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NON CI SONO PIU’ LE BELLE STAGIONI SU RADIO24

Posted by emma on Gen 30, 2009 in Noi due come un romanzo
Ogni sabato, A PARTIRE DA DOMANI,  alle 14  la giornalista Roberta Giordano, in compagnia di scrittori e scrittrici, proverà insieme agli ascoltatori a osservare i fatti di tutti i giorni e della vita in genere, con uno sguardo curioso e aperto, al di là di preconcetti e luoghi comuni.

  http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Non+ci+sono+piu%27+le+mezze+stagioni Inauguro la trasmissione, domani con una diretta e spero che avrete voglia di ascoltare. Roberta mi ha chiesto di cercare UNA BUONA NOTIZIA.Io credo la buona notizia della settimana sia prima legge firmata ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Questa è una bella giornata…e lo è ancora di più perché questa è la vera prima legge che porta la mia firma”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti. La legge, che è stata denominata ‘Lilly’ Ledbetter Fair Pay Act , rafforza uno dei principi fondanti della Carta Costituente americana e cioé che “tutte le persone sono create uguali  e meritano pari opportunità”. Lilly Ledbetter, per 19 anni dipendente della società di pneumatici Goodyear che dopo otto anni di lavoro scoprì di essere pagata il 40% meno di molti dei suoi colleghi maschi, nonostante facesse esattamente lo stesso lavoro. La lavoratrice denunciò l’azienda, un tribunale le diede ragione, ma durante l’era Bush la Corte Suprema - con una sentenza passata per 5 voti contro 4 - sancì che la lavoratrice aveva tardato nel presentare la denuncia, che andava presentata entro sei mesi dal presunto torto subito (nel caso specifico, lei lo aveva subito per anni, a sua insaputa). La denuncia di Lilly Ledbetter mise in moto un’ampia campagna contro la discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro. Fino alla legge di ieri. “Nel firmare questa legge, voglio dare un segnale chiaro - ha detto Obama -: e cioé che non ci sono cittadini di seria A o di serie B sui luoghi di lavoro”.Non è una buona notizia?Paola

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MARATONADAMORE2

Posted by emma on Gen 28, 2009 in Maratonadamore

Stanno arrivando le prime adesioni alla MARATONADAMORE, amici, giornalisti, scrittori e scrittrici, cronisti (anche di nera), insospettabili che mai avrei pensato aderissero a una Maratona che inanella brani di poesia e letteratura dedicati all’amore. Bene. Ecco i primi nomi.E se ho dimenticato qualcuno che ha già aderito, grazie di segnalarlo qui così correggo e lentamente… compongo la tela.Qualcuno mi ha chiesto di spiegare le regole e io, che detesto le regole, giustamente mi adeguo e spiego. Il meccanismo è molto semplice.Lo spazio eventi della LIBRERIA MONDADORI di Piazza Duomo, a Milano è a nostra disposizione dalle 16 alle 22. Ognuno di voi può venire a leggere qualche pagina (c’è chi ha scelto la poesia, come Pablo Paolo o Giangiacomo Schiavi, giornalista del Corriere della Sera), chi una canzone (come Enzo Gentile, che di mestiere fa il critico musicale e ha scelto The River, a suo avviso una delle più belle canzoni d’amore della storia del rock) tratta da un romanzo.Non fatevi ingannare dagli orari: chi vuole può stare con noi quanto gli pare e piace o arrivare anche all’ultimo momento e… aspettare il suo turno.Io non ho ancora scelto cosa leggere, lo farò nel fine settimana.Abbiamo deciso, insieme all’amico critico musicale Alberto Tonti, di intervallare le parole alla musica, canzoni d’amore, ovviamente. L’intervento-tipo dovrebbe essere di 5 minuti.Ecco i primi nomi.16.00 Teresa Ciabatti, scrittrice, I giorni felici 16.30 Antonio  Macchiavello, giornalista televisivo16.50 Donatella Costa, 16.55 Maura Lanfranconi Benazzo, direttore artistico 17.00 Alberto Tonti, architetto e giornalista17.30 Claudio Achilli17.40 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie) 18.00 Enzo Gentile, critico musicale (The River, di Bruce Springsteen)18.05 Catia Simone (Noi due come un romanzo)20.00 Carlo Brambilla, giornalista (Le braci, di Sandor Marai)20.15 Pablo Paolo Peretti, (”P” Poesie )ORARIO DA STABILIREGiangiacomo Schiavi, cronista Valeria Montaldi, scrittrice (Il manoscritto dell’Imperatore) Laura Galletti, libraia Gianfranco Pierucci, cronista MarialuceDiego, in arte capofanAntonio Franchini, editor narrativa italiana e scrittore (Notre dame de Paris, di Victor Hugo) Fulvio Pusineri, avvocato

