EMMA bassina, magretta e incolore
Amori, sogni e cassetta
Due magre stellette, più alcune stroncature per il film Australia, polpettone un po’ raffazzonato – è vero – però romantico e con commovente happy end. E, soprattutto, capace di riempire fino all’ orlo le sale, non solo di signore sospiranti ma, anche di ragazzi vocianti. Saranno anche fuori moda, poco trendy e poco probabili, ma gli amori fortunati continuano ad aver successo al cinema come in libreria, dove l’ happy end fa, per esempio, trionfare tra i bestseller – e solo grazie al passaparola – Noi due come un romanzo di Paola Calvetti (Mondadori, pp. 340, 19,90). È probabile, credibile, statisticamente verosimile che una cinquantenne simpatica però bassina, magretta e un po’ incolore, come la protagonista Emma, si innamori – ricambiata di pieno cuore – di un suo amico d’ infanzia, bel cinquantenne di successo, ricomparso sulla scena trent’ anni dopo? In verità, non lo è. Però sognare non è solo permesso ma probabilmente anche buono per la salute, tant’ è vero che le lettrici accorrono, le cinquantenni come le ventenni.
Isabella Bossi Fedrigotti

È probabile, credibile, statisticamente verosimile che una cinquantenne simpatica però bassina, magretta e un po’ incolore, come la protagonista Emma, si innamori – ricambiata di pieno cuore – di un suo amico d’ infanzia, bel cinquantenne di successo, ricomparso sulla scena trent’ anni dopo? In verità, non lo è. (I.B.Fedrigotti)
Uah uah uah, povera Fedrigotti! Emma, fa leggere questa alla Fedrigotti: è un lettera a Maurizio Costanzo scritta da una che si chiama Giuliana, è online da ieri sul sito del Messaggero (manco a farlo apposta!)
di Maurizio Costanzo
ROMA (7 febbraio) – Ancora una e-mail. È un modo importante per conoscere la vita di alcuni nostri contemporanei senza intermediazioni. Loro scrivono e noi proponiamo l’e-mail all’attenzione dei lettori. Spesso mi chiedo chissà quante storie analoghe ci sono dietro un racconto in prima persona.
Leggiamo: “Gentile Costanzo, mi chiamo Giuliana. In questi giorni sto leggendo un romanzo di Paola Calvetti pubblicato dalla Mondadori dal titolo Noi due come un romanzo. È proprio come il titolo di questo straordinario racconto che voglio chiamare la lettera che ho deciso di scriverLe per i motivi che Le dirò. Proprio come accade nel romanzo, anche a me è capitato di incontrare casualmente, dopo tantissimo tempo, un mio vecchio amore di gioventù. Si chiama Marco e anche lui fa l’architetto, come il protagonista maschile del romanzo. Io invece, sono impiegata in un’azienda nella località in cui abito. Quasi tutti i giorni, di mattina presto, per evitare la folla dell’ora di punta, vado in un centro commerciale che si trova a pochi chilometri da casa mia. È stato così che, tra uno scaffale e un altro, all’improvviso me lo sono trovato davanti. Sono passati tanti anni dal nostro ultimo incontro, infatti all’inizio c’è stato un po’ di imbarazzo. Ma dopo i primi convenevoli ci siamo sciolti e lui ha cominciato a parlarmi di sé, della sua famiglia. Mi ha detto di aver divorziato da poco. E’ stata la moglie a lasciarlo, perché lei, milanese, dopo due anni di matrimonio, ha sentito nostalgia della sua città e ha deciso di ritornarci e non volendo lui lasciare il luogo in cui è nato e cresciuto, si sono separati (almeno questa è la spiegazione che mi è stata fornita). La conversazione è stata scorrevole e io ho sentito che era quasi naturale parlargli di me e della mia vita. Gli ho detto che non ho figli, che mi sono sposata, che mio marito è all’estero per lavoro e che tornerà solo fra qualche giorno. Marco, allora mi ha chiesto un appuntamento per la sera stessa del nostro incontro. Mi lascio andare e dico subito di sì all’appuntamento. Forse per suggestione: mi sembra incredibile che “per puro caso” la vita mi facesse vivere quasi la stessa situazione descritta dal romanzo e proprio nei giorni in cui lo stavo leggendo. Mio marito intanto è ritornato dal viaggio molto provato dal lavoro. Io continuo a uscire con Marco e lui una sera mi chiede di lasciare mio marito. Sono felice che me lo abbia chiesto e sono molto tentata dall’idea di ricominciare con Marco la nostra storia d’amore, ma credo anche che mio marito non meriti di essere lasciato. Marco è un uomo brillante e mi dice che fra di noi è come se nulla fosse cambiato. In effetti, non solo ci eravamo amati moltissimo, ma la nostra storia era finita per futili motivi, che non sto qui a elencare. Caro Costanzo, davvero non so che fare. Mi domando e Le domando: può un romanzo stravolgerci la vita? Grazie se vorrà rispondermi e un caro saluto. Giuliana.”
