vetrine di oggi e milano innamorata: o no?


TENIAMO APERTI I PORTONI AGLI AMANTI
di Paola Calvetti
E’ probabile che oggi ragazzi e ragazze (e forse non solo loro) manderanno e riceveranno messaggini “amorosi” dal cellulare; è statistico che stasera nei ristoranti e nelle pizzerie della nostra città ci saranno più cenette a due che tavolate di gruppo; i cartelloni pubblicitari sui muri, gli slogan sui giornali e i banner sui siti internet sono tempestati di cuori e cuoricini; al cinema trionfano gli Ex di Brizzi e il Piccolo grande amore dall’omonimo Baglioni, io, con la scusa che ho appena pubblicato Noi due come un romanzo, ambientato a Milano, mi sono divertita a organizzare una maratona di letture amorose aperta a tutti, in libreria (alla Mondadori di Piazza Duomo): si tacciano dunque, almeno oggi, i moralisti e i cinici, gli arroganti e quelli che “no, l’amore non è cosa per me”. Sappiamo perfettamente che quella di San Valentino è festa pagana e devota al commercio, ma già che esiste, già che ce la ricordano dalle vetrine e dai muri, viviamocela con un po’ di leggerezza anche a Milano, sfatando per 24 ore il modello della città frettolosa e musona, che l’amore lo respinge. Non è vero. A guardarla con amore, lo si trova, a Milano. Li ho cercati, in questi giorni, i segnali e ne ho trovati. Due bambini, innanzitutto, camminavano composti col giubbotto e la sciarpa di lana vicino ai genitori tenendosi per mano senza guanti, lui, cinque anni più o meno, la fermava e la baciava ad ogni passo, lei, più “adulta” sui sette anni o giù di lì, mi pareva assai contenta: “facciamo lezione di abbracci”, mi hanno apostrofato mentre li guardavo con troppa insistenza; in via Mazzini l’altro ieri ho visto un vecchio che camminava lento, un anziano col cappotto grigio fumo e le scarpe con le stringhe si scusava, quasi, con il corpo un po’ ricurvo, non volevo disturbarlo con la fretta del mio passo e l’ho superato sulla destra quando la strada si è allargata in piazza Missori: mi sono intenerita, invidiosa, accorgendomi che c’era sua moglie davanti a lui, i capelli bianchi cotonati, i guantini di pelle e lo sguardo dell’amore che dura da decenni, gli diceva “tranquillo, Gino ti aspetto”. Mi è sembrato un grande amore e non credo di sbagliare. Alla stazione Nord, in piazza Cadorna, ho visto due ragazzi sui vent’anni che si baciavano nel gelo, sotto la pensilina, in attesa dei treni (diversi), alla fine del lavoro (spero): amori da rotaia, che quando va bene finiscono con nozze fra pendolari e quando va male cambiano fermata; davanti al liceo Parini nel mucchio di motorini e ragazzi con i pantaloni “ a vita bassa” per dirla alla Arbasino, ho intravisto due adulti sui cinquanta (professori?) che incuranti degli sguardi dei più giovani, si stringevano ed era chiaro che fra loro non si trattava di amicizia. Dunque segni, tracce, e persino luoghi: nonostante il freddo, se passate ai Giardini di via Palestro non c’è scampo: le panchine sono occupate da amanti di ogni età e orientamento; in Sempione, superate la Triennale entrate dal cancello sulla destra, e anche lì, li troverete i ragazzi che si lasciano un po’ amare o forse si lasciano e basta. Piazza Sant’Ambrogio è perfetta per gli amori più discreti; il Ticinese per chi vuol fare fracasso, e, come mi ha suggerito un esperto che di amore se ne intende, l’amore va cercato nei portoni. Sì, i portoni dei palazzi di Milano, che ormai anche durante il giorno sono sigillati per l’insicurezza e l’egoismo di chi li abita e a causa dell’estinzione delle mitiche portinaie, “custodi” (di segreti) che di fronte agli amanti da portone hanno sempe chiuso un occhio. Allora, per i nostalgici dell’abbraccio furtivo, per gli irripetibili baci da androne, oggi, milanesi, lasciate aperti i portoni agli amanti, per favore, perché infrattarsi nel portone e magari nel giardino destinato ai residenti, seduti su una panchina di pietra, è un’esperienza imperdibile e … porta buono. Anche ai single, agli scoppiati, a chi è in coppia, agli esordienti dell’abbraccio, a chi hai appena conosciuto e non hai il coraggio di baciarlo, ai “vecchi” che, complice il portone, ritornano ragazzi, ai ragazzi ai quali tutto pare concesso che nell’androne di un palazzo possono scoprire il piacere del proibito.