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A CACCIA DI LIBRI ONLINE: SITI, BLOG, INSOSPETTABILI

Posted by emma on Gen 27, 2009 in librerie del cuore

Emma, la mia libraia, nutre una sorta di avversione epidermica, a volte viscerale, mai ideologica, per internet. Alice, la sua assistente e Mattia, suo figlio che a internet vive connesso tutto il giorno, la portano lentamente ad accettare e comprendere che “internet non è il diavolo”. Io sono una via di mezzo, tra Emma e Alice, con internet lavoro, su internet ho accettato e deciso di mettere anche i miei romanzi. Questo blog ne è la prova. Ma… oggi vorrei proprio parlare dell’aiuto e del benessere emotivo che si può provare … persino davanti allo schermo del computer. Ho scoperto un sito bellissimo: pagine bianche (come quelle dei libri), grafica chiara e una marea (lenta, mi raccomando, come quella di Belle-ile…) di informazioni, curiosità, notizie, recensioni e link, che preferisco chiamare AGGANCI con altri siti… in un mare di parole che si rincorrono l’una con l’altra e creano non connessioni, ma legami. Sono una fedele lettrice del forum LEGGERE E SCRIVERE di Paolo di Stefano, lo trovate entrando nel sito del Corriere della Sera: è una piccola ma agguerrita comunità di persone che amano i libri e che si scannano a volte (moderati dal moderatissimo e dolce Paolo, detto il Capo, detto PDS e altro) parlando/scrivendo di libri. Se le vecchie, posate recensioni dei giornali stanno scomparendo perché i giornali sono sempre più sottili e devoti alla cronaca (politica, tv, e a quella più crudele che ogni giorni pare assediarci, almeno io mi sento così), sui siti si respira aria di maggiore libertà, quasi che ci si potesse liberare del proprio ruolo, anzi, che si possa proprio non averlo un ruolo e finalmente si sia liberi di scrivere quello che ci pare, assumendo di volta in volta l’aspetto di lettore, di un commentatore, di un giocoliere delle parole, di un burbero e terribile recensore. Benedetti i siti internet dove anche chi non ha voce (ma sapete quanti ragazzi di talento potrebbero scrivere articoli e non hanno spazio/posto, figuriamoci contratti? Centinaia…) può esprimersi e dove si “parla” di libri che altrimenti se ne starebbero a sonnecchiare sui tavoli, ignorati da molti. Ci lamentiamo, spesso, di non trovare libri sui giornali, ci sentiamo dei panda innamorati della carta, difendiamo le emozioni (tutte le emozioni) che proviamo quando un romanzo ci appassiona e non vorremmo uscire per stracene sul divano a leggere: bene, facciamo il nostro dovere, allora e segnaliamo a chi ci legge, i nostri siti preferiti. Con motivazione, per cortesia. Con suggerimenti e persino recensioni e consigli per cambiare quello che non va.