Risposta di Costanzo:
Cara Giuliana, certo che un romanzo può stravolgere la vita nel bene e nel male. Può essere infatti motivo di esempio o al contrario motivo di troppi pensieri che mandano poi in crisi un rapporto interpersonale.
—————————————–
Paola, ti/vi faccio una domanda: è credibile la Fedrigotti, non dico come “letterata” ché sarebbe una domanda ridicola, ma come “esperta di vita” che tiene un forum sul principale quotidiano italiano chiamato “così è la vita”? Com’è sta vita, Isabella??
Ancora una coincidenza: la Fedrigotti è esperta di vita: la rubrica di Costanzo destinata a smentirla come tale, si chiama… “pagine di vita”! Che vuoi farci Isabella, così è la vita…
Ecco il link della pagina del Messaggero destinata a porre fine alla carriera della Fedrigotti “esperta di vita”.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=45494&sez=HOME_INITALIA
Poi: va bene il magrina e bassina. Ma definire Emma “incolore”… sicura di non essere un po’ daltonica, cara Isabella??
No, più semplicemente si tratta di questo: come “critico letterario”, Isabella crede di conoscere i trucchi del mestiere (un critico professionista non legge quasi mai l’opera che recensisce, al massimo l’”annusa”); purtroppo per lei però, Isabella inciampa subito in un’inesattezza che svela immediatamente il trucco: Federico non è “un amico d’infanzia” di Emma, cara Isabella, semmai il primo fidanzato. C’è una bella differenza, mi pare.
E’ credibile Isabella come critica letteraria? Secondo voi ha letto il romanzo che giudica “incredibile”?
La mia risposta è: no e poi no.
caro capofan,
sai che tu sei uno dei miei più fedeli amici e non solo pubblico, ma spessissimo condivido quello che tu scrivi. Sul pezzo di I.B.F. ti chiedo di mettere la parte la tua meravigliosa fanseria e di lettere il pezzo con maggiore attenzione e… comprensione emotiva.
Io stimo come giornalista e come scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti e credo che ognuno sia libero di scrivere ciò che vuole. Io ho letto con grande simpatia il suo articolo, che contiene tre parole MAGICHE per un autore/ice: passaparola, cinquantenni e ventenni, bestseller. La prima: il romanzo non è dopato, ma vende grazie al passaparola, che è uno dei sistemi più autentici che ancora esistono.la seconda: cinquantenni e ventenni che allarga il pubblico delle lettrici: Emma ha 50 anni, ma Alice ne ha 30 e Mattia 18, come sai il romanzo si rivolge a tutti. Bestseller: beh inutile da spiegare, fa piacere a tutti gli scrittori essere un best-seller. Quanto a Costanzo, beh, ero così divertita anche dai commenti in post al suo pezzo, o meglio alla lettera di Giuliana, che gli ho scritto.
Grazie per la tua fedelissima partecipazione. Con l’affetto che conosci.