Da Flavio, Trento
Sto leggendo, molto lentamente, il tuo libro. Ieri sera sono arrivato all’innamoramento della ragazza che lavora in libreria.
Leggo lentamente perché mi piace moltissimo questo tuo ultimo libro e me lo voglio gustare come faccio con il tiramisù quando è buono. Non voglio finirlo in fretta. Te l’avranno detto in mille, lo so, ma lo dico anche io che è davvero bello. Ci sono più storie in parallelo, c’è la curiosità di vedere come va a finire, ci sono i personaggi che, pur avendo tu dato loro un carattere forte fin dall’inizio, man mano si costruiscono e si arricchiscono. Ci sono poi tutte quelle citazioni che consolano (se hai letto quel libro o se conosci l’autore) o che atterrano (dio che somaro che sono! questo non lo sapevo!). C’è davvero un pezzo di noi in queste storie e in questi personaggi. Noi generazione, noi che la pensiamo così, noi che facciamo tutti gli stessi errori.
Ho lavorato per 5 anni in Piazza S.Alessandro ed è davvero molto simile, quasi identica a quella che descrivi tu. C’era proprio il parcheggio una volta. Io lavoravo in uno dei più bei palazzi di Milano, il palazzo Trivulzio, proprio negli appartamenti storici. Dietro una scrivania c’era il tabernacolo di pietra blu che conservava la Coppa Trivulzio (adesso è all’archelogico, credo); e dove la Burson-Marsteller conservava i file con le fatture, c’era il codice Trivulzio di Leonardo e c’era un pezzo della Trivulziana…
Domanda
Non posso non sentire la tua voce in quella di Emma e non posso non vederti nella libreria.
Sei tu, vero?
Minaccia
Provati a fare la presentazione a Rovereto o a Trento e a non dirmelo che…
Scenata di gelosia
Ma com’è che sei amica di facebook della Adriani e mia no?
Vado avanti a leggere.
Ciao
Flavio
Da Gabriella, sì, proprio lei… quella del romanzo ricevo
sei sempre “arrabbiata” perchè non ti ho detto che il romanzo è il migliore di quelli che hai scritto? (Lo penso veramente) Che il personaggio di Gabriella è meglio del solito (anche divertente) ma sempre (e troppo ) grillo parlante….. però ci sono delle considerazioni su di me che ho trovato molto, molto affettuose…… non vado oltre…. spero di vederti, volevo parlartene a voce mi sembrava più carino che scriverti messaggi del tipo wwooww Vabbè so che sei molto presa fatti sentire questo fine settimana baci gabriella
Cara Emmapaola,
ho appena finito di leggere il tuo romanzo.
ho approfittato di un pomeriggio con l’influenza per finire la seconda metà tutta d’un fiato.
E’ il libro ideale per le ultime romantiche che ancora leggono romanzi d’amore,
è un libro nei libri, quasi una biblioteca intera,
una stupenda accuratissima bibliografia per chi vuol leggere di amore e sentimenti.
ognuno di noi accarezza un sogno, uno dei miei, acuitosi dopo la lettura de La lettera d’amore di Cathleen Shine, era quello di aprire una libreria. non lo mai fatto, in compenso ho una biblioteca fornitissima ed ho scritto anch’io…
… ma sai qual’è stata la mia sorpresa nel leggere il tuo libro? l’hotel Sogni & bisogni riservato agli scrittori.
e sai perchè Paolina? perhè l’ho realizzato in casa mia, in un piano ammezzato che ho in più
c’è solo una differenza, è gratuito.
ospito gli autori che vengono a presentare libri nella mia città, ma per il resto è uguale al tuo, anche nel collegameto wi-fi.
ti aspetto presto, un abbraccio
mg.
p.s questa volta è difficile scrivere sul blog..dopo vari tentativi ho declinato ed optato pr questa soluzione.