Oggi io scelgo www.bookavenue.it e pubblico l’ultimo booktrailer che lì potete trovare (La lettrice bugiarda, di Brunomia Berry): tengo molto, come avrete capito, ai booktrailer, anche se è difficile trovarne di ben fatti. Questo blog diventerà un catalogo di librerie e booktrailer. non sono catalogati e magari chissà… vorranno catalogarsi qui, nella nostra immaginaria libreria. Sogni&Bisogni la faccio almeno “finta”, con l’aiuto di voi lettori e di colleghi scrittori.

Attendo le vostre segnalazioni.

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IL KILLER DELLE LIBRERIE

Posted by emma on Gen 25, 2009 in librerie del cuore

 214287832_ac93a8973a_b.jpg Il killer non ha un volto, né possiamo pretendere di acciuffarlo e sbatterlo dentro. Il killer è invisibile. Il killer siamo noi. Involontariamente uccidiamo le librerie. Non voglio scrivere un post patetico, né nostalgico, anche perché non sono un’appassionata di romanzi gialli, dunque nessuna difesa d’ufficio, ma questa settimana libresca è stata segnata da due episodi, che hanno colpito la mia sensibilità di aspirante libraia: chiudono, a distanza di poche settimane due librerie indipendenti: la Scherlockiana di Milano e la Murder One di Londra, entrambe devote al genere giallo/thriller, luoghi di incontro fra appassionati lettori, posti fisici dove si davano appuntamento scrittori e lettori, passanti e curiosi e dove… si trovava di tutto. La data della chiusura della Murder One, lo storico negozio londinese, unico del genere in tutto il Regno Unito, è fissata per il 31 gennaio 2009, dopo 21 anni di attività.Maxim Jakubowski, il titolare, ha detto che “la libreria non ha mai avuto particolari difficoltà economiche, ma che  la situazione dei mercati, e la perdita di valore della sterlina nei confronti del dollaro, non lasciavano presagire nulla di buono per il futuro. Meglio chiudere, quindi, senza lasciare debiti e con la reputazione immacolata”. Sic. Amen. Uffa.  Quella che segue, invece, è la lettera che l’ideatrice e dolcissima libraia milanese Tecla Dozio ha inviato ai clienti, ai giornali, agli amici. La pubblico e condivido con lei l’insofferenza dolente che esprime nei confronti di Milano perché se è vero che una libreria è un negozio come tanti e dunque è un’IMPRESA, è altrettanto vero che senza questi (e altri) negozi a misura d’uomo, Milano è una città impoverita, asettica e brutta. Si parla di Expo solo riguardo a grattacieli, strade, pochi alberi e giardini e nessuna libreria. Brutto, bruttissimo segno. Non ho ricette, figurarsi, ma continuo a pensare che da qualche parte esiste un modo per lasciar vivere una libreria. Voi?Paola  

