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CUORE DI SABATO foto di Barbara Gentile

Posted by emma on Feb 7, 2009 in Maratonadamore

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Un cuore al giorno

Posted by emma on Feb 5, 2009 in Maratonadamore

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La vetrina della libreria Mondadori di piazza Duomo sarà arredata con le bellissime fotografie di Barbara Gentile. Soggetto: cuori. Ecco la prima, scattata nel 2003 a Brooklyn.

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MARATONADAMORE aggiornata al 5 febbraio

Posted by emma on Feb 5, 2009 in Maratonadamore

16.00 Teresa Ciabatti, scrittrice (I giorni felici)16.10 Diego Arquilla, (Noi due come un romanzo)16.30 Anna Tumiati, giornalista (La zona cieca, di Chiara Gamberale)16,40 Lucia Castagna,giornalista16.50 Donatella Costa,16.55 Maura Lanfranconi Benazzo, direttore artistico (Voglio Vivere Prima di Morire di J.Wownham)17.00 Bedi Moratti, attrice (Terra, di Stefano Benni e Il Lato Luminoso di Antonella Boralevi)17,10 Pierluigi Arcidiaco, scrittore, autore teatrale (Come Il Sole)17.20 Alessandra Costa-Coreografa,ballerina….17.30 Claudio Achilli17.35 Rosanna Santonicito, giornalista17.40 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie)17.45 Bedy Moratti (il lato luminoso di Antonella Boralevi)17,50 Valeria Montaldi, scrittrice (Il manoscritto dell’Imperatore)18.00 Enzo Gentile, critico musicale (The River, di Bruce Springsteen)18.05 Catia Simone (Noi due come un romanzo)18.15 Paolo Colonnello, giornalista18.30 Alberto Tonti, architetto e giornalista19.10 Laura Galletti, libraia19.15 Valeria Palumbo, giornalista e scrittrice19.20 Carlotta D’ambrosio19.30 Alessandro Cannavò, giornalista e scrittore (A un cerbiatto somiglia il mio amore, di David Grossmann)19.40 Angelo Macchiavello, giornalista televisivo20.00 Carlo Brambilla, giornalista (Le braci, di Sandor Marai)20.15 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie ) e poi…ancora in orario da definire… Giangiacomo Schiavi, giornalista e scrittoreGianfranco Pierucci, giornalistaFulvio Pusineri, avvocatoAntonio Scurati, scrittore (Una storia romantica)Cecilia Chailly, musicista e scrittriceGiulia Ichino, editorAntonio Calbi, Direttore settore Spettacolo Comune di MilanoAnthony Majanlahti, discendente di Hans Christian Andersen

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A PROPOSITO DELLE “PRESENTAZIONI” DEI LIBRI: ovvero come l’autore può aiutare il libraio