Concludendo: dichiaro sentenzio e giudico Isabella Bossi Fedrigotti inabile al mestiere di critico letterario, quant’anche d’accatto o di riserva.
Inoltre la condanno a dismettere anche il ruolo di “esperta di vita” e a ritirarsi a privata vita.
N.B. Hobby consigliato per la pensione: giardinaggio e/o equitazione (con pony).
Grazie a te, Emma. A me la Fedrigotti non è né simpatica né antipatica, sinceramente. Però una persona che esprime un giudizio pubblicamente a mezzo stampa deve essere pronta al confronto delle idee. Io ho espresso le mie riguardo le sue, tutto qua. E ci sono andato leggero come una piuma, rimanendo in superfice: se entrassi nel merito comincerei col dire che il suo ragionamento è addirittura risibile… lasciamo pedere, va, sennò finisce che mi scaldo.
Cara Emma, tu scrivi: “Sul pezzo di I.B.F. ti chiedo di mettere la parte la tua meravigliosa fanseria e di lettere il pezzo con maggiore attenzione e… comprensione emotiva.
Io stimo come giornalista e come scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti e credo che ognuno sia libero di scrivere ciò che vuole”.
Giustissimo, ognuno però è libero di replicare, o no? La Bossi Fedrigotti non è una nonnina che scrive su un giornaletto parrocchiale, cara Emma, no: la fanno scrivere sul “Corriere della Sera”, il più diffuso e autorevole quotidiano italiano. Quindi non sono ammessi errori o improvvisazioni, e la Fedrigotti in quel pezzo “improvvisa”, e quel che è peggio malamente. Il pezzo l’ho letto con molta attenzione e dico che è ridicolo, la fanseria non c’entra, credimi. Fermiamoci qui, sennò poi entro nel merito e mi scordo che è una signora…
Cara Emma con tutto il rispetto per la sig.ra Fedrigotti, non condivido affatto la critica al tuo libro.
Primo: la protagonista non è affatto scialba e opaca così come descritta nella critica. E’ una donna che ha vissuto e amato. Intelligente, brillante e avventuriera che alla bella età di cinquant’anni rimette tutto in discussione, decidendo di sublimare il suo amore per un certo tipo di letteratura, aprendo una libreria specializzata. E tra le pagine di un amore letterario ritrova un amore che l’ha cercata per anni, che varca oceani, il passato, e le rughe del tempo incise nei libri e sulla pelle. Un uomo vero che ama una donna vera. Non capisco dov’è la meraviglia. Anzi sì. La meraviglia è il modo in cui Paola ha intrecciato le vite dei protagonisti in un crescendo di storie, aneddoti, situazioni, in cui il comune denominatore è l’amore.L’amore per la bellezza del grande JPM, l’amore per i libri, l’amore per l’amore, l’amore per le parole, l’amore per la vita.
Sono d’accordo con Capofan, prima di giudicare i libri bisogna leggerli, davvero!
la protagonista non è affatto scialba e opaca così come descritta nella critica. E’ una donna che ha vissuto e amato. Intelligente, brillante e avventuriera che alla bella età di cinquant’anni rimette tutto in discussione, decidendo di sublimare il suo amore per un certo tipo di letteratura, aprendo una libreria specializzata. (Catia)
Carissima Catia, bello ciò che scrivi: ovviamente sottoscrivo e ti dedico questa canzone.
(anche se quella del mezzo bacio è grave, voglio anche l’altro mezzo!!!!) Ciao.
http://www.youtube.com/watch?v=KZFymsD8MQE&feature=related
Ciao Emma e tutti,
non vi accapigliate tanto su una recensione che alla fine si rivela pure positiva per la nostra scrittrice.
Emma non è incolore, anzi ha molti colori….ho iniziato a leggere “Noi due come un romanzo”ed è esattamente come lo immaginavo, lo aspettavo, ma è troppo presto per esprimermi sono solo a pagina 65…mi riservo una mia personale valutazione alla fine della sacra lettura.