sorry
STUPENDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA VETRINAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
ANCORA NON LEGGO, MO LEGGO
da Valentina Crepax
Oggi alle 8.39
anch’io come una cretina non trovo più la mia mail… siamo poco tecnologiche! Più o meno recitava così:
divorato romanzo d’amore stop aprezzato tutto stop totale ammirazione soprattutto per grande lavoro più che d’architettura d’alta ingegneria stop
besos
tutto bellissimo, oh, Gabriella ci sarà domani? Sono curioso di conoscerla, vabbè, insomma: SAN VALENTINO E’ FESTA FELICEMENTE PAGANA, e l’ho ricordato proprio per riprendercela alla Chiesa che l’ha avocata a sé facendone SOLO la festa delle unioni benedette dal prete: iuandesten? QUINDI, nessun cinismo, io Sanvalentino lo festeggerei ogni quarto d’ora tutti i giorni dipendesse da me!
QUELLO DI DOMANI SARà INDIMENTICABILE, CIAO EMMAPAOLA E A PRESTISSIMO (DORMO UN PAIO D’ORE E MI METTO IN VIAGGIO)
jAAAUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUHHH
VIVA SAN VELENTINO E ANGHE SAN PATRIZIO POZZO COMPRESO!
vetrina favolosa!
ho deciso, domani mi compro pure il libro di Scurati, massì, esageriamo!
e me lo faccio pure autograffiare!
Ho finito e buonanotte al secchio!
(uahuah sto in fibrilla/zione sto, mi sento SCATENATOOOOOOOOOOOOOOOOOO!)
In bocca al lupo a tutti: lettori, aspiranti, esordienti, personaggi famosi e non.
un abbraccio forte forte a Paola…
E’ IL TUO GIORNO!!!!!!!!!!!
Grazie, Pia. Non è il mio giorno… è il giorno di tutti quelli che parteciperanno…
grazie!
Ciao Emma. Non ho il permesso di copiare e incollare le foto sul mio blog?
Quando il tuo libro in Spagna?
Utilizzando Google Translate.
cara paola,
eccomi qui, ce l’ho fatta credo…
dunque non consiglierò il tuo libro a tre persone ma a molte di più e lo regalerò a tre amiche.
credo che possa essere definito un manuale di educazione letterario-sentimentale.
sarai qui a mola- mi dice Mimmo, il mio amico librario- il 3 aprile, e oltre alla giornalista ci sarò io a presentarti.
naturalmente il mio B&B gratuito riservato agli scrittori ospiterà anche te.
a presto gab
Caro mico book, certo che puoi copiare le fotografie! Se ti fa piacere scrivi la tua mail e tel le mando in allegato!
Il romanzo uscirà in Spagna in autunno: stanno traducendolo….
grazie.
Questa è la mia e-mail: micobook@yahoo.es
Grazie mille.
Ciao Paola,
ho finito il tuo romanzo divorato in 7 giorni. Difficile scrivere un commento a caldo… ci provo, ma con grande difficoltà. Sto ancora elaborando come quando esci dal cinema e qualcuno ti chiede a bruciapelo se il film ti è piaciuto e tu devi ancora capire cosa ti è piaciuto.
Intenso, maturo, pieno di consapevolezza della vita e dei sentimenti.
Bellissimo il ritrovare tra le pagine molti dei romanzi già letti e altri che non conosci, come camminare tra gli scaffali di una specializzata libreria quella di Sogni e Bisogni.
E’ prendere per mano il lettore e accompagnarlo in questo percorso tra libri e sentimenti, stati d’animo ed emozioni in uno sdoppiarsi di piani reali e fantastici.
Encomiabile il lavoro di raccolta informazioni su vari campi che hai dovuto fare dall’architettura alla musica, dall’arte alla urbanistca etc…. BRAVA!
Ci sono pagine davvero molto belle e soprattutto vere.
Tu dici che una scrittrice è quella che è nel momento storico in cui scrive e va valutata in quel momento, ma ovviamente per chi come me ti segue dal tuo primo romanzo è inevitabile cogliere i segni di un percorso tuo interiore e di scrittura che in questo ultimo romanzo rivela la tua più completa crescita e non solo anagrafica. I tuoi primi romanzi erano forse più impetuosi ed immediati.
