UNA FAMIGLIA DI LETTORI (in U.S.A.)
Posted by emma on Feb 28, 2009 in librerie del mondo |
A Family of Readers - Video Library - The New York Times Jane Sims e suo marito Davide, passano ore a legger: giornali, riviste e… libri. I loro figli leggono on line.Questo video racconta di una famiglia americana, che ama i libri. L’ho trovata sul New York Times e la condivido con voi. Lettori avidi quanto me. [googlevideo]http://video.nytimes.com/video/2008/07/22/books/1194817104764/a-family-of-readers.html[/googlevideo]
barbara
Feb 28, 2009 at 19:52
Cara Paola, non c’è bisogno che ti dica che sto leggendo il tuo “Noi due come un romanzo”, altrimenti credo che a fatica mi ritroverei a battere sulla tastiera consunta del mio computer in questo momento. Non solo sono immersa nelle vite e nei pensieri di Emma e Federico, ma ammiro il modo in cui ci è dato di conoscerli attraverso la tua penna, seppur virtuale.
L’incipit per scriverti mi è venuto circa un’ora fà, comodamente sdraiata, anche se il mio collo ora avrebbe qualcosa da dire al riguardo, sul divano di casa mia. Pagina 175, ultime righe, conversazione Emma e Alice, bisogno disperato di arrivare a Parigi, di trovare un modo per raggiungere Federico, nonostante la neve, nonostante il meteo voglia decretarne l’impossibilità. Emma mente, nomina una certa Elettra e Montegrotto Terme, ridente cittadina termale ai piedi dei Colli Euganei.
Cosa ti viene da pensare se ti dico che io in quella ridente cittadina termale ci sono cresciuta? E se aggiungo che abito a cinque minuti da lì ora, in una cittadina se possibile ancor più ridente e ancor più termale?
Sogni&Bisogni, magari esistesse davvero, magari fosse dolcemente nascosta nell’angolo della piazzetta qui sotto…. I miei Sogni, anzi il mio sogno, vedere nella vetrina di una libreria come quella di Emma il mio primo romanzo, i miei Bisogni, trovare la forza dentro di me fare tutto quello che è in mio potere, e ancora di più, per vedere il mio sogno realizzato.
Un abbraccio sincero, a una scrittice da una giovane donna che si culla nella speranza che un giorno anch’essa si possa fregiare del titolo di scrittrice, volenterosa di condividere il proprio piccolo talento, desiderosa di emozionare con le sue parole.
Barbara
Stefania
Feb 28, 2009 at 14:52
Leggere i libri di Paola Calvetti è come andare al cinema e scoprirsi ad assistere ad un film che ti sconvolge completamente i sensi. E ne esci stordita. Piacevolmente stordita. E vorresti vederne subito un altro. E vorresti conoscerla, per guardare negli occhi chi finalmente ti ha saputo leggere…nel cuore, nella mente, nell’anima.
I tuoi pensieri si fanno materia tra le sue pagine. E tra le righe di un romanzo non trovi solo l’amore ma anche quella solidarietà femminile, quell’espressione di sensazioni che credevi fossero solo tue…e non ti senti più sola.
Non è un male la solitudine. Una certa solitudine. Ma la condivisione di sentimenti, quelli che Paola riesce ad esprimere con parole semplici ma ricercate, scelte (come sceglie Emma i libri per i “suoi” clienti) è un’esperienza che non si può non provare e apprezzare.
Ritengo gli amici e i parenti di Paola molto fortunati ad avere una donna così “tra i piedi”! Una vera miniera di emozioni, dalla sensibilità elevata all’ennesima potenza.
Grazie e…non smettere mai di scrivere!!!
Stefania
Feb 28, 2009 at 15:06
Ops!
Non mi ero resa conto che la relazione può essere anche diretta con te, Paola.
Perdono. Non ho molta dimistichezza di…blog. Non so mai “chi scrive a chi…” la cosa importante e urgente che sentivo di fare nel momento in cui mi sono collegata, era quella di condividere con un pezzo di mondo, quanto è bello leggere i tuoi i libri e quanto mi piace la persona che ne traspare, ovvero tu.