Paola cara ancora in bocca al lupo per la tua presentazione.
Come hai visto Ebe è dei nostri, nonostante qualche iniziale difficoltà.
Qui a Bari il libro è in tutte le vetrine e ci sono persone che non vedono l’ora di conoscerti in particolare una, ma non ti anticipo nulla sarà una sorpresa.
A presto Alina
Emma ma come tanto casino per un volo per PARIGI che non decolla mai, e poi mi chiudi la porta in faccia di una camera dell’hotel Radisson? Eh no! Sono maliziosa, non mi si può lasciare così a bocca asciutta eh eh…
Sono arrivata alla fatdica pag.190 e qui mi fermo perchè la 191 la condividerò a Milano con tutti voi.
Un saluto ad Alina e a Bari, dove tramite telefono ho inoltrato la notizia della tua presentazione. Ho altre sei sorelle che sicuramente acquisteranno il tuo libro. Donna avvisata…
Capofan Bowie non si discute, eppoi è così bello in quel video!
Sei sorelleeeee???? Quindi in tutto “le sette sorelle”??? Sette sorelle x un capofan… mi piace, esco con tutt’e sette, deciso!
Questa invece la dedico a Isabella Bossi Fedrigotti, in segno di pace.
E’ un celebre brano che qui vediamo eseguito in una versione per pianoforte che a Isabella piacerà moltissimo (e sono certo che l’ascolterà perché sono andato di persona al suo forum per invitarla).
http://www.youtube.com/watch?v=gN2zcLBr_VM&feature=related
Bassina magretta incolore: in pratica, la Fedrigotti allo specchio. Sono andato a dirle quello che pensavo delle sue baggianate e ovviamente non ha pubblicato.
Per me se non corregge il tiro nella stessa sede in cui ha maldestramente attaccato Emma (con cattiveria gratuita e invidiosa), la Fedrigotti si conferma quello che già pensavo fosse: una Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare in sedicesimo.
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Faceva così l’adagio? Secondo me le righe della Fedrigotti non sono “contra”, anzi la F. mette in risalto in pochissime battute almeno tre elementi apripista per invogliare alla lettura: la statura della protagonista (sapete quante piccolette leggono?), il lieto fine (che di questi tempi è pressapoco fondamentale), la simpatia che “fa” il personaggio. Insomma, Emma non è “troppo bella per te” che poi non ce la fa a tenersi il suo uomo, ma magari, proprio perché non troppo bella, scatena l’ingrediente n° 1 di qualsiasi storia: il processo di identificazione. In fondo, leggendolo fra dieci anni mi sono sentita molto come Emma…piccoletta e magrina lo sono…vabbè incolore preferirei di no. Però nessuno è perfetto. Forse è questo che piace a Federico. E cioè agli uomini in generale.
Vexata quaestio: gli uomini si innamorano delle bellissime o delle non proprio belle, ma intelligenti, simpatiche, vere, capaci, insomma..DONNE?!
Cara Ebe approvo in pieno! Ebe for President! Tanto anche le bellissime hanno almeno l’alluce storto e qualche difettuccio. Evviva le imperfette.
Come diceva Oscar Wilde: le belle donne lasciamole agli uomini senza immaginazione!
Cara Ebe, a me non sembra come tu dici (e come anche Emma dice) e cioè che ci sia del positivo nella “recensione” della Fedrigotti.
Intanto il criterio della Fedrigotti, quello della “verosimiglianza” è concettualmente ridicolo in letteratura. Oltre che smentito dai fatti, nella fattispecie (vedi sopra).
La Fedrigotti voleva essere cattiva, ma per essere cattivi in modo efficace bisogna saperla lunga, e non è il caso della persona in questione.
