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A PROPOSITO DELLE “PRESENTAZIONI” DEI LIBRI: ovvero come l’autore può aiutare il libraio

Posted by emma on Feb 3, 2009 in librerie del cuore

Dal sito www.bookavenue.it un articolo che mi ha fatto riflettere, da lettrice e da autrice, sul tema delle PRESENTAZIONI DEI LIBRI. Intanto il “pezzo”.
LE LIBRERIE FANTASMA
“A leggere le “cose” che avvengono intorno alla libreria, sia che si tratti del rapporto Istat che dell’analisi dell’Aie è sconsolante la constatazione della fatica che la filiera editoriale incontra nel far crescere il proprio mercato. Dobbiamo ai bestseller, all’ubiquità dei libri in una varietà di canali, alle copertine sempre più belle e alle librerie sempre più accoglienti il fatto che aumenta il numero delle persone che leggono almeno un libro all’anno. Dobbiamo all’offerta al lettore di maggiori e più tempestive informazioni sulle novità e su una serie di servizi spesso on line, oltre i fattori sopra descritti, il fatto che i forti lettori aumentino un poco.Poi però, il grande mercato dei non lettori e quello meno costoso da fidelizzare (quelli che leggono da 3 a 5 libri l’anno) è terra di nessuno. Tutte le energie degli attori della filiera si concentra su pochi forti lettori e sui lettori deboli: una pacchia per i forti lettori, ma uno spreco terribile per tutti gli altri. Per carità, ci sono validissimi motivi per cui la gente legge poco e i tempi sono faticosi per tutte le filiere dei contenuti, però le operazioni ben gestite (i classici venduti insieme ai quotidiani, alcuni bestseller) hanno dimostrato che per fortuna i buoni libri si vendono, si leggono e stanno in classifica tanto tempo, a riprova del fatto che il mercato, se educato un pò, tanto fesso non è; e quindi, se i buoni libri ci sono, bisogna gestirli meglio, accompagnarli di più, trovare modi per promuoverli e venderli laddove si intercetta l’attenzione del lettore. Gli altri settori guardano la filiera editoriale per la sua capacità di introdurre continuamente nuovi prodotti. Al tempo stesso, ci sono molti spazi di innovazione gestionale che le persone (meglio: gli attori) del settore devono intraprendere, nonostante gli sforzi già fatti, se si vuole che i libri rimangano centrali nei consumi culturali delle persone. Il rischio altrimenti è che i costi per avvicinare i deboli lettori diventino sempre più alti e tutti gli attori si trovino a competere per far comprare un libro in più ai forti lettori. Mentre non si fa quasi nulla per il lettore medio (punto e basta, quello che compra da 5 a 10 libri) spaesato alla ricerca della libreria che non c’è. L’investimento pagherebbe più rapidamente”. Sono una cosiddetta “lettrice forte”, nel senso che compro decisamente più di cinque libri l’anno: diciamo che ne acquisto almeno 100. Dal 13 febbraio andrò in giro per l’Italia a “presentare” NOI DUE COME UN ROMANZO. Non lo faccio perché non ho altro da fare (difatti vado in giro soprattutto nei fine settimana), né perché sono vanitosa. Lo faccio per i clienti delle librerie e per i librai: sarei incoerente se dopo avere scritto un romanzo come quello dove si racconta di una libreria “viva”, rifiutassi di andare ad incontrare i lettori o anche semplici curiosi. Vero, promuovere (ma che brutta parola!) il romanzo sarà utile anche alle vendite, ma se paragono i lettori che intercetterei con una comparsata (farò anche quelle, se mi inviteranno) alla televisione o in audio alla radio, risolverei in tempi più brevi. In pubblicità si chiama costo-contatto, cioè quanto costa ogni contatto con ogni singolo utente (altra brutta parola…). Beh costa moltissimo, non in termini di denaro, ma in termini di tempo, energia, fatica fisica. Prendere un treno, a volte un aereo, dedicare agli incontri molto del mio tempo libero è una scelta etica, per me. Ci sono persone alle quali piace andare ad ascoltare, anzi, meglio, a chiacchierare con un autore che magari hanno amato o che ancora non conoscono. Lo faccio anche io: non mi sono mai persa le visite in Italia di alcuni autori stranieri che amo, ad esempio. Ma quando scrivo etica penso etica. L’autore non esaurisce il suo compito e i suoi doveri nei confronti dell’editore e del lettore con la consegna del suo testo, l’autore ha il dovere, io penso così, di accompagnare il suo libro e anche se cerco di evitare la classica intervista al microfono con domande imbarazzanti del tipo “da dove nasce il romanzo?” e altre banalità (sulla narrativa, poi… chennesò da dove è nato il romanzo? Dal cuore, dalla testa, dall’unione tra testa e cuore…), non dico mai NO a un libraio. Soprattutto a un piccolo libraio che sta in provincia. La direttrice della libreria Mondadori dove faremo la maratona era stupita (felicemente) della mia richiesta di mettere in vetrina non solo il mio romanzo ma anche tutti i romanzi degli autori che parteciperanno. Non è generosità o altruismo, è logica: che male può farmi mettere accanto a Emma l’ultima Gamberale o un saggio di Giangiacomo Schiavi o Una storia romantica di Scurati: non è cannibalismo, ma logica del cuore e di marketing: maggiore è l’offerta, maggiore è la seduzione. Vado nelle librerie perché penso che forse con la mia presenza il libraio può vendere qualche copia in più e, come scrive bookavenue “ i libri bisogna gestirli meglio, accompagnarli di più, trovare modi per promuoverli e venderli laddove si intercetta l’attenzione del lettore”, anche l’autore deve, se ama i libri, aiutare i librai, essere loro grato. So di un autore del quale per discrezione non faccio il nome, un autore famoso che non avrebbe alcun bisogno dei librai (tanto vende lo stesso), eppure se li coccola, li chiama, li visita, firma le sue copie come uno scolaretto disciplinato. Beh, io lo stimo, per questo. Anna Gavalda, un’autrice francese vendutissima (vende dalle 500.000 alle 600.000 copie per ogni titolo), non va alla televisione, ma gira in moltissime librerie in Francia perché predilige il rapporto diretto con lettori e librai. Farò lo stesso, e non perché penso così di vendere migliaia di copie, ma perché se ho scritto di Emma, lo devo anche ai librai. E non è piaggeria. Mi piacerebbe conoscere il parere di un/una libraio/a a proposito delle visite degli autori in libreria. A domani con gli aggiornamenti sulla Maratona.

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