Ho 43 anni sono sposata da 20 e ho due figli. E la vita, va proprio come dici tu.
Ma a Roma non passi a presentare il tuo ultimo libro?
Ti conosco da poco: ho letto L’amore Segreto e ora sto leggendo Noi due come un romanzo…e avrai capito che sono rimasta letteralmente rapita. Ergo: non mancherà l’acquisto dei precedenti. Allora…visto che ci sei davvero…UN ABBRACCIO!
Cara Barbara,
frequento con una certa regolarità Montegrotto Terme: tre giorni alle terne euganee e mi rimetto in sesto. Grazie delle tue osservazioni, grazie del fatto che ti stai lasciando “trascinare” nella storia di Emma e Federico: è esattamente quello che chiedo a chi mi legge, lasciarsi andare, magari distraendosi da ciò che si sta facendo… per entrare in un mondo altro. Che è, però, un universo reale e non fantasioso… un’unica osservazione riguardo alla tua ultima frase “da una giovane donna che si culla nella speranza che un giorno anch’essa si possa fregiare del titolo di scrittrice, volenterosa di condividere il proprio piccolo talento, desiderosa di emozionare con le sue parole”: FALLO, Barbara. Se ti può consolare, arrivata al quinto romanzo, è la PRIMA VOLTA che mi sento una scrittrice, e non un tentativo di scrittrice. Perciò io ti esorto a scrivere, perchè come diceva Virginia Woolf, a noi donne bastano una penna e un foglio e possiamo esprimere il nostro mondo… adesso scriviamo sulla tastiera (Emma no, lei scrive a mano), ma il senso di libertà è identico. Perciò non aspettare che qualcuno ti definisca una scrittrice, SCRIVI. Sarò lieta di leggerti.
Cara Paola, ti ringrazio per il post che mi hai dedicato, davvero caro e incoraggiante. Le tue parole per me sono di grande valore, non capita tutti i giorni di avere la possibilità di un filo diretto con l’autore del libro che ti tiene compagnia in un particolare momento della tua vita. Mi fa molto piacere sapere che frequenti con una certa regolarità Montergrotto Terme e ti capisco a pieno quando dici che bastano tre giorni lì per sentirsi come rinate. Io ora vivo ad Abano Terme, leggermente più grande ma al contempo fortemente a misura d’uomo. Devo essere sincera e dire che mi sento fortunata a vivere in una cittadina come questa, basta una bella giornata di sole, una passeggiata lungo la zona pedonale, le finestre aperte sulla piazza e il rumore dell’acqua che riempie le fontane mi fanno sentire in vacanza, portando via lo stress di tutti i giorni. Magari chissà, la prossima volta che passi di qui potrei offrirti un caffè…. E di certo continuerò a scrivere. Più passa il tempo e più mi convinco che è giusto darmi questa possibilità , provarci e vedere se quello che scrivo riesce ad emozionare le altre persone almeno quanto emoziona me nel momento in cui dò forma ai miei pensieri. Sarei lieta di farti leggere la mia storia non appena sarà completa…. A presto, ora torno a godermi le vite di Emma e Federico per un pò, prima di dedicarmi al pranzo della domenica.
Un abbraccio sincero…. grazie….
Barbara
PER STEFANIA
Certo che si può parlare con me, anche se per gioco mi celo sotto le spoglie di Emma. E certo che verrò a Roma. IL 12 MARZO ALLE 18 ALLA LIBRERIA FELTRINELLI DI GALLERIA… MI PARE SI CHIAMI ALBERTO SORDI, ADESSO…
Ti aspetto, se ci sarai, palesati così ci conosciamo.
Ai tempi delle domeniche , veramente domeniche, fatte di lasagne, arrosto con patate e piselli, pastarelle a fine pranzo…dedicavamo alcune ore del pomeriggio alla lettura. Mamma leggeva i suoi romanzi rosa, papà quelli storici (da grande appassionato di questa materia) …ed io quelli di evasione . Mi piaceva (ora non più) Cesare Pavese e mi affascinavano i poeti maledetti. Ogni tanto, mamma mi faceva leggere di nascosto le sue poesie (perché a papà non piacevano molto i sognatori - essendo lui super razionale) …e così si trascorrevano pomeriggi semplici e ci riempivamo di parole la mente…Quando ho visto il filmato, l’ho reinterpretato alla mia maniera . Mi hai fatto ritornare indietro col tempo, il tempo delle cose belle e perdute.