Che inoltre ha diffuso informazioni sbagliate sulla vicenda narrata nel romanzo, e per una che scrive sul Corriere -giornale finanziatissimo da tutti noi attraverso le ingenti erogazioni statali- è gravissimo. Dimostra nessun rispetto per il lettore che oltre a finanziare il giornale spende pure l’euro necessario a comprarlo, e quindi PRETENDE di trovarci informazioni corrette.
La Fedrigotti, qualora non corregga il tiro -quantomeno in relazione alle informazioni sbagliate (Emma non incontra un amico d’infanzia, come scrive la Madame Pressapoco di turno) che ha fornito al pubblico danneggiando il romanzo-, meriterebbe la massima disistima e null’altro.
non corregga = non correggesse, oppure “non meriterà” (così casomai passasse qualche cruscante disoccupato lo lasciamo senza lavoro)
Ciò detto, è più che lecita, anzi auspicabile, una critica seria, a questo come a qualunque altro libro. Ma non sparandole a caso senza sapere nemmeno quello che si dice, come nel caso della Fedrigotti.
Un conto è farlo da utenti di un forum letto da alcune centinaia di persone, un altro farlo da professionisti ammessi a scrivere su un giornale che sette/ottocento mila copie, ed essendo pagati profumatamente per farlo.
Fossi il direttore del Corriere la licenzierei in tronco, la Fedrigotti. E mi scuserei in sua vece con i lettori.
Ammesso che non sia disposta a farlo in prima persona, staremo a vedere, voglio sperarlo.
un giornale che TIRA sette/ottocento mila copie… (scusate, devo imparare a rileggere i post prima di spedirli)
caro capofan
come si fa? Sei troppo incavolato e quindi non posso che portare rispetto verso ciò che dici.
Cercavo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Un saluto pieno di simpatia a Catia…
Ma sì capofan non prendertela l’importante è che se ne parli…..e poi vuoi che la Calvetti si spaventi di qualche imprecisione o critica?!
sono a pagina 100…..scorre veloce, leggiadro….
Emma è davvero simpatica e piena di colore.
Piuttosto carina la questione sollevata dalla nostra Ebe….ci sono a mio parere uomini che sanno apprezzare la testa di una donna e non solo le sue grazie.
Ce ne sono per nostra fortuna….trovarli è difficile ma non impossibile.
Io penso che l’intelligenza paghi….
Ebe a proposito ben venuta tra noi…finalmente….ci mancavi vero Paola?!
Baci
certo che ci mancava! Da bassina, magretta e coloratissima cinquantenne non so rispondere alla domanda sugli uomini, in generale, ma so, con certezza, che piacciamo tutte e che se siamo poco rifatte e magari naturali, seppure curate, li rendiamo più tranquilli. Mi veniva in mente una frase, anzi più battute, di S. Maugham dal romanzo DIVA JULIA (Adelphi): vado a recuperarlo quando torno a casa perchè ci sono frasi sull’invecchiamento… meraviglisamente attuali e pertinenti.
W le donne, tutte (meno la Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, ovvio), io sono innamorato del “genere” tutto, l’una o l’altra non fa differenza. Questa o quella per me pari sono…
http://www.youtube.com/watch?v=2l5q9QgjojM
e un saluto anche alla Serbelloni, questo dovuto
http://www.youtube.com/watch?v=26CYcG2ef5Q
Ebe ricambio il saluto e la simpatia!
Cara Emma,
che meraviglia SCOPRIRE che essite un sito dove poterti contattare.
Ho letto con amore ed entusiasmo le pagine del tuo libro, della tua storia d’amore e… ho deisderato di incontrarti.
Leggendo le tue parola ho fatto con te il viaggio nella città di Milano, dove anche io vivo e ho immagginato davvero di entrare nella tua libreria e trovarti…con i tuoi scaffali, con Alice e Alberto.
Magari un giorno cara Paola deciderai davvero di aprire una libreria vicino alla zona Cadorna di Milano.. se lo farai..
io verrò sicuramente a trovarti..
per ora..
dopo aver letto il libro, non mi rimane che tenere con me tutto ciò che mi ha trasmesso.
Maria