  1. “La decisione di chiudere la libreria non è stata facile e ci ho perso il sonno per qualche mese.I motivi sono molti. Non è solo la solita e cronica mancanza di denaro, ma la consapevolezza di non avere possibilità reali. Fra l’altro, con somma meraviglia, mi è stata anche recapitata la notifica di sfratto. Sfratto che si riferisce alla vicenda del 2003 e che, secondo me, doveva essere conclusa, avendo pagato quello che dovevo. In ogni caso, questo è successo dopo che la decisione era già stata presa e che avevo capito che rimanendo in via Peschiera, non sarebbe stato  possibile farcela e non mi sento né la forza fisica nè la forza mentale per affrontare un trasloco, oltre alle migliaia di euro che costerebbe.Un’amica/cliente, quando le ho comunicato la mia intenzione, mi ha detto: “Non hai più voglia combattere, vero?”E’ vero, non mi ha mai spaventato combattere; non mi interessa fare dei sacrifici, però per qualcosa, non per niente e soprattutto quando i “nemici” sono molti.Quando un’attività non incassa abbastanza, ogni intervento è di tamponamento e le grosse crisi diventano cicliche. Infatti questo è stato. Se ne conoscono solo un paio perché le altre le ho risolte io e indebitandomi e con progetti faticosissimi. Vorrei raccontarvene solo una, di quelle occulte. Non ricordo in che anno, ma penso nel 2000/2001 una ventina di scrittori italiani si sono prestati a fare i testimonial di una casa di mode gratuitamente e il loro compenso e servito per tirare avanti ancora un po’. Non finirò mai di ringraziare le centinaia di persone che mi hanno aiutata in questi anni, ma non si può, credetemi, vivere in uno stato di continua emergenza. Quando, in passato, inopinatamente, ho detto di voler chiudere la libreria (e sapevo che era la cosa giusta), la stima, l’affetto, la partecipazione e le iniziative nate spontaneamente, mi hanno convinta a cambiare idea. Questa volta no. Permettetemi, a questo punto, di dirvi alcuni motivi in ordine sparso e non di importanza, se no non ce la farò mai a finire.Liquidiamo subito il punto “Comune di Milano” che non ha rispettato nessuna delle sue promesse. Il debito è stato saldato, l’associazione è stata fatta, ma…Anzi, alla richiesta di un appuntamento ci hanno risposto: “È inutile incontrarci, tanto non cambia niente, non ci interessa”.Sono stanca, dedico alla libreria molte ore al giorno e sono sola.La libreria con ordini, rese, rappresentanti, telefono e, raramente ;-), clienti.Le presentazioni: due alla settimana. Belle, divertenti, interessanti, ma faticose sia logisticamente che mentalmente. Del resto le presentazioni sono l’unico modo per avere gente in libreria.L’associazione, il sito, myspace, facebook, comprovendolibri, maremagnum, ecc. ecc. ecc. Devo dire che, quest’ultima parte, ha fatto conoscere la libreria e qualche cliente in più si è visto. Addirittura alcuni di loro il rapporto si è trasformato, in fretta, in un’amicizia per me importante.Dirigo una collana di gialli e mi sento in colpa verso gli autori. Ho dattiloscritti da leggere da oltre due anni, ma non ho tempo. Sarà un mio limite, ma ci metto fra le 20 e le 25 ore a leggere un dattiloscritto e, queste ore, devono essere quasi di seguito. Questo mi crea ansia e avrei dovuto scegliere di abbandonare la Todaro editore. E non me la sento, è troppo bello lavorare con gli autori.Vorrei arrivare a pubblicare 10/12 titoli l’anno, non 4 come adesso.Me ne voglio andare da Milano. Questa città, la mia città, che ho amato follemente non ricambia certamente il mio amore e sto odiandola.Desidero ritmi lenti e la natura intorno a me e tempo per leggere non solo quello che devo, ma anche quello che amo.Gli amici. Questa libreria occupa tutto il mio tempo e trascuro gli amici. Meno male che la maggior parte di loro li “frequento” in libreria e altri sanno che non è cattiva volontà se non mi faccio sentire, se non rispondo alle mail. Ma alcuni no, li ho persi perché non hanno capito. Io sono sempre disponibile per loro, solo ho tempi diversi.Mi fermo qua, anche se non credo sia tutto, ma ho già abusato della vostra pazienza.Alcune comunicazioni di servizio.Ho deciso, prima di rendere agli editori il venduto, di darvi la possibilità di acquistare tutti i libri presenti in libreria con uno sconto del 30%, fino al 31 marzo; poi penserò cosa fare dei libri che rimarranno perché ormai fuori catalogo. Per favorire tutti ho pensato di mettere tutto on line (questo ho fatto in questi ultimi giorni).Li potete già trovare su ComproVendoLibriFra qualche giorno saranno anche su MareMagnumSpediremo in tutta Italia.Potete, chiaramente, venire in libreria.A chi volesse posso mandare anche i file.Per evitare confusione chiunque volesse chiedere notizie sui libri e/o ordinarne, è pregato di usare questo indirizzo: libreriadelgiallo@excite.itL’aiuto che vi chiedo è di aiutarmi a diffondere questa parte della notizia. Un abbraccio e un grazie sincero. Tecla