Due righe per dirti che ti penso .
tuo PPP 2009
O Pablo Paolo, grazie. Io invece, anzi no, anch’io ti penso e credo che avrei voluto trascorrere più tempo con voi. con te. e che tenerezza pensare a te bambino con Elena e papà a leggere… sono di una stanchezza pazzesca… si stanno accavallando troppe cose e io voglio farle tutte… non ho un’ora libera e sono stata poco bene, niente di che, influenza e raffreddore segno di debolezza. Voglio riuscire entro sera a scriverti una lettera comme il faut…ci riuscirò. col cuore sempre uniti, però!
Grazie!
Mi paleserò e sarò ben lieta di conoscerti!
Un caro saluto.
Stefania
p.s.: sono arrivata a pag. 231 de “noi due come un romanzo” e il 12 marzo probabilmente avrò iniziato “L’Addio”.
Grazie Stefania: su Roma passaparola…porta gli amici e se il romanzo ti è piaciuto dillo… almeno a cinque amici. E’ la mia personale “strategia” anche se non mi piace la parola del cosidetto marketing paleolitico come lo chiama Alice nel romanzo, ma è il sistema migliore per fare vivere un romanzo davvero, da chi lo ha amato a chi potrà amarlo.
Grazie!
Tutti informati!
Devo dire la verità, prima di tutto ho allertato la famiglia per organizzarsi in occasione della mia assenza. Non è vero (almeno in casa mia) che “tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”! Ci si organizza e si trovano soluzioni…ma che fatica! Soprattutto il giovedì!
Quindi, cara la mia Paola, per te farò cose rocambolesche! Ma ne sono così felice!!
Per il resto, ho già coinvolto almeno 6 amici…e il passaparola è in espansione! Spero che riescano a venire…
Il Marketing paleolitico o meno funziona in un’epoca come la nostra, ma anche i nostri cuori e le nostre teste (tante non tutte), motivo per cui i tuoi romanzi non solo vivono e vivranno, ma si amano dal primo momento.
Stefania.
p.s.: ho scoperto che potrei amare anche Cechov…bella la citazione sulla condizione dell’innamoramento…
Ho finito questa notte di leggere il libro.
Quando Federico manca all’appuntamento la curiosità ti porta fino alla fine.
Emma è una donna fortunata. Nonostante i dolori, inevitabili, della vita, realizza più di un sogno e soddisfa il bisogno primario: essere amata.
A presto!
Stefania
Ragazzi a Roma, alla Feltrinelli FARO’ LA LIBRAIA!!!! Ma che figata è? Cioè invece della solita presentazionecolmicrofono”scusiciparli di questoromanzomacome leèvenutaquestabrillante idea” io starò lì con voi a chiacchierare tra gli scaffali e a vendere romanzi! Già fatte le prove sia a Verona che l’altro giorno a Voghera e vi assicuro che funziono…ah, anche a Lecco ho fatto la libraia. Ci vediamo il 12 alle diciotto!!! E domani sera … su Porta a Porta….
Sì forte l’dea di “Paola-Emma la libraia”!
Stasera a Porta a Porta?!?!
Olè! Finalmente una sera qualcosa di decente da vedere in tv!
A dopo!
Un saluto!
p.s.: ho iniziato “Nè con te, nè senza di te”…acchiappa pure questo!
Cara Stefania,
che simpatica che sei! Pensa che sono così distaccata dai miei romanzi, che capofan mi “sgrida” quando dice che non devo MAI PIU’ DISCONOSCERE il passato. Io non disconosco i miei romanzi precedenti, anzi, ma ho il difetto di affezionarmi all’ultimo…che ho pubblicato…. Mi fa piacere che Nè con te… “acchiappi”. E’ così diversa da Emma la mia Vera, non trovi?
Ciao Paola!
Che dire di Vera…ancora non…”la conosco bene” per poter dare un’opinione.
