma sono attualissime, stiamo vivendo una crisi economica causata dagli appetiti insaziabili di individui subumani della stessa sottospecie di quel cane che appiccò il rogo l’8 Marzo.
Inoltre proprio in questi giorni è in corso un altro attacco schifoso contro le donne per quanto riguarda l’età pensionabile. Perciò, cara Paola, fossi una donna non mi presterei al gioco di sottovalutare l’8 marzo. Bisogna ricordarlo per quello che fu, uno dei tanti episodi in cui un tipo di capitalismo dimostrò la sua essenza infame.
Don Chisciotte, il paragone con Emma non è così azzardato come sembra (a me venne subito in mente, fin dalla prima lettura).
Per entrambi i personaggi i libri hanno un ruolo determinante nelle scelte di vita. In qualche misura Sancio sta a Don Chisciotte come Alice a Emma. Spesso Fedrico sta a Emma quasi come la Dulcinea a Chisciotte (qui dovrei argomentare ma la farei troppo lunga). Perfino la struttura del romanzo può in parte essere paragonata al Don Chisciotte. Paola, il Chisciotte è un libro serissimo e grandioso, te lo dico perché sono convinto che non l’hai mai letto, non ti ci vedo con quel tipo di lettura. La tua Emma è una donchisciotte del suo genere, femminile intendo. Anche per questo hai scritto un grande romanzo e se in Italia esistesse una critica non potrebbe ignorarlo: ergo la critica in Italia non esiste.
E grazie infinite per la promozione a capofan dei capifan: da oggi in poi mi definirò semplicemente “stracapo”.
Emma cara, da domani per qualche giorno non ci sarò ma ci risentiremo presto. Ciao a tutti e a ciascuno.
NF+Alice= Sancio. Oh, pensa che Emma e don Chisciotte cominciano entrambi la loro storia a 50anni…, e in qualche modo entrambi hanno il cervello “guasto dai libri”, che è il miglior modo per guastarselo (o meglio, uno dei migliori, dopo il vino) … devo continuare???
grazie capo. comunque è vero, NON HO MAI LETTO DON CHISCIOTTE. Anzi mi sono ricordata che devi darmi la lista dei libri che DEVO LEGGERE. Poi visto che mi prenderò tutto agosto per andare in vacanza… leggerò.
grazie e fatti vivo quando torni.
Grazie a te Emma, e farò senz’altro la lista. Naturalmente mi farò vivo appena tornato, a presto.
Scusate il ritardo, avevo a che fare con 21 lunghe consecutive (Capofan, qualcosa come dalle 9,30 del mattino alle 22,30 della sera) per ragioni che comprenderete.
Dunque Capofan, fai bene a metterlo in conto. Ma ti sbagli pure su New York. Ecchediamine! Non generalizzare per favore, rischi per passare come un dolce stilnovista del libro e, come sai, sono estinti da parecchio. Per altro non credo che la tua incontenibile passione per la lettura sia barattabile con librerie-piccole-bravi-librai. Non è così, per fortuna. La differenza è il grande rigore (ma solo perchè dotati di numeri più grandi) rispetto alle insostituibili librerie indipendenti che fanno udite-udite il 70% di tutto quello che oggi si vende in libreria. Non ci sono solo le grandi catene. Per ciò, ti prego, non pre-giudicare le grandi librerie. Tiè!
Dimenticavo. Ehi!, Stracapo, leggi “Non ora, non qui”, “Tu mio” e “In alto a sinistra” di De Luca e possibilmente di seguito. Poi ne riparliamo. Ri-Tiè !
Caro Michele,
mi sa che non ho il fisico per fare la libraia. D’accordo su tutto. Volevo annunciare che Noi due come un romanzo è in ristampa! Grazie librai. Grazie cari colleghi.
Ci vediamo giovedì mattina da te in libreria: mi scrivi esattamente l’indirizzo?
Cara Emma,
lo hai già: nelle mail che ci siamo scambiati. non lo pubblico qui per una squisita questione di delicatezza. un abbraccio
vero Michele, scusa.