Posted by emma on Feb 3, 2009 in librerie del cuore

Dal sito www.bookavenue.it un articolo che mi ha fatto riflettere, da lettrice e da autrice, sul tema delle PRESENTAZIONI DEI LIBRI. Intanto il “pezzo”.
LE LIBRERIE FANTASMA
“A leggere le “cose” che avvengono intorno alla libreria, sia che si tratti del rapporto Istat che dell’analisi dell’Aie è sconsolante la constatazione della fatica che la filiera editoriale incontra nel far crescere il proprio mercato. Dobbiamo ai bestseller, all’ubiquità dei libri in una varietà di canali, alle copertine sempre più belle e alle librerie sempre più accoglienti il fatto che aumenta il numero delle persone che leggono almeno un libro all’anno. Dobbiamo all’offerta al lettore di maggiori e più tempestive informazioni sulle novità e su una serie di servizi spesso on line, oltre i fattori sopra descritti, il fatto che i forti lettori aumentino un poco.Poi però, il grande mercato dei non lettori e quello meno costoso da fidelizzare (quelli che leggono da 3 a 5 libri l’anno) è terra di nessuno. Tutte le energie degli attori della filiera si concentra su pochi forti lettori e sui lettori deboli: una pacchia per i forti lettori, ma uno spreco terribile per tutti gli altri. Per carità, ci sono validissimi motivi per cui la gente legge poco e i tempi sono faticosi per tutte le filiere dei contenuti, però le operazioni ben gestite (i classici venduti insieme ai quotidiani, alcuni bestseller) hanno dimostrato che per fortuna i buoni libri si vendono, si leggono e stanno in classifica tanto tempo, a riprova del fatto che il mercato, se educato un pò, tanto fesso non è; e quindi, se i buoni libri ci sono, bisogna gestirli meglio, accompagnarli di più, trovare modi per promuoverli e venderli laddove si intercetta l’attenzione del lettore. Gli altri settori guardano la filiera editoriale per la sua capacità di introdurre continuamente nuovi prodotti. Al tempo stesso, ci sono molti spazi di innovazione gestionale che le persone (meglio: gli attori) del settore devono intraprendere, nonostante gli sforzi già fatti, se si vuole che i libri rimangano centrali nei consumi culturali delle persone. Il rischio altrimenti è che i costi per avvicinare i deboli lettori diventino sempre più alti e tutti gli attori si trovino a competere per far comprare un libro in più ai forti lettori. Mentre non si fa quasi nulla per il lettore medio (punto e basta, quello che compra da 5 a 10 libri) spaesato alla ricerca della libreria che non c’è. L’investimento pagherebbe più rapidamente”. Sono una cosiddetta “lettrice forte”, nel senso che compro decisamente più di cinque libri l’anno: diciamo che ne acquisto almeno 100. Dal 13 febbraio andrò in giro per l’Italia a “presentare” NOI DUE COME UN ROMANZO. Non lo faccio perché non ho altro da fare (difatti vado in giro soprattutto nei fine settimana), né perché sono vanitosa. Lo faccio per i clienti delle librerie e per i librai: sarei incoerente se dopo avere scritto un romanzo come quello dove si racconta di una libreria “viva”, rifiutassi di andare ad incontrare i lettori o anche semplici curiosi. Vero, promuovere (ma che brutta parola!) il romanzo sarà utile anche alle vendite, ma se paragono i lettori che intercetterei con una comparsata (farò anche quelle, se mi inviteranno) alla televisione o in audio alla radio, risolverei in tempi più brevi. In pubblicità si chiama costo-contatto, cioè quanto costa ogni contatto con ogni singolo utente (altra brutta parola…). Beh costa moltissimo, non in termini di denaro, ma in termini di tempo, energia, fatica fisica. Prendere un treno, a volte un aereo, dedicare agli incontri molto del mio tempo libero è una scelta etica, per me. Ci sono persone alle quali piace andare ad ascoltare, anzi, meglio, a chiacchierare con un autore che magari hanno amato o che ancora non conoscono. Lo faccio anche io: non mi sono mai persa le visite in Italia di alcuni autori stranieri che amo, ad esempio. Ma quando scrivo etica penso etica. L’autore non esaurisce il suo compito e i suoi doveri nei confronti dell’editore e del lettore con la consegna del suo testo, l’autore ha il dovere, io penso così, di accompagnare il suo libro e anche se cerco di evitare la classica intervista al microfono con domande imbarazzanti del tipo “da dove nasce il romanzo?” e altre banalità (sulla narrativa, poi… chennesò da dove è nato il romanzo? Dal cuore, dalla testa, dall’unione tra testa e cuore…), non dico mai NO a un libraio. Soprattutto a un piccolo libraio che sta in provincia. La direttrice della libreria Mondadori dove faremo la maratona era stupita (felicemente) della mia richiesta di mettere in vetrina non solo il mio romanzo ma anche tutti i romanzi degli autori che parteciperanno. Non è generosità o altruismo, è logica: che male può farmi mettere accanto a Emma l’ultima Gamberale o un saggio di Giangiacomo Schiavi o Una storia romantica di Scurati: non è cannibalismo, ma logica del cuore e di marketing: maggiore è l’offerta, maggiore è la seduzione. Vado nelle librerie perché penso che forse con la mia presenza il libraio può vendere qualche copia in più e, come scrive bookavenue “ i libri bisogna gestirli meglio, accompagnarli di più, trovare modi per promuoverli e venderli laddove si intercetta l’attenzione del lettore”, anche l’autore deve, se ama i libri, aiutare i librai, essere loro grato. So di un autore del quale per discrezione non faccio il nome, un autore famoso che non avrebbe alcun bisogno dei librai (tanto vende lo stesso), eppure se li coccola, li chiama, li visita, firma le sue copie come uno scolaretto disciplinato. Beh, io lo stimo, per questo. Anna Gavalda, un’autrice francese vendutissima (vende dalle 500.000 alle 600.000 copie per ogni titolo), non va alla televisione, ma gira in moltissime librerie in Francia perché predilige il rapporto diretto con lettori e librai. Farò lo stesso, e non perché penso così di vendere migliaia di copie, ma perché se ho scritto di Emma, lo devo anche ai librai. E non è piaggeria. Mi piacerebbe conoscere il parere di un/una libraio/a a proposito delle visite degli autori in libreria. A domani con gli aggiornamenti sulla Maratona.