Certo di Emma ci si può innamorare! E’ così armoniosa, autonoma, equilibrata e romantica, coraggiosa, fantasiosa, creativa…beh potrei continuare a lungo, ma mi fermo qui. Emma è la donna che forse vorremmo un po’ tutte essere, sia per ciò che ne traspare, sia per ciò che le sue capacità e un pizzico di fortuna le hanno donato. E poi, avendo letto tutto il libro ho una visione di insieme completa e tutti i personaggi sono straordinari: Mattia (forte il tuo Davide!), Gabriella (amiche così, raramente si trovano), Camillo (grande Camillo e…:-)) e Alice…mi piacciono tutti. E siccome in questo romanzo c’è un pezzettino di vita di tante persone, lo sto spiattellando a destra e a manca!
Dì un po’…ma ti vestirai come quando hai accolto quel tipo che pensava vecchietta nella tua libreria: golfino di cachemire, gonna rossa e scarpe di vernice nera?!?!?! Scherzo!
Vera finora mi piace perchè a 47 anni ha il coraggio di non nascondersi davanti ad un ragazzo ed avere l’ardore di riscoprire quelle emozioni che pensava oramai appartenere ad un’altra età. Ma capisci bene…sto ancora quando sono alla prima uscita, al cinema. Troppo presto per dare un’opinione. Ma anche qui..il merito del fatto che “acchiappa” è tuo per come inventi e come racconti. Ma tranquilla, ormai è un appuntamento al quale non posso mancare e ti aggiornerò. Un abbraccio e a presto!
Stefania
p.s.: …ho una piccolissima sorpresa per te. non sei l’unica (per fortuna!) di libri e…quando ci vedremo, ti farò scoprire un piccolo tesoro di libro….
Ops! manca l’aggettivo fondamentale: appassionata! non sei l’unica (per fortuna!) appassionata di libri…:-))
Stefania, Emma è tutte noi, lo so. Ha solo qualcosa che io personalmente non ho (oltre alle scarpe di vernice nera): LA FORTUNA. Difatti eredita la cartoleria, altrimenti sarebbe stata una trama difficile, soprattutto di questi tempi. E’ questa la frustrazione: aprire una libreria (non sto dicendo una fabbrica di 300 dipendenti!!!), con locanda e caffè annessi sembra un sogno paradisiaco, un’impresa (nel senso di intrapresa) impossibile… ma è pazzesco, no??? Mi fa terribilmente arrabbiare che è più fantasnagorico decidere di aprire Sogni&Bisogni che un canale televisivo, tanto per usare un paradosso…eppure tanti giovani diventerebbero volentieri librai… tante ragazze farebbero con gioia le libraie…
Vabbè, ci vediamo alla Feltrinelli, a Roma, giovedì.
Beh…sappi che io sono tra quelle tante “ragazze” (nel mio caso attempate) e che il fantasmagorico sogno (Caffè Letterario) lo sto sfiorando da diverso tempo e mi sto documentando in tal senso. In attesa della fondamentale “botta di fortuna” penso alla mia libreria come ad una libreria “dedicata”: non ci sarebbe spazio, per esempio, per testi di tipo esoterico o menate simili. Io dedicherei spazio ai sentimenti e allo spirito. Alla cura dell’anima. Beh…se avremo modo di scambiare due parole, lo faremo giovedì. Grazie, comunque per la tua attenzione…è piacevole sentirsi ascoltati.
Ciao Paola!
Ho finito di leggere anche “Nè con te, né senza di te”…
Dopo aver letto “Noi due come un romanzo” questa è stata una botta allo bocca dello stomaco!
Urca! Bello! Sei di una fantasia strepitosa, caspita!
Puoi passare dal rosa al nero (anzi viceversa…in senso cronologico) come niente! Altro che DISCONOSCERE i tuoi scritti passati! Sarebbe un vero peccato!
Due diverse donne, con storie totalmente diverse, uno spaccato di vita diverso ma tutto ugualmente e appassionatamente ben scritto e descritto…
L’ho finito…ma mi sto rileggendo le “parti del romanzo di Vera, della bambina” …che alla fine ha da il vero senso al tutto. Grazie anche per questo!
Buona serata.
Stefania