In “Noi due come un romanzo” c’è una maggiore pacatezza ed equilibrio che arriva diritto al lettore.La scelta dei ritmi e l’uso delle parole lo rivela molto bene.
Per ora mi fermo qui continuo ad elaborare….ti abbraccio e attendo tue notizie per Bari.
Grazie Alina
Dopo sabato, dopo la maratona di lettura, cosa si può accantonare come ricordo principale? Prima di tutto Paola, emozionata e gentile, presente e attenta, una sua carezza si è posata sulla guancia. Ma dove si può conoscere una persona così speciale, se non lei?
Un pomeriggio volato fra parole alte, lievi, forti, avvolgenti racconti e gocce di poesia.
Poi in pizzeria…eravamo come amici ritornati dopo un viaggio, ognuno metteva in tavola il suo pezzo, raccolto altrove…grazie ancora, cara altruista, autentica aggregatrice di gioia.
(porto di tuoi saluti ai librai di Rovereto)
anna maer
Catia ti saluta e scriverà
From: Antonella Nardini
Subject:
To: paolacal@yahoo.com
Date: Tuesday, February 17, 2009, 11:02 AM
Finalmente un altro romanzo! Grazie, semplicemente grazie da parte di una affezionata lettrice di tutti i suoi romanzi.
PS il sito di noi due come un romanzo è semplicemente fantastico…davvero un sogno…ed una eccellente risposta ad ogni bisogno!
buona vita!
–
Antonella Nardini
Dipartimento di Chimica, Ingegneria Chimica e Materiali
Facoltà di Ingegneria - Università di L’Aquila
67040 Monteluco di Roio L’Aquila
telefono ufficio 0862 434230
telefono cellulare 349 3288269
Cara Anna,
la maratona, oltre a divertirci, ha avuto il merito, assolutamente spotaneo, di farci capire come sia bello condividere le proprie letture, esperienze e passioni in modo gratuito e senza divismi. Questo aspetto è quello che più mi ha colpito: le persone hanno voglia di stare insieme. E questo è positivo. Grazie a te per la sensibilità con cui hai voluto esserci.
Cara Maria Gabriella,
sì, verrò a Bari e ci incontreremo. Nonostante tutto o forse proprio perchè credo nelle relazioni personali, accetto di buon grado la fatica (fisica) di spostarmi per l’Italia nel mio tempo libero e incontrare librai e lettori. Ci vediamo il 3 aprile!
Alina cara, grazie delle tue parole. Io non sono consapevole di un percorso di scrittura, lo vedi meglio tu di me. La sfida, l’unica, di questo romanzo era quella di dimostrare che anche un autore italiano può scrivere una “romantic comedy”, appannaggio, di solito, di autrici anglosassoni. La seconda sfida è vincere con il passaparola… come voleva Emma… in questo (nel passaparola) siete voi i protagonisti. Io sono solo colma di gratitudine per questo.
Grazie a te Paola,
so bene che ci sono cose che uno scrittore non può cogliere di se,ma il lettore sì, è questa la magia della lettura.
L’altra sera ho sentito da Fazio “A che tempo che fa” Erri De Luca che mi ha stregato con le sue parole e parlava tra le tante belle cose che ha detto, del rapporto paritario tra scrittore e lettore attraverso la consegna al lettore della propria opera, quindi un pò di se stesso.
Tu consegni con questo romanzo una parte di te e della tua esperienza, non solo come scrittrice, capace di scrivere un romanzo d’amore politicamente corretto, ma anche come donna, mamma, femmina…..e tutto quello che ognuno può cogliere.
Ps. leggerò presto qualcosa di De Luca tu hai letto qualcosa di Lui?
Baci alina
Ciao Emma,
ho letto ora sul sito della data pugliese del 3 Aprile alla Feltrinelli di Bari e poi a seguire a Mola.
Bene bene poi ci aggiorniamo sui dettagli.
A presto Alina
Non ho ancora letto il tuo romanzo, lo farò appena possibile. Sono impegnata nei preparativi per il mio matrimonio, mi sposerò il 16 maggio a Milano.