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TRADIMENTI

Posted by emma on Gen 22, 2009 in Noi due come un romanzo

Ieri sera, molto tardi, si è, per così dire, “acceso” un battibecco, (no, non era un vero e proprio dibattito…) tra Tiziana, una lettrice del blog e un gruppetto di blogger, a proposito del romanzo. Non una recensione, né un commento a lettura ultimata, bensì un commento preventivo, che fra le altre cose diceva che non avrebbe letto “Noi due come un romanzo” perché è la storia d’amore di un uomo sposato con una donna libera. Più precisamente concludeva così: “odio le storie d’amore che si basano su un tradimento. Non le ritengo nemmeno amore ma solo egoismo. Non si poteva fare a meno di inserire questo squallido particolare”? Squallido particolare mi è parso eccessivo. Ma tant’è. Ho scritto una risposta veloce, dicendo che non sceglierei mai un romanzo o un film censurandone preventivamente il contenuto. Al massimo mi accade di ignorarli. Ad esempio non riesco a leggere storie di bambini violati: da mamma non ne reggo il peso emotivo. Tiziana era disturbata in modo molto acceso e rabbioso dal tema dell’adulterio… un argomento doloroso (per chi lo subisce, ma spesso anche per chi procura dolore con un tradimento) e foriero di legittime rabbie, ma mentre cercavo di addormentarmi, mi sono divertita ad elencare (invece delle pecore, cerco titoli) testi nei quali è presente un tradimento amoroso. Ho trovato nei miei ricordi fiumi di parole… che la mia libraia Emma, nel romanzo, ha sinteticamente composto nello scaffale Trinagoli. Lui, lei, l’altro. Lei, lei, l’altra. Lui, lui, l’altro. Lui, lei, l’altra eccetera… Mi è tornato in mente ( e una gran voglia di rivederne la versione cinematografica, ma non esiste DVD) uno dei testi più belli della letteratura teatrale contemporanea, “Betrayal” di Harold Pinter (è in edizioni Einaudi, per chi volesse leggerlo) e forse inconsciamente l’ho evocato perché lei, la parte femminile del triangolo si chiama Emma. In sintesi: due amici quarantenni, Jerry agente letterario, e Robert, editore, si frequentano, mentre il primo ha una relazione con la moglie del secondo, Emma. Un soggetto semplice, da soap opera, ma, invece, molto di più: si parla di una relazione, ma in realtà la storia di questa relazione tratta delle relazioni tra gli individui. Più precisamente: del modo contemporaneo, borghese di trattare “i grandi” sentimenti dell’amore, della gelosia, dell’amicizia. Betrayal è andato in scena per la prima volta nel 1978 e, cinque anni dopo, è diventato un film con Jeremy Irons (Jerry), Ben Kingsley (Robert) e Patricia Hodge (Emma), fedele trascrizione del testo teatrale: una catena di flashback in cui l’inganno supera l’adulterio, perché “è l’inganno che i protagonisti commettono verso la loro capacità di fare “esperienza” e la loro disponibilità verso la vita, cioè verso se stessi».Ecco, verso se stessi. Perché a ferire non è il tradimento, ma la bugia. E dunque, cara Tiziana arrabbiata preventiva con il tradimento di Federico nei confronti della silenziosa e dolce moglie Anna, in favore della libraia Emma, credo tu abbia toccato un tasto importante della letteratura o della narrativa se preferisci di ogni tempo: perché la narrativa batte dove il dente duole. E così fa il cinema, quando vuole ( e nel caso di Pinter riesce con assoluta, devastante perfezione) entrare nelle nostre coscienze. E spesso, toccare le nostre vite dal profondo. Non ho trovato brani del film ( è del 1983 e non si usava fare i trailer…), ma questa bellissima intervista con Jeremy Irons, che posto questa mattina. Se volete, aprendo il dibattito o il gioco delle citazioni: quali sono i romanzi con “adulterio” che amate ( o, nel caso di Tiziana) detestate di più?Paola