 
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PAROLA DI LIBRAIO

Posted by emma on Feb 2, 2009 in Noi due come un romanzo

Questa recensione, la prima, per me vale più di ogni altra, per il semplice motivo che l’ha scritta un libraio, Michele Genchi, che dirige e ama la sua libreria, che sta a Roma. E’ il posto di oggi, lunedì: non avrei potuto iniziare la settimana (con una fantastica neve che scende dal cielo di Milano) in modo migliore. Cara Paola, Noi due come un romanzo è il libro del mese di Febbraio di Bookavenue. qui di seguito i link di riferimentoannuncio nella homehttp://www.bookavenue.it/#010209grazie per quello che hai scritto. E’ un libro bellissimo.Michele  Noi due come un romanzo, è la storia di una libraia e di una libreria: Sogni & Bisogni. Ma di questo bellissimo libro parlo qualche riga più avanti. Prima e grazie proprio alla lettura di Noi due come un romanzo, vorrei raccogliere le idee su questo nostro mestiere che ha a che fare con i libri (lo dico ai lettori occasionali di questo articolo. Con gli altri sono già d’accordo da un pezzo). E la cosa potrebbe apparire disfunzionale. Se trovate che sia così, saltate i preamboli di un povero vecchio mestierante e andate direttamente al dunque.Come dice da sempre il mio maestro, la figura del libraio è speculare e complementare rispetto a quella di editore. Le figure si qualificano nella misura in cui esercitano un ruolo di mediazione e orientamento tra domanda e offerta di lettura, e si completano vicendevolmente, dal momento che è il libraio a costituire il collo di bottiglia che permette al progetto dell’editore di raggiungere in maniera capillare i singoli lettori; lettori che, dal canto loro, adottano il libraio, e non l’editore, come punto di riferimento delle loro scelte.La libreria pertanto, benché ultimo anello della filiera, non deve limitarsi a subire le proposte degli editori, come un passivo intermediario: anche a livello di vendita dettaglio, e anzi proprio per il diretto contatto quotidiano con il lettore, è possibile esprimere un progetto, commerciale e culturale insieme.Ora, in un epoca di offerta estrema (da qualche altra parte registravo che l’editore Rizzoli ha mandato in libreria nel solo ultimo trimestre più di 1500 titoli tra novità e ristampe) e dell’omologazione delle modalità di acquisto, un forte investimento sulla distinzione e sull’individualità del punto vendita, nonché sulla personalità del libraio, sembrerebbe un gesto controtendenza, se non addirittura sconsiderato (e sono molti, pure, a parlare di “store manager” piuttosto che di “libraio”), la schiacciante preferenza verso le grandi librerie mostrata da chi vuole comprare libri, dimostrerebbe piuttosto l’efficacia economica della standardizzazione, tanto nella scelta dell’assortimento quanto nella sua esposizione, nonché anche nei codici di comportamento e procedure che ne regolano le attività. E i librai? Dovrebbero sentirsi e costituirsi come operatori della conoscenza, e agire in piena consapevolezza all’interno del complesso intreccio tra fattori economici e umani di questo commercio, per convertire le curiosità ed esigenze in risultati (anche economici. Insomma, il fattore identità concepita come personalità che distingue la libreria e il libraio all’interno di un mercato molto affollato. Il libraio vende l’anima ( a dirla con le Sue parole) perché non traffica in oggetti di carta stampata, ma vende promesse di sapere e di emozione, merce impalpabile e preziosa, orientando con sensibilità e perizia nella folta schiera dei lettori il giusto destinatario del prodotto editoriale.  