Condivido con te l’idea dei vecchi portoni, io ho vissuto per 25 anni in una vecchia casa in V. Marco Polo, 11 ed il portone e il cortile ne hanno viste di avventure… Avevo anche la mitica portinaia, me ne ricordo 3, ma l’ultima mi è rimasta nel cuore.. Napoletana, piccolina di statura, ma con una grande grinta. Assisteva e sapeva di tutte le storie del palazzo, un po’ tipo “L’eleganza del riccio”. Bei tempi… Ed ora ci si abbraccia e si bacia dove si può… Un abbraccio e buona fortuna per il tuo nuovo libro. Almerinda
La notizia del tuo matrimonio, Almerinda cara, ci rallegra… Insieme partecipiamo! Anzi mandaci la partecipazione e la pubblichiamo: Emma lo avrebbe fatto nel suo negozio.
ciao a tutti…..è dal 14 che mi arrivano mail,sms,messaggi x la Maratona…
e ne chiedono un’altra……non è escluso vero Emma?
Io intanto ringrazio di cuore tutti i miei amici che sono intervenuti e ci hanno fatto emozionare..
Un abbraccio,Donatella Costa
Cara Paola, non c’è bisogno che ti dica che sto leggendo il tuo “Noi due come un romanzo”, altrimenti credo che a fatica mi ritroverei a battere sulla tastiera consunta del mio computer in questo momento. Non solo sono immersa nelle vite e nei pensieri di Emma e Federico, ma ammiro il modo in cui ci è dato di conoscerli attraverso la tua penna, seppur virtuale.
L’incipit per scriverti mi è venuto circa un’ora fà, comodamente sdraiata, anche se il mio collo ora avrebbe qualcosa da dire al riguardo, sul divano di casa mia. Pagina 175, ultime righe, conversazione Emma e Alice, bisogno disperato di arrivare a Parigi, di trovare un modo per raggiungere Federico, nonostante la neve, nonostante il meteo voglia decretarne l’impossibilità. Emma mente, nomina una certa Elettra e Montegrotto Terme, ridente cittadina termale ai piedi dei Colli Euganei.
Cosa ti viene da pensare se ti dico che io in quella ridente cittadina termale ci sono cresciuta? E se aggiungo che abito a cinque minuti da lì ora, in una cittadina se possibile ancor più ridente e ancor più termale?
Sogni&Bisogni, magari esistesse davvero, magari fosse dolcemente nascosta nell’angolo della piazzetta qui sotto…. I miei Sogni, anzi il mio sogno, vedere nella vetrina di una libreria come quella di Emma il mio primo romanzo, i miei Bisogni, trovare la forza dentro di me fare tutto quello che è in mio potere, e ancora di più, per vedere il mio sogno realizzato.
Un abbraccio sincero, a una scrittice da una giovane donna che si culla nella speranza che un giorno anch’essa si possa fregiare del titolo di scrittrice, volenterosa di condividere il proprio piccolo talento, desiderosa di emozionare con le sue parole.
Barbara
Cara PaolaEmma …
al solito arriva il momento in cui prendo il pc e comincio a scrivere….
nessuna velleità semplicemente il desiderio di mettere nero su bianco le idee… forse nel mio caso sarebbe perfetto pensare quel che disse W.Woolf: ossia come “le parole abbiano una scarsa propensione ad essere utili “( …chissà dove l’ho letto!!!;-)).
Lo credo, nel momento in cui la mia timidezza mi porta ad immaginare “che non sono così importante ”
“…ma perchè leggere me ?”mi domando, ma poi sento che i pensieri “nulla sono senza parole”per usare una frase non mia e così comincio a digitare sulla tastiera.
Ho letto il tuo libro…
Come tutti gli altri…mi ha fatto compagnia nelle fredde e piovose sere del mese scorso….
Ho aspettato a lungo prima di scriverti, perchè ho ritenuto fosse giusto elaborare quel che avevo letto.
Lo sai e lo vedi , non so affatto scrivere…semplicemente vorrei trasmetterti le mie emozioni ..i pensieri suscitati dalle tue parole.
Ti conosco fin dal prima romanzo..quello sul quale con enorme timidezza a Roma ti chiesi l’autografo, alla presentazione di “Perchè tu mi hai sorriso”.
Il tuo è stato un “crescendo”… ma la forza, il trasporto e la cura dei particolari avuta in “Noi due come un romanzo” è stata unica.