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Maratonadamore 1

Posted by emma on Gen 20, 2009 in Noi due come un romanzo

Locandina

Non sono narcisa. Non avevo idea di come “presentare” Noi due come un romanzo senza cadere nella trappola dell’autocelebrazione un po’ stupida. Poi… Emma mi ha soccorso e così è nata questa Maratonadamore (che poi è nel romanzo…) della quale vi anticipo la locandina. I protagonisti siete voi, i lettori e chi vorrà partecipare: abbiamo una libreria (e che libreria!) a disposizione per leggere, declamare, recitare, sussurrare al pubblico le pagine d’amore che più amiamo. E non fatevi confondere dalla “dicitura” d’amore: in ogni romanzo, anche in quelli d’avventura o nel giallo più cruento e misterioso si annidano pagine che parlano d’amore. Sono ammessi alla maratona tutti gli amori possibili: perchè l’amore, si sa, non fa distinzioni di razza, né di taglia. Chi preferisce si può prenotare e se lo desidera può anche segnalare le pagine che leggerà. Un’unica regola per tutti: non superare i 5 minuti. Un po’ come diceva Andy Wharol. Io leggerò qualche pagina dal mio romanzo, ma anche brani di romanzi che amo e vorrò condividere con voi.

Per ora è tutto. Da una Milano piovosa. Piovosa. Piovosa.

Paola

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Ricevo da una “vera” libraia

Posted by emma on Gen 19, 2009 in librerie del cuore

Ho ricevuto il primo messaggio da una “vera” libraia: merita un post.

“Cara Paola, mi rivolgo a te come ad un’amica perchè tale ti considero dopo aver letto il tuo ultimo delizioso libro. Mi presento: mi chiamo Teresa, ho 51 anni, sono una vecchia libraia, lavoro al Multicenter Mondadori di Bologna, sono sposata con un architetto da trent’anni. Puoi subito capire come mi sia immediatamente immedesimata nel personaggio di Emma! Ho amato questa piccola libreria che cresce pur rimanendo assolutamente a misura d’uomo, ho amato il modo in cui i libri vengono considerati creature, motivi di ispirazione, adatti a portare conforto o a divertire, e non semplicemente dei numeri come succede oggi. Mi è sempre molto piaciuto questo lavoro e cerco di trasmettere il massimo nel mio rapporto col pubblico, nei consigli elargiti, perchè non c’è nulla che dia piu’ soddisfazione di un cliente che ritorna da te perche gli hai fatto leggere un buon libro… anzi, il libro di cui aveva bisogno in quel momento. Spero vivamente che se ti capiterà di passare da Bologna verrai a trovarci e a visitare la nostra libreria. Ti auguro un buon proseguimento e spero di conoscerti presto.

Un saluto affettuoso Teresa

Un’ultima cosa: quando hai citato “La parola amore nella terra di Clare ” mi sono emozionata perchè è un libro su cui ho pianto tutte le mie lacrime!”

 
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Parigi

Posted by emma on Gen 18, 2009 in librerie del cuore

Sono a Parigi. Un fine settimana di lavoro, per incontrare il mio editore francese, ma anche tante camminate, lo spettacolo di Toni Servillo La trilogia della villeggiatura e… una visita, d’obbligo, a una delle mie librerie preferite: la Shakespeare and Co. Non essendo capace di riprendere con il cellulare… Nè con una telecamera… ho cercato il miglior filmato su You Tube e lo pubblico.Paola

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