Quello di Emma, riassume in sé quelle quattro regole che fa di se stessa quello che è e fa giustizia di questo mestiere. A partire dallo straccetto con cui ogni mattina spolvera i libri. Mi è rimasto il dubbio se per istinto naturale della consuetudine mattutina o per un metodo acquisito. Quello di Emma ed è verosimile alle tante storie che ha fatto di qualcuno di noi quello che è adesso mentre ho finito di leggere il libro, è l’idea di sfida. La protagonista, credo, ha avuto un lavoro assai impegnativo e suppongo, pure ben retribuito. Eppure, il desiderio di sottrazione da quella vita con la possibilità di dare un senso vero alle sue giornate verso qualcosa che le sembri meno immateriale di quello che sta facendo, dà il via al progetto di nascita di una libreria (tra le proteste sconsolate del suo migliore amico). Ed è una libreria davvero speciale. Là dentro niente settori umanistici o discipline scientifiche o dizionari o un affollato settore per bambini. No. E’ una libreria di libri che parlano d’amore, divisi e sistemati in settori che ne regolano e dettano lo stato d’animo. Emma ha creato un luogo dell’anima. Ed è quella che sussulta una mattina quando un post-it attaccato su un libro di un nome e un numero di telefono, che sembrano essere risorti dall’oltretomba. Come un romanzo, qui si rivela per quello che è: una umanissima storia d’amore tra un professionista e una libraia. Due amici di scuola che si ritrovano dopo una vita a star dietro alle proprie corse e destino. La magia del luogo che è un luogo a dirla con l’autrice, che predispone le anime a riconoscersi, a capirsi, a perdonarsi. E c’è del tenero a guardare l’emozione di una donna adulta a comporre il numero. L’appuntamento, la sera è come guardarsi allo specchio per davvero dopo tanti sguardi di fretta la mattina prima di uscire. Lui lavora oltreoceano e con Renzo Piano sta ristrutturando la Morgan Library è sposato e ha una figlia. Basterebbe questo per sbattere la testa sullo scaffale dei “cuori infranti”. Invece, e per molta parte del libro dandone storia e senso, ne nasce un maturo, consapevole scambio di lettere fatto di parole piene di senso, di scambio e osservazioni. Quello che fanno gli adulti quando guardano il mondo a quattro occhi invece che due soli. Ed è uno sguardo di coppia e non di due amici. Di una coppia che ama e sa di essere amata. Questi amati protagonisti si scambiano anche una promessa, una data, un luogo. Per una volta l’anno.Noi due come un romanzo è anche un libro che parla di libri. E sono storie di autori raccontate dai libri sugli scaffali di Sogni & Bisogni tramite Emma: ci fanno compagnia le faccende di Katherine Mansfield e Jane Austen complice le ritrovate lettere nella Morgan e l’emozione dell’architetto al tocco, di Anna Gavalda e Sarah Bernhard e di luoghi come Bèlle-Ile e la Bretagna. Sogni & Bisogni e la sua libraia si rivelano una impresa di successo. Che cresce. Ora sono indeciso se continuare a raccontarvi questo libro che è capitato tra le mani come un dono. Che è una pausa tra la fretta di sempre, e a proposito Emma: ti contraddico, la fretta accomuna gli editori e i librai. Non è vero che ce l’hanno solo i primi. E poi sì, il tuo commercialista ha ragione parlando di redditività (tanto spazio, tanto fatturato). Ma questo lo sai già. Decido quindi di fermarmi: il resto, mi piace pensare potrete godervelo da soli, soprattutto se siete innamorati.  per Bookavenue Michele Genchi     