L’ho letteralmente “divorato”…
Bello, pulito, come ovviamente merita la sua geniale personalità, il ritratto di R. Piano.
Marginale senza esserlo.
L’ho sempre ammirato ed altrettanto ho fatto per come lo hai descritto.
Penso sia uno dei pochi italiani che ci fanno sentire fieri di essere tali in qualunque angolo dell’universo.
Hai descritto la sua figura con la giusta cura.
Brava.
Questo ti rende una vera professionista….
Della Morgan Library ne hai parlato con un entusiasmo e una minuziosità di particolari tale da renderla ai miei occhi tanto interessante da cercare notizie, foto e spunti su tutti i siti di internet.
Un solo libro mi ha fatto ridere (l’ultimo di Fabio Volo…lo sò…è “comico” ma io quel tipo lo adoro)…tanti mi hanno lasciato indifferente.
Alcuni autori mi ostino a leggermi ed ogni volta mi ripeto “anche stavolta non sento, ne vedo essere rimasto nulla dentro di me”…
Uno solo mi ha fatto piangere…il pianto, che tocca l’anima, che ti fa sentire qualcosa dentro… in fondo giù giù …nel mio cuore.
E’ stato il tuo…e se c’è stata commozione per Paolo, perchè era come se lo vedessi lì in piedi, nella sua splendida giacca, immerso nel tepore avvolgente della libreria di Emma, mentre legge la poesia dedicata alla sua adorata Elena, altre calde lacrime sono scese nel dialogo finale fra Mattia, ormai uomo e Federico….
Lo aspettavo, ero lì, spettatrice silenziosa dei due amori di Emma che si parlavano…
Fragilità, desideri, emozioni, tante a non finire ma pronte a sfinire cuore a anima per capire che le affinità esistono, che c’è chi ha parole che restano dentro di noi e germogliano.
…e poi Emma…non so se l’ho scritto a Paolo…ma quanto “tanto”c’è della Piccola grande donna Paola in Emma?.
Un universo intero… oltre alle numerose affinità del quotidiano.
allora…allora ecco la EmmaPaola che adora Anna Karenina, che si domanda come mai le chiese sono chiuse all’ora di pranzo come se ci fossero degli orari anche per pregare….
La EmmaPaola con la sua capacità sistematica di dimenticare sempre tutto, anche le cose belle, l’odio per la guida della macchina e l’uso collettivo dei termini inglesi o degli sms….
…e le scarpe con il tacco… grande passione di noi piccole donne.
Una deliziosa “carrellata” di libri e parole sull’amore…e ad ogni titolo ero li..felice di ricordare trame dimenticate “nella soffitta della mia mente ” e contenta di seguire in ogni particolare il filo del racconto
Penso di averti un pò conosciuta in questi quattro anni sul sito.
Ti ho raccontato tanto di me, (..e non ti dico “ricordi?”, perchè avrai dimenticato, con tutti quelli che ti scrivono..sarei assurda a pensarlo), della mia toga, del mio cuore dei miei sorrisi.
Mi scuso ancora per averti disturbato (desideravo solo aiutare un amico disperato) e ti ringrazio perchè con il sito di “perchè tu mi hai sorriso” sono un pò cresciuta anch’io, come penso anche le persone “belle e vere”che lo hanno animato:Alina, Donatella, il “grande”Diego e quel fuoco di vitalità e passione (ma non avrò mai parole giuste per descriverlo totalmente ) che è il nostro caro PPP (adorabile, dolce Paolo)…
Senza di te ora la sua amicizia non sarebbe nella mia vita, nella mia quotidianità, e di questo non mi stancherò mai di ringraziarti.
Ho seguito poco questo nuovo sito dove “mi perdo”….ma la forza che ci sta mettendo Diego è geniale…
Non ti crucciare per chi criticherà negativamente….
Ho smesso di pensare che si possa piacere a tutti…hai messo tanta fragilità e dolcezza in questo romanzo, noi che ti vogliamo bene lo abbiamo apprezzato…
…ancor di più…ancora e ancora di più dei precedenti…
Hai fatto sorridere “l’amore”….cosa molto difficile …lo hai reso forte e in grado si sconfiggere le avversità….perchè quello vero vince su tutto.
Grazie…
Spero di venire a salutarti a Roma.
Con sincera stima
Annalisa