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MARATONADAMORE3 AGGIORNAMENTI

Posted by emma on Feb 1, 2009 in Maratonadamore

San Valentino si festeggia alla libreria Mondadori di Piazza Duomo a Milano.Lo so, lo so, è una festa commerciale e pagana, ma ci piaceva avere un pretesto per incontrarci e non “ecco a voi la scrittrice Paola Calvetti che presenta il suo nuovo romanzo… bla, bla, bla…”. La Maratonadamore sta prendendo piede, Donatella Costa, una dolcissima e appassionata amica del nostro forum ha aperto un profilo MARATONADAMORE su Facebook e sono fioccate le adesioni. Insomma sembra che in molti abbiano voglia di parlare d’amore…Riassumo: Sabato 14 febbraio dalle 16 alle 22 pubblico e lettori saranno protagonisti di un’esclusiva maratona di lettura, aperta a tutti, fidanzati e non, sposati e non, single, innamorati, sfigati, abbandonati, accompagnati, accoppiati e scoppiati. Insomma, per chi nell’amore ci crede e chi pensa che sia cosa da adolescenti, leggeremo brani senza distinzioni di sesso, gusti, nazionalità e orientamenti. E tra un testo e l’altro, canzoni d’amore. Alla consolle, il critico musicale Alberto Tonti sceglierà alcune delle più belle canzoni d’amore. Un microfono, alcune pagine e… la vostra voce! Partecipare è semplice: portate in libreria una o due pagine del vostro “romanzo del cuore” e il podio della Mondadori di Piazza Duomo sarà a vostra disposizione per condividere con Donatella, con Paola Calvetti e con tanti amici, le emozioni che una pagina scritta è capace di trasmettere. Tra tante pagine, le più emozionanti di Paola CalvettiL’autrice leggerà alcune pagine del suo nuovo romanzo. Tra tante voci, alcune famose…Amici e personaggi della cultura, dello sport e dello spettacolo hanno accettato di partecipare a questo incontro:

16.00 Teresa Ciabatti, scrittrice, I giorni felici

16,10 Diego Arquilla Noi due come un romanzo

16,40 Lucia Castagna,giornalista

16.50 Donatella Costa,

16.55 Maura Lanfranconi Benazzo, direttore artistico

1700 Bedi Moratti, attrice (Terra, di Stefano Benni)

17,10 Pierluigi Arcidiaco, scrittore, autore teatrale

17.30 Claudio Achilli

17.35 Rosanna Santonicito, giornalista

17.40 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie)

17,50 Valeria Montaldi, scrittrice (Il manoscritto dell’Imperatore)

18.00 Enzo Gentile, critico musicale (The River, di Bruce Springsteen)

18.05 Catia Simone (Noi due come un romanzo)

18.30 Alberto Tonti, architetto e giornalista

19.00 Alessandra Costa, coreografa

19.10 Laura Galletti, libraia

19.15 Valeria Palumbo, giornalista e scrittrice

19.20 Carlotta D’ambrosio

19.30 Alessandro Cannavò, giornalista e scrittore;

19.40 16.30 Angelo  Macchiavello, giornalista televisivo

20.00 Carlo Brambilla, giornalista (Le braci, di Sandor Marai)

20.15 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie )

e poi…Giangiacomo Schiavi, giornalista e scrittore

Gianfranco Pierucci, giornalista

Marialuce

Fulvio Pusineri, avvocato

Antonio Scurati, scrittore (Una storia romantica)

Anna Tumiati, giornalista

Cecilia Chailly, musicista e scrittrice

Giulia Ichino, editor

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